Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 16 ottobre 2012


     
FALSO NEL BILANCIO DELL’ITALIA: AUTORI 

PRODI,VISCO E PADOA SCHIOPPA, LA 

DENUNCIA VIENE DALL’UE.


Scoperto l’ultimo FALSO IN BILANCIO dell’Unione: hanno spostato da una Finanziaria all’altra un patrimonio , al solo scopo di incolpare Berlusconi di aver lasciato loro dei conti in rosso. La UE ha da poco svelato il sistema di “Prodi, Visco e Padoa Schioppa” : mettere a bilancio delle poste "una tantum" ed assolutamente false per gonfiare il deficit da addossare al Governo Berlusconi del 2001/2006. Non so se vi rendete conto dell’infimo livello di infamia di costoro. Confesso che provo un fortissimo ribrezzo, un disgusto inarrestabile contro questo trio di falsare mascherati da Ministri italiani i quali non si sono fatti alcuno scrupolo a danneggiare e ad infangare il Paese pur di poter vanesiamente criminalizzare e diffamare l’avversario politico, anzi , il “ loro nemico da abbattere senza se e senza ma”. Mi piacerebbe oggi guardarli in faccia e chieder loro quale sarebbe il loro senso dello Stato. Questi sarebbero i nostri “statisti de sinistra ”? Tre gaglioffi ragionieri imbroglioni che falsano i conti degli italiani? E uno di questi tre pretenderebbe pure di essere deposto sul Colle? Va bene che sul Colle è stato depositato anche un Giorgio Napolitano, ma per favore almeno un po’ di contegno e di senso della misura nello screditare il Quirinale con inquilini che meriterebbero semmai dei processi giudiziari , penali e storici piuttosto che i regali privilegi di quell’istituzione. L’esperienza dunque della sinistra al governo , nella scorsa legislatura , potrebbe presto arricchirsi di un altro primato: quello del «falso in bilancio più grande della storia e del mondo », una cifra vicina ai 30 miliardi di euro con i quali il trio Prodi/Visco/Padoa Schioppa avrebbero intenzionalmente «inquinato ed insozzato » i conti pubblici italiani allo scopo di far sembrare peggiore la situazione ereditata dal governo Berlusconi e accreditarsi politicamente come dei risanatori. Eurostat ha già accertato l’inesistenza di quasi 15 miliardi di Euro e, secondo quanto mi risulta , i conti italiani sarebbero «sotto revisione» per quanto riguarda la cifra rimanente.

L’indicatore più noto per misurare la «gestione » della politica economica di un governo è l’evoluzione del rapporto fra il deficit e il Prodotto interno lordo. Questa misura è importante sia in senso assoluto (perché se essa supera stabilmente il 3% l’Europa apre una procedura di infrazione) sia in senso relativo perché si possono confrontare le gestioni dei diversi Stati fra di loro e rispetto alla media europea. Ogni governo è poi «responsabile» degli anni a sua guida, che sono solo quelli per i quali firma la legge finanziaria che, come è noto, stabilisce spese e entrate per l’intero anno. Pertanto sono attribuibili al centrosinistra i risultati degli anni dal 1997 al 2001, al centrodestra quelli degli anni dal 2002 al 2006, di nuovo al centrosinistra gli anni 2007 e 2008. Ebbene, come denuncia Eurostat Prodi, Visco e Padoa Schioppa crearono delle voci «una tantum» che pesarono sul deficit italiano del bilancio 2006 ( l’ultimo del Governo Berlusconi 2001 / 2006 ) per la bellezza di circa due punti percentuali di quel rapporto , così da consegnare alle stampe e ad un incredula ma silente Istat un dato pesantissimo da assegnare , appunto, al 2006 e dunque al Governo Berlusconi : meno 4,4%, il peggior risultato dal 1996 , che sarebbe così passato alle cronache come responsabilità del governo di centrodestra. Ma le voci in questione si sono poi rivelate false , assolutamente inesistenti. Un metodo che il centrosinistra aveva ampiamente sperimentato già dal 1994, quando grazie alle false accuse create da Di Pietro , il Governo eletto dal popolo fu sostituito con uno di centrosinistra , uscito dagli accordi di corridoio del Quirinale non per niente okkupato da un ex Magistrato moralista come O.L. Scalfaro.

La prima di queste voci fantasma era relativa a possibili rimborsi sull’Iva delle auto aziendali ( quella voce trasformava in debito certo, liquido ed esigibile dello Stato , con una valutazione di ben 15 miliardi di euro, delle pretese di rimborsi da parte delle aziende di rimborso dell’IVA pagata al fornitore per l’acquisto di auto aziendali ) è già stata cancellata da mesi (nell’assordante silenzio mafioso della così detta “ stampa libera” )da Eurostat, che ha classificato come «metodologicamente scorretto» il carico di spese, solamente eventuali ed ipotetiche e, per altro, non ancora verificatesi sul bilancio 2006. Se volete controllare , prego consultate immediatamente il sito di Eurostat dove il rapporto deficit/Pil per l’Italia nell’anno in questione appare già ridotto, dal 4,4% indicato dal trio dei falsificatori, al per ora già ridotto 3,4 per cento.

Nella stessa nota in cui Eurostat accerta questo primo falso nel bilancio statale c’è una nota che indica come anche le voci di quel bilancio italiano relative a «investimenti infrastrutturali» siano sotto esame. Spiegare cosa significhino quelle voci vuol dire svelare anche con quanta e quale tendenziosa spregiudicatezza si sia comportato quel governo Prodi pur di falsificare i conti italiani al fine di diffamare il governo precedente, addebitandogli pubblicamente responsabilità dalle quali il trio dell’Unione sapeva benissimo essere quel Governo del tutto estraneo. Leggete e stupite , ma, per favore, non dimenticatelo. Prendete la Legge Finanziaria del Governo Prodi (2006/2008)per il 2007,(quella spacciata dal trio dei falsificatori di bilanci pubblici come quella del «più tasse per tutti») : era costituita da un solo articolo con la bellezza di 1.364 commi, una sciagura il solo leggerla. Bene, andiamo ora a leggere l’ultimo dei 1.364 commi della legge finanziaria , pensate proprio l’ultimo il cui testo, ci accorgiamo subito , è assolutamente inconsueto: dice, come da diritto , che la legge entra in vigore il 1° gennaio ( 2008) «tranne» quattro commi che, in modo del tutto irrituale, entrano in vigore già dal 27 dicembre. Tali commi prevedono l’accollo dello Stato dei debiti delle Ferrovie dello Stato per 13 miliardi che quindi, per quattro soli giorni, venivano caricati totalmente sull’esercizio 2006, quando invece, andavano ripartiti fra diversi anni della loro formazione. Un vero e proprio colpo di mano, una truffetta contabile degna giusto di un ragioniere di Parmalat di Tanzi.Fu immessa dunque questa voce non ostante fosse ancora , a quel tempo, finanziariamente indeterminata, perché il decreto attuativo sarebbe stato emesso solo in seguito. Ma non finisce qui, perché risulta che proprio lo stesso Eurostat aveva imposto ,sin dal 2005 , un diverso criterio di imputazione di questo deficit. L’istituto europeo aveva infatti classificato tale somma come debiti dello Stato nel 2005 e, secondo quanto si può leggere sul rapporto che accompagnava la riclassificazione, aveva stabilito tassativamente che fossero imputate come deficit solo e solamente le cifre relative a debiti giunti a scadenza e non onorati dalle Ferrovie e, in ogni caso, solo per gli anni in cui queste scadenze fossero avvenute. Non esisteva quindi nessuna ragione per disporre l’accollo di una simile cifra e soprattutto nessuna motivazione per una così clamorosa ed anche grossolana forzatura contabile, congegnata in modo da gonfiare il deficit 2006, anzi, Eurostat aveva espressamente deciso tutt’altro.

Alla luce di tutto ciò capisco molto bene l’imbarazzo dei nostri grandi giornalisti di regime e “ de sinistra” , nonché dei severi contabili europei che si trovano ad avere a che fare con dei bilanci italiani , firmati da Prodi, Visco e Padoa Schioppa, che risultano falsati per quasi 30 miliardi di Euro. Siamo come la Grecia, pensate voi. Se, come pare ormai quasi certo , oltre la voce dei rimborsi IVA anche questo accollo dei debiti delle Ferrovie - dato il palese artificio contabile e l’esplicita indicazione contraria del 2005 della stessa UE- verrà cancellato da Eurostat, bisognerà riscrivere la storia economica delle ultime legislature, ammettendo che il risanamento era stato in effetti iniziato dal governo Berlusconi, dato che il centrodestra, senza il «superfalso» in bilancio ordito della sinistra, risulta aver ricevuto dal Governo di centrosinistra un deficit/pil al 3,1% ed averlo riconsegnato al successivo Governo Prodi migliorato al 2,5% (in controtendenza con la media dell’Europa a 15 nazioni che, nel periodo, ha al contrario leggermente peggiorato tale rapporto). Risulterebbe invece così pressoché nullo il risultato dell’ultimo governo dei Prodi, dei Visco, dei Padoa Schioppa, dei Diliberto e dei Di Pietro, ai quali spetterebbe invece di diritto il poco ambito riconoscimento come campioni mondiali di «FALSIFICATORI DI BILANCI » in Europa: che figura, signori miei, per chi , per decenni, ci aveva scassato i gabasisi col famoso falso in bilancio , per decenni strumentalizzato come simbolo delle malefatte del centrodestra.
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DECLINAZIONE ITALIANA DEL VERBO

 GOVERNARE : NOI RUBIAMO QUANTO MA DA 

QUANDO POSSIAMO, VOI INVECE RUBATE DA 

SEMPRE

Non lo dico mica io, ma un duo che di verità, urca, se ne intende: Curzio Maltese e Francesco Merlo, gente che ha la verità nel pennino, a cui basta uno sguardo per capire come cambia il mondo e perché, a cui basta il tempo di un battito d’ali di colibrì per scavare nei reconditi abissi delle trasformazioni umane e sociali. Chapeaux! Qui di parla di Curzio Maltese,qui si accenna a Francesco Merlo, mica due fregnacciari radical-chic qualsiasi. Sono loro , non per niente compagni di fregata – si fa per dire, sia chiaro – di quel Massimo Giannini che usa presentarsi con il famoso “ Sono Massimo Giannini, sono Vicedirettore di Repubblica e sono molto colto”, che, con assoluta convinzione, sul Venerdì di Repubblica, ci hanno spiegato che i Fiorito e gli altri ladroni «riflettono l’antropologia di una classe dirigente ignorante, pacchiana e soprattutto ladra. Non solo rubano, ma non se ne pentono». E certo, vuoi mettere com’è più raffinato, rispetto a quel debosciato di Fiorito , più elegante e meno ladro uno come Lusi, che se ne va in convento ad espiare? O uno come Penati che inquisito e rinviato a giudizio per reati da far venire i brividi se ne resta al suo posto in Consiglio Regionale Lombrdo? O uno come Vendola – quello che gridava “ fuori gli inquisiti dal Parlamento” mica cazzi! - che, con due rinvii a giudizio sulle spalle per concussione ed abuso d’ufficio invece che dimettersi – come vorrebbe facessero i nemici - si candida alla carica di Premier ? O di uno come Tedesco o di uno come Errani , il primo rinviato a giudizio per corruzione come il secondo per abuso d’ufficio? Ma mica finisce qui. Fatta una breve pausa per prender fiato, Maltese continua con la fissità di sguardo che tutti noi gli invidiamo e giù a spiegare che questa corruzione è di destra, che è frutto del ventennio berlusconiano e di colui che, «almeno nei libri di scuola», descriveranno come «il grande artefice del regime più corrotto d’Italia».Spero proprio che Maltese e Merlo saranno in grado di leggerli, i futuri libri di storia d’Italia, lo spero per loro. Per vedere, come cantava Jannacci, “ l’effetto che fa!”quella verità che essi ignorano.

Tanto Maltese e Merlo ragionano con le budella, invece che con la mente , che neanche s’accorgono che, conti alla mano, in questi ultimi 20 anni di “regime Berlusconiano” , Berlusconi ed il centrodestra hanno governato solo nove anni (94/95, 2001/2006, 2008/2011) contro gli undici del centrosinistra; ritengo che anche i cervelletti alla Curzio Maltese o alla catanese ( Merlo) , se ogni tanto venissero oliati e messi in moto , capirebbero che parlare di un “ dittatura dell’opposizione” è una “ pura cretinata” , oltre che un “ ossimoro vivente”. Se anche questo Blog dovesse affrontare il tema della corruzione politica come fanno il “ Gatto e la Volpe” , ossia Maltese e Merlo, potrebbe dire che non è vero che a destra rubano di più, ma che è vero che a sinistra hanno rubato per molto più tempo , avvalendosi di più complici , con maggiore protezione da parte delle toghe amiche e con molta cautela , perché non si fanno beccare e quando li beccano trovano sempre un Di Pietro ed un Gerardo Colombo che li salvano , come hanno fatto con il compagno G. E quando li beccano, li beccano con decenni di ritardo, così da far avvicinare la “ santa prescrizione, come nel caso Penati e poi che non si dica in giro, che nessuno lo sappia, che prevalga l’omertà implicita e collaterale all’assistenzialismo di Stato ,che si rispetti, cioè, la regola togliattiana di questa democrazia bacata , secondo la quale non è vero ciò che è vero ma è vero solo ciò che i media vogliono far passare per e come vero. Per esempio, il fatto che qualche giorno fa la vedova Fortugno, cioè l’ on. Laganà , una deputata del P.D., sia stata rinviata a giudizio per truffa allo Stato lo avete forse letto sulla prima pagina di Repubblica o della Stampa o del Corriere della Sera? No, semmai ho scovato la notizia su Repubblica, ma solo dopo otto giorni dal fattaccio e per di più relegata ad un trafiletto in ventunesima pagina. Allora certamente sarà stato pubblicato dalla Gazzetta delle Procure, su Il Fatto Quotidiano? Macché prima pagina,l’ho trovato in un trafiletto di 10 righe, ma a pagina 6, che per Il fatto è quasi l’ultima pagina. Così per loro, per i Maltese, per i Merlo e per i signorini scicchettosi di sinistra, il caso Laganà in pratica non esiste. E quando la questione si sposta dalla politica ai poteri veri del paese, sia che si tratti di ministri della tecnocrazia dominante (Passera, Grilli) o banchieri di alto rango (Profumo) il silenzio e la copertura del mondo dei media moralisti diventano ancora più evidenti e sfacciati. Che fine ha fatto, per dire e ricordare, la faccenda del Monte dei Paschi di Siena, l’acquisto della Banca Antonveneta e il fatto che si adombra una stecca da un miliardo di Euro tutta dentro il P.D.? Ne avete voi saputo qualcosa negli ultimi due o tre mesi ? Se poi il soggetto in questione si chiama Carlo De Benedetti, l’editore dei Maltese e dei Merlo , la possibilità di venire a sapere dei suoi guai giudiziari è pressoché nulla; per cui, la notizia che il Gruppo L’Espresso di proprietà del suddetto editore residente in Svizzera fosse sotto indagine per elusione fiscale dal 1991, è comparso sui media solo dopo la condanna in secondo grado,cioè 20 anni dopo lo scandalo, non come si fa con quei lazzaroni del centrodestra , che si sbattono in prima pagina e con una bella condanna definitiva “ senza “ alcun processo prima che sia avviata anche l’inchiesta . Che per caso avete letto su Repubblica che la CIR del suo editore Carlo De Benedetti è socio maggioritario di un’impresa che è accreditata e convenzionata con la Regione Lombardia di Formigoni, dalla quale acchiappa alla grande contratti per servizi sociosanitari? Non sia mai! Invece leggete tutti i giorni la feroce campagna contro la Regione Lombardia e contro Formigoni. Per caso Repubblica vi aveva informato , con dovizie di particolari anche stuzzicanti, che Sorgenia , la società energetica del suo editore naturalizzato cittadino svizzero Carlo De Benedetti, ha svariati insediamenti e forniture nelle terre sulle quali pontificava er Batman?

Se il complicato rapporto tra diritto e morale, in una moderna democrazia , fosse solo una questione antropologica, come Maltese e Merlo hanno il compito dal loro editore di inculcare nelle menti dei loro seguaci , allora basterebbe prendere tutti quelli di destra e sbatterli in galera, come fanno i talebani con i “ nemici di Allah”, perché, come dice il duo Maltese - Merlo , “ i talebani alla vaccinara“, «esprimono una classe dirigente di miracolati, arruolati nei bassifondi della società, i quali in cambio di un servilismo assoluto verso il capo, ricevono poltrone, denaro facile, case, auto, escort e mano libera per vuotare le casse pubbliche». Maltese e Merlo parlano in questo modo perché in questo essi sono dei veri “ super esperti” . Questa è la “ loro” strada, questo è il retaggio che la sinistra comunista, poi autodefinitasi antropologicamente superiore, ha storicamente imposto e percorso fin dal secondo dopo guerra , inventando ed istituzionalizzando , complice la succube D.C. del tempo, quel malcostume e quel malaffare clientelare che è lo “ spoyl – system” , un sistema – questo sì delinquenziale ,ma che trova i tanti nostri Magistrati sempre “occhiuti” con i peccati del nemico ma sempre voltati dall’altra parte davanti ai reati dei propri mici e sodali - dove orde fameliche di “ famigli” venivano piazzati con i soldi nostri in posti strategici statali ad ogni elezione politica al posto di altrettanti “ famigli” il cui Don Rodrigo aveva perso le elezioni politiche . E come quando risolse l’imbarazzante problema di affrontare la sua storia mandando i nemici del popolo (erano allora i borghesi, i preti, i capitalisti, i fascisti o presunti tali) a riempire le fosse comuni oppure facendo “ lavorare “ i plotoni d’esecuzione delle formazioni partigiane rosse. Ma la “loro” storia, in questo Paese, era , allora, una questione tribale, omicidi, stragi, vendette, impiccagioni, fucilazioni di massa, vilipendio di cadaveri esposti come trofei , insomma l’invasione dell’Italia della ideologia comunista e stalinista , diventata, col tempo, ad oggi, questa spazzatura da salotto e da redazione che Merlo e Maltese spargono a piene mani .

Uno ragiona ma poi gli capita di guardare una foto di Curzio Maltese ed una di Francesco Merlo e allora capisce tutto, capisce perché sono così incazzati con l’universo mondo. Ma siccome non voglio passare per quello che dileggia l’infantilismo intellettuale e mentale di certi “opinion maker “nostrani, li lascio vivere , felici, nelle loro riserve indiane , dove tutti gioiscono raccontandosi a vicenda della loro superiorità morale mentre rubano come gli altri ,schizofrenia tutta “ de sinistra” frutto di decenni e decenni di oculate selezione della razza, coltivata nelle riserve artificiali , nei salottini di “Repubblica” e nei corsi intensivi ai Palasharp di Scalfari e di Zagrebelsky con esibizioni di indifesi tredicenni , violentati e stuprati nel cervello infantile, se non anche nel corpo .

Chiudo con Luca Zingaretti, ultima icona “ de sinistra” , paradigmatica e plastica rappresentazione di questa colta gauche de noantri, magari alla carbonara ed alla puttanesca : anche « a me mi hanno imparato» che loro sono diversi .

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LA SOLITUDINE DEI VERI UOMINI DI STATO


Quello che ha detto Silvio Berlusconi non è quello che ha riempito le pagine dei giornali di ieri e di oggi né quello che , subito, ingordi ed ormai disperati mezzi busti televisivi, hanno cercato di approfondire nei loro dibattiti. Davanti a tutti gli indecorosi ed orripilanti spettacoli che quotidianamente la politica politicante ci ammannisce, davanti alle corruttele, alle collusioni illegali, alle concussioni, agli approfittamenti ed alle ruberie che tutto l’arco politico quotidianamente ci mette sotto gli occhi e che riguardano tutti i partiti ( rammento Lusi per il P.D. democristiano, Penati per il P.D. ex comunista, Belsito per la Lega Nord, Fiorito per il PDL, la Regione Molise per l’IDV, Maruccio dell’ODV nella Regione Lazio, la Sicilia per l’UDC, la Puglia con Vendola, Tedesco ed altri, l’Emilia Romagna con Errani rinviato a giudizio per reati di corruttela, la Regione Lazio che ha scoperto come la Riforma del 1999 del Titolo V della Costituzione abbia rappresentato per il Paese l’inizio di un precipizio senza fondo che ha consentito a tutti i partiti della Giunta Polverini – ma lo stesso era accaduto anche con la Giunta Marrazzo, evidentemente – di votare all’unanimità l’aumento dei loro fondi, ecc) appare oltremodo necessario ragionare pragmaticamente nel solo interesse del Pese, dato che ragionare ancora per l’interesse di botteguccia politica squalificherebbe ancora di più la stessa politica davanti al mondo. Che poi il PDL sia da azzerare, da rifondare , che sia da trasformare con una diaspora controllata dai valori comuni ,che possa coniugarsi in un manifesto ed offerta politica - elettorale liberale e democratica, non è stato mai un mistero. Solo alcuni valori comuni possono creare un unione politica e temporanea fra i laici liberali democratici come il sottoscritto ed i manettari ex fascisti di AN, i giustizialisti della Lega Nord ed i baciapile dei vescovi dell’Udc. Ben venga dunque una diaspora legale del PDL e che si ricostituisca dunque AN perché così come un liberale democratico come Silvio Berlusconi sdoganò dalla fogna in cui vivevano gli allora aderenti l MSI, così solo una eventuale unione politica potrà unire “pro tempore” i due partiti al fine di un Governo quinquennale che attui riforme istituzionali e costituzionali condivise. Non si può tenere uniti concetti di vita e di valori diversi, né si può tollerare che vi siano comportamenti disdicevoli di asservimento al vincitore come quelli di Fini e di Casini quando il carro di Berlusconi e di Forza Italia andava alla grande. Rifondare dunque Forza Italia, lasciare che gli ex AN ricostituiscano il loro partito come loro desiderano, che la Lega Nord dimentichi Bossi e si riaffermi sul piano politico come merita. Lasciare all’Udc la responsabilità davanti al Paese ed anche al mondo, ed alla Chiesa, di scegliere a quale forno conferire la propria poca farina per ottenere pagnotte a non finire. Insomma è l’ora della responsabilità verso il Paese, non verso i partiti politici.

Già nel 1994 accadde che, solo grazie alla discesa in campo di Silvio Berlusconi Forza Italia appena costituita distrusse, come valanga , la “ gioiosa macchina da guerra” del PCI di Occhetto che già pregustava il “ lauto pranzo “, insieme a quella Magistratura che gli aveva spianato la strada distruggendo i partiti nemici e salvando spudoratamente solo il PCI con quella vergognosa stagione delle vendette tribali che fu Tangentopoli. La storia politica dell’Italia, qualcuno lo dica anche ai Maltese, ai Merlo, agli Scalfari, ai Mauro ed a Repubblica, non conosce che tre statisti che sono riusciti a salvare l’Italia dal dominio del comunismo. Essi sono stati negli anni bui dell’immediato dopo guerra Alcide De Gasperi, negli anni bui del terrorismo e dell’inflazione a due cifre Bettino Craxi e negli anni bui del “ regime dei Magistrati e dei banchieri “ Silvio Berlusconi. La storia non ne indica altri. Non saranno costoro scrivere i libri della storia d’Italia di oggi, ne stiano certi. E, senza possibilità di falsificare la storia , costoro non avranno scampo.

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DALLA STASI E DALLA GESTAPO , ALLA

ODIERNA OPPRESSIONE DELATORIA, DA 

DOMANI ISTITUZIONALIZZATA IN ITALIA

Vi ricordo, se ve ne foste dimenticati o se non ne siete stati debitamente informati dai vostri giornali di riferimento ( lo dico perché i lettori di Repubblica , per esempio, non sanno nulla di questo che sto per ricordare) che dall’ormai vicinissimo 31 ottobre 2012 troverà concreta applicazione quel vero e proprio regime di polizia fiscale che non solo ha elevato a “ valore etico” niente di meno che la “ pura delazione” ( come nei regimi dittatoriali, come sotto la Stasi comunista nella DDR, come sotto Stalin nell’URSS comunista , come sotto il nazismo con la Gestapo di Hitler, come sotto Mussolini nel regime fascista, ecc) ( perché fare il delatore comporterà anche riscuotere una taglia sotto forma di premio) ( ancora non siamo al “ Dead or alive “ ma poco ci manca) ma che consente all’Agenzia delle entrate di venire a conoscenza di ogni movimentazione bancaria effettuata anche tramite intermediari finanziari diversi dalle Banche. Un’operazione intrusione nella vita privata dei cittadini che non ha precedenti nell’Europa ed in uno Stato di Diritto dove è un principio irrinunciabile che il fisco abbia accesso alle informazioni mai in via preventiva e presuntiva, come avverrà ora dal 31 ottobre prossimo , ma solo quando avvia una verifica fiscale. Questo stato di polizia fiscale è stato introdotto dal banchiere/senatore a vita Mario Monti con il famigerato decreto denominato “ Salva Italia”. Così dal 31 ottobre ’12 Mr Befera riceverà notizia di ogni spesa, accredito, assegno, bonifico, etc che venga fatto nelle banche italiane. Grazie dunque a Monti si realizza un passo decisivo verso la realizzazione di quello “ stato etico” tanto caro ad Hegel ed anche a Stalin, ad Hitler, a Mussolini, a Pol Pot e a campioni di democrazia cristallina. Mi sento male se penso a quel che succederà: i controlli che ci soffocheranno, gli accertamenti a milioni, una soffocante cappa di controlli che spegnerà la libertà di questo disgraziato Paese. Pensate che succederà a fare scambi con ogni persona della quale non conosciamo i segreti e che magari ignoriamo essere indagato, il nemico è in ciascun nostro creditore o debitore, ognuno di noi vedrà nemici e pericoli pubblici in tutti gli altri. Una società di nemici, una società di delatori. Bello spettacolo, Professor Monti, proprio uno spettacolo da Paese incivile. Per ciascuno di noi poi sarà come andare a fare i propri bisogni in bagni senza porte e senza serrature, come nei penitenziari. Stato di Diritto dove sei finito? Dove ti hanno cacciato?

Non lamentatevi, mi dicono, perché la “ lotta all’evasione fiscale” è un dovere per ciascun bravo italiano. Ed anche perché nell’America, per esempio, non scherzano. Se lavorate negli Usa avete a che fare con l’IRS ( Internal Revenue Service ) che vi entra in casa e nelle tasche senza alcun previo permesso. E se lavorate fuori Usa ecco la gemella dell’IRS, la FACTA (Foreign Account tax compliance act) , che vi controlla per le vostre attività all’estero. Chi ci fa questo “ ditino alzato” è un ipocrita bugiardo che dimentica come la tassazione Usa sia incomparabilmente più leggera di quella da record del mondo italiana. Perché negli Usa non solo non esistono ritenute di imposte e tasse sui salari, stipendi e pensioni ( come da noi ), non solo non esistono “ acconti” o “ saldi” di imposte , ma esiste un sistema che per ciascuno Stato prevede , fra imposte centrali e federali, una tassazione globale che mai supera un terzo del guadagno e dove alcune imposte ( comprese già in quel terzo) vengono ripagate da sconti sulle rette delle scuole e simili. Non solo. Ma negli Usa esistono anche gli “ accordi fiscali” che consentono di conoscere in anticipo quanto graveranno le imposte. Negli ultimi anni questi accordi fiscali sono alla base del rapporto fra società di consulenza e Stati Usa, per combattere insieme l’evasione fiscale. Insomma, negli Usa si combatte l’evasione fiscale con la collaborazione anche dei cittadini ai quali cittadini onesti , che già pagano le loro imposte, però non si impongono sempre più imposte a posto di quelle che gli evasori non pagano.

Qualcuno finalmente comincia a capire ed ad ammettere che molta dell’evasione fiscale italiana è dovuta alla necessità ed alla sopravvivenza davanti all’esosità ed all’arrogante prepotenza del nostro Stato mangiasoldi. L’evasione vera è quella che ci viene inferta dalla criminalità e dal malaffare, perché quella evasione “endemica, da sopravvivenza ” ( che vale sia per i lavoratori dipendenti che per le imprese) non va “ combattuta”come fosse un crimine, ma va invece “ curata ” con un sistema fiscale più leggero e che permetta la sopravvivenza di tutti. Ma questi sono argomenti diversi dalla introduzione dello Stato di Polizia fiscale che Monti – sia chiaro, sostenuto da P.D. ed anche vergognosamente dal PDL oltre che da altri – ha introdotto nel Paese, cancellando lo Stato di Diritto. Sarei curioso si sapere quanto ne sia fiero.

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ANCORA SULLA QUESTIONE MERIDIONALE

Nacquetti, come diceva ironizzando Totò, nel 1938 ed in Sicilia , insieme (visto che le disgrazie non vengono mai da sole, ma almeno in coppia ) alle odiose “ leggi razziali “, mica bruscolini. La mia famiglia lasciò la Sicilia l’anno dopo la mia nascita e si trasferì a Roma, dove sono praticamente cresciuto, dove ho studiato, dove ho lavorato, dove ho vissuto e dove ancora vivo . Sono passati dunque settantaquattro anni e da settantaquattro anni sento dal Quirinale e da Palazzo Chigi , ma specialmente dal Quirinale , echeggiare sempre le stesse identiche parole: “dobbiamo fare in modo che il Sud cresca”, “che si sviluppi al Sud l’industria “, ecc le consuete, rituali, ingannevoli, miserabili, indegne prese per i fondelli della gente del Sud. Da Einaudi fino a Napolitano, da De Gasperis fino a Monti, come cantava Mina, solo “ parole, parole, parole, parole fra noi….”. Sono settantaquattro anni che raccontano idiozie , sono almeno settantaquattro anni che ci prendono per i fondelli, che ci sfruttano in modo indecoroso , da almeno settantaquattro anni campano e si arricchiscono sfruttando il Meridione e noi meridionali , troppo per concedere loro ancora qualche credito di buona fede. Tanto più dopo le ingiustificabili parole di Giorgio Napolitano che, giorni orsono, dando la stura, sul solito argomento del Mezzogiorno del Paese alle consuete ed truffaldine lamentazioni , ha voluto anche aggiungere un tocco personale , chiedendo, con una faccia tosta incredibile, che “ anche il Mezzogiorno faccia autocritica”. Giorgio Napolitano ,che è l’emblema del vilipendio della Costituzione unitaria essendo stato “depositato” a forza sul Colle dai soli voti dei suoi “ compagni de sinistra”( votazione a sola maggioranza semplice) anziché, come imporrebbe lo spirito della Costituzione stessa,essere stato “eletto” con i voti della” maggioranza parlamentare qualificata” (dovendo egli rappresentare il Presidente di “ tutti gli italiani”), è d’altra parte uno degli artefici della grande mistificazione storica che il comunismo applicò cinicamente, sotto la guida dell’espertissimo Palmiro Togliatti – appositamente rientrato in Italia da Mosca dove aveva contribuito alla costruzione del regime comunista staliniano – a tutta la storia del nostro Paese dall’unificazione ad oggi, praticamente accusando i derubati ( cioè i meridionali ed il meridione ) di essere i ladri. E non si tratta poi, a guardar bene la storia d’Italia, proprio di soli settantaquattro anni , perché lo “sfruttamento dell’Italia meridionale “ e poi “ della successiva questione meridionale “ sono fatti storici che risalgono quanto meno ai tempi dell’unità.

La “ questione meridionale” nasce , anche come “problema del Paese Italia”, ovviamente solo dopo l’unità del Paese stesso, cioè una volta avvenuto,nei modi storici noti a tutti meno che ai nostri politici ed agli autori dei libri di storia sui quali han fatto studiare la mia generazione e tutte quelle successive ,senza interruzione di continuità, “ lo sfruttamento dell’Italia meridionale” manu militari. Prima dell’unità non esisteva il problema – tutto post unitario – del “ sottosviluppo dell’Italia meridionale”. Non appena invece si impose l’unificazione del Paese , quel problema cominciò ad essere discusso, studiato, dibattuto, sopra tutto finanziato per arricchire “ i professionisti del sottosviluppo del Sud Italia”,piaga mai curata , piaga ma mai sanata, perché non si uccide mai la gallina dalle uova d’oro. Nella Repubblica italiana , tanto per anticipare qualche pensiero, le autorità si sono inventate di tutto, pure dei “ sontuosi e principeschi carrozzoni pubblici” , tipo Svimez o tipo Cassa per il Mezzogiorno, che da quando sono state create hanno sperperato, questo sì, stratosferiche ed immense ricchezze fiscali dell’Italia unita, sperpero con il quale, però, non solo non hanno sistemato nulla nel Mezzogiorno, mentre invece hanno magnificamente sistemato ( questo sì che è il risultato che hanno ottenuto ) non solo per tutta la loro vita, ma anche presumibilmente per tutte le vite di tutti i loro eredi, i burocrati, gli affaristi, i famigli dei potenti politici ed i politici che hanno “ amminestrato” ( sapete che “ chi amministra”, “ha minestra”, vero?) la eterna favoletta dell’irraggiungibile sviluppo del Mezzogiorno per tutto questi settantaquattro anni. Leggo oggi,anno duemiladodici, dal rapporto, appunto, più recente della Svimez – dico, dritti in piedi, e cappello in mano davanti a quest’altare per gonzi - - che ci vorranno forse ancora 400 anni – avete letto bene, 400 anni – per colmare il divario esistente fra il Nord ed il Sud dell’Italia. Se si continuasse sempre con le stesse politiche che hanno creato, approfondito, sfruttato e dunque appositamente mantenuto la “ questione meridionale”, forse neanche fra quattrocento anni il Sud potrà vedere la sua propria luce.

Il tanto lamentato ( a parole) ma altrettanto e soprattutto adorato ( per le vagonate di quattrini che l’Italia unita vi ha riversato con i quali si sono arricchiti i famigli della politica assistenziale “ ritardo economico e sociale del Sud Italia “ nasce dunque ufficialmente con l’unità d’Italia, unità costruita con operazioni militari di invasione, con il conseguente saccheggio del Sud, con la distruzione della sua economia di allora: il potere sabaudo impose allo Stato unitario la sua supremazia economica, pretese ed impose l’assegnazione ad imprese del Nord sia delle commesse pubbliche che delle infrastrutture. Facile ed alla portata di tutti ed anche emblematico ricordare come paradigmatico esempio dello sfruttamento del Mezzogiorno la costruzione dell’Autostrada del Sole. Creata per far vendere macchine alla FIAT degli Agnelli di Torino, ma costruita con i soldi delle imposte pagate dai lavoratori italiani che erano, a quel tempo, in maggioranza gente del Sud immigrata al Nord. Altri esempi verranno esaminati dopo.

Nell’anno dell’unificazione del Paese, la ricchezza pro-capite prodotta al Sud d’Italia era almeno pari a quella del Nord ed i lavoratori addetti all’industria del Sud erano più numerosi di quelli del Nord: certificato da un rapporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dalla Svimez e dalla stessa ISTAT. Vi era in Calabria il più grande stabilimento industriale per la siderurgia di tutta Italia, ma , appena unificato il Paese, questo fu chiuso e la produzione siderurgica fu trasferita al Nord. Il Regno dei Borboni era noto per le sue pregevoli officine meccaniche finite poi sempre al Nord. Ricordo che il Piemonte comprò dai napoletani le locomotive dei suoi treni: circolavano in Italia, a quel tempo, 75 locomotive delle quali 60 erano state costruite nel Sud d’Italia; che ,oltre al caso della FIAT che sopra ricordavo, come non ricordare la “ bonifica” delle paludi del Nord con le terre redente riservate ai contadini del Nord ma pagate con le imposte pagate “ anche dai meridionali” e le stesse bonifiche di paludi del Sud – come quelle intorno a Latina – pagate sempre con i soldi delle imposte “unitarie”e dunque anche dei meridionali, ma assegnando le terre redente solo a settentrionali , come la gente friulana e veneta nel caso specifico. E , recentemente, le accise sulla benzina a favore degli alluvionati della Liguria e della Toscana ma non anche a favore degli alluvionati del messinese. E l’incomprensibile ed indifendibile esclusione dal programma scolastico di letteratura italiana di tutti gli autori e poeti meridionali ( vero Gelmini?) meridionali, anche se Premi Nobel?


Con queste operazioni da “ saccheggio militare e coloniale” è stato saccheggiato prima e successivamente sfruttato il Mezzogiorno d’Italia dalle truppe politiche di Roma che da sempre hanno spinto la loro sfacciataggine al punto incredibile di accusare pubblicamente i derubati di essere i ladri. Qualcuno ricordi a Giorgio Napolitano – che con faccia tosta incredibile invita il Sud d’Italia anche a fare “una seria autocritica” - che se c’è qualcuno che deve “ fare autocritica” seria, profonda e spinta magari fino alla propria autopunizione corporale, questi è proprio lui stesso , un Capo di Stato non voluto dall’intera Italia ma imposto dai suoi scherani politici, con un’arrogante dittatura di una risicata maggioranza politica ( quella del 2006 dell’Unione di Prodi, vincitore per 24.000 voti alla Camera e sconfitto al Senato per 540.000 voti e dunque vincitore solo per una Legge elettorale fascista grazie al Premio di maggioranza dell’On. Acerbis del Governo Mussolini ); un capo di uno Stato praticamente messo sotto tutela da una massa di banchieri e di burocrati europei che ne ordinano le mosse come fosse un loro burattino telecomandato; un capo di uno Stato sbeffeggiato e ridicolizzato da otto mesi dallo Stato indiano del Kerala per la questione dei due Marò , dai Fratelli musulmani dell’Egitto e della Libia che sequestrano ed uccidono mariani e pescatori italiani senza che muova un dito: un capo di uno Stato irriso all’interno dalla malavita organizzata che, alla faccia di tutte le leggi partorite contro di essa dal 1948 fino ad oggi, si è infiltrata in tutte le sue diramazioni centrali e locali, come dimostrano gli ultimi avvenimenti italiani ; un capo di uno Stato ridicolizzato davanti a tutto il mondo dagli sprechi e dagli scandali d’ogni genere che la “ sua” classe dirigenziale politica ha prodotto; un capo di uno Stato imprigionato e rinchiuso in un catafalco Costituzionale vecchio, ideato per combattere ideologie fasciste e comuniste ormai distrutte dalla storia del secolo scorso e che oggi rende impotente quello stesso Stato; un capo di uno Stato sfacciatamente commissariato, fin dal 1995, da un manipolo di Magistrati delinquenziali , che hanno venduto la loro necessaria “ imparzialità di giudizio “ ad un’ideologia politica mentre , per Costituzione, dovrebbero “amministrare le Leggi “ - non “ interpretarle” secondo ideologie politiche – ed in nome di tutto il popolo italiano, senza che sia stato mosso un dito contro costoro; un capo di uno Stato che ha di fatto imposto il bavaglio al suo popolo requisendogli il bene più prezioso di una democrazia, il voto politico e con esso la sua supremazia politica sancita dall’articolo 1 della Costituzione. Faccia dunque lui stesso una seria autocritica, la pianti una buona volta di r5accontare mistificazioni offensive a prenda esempio, per esempio, dalla Germania, uno Stato che ha saputo in quasi venti anni ( dal 1989 ad oggi ) sopportare il peso di una unificazione che era stata per di più preceduta da cinquanta anni di ostilità militari. Ha investito dove c’era meno, sino a colmare le differenze storiche fra la vecchia Germania e la vecchia DDR, fino al punto di far tornare il proprio Paese ad essere addirittura la “ locomotiva d’Europa”. Secondo il rapporto della Svimez , nel 2011 gli investimenti dello Stato italiano al Sud sono stati il 18% degli investimenti totali. Ma la Svimez dice anche che in quell’anno il 25%, cioè un quarto, delle entrate tributarie italiane è stato versato dai meridionali. Dunque lo Stato ha letteralmente “ rubato” al meridione un sette per cento di quanto il meridione ha prodotto. E’ così che lo Stato italiano si rende complice di un genocidio politico: quello di investire di più per fare crescere sempre di più il divario fra Nord e Sud che arricchisce solo chi ne parla e chi ne “ amministra” i principeschi fondi.

Una pena che Grillo faccia il Mussolini o il Putin o il Gerarca fascista nuotando verso la Sicilia, qui ci vuole l’esercito dei forconi. Bisogna scomodare Maria Antonietta e le sue brioches per trovare un personaggio politico impertinente e ridicolo quanto Napolitano ed i suoi sodali. Perché la Lega Nord non ha torto quando afferma che oggi il Veneto versa allo Stato centrale una cifra enormemente maggiore di quella versata da tutte le altre regioni italiane , non ha torto quando reclama la restituzione del maltolto ( ma deve pagare prima le multe all’Italia sulle quote latte sforate dai veneti, sia chiaro). Ma per avere compiutamente ragione, è necessario rifare i conti col Mezzogiorno. Restituiteci i danni della guerra di conquista, come li avete restituiti ai libici. Avete costruito uno Stato unitario sulle razzie coloniali e militari del Sud. Ci vogliono i forconi, con questa gente. Pan per focaccia, altro che Grillo/Putin/Mussolini, rendiamoglielo alla grande. Come? Cacciamo dal Parlamento del Paese tutti coloro che dal 1948 ad oggi hanno continuato a depredare il Mezzogiorno. Vediamo chi si salva, altro che Matteo Renzi o Benito Grillo.



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UNA RIFLESSIONE SU MICHELE CHI? E SU

ROBERTO CHI?


Una veloce riflessione su due “ guru” della sinistra, cioè su Michele Chi?(Santoro) e su Roberto Chi ?(Saviano). E’ ormai da tempo, da tanto tempo che di loro non si parla più e che neanche si vedono o si leggono più. Non si vedono, non si sentono e non se ne sente nemmeno la mancanza per la semplice ragione che nessuno cita le loro idee o i loro proclami come vie maestre . E questo significa senza ombra di dubbio che questi due signori contano non per le loro idee e dunque per il loro intelletto, ma perché e fin tanto che hanno usato la televisione pubblica – quella che paghiamo con il canone – per reclamizzare le loro idee che, poi, evidentemente, non lasciano traccia. Insomma se non hanno a disposizione un megafono capace di far conoscere quanto dicono in modo capillare e pervasivo nessuno se li filerebbe. Insomma voglio fare i complimenti agli italiani: sembra che finalmente abbiano cominciato a capire la differenza, immensa, che passa fra chi le cose “ le fa” ( i servitori dello Stato che arrestano i malavitosi, o magistrati che senza clamori o sceneggiate alla Merola condannano o delinquenti, ecc) e chi delle cose da fare invece “ ne parla e basta “. Michele chi e Roberto chi , come due dischi , parlano, parlano e parlano, parlano di “ mafia” e di “ politica” da bravi professionisti delle chiacchiere .Ad altri il compito, quello sì da veri uomini di Stato, di “ fare” politica e di “ combattere sul territorio” mafia e malavita, senza neanche trarne tutti le vagonate di soldi che invece, furbescamente, Roberto chi e Michele Chi– non importa chi paga , pecunia non olet, fosse anche dalla berlusconiana Mondadori - traggono dalle chiacchiere che spargono , standosene al calduccio e ben protetti da scorte che paghiamo tutti noi. Bravi italiani, ora datemi altre prove di avere acceso e messo in funzione anche il vostro cervello..



Cannigione martedì 16 ottobre 2012

Gaetano Immè

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