Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 30 novembre 2012


PREAMBOLO ODIERNO

“NON C’E’ ALCUNA PROVA GIUDIZIARIA CHE COLLEGHI LA MAFIA ALLA NASCITA DI FORZA ITALIA, MA IO SONO CONVINTO CHE FORZA ITALIA E’ NATA SU MANDATO DELLA MAFIA”.

Intervista a “IL FATTO QUOTIDIANO” del giorno 30 novembre 2012 del Dr. Antonio Ingroia.

Risposta mia al Dr Ingroia:

“NON V’E’ ALCUNA PROVA GIUDIZIARIA,ANCORA ,CHE IL DR. INGROIA SIA UN DIFFAMATORE,MA IO SONO CONVINTO CHE IL DR. INGROIA DIFFAMI CHI COMBATTE LA MAFIA IN BASE AD UN MANDATO DELLA STESSA MAFIA.”  

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BERSANI O RENZI? NESSUNO DEI DUE, PERCHE’ SONO LA STESSA COSA. A MENO CHE NON VINCA RENZI.

Che i politici e i partiti politici ricevano contributi da parte di aziende , di  imprese e di privati  è prassi  consolidata  non solo  lecita , ma addirittura auspicabile. Ma solo se quel  finanziamento sia  gestito  con la massima trasparenza e con la massima rendicontazione pubblica. Cosa , invece, che mai è avvenuta o avviene in tutto  il mondo politico italiano. E proprio su questo dovrebbe basarsi la tanto invocata abolizione del finanziamento pubblico ai partiti ( anche se gli hanno cambiato nome ed ora  si chiama “ rimborso elettorale” ), abolizione  tra l’altro imposta dal referendum abrogativo promosso nell'aprile del 1993 dai Radicali italiani e che  vide una partecipazione del 77% degli aventi diritto al voto, con un  90,3% dei voti espressi a favore della sua abrogazione. Ricordo come, non ostante fossimo  nel clima di sfiducia successivo allo scandalo di Tangentopoli, l’esito di quel referendum  fu praticamente ed impunemente sbeffeggiato e spernacchiato da un  Governo di centrosinistra, quello di C.A.  Ciampi, XI Legislatura, Ministro di Giustizia Giovanni Conso, che con la Legge n. 515 del 10 dicembre 1993 reintrodusse dalla finestra, sotto mentite spoglie, i finanziamenti pubblici che erano stati cacciati a calci nel sedere dal popolo italiano dalla porta d’ingresso, solo cambiando il loro nome. Bersani non avrà fatto nulla di illecito accettando i soldi dei Riva e degli altri industriali. Ma certo è che se Emilio Riva, valga un solo esempio per tutti , non avesse staccato quel sostanzioso assegno di Euro 98.000,00 a suo favore,probabilmente non si sarebbe permesso di scrivergli quella  lettera con cui gli chiedeva di intervenire per “ammansire” un certo deputato troppo zelante sulla questione Ilva. O quanto meno non l'avrebbe scritta con la fondata aspettativa di essere ascoltato con attenzione, come il testo della lettera lascia trasparire con chiarezza. Bersani predica bene, ma razzola molto male.  Non va dimenticato mai che  Pier Luigi Bersani, classe 51, già giovanissimo, fu eletto consigliere regionale per la circoscrizione di Piacenza nelle file del granitico PCI, per poi assumere incarichi di assessore in giunta dal 1980 fino al 1990, quando ne diventa vice presidente. E che il  6 Luglio del 1993  fu  eletto presidente della Regione Emilia Romagna. Dunque una vita politica nata e sviluppatasi nel vecchio PCI, quando era all’ordine del giorno che il KGB sovietico trasferisse illegalmente in Italia ingenti finanziamenti al PCI. Era certamente  molto attivo, il giovane Bersani  nel PCI , nel 1973, quando  il IV Governo Rumor ( centrosinistra o vecchio pentapartito), Aldo Moro agli Esteri e Mario Zagari (PSIUP) alla Giustizia, emanò  il D.P.R. n. 834 del 22 dicembre 1973 che regalò sfacciatamente, col supino e sciocco consenso dei partiti di Governo, impunità per tutti i finanziamenti illeciti al PCI. Credevano, la DC ed il PSI di quel tempo, di essersi assicurate una vera e propria “ captatio benevolentiae” del PCI, attendendosene dunque, all’occorrenza,  una sostanziosa restituzione. Cosa che , poi, nel 93/94 non solo non avvenne , ma che vide invece il PCI nei panni del loro boia . In quel partito è nato ed è cresciuto Bersani, passando dai ricchi camion di dollari del KGB, agli accordi sottobanco con la DC per salvarsi il culetto da procedimenti penali, ala cinica e barbara esecuzione sulla pubblica piazza , senza un’ombra di rimorso, dei partiti politici avversari. Oggi è ancora peggio, perché a quei  peccati originali oggi il P.D. e Bersani in persona assommano anche una dose incalcolabile di disonestà intellettuale e politica da rabbrividire. Segue spiegazione fattuale.

Bersani  ha ucciso Antonio Di Pietro, col quale invece cinguettava amabilmente da quando il Di Pietro fu “ fatto entrare”  inspiegabilmente in Senato perché  nominato” ( quante Minetti scopro man mano che studio la storia di tutti i partiti politici e specialmente quella del PCI poi PDS, ecc.) dal partito di Bersani in un seggio sicuro. Era il convenuto “prezzo” convenuto dal PCI  con il Pool di Mani Pulite per l’eccidio giustizialista dei partiti avversari e per la impunità regalata al PCI.  Con questo sistema brutale, tipico del pensiero “ comunista”, Bersani si è così non solo accaparrato,in tutto o in parte, il consenso politico raccolto dal  Di Pietro, ma si è così cinicamente e crudelmente  sbarazzato di un personaggio molto scomodo, troppo esoso ed ingombrante, uno che in ogni occasione minacciava di mettere all’incasso la cambiale  che il PCI gli aveva rilasciato quale corrispettivo per  l’esecuzione, eseguita da Di Pietro ( ed altri odierni senatori del P.D.) negli anni 93/94, sul patibolo di Mani Pulite, di  tutti i partiti politici  avversari al PCI. Insomma, un vero regolamento di conti.  

Insomma, non solo rubli  staliniani , non solo finanziamenti pubblici italiani , non solo immediata adesione alla famigerata  Legge 834 del 22 dicembre 1973, non solo ancora finanziamenti pubblici sotto il nome di “ rimborsi elettorali”,ma anche i soldi dei padroni,dei ricchi,degli squali,degli evasori fiscali non hanno mai fatto ribrezzo al PCI, PDS, DS ,PD ed a  Bersani. Bersani abbraccia la Camusso , la CGIL , la stessa FIOM di Landini che inveiscono contro squali, industriali, ricconi, ecc, ma sotto sotto lui incassa soldi da costoro. Che statura morale! Che diversità morale! Lui tira in ballo anche Clistene e Pericle e racconta, davanti a Renzi  ed in televisione, che “ presero i soldi pubblici ( cioè gli odierni finanziamenti) per fare la differenza con i tiranni”,mentre non è affatto vero. Clistene (565-492a.c.) fu il primo ateniese a porre le basi per una reale partecipazione popolare alla gestione delle polis nel 507a.c. ma  ridusse,  al contrario di quanto afferma Bersani, i poteri dell’arcontato attribuendoli alla boulè , che controllava così l’operato del governo e aveva competenze giudiziarie. Pericle (495-429a.c.) fu certamente uno dei maggiori apportatori di riforme democratiche ed  introdusse la “ mistoforia”, cioè una remunerazione per chi ricopriva cariche pubbliche, ma lo fece  per consentire una maggior partecipazione del popolo alla polis e non per altro.

In questi giorni si parla molto dei 98mila euro sganciati  dalla famiglia Riva, proprietaria dell'Ilva, a Bersani per la campagna elettorale del 2006, per  quello che sarebbe diventato il ministro dello Sviluppo del secondo governo Prodi. Sarebbe dunque Riva  un uomo talmente sciocco da finanziare un politico che l’avrebbe poi avversato o quanto meno non certo “ coccolato”? Non diciamo cretinate! Ma non è questa la sola donazione privata  nel curriculum di Bersani. Basta spulciare negli elenchi pubblici depositati presso la Camera dei Deputati, come ha fatto il Fatto quotidiano, per scoprire come l'attuale segretario del Pd abbia spesso beneficiato dei cadeaux di squali ed industriali . L'altro contributo “imbarazzante” perché “ simulato”,alle casse di Bersani, è relativo al 2004, quando riceve 20mila euro dall'Interconsult, società di Franco Pronzato, un suo amico e suo consulente quando era ministro dei Trasporti. Pronzato  sarà arrestato nel 2011  in quanto consigliere di amministrazione dell'Enac nell'ambito di un'indagine della Procura di Roma riguardo a presunte irregolarità legate a un appalto da un milione di euro per i voli di collegamento tra Roma e l'Elba. E ancora: nel 2008, tra il 7 e il 17 aprile del 2008, proprio a cavallo delle elezioni politiche, Bersani riceve 130 mila euro da aziende, che si sommano ai 39.500 ricevuti da persone fisiche, per un totale di 169.500 euro. Bersani dichiarerà nel rendiconto obbligatorio «delle spese sostenute e delle obbligazioni assunte per la campagna elettorale» di aver speso 50 mila euro e denuncerà quindi un attivo di 119.000 euro. Dove sta questo resto? 

E non finisce qui, perché, forse anche Renzi se lo è dimenticato,ma non era forse Filippo Penati il Capo della Segreteria politica di Bersani? Penati, iscritto da sempre anche lui nel vecchio P.C.I. come Bersani , ha fatto parte della direzione nazionale dei D.S. e del consiglio federale dell'Ulivo sino allo scioglimento di entrambi questi organismi in occasione della nascita del P.D. Penati in seguito è stato nominato dal segretario nazionale Veltroni nel coordinamento nazionale del nuovo partito. Nel 2009 Penati è prima coordinatore nazionale della "mozione Bersani" nella fase congressuale del PD, e, dopo la vittoria di Bersani alle primarie del 2009, viene chiamato ad assumere l'incarico di capo della sua segreteria politica. Fa tuttora parte della Direzione nazionale e del coordinamento nazionale del PD. E non era questo Filippo Penati quello stesso che in data 20 Luglio 2011 venne indagato dalla Procura di Monza per i reati di concussione e di corruzione in merito a presunte tangenti intascate sulla riqualificazione dell'ex Area Falck di Sesto San Giovanni fin dal lontano 1985, quando ricopriva la carica di assessore comunista all’urbanistica del Comune rosso di Sesto San Giovanni ?

  Bene, come preambolo necessario e sufficiente per illustrare la “ correttezza politica e morale “ di Pier Luigi Bersani credo sia più che sufficiente. Insisto: nulla di personale con lui, ma solo l’esposizione di fatti certi ed incontrovertibili. Questa è solo “ storia”, nessuna “opinione”. Se poi vogliamo proprio mettere la ciliegina sulla torta, allora basta ricordare come sia stato proprio Pier Luigi Bersani che, insieme a Visco, ad attribuire ad Equitalia, creata da Tremonti durante il Governo Berlusconi II,  tutti i poteri che essa oggi ha  e con i quali strozza e vessa  i contribuenti.

Comunque Pier Luigi Bersani esce dal dibattito televisivo con Renzi come c’è entrato: tutto chiacchiere, proverbi emiliani,demagogia e nessun progetto realistico.Ho ascoltato da lui  una sequela di slogan, di scontatezze populistiche,  di fanciulleschi “ buoni propositi”, tipo “ridistribuire il reddito “ ( quello prodotto da chi lavora e guadagna a favore di chi ama essere mantenuto facendo poco o nulla, un refrain già sentito mille volte e sempre finito nella melma ), tipo “ un posto fisso per i giovani”, tipo “ rispettare gli ordini dell’Europa”, tipo “aumentare le pensioni troppo basse”,tipo“noi dobbiamo uscire dalla crisi” (come se qualcuno volesse restarci dentro)  e via maramaldeggiando , pontificando, sproloquiando, smargiassando, illudendo, millantando e così via. Avessi però sentito da Bersani una parola, anche una sola che ci facesse capire come lui intende procedere  per ottenere quell’Eden che a chiacchiere promette. Lui che si crogiolava dando del “venditore ambulante a Berlusconi“come vuole essere chiamato ora che tocca a lui? Cosa farà Bersani se diventasse Premier ? Diminuirebbe le spese dello Stato? Ridurrebbe le pensioni baby? Eliminerebbe gli sprechi ( che poi è una ovvietà, perché se si tratta di uno “ spreco” non bisogna “ridurlo” ma “ eliminarlo”)? Aumenterebbe le tasse? E come ? E quali? Ed a chi? Insomma tante chiacchiere e niente ciccia, caro Bersani, forse va bene per i compagni  “comunisti dentro” educati, da Stalin e da Togliatti e loro epigoni,  ad “obbedir tacendo”.

 

E Matteo Renzi, cosa ha detto il rottamatore? Ha aperto il libro dei sogni e lo ha letto. Facile giocare con Bersani, con uno ammanicato da quaranta anni con gli intrighi della peggior politica intrallazzona . Le affermazioni di Renzi sono anch’esse delle ovvietà, solo che  almeno hanno, per il mio palato,  un “vago retrogusto di socialdemocrazia”, un pensiero che in Italia è stato sempre fagocitato ferocemente dal pensiero comunista e dal partito comunista. Ci ha magnificato, Matteo descamisado, un tale Matteo Renzi che ha ridotto l’IRPEF a Firenze dallo 0,3% allo 0,2%, una straordinaria riforma sembra voglia far intendere, ma è un’inezia. Avrebbe dovuto farci sapere come , se diventasse Premier, troverebbe per esempio  i quattrini per garantire i 50 miliardi l’anno, salvo cifre maggiori,  richiesti all’Italia montiana col “ fiscal compact” dall’Europa. Come e dove li trovi  Matteo? E sei bravo ad affossare Bersani rimproverandogli quando abrogando lo scalone Maroni, con Governo Prodi ultimo, costrinse l’Italia a sborsare 9 miliardi di Euro in più ogni anno, per mantenere, con vitalizio, chi non avesse ancora lavorato quaranta anni, ma come riformeresti le pensioni? E dove taglieresti,visto che dici di ridurre la spesa, fra “dipendenti pubblici”, “sanità” e “ pensioni”?  E poi, Matteo,  facile dire “ che alla proprietà dell’ILVA è stato concesso troppo”, devi anche dire da chi. A chi ti riferivi? Al solito Berlusconi , tanto per appagare il solito antiberlusconismo  o ad altri? Con gli slogan non vai da nessuna parte, Matteo, solo a sbattere contro la tua stessa ipocrisia. Perché certo che sei un ipocrita, basta dire che sei iscritto al P.D. per capirlo. Ma non hai palle per fare la rivoluzione che prometti. Che altro vuol dire la tua frase “ Se perdo  non voglio  premi di consolazione ma aiuterò il P.D. nella sua azione politica?”se non mettersi già da ora al servizio della causa bersaniana ?  Vuoi rottamare i vecchi arnesi della sinistra , ma sei come loro: fedeli alla causa, anche e sopra tutto  se sbagliata. Insomma Matteo, ti considero solo un “servile ribelle”. Uno che fa casino per cercare di emergere ma che nel contempo assicura al “ padrone” il suo servilismo. Puoi ingannare i tuoi fan. E basta.

Ho ascoltato molti illusionisti, molti “prestigiatori politici”, molti “venditori ambulanti di pentole” prestati alla politica, non solo Bersani,non solo Renzi, parlare, in occasione delle primarie del P.D. di “ una stupenda prova di democrazia”! Ricordate Prodi ? Ricordate Bersani? Illusionisti, gente che approfitta  della credulità e dell’ignoranza popolare, gente da perseguire penalmente per quel reato. Aprono bocca e gli danno fiato. Ma quale “ prova di democrazia” le primarie? Ma dove ? Ma sanno costoro cosa significa la parola democrazia o lo ignorano?  Come si fa a parlare di democrazia quando le primarie riguardano solo un partito (il P.D.) mentre la democrazia presuppone la partecipazione attiva di tutti i partiti? Una bella prova di democrazia saranno solo le elezioni politiche, non le primarie. Falsità, menzogne, indottrinamento, slogan prefabbricati, idiozie. Basta,sono stufo di questa classe di imbonitori. Spero però che vinca Renzi, l’ultima speranza di vedere in Italia una socialdemocrazia che potrebbe essere la salvezza del Paese. Che garantisca l’alternanza con il centrodestra. Ma credo sia inutile sperare negli attributi di Matteo per vedere sorgere un partito socialdemocratico e riformista , credo invece che Matteo perderà di brutto contro la “nomenclatura comunista”, fattasi ricca e potente da settanta anni di finanziamenti illeciti impuniti, con le  esecuzioni giudiziarie degli avversari politici, con la  complicità della Magistratura che vuole tenere l’Italia sotto il suo dominio. E si sdraierà Matteo ai loro piedi, per servirli, per riverirli, per ottenere qualche briciola di potere e di privilegi castali, prima a chiacchiere combattuti, poi nei fatti servilmente  invocati.

 

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MOLTE COSE NON TORNANO FRA I RIVA E I DUE MINISTRI CLINI E PASSERA

Mentre la Magistratura di Taranto viene sbertucciata e spernacchiata dal Governo Monti con un decreto legge che stiamo aspettando e che consentirà all’ILVA di riattivare la produzione, di vendere il prodotto e di sistemare gli altiforni secondo le prescrizioni dell’AIA dell’Ottobre scorso, mentre Palazzo di Giustizia di Taranto traballa perché si sta frantumando quella che era ritenuta la “ prova regina della corruzione” anzi “ degli accordi corruttivi fra ILVA e politici”, emergono riscontri imbarazzanti per il Governo Monti ed in modo particolare per i due Ministri Passera e Clini. I fatti, scarnificati: Passera, da A.D. di Banca Intesa  fu un benefattore per i Riva. Cito solo diversi affidamenti e linee di credito, nonché un mutuo da 80 milioni di Euro per consentire a Riva di costruire in Cina due grandi navi per trasporto di materiale ferroso. E quando nel 2008 l’On Berlusconi cercava adesioni per salvare l’italianità di “ Alitalia” Passera e Banca Intesa fu la prima a sostenere Riva che staccò un assegno da 120 milioni di Euro per assicurarsi l’11% della CAI (Compagnia Alitalia Italiana). Non si capisce cosa c’entrasse Alitalia con ILVA. Perché un produttore di acciaio è stato costretto, con così esplicite agevolazioni ( in parole povere, Riva possiede l’11% di CAI avendo usato i soldi dei risparmiatori non i propri ) ad occuparsi di “ trasporto aereo”? E non basta, Ministro Passera, perché nel 2011, quando la Provincia di Taranto pretende una fidejussione dei Riva di trecento milioni a fronte degli obblighi previsti dall’AIA di quell’anno ( autorizzazione Integrata Ambientale) , i Riva non cacciano un euro, ma arriva una bella fidejussione bancaria di cento milioni di Euro emessa ,indovinate da chi? Ma certo! Sempre da Banca Intesa, sempre con la manona di Passera. C’è poi da discutere, la posizione del Ministro Clini, ora Ministro ma nei tempi passati Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente. Ci sono dei punti opachi che Clini deve chiarire. Aspettiamo i suoi chiarimenti, di mezzo c’è la Procura di Taranto. Ma non esiste più il conflitto di interessi che valeva per Berlusconi?

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MA IL PARLAMENTO CHE CI STA A FARE?

La politica estera sapevo che era competenza del Ministro degli Esteri e non del Presidente del Consiglio. E sapevo anche che le decisioni di politica estera, come tutte le decisioni del Governo, devono essere assunte dal Consiglio dei Ministri. E che ogni Ministro, anche il Primo Ministro, può essere chiamato a render conto in Parlamento, delle sue iniziative. Non capisco quindi la decisioni del Prof. Mario Monti per consentire il riconoscimento della Palestina come Stato, anche solo osservatore, all’ONU. Non sto discutendo se sia un bene o un male, ma il fatto che certe decisioni vanno prese in Parlamento, non alla Bocconi. Qualcuno di questi signori che appoggiano questo Governo avrà il coraggio e la dignità di convocare il Premier Monti ed il Ministro Terzi per chieder loro di riferire su tale assurdità?

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Roma venerdì 30 novembre 2012

Gaetano Immè   

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