Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 7 dicembre 2012


BASTA COL GOVERNO DEL PRESIDENTE. VECCHI ORIZZONTI PER UN NUOVO CENTRODESTRA.

 

L’astensione del PdL nelle votazioni in corso , sia alla Camera che al Senato, è stata una doccia fredda , un gelido gavettone sulle teste degli italiani, ormai assorbiti dai debiti e dalle scadenze fiscali più che dalla fattiva partecipazione alla democrazia del Paese. L’effetto narcotizzante della raffica di imposte e di tasse dell’ultimo anno è di una evidenza solare.  E il fatto che circa tre milioni di persone abbiano deciso di andare a votare le primarie del centrosinistra non fa che avvalorare questa tesi: l’elettorato “duro e puro” del P.D. è inquadrato militarmente e dunque si mobilita prontamente  ai comandi dei loro  generali, specie quando vede l’avversario alquanto spento ed in ambasce.

Anche il Prof. Monti ed il suo Governo hanno subìto lo stesso effetto anestetizzante e narcotizzante, come se avessero tutti assunto dosi industriali di Valium: certi della protezione del loro fautore, del loro padre, del loro protettore, Giorgio Napolitano, tranquillizzati dall’ormai pacifico consenso strappato, nel segno della necessità,sia al P.D. che al PDL, il Governo Monti si riteneva ormai pressoché intoccabile, quanto meno fino alle elezioni del 2013, ma covando addirittura anche più che una semplice speranza di un successivo proseguimento alla guida del Paese.

Questo stato di catalessi istituzionale e mediatico – il conformismo di giornali e televisioni in quest’ultimo anno è stato un delirio di ipocrisia e  di osceno servilismo – ha subìto oggi un trauma, l’astensione del PDL dal voto di fiducia, l’ennesimo,  al Governo Monti. Dunque improvvisamente, il PDL ha strappato la cappa di ipocrisia che opprimeva il Paese e il Governo Monti si è trovato, sia al Senato che alla Camera, improvvisamente con una maggioranza risicatissima. A Novembre 2011, ricordo, capitò lo stesso anche al Governo Berlusconi il quale , pur non essendo stato sfiduciato mai dal Parlamento, fu sospinto verso le dimissioni da un Quirinale decisamente ostile anziché super partes.  E’ passato solo un anno e un mese, ma sembra di essere tornati indietro di tredici mesi. Ora la logica,il rispetto istituzionale, il rispetto della democrazia,il rispetto del popolo e della sua sovranità politica pretenderebbero che stavolta tocchi al Prof. Monti rassegnare le proprie dimissioni. Simili le  situazioni politiche, dunque simili dovrebbero essere le soluzioni politiche.

Ma in Italia non funziona così, perché siamo, appunto, in Italia. Le situazioni non sono solo  simili, perché mentre il Governo Berlusconi era stato eletto dal popolo, il Governo del Prof. Monti è stato “ scelto” da Giorgio Napolitano, evitando accuratamente  quel noioso passaggio che sono, per un comunista, pur sedicente “migliorista”, sempre state  le elezioni politiche. Dunque la conseguenza politica più ovvia a questa situazione è solo una: dimissioni immediate per Napolitano e Monti. Nuove elezioni, ecc. Ma siccome, come dicevo, siamo in Italia,  dove il Parlamento è stato ormai esautorato dal Quirinale, ecco che il Colle – che per Costituzione non dovrebbe interessarsi di politica – scende in politica – ovviamente tutti zitti e servili – e riconferma oggi  la fiducia al Governo Monti. Fiducia di chi? Del Parlamento? Nossignore, solo di Giorgio Napolitano.  Come fossimo in Francia o negli Usa, mentre siamo nel Bel Paese, con una Costituzione da robivecchi.

Oggi, questo è l’augurio di questo blog, il PdL ha avuto il coraggio, la forza e la dignità politica di togliere il tappo del conformismo  e di far fuoriuscire dai palazzi della politica l’enorme massa di  liquido amniotico  con la quale Giorgio Napolitano ed i suoi sodali politici , mediatici  e  finanziari avevano addormentato, narcotizzato, soffocato  la libertà di opinione e di pensiero  politico nel Paese. Ha preso atto, il PdL, che oggi in Italia stiamo peggio di quanto stavamo nel 2011, quando si dimise il Governo Berlusconi. Bastano tre semplici constatazioni: il tracollo del PIL – ormai verso il segno negativo stabile -, il tracollo dei consumi interni – il peggiore dal dopo guerra ad oggi – migliaia di imprese ( piccole, medie e grandi) ormai sull’orlo del fallimento, senza più credito, senza più commesse, senza la minima competitività sul mercato globale. Oggi, statistiche e ricerche lo certificano, la metà degli italiani consuma i risparmi per la sopravvivenza, il 23% degli italiani galoppa verso la fascia della povertà, mentre la pressione fiscale ( che grava sempre su coloro che le imposte già le pagano) è ai livelli impensabili ed inaccettabili. Impossibile andare avanti così. Questi sono i motivi che il PdL ha avuto la forza ed il coraggio di sbattere in faccia al governo Monti.Un’operazione di coraggio e densa di dignità, quella del PdL, sia perché si sottrae al dilagante ed opprimente conformismo che ricopre le coscienze degli italiani, sia perché notifica un preavviso di sfratto sia a Napolitano che al Governo, che sono coloro che hanno fallito e che hanno addirittura peggiorato la situazione del Paese rispetto ad un anno fa. Inutile girarci intorno: come per Napolitano ed i suoi sodali non ha contato nulla la volontà popolare nel 2011 quando lo stesso Napolitano si assunse la responsabilità politica di sostituirsi al voto popolare scegliendo l’amico Rettore per sostituire , senza elezioni, il Governo Berlusconi, così oggi è ancor di più  perfettamente ed istituzionalmente corretto, coerente e legittimo che il PdL tolga il sostegno ( fino ad oggi concesso “ a prescindere” come direbbe Totò,  in nome di un fantomatico benessere del Paese) ad un Governo di “ nominati” - dunque  non solo non eletto , ma addirittura di stampo lobbistico e clientelare, roba da Sudamerica  - che ha ridotto il Paese ad una larva. Ovvio che ad ogni azione corrisponda una reazione e che dunque come il PDL ha mostrato il coraggio e lo scatto di dignità necessario per assumersi tale responsabilità, nell’esclusivo interesse di un popolo italiano al quale invece   Napolitano e Monti hanno non solo scippato la sua sovranità costituzionale ma anche seppellito sotto una serie incredibile di restrizioni economiche e di imposte ,così anche il P.D. e l’UDC, che hanno lungamente invocato, provocato e poi  sostenuto il Governo del Presidente  ed anche l’accantonamento dei diritti costituzionali del popolo, anche costoro dovranno pagare il giusto prezzo di tale invereconda loro politica. Vedremo come ed a chi andrà il premio, nella gara per il bene del Paese. Se sia meglio un Paese di persone che pensano col proprio cervello ed agiscono democraticamente o se sia meglio un paese di conformisti guidati da una elite di “principi” peraltro nati, cresciuti e fattisi ricchi grazie ad  un PCI finanziato sempre dai rubli sovietici e poi anche da un terzo di tutte le tangenti italiane degli anni novanta .

Oltre la scomposta e risibile reazione del candidato Premier P.L. Bersani, già stigmatizzata come tipica di un bullo e di un mafioso più che di uno statista , oltre quella che il Ministro Passera s’è ampiamente meritato - perché prima di aprire bocca e dargli fiato sarebbe meglio che il Dr. Corrado Passera sgombrasse i propri armadi dai tanti cadaveri ivi nascosti-  rallegrano questo Blog le reazioni di un Corriere della Sera, di De Bortoli alla ricandidatura di Silvio Berlusconi. Un articolo tutti untuoso, viscido, melmoso, salivoso,  fra toni saccenti e ammonimenti intimidatori ed anche ricattatori, ( cos’è infatti quel tono falsamente paternalistico di De Bortoli che invita Berlusconi a non rimettere piede nell’agone politico se non una non tanto larvata minaccia di ritorsioni , scontatamente da parte della Magistratura “ organica” ? )nel quale De Bortoli mostra un fottuto timore: quello che Berlusconi possa di nuovo rovinare la festa al P.D. col quale De Bortoli ha schierato il Corriere, un tempo il giornale della borghesia , oggi un semplice surrogato  di Repubblica. A De Bortoli poi mi permetto di rivolgere una domanda: ma se Berlusconi , come Lei sostiene, non vale nulla anzi è nocivo al sistema politico italiano, perché allora Lei ed i suoi sodali “ de sinistra” vi scagliate contro la sua ricandidatura? Che forse esiste una Legge fatta dal Corriere della Sera, da Repubblica, da La Stampa che vieti ad un cittadino italiano di candidarsi  se si chiama Silvio Berlusconi ? Che forse Berlusconi non si può candidare perché è stato già eletto dal 1994 in poi? O che forse la condanna in primo grado comminatagli dal Tribunale di Milano per De Bortoli and partners è già “ definitiva”? O che forse De Bortoli and parners sono talmente terrorizzati che neanche riescono a capire che la risalita del differenziale dipende solo dalla BCE e non da Berlusconi, perché se fosse vero credo che tutti i cittadini italiani , tutti, nessuno escluso – e dunque non solo De Bortoli and partners – chiederebbero all’On. Berlusconi di farsi da parte per il bene supremo del Paese. Non sia d’offesa, De Bortoli, ma leggerla è come sentire quei versi di Totò che, parlando “de’ pezziente” ( dei pezzenti accattoni), scriveva: “ pe’ ffa’ chillu mestiere, nce vo’ ‘a faccia tosta!”. Vale non solo per De Bortoli, ma per tutti gli altri, le solite “ prefiche” dell’antiberlusconismo, da Saviano a Largo Fochetti.

Così cambia il ruolo del PdL, perché il suo risveglio, anche se tardivo,  che serve per combattere fattivamente l’antipolitica, deve tener conto dei propri errori e ripararli. Errori che sono stati enormi, specie nella gestione del potere politico . Il rimprovero maggiore che questo Blog  sente di muovergli è di non aver saputo usare la maggioranza di cui disponeva. La riforma del lavoro, la riforma della giustizia, la riforma del sistema istituzionale dovevano essere portare a termine senza farsi irretire , condizionare, soggiogare, intimidire , minacciare dalla Magistratura, dall’accanimento giudiziario,dalla demonizzazione , da Casini, da Follini, da Buttiglione ( anni 2001/2006), da Fini, da Bocchino, ecc ( 2008-2011). Se il PdL avesse portato a termine quelle riforme , che pure l’Europa ci chiede,  invece che correre appresso alle intimidazioni dei magistrati che minacciavano Berlusconi accusandolo anche dell’invasione di Pirro, sarebbe toccato al centrosinistra l’arduo compito di mettere la faccia per abrogare varie riforme che da anni ci chiede l’Europa  solo perché opera del centrodestra.

Ora la strada da seguire è quella di depurare il partito dalle scorie della politica politicante : ognuno per sé e Dio per tutti. Berlusconi si metta il cuore in pace, lasci ed abbandoni ogni sogno di rivendicazione e di vendetta, sia determinato, non si curi dei segugi che gli morderanno i polpacci, lavori per il bene del Paese, rifondi Forza Italia come nel ’94, lo faccia di plastica, lo faccia di cartone, lo faccia di latta, ma rifaccia “ quella Forza Italia”, con quel progetto e quelle riforme che aveva promesso e che non ha saputo fare. Lo sottoponga agli italiani, come allora: pazienza, staremo per qualche tempo all’opposizione, ma senza tagliagole, senza ricattatori,senza giustizialisti e forcaioli, senza gente prontissima a salire sul carro del vincitore per poi pretendere di comandarlo dentro il partito. Gente come Pisanu o come Frattini non è gradita nel nostro partito, vadano a caccia di cadreghe dove vogliono, liberi tutti . Vogliamo un partito democratico, liberale, laico rispettoso, europeista e realista ma non servile a nessuno, che riduca lo Stato, che rispetti ed aumenti le libertà individuali che la sinistra e Monti hanno piano piano rubato agli italiani, che non si intrometta nella vita etica dei cittadini, che li lasci decidere della propria vita e della propria morte, che li lasci liberi di esprimere il proprio pensiero senza minacce di torture  indegne di un paese democratico. Faccia crescere una nuova classe dirigente, faccia l’inimitabile ed irraggiungibile leader di Forza Italia senza rimanere impigliato nelle catene delle cariche pubbliche, sia di monito, di ispirazione e di insegnamento per tutti quanti. E chi sogna potere, poltrone, cadreghe, accordi, inciuci, intese di corridoio , via. Fuori dalle scatole.  Meglio soli che male accompagnati. Paradigmatiche  le frasi di Bersani, leader sedicente democratico, uno che vorrebbe rappresentare il Paese, all’annuncio della candidatura di Berlusconi:” Non vedo l’ora di sfidarlo”, la prima, senza che gli sia stata lanciata alcuna sfida. Scusa non richiesta, accusa manifesta. Una frase da bulletto di periferia, la classica reazione di un gallo davanti ad un altro maschio nel pollaio. La consueta  menzogna, la seconda, quell’affermazione “ siete stati degli irresponsabili, ci avete raccontato che la crisi era psicologica” frase che, ovviamente, mai nessuno ha pronunciato. Povero Bersani, impaurito e terrorizzato dall’inattesa decisione dello spauracchio, reagisce alla sua maniera, puntando solo sullo scontro personale, sull’aggressione fisica, sulla rissa, sulle solite menzogne. Credeva di “ vincere facile”, invece adesso rispunta un partito che, a conti fatti, potrebbe sempre raccogliere – ci sono le inchieste demoscopiche – almeno un 23/25% immediato. Nessuno pensa al Governo, ma sarà una legislatura da incubo per Bersani con una opposizione libera e senza più Bruti, Iaghi, Fini et similia fra i piedi. Per Bersani la democrazia è come il territorio già “ segnato “, con una pisciatina, da un cane o, se preferite, come un capobastone mafioso. Roba solo sua,“cosa loro”. Sull’argomento, parla pure il Ministro Passera! Non glielo ha chiesto nessuno, ma visto che vuole parlare, allora Passera invece di pontificare ci spieghi, solo qualche  esempio,  i soldi della Banca Intesa ( nostri, dei correntisti) dati ai Riva per farli entrare in CAI - Alitalia, ci spieghi perché le fondazioni bancarie non devono pagare imposte, ci parli della maxi evasione fiscale della banca da Lei  guidata. Facile e comodo farsi pubblicità con i soldi della casta! Ecco un altro Di Pietro, un altro D'Ambrosio, un altro De Magistris, un altro Violante. Ricordo al Ministro Passera che Silvio Berlusconi ha guidato il Paese, salvandolo dal PCI di Occhetto, mentre lui, Dr. Corrado Passera, nel contempo assisteva, silente e servile, anzi dava una mano concreta  alla distruzione  dei nostri risparmi con Parmalat, con Cirio, con i bond argentini, con il riciclaggio dei titoli tossici , con l'assalto dei suoi amici al Monte dei Paschi di Siena, con " strani" acquisti di Banche, tipo la “Banca  del Salento “ e l’ “ Antonveneta “. La pacchia è finita, Ministro Passera, forse l’egemonia delle Banche anche sulla politica sta per subire una svolta, si prepari. Lei è bravo a criticare gli  altri,ma superbo a tacere sulle sue innumerevoli malefatte, signor Ministro. Provi a spiegare agli italiani, prima che lo facciano altri, come mai Lei, che rappresenta“la Banca”,quella che ha rovinato gli italiani con i titoli tossici e falsi, che elargisce denaro solo ai potenti ( vedi Riva e Colaninno), che soffoca e strozza le imprese non raccomandate dai suoi amici politici, come mai Lei si trova in questo Governo guidato dal consulente delle maggiori banche del Mondo ( Mario Monti), guidato da chi fa parte integrante di lobby bancarie e finanziarie  misteriose e potenti a livello mondiale come la Trilateral e la Bildberg ( insieme al rampollo della famiglia  Letta, Enrico, quella che domina la piana di  Avezzano), come mai Lei fa parte di questo Governo?  Perché Lei è l’uomo migliore esistente in Italia per quel posto o per altri motivi che è meglio tacere? Come mai in questo Governo, insieme a Lei,  trova posto anche un altro Ministro che è stato potente amministratore delegato di un’altra importantissima Banca italiana che ha contribuito,insieme a quella da Lei guidata, a depredare gli italiani dei loro risparmi?  Non sarà che la lobby mondiale delle Banche, che vuole dominare Europa e mondo, ha sistemato così l’Italia ( premier, ministro del lavoro e dello sviluppo industriale in mani amiche ) in attesa di acquistarne i gioielli? Non sarà che temete Berlusconi perché non ha mai fatto parte delle vostre consorterie, perché è un uomo ed un imprenditore fuori dalle vostre logiche spartitorie, fuori dai vostri accordi, fuori da Mediobanca, fuori dal RCS, fuori da Confindustria, ecc? Egregio Signor Ministro, si prepari, forse la  ricreazione starebbe per  finire.

Staremo all’opposizione, ma costruiremo un futuro politico per una nuova classe dirigente che sarà la fortuna di questo Paese perché quella rappresentata dai Bersani, dai D’Alema, dai Veltroni, dai Franceschini,  dalle Bindi, dalle Finocchiaro, dai Colaninno, dai Letta , dai Casini, dai Buttiglione, dai Rutelli, dai Fini, ecc faranno la fine che ha fatto Prodi, che ha fatto Zapatero. Opera meritoria, visto che l’Italia è soffocata da una classe dirigente che nasce addirittura nel PCI. Roba da pazzi.

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LECTIO MAGISTRALIS SULLA MAGISTRATURA

Quando si parla di Giustizia e del sistema carcerario mi rendo conto che in Italia una parte del popolo ragiona, l’altra parte  fa solo  uno stucchevole  coro . Carlo Nordio è un ex Magistrato, molto noto, il quale tentò di indagare , negli anni di Tangentopoli, proprio sul PCI e su Primo Greganti. Fu emarginato dalla tela di ragno tessuta  dalla squadra del Pool, quella dei magnifici quattro magistrati di sinistra ( Di Pietro, Borrelli, Davigo e D’Ambrosio) e la sua opera, come quella di un altro Magistrato, Tiziana Parenti ( anch’essa incaricata a Milano  di indagare sulla tangentopoli del PCI), finì sommersa dall’oblio.  Ma mentre Tiziana Parenti , disgustata, arrivò addirittura a dimettersi dal ruolo di Magistrato ed oggi è un valente avvocato, Nordio ha concluso la sua brillante carriera da Magistrato. Resta una mente lucida, un animo libero, non asservito a preconcette ideologie : ne ha dato dimostrazione giorni fa quando , ospite in una discussione radiofonica con Pannella e Bordin ha avuto l’onesta  culturale di affermare quello che questo blog urla da anni. Innanzi tutto che quel principio al quale i Magistrati s’inchinano a giorni alterni, cioè quando fa loro comodo, della obbligatorietà dell’azione penale inserita com’è nella nostra Costituzione è una principio fascista , perché usa il P.M. non per aggredire la criminalità dilagante e le forme di malavita celate dietro paraventi difficili da sgombrare, ma solo al fine di “gestire” l’apparato e di  terrorizzare il popolo soggiogandolo col terrore che , alla prima sciocchezza, ogni ritorsione sarà verniciata di legalità. Chi avesse difficoltà a cogliere l’essenza democratica di quest’ultimo concetto deve andare a studiare un po’ di “profumo di democrazia liberale”, visto che in Italia, da qualche mese, si sente solo “ profumo di sinistra”.  

Nordio ha anche affermato e confermato che  la nuova legge anti-corruzione non serve a niente. Molto meglio delegificare e deburocratizzare la pubblica amministrazione  per togliere ai funzionari e ai parassiti che vi si annidano la tentazione di farsi ungere, piuttosto che minacciare nuove pene e nuove leggi che si sedimentano sulle altre. Nordio, che fu incaricato proprio dal Ministro  Castelli di portare avanti un progetto di riforma del codice penale, che ancora oggi è  fondamentalmente quello fascista, con sicuri peggioramenti dati dalle leggi emergenziali su terrorismo, mafia, pedofilia, stalking, ecc. dovuti all’isterismo giustizialista e statalista dominante, ha dato l’impressione di essere ormai un magistrato ormai  disilluso. Vittima, da una parte, della mala politica ( che ancora si illude di potere utilizzare la questione sicurezza per fare cassa elettorale) e dall’altra del gioco lottizzatorio delle correnti in seno all’Anm, che isolano i magistrati coraggiosi e capaci per promuovere quelli più inclini alla burocrazia e al sindacalismo possibilmente poi da usare in chiave di trampolino per la politica. Nordio ha anche deprecato i magistrati che entrano, o peggio minacciano di farlo, in politica. Senza fare nomi che tanto sono sulle prime pagine di tutti i giornali. Insomma, la Pannella – Nordio - Bordin di domenica 2 dicembre 2012 è una trasmissione radiofonica da trasmettere  nelle scuole. Lezione di civiltà giuridica e civile sopra tutto per certi P.M. o ex tali che si  credono “vicini a Dio “  e  incaricati di una missione salvifica da compiere. Invece  devono semplicemente applicare e rispettare per primi le leggi. Proprio Nordio, su assist di Pannella, ci ha avvertito con un grido di dolore: «Io mi metto paura di quei magistrati che dicono di “volere fare giustizia”, perché noi  dobbiamo semplicemente  applicare la legge in maniera onesta». La magistratura non deve lottare contro qualcuno o per qualcosa, né contro qualcuno.

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GRANDI PARACULI CRESCONO E SI MOLTIPLICANO

I grandi paraculi, ovvero coloro che hanno trovato il modo di campare alle spalle  dello Stato e di sfruttare la loro carica pubblica  per ottenere prebende maggiori, crescono e si riproducono, come le amebe. Senza spendere un euro di tasca loro. Insomma, campagna elettorale fatta coi soldi nostri, una grande paraculata , nel migliore stile comunistoide. Oddio, non è che il centrodestra ne sia del tutto immune, ma resta pur sempre una grande paraculata.

Un elenco lunghissimo, quello dei grandi paraculi.  Qualche nome: LUIGI DE MAGISTRIS, OSCAR LUIGI SCALFARO, LUCIANO VIOLANTE, ANTONIO DI PIETRO, GERARDO D'AMBROSIO, CLAUDIO VITALONE , ENRICO FERRI, GIANFRANCO AMENDOLA , FERDINANDO IMPOSIMATO , TIZIANA PARENTI, FELICE CASSON, ADRIANO SANSA, FRANCESCO NITTO PALMA,ANNA FINOCCHIARO, GIUSEPPE AYALA, ROBERTO CENTARO GIUSEPPE CIRAMI,  ALFREDO MANTOVANO, MICHELE EMILIANO.
 
Esemplificazione esemplificativa, non esaustiva. Tutte questi personaggi si trovano dove si trovano, anche chi si trova al campo santo, perché erano dei Magistrati, gente laureata in Legge che ha superato un concorso per entrare in Magistratura. Non facile, non semplice certo, ma allora , se è per questo, anche il concorso da Notaio è arduo. Senza allargare il discorso, costoro si godono le prebende ed i privilegi della politica senza avere speso una lira di tasca loro. Scorrete l’appello e vi sfido a trovarne uno, di quelli citati, che non sia stato “ nominato”, come una Minetti qualsiasi, da qualche segretario politico per aver ricoperto il ruolo di Magistrato e per aver favorito qualche partito.  Costoro poi entrano in Parlamento senza essersi dimessi dalla Magistratura: ce ne sono molti nell’elenco. Questo vuol dire che una volta esaurita la Legislatura per la quale è stato “ nominato” ( anzi  “minettizato” ), costui rientra in Magistratura. Voi immaginate che potere di intimidazione e di ricatto esercitano costoro nei confronti della politica. Perché dal momento che fin dal 1994 è stata sfigurata la Costituzione con l’abbandono delle guarentigie parlamentari, ogni deputato ed ogni senatore, ogni Ministro, ogni Premier, ogni sottosegretario, ecc può essere accusato da un qualsivoglia Magistrato di qualsivoglia nefandezza e, non godendo più di quelle guarentigie, sarà costretto a dimettersi anche se la Costituzione prevede che la nessuno è colpevole dei reati ascrittigli fino alla condanna  definitiva. Chi avrà mai il coraggio, la temerarietà di sfidare o di spiattellare verità scomode per costoro i quali saprebbero ben come vendicarsi una volta ritornati fra i Magistrati. Ma lo stesso identico discorso vale anche per coloro che, entrati in Parlamento, si sono dimessi dalla Magistratura. Essi , tutti anche quelli indicati prima, conservano un immenso “potere”, del tutto ignoto ad altri,che consiste nella facilità con la quale , da magistrati, potevano conoscere tutti i dettagli della vita di ogni persona. Non solo: ma pensate anche quale carico di potere ricattatorio ed intimi dativo essi conservano sui loro ex colleghi una volta dimessi, sapendo tutto di loro. Fulgido esempio di questa schifezza è Antonio Di Pietro: da quando è stato ripagato dal PCI – che aveva salvato da tangentopoli insieme a D’Ambrosio – con una seggio senatoriale, Di Pietro ha sporto quasi cinquanta querele per diffamazione contro la stampa, vincendone cinquanta ed in tempi rapidissimi, Provate voi a citare qualcuno per diffamazione: neanche istruiscono il processo. Prendete D’Ambrosio: senatore dell’ex PCI, ora P. D.. Molti scrivono ed hanno scritto che D’Ambrosio ha salvato il PCI con Greganti trovandogli, lui che doveva rappresentare non la difesa ma semmai l’accusa, anche una sorta di alibi. Bene molti anche, se hanno letto e studiato, sanno che quell’alibi di Greganti era fasullo, irreale, insomma falso. Nessuno di costoro risulta denunciato da D’Ambrosio.

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Roma  venerdì 7 gennaio 2012

Gaetano Immè

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