Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 9 dicembre 2012


LA VIA MAESTRA PER LA NUOVA, AUSPICATA, FORZA ITALIA 2.0

Giorni fa, durante l’ultima puntata di Ballarò, Landini, nel corso di una sua disputa con Polillo,  ha espresso con chiarezza la sua linea. A suo giudizio, infatti,il  governo  deve  obbligare per decreto legge  le aziende, nella fattispecie la Fiat, ad investire nello sviluppo di nuovi prodotti. Concetto semplice che ,però, amo ripetere con parole mie: per Landini e la sua FIOM/CGIL, i soldi della FIAT sono della CGIL/FIOM e devono essere spesi come vuole lui. E’ la strada maestra che conduce alle  espropriazioni  ed alle  nazionalizzazioni delle  imprese private. Un salto indietro nel tempo di un secolo, errori ed orrori già vissuti  che , secondo questo Blog, non dovrebbero  mai più avere permesso di soggiorno, neanche temporaneo,  in un paese democratico, lontano anni luce dalle pianificazioni  economiche  e dalle nazionalizzazioni, le prime  di staliniana e fallimentare  memoria , le secondo risalenti al periodo del “ compromesso storico” italiano con conseguenti clamorosi fallimenti . Landini sembra interpretare la “ sua  democrazia “, quella della CGIL e della FIOM,  come un sistema  fondato sul potere sindacale,  che  obbligherebbe imprese e  governo ad assoggettarsi a qualunque sua richiesta, ripristinando i fasti utopistici dell’economia collettivizzata, dei piani quinquennali e, dulcis in fundo, del  salario come variabile indipendente.

 E’ con queste pretese, con queste idee e con questi uomini  che Bersani, se dovesse insediarsi a Palazzo Chigi , dovrà fare i conti. E’ con costoro che il P.D. bersaniano vuole fare coalizione insieme a Vendola del SEL, forse anche con i rimasugli dell’IDV. Landini  si premura dunque di mandare un bel messaggio a Bersani ricordandogli gli impegni assunti per ottenere il consenso degli iscritti CGIL/FIOM. Immagino le  pressioni che eserciteranno queste lobby sindacali  per ottenere da un futuro Governo Bersani  tutta una serie di provvedimenti i quali, contrastando decisamente con i vincoli finanziari  ed industriali impostici dall’Europa,  costringeranno il centro-sinistra ad arrampicarsi su chissà quale melo o pero.

D’altro canto, chi è colpa del suo mal pianga se stesso. Bersani e tutto il P.D. ed i suoi elettori sono troppo esperti e smaliziati  per non essere coscienti che , continuando a cavalcare la tigre dei sostenitori di una occupazione da ottenere per decreto  legge come si usa nelle dittature comuniste e fasciste, saranno poi costretto a  spiegar loro di  non avere i soldi per realizzare le loro richieste  stataliste e keynesiane. Le strade saranno due a quel punto: o un ennesimo aumento delle imposte, finalizzato a reperire quelle risorse ( con ovvio addio ai consumi interni, alla crescita del PIL, ecc) o  un’ uscita dall’Europa. Non credo che il P.D. potrà avere la faccia di bronzo di seguire questa seconda strada dopo una vita passata ad invocare un’Italia suddita dell’Europa, della Merkel, di Hollande. Non gli resterà che la terza via: quella stessa di Prodi 2008. Così la nuova Forza Italia 2.0 tornerà primo partito dell’Italia.

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DOVEROSA, OPPORTUNA , ANCHE SE TARDIVA, LA SFIDUCIA DELLA” NUOVA FORZA ITALIA 2.0” AL GOVERNO NAPOLITANO / MONTI. ECCONE TUTTE O QUASI LE RAGIONI.

I detti popolari nascondono, nelle loro semplici parole,  grandi verità, grande saggezza. Colui che , invece, non riesce a rendersi conto di quello che succede intorno a lui, colui che porta un’azienda sull’orlo del fallimento, che porta una famiglia, anzi tutta l’Italia, nel baratro della recessione, nulla ha imparato dalla saggezza popolare, da quella che solennizza “ non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire” oppure “ non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere” o, ancora, “chi è colpa del suo mal, pianga se stesso”. Come si può continuare ad avere fiducia in una persona che cocciutamente è incapace di riconoscere i propri errori, i propri fallimenti? Come si può, ancora, continuare a stimare come persona buona e giusta una persona che non solo non vuole riconoscere i propri errori, ma che addirittura pretende di dare la colpa del proprio fallimento a chi quelle sue colpe mette solo  in evidenza, per il bene del Paese ?

Pessima fine dell’uomo Mario Monti, del Professore Mario Monti, del cattedratico Mario Monti, del senatore a vita Mario Monti, del consulente delle Banche che ci hanno distrutto i risparmi Mario Monti: parlo dell’uomo prima che del tecnico. Ma non certo per il suo stile di vita personale , come hanno fatto da diciotto anni i professionisti della demonizzazione umana del nemico politico in puro stile Lubianka, ma per la sua insostenibile “caduta di stile” che ha mostrato in queste ore. Perché il Prof. Mario Monti, che guida un Governo privo di consenso popolare, dopo aver preso atto di  non disporre più di una maggioranza  “ adusa ad obbedir, tacendo” , avendo il PdL assunto tale decisione, si è doverosamente recato dal Capo dello Stato rassegnando le sue dimissioni. E, nell’annunciarle, temporalmente dopo il voto sul decreto stabilità, invece che lasciare con il suo noto” stile sobrio “, non ha trovato di meglio che cercare di addossare ad altri, cioè al PdL, le proprie numerosissime colpe. Una figura, Professore, inescusabile, altro che “l’ uomo sobrio”, misurato, calmo, responsabile, ecc., come certa servile stampa l’aveva incensato al suo arrivo con una prosa adulatoria ( al primo posto “Repubblica” col nuovo madonnaro Gotor), al cui confronto quella delle agiografie vaticane delle vite dei santi appaiono  romanzi intrisi di sano e crudo “verismo”.Accettare la sconfitta è da uomini veri, accampare scuse cercando di scaricare le proprie responsabilità su altri non lo è certamente . La volontarietà delle dimissioni di Silvio Berlusconi a novembre scorso ed  il suo successivo silenzio, mai interrotto tanto meno per cercare di scaricare su altri le sue responsabilità, fanno di Silvio Berlusconi , che avrebbe pur avuto diciotto anni di politica attiva da far valere, un gigante umano rispetto a Mario Monti. Caro Professore, Lei ha deluso molte persone che, al di là di sue lecite, anche se inopportune, preferenze politiche ( non dimentichi che Lei si trova a Palazzo Chigi non per aver vinto una elezione,ma come un “tecnico” chiamato per riparare un guasto nella casa),la considerava una persona almeno equilibrata, seria, responsabile e via, diciamocelo, anche sobria. Lei invece oggi bofonchia oscuri moniti , senza però avere il coraggio e la lealtà di dire apertamente a chi si riferisse (“il Paese non deve tornare al passato”). Perché si arroga il diritto di indicare al Paese quello che il Paese deve fare, come fosse un Principe o un ottimato? Chi mai è, Lei? La sua inescusabile arroganza , quella stessa che l’ha spinta ad arraffare, senza alcuna vergogna o remora, un laticlavio, elargitole, senza alcun motivo, da un Presidente della Repubblica a novembre scorso alquanto intimidito dai continui e minacciosi “ richiami della foresta”,con vitalizio incorporato, in un momento in cui Lei era stato chiamato proprio per eliminare sprechi e privilegi, oggi non le fa accettare il fatto di essere stato messo sotto esame. Come tutti i “ professori”, che pretendono di giudicare ma che non tollerano di essere giudicati, come buona parte dei Magistrati, che pretendono di imporre il loro volere politico anziché applicare la Legge, come impone loro la Costituzione.  Il potere, caro Professor Monti , evidentemente  logora chi lo brama con avidità, ma  senza avere alcun titolo per ottenerlo per via democratica. Come Lei, Professor Monti. Si assuma le sue responsabilità da uomo, invece di fare l’offeso imbronciato.

Mi tolgo qualche sassolino dalla scarpa, prima di passare all’elencazione delle procedure fallimentari imputabili al governo Napolitano – Monti, giust’appunto da ieri  sfrattato da Palazzo Chigi. C’è qualche “ mezza busta” televisiva ( ma non certo telegenica)alla quale la candidatura di Silvio Berlusconi ricorda “ gli zombie” che ritornano. Ritorna la “ kultura” comunista, quelle della “criminalizzazione e demonizzazione” dell’avversario, puro stile Cominform staliniano. Sul concetto, poi, di “zombi”, alla mezza busta ( guai a riprenderla a figura intera!) sommessamente rammento che l’On. Silvio Berlusconi è in Parlamento dal 1994. De Mita, Veltroni, D’Alema, Bindi, Bersani, Marini, Fioroni, Pisanu, Fini, Casini, insomma i suoi idoli , chi più, chi meno, lo sono dagli anni ottanta. Del secolo scorso, s’intende! Che faccia ci vuole, signora, per parlare di zombi? E come poi non replicare a chi, con aria da Mago Otelma, si atteggia a oracolo e oracoleggia che il ritorno di Berlusconi comporterà il ritorno ” del voto di scambio”?  A questo Juke-box a gettone, vorrei ricordare che è dal 1948 che in Italia esiste il “ voto di scambio”: basta che si vada a leggere, non dico a studiare, ma almeno a leggere  la storia della Sicilia , della Calabria ma anche di altre Regioni, specialmente della sua Campania. Forse questo imitatore del Mago Otelma è troppo giovane per conoscere la storia , per esempio,” dei pacchi voto” ( zucchero, pasta, sigarette, ecc)  in uso a Napoli e provincia dagli anni cinquanta in poi,  o quella dei posti assicurati nelle cooperative rosse dell’Emilia Romagna,  o quella,più recente,di due politici del P.D. in Calabria, indagati proprio per “voto di scambio”. Per non volere infierire a rigirare il coltello nella piaga, ricordando, allo“smemorato di Casal di Principe “, che so, il ben noto “sistema Sesto San Giovanni “ che il PCI aveva instaurato a Sesto dove “ Re Penati” concedeva licenze contro consenso politico al PCI/PDS/DS/PD e cospicue tangenti o gli accordi, più o meno criminali, scellerati intervenuti  fra i vari Ciampi, Scalfaro, Conso,tutta gente della sinistra italiana e le famiglie mafiose, a proposito di quell’accordo con la mafia degli anni ‘92/93, accordi “certificati”da “confessioni” rese dagli interessati? Ecco dunque un altro bue, notoriamente stracornuto peggio di  un alce norvegese, che pretende pure di dare del cornuto ad un asino, che notoriamente non ha corna!C’è poi chi , non avendo alcuna pratica né confidenza con un sistema politico democratico,anzi avendolo in profondo odio, come la gazzetta delle Procure ,“Il Fatto”,afferma che la candidatura di Berlusconi è destinata  solo alla distruzione. Di cosa, l’esimio Direttore, non lo svela, perché conosce bene i suoi polli (i suoi lettori), ai quali è più che sufficiente dare in pasto il quotidiano slogan per farli felici e soddisfatti. Dare la voce al popolo e con essa ai politici? Per “Il Fatto” è una sciagura, una iattura. Bravi i portaborse del partito dei Magistrati che vogliono imporre la loro dittatura senza passare dal via, cioè dalle elezioni  democratiche. Ultima noterella per tutti coloro che “Berlusconi in pista? Il mondo ci guarda!”. Veramente, ricordo loro,  il mondo ci guarda, sorpreso, basito e sganasciandosi dalle risate, ma perché un comunista,nato nel PCUS staliniano, formato Italia nel PCI togliattiano, potrebbe essere il nuovo Premier del Paese, come se a Budapest o a Praga  ritornasse oggi un “Gauleiter” di Stalin o come se Berlino si risvegliasse con un nuovo muro,con una nuova Stasi e con un nuovo Erich Honecker.Costoro soffrono di una malattia mentale chiamata “servilismo dei colonizzati”: all’inizio il loro servilismo era a favore del PCUS dell’unione Sovietica, che li finanziava illegalmente per consentir loro di ridurre l’Italia al ruolo infame di Stato satellite di quel famoso e famigerato“paradiso sovietico”. Poi, crollato il muro di Berlino e scoperto il “paradiso sovietico”essere invece“una dittatura criminale”, costoro, intimamente ed intellettualmente convinti che l’Italia sia una colonia a disposizione del conquistatore di turno, “un’espressione geografica più che una patria”(queste sono loro testuali parole tratte dai loro discorsi degli anni settanta / ottanta)  sono passati dal padrone bolscevico al servo encomio verso una colonizzazione tedesca e pensano dunque che la politica italiana debba avere il consenso, non al popolo italiano, ma di uno  Zapatero o di una Merkel o di un Hollande  di turno.

Non esiste altra via per giudicare l’azione di un Governo se non quello di verificare i risultati ottenuti con la sua azione politica . Bisogna dunque approntare dei confronti, fra la situazione al momento della nomina del Prof. Monti e quella odierna. Tralascio ogni ulteriore polemica con il Prof Monti e con i suoi sodali e offro loro “ la lista dei fallimenti del Governo del Presidente“. Avverto che tutti i dati che indicherò sono tratti dalle pubblicazioni dell’Istat o della Commissione dell’EU.

Il P I L italiano previsto dall’Europa  a Novembre 2011 era dello  0,5%, positivo. La Stessa Commissione Europea afferma che ad oggi ( fine novembre 2012) il PIL italiano è diminuito del 2,3% rispetto a quello dell’anno scorso. Secondo l’OCSE anche l’anno venturo vedrà un ulteriore calo del PIL italiano, con un ulteriore peggioramento dell’1%. Il tasso di disoccupazione italiana  nel Novembre 2011 era dell’8,5%. A Novembre 2012 è arrivato al 10,6%, il massimo degli ultimi dieci anni. Da studi dell’OCSE poi questa misura verrà anche superata nel 2013 ( arriverà come stima all’11,4%) e nel 2014 ( all’11,8%). Il tasso di disoccupazione giovanile  che a novembre 2011 arriva al 28,5%, oggi, Novembre 2012, è al 35,1%. Sempre rispetto al Novembre del 2011, i consumi  sono calati del 3,2%, mentre la produzione industriale è calata del 4,5%. Gli investimenti , sia delle imprese che dello Stato, sono crollati del 7,5%, sempre rispetto a Novembre del 2011. Il salasso di imposte che il duo Napolitano /  Monti ci ha scaricato sul groppone non è neanche servito a nulla, perché il “ rapporto debito pubblico/PIL “, a novembre scorso a 122%, dovrebbe arrivare quest’anno ( stima OCSE ) al 128% e crescere ancora nel futuro. Non più raggiungibile il tanto invocato e ricercato “ pareggio di bilancio”, dato che l’ISTA prevede che nel 2012 il rapporto “ debito pubblico7PIL” salirà del 3%. Il Debito pubblico è aumentato fra il novembre 2011 ( 1.890 miliardi di Euro allora) ed oggi ( 2100 miliardi di Euro, oggi) .Discorso a parte merita il famoso SPREAD, il differenziale di costo fra titoli pubblici italiani ed omologhi tedeschi. Lo Spread che a novembre 2011 aveva raggiunto anche cifre preoccupanti è sceso nel 2012 pur restando costantemente sopra i 300 punti. Ma in questo calo di costo nulla c’entra l’azione del Governo Monti e tutte le sue imposte, perché la discesa dello spread è iniziata “ solo dopo l’intervento della Bce” che ha acquistato i titoli pubblici italiani, dimostrando con solare evidenza, come lo spread non dipenda né da Monti né da Berlusconi né da Bersani, ma solo ed esclusivamente, come ripetiamo da due anni e come i fatti concreti hanno dimostrato, dal mancato intervento della Bce come banca garante o prestatore di ultima istanza. Infatti una volta che la Bce è intervenuta, grazie a Mario Draghi, lo spread è calato, mentre quando Monti ha dissanguato l’Italia con l’IMU e le altre imposte, lo spread o rimaneva immobile ai precedenti livelli o addirittura risaliva. Se il Prof. Monti doveva “riparare” questi danni, cos’ha fatto in quest’anno oltre che far pagare smisurate imposte agli italiani? Nulla.

Attrezziamoci per una cruenta prossima ripresa della guerra da parte delle Procure armate di ideologia: perché questo improvviso ritorno nell’Agorà di Berlusconi non credo possa strappare la vittoria al centrosinistra alle elezioni prossime, ma servirà per creare un’opposizione lineare, concreta, pragmatica, politica e programmatica a questo futuro governo di Bersani. La battaglia sarà sui punti cruciali: riduzione delle imposte, pareggio di bilancio senza aumento delle imposte, sistemazione della riforma Fornero per agevolare le possibilità di lavoro e di investimenti in Italia, riforma della Magistratura, riforma costituzionale del sistema istituzionale, eliminazione di sprechi e privilegi, e via dicendo. Ditemi voi con quale altro leader sarebbe pensabile questo programma, anche se di opposizione,opposizione  che ha, però,  tutte le carte in regola per diventare poi la  futura maggioranza ? Se non Silvio Berlusconi, ditemi, chi? Forse un Mario Monti che da sempre,per professione, cura gli interessi delle grandi Banche e degli speculatori finanziari che hanno affossato il mondo intero con le loro malefatte ? Oppure qualche rappresentante di quella fazione mediatica, finanziaria e politica che sguinzagliava le sue “migliori  eminenze” ad invocare, come fosse procedura lecita e legale, un “ golpe eversivo” ad opera addirittura dei Carabinieri, per esautorare chi era stato, invece, autorizzato dal voto popolare? Oppure qualcuno di quell’altra fazione politica che celebra processi sommari mediatici senza difesa ,quando in quelli giudiziari non riesce a produrre lo straccio di una prova dopo venti anni di nostri soldi buttati al vento? Oppure qualche personaggio di  quella fazione politica che crede che i posti di lavoro non sono prodotti da un mercato internazionale che richiede  beni e servizi da acquistare, ma da decreti legge usati, come le “ patrimoniali”,  come mezzi di esproprio comunista a danno delle aziende, degli imprenditori e di chi lavora pagando le sue imposte?

Silvio Berlusconi,chi altri se no, adesso? E che sia solo Forza Italia 2.0, come lo era nel 1994, con” quel programma”, con “ quelle riforme da effettuare”, con “quella offerta politica”, offerta  di maggiore libertà personale e di minore invadenza dello Stato autoritario e centralista. Non raccontatemi cretinate tipo “caimano”, tipo “ imperatore di Arcore”, tipo“un solo uomo al comando”, perché a queste scemenze ribatterei: ditemi chi al posto di Berlusconi, per ottenere quel programma. Chi? Forse un Alfano ? Suvvia, non scherziamo. Forse un Frattini od un Crosetto, cioè un vetero democristiano,  come Pisanu, o con un ex leghista alla Maroni? Forse con una pur encomiabile Giorgia Meloni? Qualcuno, oggi giovane quarantenne, pensi a maturare, altri se ne vadano pure dove preferiscono. Questa nuova Forza Italia 2.0 deve ricominciare daccapo, eliminare dal suo ventre definitivamente tutte le scorie di rancido opportunismo politico. Basta con i finiani, basta con i colonnelli malati di aenninismo autoritario, basta anche con i vetero democristiano maestri di inciuci di corridoio, basta con i leghisti forcaioli e inaffidabili epigoni del separatismo catalano. Costruire con Berlusconi una nuova classe dirigente valida – utilizzando i giovani già impegnati -, creare un partito laico, rispettoso, liberale, riformista , protettivo verso i deboli e le persone in crisi ma non assistenzialista verso il mondo intero, che rimetta al centro della Scuola il merito, che rimetta la cattedra d’insegnamento non come sussidio sociale generalizzato ma come premio alle vere conoscenze, che non crei più “l’esercito del precariato di stato” sfruttando giovani in cerca di una qualche occupazione. Questa tratteggiata non può essere chiamata riduttivamente solo “opposizione”: questo è un programma che ha un solo scopo. Creare un partito che procuri benessere al Paese.

ECCONE LE CONSEGUENZE POLITICHE

Soffocato ed intimorito oltre ogni limite dalla criminalizzazione  infamante di Silvio Berlusconi – pratica diffamatoria che denota già, da parte della sinistra italiana, di per sé stessa una mancanza di coraggio civile e di onestà intellettuale da paura – il PdL, tramortito dalle dimissioni volontarie del proprio leader politico del novembre scorso,non  solo non aveva evidenziato alcun altro uomo politico in grado di sostituire, come carisma politico e come leadership naturale, Silvio Berlusconi, ma aveva addirittura consegnato, incoscientemente, ogni iniziativa politica al Pd. Poi il P.D. ha voluto  anche maramaldeggiare, come scioccamente si pavoneggiava Occhetto col suo PCI, con l’immagine di “squadrone” trionfalmente proiettato verso una immancabile vittoria, con le primarie e con la sfida, prefabbricata, illusoria ed evanescente, fra Renzi e Bersani. Così,in questo quadro, l’improvviso ed imprevedibile scatto di dignità politica della sola vecchia Forza Italia, rappresentata  dal solo Silvio Berlusconi ( sbaglio o ha fatto tutto Berlusconi  anche stavolta, senza l’ aiuto di nessuno? ), senza più ex aennini, senza più leghisti, senza più vecchi arnesi democristiani tardoinciucisti, ha notificato, come un Ufficiale Giudiziario,  l’avviso di sfratto per occupazione abusiva  al Governo Napolitano / Monti, motivato dal  peggioramento della situazione del Paese (come indicato in precedenza), ha destabilizzato la narcotizzazione del quadro politico, ha tramortito la politica dormiente , ha risvegliato molti animi e molte attese  e, da quel momento, lo scenario politico si è rovesciato.

Dopo le primarie, concluse con la scontata, sconsolante, staliniana sconfitta di Renzi ( da quel momento rimessosi militarmente in riga agli ordini del partito/padrone , così come era aduso fare il “ sedicente migliorista” Napolitano per una vita, tanto per citare un esempio paradigmatico della democrazia in salsa comunista prima, ed ora in sugo P.D.),il Pd è tornato ad essere non certo il decantato partito pluralista, quello del” confronto tra anime diverse “, ma solo  l’erede se non addirittura l’epigone della più pura tradizione comunista, rappresentata perfettamente dall’accordo fra  Bersani e Vendola. E’ stato  allora  che il soggetto politico, che tutti davano, scioccamente, per svanito, scomparso, morto e sepolto è improvvisamente ricomparso. Ma si tratta solo di Silvio Berlusconi che si ripresenta, come ritengono i demiurghi dell’antiberlusconismo come unica forma di opposizione? Ma quando mai! Dietro Silvio Berlusconi, signori  e fin dal 1994, c’è  il popolo del centrodestra, la silenziosa maggioranza del Paese,  che da Novembre scorso  era stata privata della propria rappresentanza conquistata con una democratica vittoria elettorale e che solo con il ritorno in campo di Silvio Berlusconi ha riscoperto di essere ancora viva, vegeta e capace di riprendere in mano l’iniziativa politica.

Gli osservatori di parte non riescono a comprendere e molti dirigenti della sinistra si ostinano a non capire, come sempre hanno fatto dal 1994 in poi, che quello che “rientra” ora in politica , quello che ridiscende nell’agorà politica, non è solo Silvio Berlusconi, ma quella maggioranza di popolo silenzioso che , oggi, sarà pure deluso, disilluso e incazzato, ma che mai, dal 1948 al 1994 ha votato per il PCI e che mai dal 1994 fino ad oggi ha votato per un ex o post comunista come candidato Premier. Quella maggioranza silenziosa alla quale, semmai, solo due Presidenti della Repubblica oscenamente “ di sinistra” anziché super partes, prima O.L. Scalfaro ed oggi Giorgio Napolitano, hanno “imposto”, con la violenza dittatoriale del “puro potere”, come“surrettizi” Presidenti del Consiglio un Dini, un D’Alema, un Amato ed oggi un Mario Monti, ma tutti privi di qualunque consenso democratico popolare. Quella maggioranza silenziosa che, fino ad ora, non è mai corsa sul carro del probabile vincitore Bersani, che ha letteralmente “ schifato”  il terzo polo centrista di Casini ,di Fini, che non si fida affatto di un Montezemolo ,giudicato da sempre come  parte integrante di quei poteri forti che pretendono di dominare l’Italia in forza di un diritto dinastico. Quella maggioranza silenziosa che ha scoperto sulla propria pelle come l’esperienza del governo tecnico sia stata la classica operazione  chirurgica fallita e che oggi rischia di far morire, anziché guarire,  il paziente, cioè l’Italia.

Berlusconi ha il grande merito – un segno di carisma, di pura leadership,  non appartenenza ad un  apparato monolitico da parte di un funzionario obbediente -, merito civile, storico e politicamente determinante,di sapere cogliere ed interpretare gli umori del popolo del centrodestra, di capire  che ad aumentare  la rabbia degli elettori moderati c’era la sensazione di essere considerati ancora una volta fuori gioco, inesistenti, marginalizzati e disprezzati dai futuri vincitori, da una sinistra talmente ipocrita, inadeguata ai tempi, ideologizzata da riesumare, niente di meno, che  il pugno chiuso. E,attraverso la sua persona, ha rimesso di colpo in partita quel popolo disperso. Se Bersani è il “generale” della sua truppa di soldatini obbedienti, Berlusconi è solo “ il motivatore” di una maggioranza silenziosa che non si arruola in nessun esercito, che non segue nessun “ subcomandante”. Se a motivare questo popolo svogliato, disperso, disincantato, fosse stato un’altra persona, sarebbe successa la stessa cosa. Non si tratta di Berlusconi dunque, ma del popolo del centrodestra.

Può essere che la sua sia stata una mossa tardiva. Che non riesca a risvegliare le energie e la passione di tutti i vecchi elettori del centrodestra. Ma è certo che da oggi in poi i ministri tecnici in cerca di futuro politico non potranno più ricercarlo sulla pelle del Pdl e che il popolo dei moderati tornerà ad essere non un terzo incomodo nella possibile coppia Pd-Udc ma la sola ed unica alternativa ad una sinistra non più pluralista ma segnata dal ritorno alle origini comuniste.

Per esorcizzare la riapparizione del polo moderato che si contrappone a quello progressista, secondo lo schema bipolare classico degli ultimi venti anni, è da mettere in conto che da adesso in poi scatterà la solita campagna di delegittimazione personale di Silvio Berlusconi da parte della sinistra preoccupata di vedere minacciata la propria vittoria scontata. È probabile che a dispetto del passato, questa volta la nuova campagna di delegittimazione personale possa avere qualche effetto in più. Ma basterà questo effetto a rendere inefficace il ritorno in campo non del solo Cavaliere ma del polo del centrodestra in un sistema bipolare? I sondaggi non sono ancora in grado di fornire una risposta a questo interrogativo. Ma la vera risposta sarà quella delle urne. Solo allora, dopo tre o quattro mesi di campagna elettorale portata all’insegna della ripresa del Paese , si vedrà se avrà avuto comunque la meglio lo “squadrone rosso” di Bersani o se Berlusconi sarà riuscito ancora una volta a dare rappresentanza alla maggioranza silenziosa del paese. Insomma a rubare voti a Grillo e, sopra tutto, al partito dell’astensione.

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NON CAPISCO…AIUTATEMI!

Sto studiando il testo della legge che riguarda l’incandidabilità politica dei condannati. Mi pongo una prima e semplice domanda:  perché per fare il maestro o l’impiegato devo avere la fedina penale immacolata, mentre per fare il deputato posso anche essere stato condannato fino a due anni di carcere  ?
Boh!!!!

Nel 1999 il Prof. Romano Prodi annunciava: “Con l'euro lavoreremo un giorno in meno guadagnando come se lavorassimo un giorno in più”. Ma è andata proprio così?

BNL-UNIPOL: Cassazione annulla le undici assoluzioni . Per il Procuratore Generale tutto il processo è da rifare. Ritornano sul banco degli imputati undici nomi eccellenti, molti della sinistra finanziaria, da Fazio a Consorte. Dunque  si ricomincia. Il sostituto Pg della Cassazione, Vito d'Ambrosio, ha chiesto di annullare le 11 assoluzioni decise dalla Corte d'appello nel processo sulla tentata scalata di Unipol a Bnl nel 2005 - con rinvio alla Corte d'Appello per un nuovo processo - compresa quella dell'ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio. In secondo grado erano stati assolti, tra gli altri, Carlo Cimbri, ad di Unipol, l'editore Francesco Gaetano Caltagirone e l'eurodeputato del Pdl, Vito Bonsignore. Il pg ha chiesto invece di confermare le condanne per Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti. Ma celebrare un processo d'appello-bis, come accadrebbe se i giudici della Corte accogliessero le richieste del Pg, manderebbe tutto in prescrizione, i cui termini decorrono il 19 dicembre prossimo. Sarà un caso fortuito o una prescrizione fortemente voluta dalla sinistra che teme Consorte ?

Come era riuscito ad illudermi, quel bischero di Matteo Renzi! In particolare per quella sua frase che ho scolpita nella mente , con quel “ Ragazzi, io non ho mica intenzione di trasformarmi in un Dario Franceschini”! Una melodia per le mie orecchie .

L’Ing. Alfio Marchini, nipote prediletto di nonno Alfio Marchini, capostipite di una dinastia di costruttori, anche di palazzinari, con frequentazioni assidue con la crema della società catto – comunista romana, amico di tutti ma specialmente dei  Sindaci  di Roma, sia della dinastia dei democristiani ( Rebecchini, Tupini, Petrucci, Darida, ecc) sia della dinastia dei comunisti ( Carlo Giulio Argan, Petroselli, Rutelli, Veltroni ,ecc),  di D’Alema, di molti prelati Vaticani, un bigliettino da visita inguardabile, tante sono state e sono le sue cariche. Banche, Rai, Consigli di Amministrazione, il quarantasettenne ingegnere nipote dell’imperatore delle costruzioni “ calce e martello”, quello che si dice abbia addirittura donato il Cremlino de Roma, cioè Botteghe Oscure , al PCI di Togliatti, un costruttore comunista “ puro, duro e tutto appalti “ in giro prima per Roma e poi per l’Italia e per il mondo. Uno che comunque ha il merito sia  di avere evitato tutte quelle trappole giornalistiche e mediatiche capaci di trasformare, con una rapidità da fulmine, un ricco rampollo in un coglione da Grand Hotel sia di aver assunto la guida della società di nonno Alfio all’età di ventitré anni. Come non bastasse, l’Ingegnere è ben inserito anche nel giro di Carlo De Benedetti, Espresso e Repubblica, ha sposato una nipote di Serafino Ferruzzi, una che aveva uno zio come Raoul Gardini per dire. Vuole candidarsi per fare il Sindaco di Roma. Un Sindaco per dinastia e per ereditarietà di affari ? Boh!!!!! Se ci pensate, viene da ridere. Dicono che Roma sia comunista, oggi direbbero “ democratica”. Invece già le famiglie dei costruttori, dai Caltagirone ai Marchini dominano Roma in lungo ed in largo, già condizionano giornali, sindaci, politica, finanza,ecc. Poi anche il cinema: tutto in mano a poche famiglie. Quali? Eccole: Tognazzi, Gasmann, Veltroni, Verdone, De Sica, Amendola , Savagnone, Costanzo, Luigi Proietti, Castellito, Mazzantini. Forse dimentico qualcuno, come D’Alema, visto che una figlia studia a N.Y., insieme ad una figlia di Veltroni, con tanto di loft rigorosamente a Manhattan, s’intende. Ma non si vantano i democratici come Bersani di essere dei “ liberalizzatori”? Non capisco di cosa, però.

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Roma, domenica 9 dicembre 2012

Gaetano Immè

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