Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 3 dicembre 2012


NEL PAESE DI PULCINELLA.  

In un Paese dove oramai vige la  “peggiore fra le democrazie occidentali ”;  dove, senza ricorrere ad  invocazioni autoritaristiche, gli italiani si sono visti scippare, con ipnotica destrezza, lentamente  e spesso utilizzando mendaci e fallaci cavalli di Troia, libertà e diritti, il cui indiscutibile godimento era  una volta puro vanto del nostro Paese; dove ormai è in atto, se non il  classico colpo di Stato  quanto meno una vera e propria sistematica, metodica seppure lenta opera di demolizione  delle libertà personali, incise, scalpellate emano a mano  asportate, da questo Stato oramai “Magistratocratico” e ”burocratizzato”, con incursioni laser mirate nelle casematte liberali della nostra Costituzione, condotte con chirurgica precisione sul corpo vivo del Paese,  “preparato e trattato ” chimicamente ,da più di mezzo secolo, per ridurlo all’attuale stato catatonico grazie  ad una “anestesia totale”, composta da dosi industriali, più che di Valium, in parte del pensiero comunista ed in parte di ipocrita cattolicesimo adulto, falsamente misericordioso e genericamente buonista;  dove un Mario Monti, avallato da un Giorgio Napolitano, sbeffeggia,delegittima  e dileggia l’istituzione parlamentare, decidendo, in tracotante e tirannica solitudine, quale voto il Paese Italia doveva dare all’ONU sulla Palestina “stato osservatore”;dove la gente ancora crede in un vecchio comunista come Bersani, cresciuto a rubli staliniani, a finanziamenti illeciti, a tangenti  spillate anche sul respiro dei cittadini anche grazie a prezzolati e ruffiani  agiografi” o lusingatori , magari  dal cognome spagnolo ma altamente specializzati in ridicoli esercizi di  fellatio scritta anziché orale, che trovano ampio spazio su Repubblica ; dove la gente, da molto tempo in stato ormai semi catatonico, s’è lasciata  indottrinare da giornali e da programmi televisivi degni di un Ministero di Cultura Popolare o Minculpop; dove la gente non sa neanche distinguere fra un puro capriccio – quello  di due omosessuali che vogliono adottare un figlio, tanto per scimmiottare “la famiglia”– ed  un “diritto”;  

bene in questo Paese da quarto mondo, il Direttore di quotidiano,Alessandro Sallusti, non è più un libero cittadino, ma un “recluso”. Il suo “reato”, un reato d’opinione,  è un reato inesistente, perché “commesso da una terza persona”, seppure il reato sia stato mai effettivamente consumato. Questo Direttore va in galera sulla base di  un principio vessatorio,  fondamentale nelle dittature , siano esse di tipo stalinista e comunista, siano esse di tipo fascista o nazista:  quello della “responsabilità oggettiva”.Questo obbrobrio giuridico è appunto  la base di quel sistema puramente “delatorio ed oppressivo”che Lenin e Stalin avevano imposto nell’Unione Sovietica, che il P.C.I. ha fatto di tutto per  imporre anche in Italia, che Hitler aveva imposto ai tedeschi, che Mussolini aveva imposto agli italiani durante il ventennio, che Pol Pot impose ai cambogiani,che Castro impone ai cubani e che aveva prodotto “ la delazione ” come sistema di occhiuto controllo , come il famigerato “ caposcala” fascista , come l’occhiuto spione russo chiamato “capo fabbricato”, come la Stasi nella DDR, come il KGB nella stessa Russia, come la Gestapo con Hitler.  Anche se la nostra Costituzione Repubblicana afferma chiaramente che “ la responsabilità penale è sempre e solo personale”, tuttavia gli scherani della delazione istituzionalizzata, come molti nostri Magistrati e tanti scribi di redazione , si trovano più a loro agio applicando quel  principio fascista, comunista, insomma dittatoriale. E qualcuno, davanti a tale scempio, va anche a portare due euro per scegliere chi, fra i politici che sostengono simili nefandezze, debba proporsi come un candidato per  guidare l’Italia. Quanto appaiono, oggi ancor più, ridicoli e diffamatori Adriano Celentano e Roberto Saviano quando, eravamo se non sbaglio  nel 2006 e nel 2009 inveivano dalla televisione contro Silvio Berlusconi, il quale, secondo questi due “scienziati del nulla”, sarebbe stato colpevole di voler mettere la mordacchia alla stampa. Oggi, questi “ tuttologi della saccente ignoranza” tacciono  su questo argomento.  

Stiamo parlando dei reati d’opinione, quelli introdotti nel codice ai tempi del fascismo e noti come “ codice Rocco”, una serie di disposizioni penali utili solo ai dittatori. Devo ricordare che se quelle vergognose norme penali sono state riviste ed almeno  in parte attenuate, lo si deve solo ed esclusivamente al  D.D.L.  del 25 Gennaio 2006 , unico tentativo operato dal 1948 ad oggi in tal senso ,  presentato alle Camere dal Governo Berlusconi III, XIV Legislatura,  testo che riuscì  sia ad attenuare molte di quelle vergognose norme, meno che quella della diffamazione a mezzo stampa, che a sostituire la pena detentiva con quella pecuniaria ed a trasformare l'illecito penale in illecito amministrativo. Ed è quindi  anche molto istruttivo ricordare come quel d.d.l. fu approvato da Forza Italia, dall’Udc, dalla Lega e da AN mentre ebbe il voto contrario da parte di Nando Dalla Chiesa ( Rifondazione Comunista), Elvio Fassone ( D.S. Ulivo, ora P.D.) con l’astensione del gruppo dei Verdi.

Sappiate che quella parte del popolo italiano che in questi giorni  va a votare per le primarie del centrosinistra e tutti quei politici che sostengono il centrosinistra, sono solo truppe indottrinate, menti educate ad essere organiche e favorevoli a questa esecrabile  dittatura. Ma la loro miseria intellettuale e morale, anche se riuscissero a vincere le prossime elezioni politiche – per mancanza di competitori ,certo non per altro – non ci vedrà mai intruppati ed obbedienti, né proni  ed ossequiosi davanti alla loro ipocrisia  dominante. Noi di centrodestra non usiamo la menzogna e la diffamazione come arma culturale, come strumenti di educazione e di propaganda come costoro, ex o post  comunisti,  hanno sempre fatto. Basta ricordare, solo qualche ricordo tranquilli , quello che fecero con l’ Ungheria, con Praga, col Vietnam, con la Cambogia,  con il Presidente Leone,con l’altro Presidente Cossiga, con Bettino  Craxi, e, da ultimo, con Silvio Berlusconi.

Noi abbiamo un tesoro da difendere, uno scopo nella vita : la nostra libertà e  la nostra onestà intellettuale, che sono l’onestà e la dignità del nostro Paese. Sono armi pericolose queste, anzi, addirittura  letali , se ben  usate, contro simili regimi dittatoriali. La storia del secolo scorso lo ha abbondantemente dimostrato. Non sperino dunque questi “infami dentro”,falsi moralisti ,ipocriti e comunisti, di averci ridotti a fare, come loro hanno sempre fatto, le vittime. Farete invece i conti con noi, col nostro esercito, pur senza armi , un esercito di persone libere, scevre da pregiudizi e da lavaggi del cervello. Farete i conti con noi  e col mondo civile e democratico ogni secondo, ogni minuto, ogni ora, ogni giorno che verrà.

Mentre scrivo queste righe,“ questoindifendibile Stato italiano, questa “magistratocrazia“,sbianchettata con una mano di apparenza democratica da prezzolati imbianchini, sta  torturando  migliaia di detenuti, dei quali circa la metà ancora  in attesa di giudizio, usando la carcerazione preventiva come uno strumento di tortura corporale e psicologica, in condizioni carcerarie da quarto mondo più che da terzo. 

Noi sappiamo bene che le sfide giuste non coincidono quasi mai né si accordano, a memoria almeno della Repubblica italiana, con i vostri triti e consunti luoghi comuni. Come non ricordare, per esempio, un altro  Direttore di un quotidiano, sempre della nostra area politica, a suo tempo  gambizzato dalle Brigate Rosse nell'indifferenza generale,anzi tra i vostri brindisi? Erano gli anni settanta, ma voi siete rimasti sempre gli stessi, quello che eravate. La contraddizione vivente della coerenza di pensiero, delle libertà personali, dell’onestà intellettuale e politica, gente intrisa di squallido e meschino moralismo tanto da considerare il peccato come reato penale,  quelli che “  il  sospetto è l’anticamera della colpevolezza”.Forse vi siete un po’ illusi, montati la testa, per  aver soggiogato alcuni poveri d’animo e di dignità, per  averli sedotti  con la vostra opulenza illegale, riparata e coperta dietro ignobili amnistie- quelle sì “ ad partitum” ed “ ad personas”-, assicurando loro facili e ricche carriere,come il Di Pietro, il D’Ambrosio,  una Tobagi, un Calabresi, una D’Antona, due Borsellino, un Dalla Chiesa, salvo tanti altri, gente che si confonde con poco, se  scambia la “giustizia”col “tornaconto personale”,il “perdono” con “ il posto fisso e ricco” preferibilmente  nelle  redazioni “organiche ai poteri forti” oppure direttamente nel “ palazzo”, come se la dignità di un uomo  fosse  merce di scambio,come in un baratto. Voi potete vincere giusto su un Matteo Renzi, uno che dopo avere millantato  programmi politici simmetricamente opposti a quelli decisi dalla nomenclatura del partito post comunista  e dopo avere  illuso e raggirato la credulità popolare, ieri, prima ancora della sfida definitiva, già si prostrava ai piedi di quella nomenclatura che, fino a ieri,prometteva di “ rottamare”. Perché,lo ripeto, Renzi deve solo vincere per dimostrare, poi, chi effettivamente sia e se abbia le capacità e l’onestà intellettuale ed umana di attuare i programmi che, per ora, ha  solamente esposto. Perché se perdesse, temo si trasformerà in un nuovo D’Alema, un nuovo Veltroni, insomma in una delle tante cariatidi che , da pecoroni, continuiamo a mantenere coi nostri soldi.

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ZAGREBELSKY E BOBBIO, CHE SI RIVOLTA NELLA TOMBA E LO PRENDE A CALCI NEL SEDERE.

Verità storica, ma onestamente confessata, con una onestà intellettuale troppo dignitosa per essere conosciuta dai suoi epigoni ,  quella su Norberto Bobbio , l’icona nella sinistra dell’antifasci­smo, colui che presiedeva, secondo l’ipocrisia dominante,  la “ Laica Inquisi­zione”  per negare il diritto alla  libertà di  pensiero ed  alla dignità personale a coloro che  espri­messero  culture non “omologate” né “organiche” al P.C.I. , bollati tout court “ di destra” ed   etichettati sempre come”  fascisti”  anche se mai tali si siano poi dimostrati. Ebbene sì, pro­prio lui ,  era iscritto al P.N.F. , dico Partito fascista, la sua cattedra universitaria neanche a trenta anni era dovuta alle pressioni dei gerarchi fascisti e con il Duce ed i suoi scherani aveva avuto copiosa corrispondenza  sia epistolare che verbale, anche per interventi ed intercessioni di tipo “ raccomandatorio”. E’ storia , pura storia:  Norberto Bobbio aveva giurato fedeltà al fasci­smo anche dopo le famigerate  leggi razziali e in piena seconda guerra. Così come è sempre pura storia il fatto che Norberto Bobbio , di questa suo passato fascista, si sia , come dire, poi, vergognato e pentito. Ma è sempre e solo storia , non altro, che disgraziatamente Norberto Bobbio  questa sua vergogna per il  suo passato “fascistissimo” l’abbia sbandierata solo “ dopo  che una serie di illustri storici  l’avevamo smascherato,disvelando il suo passato  di camicia nera. Come dire “ colto con le dita nel naso”!

Certo, la sua “abiura tardiva” non gli fa onore, resta sulla sua pelle come il marchio indelebile del suo inescusabile  opportunismo  e come la punta evidente di una disonestà intellettuale evidente. Ma, davanti alle sue successive opere, questo Blog trova che  esse stesse, insieme alla sua pubblica ammissione di responsabilità, abbiano abbondantemente ripagato le sue colpe fasciste. Bobbio non ha bisogno di servili “agiografi”, Prof. Zagrebelky, Bobbio si è saputo difendere da solo, soprattutto senza avere bisogno di falsi avvocati difensori .  Così, Prof. Zagrebelsky, la sua meschinità intellettuale, la sua ingombrante e saccente invadenza la spinge, incautamente, a pontificare sulla dignità degli uomini. Cosa per Lei estremamente difficoltosa, Professore. E se Lei ritiene  di avere scoperto un valido alibi per  Norberto Bobbio, affermando, come Lei  senza vergogna scrive  su “ Repubblica” , che “ le dittature corrompono” sappia che se Bobbio fosse ancora vivo la prenderebbe a calci in bocca e nel sedere. Per la semplice ragione che seppure Bobbio fu opportunista , mistificatorio, silente sul suo passato fascista pure , una volta colto con le mani nella marmellata, non si rifugiò dietro nessun alibi ma, da uomo, anzi come un  “ Vero Uomo”, non  come uno Zagrebelsky qualsiasi, andò onestamente e dignitosamente a Canossa, abiurò pubblicamente, fece trionfare , insomma, la verità storica e l’onestà intellettuale. Esimio professore sabaudo, in Italia non vi è italiano che non abbia avuto un padre o un nonno che non sia stato un convinto  fascista, se lo schiaffi nella sua testolina sabauda. Perché, come Bobbio , come Scalfari ( that one friend, j suppose, is’nt?), come Bocca  e come tantissimi altri “ antifascisti  tardivi ed opportunisti” , moltissimi, anzi  quasi tutti,  cedettero alle lusinghe di  quel sogno o delirio che dir si voglia. Ma Lei pretenderebbe pure che quell’alibi valesse solo per Bobbio. Che pena, Professore, che ipocrisia! E allora perché non dovrebbe valere per tutti quegli altri che , sempre con onestà intellettuale , credettero in quel delirio e pagarono in prima  persona  sacrifici, torture e pene che Bobbio stesso contribuì ad infliggere loro? Professor Zagrebelsky , provi a vergognarsi, ci provi, almeno una volta.

N.B. In virtù di quel principio fascista e comunista  della “ responsabilità oggettiva ” come reato penale a Scalfari, Mauro , Lei ed a “ Repubblica  tanto caro perché spedisce in galera il Dr. Sallusti , quale pena corporale dovrebbe scontare Ezio Mauro che ospita diffamazioni di un cadavere , come quelle sue?

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PARLIAMO DI DAVIDE SERRA, IL FINANZIATORE DI MATTEO RENZI

 

A proposito di libertà di stampa. Parliamo della finanza che assiste anche Renzi, dopo  aver inflitto agli “ indottrinati bersaniani” la storia pressoché criminale della finanza, zozza più che opaca, che sorregge  Pier Luigi da Bettole. Pochi ricordano Davide Serra, il così detto “ golden boy della finanza londinese” che aveva organizzato e pagato anche un pranzo elettorale pro Matteo Renzi. Chi conosce questo blog sa che è nostro vanto quello di evitare falsità, pettegolezzi, fariseismi vari e dunque andare sul concreto al netto, sempre, delle chiacchiere da pettegoli. Sono però rimasto molto colpito dal fatto che nessuno dei tanti giornalisti di denuncia ( né Il Fatto, né L’Unità, né la Gabanelli, né Santoro,ecc) abbia scavato a fondo su Davide Serra e sui suoi mitici fondi Algebris. Intanto Serra gestisce questi fondi alle Isole Cayman: qualcuno, non molto tempo fa, cercò di massacrare Berlusconi e Mediaset quando ebbe sentore dell’utilizzo di una Ltd inglese. Invece, tutti zitti davanti al fatto, invece molto intrigante, che il “ finanziatore” di Renzi, pur sempre uno del P.D., gestisca nelle mitiche Isole Cayman, il vero paradiso degli evasori fiscali, addirittura tutti i suoi famosi fondi Algebris. Riferisco solo i fatti di quanto oggi sono riuscito a scoprire: dunque Serra ha sei licenze finanziari Algebris alle Isole Cayman, non una sola. Insomma tutte. Dai dati che indicherò risulta che Davide Serra sarà pure uno da fare  santo subito perché – e sopra tutto chissà perché – mette mano ai suoi soldi per finanziare un esponente del centrosinistra ( che secondo programma elettorale sarà spietato con i ricconi che prosperano nei paradisi fiscali, proprio quelli come Serra, dunque ) che lo perseguiterà fino a scarnificarlo, ma è anche un piccolo Madoff . I suoi hedge funds piazzati alle Isole Cayman puzzano quanto meno di “opacità” lontano un miglio marino. Ma siccome per noi il peccato non è reato, andiamo avanti con i fatti. Se guardo i risultati dei fondi Algebris devo dire che se tutti i finanziari fossero come Serra, addio ai nostri sudati risparmi. Infatti chi avesse affidato  a Serra i suoi risparmi ( l’inizio è del 2006)  avrebbe perso fino al 2008 il 30% che diventa poi il 50% se facciamo i conti al 2011. Insomma se avessi affidato a Serra 100.000,00 Euro nel 2006, oggi avrei in mano 50.000,00 Euro. Roba da portare i libri alla Sezione Fallimentare del Tribunale prima che qualche P.M. emetta qualche ordine di carcerazione preventiva onde evitare una sempre possibile ed ulteriore reiterazione del reato. Una nota da “ brivido”: risulta che fra gli investitori nei fondi di Serra vi è anche Intesa Sanpaolo, della quale era Amministratore Delegato anche l’attuale Ministro Corrado Passera. Non si riesce a conoscere la somma investita da Passera nei fondi Algebris ( ricordare: sono soldi nostri, dei correntisti di Intesa Sanpaolo, non di Passera) . Indovinate voi perché.

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FARI ACCESI SU ILVA E DINTORNI

I nostri riflettori sono puntanti sulla faccenda dell’Ilva di Taranto per svariati motivi, tutti comprensibili. Intanto perché giovedì il Governo Monti ha varato un Decreto Legge che di fatto sbugiarda il sequestro ordinato dalla Magistratura di Taranto. Da Taranto giungono “ rumor” che danno per certo il ricorso della Magistratura alla Corte Costituzionale contro quel decreto legge, sollevando un conflitto di poteri. Il nocciolo è: consente questa Costituzione che un Governo possa arrestare la Magistratura? La mia personale opinione è negativa: se in Italia un Governo non può neanche ricorrere come crede alla decretazione d’urgenza ( pur in presenza di fondati ed oggettivi motivi) figurarsi se può addirittura scavalcare e sbugiardare un Tribunale. In mezzo a quel “ conflitto” morirebbero Taranto, lo stabilimento, ventimila operai, una città, il PIL italiano e, definitivamente, la produzione dell’acciaio sarebbe tutta tedesca. Ne vedremo delle belle. Aspetto lunedì.

Inoltre si allarga l’inchiesta sulle tangenti e sulle corruzioni che si sarebbero mosse intorno a quello stabilimento. Da poco tempo è stato incriminato Florido, il Presidente della Provincia di Taranto, così come “ pare” lo sia anche Vendola, Presidente della Regione. Vendola s’è già schierato a favore del Tribunale – una evidente captatio benevolentiae – sostenendo che “ il decreto legge del Governo è una sberla in faccia al bisogno di salute della città”. Forse dunque il Tribunale terrà conto di questo endorsement e non calcherà la mano su Vendola e sulla Arpa pugliese.

Corrado Passera, il Ministro che da Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo aveva regalmente sostenuto la famiglia Riva concedendo  generosissime linee di credito tuttora ,ovviamente, in sospeso ( come vedete non uso il termine bancario “ in sofferenza”, perché quel termine, che prelude ai sequestri,l’ Intesa Sanpaolo passeriana lo ha usato solo contro i pesci piccoletti, quelli con i quali si può e si deve essere duri, arroganti, spietati, forti, non certo contro i potenti, con i quali è molto più “politicamente corretto” essere servili, proni, riverenti.

Ne vedremo delle belle.

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Roma,  domenica  2 dicembre ’12

Gaetano Immè          

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