Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 22 ottobre 2012

MANOVRA DA 12 MILIARDI. CAPIAMOCI QUALCOSA


Riassunto stiracchiato: il Governo Monti amministra un Paese che si basa su 780 miliardi di Euro di entrate (prelevati dalle nostre tasche) con i quali viene pagata un’uscita globale di Euro 800 miliardi. Come si manifesta la manovra ultima da 12 miliardi di Euro cucinata dall’esecutivo? Noi contribuenti pagheremo di più o di meno? Chi ci guadagnerà? Rispondere a queste domande non è facile, ma neanche impossibile. Ci provo, sintetizzando al massimo.

Dalla riduzione dell’IRPEF lo Stato perde 5 miliardi di Euro, cifra alla quale va sommato un altro miliardo di Euro che lo Stato deve rimettere da dove lo aveva preso in prestito, , dal “ fondo per al riduzione del costo del lavoro”. Dunque , a primi conti fatti, lo Stato rinuncia a 6 miliardi. Ma c’è l’aumento di un punto percentuale sull’Iva ( la legge è un’eredità del Governo Berlusconi) che produrrà un gettito annuo di 7 miliardi. Dunque risparmiamo 6 miliardi ma pagheremo di più 7 miliardi. A casa mia significa che le imposte aumentano di 1 miliardo. Ma non finisce qui, perché il Prof. Monti s’è inchinato al volere della sinistra europea ed ha introdotto in Italia la famosa “ tassa sulle transazioni finanziarie”, detta anche “ Tobin Tax” che in Italia entrerà in vigore dal 2014 e che frutterà allo Stato un gettito stimato 1 miliardo di Euro. Dicono che verrà pagata “ dagli speculatori”: i soliti rètori imbecilli, perché “ gli speculatori” sono le Banche che agiscono per le transazioni e che , come insegna la storia (che non insegna mai niente ai Robin Hood di sinistra ) “ traslano” queste imposte sui clienti. Saremo tutti noi a pagare alla nostra Banca questa Tobin Tax, addebitataci sotto forma di imposte sui nostri conti titoli. Gli investimenti in titoli li facciamo noi tutti, mica solo Berlusconi o Soros o De Benedetti. C’è poi la parte più corposa , quello che viene chiamato “ riordino delle detrazioni e delle deduzioni fiscali”Dalla loro introduzione – che risale niente meno che al 1973 – ad oggi le detrazioni e le deduzioni fiscali sono diventate circa 700 e nel loro complesso proteggono dall’IRPEF qualcosa come 200 miliardi di Euro di reddito imponibile che , grazie ad esse, non paga, in tutto o in parte, l’IRPEF. Secondo calcoli elaborati da istituti specializzati, questo “ riordino” si traduce in una diminuzione drastica delle detrazioni e delle deduzioni fiscali , che costringerà il contribuente a pagare due miliardi di Euro in più. E così sono arrivato a 4 miliardi di imposte in più a carico dei soliti noti che già pagano le tasse.

Vengono sicuramente penalizzati coloro che hanno redditi talmente bassi da essere collocabili nella così detta “ no tax area”: costoro, con redditi annui esigui, sono, in Italia, circa 8 milioni. Poiché costoro non pagano IRPEF ( appunto perché nella “ no tax area”) non avranno il vantaggio della diminuzione dell’IRPEF stessa, mentre invece pagheranno totalmente l’aumento del punto di Iva ( che colpisce i consumi e non il reddito) e che non riguarda l’aliquota del 35%, quella dei beni di lusso, ma quelle del 10% e del 21%, cioè relative a tutti i beni di prima necessità.

Qualche risparmio di IRPEF l’avranno quei contribuenti il cui reddito superi la “no tax area” e si piazzi nei primi due scaglioni dell’IRPEF. I calcoli del risparmio indicano un risparmio massimo di Euro 300. Ma costoro dovranno pagare l’aumento dell’Iva quando non dovranno anche rimborsare “ detrazioni” e “deduzioni”riviste, abrogate o dimezzate o cancellate dal provvedimento.

Non capisco dove si veda non dico la spinta alla crescita, ma almeno quella “spinta al consumo” , che questo Governo è certo di ricavare dal provvedimento . L’aumento dell’Iva ha normalmente effetti riduttivi sul consumo, come anche l’aumento delle imposte.

Ma se il Governo voleva semplicemente e veramente ridurre il carico fiscale sugli italiani che già pagano le imposte e visto che l’ordine di grandezza delle diminuzioni è quella sopra indicata, perché , mi chiedo, non è stata direttamente abolita l’IMU sulla prima casa, che è uno scandalo universale e che costa circa 3,5 miliardi di Euro e che riguarda la bellezza dell’85% degli italiani?

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TRA RENZI E MARCHIONNE, METTO DITO E DANTE.

Dico la mia, velenosa e “politicamente assai scorretta “ come al solito,ma, vivaddio !, sgombra da ipocrisie o da farisaici infingimenti, sull’uscita di Marchionne su Firenze che tanto scalpore ha suscitato nelle anime belle di casa nostra. Firenze non è una metropoli, ma una città, dunque è piccola rispetto a New York, a Tokio, a San Francisco, a Los Angeles, a Città del Messico, ecc. Non credo nemmeno che sia “ ricca”, visto che si trova anch’essa in questa disastrata Italia. Resta il fatto, incontrovertibile, che Firenze sia veramente bella ( “ ma più beata che in un tempio accolte serbi l’itale glorie……” cantava il poeta di Zacinto) , ma per la sua storia e per i suoi monumenti, non certo per merito della sua amministrazione e della sua politica. Diciamola tutta: Firenze è come uno qualsiasi che eredita quello che il padre o la madre o un nonno o uno zio hanno costruito, uno cioè che, senza aver mosso un dito, si ritrova ricco o, meglio, “colpito da improvviso benessere”, per una tremenda “ botta di culo”, senza alcuna sua partecipazione in merito. Davanti all’uscita, dunque, di Marchionne su Firenze, Renzi – diciamola anche tutta: anch’egli un “figlio di papà” , parente prossimo all’ “ erede” - ,prima di aprire bocca, avrebbe dovuto scegliere fra due soluzioni. La prima era quella di farsi erudire da Roberto Benigni, un comico che è si è convinto ( da solo) di essere un profondo conoscitore di Dante. Oppure , seconda chance, avrebbe dovuto conoscere almeno “L’Inferno” di Dante, troppo, forse, per un semi figlio di papà, cresciuto a “ pane (assicurato da babbo) e politica”. Avrebbe scoperto che anche il nasuto Alighieri odiava e detestava chi governava la sua Firenze che peraltro amava, come ogni persona ama la sua città natale. Bastava ricordare il canto XXVI dell’Inferno, dove …” Godi, Fiorenza, poi che se’ si grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! Tra li ladroni trovai cinque cotali tuoi cittadini onde mi ven vergogna, e tu, in grande orranza, non ne sali”. Capito? Togli il sudario dell’ipocrisia , del gretto campanilismo provinciale , del luogo comune trasformato in valore di vita negli ultimi cinquanta anni di gestione comunista dell’istruzione scolastica e culturale e magari ti rendi conto che Marchionne proprio torto non l’aveva!

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PERCHE’ MAI NESSUNO PARLA DELLO SCANDALO DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA ?

Sto ancora aspettando che Milena Gabanelli o Michele Chi? Santoro o Giovanni Floris o Roberto Chi? Saviano o Padellaro e Travaglio su Il Fatto o Ezio Mauro su Repubblica o Mitraglietta Mentana su LA7 o , Gadducio Lerner su LA7o,perché no, la zarina Berlinguer su RAI3, insomma sto aspettando che finalmente qualcuno ci resoconti, nei minimi dettagli come per svariati mesi hanno fatto con Formigoni e sulle sue “ ricevute”, su quelle operazioni che il Monte dei Paschi di Siena, la Banca di Siena e la Banca da sempre “organica” al PCI, poi DS, poi PD ha compiuto nell’anno 2007, sia per acquisire la Banca Antonveneta che per l’aeroporto di Ampugnano a Siena. Riassuntivamente: queste due operazioni della Banca di Siena, sostenute con forza dalla “ Fondazione Monte dei Paschi” presidenza e guida del P.D. area comunista , sono state duramente avversate dai “ piccoli azionisti” della banca senese i quali avevano da queste operazioni subìto perdite per diversi miliardi di euro, senza che nessuno dei tanti “ Batman di sinistra”, sempre pronti a menare le mani , la penna e le telecamere contro gli speculatori e gli affossatori dei piccoli azionisti si fosse almeno degnato di difendere i piccoli azionisti dagli “ arroganti bancari capitalisti “.Come Dagospia di D’Agostino e come l’Associazione “Pietraserena “ di Romolo Semplici, anche io mi chiedo come mai nessuno si sia preso la briga di difendere e di tutelare la battaglia di tanti piccoli azionisti che cercavano di bloccare la decisione del Monte dei Paschi sia sull’Antonveneta che su Ampugnano? Già! Come mai nessuno ne parla da tanti anni pur essendoci indagini della Magistratura ?

Gli uomini “organici” al P.D., ai Veltroni, ai Prodi, ai D’Alema, ai Bersani, ecc. erano ai posti di comando giusti, in quanto vestivano la qualifica di “deputati “ della Fondazioni MPS , Fondazione che controllava e controlla la Banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre , dal 2001 al 2006, al vertice della Fondazione MPS , un calabrese allevato nella Fgci, cresciuto, come suol dirsi, a “ pane e PCI”, dalemiano di ferro, al secolo il Dr. Giuseppe Mussari , uno che riuscì anche ad autonominarsi, con nessuna eleganza, Presidente della Banca MPS e che oggi, pur essendo indagato per due inchieste appunto, ricopre la carica di Presidente dell’ABI.

Sempre negli anni 2006/2007 il Banco di Santander riuscì ad accaparrarsi, a danno della Barclays, l’olandese Abn Ambro Bank che “ controllava” la Banca Antonveneta. Gli spagnoli pagarono 6,6 miliardi di Euro per l’Antonveneta. La Santander rivendette Antonveneta al Monte dei Paschi di Siena solo DUE MESI DOPO AVERLA ACQUISTATA,ma ad un prezzo pari a 10 miliardi di Euro. Ma il prezzo di 10 miliardi non era quello giusto, perché la Santander non cedette al Monte dei Paschi di Siena il settore “ Corporate Interbanca “, settore che da solo valeva circa 2 miliardi di Euro. Dunque il vero prezzo che il MPS pagò alla Santander per acquisire l’Antonveneta fu di Euro 12 miliardi di Euro. Una cifra pazzesca, incredibile.

Quell’acquisto è stata la rovina per la Banca senese , ha segnato la fine del suo florido patrimonio che è andato, mano a mano, verso la fine. Ma allora – era l’8 Novembre del 2007 – Mussari era trionfante per l’acquisizione. Era tronfio anche Veltroni, a quel tempo Segretario del P.D., così tanto da essere premiato dallo stesso Mussari con il “ Premio giornalistico Frajese” nonché il Prof. Romano Prodi, la faccia democristiana dei comunisti. Al coro non fecero certo mancare il loro tripudio gente di sinistra ed ex comunisti doc: ricordo il Sindaco di Siena Maurizio Cenni, il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini, la stessa CGIL che oggi sbraita sui posti di lavoro nella Banca in pericolo. Gioivano ed esultavano anche Rosy Bindi, Giuliano Amato, D’Alema, Bersani, Bassanini , l’ex Rettore dell’Università di Siena Luigi Berlinguer nonché un suo figlio, Aldo Berlinguer che occupava la carica di Consigliere dell’Antonveneta e che fu candidato, ovviamente dal P.D., alle europee nell’area del Nord Est, cioè in quell’area dove la Antonveneta, ormai nelle mani della banca del P.D., poteva elargire credito onde accaparrarsi consenso clientelare. Qualcosa da ridire, forse?

Il 6 agosto 2010, il Dr Mussari ricevete una informazione di garanzia dalla Procura della Repubblica di Siena in quanto era indagato per reati di falso e turbativa d’asta , in relazione alla privatizzazione dell’aeroporto di Siena. Voglio ricordare che il Dr Mussari, avvocato calabrese e, come dicevo prima, cresciuto a “ pane e PCI” era riuscito a scalare l’organigramma della Banca di Sìena, notoriamente “ organica al PCI” o comunque si chiamasse , non ostante- come lui stesso ammette – non fosse un banchiere. Non abbiamo dunque dubbi a chi competa il merito per la fulminante carriera del Dr Mussari nella Banca più antica del Mondo, oltre che al suo indiscutibile “ business feeling”: non certo ad un concorso per merito ed esami. Lo si capisce bene anche dagli accadimenti, perché Mussari, non appena ricevuto anche questo secondo avviso di garanzia , neanche un mese dopo, eccotelo Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena dove comandano gli eredi del PCI.

E’ finita come tutti sapete e come nessuno vi ricorda: oggi Mussari è indagato sia per la quanto meno scriteriata ed opaca acquisizione dell’Antonveneta , sia per la privatizzazione dell’aeroporto di Siena. Come conseguenza la Banca Monte dei Paschi di Siena è crollata , proprio ieri il suo rating è sceso a lvello di “ spazzatura”, e sulle macerie della Banca più antica del Mondo si stanno accoltellando fra compagni di sinistra. Mentre Siena tutta trema e mentre i piccoli azionisti che avevano investito(prestato) i loro risparmi alla Banca sono praticamente rovinati. Come la Parmalat di Tanzi. Ma non se ne parla. Qui si vocifera di tangenti da 4 miliardi di Euro, m la stampa libera italiana preferisce discutere di qualche ricevuta di Formigoni per mille euro. Questa è la grande dignità, la grande indipendenza della stampa italiana.

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LA PROCESSIONE DEI GIUDA ESCARIOTI



Tutti inquadrati ,in fila per quattro (col resto di due), la banda D’Affori dell’ipocrisia italiana, del più puro e vomitevole fariseismo, consorteria dei grandi sacerdoti di quella religione ,tutta italiana, che adora menzogna , falsità, doppiezza ed ipocrisia , tutti dietro la processione , tutti a stracciarsi le vesti , tutti a recitare la parte degli indignati, degli scandalizzati, tutti a recitare la parte di Arlecchino servo di due padroni. Eccoli, il coro degli ipocriti in fila, vedo Mauro e Scalfari di Repubblica, vedo Antonio Di Pietro dell’IDV, vedo la truppa rossa del P.D. con Bersani, con la saccente papessa Finocchiaro ( quella sempre col ditino alzato mentre lei usa la scorta di Stato per mandarla a fare la spesa, quella il cui marito medico è indagato, con la Livia Turco, per alcuni imbrogli sanitari del catanese), con la Bindi ,vedo anche l’immancabile Casini e poi Fini, Rutelli, i Direttori del “ giornaloni” italici, De Bortoli, Padellaro, Calabresi, ecc, tutti condannati per diffamazione (ma solo con un semplice risarcimento) e tutti a spargere false parole di scandalo e infingarde grida spagnolesche per quella ignobile sentenza della Cassazione che solo a Sallusti, Direttore de Il Giornale, ha applicato anche il carcere, come misura per la diffamazione del Giudice Cocilovo, oltre alla consueta pena pecuniaria ( che ormai è diventato uno schifoso mercato , anzi una vera e propria vigna dalla quale i Magistrati traggono lauti guadagni che compiacenti colleghi garantiscono loro con procedure oltre tutto d’urgenza) sul quale gli ipocriti chiudono i loro occhietti di bambolotti. Tutti a vomitare ingiurie di facciata contro quel codice fascista che dal 1930, cioè da ottantadue anni , permette ad un Giudice di affibbiare per una semplice diffamazione a mezzo stampa , oltre al rimborso pecuniario( ma solo a Sallusti e non ad altri!) anche 14 mesi carcere.

Bene. La settimana di passione è finita , Gesù non è risorto , i farisei hanno occupato il giardino di Gietsemani e , dopo soli tre giorni dalla condanna infame, l’esercito dei Giuda ha rinchiuso la “ libertà di stampa” nelle catacombe dell’inciviltà. L’ abrogazione del codice penale fascista , che consentiva l’applicazione del carcere , oltre all’indennizzo, al Direttore Sallusti per un reato d’opinione, era da tutti auspicata ,praticamente una cosa fattibile in pochi giorni, direttamente in Commissione in sede deliberante, così da cancellare finalmente, dopo ottantadue anni, quella obbrobriosa norma fasciata dal Codice Penale dell’Italia. E’ passato quasi un mese, la processione s’è man mano sciolta, la statua della “ Madonna pellegrina della libertà dal bavaglio di regime” è stata accurtamente riposta negli scantinati della civiltà, i mercanti sono rientrati nel tempio insieme ai farisei e, pochi giorni fa, sei Senatori hanno definitivamente affossato, come Giuda, la Commissione in sede deliberante, trasferendo di fatto all’aula la discussione in merito alla modifica invocta. Insomma, alle calende greche. Eccoli questi sei “onorevoli” sono:Gerardo D’Ambrosio, senatore del P.D. ed ex Magistrato, Luigi Li Gotti, ex aderente del MSI di Almirante, oggi penalista di fiducia di mafiosi e di pentiti pesanti ( Buscetta, Contorno, Brusca, Mutoli,,ecc) passato da “ fascista manettaro” a “ manettaro dipietrista” nell’IDV di Di Pietro, tale Luigi Vimercati, senatore del P.D. cresciuto a Sesto San Giovanni a “ pane e comunismo” e fratello di quel Giordano Vimercati che è stato il braccio destro di Penati nello scandalo del P.D. di Sesto San Giovanni ( pensa tu chi abbiamo in Parlamento e poi parlano male della Minetti !) , tale Marco Perduca un radicale toscano del quale trovo traccia solo per le sue continue visite nelle carceri e per le sue intemerate contro il sovraffollamento carcerario ( ora in carcere però ci vorrebbe spedire anche Sallusti, un giornalista, figuriamoci che razza di coerenza possiede costui ), più due Carneadi , tale Franco Bruno di Rutelli/P.D. e tale Vincenzo Vita , anche lui del P.D., uno con una tale faccia tosta da esibire ancora oggi , nel suo blog, una foto di un imbavagliato per protestare “ contro” il bavaglio carcerario fascista inflitto a Sallusti.

Prendo atto quindi che per il P.D. per l’IDV , una legge fascista non deve essere abrogata , come dovrebbe essere in un Paese civile, subito e “senza se e senza ma “, ma va discussa in Parlamento, perché non è detto che debba proprio essere abrogata. In verità essi stanno esercitando un ricatto da consumati Giuda perché quel loro falso alibi nasconde la ricerca di una crudele e cruenta vendetta personale, consumata all’insegna del comunista “ colpirne uno per educarne cento”. Vedremo come andrà finire, anche se questo Blog aveva già da tempo richiesto al Direttore Sallusti di farsi i quattordici mesi di galera, ma di non abbassarsi a farsi difendere da una simile banda di gaglioffi ipocriti.

In particolare disgusta la posizione di Gerardo D’Ambrosio. La sua storia è nota. La riassumo in sintesi avvertendo che questo Blog aveva già in preparazione una dettagliata storia del Dr D’Ambrosio, una storia molto interessante che sarà pubblicata su questo blog entro breve tempo. Gerardo D’Ambrosio è un ex Magistrato, uno che ha sempre aderito alla corrente di Magistratura Democratica, cioè a quella corrente di Magistrati che hanno praticamente svenduto la loro “imparzialità istituzionale” ( essi, per Costituzione, debbono “applicare” la Legge e non interpretarla, come invece hanno fatto peraltro e addirittura inserendo il famoso “ libero convincimento del giudice” fra le fonti interpretative – cosa assolutamente inesistente nella Costituzione - e dovrebbero amministrare la Giustizia “ in nome di tutto il popolo italiano”, mentre invece la amministrano nel solo nome ed interesse di quella parte del popolo italiano che vota per il loro partito di sinistra: ripeto ancora una volta che costoro andrebbero semplicemente cacciati dalla Magistratura, senza se e senza ma) alle esigenze di un’ideologia politica che, per sua essenza, è sempre di parte. Ebbene, il Magistrato Gerardo D’Ambrosio è un vero “ paradigmatico” esemplare di questa schiera di Magistrati: di segni ne ha lasciti e tantissimi. Lo ricordo P.M. nell’inchiesta sulla famosa “ Piazza Fontana” , la strage di Brescia che ancora non ha trovato i veri colpevoli perché l’inchiesta ha voluto seguire alcuni “ teoremi politici” invece che dedicarsi alla ricerca della verità pura e semplice; lo ritrovo poi ancora come P.M. nel processo sul crac del Banco Ambrosiano, altra pagina oscura della storia criminale finanziaria dell’Italia degli anni ottanta e per finire lo ritrovo ancora , all’apice della “ carriera”, come P.M. di punta del Pool di Mani Pulite. Come Antonio Di Pietro, anche Gerardo D’Ambrosio, una volta andato in pensione come Magistrato, ha trovato un seggio senatoriale del P.D. a sua disposizione. Due dei quattro P.M. che distrussero con Mani Pulite solo i partiti politici avversari del PCI , sono diventati due senatori del PCI non appena attaccata la toga al chiodo. Vi va tutto bene figlioli?

Disgustano , dicevo e confermo, le parole di costui, rivolte a Sallusti. Eccole “ Sallusti non va in carcere nemmeno se bussa alla porta di San Vittore!”. Arroganza gratuita? Messaggio ai suoi ex colleghi ? O avvertimento di sapore mafioso all’intero Parlamento ed alla Magistratura ? Se la frase non è volgare irrisione di Sallusti ma semplice constatazione del cronico ritardo burocratico della Magistratura, allora propendo decisamente per l’avvertimento mafioso. D’Ambrosio ha detto praticamente ai suoi ex colleghi di lasciare Sallusti a bruciare sul rogo mediatico ancora per uno o due anni prima di fargli fare la galera. Altro che soli 14 mesi di carcere, anche uno o due anni di gogna mediatica . Insomma, la regola comunista che era necessario “colpirne uno per educarne mille”. Ecco perché questo Blog ha sempre sostenuto come sia incivile e contrario allo Stato di Diritto oltre che alla democrazia stessa che un Magistrato possa entrare in Parlamento ( o nelle Regioni, nelle Provincie, nei Comuni, nelle Commissioni, etc) come di riuscirne per rientrare nella Magistratura. Tutto il Parlamento viene in questo modo intimidito e ricattato da costoro, sino essi di sinistra che di destra.

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Cannigione sabato 20 ottobre ’12



Gaetano Immè