Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 9 novembre 2012


BARACK OBAMA HA VINTO. ONORE     A MARCHIONNE.

Ritengo sia stato un bene che Barack Obama sia stato confermato alla Presidenza della seconda potenza mondiale per un altro quadriennio, perché nel Paese , unico al mondo, dove tutta la politica, democratica e repubblicana , rispetta all’unisono il “ right or wrong, this is my coutry”, non si poteva non riconoscere ad Obama – che peraltro ha disilluso l’America, sia chiaro – un’altra  occasione per  portare a termine gli impegni assunti con il Paese fin dalla sua prima elezione, senza tutti i problemi che la crisi del 2006 ha prodotto in tutto il mondo. Non è una pelosa ipocrisia, dalla quale rifuggo per natura, ma la curiosità di vedere chi sia veramente Mr Barack Obama e cosa sappia fare per risanare tutti i danni che incombono  ancora oggi sugli Usa. Diciamoci anche un’altra verità, così, detto  fra di noi, a quattro occhi: Mr Obama  ci ha deluso perché era stato troppo incensato dai leccaculo di professione ( ma ve la ricordate Concita De Gregorio, ma sì, lei, quella che indossava una minigonna a “ pelo fica” per pubblicizzare  l’Unità ( alla faccia del corpo delle donne) quando si perdeva  in continue estenuanti fellatio obamiane con titoloni tipo “ Presidente di tutto il mondo…”) , dai tantissimi Monica Lewinsky formato maschile, soprattutto italiani,  dallo stuolo degli agiografi professionali , dalla schiera dei guru divinizzatori , tante Vanna Marchi  che ce lo hanno voluto rappresentare addirittura  come un “Dio, negro e democratico, venuto in terra a miracol mostrare”. E invece questa rimasticatura politica del mito di Orfeo negro ha conservato Guantanamo, ha ammazzato Osama Bin Laden peggio di un Bush padre,ha bombardato e accoppato con i suoi droni  egiziani, tunisini, libici, afgani, iraniani a volontà, ha curato Wall Street, il simbolo del bieco capitalismo,  come fosse un’orchidea preziosa, ha  salvato criminali  Banche ormai fallite regalando loro miliardi di dollari, mentre queste dissipavano i risparmi di milioni famiglie in tutto il mondo e portavano la disoccupazione degli States a livelli da fallimento, altro che crisi del ‘29.What else, besides health care reform then”? Parole, parole,parole, solo troppe parole.

 Esprimiamo pure un paio di osservazioni su Obama , quello che gli italici leccaculo radical chic non sono neanche in grado di pensare, neanche di  sussurrare  sottovoce, figurarsi di  scriverlo su “ La Stampa” o su “ Repubblica” o sul “ Corriere della Sera “ per dire. Ho letto i vari Calabresi  (La Stampa), Severgnini ( Il Corriere della Sera), Rampini ( Repubblica), Botteri ( TG3), Lerner ( LA7) ecc. e tutti praticamente, dall’inizio e finché l’avvicinarsi dell’election day glielo hanno consentito, hanno volutamente costruito di Romney un’immagine cretina, volgare e violenta, un quadro che,come poi si è chiaramente  visto nei giorni successivi, non corrispondeva affatto a Mitt Romney. Come hanno dimostrato i dibattiti televisivi americani, Romney  non è affatto quel cow boy cretino ed arrogante come lo dipingevano gli scribi italici ,non si stravince un duello in diretta con Obama come l’ha vinto Romney , alla stragrande, se si è degli idioti , dei cretini, dei texani puzzolenti, dei riccastri arroganti, come sostenevano quegli italici scribi. Romney ha dimostrato di essere un signore colto, preparato, civile , garbato, un bravo uomo d’affari,purtroppo anche  un mormone tutto famiglia e chiesa, un personaggio fiero di appartenere alla classe media americana, quella che il reddito lo produce e non uno che invece spera che quella ricchezza  venga ridistribuita forzosamente dallo Stato  per poterne  godere anche senza essersela guadagnata. Costoro sono pure monotoni nella loro insopportabile saccenza, perché ripetono sempre lo stesso cliché, come fecero con Nixon, con Reagan, con Ford, tutti sempre dipinti come il prototipo dell’americano grezzo, rozzo, volgare, che mette i piedi sul tavolo. Hanno osannato, nel loro innato  servilismo molto idiota, per esempio, un JFK, spaccandoci i gabasisi col “Presidente del New Deal”, un arrogante e presuntuoso figlio di papà alla JR,  che poi ha trascinato l’America nell’inferno del Vietnam, in quello della Baia dei Porci e che pensava “democraticamente” a sbattersi le stars di Hollywood intimorendole col suo potere. Toccò a quel “ bieco burattino conservatore” ( andate a rileggervi  Repubblica su Nixon ) di Nixon porvi rimedio ed uscire dall’inferno del Vietnam, nonché  instaurare nuovi ed ottimi rapporti con la Cina. E come dimenticare il coro italico contro l’attore americano, contro quel Ronald Reagan dipinto con sarcasmo come il “ prototipo della stupidità e della violenza americana”, come un “ fascistone violento e manesco “.  La storia , quella vera e seria, dice che Ronald Reagan è stato uno dei più grandi Presidenti americani, il Presidente che pose fine alla cortina di ferro ed alla dominazione comunista in Europa. Chi altri può dirlo?   

C’è poi un’altra osservazione  da fare e che nessuno degli adoratori obamiani ha neanche minimamente pensato. Che Obama deve la sua vittoria elettorale anche ad una persona che in Italia viene dipinta, da loro stessi,  più o meno come un delinquente, come un ladro: Sergio  Marchionne. Sono stati infatti  due  gli stati americani che hanno praticamente consegnato di nuovo  l’America ad Obama e cioè  Ohio  e Michigan. Si tratta della zona più manifatturiera degli States, dove la classe operaia americana, insieme al suo sindacato – il famoso U.A.W., United Auto Workers – sono stati capaci di fare un vero e proprio  miracolo. Obama ha infatti sovvenzionato con circa 80 miliardi di dollari ( Bernanke lo può fare con la Fed, Draghi col cavolo con la Bce !)  sia Chysler che General Motors,  sulla base di un accordo basato su una vera e propria rivoluzione delle relazioni sindacali, accordo che metteva al centro la contrattazione aziendale legata alla produttività degli operai. Ed ecco arrivare proprio Marchionne , agguantare al volo quella rivoluzione delle relazioni sindacali ed investire circa 500 milioni di dollari per rilanciare lo stabilimento di Toledo ( Ohio). Praticamente Marchionne ha proposto quell’investimento che avrebbe messo al sicuro qualcosa come un milione di posti di lavoro ( sono 850.000 come posti ufficiali, oltre l’indotto)  ottenendo un contratto aziendale , con riduzione del salario, con rinuncia allo sciopero fino al 2015. In tre anni Marchionne ha triplicato la produzione  ed il ” sistema Toledo sta assorbendo ancora altri operai, circa altri  12.000. E’ dunque anche grazie a Marchionne,  che ha visto lungo e giusto in quanto negli Usa, per loro fortuna, non esiste la tenaglia “tronca palle” FIOM/CGIL/Sinistra politica –  che i due stati hanno dato i loro voti ad Obama, contribuendo concretamente alla sua affermazione. Naturalmente, in Italia, tutti zitti e mosca.

                                  

PREVENIRE E’ MEGLIO DI CURARE, MA CURARE E’ MEGLIO DI CREPARE

 Diego (ti spiego) Della Valle non perde occasione per insultare altri industriali che portano all’estero il made in Italy. Ce l’ha a morte , poi, con Sergio Marchionne e con la FIAT. Forse sarà per via delle anticamere che Gianni Agnelli gli faceva fare,ritenendolo pur sempre quello che era, il figlio di uno scarparo, sarà per pavoneggiarsi ad uomo acculturato e “ à la page” come ha da essere chi pretende, come lui, di comandare al Corriere della Sera,  sarà perché,inondato da improvvisa ed imprevista  ricchezza, uno perde la trebisonda, perde il controllo e si esalta in deliri di onnipotenza  ( come capita alle  persone di fragile consistenza intellettuale, come, appunto, capitò anche all’Ing. Carlo De Benedetti quando trattò i belgi, con quella sua arrogante supponenza tipica dei sabaudi, come degli scolaretti imbecilli, sbattendo loro in faccia quell’inutile  la ricreazione è finita” ( che aveva fra l’altro copiato da De Gaulle ) - i belgi , pan per focaccia, lo presero a calci in culo e si tennero la Sgb  - ), sarà per invidia personale, per sordido ed inconscio rancore sociale, per bilioso odio di classe che col tempo e coi travasi di bile sconquassa cistifellea e muscolo epatico, ma Diego ti spiego Della Valle ha proprio scassato i gabasisi con gli attacchi a Marchionne. Siccome sono curioso e Diego ti spiego Della Valle, sono sincero, mi sta un bel po’ sulle palle, con quel suo vestire da signorinella profumata e truccata, col mascara su occhi e ciglia, non ho guardato se arriva anche a laccarsi le unghie o a farsele lunghe e ricostruite, mi sono informato su Diego ti spiego Della Valle.

Il suo gruppo è una realtà , possiede fabbriche nelle Marche che, secondo la sua brochure informativa di Diego ti spiego Della Valle , occupa 2000 dipendenti , con un fatturato annuo di circa 160 miliardi di euro. Vuol dire che ogni dipendente produce un fatturato ( 160.000.000.000 : 2.000)  di 80 milioni di Euro. Ma ve lo vedete voi un operaio che in un anno, in Italia, produce tante di quelle scarpe dalla cui vendita, anche se alla bella cifra di Euro 250 al paio,  si ricava in un anno 80 milioni di euro? Ma a chi vuole prendere per i fondelli? Se in un anno ci sono 365 giorni, togli le domeniche (52), togli i sabati ( altri cinquantadue ), togli le ferie ( trenta giorni), togli le festività ( diciamo 15 )  ( e mi fermo per carità), restano circa  220 giorni di lavoro. Per vendere scarpe, a 250 euro al paio, per ricavare 80 milioni di Euro, questo operaio dovrebbe produrre ogni anno  320.000 ( 80.000.000 : 250 ) paia di scarpe, qualcosa come (320.000 : 220 ) 1.400 paia di scarpe ogni giorno.  Ma per favore!!! Invece di truccarsi , si rifaccia i conti, che  non mi tornano.

Poi leggo, sempre in quella brochure, che il gruppo si avvale anche “ di laboratori esterni specializzati in aree nelle quali è elevata la produzione calzaturiera”. Ecco dunque la delocalizzazione di Diego ti spiego Della Valle  all’estero, in Romania. Altro che “ made in Italy”! Infatti sulle sue Hogan c’è scritto “ made in Romania”. E tutto mi diventa chiaro. Perché dovete sapere che il salario medio mensile di un operaio rumeno, in Romania, è di circa 300 Euro. Dunque il furbetto, il difensore del Made in Italy, che fa? Produce le sue Hogan in Romania, pagando in un mese ad un operaio rumeno 250 Euro. Quelle scarpe prodotte da quell’operaio rumeno le vende in Italia, ma sempre  a 250 euro al paio, come quelle prodotte in Italia. Gli basta venderne un paio per pagare il costo di un operaio in Romania. Dunque Diego ti spiego Della Valle  sposta la produzione in quei “ laboratori specializzati” che lo fanno ricco come Creso e mantiene i dipendenti italiani con gli altissimi profitti della delocalizzazione. Che per lui è sacra e buona. E gioca a fare il Catone, sempre col ditino alzato, magari affittando intere paginate del Corriere della Sera, tanto coi profitti romeni…... Se invece delocalizza qualcun altro, come la FIAT per esempio,  allora è un ladro che depaupera l’Italia.  
Dosi industriali di epatosostenitori sono assolutamente consigliate. Perché di infiammazione epatica si può anche morire e curare, pur non essendo meglio di prevenire, è sempre meglio di morire.
 

FATECI CASO…..

Fateci caso, si avvicinano le elezioni politiche e la Magistratura che ti fa ? Ti fa vedere com’è giusta, bella, buona, equilibrata e ti indaga anche Vendola ed anche Errani, per dire. Ed anche Berlusconi, ma questa non è una novità, è storia vecchia di diciotto anni. E così mentre la stampa però  si scatena su Berlusconi con processi sommari e mediatici, la stessa stampa  tace sulle inchieste a carico di Errani e di Vendola. Non ho letto un articolo uno, non ho visto in televisione un servizio uno, magari della Gabanelli, magari di un Massimo Giannini, che insorgessero, indignati, contro i regali al fratellino di Vasco Errani o contro le concussioni di Nichi Vendola per un primario. Poi, zacchete, dopo neanche sei mesi dal rinvio a giudizio di Vendola e di Errani, per loro  immediato processo e immediata assoluzione con relativa grancassa mediatica. Beccati questa. Si avvicinano le elezioni e tanti magistrati sognano fare quello che hanno fatto Violante, Di Pietro, De Magistris, Finocchiaro, Colombo………………….. E portano nottole ad Atene.

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Letta Repubblica stop. Urge avvertite Zucconi  che ha perso Romney e non il  suo “ upright sexy obsession “, l’'odiato Cavaliere stop. Vogliate informare Uolter che causa decreto sviluppo montiano è vietato fare un cazzo e vivere di rendita mettendo cappello su trionfo democratici americani stop. Informare Repubblica, Barack  vinto perché, prima, durante e dopo campagna elettorale ha combattuto, lealmente, rispettando Mitt et non disprezzandolo, senza nemmeno citarlo, come fece Uolter, con suo antagonista, rimediando, nel 2008, memorabile et storico calcione in bocca e sui denti stop

Senti come gracidano Bersani  e la premiata ditta piddina, ora che vogliono  alzare la soglia per ottenere  il premio di maggioranza! Sembrano una pentola di fagioli che ribolle. Quando loro cambiavano le regole delle primarie per fottere Renzi  era "un'operazione di grande democrazia", ora che il Parlamento ha prodotto una proposta che migliora la democrazia e la stabilità di governo e che non li favorisce come loro pretendono urlando e battendo i piedi , allora  è "una grande porcata".Senti il lagnoso presunto premier da Bettola, come piagnucola , disorientato,"non ci vogliono far vincere facile , mammina , sono cattivi e di centrodestra ,non ci vogliono far vincere ". Tranquillo Bersani, non può durare l'unico emendamento decente che abbia mai fatto in vita sua quel signore maritato  Palombelli”! Come si dice a Roma? “ nun te sta a preoccupà, che si loro c’hanno er pallone, voi portate  l’arbitro”!
A proposito di Bersani, se n’è uscito con una idiozia da guinness dei primati: ”Berlusconi doveva chiedere scusa agli italiani prima, non adesso”. Ah si? “Prima”?  E quando? Forse quando era stato eletto dal popolo e non da lui o da Napolitano? E perché? Non lo dice Bersani, perché neanche lui lo sa. Le spara e basta. Che uomo! Che statista! Non capisce l’emiliano cresciuto a pane e PCI – dove quello che dovevi pensare te lo imponeva L’Unità – che le scuse di Berlusconi erano dirette proprio agli italiani che aveva deluso non completando le riforme che aveva loro promesso. Dovrebbero essere loro i primi a scusarsi con gli italiani per il disastro che hanno combinato nei settanta anni che hanno governato consociativamente il Paese con la DC buonista e per gli odi e  i veleni e le menzogne che hanno sparso a piene mani nel Paese. Ma come si fa a pretendere che un comunista dentro come lui capisca il rispetto umano per il popolo , quando per lui il popolo era solo una massa di imbecilli da schiacciare con il regime staliniano?

Se ti chiedi per  quale motivo Monti non abbia ancora cacciato né il suo ministro Grilli né l'ad di Finmeccanica Orsi, sappi che  la risposta, secondo me, è più semplice di quel che sembra. Perché scegliendo una delle due soluzioni, di fatto, renderebbe l'Azienda più solida di quanto non lo sia ora. Ma una Finmeccanica solida, e forte, diventa difficile da poter svendere a qualche gruppo imprenditoriale estero individuato, a scelta, dalla  Trilateral e dalla  Bildenberg. La privatizzazione  di quel poco di industria di stato che ci è rimasta è la seconda parte del lavoro che il senatore Monti si appresta a compiere una volta ricevuto il mandato per un governo-bis. Finmeccanica è la prima della lista, magari fatta a pezzetti, come uno spezzatino .

Ho scoperto che “ Repubblica”, alla ricerca dell’erede di Giuseppe D’Avanzo, si sia imbattuta in  un tale Pietro Colaprico che crede che scrivere su Repubblica significhi fare a gara con Il Fatto e con Il Corriere a chi le  spara più grosse.Questo Colaprico mi ha deliziato, alcuni giorni fa, scrivendo, ripeto sempre su Repubblica, di un reato che è come l’isola che non c’è: un reato che non esiste e che lui, forse un P.M. mascherato da scribacchino, ha introdotto nel suo personale Codice Penale, che vale però solo per gli odiati berlusconiani. Ecco la teoria “colaprichiana”, da non confondersi con “ copernicana”. Testuale da Repubblica:”In base alla giurisprudenza, perché scatti la condanna per sesso con minore  non occorre che ci sia un rapporto”. Continua il Colaprico scrivendo che :” è sufficiente che una persona sotto i 18 anni si trovi nel luogo dove avviene sesso “. Non soddisfatto di questa sua riforma del Codice penale all’insaputa del Parlamento ( ma chi se ne fotte del Parlamento , avendo lui l’approvazione di Scalfari, di Mauro, di Zagrebelky, noti “ottimati” )il sommo giurista ( Cicerone gli scuse un baffo) si pone anche una domanda :” cosa è successo nelle 14 notti dal 14 febbraio 2010 fino al 1 maggio 2010 , data in cui la minorenne ( si tratta di Ruby of course!) stava ad Arcore?” A essere sincero non ho proprio capito che cosa gli importi a lui. Forse  sta insinuando, non avendo esplicitato il suo profondo pensiero stupendo,che Berlusconi abbia circonvenuto la minorenne  Ruby per tutti i quattordici giorni. Forse , se così fosse ( e non lo è) si commette reato e non peccato solo a pensare di “far l’amore”, roba da sesto ordine. Roba da sacrestia del settecento! Risate a parte, Colaprico credo abbia confuso il “ sesso con minori consenzienti”, che sopra i 14 anni non è reato, con il reato che la Boccassini contesta a Silvio Berlusconi appunto per Ruby.Ma avvertitelo, vi prego, avvertitelo: ha vinto la gara a chi la spara più grossa. Complimenti a Colaprico ed a Repubblica.   

PIERO DE LUCA CON LE MANI IN PASTA, MA SCATTA LA CENSURA - PERCHE’ TRANNE IL GIORNALE, DAGOSPIA E IL FATTO  NESSUN QUOTIDIANO HA PUBBLICATO I VERBALI CHE TIRANO PESANTEMENTE IN BALLO IL FIGLIO DEL SINDACO DI SALERNO, COINVOLTO (MA NON INDAGATO) NELL’INCHIESTA SUL CRAC DEL PASTIFICIO AMATO? - SARA’ PERCHE’ PAPA’ VINCENZO E’ APPENA STATO “NOMINATO” DA  BERSANI SUO LEADER IN CAMPANIA? che darei per  SAPERLO…

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IL FATTO QUOTIDIANO E LA SUA  MENZOGNA QUOTIDIANA

Lasciamo perdere le scaramucce, i sotterfugi, le “consuete porcherie” sulla Legge elettorale, chi la vuole cotta, chi la vuole cruda, solo il P.D. la vuole com’era ai bei  tempi di Acerbo ( anno 1924 E.F.) , col suo bel “ premio di maggioranza” alla maniera fascista pura, che regala il 12,5%, magari anche di più,  dei seggi in più, ovviamente sia alla Camera che al Senato, al “partito” che prende più voti degli altri , senza prevedere una soglia minima di consensi ottenuti per godere del premio. Sperare, cosa per la quale evidentemente si batte Bersani ed il suo Avatar Finocchiaro, che la Legge elettorale possa servire per regalare la maggioranza assoluta nel Parlamento ad un raggruppamento che raggiunga a mala pena il 28/30% significa semplicemente aggiungere un terzo comma all’articolo 1 della Costituzione italiana che disponga, più o meno, che “ le elezioni politiche non sono valide fin quando non vince il P.D.”. D’altra parte è assodato che il premio in questione è andato alla grande per Mussolini, è andato alla grande per Prodi nel 2006, ma non è mai servito granché a Berlusconi , oggi andrebbe  alla grande a Bersani, al quale “piace vincere facile”  e soprattutto , come dimostra il caso Renzi, “partecipare alle elezioni purché senza avversari”. Le elezioni, per i “ comunisti dentro”,  sono una perdita di tempo, una seccatura, lo sappiamo da un secolo, a loro piace solo vincere , magari con la loro “ colta minoranza”, non per niente grazie al fascistissimo“premio Acerbo” sono riusciti a portare nel 2006 la loro “ cara guida” Napolitano al Quirinale, solo  grazie al Porcellum del quale prima sfruttano tutti  i possibili privilegi e tutte le porcate possibili ed immaginabili  (Bersani dixit, mica questo Blog!) - vedi ultimo governo Prodi con l’Unione, perdente in quel 2006 al Senato e vincente alla Camera grazie al  solo premio di maggioranza –e poi, quando si rendono conto che può avvantaggiare anche i nemici politici, lo seppelliscono sotto  insulti velenosi. Un classico della premiata Ditta P.D., del “ perfetto comunista dentro” e del “ perfetto democristiano buonista”, pensare ai cazzi propri e chi se ne frega della dignità internazionale del Paese. Ne riparleremo a tempo debito,  quando sarà una Legge definitiva e non la solita baruffa  chiozzotta tra turtelen , lambrusco e pompe di benzina a Bettola.

Parliamo di un giornale , l’esempio paradigmatico della profonda  miseria professionale e dello sconfinato squallore morale e deontologico che attanaglia  certa stampa. Parlo del  Fatto Quotidiano, la velina delle Procure giudiziarie, diretta da Antonio Padellaro e riempita, anziché con articoli, con semplici  fotocopie di atti giudiziari, sopra tutto se  coperti dal segreto istruttorio,  quelli che i magistrati passano  sottobanco  a Marco Travaglio. Il 6 novembre 2012, Il Fatto, ha pubblicato un articolo sulla famosa “trattativa tra Stato e mafia” pubblicando un documento, la memoria di un Pubblico Ministero , dopo averlo però ben bene manipolato e dal quale aveva letteralmente cancellato ( forse è questa che intendono quando dicono di difendere la “ libertà di stampa”, intendono la libertà di modificare a loro piacimento i documenti) tutto un importantissimo paragrafo, che  avrebbe sconfessato e ridicolizzato  quanto da loro invece sostenuto.

Oggi la  tesi sostenuta da Il Fatto , portavoce della Procura di Palermo, dice che il reato non è più “la trattativa”, ma il fatto stesso che la Mafia abbia minacciato stragi per ottenere i benefici richiesti. A nulla rileva che poi questi benefici siano stati o meno ottenuti, perché  il reato si cristallizza nel momento in cui il minacciato è stato intimorito. Se poi il minacciato rifiuta di eseguire quel che gli si vorrebbe imporre non ha importanza, il reato è stato consumato e resta. Perfetto, condivisibile,  non fa una piega. Allora ,però, mi dovrebbero spiegare come mai Marco Travaglio ci scassa da anni  con tutta una serie di “rese” dello Stato, con tutta una serie di vantaggi ottenuti dalla mafia , accusando di collusione  con la   mafia  coloro che non riescono a vedere questi fatti  ( ovviamente tutti servi di Berlusconi che dovrebbe essere, insieme a Dell’Utri , il regista del tutto, stragi, omicidi,pizzi, assassinio del bandito  Giuliano , distruzione di Pompei colluso col Vesuvio, ecc )?

Insomma decidetevi una buona volta, sono passati venti anni accidenti e ricambiamo tutto! E Travaglio, poi, perdinci,  andava avvertito in tempo, perché non ci fa una gran bella figura , s’è speso per tutti questi anni per cercare di dimostrare che il reato invece  era proprio quella “trattativa”, erano proprio “quelle”  concessioni che lo Stato aveva concesso alla mafia , erano proprio “quei”  vantaggi che la mafia aveva ottenuto! Scopriamo invece solo oggi che i P.M. palermitani, forse perché troppo occupati nelle comparsate televisive , nelle oceaniche adunate ai Palasharp, troppo impegnati in comizi politici dove parlano con le mani in tasca rimasticando il dondolante gongolare di Benito Mussolini, troppo impegnati  a preparare la loro candidatura politica con qualche partito di sinistra , sono così titubanti, così timorosi,  così incerti, così insicuri delle prove a loro disposizione, da premurarsi addirittura  di suggerire al GUP Morosini ( contando  su una sua attesa “captatio benevolentiae “ !)  che , beh, certo, forse è stata una trattativa, forse anche no, forse è stata una mezza trattativa, forse anche una semplice minaccia, forse addirittura anche un “ modo di dire” ma pur sempre da mafioso e che , beh, se poi la mafia non ha ottenuto i vantaggi che pretendeva, insomma, allora il reato c’è sempre. Come diceva Totò? A prescindere. Dalla verità.

Certo che se non fosse allegato nel fascicolo del processo penale che dagli anni novanta la Procura di Palermo conduce contro i vertici di cosa nostra e contro le istituzioni, contro Carabinieri come il Generale Mario Mori, come Contrada, come Di Caprio, contro personaggi politici come Mannino, come Mancino, come il prezzemolino Dell’Utri, sarebbe quello che il Rag. Fantozzi disse della  “ Corazzata Potemkin “, una “ cagata pazzesca”. Costruito in base alle “rivelazioni” di uno come Massimuccio Ciancimino , figlio di Don Vito Ciancimino, il Sindaco di Palermo per conto di Cosa Nostra, un soggetto che “rivela” “ q.b.”, quanto basta, come nei migliori ristoranti, per accontentare quei  Magistrati ( che si sono anche graziosamente sdebitati con lui chiedendo persino l’archiviazione dell’inchiesta penale sul tesoro di Don Vito Ciancimino), ma solo per tenerli buoni e a cuccia ( vedere le sue recenti intercettazioni telefoniche, please!) mentre così lui brigava  liberamente per  mettere in salvo il “tesoro di Don Vito”( qualcosa come duecento milioni di Euro investiti in una discarica in Romania ), il romanzo criminale scritto della Procura di Palermo sostiene che , dopo le stragi ( da Salvo Lima alle bombe di Firenze e Roma, passando per le stragi di Capaci e di Via D’Amelio)la mafia avrebbe trovato i giusti canali per “intimidire” lo Stato, prolungando questa sua opera di intimidazione fino a che non ottenne un (per ora misterioso) “patto politico – mafioso” con il primo, brevissimo Governo Berlusconi (1994-1995).Certo, ora i Magistrati hanno bisogno di ben altro tempo per piegare i fatti reali al servizio del loro teorema, certo che ci sarà da divertirsi quando le “Signorie Loro” dovranno spiegare come mai un Governo, a parer loro  mafioso e colluso come il primo Governo Berlusconi,  abbia invece ripristinato per i mafiosi  l’articolo 41-bis sul carcere duro che il Ministro Conso ed il Presidente Scalfaro  avevano  invece loro tolto.

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MA CHE FINE HANNO FATTO BALDUCCI, ANEMONE,LA CRICCA DEI LAVORI PUBBLICI?

Ma Diego Anemone, che fine ha fatto? E Angelo Balducci, il potentissimo ex provveditore alle Opere pubbliche ? E Guido Bertolaso ? A quasi tre anni da quegli  scandali , l’unica  certezza è che nulla di sconvolgente è venuto fuori da  Anemone  e da  Balducci . Tre anni sono tanti, troppi. Qualcuno comincia a pensare che fu fatto apposta un gran casino mediatico per niente, anzi al solo scopo di andare contro il solito Berlusconi. Insomma, un altro caso di pura invenzione di fatti contra personam?  Come fai, poi,  a lamentarti se uno, per difendersi, ricorre alle leggi ad personam?

L'unica novità  sono le confessioni del costruttore De Vito Piscicelli, che hanno portato all'arresto di Antonello Colosimo, che è stato anche capo di gabinetto del ministero delle Politiche Agricole e  che  è accusato di aver ottenuto regali e favori per 200 mila euro fin quando Piscicelli non si è ribellato e lui, a quanto emergerebbe  da intercettazioni telefoniche, lo avrebbe minacciato e ricattato. Ma leggendo l'ordinanza, basata essenzialmente sulle dichiarazioni di Piscicelli, l'integrità morale dell'alto magistrato contabile non sembra risplendere. Abiti da 900 euro, studio in via Margutta, a Roma, il cui affitto dal giugno 2004 al luglio 2007 sarebbe stato pagato proprio dal  Piscicelli (112 mila euro), il quale avrebbe  provveduto anche a ristrutturare e arredare a sue spese l'alloggio (23 mila euro)

Colosimo diceva spesso:  “Se ti serve un mutuo chiamo Passera", riferendosi all'attuale ministro dello Sviluppo economico, all'epoca A.D. di Banca Intesa. Dai rapporti tra Colosimo e De Vito Piscicelli, conclude il gip Caivano "emerge un fenomeno corruttivo di vasta ampiezza, che vede il coinvolgimento di numerosi funzionari pubblici i quali in violazione delle regole di imparzialità e di efficienza della pubblica amministrazione nell'aggiudicazione degli appalti si sono piegati al perseguimento di interessi personalistici in favore di privati imprenditori, tra cui il noto Diego Anemone".

Doveva volare via tutto il Governo Berlusconi e tutta la Protezione Civile, ma fino ad ora sono volate solo miserabili ed ordinarie corruzioni,  all’interno della macchina burocratica del Paese, non altrove.  

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IMMOBILIARISTI  EVASORI E PRIVILEGIATI IN PARLAMENTO

Franco Bechis, Direttore di Libero, ha avuto l’idea di fare una sorta di censimento degli immobili che appartengono ai partiti politici italiani. Ha scoperto che la più grande società immobiliare di Italia è quella della politica, dentro la quale il più ricco  è Pierluigi Bersani. I partiti politici, le loro organizzazioni territoriali, i circoli, le società immobiliari controllate direttamente e indirettamente dagli stessi partiti politici possiedono 3.805 fabbricati sparsi in tutta Italia e 928 terreni. Le loro vecchie rendite catastali, agrarie e dominicali sommate ammontano a circa 2,8 milioni di euro, che solo ai fini della nuova IMU di Mario Monti produrrebbero un gettito fiscale di circa 500 milioni di euro ( senza contare poi l’IRES ed altre imposte sui singoli partiti). Se si applicassero le nuove rendite catastali il gettito fiscale arriverebbe a circa 1,2 miliardi di euro. Un tesoro, non di monete d’oro, ma di principeschi “privilegi”.

Di tutto questo tesoretto l’80% circa riguarda proprietà immobiliari che risultano ancora in capo alle forze politiche del Pd. Significa che sparso ovunque e gelosamente custodito  in forzieri, fondazioni e strutture territoriali, Bersani può contare su un patrimonio immobiliare che vale quasi un miliardo di euro in caso di valorizzazione. Gran parte è intestato ancora al Partito democratico della sinistra e alle sue strutture territoriali (unità di base, federazioni regionali, comunali e territoriali di varia natura), nonché alle immobiliari che risultano ancora di sua proprietà.

Fra questi ci sono sicuramente le sezioni del vecchio PCI , che risulta ancora proprietario  al catasto di ben 178 fabbricati e 15 terreni. Ma osservando le  caratteristiche di ciascun immobile ed i loro vani  trovo difficile, se non impossibile,  che proprietà accatastate come abitazioni di 12 o 14 vani o uffici di metrature ancora più ampie possano corrispondere al vecchio classico identikit delle sezioni territoriali. Insomma grazie all’opera discreta , silenziosa, sottoterra di Ugo Sposetti , il tesoriere storico del PCI, il P.D.  controlla gran parte del patrimonio. Fra Pds, Pd, Ds e vecchio Pci sono ben più di 3 mila i fabbricati di proprietà.

L’emergere di tante proprietà immobiliari fa comprendere meglio di ogni altra cosa come il P.D. sia il partito che ha la forza economica più impressionante della politica. L’unica cosa oscura è il motivo per cui gli amministratori locali del P.D. continuino ad impiegare fondi( che il partito gira loro) per acquistare altri immobili . Alcuni esempi: a Genova, dove non mancano certo proprietà immobiliari del P.D.,  è stato acquistato  un appartamento da 5 vani nel 2010. A Crespino, in provincia di Rovigo, ben quattro fabbricati. A Montecchio, provincia di Reggio Emilia, acquistati nell’aprile 2011 addirittura due terreni erbosi. Acquistati immobili e terreni nel piacentino. Così nello spezzino, dove esisteva una celebre immobiliare del PDS. Chissà   perché la sinistra non prende in affitto le varie sedi necessarie, come accade a molte altre forze politiche ( ma lo capirete, lo capirete,  “più avanti”, se mi seguite! ). Dalla banca dati della Agenzia del Territorio emergono ancora molte sorprese: tutti i partiti ufficialmente morti e sepolti hanno ancora appartamenti e perfino palazzine di un certo valore. Dalla Dc al PSI. Ma la sorpresa delle sorprese viene dal P.N.F., dico partito nazionale fascista, che non solo è morto, ma è stato sciolto per legge. Tutti i suoi beni sono passati al demanio pubblico, meno che   per quattro fabbricati e due terreni.

Adesso, dopo questa ricerca e dopo queste sorprendenti scoperte, adesso si capisce bene perché il P.D., supportato da” Repubblica”,ha condotto quella violenta campagna contro la Chiesa che , a loro dire, “non pagava l’IMU” su diversi edifici dediti promiscuamente sia al culto che a finalità assistenziali.  Per nascondere la loro, di evasione dell’IMU, dato che, questo Blog lo ripete per l’ennesima volta, le “esenzioni” dall’IMU è vero che riguardano, per Legge, quegli immobili della Chiesa, ma riguardano anche “ tutti” gli immobili appartenenti ai partiti politici. Inoltre si capisce, eccome se si capisce, e bene pure, perché il P.D. ricorra all’acquisto degli immobili invece di prenderli in affitto. Perché, altro privilegio dei partiti politici, il P.D. non è obbligato a presentare il bilancio sul quale pagare le imposte . Dunque non essendoci  una tassazione in  base ad un  bilancio, se i circa 3.000 immobili di proprietà del P.D. fossero tutti affittati, chi mai saprebbe a quanto ammontano i relativi corrispettivi? Sia chiaro, questo vale per il P.D. come per tutti gli altri partiti, ma solo il PD.e, guarda caso, l’IDV –due veri immobiliaristi in Parlamento – sbraitano sempre come ossessi additando le “evasioni degli altri”. Per nascondere le loro di evasioni. Ed i loro privilegi, identici a quelli della Chiesa.  Anzi peggiori, perché, almeno, la Chiesa offre servizi caritatevoli, mentre i partiti politici si arricchiscono senza fare alcuna opera di beneficenza.

 

 Roma venerdì 9 novembre 2012

Gaetano Immè