Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 28 dicembre 2013

---------------------------------------------------------------------------------------------------SINISTRA E MAGISTRATURA NELLA STORIA RECENTE D’ITALIA Posso sapere che ci sta a fare l’opposizione in Parlamento? A far da reggicoda al potere? A sostituire qualche Commesso in ferie natalizie ? La Corte Costituzionale decise, a suo tempo,che una norma ritirata o decaduta, non potesse essere reinserita ( reiterata) in altro Decreto Legge. Ma forse la Costituzione e la Consulta vanno “onorate” solo quando servono per abbattere un governo democraticamente eletto, ma che non “piace” “ alla gente che piace”, dimenticavo. Praticamente Giorgio Napolitano fa come gli pare, e la Consulta è solo un circolo di vecchi suoi amici di fazione, sempre pronti a ringraziarlo per la “ regale investitura ”elargita loro grazie alle sue “medioevali prerogative” alle quali è attaccato col bostik. Com’è accaduto , a riprova del mio assunto biricchino , con ben due recenti decisioni: quella di distruggere le conversazioni presidenziali con Mancino la prima e con la dichiarazione di parziale incostituzionalità dell’ultima Legge elettorale,la seconda, visto che con la prima decisione toglievano il loro “munifico anfitrione ” dal profondo imbarazzo di riferire alla Magistratura cosa mai avesse “suggerito” a Nicola Mancino sulla trattativa Stato – Mafia in quelle telefonate (che addirittura provocarono l’infarto mortale al dignitario del Quirinale, Dr Loris D’Ambrosio) e che con la seconda imbalsamavano il Governo Letta, cioè il Governo del Colle, per mancanza di legge elettorale. La cronaca mostra lo strano rapporto che lega il Presidente Napolitano alla “legalità costituzionale” ( dizione pomposa , spesso presente nelle lenzuolate presidenziali di fine anno, ma adatta solo a riempirsi la bocca senza profferire che fiato). Ricordo, per esempio, la sua intransigenza puntigliosa, quasi isterica, direi anche vagamente ieratica, che Giorgio Napolitano opponeva ripetutamente contro ogni “decreto legge” che il Governo Berlusconi osasse anche solo ipotizzare , arrivando, nel suo “animoso zelo imbalsamatorio”del Paese a creare, nella “giurisprudenza quirinalizia”, una sorta di “anticipazione di futuro presidenziale diniego” al ricorso alla decretazione. Il rispetto per il solo magistero non certo per l’uomo, in quella come in altre circostanze, mi indussero a sottacere quella “ presidenziale e monumentale sciocchezza”, dato che sarebbe bastato ripresentare il d.l. perché il Colle fosse obbligato a firmarlo, sbugiardando così il suo inquilino. E naturalmente non ho sentito nessun intellettuale sedicente “ sincero democratico” insorgere contro quelle assurdità del Quirinale, perché è sempre la storia che dimostra come non solo Giorgio Napolitano, ma tutta la sinistra post comunista italiana abbia avuto con la Magistratura un rapporto così altalenante e contraddittorio da poter affermare come sia la coerenza che l’onestà intellettuale nella sinistra italiana siano merce rara. Quando, negli ultimi anni quaranta del secolo scorso, il Pci occupò le fondamentali casematte gramsciane del Paese ( mi riferisco per ora e in modo specifico solo alla Magistratura), Pietro Germi , un regista cinematografico “molto organico al partito” , fissò le architravi della “nuova magistratura “( frutto di quella “nuova democrazia progressiva ”e di quella “ libertà di pensiero “ che il Pci dell’epoca millantava al popolo italiano per catturarne il consenso contrapponendolo a quel “ regime oscurantista clericale” che, come sosteneva la propaganda comunista, la Dc minacciava di instaurare sul Paese ) nel film del ’48 “ In nome della legge”. Il Pretore Schiavi che si scontra con il “preesistente mondo mafioso” siciliano e che, alla fine, convoca il popolo sulla piazza del Paese dove lo arringa ottenendo, come un maestrino dell’asilo infantile, il ridicolo silenzio di un popolo analfabeta ma ridicolmente estasiato davanti alla sua arringa, nonché la sottomissione ( o celestiale conversione?) alla sua “nuova legge” da parte della mafia, incarnata da un remissivo massaro Turi Passalacqua. Il Pci, tramite Germi, aveva così dettato le coordinate della “nuova Magistratura” invocata dal Pci:l’impossibilità di sopravvivenza della “vecchia legge”; una “santificazione aprioristica “ del suo “patto con la mafia ” ( e poi qualcuno dice che la trattativa Stato – Mafia ebbe luogo solo nel 1993 !), progenitrice di ogni successiva autoassoluzione ad ogni sua futura malefatta; portare il processo “ nella piazza del paese”, fuori dagli schemi usuali della “vecchia ritualità”arcaica, dove la Magistratura , così come il Pretore Schiavi ottiene il silenzio della folla, otterrà il consenso del popolo accogliendone gli “umori” ed i rancori . Ma v’è di più, perché nell’arringa sulla piazza il Pretore Schiavi accusa “ Paolino ( l’amico ucciso dalla mafia, n.d.a. ) l’avete ucciso voi tutti”, “perché avete tentato di impedirmi di amministrare la giustizia come volevo”. Ecco che “il reato penale “, che per Costituzione è “ personale, diventa un reato addebitabile al “ sistema”. C’è la destabilizzazione, anzi la vera e propria ed inappellabile condanna della vecchia Magistratura (raffigurata dal precedente Pretore che lascia Capodarso convinto della sua scarsa utilità) ormai “superata” dalla ridefinizione del nuovo ruolo sociale del Magistrato visto, dal Pci e da Germi, quale “ interprete del conflitto sociale”, come “ risolutore di ogni conflitto sociale” e non più e non solo come “applicatore delle Leggi approvate dal Parlamento”. Come c’è la idealizzazione del “ sospetto” elevato al rango di “reato” perché quel film - manifesto è l’elevazione del “ libero convincimento del magistrato” a principio e fonte (inesistente) di legge nonché la vera e propria consacrazione dell’inutilità dell’esistenza di “prove” sulle quali ( peraltro anche certe,precise e concordanti) “dovrebbero” basarsi tutti i verdetti di colpevolezza. E invece ecco che basta che il Magistrato abbia in odio un indagato per condannarlo anche se innocente. E’ come se un lanzichenecco, tipo Brenno , avesse fatto irruzione, con le sue truppe di barbari nel Mausoleo del Diritto e lo avesse raso al suolo : la colpevolezza dell’imputato diventa “un arbitrio” del magistrato, le prove non servono perché basta la convinzione ideologica del Giudice per mandarlo in galera. Così come nel ’49 Schiavi pur non avendo alcuna prova accusa gli astanti tutti ( cioè il sistema) dell’ omicidio di Paolino , così ,venti anni dopo quel film e cinque anni dopo l’irruzione di Md nella Magistratura , un altro regista, stavolta Dino Risi , nel film del ’70 “ In nome del popolo italiano”, illustrerà paradigmaticamente e profeticamente la figura del “ nuovo Magistrato democratico e progressista” , tale Bonifazi, l’antesignano del “ giustiziere” divino, il Magistrato che pur non avendo alcuna prova della colpevolezza dell’imputato Santenocito ne decide la condanna, considerandolo un male sociale in base alla “propria ideologia “ e gettando nel fuoco le uniche prove della sua innocenza. Da qui in poi, fino ai nostri giorni, la lista degli Schiavi, dei Bonifazi, dei Magistrati politicizzati, di magistrati che condannano imputati “ senza prove certe,precise e concordanti”, magistrati che usano più il “proprio pregiudizio che il Codice”, si è fatta lunga, come di pari passo è andato scomparendo lo “ Stato di Diritto” , perché lo “strapotere costituzionale”- consegnato alla Magistratura da un Parlamento con le mani alzate di fronte all’aggressione intimidatoria del Pool di Mani Pulite dell’autunno del 1993 – da allora nelle mani di “ questa Magistratura”, ha determinato la scomparsa definitiva della base di quello che fu il nostro Stato di Diritto: il “ garantismo costituzionale ” a sua volta asse reggente della Costituzione italiana . Davanti a tale sviluppo, molto significativa fu la posizione della sinistra italiana rispetto alla Magistratura. Vi fu un periodo iniziale – diciamo dal 48 fino verso il ’65 – durante il quale la sinistra comunista o frontista si schierò contro Magistratura ed, ovviamente, contro la polizia. La disfatta elettorale del ’48 costrinse il Pci ad assumere iniziative insurrezionali contro “ il regime democristiano” uscito vincente alle elezioni politiche: ecco dunque le continue minacce alla rivolta popolare , ecco la minaccia di un golpe ( quello del febbraio del 1951) costruito tutto in Cecoslovacchia, a Praga ed altrove, ordito dagli uomini del Pci fatti espatriare clandestinamente dal Pci in quel paese comunista per salvarli dalle patrie galere, colpo di Stato poi fatto abortire dalla decisione di Stalin stesso. Magistratura e Polizia erano ancora “ quelli vecchi” dunque da abbattere e demonizzare mentre “ il nuovo Magistrato ” si andava edificando piano piano. Nei successivi “ anni di piombo” la sinistra non assunse decise posizioni antimagistratura solo perché si rese conto troppo tardivamente delle proprie responsabilità sul “terrorismo rosso” e, davanti all’ipotesi ventilata di un suo futuro coinvolgimento al governo con il compromesso storico, alla fine cominciò ad assecondare la Magistratura al cui interno, nel frattempo, si era ormai radicalizzata ed istituzionalizzata la componente politica comunista. Dagli anni novanta in poi inizia fra comunisti e magistratura un rapporto nuovo: una volta caduto il regime sovietico il Pci si trovò “ nel deserto” , finanziariamente senza più finanziamenti russi, politicamente messo all’angolo da Craxi e senza la guida sovietica. Ogni ipotesi di vittoria democratica era dunque irrealizzabile ed inoltre non essendoci più la guerra fredda ed i suoi equilibri , sarebbe stato un azzardo seguire una via insurrezionalistica per conquistare il potere in Italia : meglio una via non violenta , anzi fintamente democratica , alla conquista del potere senza il necessario consenso popolare. Da qui un “pactum sceleris” con la Magistratura nel cui interno l’ala militante aveva ormai preso il sopravvento sulla casta intera e con i poteri forti italiani. Dagli anni novanta in poi la sinistra comunista sigla questo patto criminale con Magistratura e con i poteri forti al fine di eliminare il Psi craxiano ed il pentapartito che detenevano il consenso democratico. Fu prescelto il Tribunale di Milano perché lì, in quel Palazzo di Giustizia, aveva sede la “giusta squadra di magistrati”, tutti fedeli seguaci comunisti , tutti alla Bonifazi, per capirci”: D’Ambrosio, Borrelli, Colombo, Ghitti ed anche quell’Antonio Di Pietro da utilizzare come “ picchiatore” promettendogli una amnistia sui suoi plurimi reati contestatigli in sede giudiziaria e che stanno tutti lì, scritti, elencati, nero su bianco, nella sentenza Maddalo, di secondo grado, Tribunale di Brescia , sentenza che Di Pietro non ha mai appellato. E così prima Craxi ( con l’impunità smaccata per “il partito”), poi ieri Berlusconi, tutti coloro che hanno osato ostacolare la presa del palazzo da parte dei comunisti tutti eliminati, fisicamente, tutti sempre con strumenti giudiziari, il filo rosso e nero che unisce il secolo scorso al presente e che unisce tanti casi: Gramsci, Moro, Craxi, Berlusconi . Giorgio Napolitano al Quirinale è il perfezionamento di quel “patto criminale”: la lunga marcia iniziata nel 1990 sembra essersi finalmente conclusa nel 2011. Trasportato sul Colle dai soli voti comunisti ( Napolitano ha avuto la maggioranza semplice della quarta votazione ) ( parlo del 2006, quando Prodi ottenne una vittoria per soli 24.000 voti , ma nessun sincero democratico osò schifarsi dall’utilizzare il fascistissimo premio di maggioranza per occupare prepotentemente – ecco un esempio di dittatura di una maggioranza relativa - lo Stato), Napolitano al Colle, il compagno Bertinotti alla Presidenza della Camera , Scognamiglio a Marini al Senato, oggi Grasso e Boldrini, la presa del palazzo è stata perfezionata con le dimissioni del Governo Berlusconi. Era novembre del 2011. Il regime guidato da Napolitano , da Magistratura democratica e dai poteri forti ha concluso la sua marcia su Roma. Ecco perché Napolitano, Letta e sodali comunisti fanno quello che gli pare.

martedì 24 dicembre 2013

--------------------AUGURI NATALIZI, SENZA IPOCRISIA----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Quest’anno voglio anch’io fare gli auguri agli italiani. Ma a modo mio, senza sdolcinati ed ipocriti “ auguri a te e famiglia” perché questo rito salvifico di mitizzazione religiosa,che pure rispetto pienamente sia chiaro, per me è solo uno dei molteplici ricatti ed intimidazioni che abbiamo subìto , solo noi italiani, dell’opprimente ed incombente regime clericale fin dalla nostra nascita ( e diciamo da sempre, facciamo prima), tutte mirate ad “inculcare” nel nostro animo la fede cattolica. Con noi è stata usata la “legge cattolica” in modo non dissimile da come viene impartita nelle madrasse quella “coranica” , con le sue lapidazioni, fustigazioni, punizioni corporali, ecc.,legge coranica nei confronti della quale, mentre, come ignobili farisei, predichiamo ipocritamente “ la fratellanza fra tutti i popoli” contemporaneamente assumiamo , con dose industriale di faccia tosta, posizioni “ censorie” come se noi fossimo “ a divinis” “nel giusto” o abilitati a concedere licenze o patenti . Insomma cari italiani, noi siamo nati, dobbiamo capirlo prima che sia troppo tardi, in un Paese dove, dopo l’epoca tribale, medioevale e papalina, l’ autorità e la giustizia, sono state amministrate da mafia, camorra, malavita e ciò fin dall’era preunitaria. La nostra unità non è dovuta, come ci vogliono far credere, a Garibaldi ed ai Mille, ma alla mafia siciliana, che, al servizio dei potentati locali dell’epoca, colse l’occasione di Garibaldi per assecondarlo, acquisendo così un ancora maggiore potere locale, proprio grazie alla benevolenza dei sabaudi agevolati. Giuseppe Garibaldi era circondato già da ben noti mafiosi quando a Salemi si autoproclamò “Dittatore della Sicilia” e poi raggiunse Palermo, sempre guidato da orde mafiose , per strade e sentieri note solo ai mafiosi e senza che le milizie borboniche sparassero un solo colpo. Garibaldi ottenne ( ma dubito che questo sia il verbo giusto) tre milioni di ducati dal Banco di Napoli e dal Banco di Sicilia, testimoni Alessandro Dumas padre e lo scrittore Ippolito Nievo , soldi poi distribuiti come “ soldo” ai mafiosi e camorristi ormai decisamente “ organici” al nuovo potere sabaudo, visto che quello borbonico, invece che “premiarla”, cercava di restringere la malavita ai margini sociali. L’iconografia garibaldina,Teano e altre ricostruzioni oleografiche ed ormai immagini sepolcrali, altro non sono se non il frutto della storia “ scritta dai vincitori” e guai che appaia anche la versione dei vinti” ( oggi si demonizza la ricerca della verità affibbiandole il marchio di “ revisionismo”, non a caso era l’epitaffio che sia Stalin che Mussolini usavano con i dissidenti quando li dovevano eliminare con i famigerati “ Tribunali popolari comunisti” e con i “ Tribunali Speciali Fascisti”). La nostra Liberazione dal nazifascismo, non ostante ci abbiano triturato il cervello per farcelo credere, non è dovuta alla così detta “ resistenza” se non in termini minimali , perché buona parte di quella resistenza non voleva liberarci dall’occupazione nazifascista per lasciarci liberi ma solo per annettere l’Italia all’impero sovietico staliniano. E poi, senza gli alleati, ma quando mai avremmo avuto i mezzi e gli uomini per mettere in fuga nazisti e fascisti? Ed a proposito della Liberazione, con quali “poteri” gli angloamericani si sarebbero accordati per garantirsi uno sbarco abbastanza tranquillo in Sicilia e nel Lazio? Semplice e storicamente documentato: con mafia, camorra, ndrangheta, malavita. Fu la mafia, tutt’altro che morta, come voleva far credere la propaganda fascista , nel frattempo divenuta una vera e propria multinazionale in grado di “condizionare”( lecitamente ed illecitamente) molti giochi sia in Italia che negli Usa, quella di Don Vito Genovese ( amico di Mussolini stesso e di Ciano) e del calabrese Lucky Luciano, il vero boss dei boss dell’epoca, che, come si legge negli “Atti Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla mafia in Sicilia , VI Legislatura, documento n. XXIII, numero 2” , “una volta iniziato a collaborare negli anni ’40 con le autorità americane a New York, prese contatto con tutti i capi mafia siciliani a New York per far trovare un terreno favorevole all’esercito americano che sarebbe sbarcato clandestinamente in Sicilia “. Infatti era proprio la Sicilia la mira degli americani, i quali , dopo aver sconfitto i nazisti nel Nord Africa, proprio dalla Sicilia avrebbero mosso le proprie armate verso il settentrione per chiudere il nemico nazifascista in una morsa europea fatale. Anche per la Liberazione dunque “ dobbiamo” alla malavita, alla mafia e dovremmo essere loro , in un certo senso, “riconoscenti”. Fu in questo brodaglia opaca che venne messo in scena un patto d’onore, di quelli che non si scrivono ma si rispettano : quello di lasciare ai vincitori italiani una immagine dalla quale quel potere opaco avrebbe potuto trarre un tornaconto eterno: quello d’apparire , nella storia scritta dai vincitori, come il solo autore di quella Liberazione del Paese dal fascismo. Intestandosi dunque tutto il merito della Liberazione . E quale migliore occasione se non quella di mettere in scena un’esecuzione del popolo furibondo contro Mussolini? Così, mentre tutti i gerarchi nazisti, tutti i gerarchi staliniani, quelli spagnoli, ecc hanno avuto il loro processo, più o meno giusto e democratico e le loro brave ma civili condanne, a Mussolini questo elementare diritto civile fu negato. La sua barbarica esecuzione, insieme a quella sanguinaria ed inutile di Claretta Petacci, fu il segno dell’inciviltà dell’Italia, un Paese rozzo, incolto, analfabeta, tribale, incivile e profondamente asservito al potere di turno, purché lo si lasci mangiare ( Franza o Spagna, perché se magna!) , dove si esce da un periodo storico ma non per la progressiva maturità ed acculturamento del popolo, ma per l’ impiccagione del nemico. Così il “resistenzialismo”, mostrando sulla picca dell’alabarda i corpi e le teste di Mussolini e della Petacci, come capi tribù trogloditiche , ha acquisito il riconoscimento del predominio , imposto con la violenza ed ha “comprato” una sorta di “ diritto di esclusiva” sulla liberazione, che è una pura infamia . E di questo imbroglio non solo vive e sopravvive ma s’è anche fatto ricco. Ma la perché la storia, come insegna Yalta, la scrivono i vincitori. Ma per l’Italia si tratta solo di inesistenti verità celate sotto bugie e menzogne che ci sono state inoculate fin dalla nascita per decenni nel cervello, insieme a dosi industriali di cloroformio per addormentare resistenze, dissidenze e revisionismi scomodi. La pervicace violenza con la quale questo “resistenzialismo opaco e mefitico ” s’è appropriato del più assoluto potere ( domina da sempre la Scuola, le Università, la cultura, l’informazione, il cinema, il teatro, la Magistratura, lo stesso Stato di cui occupa le cariche più importanti – ecco Napolitano, Grasso, Boldrini, Letta ed i partiti politici , poteri forti e mediatici che li sostengono - ) pur senza essere maggioranza nel Paese; difende occhiutamente e col massimo pregiudizio le casematte occupate , usando ogni e qualsiasi mezzo o giudiziario o interpretando la Costituzione come più convenga loro ); disprezza il voto del popolo sovrano al quale l’hanno strappato con la violenza del ricatto e dell’intimidazione nel 1993; non lascia alcuno spazio istituzionale all’opposizione dissidente, che pure a parole, definiscono una risorsa del Paese mentre lo massacrano; tutto questo dimostra la sua paura che la menzogna sulla quale è stato eretto il suo infingardo ed effimero trono, frani d’improvviso e si dissolva sotto il disvelamento di verità celate e nascoste. Ecco svelata la sua profonda avversione nei confronti di una vera e compiuta democrazia , ecco spiegato il suo profondo interesse a coltivare, con prezzolati scribi assoldati, e ad incentivare culturalmente l’eterna guerra civile italiana, quella che frappone “ il resistenzialismo rosso” – falso titolare di Liberazione, Unità e miti vari - e il disincanto popolare dell’opposizione liberale che mai ha voluto bere la favola scritta dal resistenzialismo rosso. Ecco perché il “ resistenzialismo rosso” usa ogni arma per incitare all’odio dell’avversario. Lo ha fatto con Gramsci il regime fascista, Stalin ed il comunismo sovietico con le “ purghe staliniane”, il “ resistenzialismo rosso” italiano con gli stessi mezzi usati dal Fascismo e dallo Stalinismo, con la Magistratura asservita alla causa con Moro e poi Craxi e poi Andreotti e poi Mori e poi Craxi ed ora Berlusconi. Sempre dunque con “mezzi giudiziari di chiara matrice e di stampo e di violenza fascista”. Occorre dunque che gli italiani, cioè i suoi sudditi, credano alla criminalizzazione che costruisce su questi personaggi: Gramsci non era forse un “istigatore” al disordine ?E Moro non era forse colpevole di corrompere il “resistenzialismo rosso” duro e puro, imborghesendolo con le sirene della chiamata al governo? Craxi non fu forse il politico che mise il “resistenzialismo rosso” ai margini della vita politica, contro il muro delle sue responsabilità e fu dunque non “il ladro”, ma il “ solo ladro” che, però, aveva diviso la refurtiva con il resistenzialismo rosso? Berlusconi non è stato dunque quello che ha sbarrato la strada da venti anni alla conquista del potere assoluto da parte del “ resistenzialismo rosso” dopo Mani Pulite ,un liberale che risorge ogni volta che sembra cadere e che dunque va definitivamente eliminato fisicamente e, come Gramsci, non deve più nemmeno parlare? Ecco la sua decadenza, una criminalizzazione costruita con venti anni di ricerche, di spiate , di registrazioni, smanacciando liberamente fra carte, carteggi, amicizie, usi, debolezze, vizi, ambiguità, peccati ed altre eticità , costruendoci sopra cinquanta procedimenti giudiziari, scagliandogli contro tutte i reati previsti dal codice penale per poi accontentarsi,in tutta fretta, dopo estenuanti venti anni di inutili tentativi tutti miseramente falliti , di una supposta ed anche risibile “evasione fiscale” (di 7,5 milioni) che fa solo ridere se paragonata con quella di 250 milioni di Euro di tale Carlo De Benedetti , grande finanziatore e sostenitore del “ resistenzialismo rosso” , reato che, ovviamente, resta impunito per il puro arbitrio dei Magistrati ? Cosa sono questi arbitrii giudiziari se non chiare violenze di puro stampo fascista? La risposta a Giuseppe Giusti che, già dalla prima metà dell’ottocento, scriveva “ quest’odio, che mai non avvicina il popolo lombardo all’alemanno, giova a chi regna dividendo, e teme popoli avversi affratellati insieme”. Voglio infine rivolgermi personalmente anche all’On Giorgio Napolitano, ma non certo per augurargli cose buone e giuste, perché non lo merita. Ma per stigmatizzare la sua sfacciata, lugubre e pusilla oltre che insopportabile ipocrisia nei confronti dei nostri Marò. Poteva starsene zitto, occasione persa. Ma dire “spero di rivedervi presto in Italia” è proprio da Caino puro. Non s’illudano, i due Marò, perché essi sono solo dei soldati da fatica, imbracciano un fucile non penne asservite o terzomondismo populista , non portano voti e consenso, non piacciono alle Spinelli, agli Scalfari, ai costruttori ed agli untori del “resistenzialismo rosso ad oltranza”, che se ne stiano buoni a cuccia in India e che non rompano i coglioni. Mica pretenderanno che il , Presidente della Repubblica faccia per loro tutto quello che ha fatto, pagato, concesso per far rientrare a casa una “cara compagna” come la Sgrena , facendo pure crepare Calipari , o come le due vispette Terese, tutte compagne rosse di partito , tutte adoranti suddite del “ resistenzialismo rosso” , tutte riportate subito a casa, a suon di vite umane e di miliardi, pagati però di tasca nostra. Che se ne stiano in India a non rompano i coglioni. Bravo Presidente Napolitano, i miei più vivi complimenti. Lei sì che è un sincero democratico.

lunedì 23 dicembre 2013

----------------- E LA SINISTRA LO VOLEVA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA!----------------------------------------------------------------------------------------------------- Prodi condannato dalla Corte di Giustizia Europea ( purché non si sappia in giro !)----------------------------------------------------------------------------------------- Parlo del Prof. Romano Prodi, il “discepolo” di Andreatta, quello che ha fatto una bella carriera fra tonache, sacrestie e intrallazzi da Prima Repubblica, quello che era “ molto ben gradito” al consociativismo fra la Dc ed il Pci e così “ disponibile” ad assecondare le bramosie di entrambi quei due partiti politici da essere stato piazzato per ben due volte a capo dell’IRI, la famosa mangiatoia sacra, ma non quella di Betlemme, no! Quella di Via Veneto a Roma, dove Prodi eseguiva i comandi di tal Carlo De Benedetti al quale voleva regalare la SME per 500 miliardi di lire pagabili in comode rate annuali per dieci anni , mentre dalla sua successiva vendita ad altri lo Stato ne ricavò 3.500 di miliardi di lire; quello che nella Finanziaria del 2000 regalò, da Primo Ministro, all’amico del cuore ( sempre Carlo De Benedetti, un grande amico si vede) la licenza telefonica per la Omnitel in modo che la tedesca Mannesmann gli pagasse 34.000 circa miliardi di lire quello che De Benedetti aveva pagato nemmeno 300 miliardi di lire; quello che a forza di frequentare Carlo De Benedetti aveva conosciuto anche il compagno di scuola del Carletto sabaudo,quel tale Umberto Agnelli ( insieme, si capisce, “ vestivano alla marinara” , frequentavano Chateaubriand torinesi, vale a dire la “ créme bourgeoise sabaude “ cioè figli d’operai e maestranze , metalmeccanici, tornitori,ecc. ) al quale, per qualche genetliaco della Real Casa, volle regalare la nostra Alfa Romeo, un gioiellino tutto italiano, fatto pezzo su pezzo a sangue e sacrifici; quello che era così religioso che non solo andava in chiesa tutte le mattine , sempre insieme al suo Trimalcione Andreatta, ma addirittura era in contatto con i morti, ci parlava lui , piazzava un tavolino dove capitava, poteva farlo anche a Piazza Garibaldi a Napoli fra i compari delle tre carte e gli abusivi che vendono cellulari finti ,e lui ed i suoi fidi amici coi morti ci discutevano così come io faccio con il mio barista. Come io dico a Piero, il barista,” per favore un caffè ristretto”, così lui, Romano Prodi, alle anime vaganti chiedeva informazioni varie, tipo: come si vive in Afghanistan? Che ne dici se propongo al Kgb di fornirgli un po’ di telescriventi ( rotte) dell’amico Carletto di Ivrea ? Quel giorno, sarà stata l’aria fresca, sarà stato che era domenica e che le donne stavano preparando il pranzo alla bolognese, ma il Prode Prodi non va a chiedere all’anime vaganti , per dare una mano alla polizia si capisce, “ scusate anime , ma sapete mica dov’è che nascondono Aldo Moro le Brigate Rosse che l’hanno rapito?” Quel giorno le anime vagolanti eran roche, avevano preso umidità in quelle sfere e , non avendo tanta voce, preferirono scrivere la replica celestiale facendo muovere il piattino di una tazza. Si, avete capito bene, il piattino di una tazza si mosse e “ scrisse” sul tavolo la risposta delle anime vagolanti : e fu “ gradoli”. Lui, il prode Prodi, andò a riferirlo anche alla Polizia, anche alla Magistratura e così Moro fu trucidato, ma nessuno pensò di internare Prodi in un carcere criminale col 41 bis eterno. Bene , di chi parlo avete capito, di un signore che, vantando un così fitto onorevole “ tu dammi il voto che io regalo il Paese “ , la sinistra, sempre cortese e riconoscente, bisogna dirlo, la sinistra è molto educata e quando riceve favori, rende favori. Per esempio a tale Antonio Di Pietro, quello che aveva incriminato con false accuse Berlusconi nel 1995 e che permise alla sinistra di governare l’Italia fino al 2001, regalò un bel seggio senatoriale al Mugello,col Pci. E D’Ambrosio, quell’altro Magistrato di Mani Pulite che aveva dimenticato di condannare anche il Pci e la sua nomenclatura per le tangenti? Un altro seggio senatoriale, sempre con il Pci anche per lui. E con Emiliano? Quello che da Magistrato stava indagando sullo scandalo “ Arcobaleno”, su D’Alema primo ministro e Barbieri della Protezione civile e che tenne tutto fermo fino a far cadere tutte le accuse in santa prescrizione e così ottenne, come premio, la poltroncina di Sindaco di Bari. Bene. Questo “ coso” ( definitelo voi con parole vostre, a me ripugna già il suo volto, il suo ghigno da prelato bofonchione , una via di mezzo fra Don Abbondio e Iago ) che in Italia è venerato dalla sinistra politica ( è stato il loro “ utile idiota” per tanti anni, Dio Santo! Bisogna pure essere riconoscenti agli imbecilli che si prestano ad essere manovrati come burattini pur di “ avere il potere” ), all’estero, in Europa, è preso a calci in culo, esiliato, cacciato via, condannato. Dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione . La sua “intimità” con De Benedetti, Repubblica, Espresso, RAI3, La Stampa, Il Corriere della Sera , Magistratura Democratica, ect è così omertosa da far temere rappresaglie in caso di suo sputtanamento in Italia che ,al confronto, le Fosse Ardeatine scomparirebbero. Perciò tutta l’informazione a pecorina, nel vero senso, anche osceno e protervo, della parola, a pecorina, perché vendere la verità e la propria anima per pane e prosciutto è peggio che prostituirsi fisicamente, peggio. Così nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno. La Corte ha condannato Prodi per fatti che risalgono al 2002 – 2003 , alla fumosa, opaca e contorta vicenda Eurostat. Insomma la Corte certifica che Prodi è anche un mezzo cialtrone ed imbroglione , una versione politica di Santenocito , l’intrallazzone traffichino malefico che Dino Risi dipinse, con le sembianze di Vittorio Gassman in quel suo profetico “ In nome del popolo italiano” già nel 1970. Il nostro “ coso”, per la paura che la faccenda Eurostat potesse anche resuscitare bel altre sue questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), ha pensato bene, il geniaccio bofonchiatore malefico,di chiudere, di fare sparire dalla circolazione , con un colpo di mano, tutti gli Istituti interessati ed ha così destituito tutti i dipendenti di Nomisma dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla, fino all’età della pensione! Per costoro è stata “ la felicità”: trovato un secondo lavoro, rigorosamente “ au noire”, “a nero” e comunque tutti a ringraziare, genuflettersi, mettersi “ a pecorina “ davanti al “ benefattore “, che li pagava per non fare niente…..E che invece li pagava come la mafia paga i “ picciotti”, per assicurarsene la complicità. L’Europa ha tanti difetti, ma un pregio ce l’ ha ed è la civiltà dei suoi cittadini, italiani esclusi ovviamente , tutti dotati di sviluppato senso civico e di dignitoso amor proprio. Non come da noi, tutti maggiordomi servili, pronti a vendere corpo ed anima per una benevolenza di un potente. Bene Signori: questo è il Prof. Romano Prodi, quello che la sinistra voleva depositare al Quirinale nel 2013. Avete capito o no? ^^^^^^^^ -----------------------UNA DEMOCRAZIA DIMEZZATA----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Vedo intorno a me uno strano concetto di democrazia. Dalla Sinistra fino al centro politico, i tessitori del pensiero politico dominante bombardano il cervello degli italiani per marchiare a fuoco , nei loro neuroni, una falsità stratosferica : che “ democrazia” non significhi “potere di tutto il popolo “ ma potere del popolo ad esclusione di quello del centrodestra. Se una persona colta come Mario Mauro, come leggo molto divertito, nella sua intervista a “Repubblica”, si chiede “….se Renzi intende rilegittimare la centralità politica di Silvio Berlusconi trattandoci per la nuova Legge elettorale …...” sgomento, la crisi culturale di questo Paese è ormai definitiva. L’On Mario Mauro pone, dice lui, un problema “politico”, ma il risultato che ottiene è semplicemente ridicolo. Dunque riassumo: nel profondo pensiero di Mauro e dei suoi sodali, Repubblica compresa ca va sans dire, atteso che Silvio Berlusconi è stato “ eliminato” , il futuro del Paese va ricondotto ad un accordo fra sinistra M5s ( forse) e la sua “Sciolta Civica”. Cioè con una bella manovra da polizia giudiziaria di stampo fascista si fa fuori un esponente politico che rappresenta almeno un terzo del Paese e quel terzo del Paese, circa quindici milioni di italiani, come diceva il Marchese del Grillo , “ non conta un cazzo”. Ma per favore!!!!! Dunque a me pare che con la “eliminazione fisica “ di Silvio Berlusconi dal Senato , persone peraltro colte come Mauro ritengano di avere in mano, di possedere, di comandare il Paese, di poter fare come piace a loro senza tener conto della opinione del popolo che si identifica in Berlusconi. Penoso pensiero di un pensatore tipico del Minculpop fascista, come d’altra parte è stato con un’operazione di chiaro stampo fascista, analoga a quella che è costato la galera a Gramsci, che è stato eliminato Silvio Berlusconi. Qualcuno avvisi Repubblica ed anche l’On Mauro che quella sentenza della Cassazione è solo una “ sentenza definitiva”, ma non è la fine di una guerra mondiale, non siamo ad una nuova Yalta, non si sta dividendo il Paese con la logica dei vincitori, come fu Yalta con l’Europa. E se è vero che oggi perfino Paolo Mieli, nel suo bel “ I conti con la storia”, riconosce che in Italia dal secondo dopo guerra in poi è stato imposto il conformismo guidato dalla legge dell’oblio, scritto con la memoria distorta dai vincitori e da coloro che sul loro carro sono saliti come banditi da valico, questo non basta per soffocare la libertà di un popolo sacrificandolo sull’altare di una storia inesistente. Insomma, se la storia la scrivono solo i vincitori, secondo una legge arcaica e medioevale, la civiltà semplicemente non esiste.

domenica 22 dicembre 2013

------------------------UN VICERE’ DIMEZZATO------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Come Napoleone , il nano di Ajaccio, sceglieva fra i più “fedeli famigli” i vari Viceré del suo Impero , così una sinistra che per soli 24.000 voti aveva “ agguantato” nel 2006 il fascistissimo “ premio di maggioranza” ( un obbrobrio fascista , quando spettava al centrodestra, proclamavano i vari Bersani, Prodi, ecc), con lo stesso “piglio militare” napoleonico “depositò” il suo Eugenio di Beauharnais , cioè Giorgio Napolitano al Quirinale, dove fu “trasportato” di peso dai “sediari quirinalizi di sinistra” con quella risicata maggioranza semplice. E’ la logica della sopraffazione militare, della dittatura assoluta e del disprezzo per il popolo sottomesso con le armi quella che guidava due secoli fa il nano di Ajaccio, quella che mira alla “ presa del palazzo”, con qualsiasi mezzo. Con la medesima logica della sopraffazione “manu militari” e del più assoluto disprezzo del popolo italiano, la sinistra italiana impose , due secoli dopo, all’Italia il suo Viceré di casa, Giorgio Napolitano. Ieri, questo Viceré, ormai dimezzato anche in casa sua, dopo aver appoggiato il suo cappello sulla marcia per le carceri pensando di scipparne la paternità a Marco Pannella o per mistificare il suo ruolo di “ boia” in quella fattispecie ( è lui il capo di quei Magistrati che per mantenere il loro “potere assoluto” sul Paese applicano la carcerazione preventiva, che è la vera causa del sovraffollamento carcerario, per imporre il loro arbitrio personale con il medioevale “ rito inquisitorio”) , ha anche telefonato ai due Marò che da due anni sono ristretti in India. Ha detto il Vicerè dimezzato ai due prigionieri:” Spero di rivedervi presto al Quirinale”. Stessa ritualità che aveva detto anche l’anno scorso. Mi viene da chiedere a questo Viceré dimezzato a chi spetta il battersi per l’applicazione del Diritto Internazionale nel caso dei Marò se non al “ suo Governo”, al “ Governo del Viceré”? E cosa hanno fatto i suoi diversi reggicoda in questi due anni se non spendere soldi pubblici a forza di andare e venire dall’India? Cerchi di ricordarsi, Viceré dimezzato, del Cermis e della nave Achille Lauro, quando due signori difesero i loro connazionali come va fatto perdio, affermando il sacrosanto principio della extraterritorialità e del Diritto Internazionale. Si chiamavano Clinton e Craxi, sono sempre stati due giganti del pensiero rispetto al Viceré ed ai suoi famigli. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ----------------------------CASSEZ – VOUS, GROS CON !----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La marmaglia iraconda, ignorante, rozza ed anche stronza, quelli con qualche diplomino o qualche attestato triennale elargito senza merito dalla fabbrica della sottocultura di stato in tasca, che stava per fare un’altra bella rapina stile socialismo sovietico, stavolta ai Riva, cercando di celare la sua estorsione dietro l’alibi di un’ecologia basata sui pettegolezzi e sul “ sentito dire”, la ciurma dei pirati che stava per mettere le fameliche manacce sopra dieci miliardi di euro delle società dei Riva dietro la condottiera travestita da magistrato in quel di Taranto , oggi, da devoti reggicoda dei venerati Magistrati onnipotenti, rantolano e vomitano schiuma biliosa. Perdio Santo! La Cassazione , proprio quella adorata Sibilla Cumana ( bè, visto il magniloquente gergo di Esposito ….), dalla cui venerata spelonca togata ad agosto scorso era uscito quello sgorbio giudiziario del venerabile Esposito, che, dopo venti anni di fascisti ed inutili tentativi , era riuscito ad imbellettare ( dopo aver rovistato a piene mani per venti anni fra le sue carte e dopo tremila inchieste ) come “ evasione fiscale” alcune interpretazioni legali ( le stesse che a tale Ing. Carlo De Benedetti avevano consentito di evadere non 7,5 milioni di euro, quelli attribuiti al “ delinquente condannato”, ma la bella cifra di 250 milioni di euro senza che alcun Magistrato o Vestale della uguaglianza e della legalità alzasse un dito contro questo mega evasore) che hanno consentito,al nuovo Tribunale Speciale Fascista - oggi denominato “ Giunta senatoriale per l’ineleggibilità”- di condannare all’esilio e nelle galere ( come faceva il Tribunale Speciale Fascista) un dissidente politico che da venti anni e da solo ha umiliato e messo all’angolo tutta la sinistra politica italiana , proprio la stessa Cassazione ha annullato il pignoramento di quei dieci miliardi di euro dei Riva. A questa risma di banditi da valico bisogna che qualcuno spieghi bene che per vantare un credito e per procedere alla riscossione di quel credito con i mezzi coattivi del Diritto ci vuole UNA SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO non quattro chiacchiere al vento o qualche indagine epidemiologica di qualche “perito prezzolato o intimidito”. Alla Dottoressa Patrizia Todisco non posso concedere nemmeno il pur minimo “ beneficio del dubbio”, perché una che si maschera da Magistrato va a Venezia per il Carnevale non a rappresentare una consorteria di pirati in un Tribunale “ ancora” democratico. Non vedo poi alcuna ragione per la quale i Riva debbano pagare da soli gli eventuali danni che l’ILVA avrebbe prodotto nell’ambiente di Taranto da quando l’ILVA esiste a Taranto. Che contribuisca anche l’IRI e dunque chi l’ha diretta per tanti decenni e i suoi azionisti.

venerdì 20 dicembre 2013

IL REGIME FASCISTA ROSSO ELIMINA GLI OPPOSITORI POLITICI COME IL REGIME FASCISTA NERO ELIMINAVA I DISSIDENTI POLITICI.--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L'attentato che Mussolini subì a Bologna il 31 ottobre del 1926 fu preso a pretesto per arrestare il 5 novembre del 1926 Antonio Gramsci. Ma l'istruttoria giudiziaria andava per le lunghe per i gusti del Regime , perché i Magistrati, pur avvalendosi della Polizia del regime , pur avendo messo sotto torchio anche parenti ed amici del dissidente , pur scandagliando ogni attimo della vita di Gramsci e le sue opere, non riuscivano a montare su di lui accuse credibili che consentissero di andare a processo con la certezza di una condanna. Perché l’importante non era tanto “ la condanna” quanto la sua “ eliminazione fisica”, la sua “cancellazione come dissidente”, il suo essere non tanto un “ avversario politico” quanto “il nemico politico”. Si arrivò, su pressioni del regime, addirittura all’uso degli “ infiltrati” : fu avvicinato da due finti carcerati, prima da tale Dante Romani e poi da un certo Corrado Melani ,ma senza ottenere alcun risultato .Così il Regime fascista decise che era tempo di finirla, di calpestare quel poco che restava di democrazia in Italia: soppresse la libertà di stampa, introdusse il reato penale per i giornalisti, sciolse i partiti politici dissidenti e , il 1 febbraio del 1927, istituì il famoso “Tribunale Speciale Fascista “. Presidente è un generale, Alessandro Saporiti, giurati sono cinque consoli della milizia fascista, relatore l'avvocato Giacomo Buccafurri e accusatore l'avvocato Michele Isgrò, tutti in uniforme. Gramsci è accusato di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile, apologia di reato e incitamento all'odio di classe. Il pubblico ministero Isgrò concluse la sua requisitoria con una frase rimasta famosa: «Per vent'anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare»; e infatti Gramsci, il 4 giugno, venne condannato a venti anni, quattro mesi e cinque giorni di reclusione. Poi ci pensò il Pci di Palmiro Togliatti ad accelerarne la morte, ma questa è tutta un’altra storia. Nel 1992 il Pci di Giorgio Napolitano era allo sbando: crollato il regime sovietico, sparito Berlinguer , cessati i finanziamenti in rubli (cambiati in dollari nella sede dello IOR Vaticano), il Pci era ridotto ai margini della politica italiana, messo all’angolo dalla politica di Craxi e del Psi , ma divideva con Dc e Psi tutte le tangenti ( la regola era di un terzo alla Dc, un terzo al Psi ed un terzo al Pci, vedere indagini e relativi atti di Mani Pulite a Milano). A Botteghe Oscure già arrivano le prime notizie di una discesa in campo di Silvio Berlusconi. Nei mesi successivi – siamo alla fine del 1992 – due importanti Magistrati di Mani Pulite, sia il Procuratore Capo di Milano, Saverio Borrelli che un suo P.M. Gherardo Colombo , entrambi iscritti a Md che era sorta dal 1965 e imponeva sul Csm il suo dominio, apparvero in televisione per dar corso a vere e proprie intimidazioni contro chi volesse candidarsi per le prossime politiche. Non v’era motivo che due Magistrati apparissero in TV non per parlare di quel processo ma per intimidire , minacciare chi pensasse di scendere in politica se non appunto per intimidire Berlusconi . Le minacce non furono nemmeno “ oscure”, perché i due Magistrati parlarono chiaramente di come “ la macchina giudiziaria fosse in grado di scoperchiare tutti gli armadi e di rinvenirvi anche chissà quali scheletri”, una frase di stampo fascista e mafioso. I due “ infiltrati”. Non potendo però superare un certo limite di decoro democratico, almeno davanti al mondo civile ed all’Ue, ecco che , come il regime fascista istituì il Tribunale Speciale Fascista nel quale inserì solo Magistrati fedeli al regime , così Napolitano Giorgio si guardò bene dal difendere la democrazia e consegnò il Parlamento e la politica italiana alle manette dei Magistrati comunisti. L’abbattimento dell’articolo 68 del 1992 della Costituzione era servito. Era nato il “ Tribunale Comunista italiano” che, come il “ Tribunale Speciale Fascista” era composto da fedeli servitori del Pci con dichiarate ambizioni a ruoli politici di dominio sul Paese . Per uguagliare poi il passato Regime fascista, il nuovo Regime comunista nero attuò anche la soppressione della “ libertà di stampa e di informazione”. Non potendo esporsi oltre misura, si fece ricorso ad un accordo fra “Tribunale Speciale Comunista” di Milano e la grande stampa ( Corriere della Sera, Repubblica, L’Unità, La Stampa ): i rispettivi Direttori si riunivano ogni sera fra di loro ( anche telefonicamente) e con i Magistrati del Tribunale Speciale e decidevano come modificare le notizie per darle in pasto al pubblico nel modo che più fosse “organico” al nuovo regime. E così, come il Tribunale Speciale Fascista ebbe modo di scandagliare ogni angolo della vita di Gramsci per trovare finalmente lo spunto che avrebbe consentito la condanna del pensatore per “ cospirazione” – reato ovviamente d’opinione e dunque fumoso - così il Tribunale Speciale Comunista di Milano , che domina la vita politica del Paese in modo incontrollabile , come ogni regime, dal 1992 ha avuto modo di rovistare vita ed opera di Silvio Berlusconi e per diciannove anni, ha istruito settanta e più ipotesi di reato ( di ogni tipo), tenuto circa tremila pubbliche udienze, speso miliardi affinchè la Polizia o la Guardia di Finanza si dedicasse solo a scandagliare ogni atto di Berlusconi e di Mediaset , incardinato circa cinquanta processi penali con le accuse più disparate ( dalla mafia al terrorismo, guerre puniche comprese) riuscendo dopo venti anni di inutili sforzi, ad ottenere una condanna per una ridicola “ evasione fiscale” che è in Italia un peccatuccio di ogni italiano. Ma al Regime fascista rosso di Napolitano and partner basta per distruggere quel che resta della democrazia, per fucilare il dissidente Berlusconi, per eliminare l’avversario politico, l’ostacolo, l’unico e solo ostacolo alla conquista del potere assoluto da parte del nuovo fascismo rosso. Come fece Mussolini con Gramsci. Pretendere o addirittura imporre oggi ad un leader politico di non partecipare alla vita politica del proprio paese, pretendere di impedire allo stesso leader politico di muovere critiche politiche nei confronti di chi considera responsabile di aver fatto saltare le regole della democrazia imponendo sul Paese una sostanziale dittatura della Magistratura di ideologia comunista, costituisce una limitazione alla libertà ( a scelta: di movimento, di espressione, di pensiero, di stampa, ecc.) non solo di Berlusconi ma soprattutto di quel trenta per cento di italiani che la pensa come lui. E così come “ Roma Fascista” ed “Il Littorio” del regime fascista ad ogni refolo di protesta per Gramsci pubblicava articoli che ricordavano come lo stesso fosse un “ condannato”, così oggi , ripetendo il medesimo copione anche “Il Fatto” o “ Repubblica” o “ La Stampa” o “ Il Corriere della Sera” o alcuni telegiornali , davanti alle proteste dei dissidenti contro il regime dei magistrati comunisti non trovano di meglio che ripetere come pappagalli o segreterie telefoniche che Berlusconi è un condannato, un delinquente condannato. Non ho letto parole di coraggio a difesa della libertà di tutti , le scrivo: Berlusconi come Gramsci, non solo come persone fisiche, ma come capi delle opposizioni politiche. E così se Gramsci veniva impiccato al ruolo di “ cospiratore”, Berlusconi è stato impiccato al suo ruolo di “ grande corruttore”, di “ delinquente abituale”. Ruoli, si badi, artefatti entrambi dalla Magistratura di regime, dopo decenni di sforzi e di ricerche, di vani tentativi. Quel trenta per cento di opinione pubblica che vota Berlusconi vede nelle decisioni del Tribunale di Milano e del Csm la persecuzione giudiziaria nei suoi confronti così come accadde ai simpatizzanti del Pci davanti alla persecuzione giudiziaria di stampo fascista contro Gramsci. Una persecuzione che si riflette su tutto il popolo di centrodestra,criminalizzato come soldataglia pregiudicata e pezzente, sodale con il grande pregiudicato o, a scelta, con il grande corruttore. In questo modo il regime comunista nero di Giorgio Napolitano ha sotterrato ogni speranza della cosiddetta pacificazione,perpetuando così all’infinito quel conflitto ideologico che produce ed alimenta una guerra civile ormai francamente intollerabile ( divide et impera ). Mi auguro che qualcuno, che sia ancora in grado di discernere, in Italia ed all’estero, incominci a chiedersi che razza di lurido imbroglio sia la democrazia italiana nella quale i dissidenti politici vengono tutti eliminati fisicamente e tutti con l’uso , come ghigliottina, della Magistratura di regime. Gramsci, Cossiga , Leone, Craxi, Andreotti, Moro, Forlani, oggi Berlusconi e tralascio tutta una serie di servitori dello Stato ( Falcone, Borsellino, Chinnici, Mori, Pisani, Dalla Chiesa, etc) . Nessuno che si sia chiesto come mai da cento anni circa la Magistratura agisca come l’arma puntata alla tempia del dissidente, dell’oppositore. Una Magistratura che, guarda caso, non è mai rimasta chiusa ed incorrotta nella sua “ torre eburnea” delle legge ma che sempre si è inchinata al potere , al regime, qualunque esso sia. Inutile contare sul maggior responsabile di questo sfacelo, su Giorgio Napolitano e sui suoi sodali.

giovedì 19 dicembre 2013

IL TUMORE DEL PAESE E’ GIORGIO NAPOLITANO. CHE NESSUNO HA MAI VOTATO. NON GRILLO O BERLUSCONI O ALTRI, VOTATI DAL POPOLO.-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Più che irritante, trovo compassionevole ed imbarazzante la pervicace e stizzosa iracondia con la quale Giorgio Napolitano cerca di autoassolversi nel pieno del suo totale fallimento, umano e politico. Così come miserabile e stracciona è quella corte di servili paggetti che ancora credono e sperano nella sua clientelare benevolenza, nel suo potere da consumato Richelieu da basso impero e che spargono, via etere o via stampa, come “untori”, il bubbone malefico del “napolitanismo”, una melassa , una emulsione fra “ potere da viceré napoleonico”, consenso connivente ed omertoso silenzio sui suoi “ scheletri nell’armadio ”, miscuglio nato , ricordiamolo, rispettivamente nel chiuso fetore del Palazzo della politica politicante , dove inconfessabili accordi da corridoio hanno sostituito una democratica elezione diretta , nelle redazioni della stampa organica al suo “regime”da viceré napoleonico e dalle sotterranee nervature minacciose che si irradiano, nella società italiana, dalla sua estesa corte di miracolati. Giorgio Napolitano è Capo dello Stato perché i suoi compagni di partito lo hanno insediato al Colle, di peso, come sediari papalini o facchini di Santa Rosa, non certo il popolo. Per indorare il suo primo settennato è stato costruito un mondo virtuale, schizofrenico, a sua misura, a sua simiglianza, ordito da prezzolati madonnari ( cito Gotor su Repubblica , Scalfari su Repubblica, Giannini ibidem, ed altri ) che l’hanno dipinto coi colori della più sfrenata cortigianeria: andatevi a rileggere le fellatio ( ripeto: fellatio, non articoli) che Gotor,uno dei madonnari, dipingeva su Napolitano, su Monti e la sua corte di professori ( oggi costui è Senatore , mentre la Monica Lewinsky è zero! Che vuol dire farle – le fellatio, appunto – alla persona giusta!). La sua rielezione , poi, è un “unicum” istituzionale e politico, dovuto al bislacco ( per quelli che con la puzzetta sotto al naso “pesano” i voti, anziché contarli!) risultato delle elezioni del febbraio del 2013 e deciso come il “minore dei mali” anche dal centrodestra ma solo dopo che la sinistra aveva minacciato – perché di vere e proprie minacce s’è trattato- di “depositare (come peso morto) “ al Colle impresentabili Presidenti come Prodi o come Zagrebelky o come Ro.do.tà. Roba che avrebbe un tantinello rivalutato persino quella figura di isterico pistolero di Pertini che, sempre la sinistra, pensò di depositare sul Colle, tanto per far concedere grazia e commutazioni di pena a delinquenti comunisti condannati per omicidi e fatti di sangue. Ma il succo della sua rielezione con i voti del centrodestra fu legato al suo dichiarato impegno per far ritrovare, alle forze politiche avverse, un consenso politico unitario in base al quale sarebbe divenuto possibile dar vita alle riforme istituzionali condivise delle quali il Paese ha bisogno. Giorgio Napolitano ha però tradito quegli impegni assunti con il Paese. Confidando nella ignoranza del popolo italiano,sulla sicura efficacia del secolare imbonimento mentale trapanato , dai suoi “bravi” scribi, nel cervello degli italiani , ben sapendo che in questo Paese tutti i decisivi conflitti non hanno mai trovato soluzione sul piano del diritto, ma al di sotto di esso o al di sopra o di lato , spesso usando proprio la legge come una clava tribale, Giorgio Napolitano ha finto di essere distratto e di non accorgersi che la sua cara sinistra offriva al mondo uno spettacolo osceno, incivile , prostituendosi alla Magistratura partigiana con la quale, con operazioni di chiaro stampo fascista per violenza e per intolleranza politica , ha fatto precipitare l’Italia in un abisso di inciviltà. Ricordavo appunto le “grandiose opere “ di Pertini per sottolineare quante sciagure rovesciano sul Paese i comunisti al Colle. La violenza fascista , l’intolleranza al dissenso e la più staliniana violenza politica s’ é saldata , nell’azione condotta dalla sinistra di Napolitano per la conquista del potere con la violenza fisica e senza il consenso popolare, con la “ casta di finti sacerdoti conservatori “ mascherati con tocco e toga , gente cresciuta a codici, pandette e Marx , gente mai votata e che s’è immaginata “ cavalier inesistente” di una causa politica di parte , casta pronta a svolgere compiti da puro boia pur di guadagnare, nel futuro assetto istituzionale, un ruolo sociale dai confini ampi ed indefiniti. Così con Napolitano, come accadde con Mussolini ( che usò la Magistratura fascista per ridurre in carcere Gramsci per eliminarlo fisicamente ) , come accadde con Stalin ( che usò piazzaioli “ tribunali del popolo” per scatenare e legittimare le famigerate “ purghe staliniane” contro i dissidenti politici ), come accadde a Garcia Lorca con il dittatore Franco, come accadde in Italia ad Aldo Moro, eliminato perché “ corrompeva” il servilismo staliniano del Pci con le sue sirene governative, come accadde con Craxi, fatto morire in esilio, come accadde con Andreotti e come ora è accaduto con Berlusconi , questo regime fascista di Napolitano and partner ha usato solo l’arma giudiziaria della Magistratura organica per eliminare gli avversari scomodi, i dissidenti politici. Mai quella democratica, politica. Noi stiamo correndo verso una nuova forma di “ fascismo rosso” visto che gli estremi si uniscono spesso ma la gente finge di non vedere. Per tornaconto, per clientelismo, per cecità ideologica, come quello che si castra per far dispetto alla moglie. Il preludio al dramma lo abbiamo già visto con i nostri occhi, a Piazza Navona quella sera del 1992, quando nessuno della nomenclatura del Pci, in nome della legalità e della dignità del Paese, osò fermare le squadracce dei loro picchiatori comunisti che, ben aizzati dal palco di Piazza Navona, assalirono il vicino Hotel Raphael , dove alloggiava Craxi, insieme ai camerati fascisti, a culo e camicia. Per una nuova e condivisa Piazzale Loreto, buon sangue non mente. Chi tradisce gli impegni una volta, li tradisce sempre, è inaffidabile. E ormai Giorgio Napolitano è totalmente inaffidabile. Collaborando, con la sinistra, a queste azioni di intolleranza fascista, con la ridicola foglia di fico di una magistratura da tempo asservita al suo progetto fascista , come Stalin, come Franco, come Mussolini, Giorgio Napolitano ha gettato la maschera. Non gli riconosco nemmeno l’onore delle armi, perché Napolitano ha tradito gli impegni assunti in maniera premeditata; infatti , dopo aver dato la sua parola d’onore davanti al Parlamento, di far ritrovare, alle forze politiche avverse, un consenso politico unitario in base al quale sarebbe divenuto possibile dar vita alle riforme istituzionali condivise, al momento opportuno, anziché tener fede, da vero Capo di Stato, alla sua parola ed al suo impegno, come un invasato Masaniello da quattro soldi, s’è messo alla testa delle sue squadracce fasciste, s’è voluto far bello mostrando la testa di Berlusconi sulla punta della lancia al popolo dei suoi sudditi deliranti come Audisio con Mussolini e la Petacci, sperando che questo gesto tribale gli bastasse per rimanere il punto di riferimento della sua tribù. Eppure Giorgio Napolitano avrebbe potuto fare ben di più per il Paese, perché ha dimostrato che, quando gli viene il tornaconto personale, conosce bene le “pieghe” della “ sacra Costituzione”, conosce bene la Corte Costituzionale e vi ricorre spesso e tranquillamente. Ricordate come vi è ricorso di gran carriera per far distruggere le intercettazioni delle sue telefonate con Nicola Mancino? Ma quando avrebbe dovuto imporre alle altre istituzioni ( Senato) il rispetto della Costituzione , suo precipuo compito per Costituzione , davanti alla trogloditica applicazione della Legge Severino con la sua retroattività da Stato di Polizia, Napolitano si è dimenticato che suo dovere è quello di “ far rispettare la Costituzione”, la quale vieta ogni forma di retroattività di una legge. E come gongolava Giorgio Napolitano quando sempre la Consulta dichiarava incostituzionale la legge elettorale vigente , dato che quella bocciatura gli avrebbe permesso di salvare il suo amato Governo Letta! L’avanzata età è anche una aggravante , altro che rendergli almeno l’onore delle armi! Piuttosto un eterno disonore , renda la spada , scarpe e divisa perché consentire che il Paese ritorni alle azioni punitive di stampo fascista contro Berlusconi come fece Mussolini contro Gramsci e contro Matteotti è un disonore che mai verrà cancellato. Ma quale minaccia di dimissioni ! E’ una fuga notturna dal Colle, da intruso e senza rubare l’argenteria di casa, che dovrebbe attuare. Giorgio Napolitano è il male dell’Italia, la vera cancrena del Paese. Non Grillo, non Berlusconi, non altri che sono votati dal popolo: lui è il cancro del Paese, lui che nessuno ha voluto e votato e come tale è una metastasi che va estirpata. Dal popolo sovrano. E subito.

mercoledì 18 dicembre 2013

LA GUERRA CIVILE ITALIANA CHE DEVE FINIRE Scriveva, con un vero e proprio istinto profetico nella prima metà dell’ottocento, Giusti, in “Sant’Ambrogio” “A dura vita, a dura disciplina, muti, derisi, solitari stanno, che lor non tocca e che, forse, non sanno; e quest’odio che mai non avvicina il popolo lombardo all’alemanno, giova a chi regna dividendo e teme popoli avversi affratellati insieme”. Ed ancora oggi, sono passati un secolo e mezzo, è ancora impensabile un’operazione culturale che possa finalmente appacificare il popolo italiano ancora “l’un contro l’altro armato”, quello del centrodestra e quello della sinistra. Ma chi dovrebbe occuparsene? Se si guarda alla storia , si deve constatare come questo cancro sociale ( una vera e propria incivile guerra fratricida dal chiaro sapore tribale ) abbia attecchito e poi corroso solo popoli Europei che non abbiano assaggiato direttamente sulla propria pelle il tirannico regime comunista (come, appunto, in Italia, in Francia ed in Spagna) e dove, dunque, la sua propaganda, sfruttando la ritrovata libertà d’espressione che la loro ideologia negava ferocemente ovunque dominasse , ha potuto impunemente dapprima illudere e poi ferocemente ingannare il popolo italiano più sprovveduto e credulone, abbindolandolo con la crudele e spietata chimera della fantomatica “ giusta società comunista di Stalin”. Chi ha vissuto quegli anni non può dimenticare il ributtante cinismo del Pci nello sfruttare sia la scarsissima alfabetizzazione del popolo italiano di allora , sia usando la minaccia di nuovi orrori del nazismo e del fascismo come arma di ricatto e di intimidazione popolare per strappare consenso, mentre cercava di nascondere le oscene purghe staliniane e tutti gli orrori che il regime comunista imponeva. La ineguagliabile potenza economica del Pci del dopo guerra, munificamente arricchito e sostenuto dai rubli del regime di Stalin, ricattando il Paese con la minaccia di scatenare la rivolta sociale delle piazze , ha consentito alla sinistra comunista italiana di costruire sull’intero Paese una “egemonia economico – politica “ frutto di quell’inganno e dunque illecita. Con la complicità, prezzolata , di intellettuali, di scrittori, di attori, di registi, di pittori, di scultori, di professori, di avvocati, di medici, ecc. ai quali solo quel “ricco Pci” poteva offrire, in quei tempi magri e di fame, la possibilità di lavorare e di arricchirsi. Scuola , università, informazione, teatro, cinema, letteratura, magistratura , burocrazia e lo stesso Stato sono stati letteralmente dominati dall’ideologia comunista e soffocati dalla sua tirannia economica. A nulla, praticamente, sono valsi gli scandali prima del “Politecnico” ( giornale del mio concittadino siracusano Elio Vittorini, uno scrittore “organico” al Pci che aveva creduto alla “ libertà di pensiero” millantata dal Pci e che fu umiliato , cacciato a pedate nel sedere, prima da Mario Alicata – Direttore dell’Unità - e poi da Palmiro Togliatti , reo di avere “osato” ospitare sul suo giornale letterario gente come Sartre o Gide , scrittori che Stalin e le sue “ purghe” avevano invece condannato praticamente a morte per le loro idee) e poi, nel 1956 l’invasione dell’Ungheria , gli scempi di Budapest e della Cecoslovacchia o le denuncie tardive di Krusciov per risvegliare l’onestà intellettuale, la dignità e le coscienze di coloro che avevano servito , per proprio tornaconto , il regime staliniano. Eppure dopo quel terribile 1956 era chiaro a tutti, nessuno escluso, come il Pci mentisse spudoratamente quando difendeva una fantomatica “libertà di pensiero e d’opinione” minacciata, a suo dire, dall’oppressione clericale mentre tramava per imporci un’altra e ben più drastica forma d’oppressione, quella staliniana. Questo è il brodo di “coltura” nel quale , piaccia o meno, sono cresciuti il Paese e tutti gli italiani e quello prodotto da quel tipo di “ cultura” è diventato il pensiero unico dominante che soffoca il Paese sotto una insopportabile cappa di ipocrisia ad ogni livello. A nulla è servito il crollo del regime comunista , perché per giustificare i suoi sinistri scricchiolii premonitori, il Pci di Berlinguer aveva ipotizzato la famosa “ via europea”, la famosa “terza via” ( né sovietica né antisovietica) al comunismo che poi nessuno ha mai conosciuto . Il Paese è cresciuto praticamente sotto la costante minaccia delle rivolta comunista, sotto la minaccia di un asservimento all’impero staliniano, sotto le intimidazioni continue di colpi di stato e di insurrezioni armate, fin dal famigerato febbraio del 1951. Così una cospicua parte del Paese segue quell’ideologia per convenienza,per comodità, per servilismo, per clientelismo: ha praticamente bloccato la democrazia italiana, rendendola una “rachitica e nana parvenza di democrazia” proprio a causa della presenza , minacciosa ed intimidatoria, del Pci , della sua potenza economica, della sua egemonia culturale e burocratica , sotto ricatto della sua vocazione alla lotta, il che ha praticamente “ quasi costretto” una classe dirigente democristiana, atlantica e clericale, a governare il Paese ma concedendo, in una eterna, lunghissima e criminale , questa certamente, trattativa , ampio potere al Pci, per garantirsene acquiescenza e propria sopravvivenza. E’ nato così il consociativismo che ha definitivamente imbalsamato l’Italia in un catafalco imbiancato , che ha creato una burocrazia potente ed avida e che è l’unica e vera origine della corruzione dilagante, che ha costretto ogni governo a venire a patti ed a fare concessioni al Pci nella prima repubblica e con la sinistra nella seconda Repubblica. E questo brodo di cultura spiega, meglio d’ogni altra pur possibile spiegazione, perché l’Italia sia oggi dominata , in particolare, da una Magistratura sfacciatamente di parte, la quale, con l’autoritarismo e l’arroganza tipica ereditata dal regime staliniano, con la complicità della sinistra italiana è riuscita a dominare la vita sociale e politica italiana stuprando la Costituzione . La decisione della sinistra italiana e della Magistratura di impedire la vita politica a Berlusconi “servendosi di un tribunale” è una azione antidemocratica di chiaro stampo fascista e comunista. Non solo quella sentenza della Cassazione, non solo l’insistere oltremodo tacciando Berlusconi come “ il delinquente”, come “ il pregiudicato”, come “ il delinquente condannato” hanno una chiara carica di violenza politica di matrice fascista (come quella che portò all’eliminazione di Matteotti), ma l’eliminazione fisica , politica e giudiziaria dell’avversario politico è stata la base , le fondamenta del regime di Mussolini e di quello di Stalin. Non fu forse rinchiuso in carcere Gramsci da Mussolini? Non furono forse rinchiusi in carcere e nei Gulag tutti coloro che ridicoli tribunali popolari tribali definivano come “ nemici del popolo sovietico” nel regime di Stalin ? E non è forse la fine che doveva fare, per fare un solo esempio, in Spagna anche Garcia Lorca , un poeta ed un intellettuale, oltre tutto omosessuale, con Franco ? Sinistra e Magistratura hanno dato il peggio di loro in questi venti anni. Sono sempre stati “mezzi giudiziari”, mai mezzi democratici e politici, proprio come avveniva nel regime comunista, a spazzare via in maniera brutale tutti coloro che hanno rappresentato un ostacolo alla conquista del potere da parte della sinistra comunista: Moro, Craxi, Andreotti, oggi Berlusconi. Domani? La Magistratura ha voluto dimostrare la sua superiorità sulla politica e dunque il suo “ dominio sul popolo sovrano” ed a questo tiranno siamo “obbligati”, siamo “ costretti”, siamo “ ristretti” a soggiacere. La guerra civile continua fra destra e sinistra iniziò nell’immediato dopo guerra, non interessa ora stabilire per iniziativa di quale delle due parti e non è più cessata. Anzi. Col tempo ha compiuto qualche cambiamento estetico, ma è rimasta guerra civile fratricida. Chi non ricorda , uno sguardo veloce, la guerra fra l’atlantismo ed il clericalismo del periodo degasperiano contro la chimera sventolata dal Pci del” socialismo sovietico che aveva abbattuto lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”? Chi non ricorda il periodo critico della “ guerra fredda” e dei due blocchi, dei missili puntati sull’Italia che legittimavano quelli nostri puntati per difesa sull’est? E chi non ricorda la lunga stagione del terrorismo e gli anni buttati al vento nella polemica fra coloro che sostenevano le “ sedicenti brigate rosse” e coloro che avevano scoperto invece “ anche le nuove Brigate rosse”? E perché sottacere sulla lunga stagione di Mani Pulite, spacciata per un’operazione di risanamento etico quando invece fu solo uno scientifico e chirurgico genocidio politico contro gli avversari del Pci del tempo? E poi eccoci al periodo di Berlusconi, alla seconda repubblica, alla resa della sinistra alla conquista del potere da parte della Magistratura, ultima occasione per la sinistra complice di imporre la sua tirannia con gli stessi mezzi con i quali imposero le proprie tirannie Mussolini, Hitler e Stalin e Franco. Chi dovrebbe occuparsi di sanare questa ferita che lacera il Paese davanti al mondo intero come fosse un Paese del centro africa sub sahariano dove si combattono le fazioni rivali per diritto tribale o animista? Non ho dubbi che debba essere solo che è fuori dal coro, fuori dal marasma, libero, indipendente, povero ma sano. Ci vuole il movimento civile ma mai politico, culturale, senza anatemi e senza illusori cataclismi con i quali illudere le nuove generazioni. Se in Italia il Presidente della Repubblica fosse eletto dal popolo sovrano, forse spetterebbe al suo Magistero il compito supremo di attuare questa pacificazione. Ma un Giorgio Napolitano, nominato dapprima dai soli suoi mandanti, scelto nel chiuso dei corridoi dei palazzi del potere sottratto al popolo sovrano, non è intellettualmente all’altezza di un compito così gravoso. Ma non vedo chi possa in questo momento svolgere questa azione. Ci vorrebbe un partito politico, come ci vorrebbe un amico. Cosa sarebbe necessario? Prima di tutto prendere atto della decisione della Corte costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità della Legge elettorale in vigore, invitando ad eliminarla perché corrosa dai suoi vizi inguaribili di legittimità. E siccome gli effetti di questa decisione non possono che decorrere “ dalla sua pronuncia” e mai retroattivamente , riconoscendo coram populo la piena legittimità del presente Parlamento per il suo passato e l’urgenza di ridare la parola al popolo sovrano con nuove elezioni. Che dovranno essere tenute con la legge elettorale precedente ( Mattarellum) , piaccia o meno, con un eventuale “ premio di maggioranza” almeno legato ad un quorum minimo di coalizione o di partito e riconsegnando al popolo sovrano la scelta dei politici con le preferenze. E poi chiarendo che il formare un Governo è un dovere per ogni partito politico il quale non può esimersi dal governare, da solo o con chi vuole il popolo, il Paese solo perché il popolo decide in modo diverso da come ogni partito vorrebbe. Non conta il partito, conta solo il Paese. Non ci vogliono “ sedicenti prìncipi”, “ sedicenti padri della patria”, è solo il popolo che deve dire chi deve governare l’Italia , non il Parlamento. E se vota M5s ed altri partiti essi “ devono” governare insieme formando una maggioranza anche a dispetto dei facinorosi tifosi della guerra civile eterna. Il mio compito era quello di sollevare il problema, non certo la pretesa di risolverlo. Ma sono proprio curioso di vedere se questo appello avrà o meno un seguito adeguato. Sapete, c’è la Champion, la Roma gioca col Milan, strasera esce quel film, Belen ha detto, Melissa a fatto…….. ^^^^^^^^^^ LINEA GIALLA, MA DI BILE Non ho capito cosa c’entri il P.M. Nino Di Matteo con la questione di come si vive e si muore in carcere, che era poi l’oggetto della puntata di ieri sera su LA7 di “ Linea Gialla “ condotta da Salvo Sottile. Praticamente nulla. Ma buttar là, in trasmissione , spezzoni di intercettazioni e beatificare Di Matteo come vittima della mafia - perché appena la tocchi e vai sul vivo della sua carne ( cioè sei vicino a Berlusconi, è questo che intendono i vari Barbaceto, Sottile, Di Matteo, ecc gente che vive e si è arricchita con indimostrate dietrologie molto supponenti e che, non paga, adesso pretende di arricchirsi ancora di più sfruttando mediaticamente le tragedie di chi vive e di chi muore in carcere) subito reagisce a modo suo , dicono - avrebbe certo portato uno share da favola! Non credo proprio che la mafia sia come la descrivono Berbaceto e Sottile, una sorta di “ branco di bulli” fatta di “ominicchi” che sbraitano ed urlano contro il “nemico” . Ma quando mai! La sua lunga storia criminale , iniziata ancor prima dell’unificazione, dimostra proprio il contrario di quanto affermano Barbaceto, Sottile, Di Matteo, etc; ma questa è una storia diversa, buttata là da Sottile come una rete a strascico , che può catturare l’ interesse di gente che vive di teoremi, di supposizioni, di dietrologia schizofrenica, appunto, come la mente dei loro profeti. E che sta a “ Linea Gialla” come i cavoli stanno alla merenda. “Linea Gialla” era nata come trasmissione di approfondimento di indagini giudiziarie su gialli italiani, Salvo Sottile , estromesso da Mediaset da “ Quarto Grado “, aveva trovato in LA7 di Cairo un nuovo editore per il proseguimento di quel tipo di trasmissione. Tanto è vero che Sottile ha portato con sé molti filmati prodotti da “Quarto grado”, da Mediaset. Ma pare li abbia “presi” dimenticandosi di “ pagarli”, suscitando qualche rimostranza , forse anche giudiziaria, dalle parti di Cologno Monzese. La “ continuità” di contenuti fra “Quarto grado” e “Linea Gialla” è testimoniata anche dai suoi opinionisti, che infatti solo omologhi se non addirittura gli stessi “ Quarto grado”. Insomma , trasmissioni dove si parla delle indagini su Roberta Ragusa o sul delitto di Erba o che agevolano la ricerca di persone scomparse, opera meritoria di “ Chi l’ha visto?”. C’è stato a suo tempo un boom di share per queste trasmissioni, poi , pian piano, con il calo dell’interesse, sono iniziate puntate di avvicinamento verso un altro tipo di trasmissione. Così “ Quarto grado ” di Rete4, nella sua nuova versione condotta da Nuzi, è stata ormai trasformata in un surrogato di un processo piazzaiolo , sposando argomentazioni di un fastidioso e rancido moralismo da sacrestia , prodotte dal minimalismo culturale dominante, sui casi irrisolti. Così si processano bellamente in diretta televisiva, faccio un esempio, i testimoni del caso Ragusa , esponendoli alla pubblica riprovazione per i loro ricordi sbiaditi o tardivi ma senza tener conto che vi è una inchiesta della Procura in corso; così ogni puntata asserisce essere, il caso di Roberta, un omicidio, perché, pur in assenza di un cadavere, pur in assenza di riscontri oggettivi , il colpevole “ non può che essere il marito , che aveva pure l’amante”. Sta così perdendo sempre più tono l’ indubbio spessore tecnico investigativo di svariati suoi testimonial ed opinionisti ( da Gen. Garofano alla D.ssa Palombelli al Prof. Meluzzi, ecc ), messi ai margini e sviliti dall’andazzo inquisitorio , tribunalizio e moralisticamente purulento della trasmissione. E nel vuoto assoluto dell’inascolto culturale cadono sempre i pur encomiabili tentativi, per esempio, del Prof. Meluzzi di dissimulare e dunque di denunciare l’ inaccettabile deriva “ moralistico e clericale ” imbroccata dalla trasmissione. Così anche “ Linea Gialla”, platealmente impoverita dalla diffida legale di Mediaset contro Sottile per la restituzione di filmati che costituiscono il vero richiamo delle trasmissioni del genere , inaridita dalle evidente scarse capacità creative dello staff, ha pensato bene di ritagliarsi un proprio spazio creando, sotto l’alibi di “ Linea Gialla”- e dunque sulla scia mediatica di “ Quarto grado” - una trasmissione di una non meglio identificata “ denuncia “. Un ruolo che a LA7 ha, nel suo minuscolo, spazi notevoli, visto il suo target d’ascolto molto organico verso una sinistra antagonista e prona ad ogni tipo di dietrologia e di teoremi e di supposizioni. Ma il “ giornalismo di denuncia” è cosa troppo seria per giovani trentenni astiosi, bramosi di successo costi quel che costi e, soprattutto , non in grado di governare, con mano colta, onesta e ferma, una forma di giornalismo che, se non sapientemente indirizzata , inevitabilmente diventa una forma di diffamazione pura e semplice. E così Sottile, il cui disegno era attirare lo spettatore nel tranello di un giornalismo da denuncia per ingolosirlo, non ha trovato di meglio che riesumare, anche nel bel mezzo del dramma delle morti nelle carceri, il solito specchietto per le allodole che da venti anni incanta una parte del popolo italiano evidentemente ormai ebetizzato da un tale ventennale martellamento: la colpa è sempre di Berlusconi. Ecco quindi l’ineffabile e sorridente Barbaceto , sogghignante davanti al dramma delle carceri perché gongolante con la sua sacca di antiberlusconismo da sacrestia, in grande spolvero, sfoggiare l’unica farina che il suo sacco produce, cioè tacere vigliaccamente sulle inammissibili e degradanti condizioni di vita ( e di morte ) nelle carceri italiane svicolando, per guadagnarsi la convenuta pagnotta, il discorso dalle carceri e dal loro sovraffollamento , ai goffi tentativi di riforma della giustizia del solo Governo Berlusconi spacciati , ovviamente, per tiranniche autoassoluzioni. Come se le carceri scoppiassero per colpa dei due governi Berlusconi! Che idiozia, che pena, che squallore! Questa gente crede veramente che gli italiani abbiano gli orecchini al naso? Solo l’ineffabile Barbaceto ed il suo scodinzolante Sottile o il loro ebetizzato e fedele pubblico potevano sposare tesi così ridicole e così meschine. Come definire diversamente da ignobile chi, come loro , strumentalizza le disgrazie altrui usandole come una clava contro un nemico politico sul quale addossare ogni responsabilità , sopra tutto la propria, per acquisire visibilità e consenso? Nessuna parola sui referenda di Pannella, nessuna spiegazione del perché dentro le carceri si vive male e si muore peggio. Nessuno ha avuto il coraggio e l’onestà culturale di mandare a casa un conduttore incapace di dire una parola di verità sull’inguardabile ed incivile sovraffollamento carcerario, che costituisce il vero ed unico problema per il quale la UE ci condanna ogni giorno, delle sue origini, delle sue motivazioni . E quando uno dei suoi opinionisti è in tal senso onestamente intervenuto, ha pensato bene di ignorarlo completamente , di marginalizzarlo, di glissare sull’argomento, di fare coraggiosamente finta di niente. Si sa, a sinistra occorre cantare i magnificat alle toghe per assicurarsene benevolenza e occhio di riguardo!

venerdì 13 dicembre 2013

HANNO AMMAZZATO CUMPARE TURIDDU!!!!------------------------------ Abbiamo assistito in diretta streaming ad un vero e proprio assassinio di Regime, quello di Angelo Rizzoli.Invece di scrivere le solite amenità ipocrite come usano i parrucconi paludati che sotto questo regime si sono fatti ricchi e potenti, invece che mandare condoglianze a moglie, figli, nuore, ex mogli sinceramente addolorate ma strepitosamente arricchite da divorzi lunari , preferisco con questa breve nota mandare le mie più vive felicitazioni a chi lo ha ammazzato. Ad una serie di persone che avranno immagino anche la faccia tosta di unirsi al coro bacchettone dei papponi piagnoni. Così mille congratulazioni al Prof. Giovanni Bazoli ed alla sua “ corte di amichetti”, politicamente ben nota, il quale Prof. Bazoli, banchiere altamente democratico lo sappiamo tutti, non appena giunto al Banco Ambrosiano – proprio quello , guarda caso, dove un certo Carlo De Benedetti si porta a casa un TIR di miliardi per un paio di mesi di “apparizione”- mise al muro Rizzoli ordinando l’immediato rientro dei fidi, pari a 70 miliardi. Ma nel frattempo , sempre come Presidente dello stesso Banco , finse di non sapere che la sua banca , che aveva incorporato la Centrale con tutte le sue posizioni giuridiche, avesse un debito di 150 miliardi nei confronti sia dei Rizzoli ( per l’aumento di capitale dell’81 del Corriere della Sera sottoscritto ma mai versato). Congratulazioni vivissime anche alla Real Famiglia Agnelli . Proprietaria di una quota del Corriere assolutamente “superflua” per governare il Corriere ( Rizzoli avrebbe potuto benissimo fare a meno di comprarla ). Perché la mazzata finale avverrà con il pagamento di questa quota alla Real Casa Agnelli. Di quel superfluo 33 per cento del Corriere, che i Rizzoli si erano impegnati a comprare nel 1974 con un convenuto esborso di 22 miliardi . Ma che la premiata Ditta Gelli –Ortolani – Calvi cucina , per un Angelo Rizzoli stremato ed in stato di necessità,con un bel cappio al collo da 20 miliardi ( per il 33% si badi) , ma in cambio ( si ribadì !)del l’80 per cento delle quote del gruppo. Come dire con 20 miliardi la P2, la Real Casa Agnelli e l’Ambrosiano si portano a casa il primo gruppo editoriale italiano. Non sarebbe spettato a qualche occhiuto Magistrato gettare uno sguardo su quella sproporzione fra prestito ed impegno preteso? Ma in Italia i Magistrati esistono solo per i nemici politici dei loro sodali non certo per il popolo. Felicitazioni vivissime poi ai Magistrati ed ai Medici. Chi, quale magistrato o medico paga? Che bisogno c’era di arrestare un uomo malato ma non terminale? L’Italia ancora una volta mostra il suo volto disumano e l’arretratezza del sistema giustizia che va assolutamente e con estrema urgenza riformato. Rizzoli è stato ucciso da quella parte magistratura inumana che fa della tortura e della privazione della liberta personale, anche nei confronti di persone in gravi condizioni di salute, l’unico strumento per cercare di estorcere prove attraverso la confessione sotto costrizione. CARO RENZI TI RISCRIVO E NON MI DISTRAGGO PIU’!------------------------ Osservo con molto scrupolo quello che va facendo Matteo Renzi, lo confronto con le sue svariate promesse, con i suoi molteplici impegni assunti per ottenere la Segreteria del PD e così vedo se tiene fede alle promesse o meno. Oggi inizio dalla sua squadra, perché questa, dopo la fallimentare e ridicola esperienza di Bersani e della sua “ciurma berlingueriana” ( che adesso noi dobbiamo pure mantenere coi nostri soldi, come tanti inutili papponi, approfittatori, adulatori, madonnari, etc ) diventa un punto focale. Anche perché recentemente , proprio su Fcb, scrivevo come una “ vera svolta” sarebbe stata , smetterla con le nomine dei “ soliti noti”, perpetuando così una classe dirigente semplicemente “ serva del potere”, ignobile, inguardabile. Buttavo lì l’idea, la proposta ,atteso che ogni partito politico vive di soldi che gli diamo noi tutti ( rimborsi elettorali), che ciascun partito politico appunto scegliesse le nuove leve non più per “ baronia” o per “ dinastia”, come è fino ad oggi. Colpisce che tutte le “ nuove leve”, di ogni partito, s’intende, non abbiano quasi mai un loro lavoro dal quale traggano il loro sostentamento, ma siano “ scelti” ( per censo, per dinastia, per fedeltà mafiosa e simile solare corruzione mai perseguita da alcun occhiuto Magistrato,) dai Segretari dei partiti, dai potenti delle rispettive nomenclature , pescando solo fra i giovani “ raccomandati” indipendentemente dal merito personale. Essere un facinoroso ed arrogante studentello comunista adoratore del regime staliniano è stato, faccio un solo esempio , l’unico “ merito” di un Cuperlo o di un Gotor, in base al quale D’Alema - nel primo caso - e Bersani - nel secondo ( con qualche complicità quirinalizia, invero!)- mantengono il primo come funzionario del P.D. ed il secondo dirittura al Senato, cioè alle spalle nostre, ma nell’interesse suo. Naturalmente vi saranno anche altri esempi di simili nefandezze e non solo nel campo degli Achei. E siccome ritengo che questo “storico” andazzo sia né più né meno una schifezza feudale , indegna di una vera democrazia , suggerivo una semplicissima proposta alternativa : far diventare tutti i partiti politici soggetti tassabili in base a bilancio ( sarebbe ora!) i quali debbano indire , quando ne abbiano bisogno, dei veri e propri “ bandi pubblici “ per selezionare giovani da avviare alla carriera politica. Con idonee strutture e commissioni, dunque, ogni giovane potrebbe partecipare al bando, che dovrà essere rigorosamente pubblico evitando così che solo i “ figli di certi papà” accedano ad una carriera privilegiata. Devo confessare che trovo la mia idea molto ragionevole e dunque mi auguravo che almeno Renzi, che si presenta sempre come “ il nuovo che avanza e che rottama il vecchio sistema”, seppure non precisamente come io suggerivo , si comportasse almeno in modo meno odiosamente e tristemente clientelare nella formazione della sua così detta squadra. Ho ancora nelle orecchie le sue affermazioni in campagna elettorale :"Con me, avanti i più bravi “, alludendo al ritorno in campo della meritocrazia, questa virtù che il sessantotto ed i suoi reggicoda hanno esiliato da scuola ed università . E ancora “ Se vinco io metto i più bravi, non i fedeli! Basta con le correnti e gli amici degli amici!» affermava Renzi per conquistar consenso. Ed io speravo e lo scrutavo, il Sindaco di Firenze, augurandomi, nel mio intimo che desse seguito a quelle sue promesse. Per questo volutamente ignoravo, stizzito, l’avvertimento che Giovanni Donzelli, consigliere di centrodestra al Comune di Firenze, mi spediva con perfido sogghigno («Rientra nel programma renziano Facce Nuove a Palazzo Vecchio?) » Certo, se nessuno comincia ad effettuare la selezione delle prossima classe dirigente e politica secondo canoni non da medioevo o da monarchia , resteremo sempre alle baronie ottocentesche dei “ figli di”. Già ne è pieno questo Parlamento: perché ( faccio due esempi soli) Zanda è in Senato solo perché è figlio di un ex potente Capo della Polizia democristiano e sardo ( come Cossiga e la tribù Berlinguer) che Cossiga volle ( uomo di fiducia, dice nulla questa frase dal sapore omertoso?) nel suo “ codazzo” sia al Viminale che al Quirinale e perché “ qualcuno” ( lascio alla vostra fervida immaginazione immaginare di chi si tratta) nelle semisconosciute ( appunto) “elezioni suppletive” del 2001 nel Collegio di Frascati aveva saputo che il centrodestra di Berlusconi non aveva trovato un sostituto per il suo candidato in quel Collegio, tale Aracri. Così Zanda è stato “piazzato” proprio lì, dove, in assenza di avversario ( sapete per gli amici o per figli degli amici fidati ci si comporta anche come la Mafia !) è riuscito a raccogliere la cifra stratosferica del 4% di voti, grazie ai quali oggi sta sul suo bello scranno senatoriale. Dov’è il “ merito” di Zanda, signori? Poi vedo anche Colaninno e, con tutta la mia immensa buona volontà, non riesco a trovare altro “ motivo” del suo democratico ma privilegiatissimo scranno se non l’essere anche lui “ figlio di”, un padre “ capitano coraggioso” e fedele finanziere di osservanza dalemiana. Si badi bene, non dico che Zanda e Colaninno non potrebbero essere deputati o senatori, ci mancherebbe, dico solo che lo sono non per accertati loro personali meriti ma per “ dinastia”. Indubbiamente ve ne saranno anche altri in queste condizioni, anche nel centrodestra, ma il mio giudizio negativo non muta. Ecco allora che resto sbigottito quando leggo i nomi della sua squadra di Renzi. Comincio da Maria Anna Madia. Costei è figlia di un attore , nipote del famoso Avvocato Titta Madia – legale molto noto in tempi di prima repubblica - un nonno implicato nelle squadre fasciste che fecero tirare le cuoia a Matteotti, proviene dunque da famiglia abbiente tanto da potersi permettere di non mettere mai piede nella“scuola pubblica e gratuita destinata al popolo rozzo ed incolto” ma salire sopra Trinità dei Monti per il suo bel ciclo di sudi allo Chateaubriand dove si merita la sua brava “ mention bien”, roba per eletti, cui segue una bella Laurea con 110 e lode. Se c’è qualche anima bella e delicata, molto democratica e sensibile, che s’adonta perché subdolamente starei tentando di scaricare sulle incolpevole spalle “ democratiche” di una nipote le colpe di un nonno fasci staccio , si becchi subito, da parte mia, un bel calcione in bocca ricordando che ad un certo Signor Francesco Storace nel 2005, in piena campagna elettorale per la Regione Lazio - alla quale concorrevano lo stesso Storace ed un tale Piero Marrazzo - un certo giornale “ molto democratico”, come L’Unità, vomitò addosso l’infamante accusa di essere figlio di un picchiatore fascista che aveva ammazzato di botte tanti poveri e sinceri comunisti. Bene, anime belle e sensibili, a Storace quelle false accuse costarono l’elezione a Governatore del Lazio che andò a Marrazzo. Che ne dite? Vedete come, quando vi conviene, le colpe dei padri ( seppure esistono!) ricadono sui figli? Perciò state zitti e cercate di vergognarvi se avete un briciolo di dignità. Anche perché proprio l’altro ieri, il Tribunale di Roma ha condannato ( ma dopo la bellezza di otto anni otto, così tanto per agevolare una bella e santa dimenticanza) l’Unità per diffamazione di Storace, perché – questa è bella – suo padre al tempo delle “ legnate fasciste ” aveva solo undici anni! Torno a Marianna Madia che , come capita a tutti gli studenti d’Italia, diventa subito una “ cocca ” di Giovanni Minoli, RAI, culo e camicia con la famiglia del potentissimo Ettore Bernabei, praticamente il Re della RAI democristiano di cui il grande Gianni Minoli è, ovviamente, premuroso e devoto genero. Da quelle parti bazzica anche tale Giovanna Melandri, ex deputata sempre democratica ora al Maxxi. Marianna insomma , come d’altronde capita a tutti i nostri ragazzi, s’infila – sicuramente con bando pubblico e per merito – in una delle tante “ Fondazioni” create da politici ( di sinistra) con i soldi nostri dove “ studiano” e s’abboffano. Proprio come capita a tutti i nostri figli in tutta Italia, no? Metti poi che Marianna è talmente brava ( resto affascinato dalla bravura strepitosa che caratterizza tutti i “figli di” ), ma così brava da essere addirittura “ notata e chiamata” da Valter Veltroni, il Trimalcione dei “ figli di” ( a cominciare dai suoi, s’intende!) che la “sceglie” – come capita sicuramente anche a tutti gli altri giovani laureati italiani , non trovate? – come capolista del P.D. nel Lazio per la Camera. Nel frattempo la sua frequentazione – come quella di tutte le altre ragazze italiane figlie di impiegati, operai, commercianti, barbieri, ecc.- la manda a sbattere su un giovanotto che, come tutti gli altri giovanotti di Roma, figli di impiegati, commercianti, tintori, operai, muratori, ecc , frequenta Botteghe Oscure ed il Quirinale, come fossero un Cinema Madison. Così Giulio Napolitano diventa il suo ragazzo e, non varrebbe nemmeno la pena sottolinearlo, Giulio è figlio di un tizio che “ lavora” a Botteghe Oscure, un tizio che di nome fa Giorgio e di cognome fa Napolitano. Prosieguo con la Governatrice del Friuli, la Serracchiani Debora. Come capita ogni giorno a tutti i neo laureati italiani, specialmente a quelli siciliani e calabresi, a trentasei anni all’avvocato del lavoro Debora Serracchiani capita di vincere, per titoli e merito e per concorso pubblico , mai per servilismo politico pregresso o per le principesche ed insindacabili scelte dei ras dei partiti politici italiani, la carica di Consigliere Comunale,nella lista dei D.S. (collegio di Udine I)., per poi progredire nella carriera politica ( sempre per meriti e titoli oltre che per bando di concorso pubblico ovviamente ) fino ad arrivare a trentotto anni ad essere il segretario del P.D. di Udine. I suoi personali meriti sono talmente tanti da essere del tutto sconosciuti da ogni italiano, ma in compenso sono così evidenti e prorompenti da spingerla a vincere il concorso - per titoli, meriti e per bando pubblico – per la Presidenza della Regione Friuli. Seminando come lei stessa ha nella sua vita “ abbondantemente raccolto”è nota in quel del Friuli per avere piazzato “ uomini obbedienti e fedeli al vecchio Pci” in ogni buco, persino come uscieri, tanto per respirare, come diceva Renzi, un’aria nuova! Ricordo, per evidenziarne gli indiscutibili meriti anche intellettuali, un suo celeberrimo detto («Renzi? Dovrebbe restare a fare il sindaco di Firenze. Se uno prende un incarico e poi cambia idea così velocemente non è una bella cosa. Spero le primarie non si facciano. Il Pd ha già un leader») enunciato prima, diciamo, della “ conversione” da comunista dura e pura a renziana. Il Dr. Taddei ,che Renzi ha messo nel suo staff all'Economia, è un piemontese laureato a Bologna e ammanicato con Prometeia ( fondata a Bologna da Beniamino Andreatta che ebbe fra i suoi eredi Romano Prodi!). Taddei tifa per l'Imu ed ha recentemente ribadito che la chiave adatta per recuperare denaro, allo scopo di distribuirne ai “ soli” lavoratori dipendenti in affanno, sia l'aumento della tassazione sulle case di proprietà. Eccolo il Manuale Cencelli per massacrare chiunque abbia speso una vita di lavoro per assicurare un tetto ai propri figli . Un bell’esproprio immobiliare per fare “ redistribuzione proletaria”, ossia fare spartire la ricchezza. Segue , nel vasto e raffinato programma economico del Dr Taddei anche “l assegno di disoccupazione universale”i cui fondi dovrebbero essere, secondo il Dr. Taddei, trovati con una bella “ patrimoniale”su tutti gli “ altri redditi” a parte quelli di “ lavoro dipendente”. Così il Dr Taddei e Renzi stanno facendo anche il bel pensierino di far tornare Vincenzo Visco a Via XX Settembre. Un programmino squisito: tasse, patrimoniale, Visco, la solita minestra riscaldata cucinata dalla sinistra di governo. Gettate anche un occhio, adesso, su Antonio Misiani , il tesoriere del P.D. che, all’inaugurazione del “ new deal” renziano dice “il P.D. ha le pezze al culo “ un passivo di 4 milioni di euro. Un rosso che per il 2014 è atteso a quota 7-8 milioni, se passa la legge sui rimborsi elettorali. Ma non tutta la sinistra sta messa così male. Il Pd ha infatti “ suo padre” che naviga in acque a dir poco floride: si tratta dei vecchi comunisti, che controllano un patrimonio valutato in circa mezzo miliardo di euro tra immobili (2400), cimeli, libroni, reliquie, documenti fotografie. Insomma, 50 anni di comunismo lautamente finanziato coi soldi dell'ex Unione sovietica e con le tangenti craxiane . Il partito di Renzi deve salvaguardare il posto ai 207 dipendenti, a rischio licenziamento o cassa integrazione. Ugo Sposetti, tesoriere pressoché a vita dei Ds e uomo mai convertito al renzismo, chiude i cordoni della borsa comunista : "Usano le sedi del Pci e nessuno li caccia, o sbaglio” Non possiamo toccare le vecchie proprietà perché abbiamo dei creditori e 23 stipendi da pagare". Intanto, in casa Renzi, non si sa ancora chi prenderà il posto di Misiani da gennaio 2014: il cassiere designato era Lorenzo Guerini, che però ha preferito sottoporsi alle torture dei giornalisti, come portavoce del Rottamatore, piuttosto che tenere la cassa. Una cosa quasi certa è che il Pd traslocherà a breve da largo Del Nazareno verso una sede meno costosa (come già fece il Pdl): troppi 600.000 euro l'anno di affitto. Così, in questo mesto e triste panorama , tanto per far vedere che significa “ rottamare”, Renzi s’accoccola sotto le esiziali e iettatorie gonnelle di Carlo De Benedetti,tessera numero 1 del suo partito, non scherziamo! Uno che quanto a rottamazione è un maestro indiscusso. Sì, certo, ma di quella dello Stato e degli altri, per farsi ricco in proprio e con l’aiuto degli amici in toga. Non voglio pensare di essere arrivato alla casta 2.0: i senior, defenestrati a furor di popolo, piazzano figli e figliocce al loro posto. Peggio di un nano di Arcore ! Ma fa molto comodo comprare voti regalando posti di lavoro e prebende ad amici, a spese di 60 milioni di italiani. Ahi serva Italia! Di dolore ostello….

mercoledì 11 dicembre 2013

OCCASIONE PERSA, IGNORANZA O PEGGIO? ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Ma l’articolo 1 della Costituzione (“ La sovranità appartiene al popolo”) è stato scritto “ ad personam” (oggi pro Renzi ) oppure per quello che una volta era il “popolo sovrano “? E’ accaduto qualcosa di unico in Italia, un evento che non si ripeteva dalla fine della seconda guerra mondiale, ma che la “ grande informazione italiana” ha celato, coperto, dissimulato. Allora fu l’elezione (con suffragio universale ) dell’Assemblea Costituente, oggi la declaratoria di incostituzionalità di una legge elettorale . Posto che tutti aspettiamo le famose “motivazioni” della Consulta per capire meglio quel che succederà ( a parte gli irrituali comunicati, del tutto “personali”, del suo Presidente Silvestri, che tanto hanno mandato in bestia il Giudice Manzella) e che, secondo la norma basilare della convivenza civile, gli effetti di una dichiarazione di incostituzionalità di una legge “dovrebbero” esplicare efficacia solo dal momento della sua accertata incostituzionalità ( dunque diciamo non certamente per i pregressi sette anni, ma certo per l’oggi e per il domani), non riesco a capire come si possa lasciare cadere questa irripetibile occasione per cercare finalmente una sorta di pacificazione politica generale, proprio grazie alla decisione della Corte. Anche il sottoscritto è a favore del bipolarismo, ma non è possibile non avere preso atto che questo ormai ventennale bipolarismo maggioritario, degradato sul campo da progetto ambizioso di “governo dell’alternanza” alla pura esibizione di “potenza muscolare” fra due fazioni politiche storicamente rivali ( perché mai insegnato nelle Scuole, mai nelle famiglie e dunque mai assimilato, storicamente e culturalmente, dal popolo) è deleterio per quella governabilità che avrebbe dovuto invece garantire. Insomma se in diciannove anni di bipolarismo si sono succeduti la bellezza di undici Governi (Berlusconi , Dini, D’Alema, D’Alema, Prodi, Amato,Berlusconi,Prodi,Berlusconi,Monti,Letta ) con sei votazioni politiche ( che avrebbero dovuto produrre sei governi), non c’è tanto da disquisire , vuol dire che il sistema non funziona. Perché allora, mi chiedo, nessuno – nemmeno Giorgio Napolitano, che per età e magistero dovrebbe avere a cuore il bene di tutta l’Italia – ha pensato di cogliere al volto l’occasione ? Perché non indire subito elezioni con il riesumato “proporzionale” per ottenere subito un nuovo Parlamento che, similmente alla Assemblea Costituente del ’46, avrebbe potuto partorire la tanto invocata” grande riforma della Costituzione” che sarebbe inoltre stata elaborata con la fattiva partecipazione ed il contributo di tutte le tendenze politiche attuali del Paese , nessuna esclusa o eccettuata? Ma lo si vuole capire una buona volta che si tratta di una“questione culturale” e non di una “ questione politica”? Lo si vuole capire che senza la riappacificazione storica fra le opposte fazioni non sarà mai possibile un sistema della democrazia dell’alternanza? Ma lo si vuole capire o no che affidare la sua promozione ai partiti politici – che vivono e s’ingrassano con la politica della reciproca diffamazione e della reciproca criminalizzazione – è solo un crudele inganno del popolo? Per fare un panorama dei soli maggiori partiti, sento da un lato Berlusconi perorare un “ governo di scopo” (per una nuova legge elettorale, immagino) che ci porti alle elezioni ( prossimo marzo, credo), il M5s che strepita inseguendo un fantomatico ed illusorio impeachment presidenziale ed un P.D. il cui nuovo Segretario, Renzi, concede addirittura la fiducia al Governo Letta. Non so se considerare questa generale sotto valutazione del problema culturale una forma di arroganza dei partiti politici , un segnale di ignoranza da parte delle rispettive nomenclature ( e dei simpatizzanti) o addirittura una sfacciata forma di assoluto menefreghismo nei confronti di un popolo considerato sempre e solo una massa di incolti da sfruttare. Ma il fatto è anche che,come dice quel detto,“ il pesce puzza sempre dalla testa”, perché a queste mete , che stanno ben al di sopra della politicuccia meschina di partito e di bottega, dovrebbe servire il Magistero di un vero Presidente della Repubblica , invece che star lì a studiare come fregare, nel modo meno illegale, la metà del popolo italiano favorendo gli amici di camarilla

martedì 10 dicembre 2013

CARO RENZI TI SCRIVO, COSI’ MI DISTRAGGO UN PO’------ Contro l’ondata, anzi lo “ tsunami” , di pura e stucchevole demagogia che ogni nuovo Segretario del P.D. sparge a piene mani sul Paese, ormai morente perché soffocato da stampa ed informazione nelle mani dei soliti “ poteri forti” dopo la sua vittoria alle “ primarie”,dovremmo essere ormai tutti vaccinati. Non si tratta di fare gli schizzinosi,come osserva Ferrara, ma di avere i piedi ben piantati sulla terra, non sul Pianeta della speranza. Una breve “ summa del ridicolo”, altro che fare gli schizzinosi. Veltroni, the first, dal Lingotto ( “mai pronuncerò il nome del leader dell’opposto schieramento politico”,“ yes, we can”,poi s’accodò ben accucciato, al codazzo melenso del “ Dio togato” , alla schiera dei manettari farisei persino in compagnia di quel bel tomo di Di Pietro, in attesa che s’avverasse il sacrificio “umano” del “nemico politico” arso sul rogo dell’ara che idolatra il tiranno in tocco. Sappiamo che tramvata sui denti prese l’Obama de Trastevere); Franceschini,preclaro esempio di vero democristiano resistenziale verace, costui nemmeno fu “ eletto”, seppur con “primarie fra amici”,ma fu addirittura “cooptato”(traduco in italiano“nessuno se lo filava”) dall’assemblea alla Segreteria del P.D. Ogni giorno , credendosi Dio in terra, recitava la farsa “simil leghista” – con tanto di vecchio padre resistenziale al collarino – di monumentali ( a spese nostre, s’intende) giuramenti di fedeltà sulla “ sacra Costituzione” come s’addice ad ogni buon animo da suddito vanesio, affogando il Partito nel ridicolo e facendogli perdere quasi l’8% dei voti alle europee del 2009; poi vennero le primarie del 25 ottobre 2009, quando il brodo P.D. dette il meglio di sé. Franceschini col teschio di Amleto in mano (“ mi candido?”,“Non mi candido”?) , poi la “ corazzata Potemkin di P.L. Bersani ( portato a spalla,con soldi in quantità dal vecchio Pci, stampa ed informazione di potere“organica”, cooperative rosse e banche connesse),Ignazio Marno ed anche tale Amerigo Rutigliano a fare comparsate. Poi “fetor di brogli” espulse Rutigliano – nel silenzio omertoso di tutto il partito – e Bersani ebbe la vittoria. Poi fu tutto un susseguirsi di “ lo smacchio io il giaguaro”,“non sto qui a pettinar le bambole“, belle ciao, bandiere rosse, festicciole dell’Unità ed amenità varie. Nel complesso, grazie a Bersani ed al suo “fantastic team” dei tardo berlingueriani ( Speranza, Gotor, ecc, gente prodotta “ in vitro” nella Sezione del Pci di Campitelli a Roma ) il PD ha perso, nel 2013, quasi 4 milioni di voti rispetto alle precedenti Elezioni Politiche del 2008. Ora Renzi, l’enfant prodige del P.D o l’ultimo imbonitore? Se l’inizio sono queste sue parole( "Il punto non è far cadere il governo. Ma far lavorare il governo”: "Non c'è nessun elemento di potenziale rischio di divisione, si tratta di lavorare assieme perche i risultati arrivino), bene, proprio non cominciamo. . E’ facile fare politica e creare illusioni con gli slogan, l’Italia ha già dato troppo in settanta e passa anni di vita repubblicana . Ora abbiamo bisogno di fatti, di programmi, di scelte, di riforme e, dunque, anche e sopra tutto di “una maggioranza politica ” stabile, sicura, affidabile. Auguro a Renzi ogni bene , purché sia il bene per il Paese e non per il solo P.D., ma evito “ propagandistiche beatificazioni“ quanto pregiudiziali funerali anche se, a prendersi il P.D. attuale , ma via, diciamolo francamente, non ci voleva poi mica tanto! Fare “ scarpe e ciavatte” a quella “pinacoteca di famiglia”ed al suo “ cerchio magico” ( dei Civati, dei Cuperlo ) bastava proprio poco. ^^^^^ E che “l’orco si nasconda fra le pareti domestiche” lo dimostrano già i primi commenti del P.D. Fioroni, un cattolico del P.D., già lo infama come “berlusconiano”, D’Alema e Bersani, devastati persino in Puglia ( da uno Scalfarotto, tipo “ Carneade”), usano frasi intimidatorie o persino messaggi di tipo mafioso, dal “ Matteo non usi la vittoria come una clava” dello smacchiatore emiliano , al “ una battaglia persa non significa la fine della guerra e noi difenderemo il partito con ogni mezzo “ dell’ex Imperatore del Tavoliere delle Puglie. Detto che Renzi ha già blindato ( e contro chi se non contro il suo stesso partito?) la Segretaria del P.D., dove ha piazzato i suoi fedelissimi ( vedremo se farà identica operazione anche con i gruppi parlamentari ) e che ha detto esplicitamente di essere il socio di maggioranza del Governo Letta / Napolitano, dico anche che lo scenario dell’ “interno del P.D. con delitto” non mi solletica né mi intriga. Al contrario di tanti “pensatori” non dispongo di alcuna “palla a sfera” per poter imitare uno dei tanti “ Maghi Giallatani” che infestano redazioni , show televisivi, social network ecc . Renzi cova una strategia ben precisa che non nasce solo dall’ambizione personale di usare la segreteria del Pd come trampolino di lancio verso il governo del Paese, ma che poggia anche sul disegno politico, più volte a parole enunciato, di consolidare il sistema bipolare e rilanciare la “vocazione maggioritaria” del Partito Democratico di sei anni orsono. Da queste sue considerazioni preelettorali deriva il discredito riversatogli addosso dai “ compagni” di partito ,che lo dipingono come un berlusconiano di sinistra. Perché Renzi ha sempre sostenuto in maniera dichiarata e sicura il suo bipolarismo. E nell'essere schierato a favore della democrazia dell’alternanza, il nuovo segretario del Pd “ dovrebbe” automaticamente ed irriducibilmente opporsi sia alla formula delle grandi intese che ad intese risicate. E dunque anche a Napolitano. L’operazione che sta facendo è simile a quella del Veltroni che nel 2007, dopo il Lingotto, si adoperò per sfiancare il Governo Prodi e poi ingaggiò ( ma non lui, bensì la nomenclatura comunista del Partito) il solito P.M. a portata di mano ( ed “ organico” al P.D.) per affossarlo e per arrivare alle nuove elezioni dove pregustava , l’illuso, di avere una sorta di consacrazione della sua politica estetica e parolaia del “ yes we can” della infatuazione obamiana, quella delle tante promesse mai mantenute, come quella di una selezione nuova e non clientelare della classe dirigente dell’allora neonato P.D. Fu ripagato dalle urne con uno strepitoso successo di Berlusconi, senza precedenti. Le promesse elettorali di Renzi sono molteplici oltre la vocazione maggioritaria. Vediamo le più importanti. Nei suoi interventi ha sollevato la questione sindacale, soprattutto quella della Cgil ( “Il sindacato deve cambiare con noi” ha detto Renzi giorni orsono ) che suona alquanto funerea alle orecchie di sindacalisti ormai adusi ai privilegi di “incostituzionali veti” che alcuni irresponsabili Governi di tecnici hanno loro munificamente elargito onde acquistarne il consenso politico . Molto Renzi ha parlato, ma mai bene, della riforma “del lavoro” Monti / Fornero, sulla quale le distanze dal vecchio P.D. sono ancora a me ignote anche se qualcuno “ fra gli achei” le ha già giudicate “molto forti “. Che dire poi delle sue idee sulle pensioni? A giudicare da quanto ha detto a “ Servizio pubblico” giovedì 7 novembre 2013, un vero guaio per la sua incolumità politica. Lui ha parlato di “fare operazioni sulle pensioni d’oro”, senza dire quali esse siano. Se tutta la sua idea sulle pensioni consista, come m’è parso di capire, in una operazione di redistribuzione ( praticamente togliere a chi ha una pensione più alta degli altri per redistribuire quelle somme fra chi ha la pensione più bassa),è bene che Renzi sappia subito, senza falsi infingimenti o grida spagnolesche, che io ritengo di essere davanti ad un alibi di un populismo ignobile, ignorante ed inaccettabile. Perché il vero problema non è quel principio da socialismo reale ( spero buttato lì tanto per catturare il consenso dei “comunisti dentro” del P.D.), quanto falcidiare immondi privilegi,rimediare ad oscene Leggi Mosca, fare un confronto fra “ contributi effettivamente pagati” e “pensione concretamente goduta” e, sopra tutto, che lo Stato non metta più mano sul gruzzolo che ognuno di noi ha accantonato nella propria vita di lavoro. Facile parlare in una trasmissione come quella di Santoro sbandierando , come “ flags of our ancestors”, una “maggiore equità previdenziale”. E che dire poi di un tema centrale per la sopravvivenza democratica del Paese , cioè della Giustizia? Renzi parla di “magistrati che sbagliano“, parla di riformare la Giustizia, ma poi, all’atto pratico, guarda caso, s’è ben guardato dal firmare neanche uno dei referenda di Pannella. Anche Renzi era partito, alla prima maniera , dicendo “Berlusconi deve essere combattuto e sconfitto politicamente non per via giudiziaria” ma poi s’è accodato al P.D. giustizialista ed i renziani hanno obbedito, come bravi soldatini ben addestrati, al loro caporale di giornata ed hanno votato per la decadenza per via giudiziaria di Berlusconi e senza nemmeno porre un “ civile distinguo” fra la propria posizione intellettuale e quella della truppa di bassa forza,quale sarebbe stato il richiedere un previo esame di costituzionalità della Legge Severino. Le paraculate fiorentine vanno bene nelle canzonette degli anni cinquanta , sul tema della Giustizia e del suo uso politico si gioca non solo il nome dell’Italia ma anche la sua democrazia. Renzi scherza col fuoco o cerca di assicurarsi la benevolenza dei “ padroni in toga”? E come altro debbo mai interpretare, allora, l’ 'endorsement a suo favore di Carlo De Benedetti che , se storicamente è una vera iattura ( da 30 anni chi viene sponsorizzato dall'editore di "Repubblica" finisce male, da De Mita a Bersani ) dall’altra parte rivelerebbe un sostegno che garantirebbe a Renzi non solo una mastodontica benevolenza da parte delle toghe che dal 1993 sono al servizio di Repubblica e dei sogni di dominio sul Paese del suo editore ma anche – ed è questo l’aspetto peggiore – l’appoggio politico ed economico dei poteri forti che De Benedetti coagula intorno al suo gruppo editoriale e finanziario? Sette parole, solo sette, e Renzi deve ora fare chiarezza, estrema chiarezza. «Alle primarie del Pd voterò per Renzi». Sono parole che Carlo De Benedetti deve avere ben soppesato, valutato,forse, e perché no?,addirittura anche “contrattato” con il beneficiato, prima di darle in pasto al pubblico prima della votazione delle primarie. Cosa c’entra col programma fatto intravedere da Renzi un De Benedetti che ha sostenuto solo chi gli garantiva lauti profitti alle sue imprese ( Olivetti, Banco Ambrosiano, Vodafone, ecc) tipo Prodi e De Mita ? Pecunia non olet? Caro Segretario contano i fatti e con quelli deve convincermi, non con le sue fonziate fiorentineggianti come la recente ’Io capitano, fine degli inciuci “. Detto da uno che si fa sostenere da Carlo De Benedetti sa solo, per il momento, di presa per il sedere.