Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 15 gennaio 2013


NON C’E’ PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOLE SENTIRE.

Aldo Grasso è persona certo dabbene, è uomo d’onore, anche, ma scrive sul “Corriere della Sera” che “ era” il giornale del ceto medio, “ era”. Ormai l’azionariato proprietario del giornale – cioè il “consommé” dei “ poteri forti italiani”, di quella lobby  di “politici,industriali, finanzieri,bancari,editori,ecc” che si sono arricchiti agendo nel Paese  in regime di monopolio,  con l’accordo del consociativismo “cattocomunista” della seconda metà del secolo scorso – e la lista di alcuni recenti Direttori – da Mieli a De Bortoli, cioè da Lotta Continua alla Confindustria alleata della Cgil , lotta sì, ma per la pura “ conservazione” del loro antico e fetido potere  – ha ridotto quel glorioso giornale ad un giornale ormai di parte politica, se non addirittura di partito e dunque partigiano. Frequentando da tempo tale “corte”, Grasso non vede più la realtà dei fatti che pure pretende di giudicare, come se lui fosse una sorta di Khomeini italiano e tutti noi fossimo dei creduloni imbecilli,    ma,     pretende   pure di    imporci,    di quei fatti,    la sua personale interpretazione, ormai del tutto ideologica e di parte. Mal gliene incoglie !Perché quel residuo di Flaiano che, non ostante più di  mezzo secolo di ipocrisia dominante, resta  in quei pochi italiani  che per ragionare sui fatti usano il proprio cervello piuttosto che lasciarsi  indottrinare da quello che scrive “Il Corriere della Sera”, lo ridicolizza pubblicamente. Ma come ha potuto, Grasso, prendersela, in quel modo saccente, furibondo , iracondo e disonesto  proprio con Giulia Innocenzi , con la “santorina"preferita da Santoro , additandola come l’unica colpevole della evidente vittoria mediatica di Silvio Berlusconi ? Scrive Grasso che la puntata "è partita con il piede sbagliato. E il piede è quello di Giulia Innocenzi, il cui tono così saccente predispone al peggio lo spettatore. Quell'aria di supponenza da dove le deriva? Si crede la più autorevole del reame? Se Santoro avesse fatto parlare per primo Gianni Dragoni sugli introiti finanziari delle aziende del Cavaliere, forse avrebbe dato un'altra piega alla serata".

Ecco : sconvolto dall’inaspettato ( da loro) ma indiscutibile successo di Berlusconi, analogamente a come restò stupefatto e basito tutto  il PCI / DS  quando nel ’94 si vide “rubare il cibo dalla bocca ormai spalancata”  dalla plastificata Forza Italia , Grasso, come tutti coloro che non brillano per coraggio, coerenza ed onestà intellettuale , furibondo per la disfatta  ma servilmente pusillanime e meschino, non trova di meglio che scagliarsi, con arrogante protervia, contro la più debole ed indifesa, contro  Giulia Innocenzi, addossandole istericamente  tutta la colpa della disfatta . Intendiamoci, per chi scrive costei è la solita “ antiberlusconiana” tutta slogan, idiomatismi, frasi fatte, arrogante saccenteria, odio viscerale trasbordante e tale da suggerire, precauzionalmente, dosi industriali di Imodium, e poco o niente costrutto. Poi ci metti anche quella sua voce , stridula, irritante come lo sferragliare di un tram sulle rotaie, ovvio che la Innocenzi , in un dibattito serio, diventi la vittima predestinata, quello che era Walter Chiari  quando Carlo Campanini, nella famosa gag dei “ Fratelli De Rege” esclamava“ Vieni avanti, cretino”!  Perché non l’hanno difesa prima, evitandole la partecipazione alla trasmissione? Perché non le hanno vietato tassativamente di sciorinare le troppe scemenze che hanno asfaltato davanti a Berlusconi un’autostrada che gli ha facilitato la  ridicolizzazione con la quale ha distrutto Costamagna, Santoro,Innocenzi , Travaglio e la claque ? In verità Aldo Grasso finge di non sapere che la Innocenzi è stata coscientemente e cinicamente  condotta in quel mattatoio  mediatico proprio per consentire  alla sinistra di avere un capro espiatorio da impalare pubblicamente in caso Berlusconi avesse straripato e vinto.  Questa è come quando la stessa sinistra scelse Piero  Marrazzo come candidato Governatore del Lazio,  ben sapendo l’irrefrenabile attrazione che Marrazzo ha sempre avuto verso i “ travestiti” e limitrofe polverine. Certo “ de gustibus non est sputazzandum”,come diceva Totò, né,  come aggiungo io, “condannanudm “, ma la fine di Piero Marrazzo non è imputabile allo stesso Marrazzo – uno non cambia gusti sessuali solo perché deposto su una cadrega pubblica –quanto alla sinistra che, pur conoscendo benissimo i suoi vizietti privati  ( e guardate che Piero Marrazzo  è figlio di “babbo” Marrazzo,una colonna del giornalismo di sinistra piazzato dalla sinistra a RAI3 dal PCI insieme a Curzi, cioè uno di casa a Botteghe Oscure ), lo ha cinicamente e spietatamente esposto e condannato  alla prevedibile  gogna mediatica, pur di arraffare qualche voto in più. Non è certo un caso che Sua Santità Eugenio Scalfari dedichi la sua orazione domenicale a quel fatto, ignorando completamente la Innocenzi, ma paragonando Berlusconi e Santoro a Totò ed a Peppino De Filippo nel  film “ Totò truffa”, quando Totò cercava di vendere la Fontana di Trevi.  Lascio all’ “uomo che parla con Dio” la paternità delle sue formulazioni antiberlusconiane. Certo che sarà pure vero che Scalfari parla con Dio e con i Santi, ma, accipicchia, sono quaranta anni che non ne indovina una. Quando il Vate benedice qualcuno, quel qualcuno è un uomo morto. La sfilza delle sue vittime è lunga, si parte dai tempi del pentapartito, quando l’attuale Vate cercava disperatamente l’appoggio della DC, prima di quella  morotea, poi di quella rumoriana, poi di quella fanfaniana, poi di quella andreottiana, poi di quella demitiana,  per passare poi alla beatificazione ante litteram di Bettino Craxi diventandone prima un  “ nominato parlamentare”(carica che non ha lasciato traccia alcuna nella storia del Parlamento italiano, ma che  gli permise di passare alla storia con quel suo “ Lei non sa chi sono io!” buttato in faccia al malcapitato di turno come s’usava in quei bei  tempi e che gli ha permesso di incassare un ricco vitalizio baby ). Tutti questi suoi preferiti hanno fatto una bruttissima fine: il bacio della morte di Scalfari ha colpito tutti, colpirà anche Berlusconi e Santoro? La sua vicinanza a Dio gli consente almeno di capire quel che Grasso e i suoi sodali non riescono a capire: che farsi scudo dei deboli è azione che fa semplicemente schifo e ribrezzo umano. Ma non consente al Vate di prendere un’altra toppa, clamorosa per uno che con Dio ci passa le domeniche : in quel film di Totò non c’era Peppino De Filippo, ma un altro comico napoletano di cui non ricordo il nome. Ma Dio con me non parla.  

=========================

VI RICORDATE DEL PIANO CASA DI BERLUSCONI, VI RICORDATE DI MASSIMO GIANNI E DI REPUBBLICA, VI RICORDATE DEI TANTI INTELLIGENTONI CHE SI STRACCIAVANO LE VESTI? BENE, SPUTATEGLI IN FACCIA.

 

Non riesco a dimenticare tutte le risatine ( tipo Sarkozy, tipo Merkel ), tutta quell’arietta di superiorità , tutta quella finta saccenza, tutta quella puzzetta sotto il nasino, tutta la tronfia  supponenza sfoggiata dai molti miei conoscenti - amici , mai! - “ de sinistra” quando nel 2009 il Governo Berlusconi varò quel “ piano casa” per rilanciare l’economia rilanciando l’edilizia, piano che prevedeva la possibilità di ampliare la cubatura della casa introducendo alcune semplificazioni burocratiche ed incentivi fiscali. Mi sentivo circondato da uno stormo di queruli e ridanciani pappagalli che ripetevano, come sghignazzanti  ebeti, le litanie che Massimo Giannini ( quello che si presenta con l’immancabile “ Sono Massimo Giannini, sono Vice Direttore di Repubblica e sono molto colto”) scriveva a  questo proposito su Repubblica. Che questa di Berlusconi era la solita “ legge truffa”, che avrebbe “ cementificato” l’Italia, che avrebbe distrutto spiagge e città, che avrebbe distrutto l’ambientalismo , che avrebbe spianato la strada verso la corruzione generalizzata e carinerie del genere, tipiche di Massimo Giannini, che scrive,  spesso, teorie diffamatorie: è la sua specialità. Ricordo che ci fu anche qualche eminente Professore, Settis Salvatore, un illustre docente di Pisa, intendiamoci, ma uno che non solo è un “barone universitario” ma che usa la Cattedra anche a scopi politici , il quale   sparò anche un delirante “ frutto di cinica improvvisazione a caccia di qualche voto “ contro quel piano casa. Gran Professore veramente costui, non c’è che dire, sopra tutto un esempio di equilibrio intellettuale ed una rassicurazione sulla sua necessaria terzietà di docente. Non gli fu da meno un suo illustre collega, a quei tempi Presidente di qualche Bene Culturale , un archeologo da paura, che ne sparò un’altra ancora migliore del collega:” una legge scempio”, disse il Presidente. Non cito Scalfari perché non mi piace vincere facile né tanto meno infierire sui vinti dalla vita e dai propri fallimenti . Resta un fatto: ma che fine ha poi fatto quella legge?

Ve lo dico io. A quasi quattro anni di distanza dai lugubri ululati degli “ soliti intelligentoni de sinistra”, dopo un’intesa fra Governo e  Conferenza Stato-Regioni, tutte le regioni italiane, fatta eccezione per la sola Emilia – Romagna, hanno confermato, proprio in questi giorni, di volersi avvalere di quella Legge. Proprio in questi giorni, con Berlusconi fuori da Palazzo Chigi e con lo stesso Monti dimissionario, pure non c’è Regione che non abbia scelto la proroga dei termini di quella Legge per utilizzare il Piano Casa. Magari un poco sottoterra, senza troppo clamore, perché il rischio di sputtanarsi è proprio evidente. A parte questo aspetto, che è il solito riflesso dell’ipocrisia dominante che affoga l’Italia nella melma culturale e sociale, si trae dai dati dell’Associazione Costruttori Edili ( ANCE) che, a parte il fermo dei Piani casa per la mancanza di credito bancario e per la crisi, le Regioni che ne hanno maggiormente usato sono il Veneto , la Sardegna, la Toscana, la Campania, il Piemonte. Insomma i Governatori di ogni colore politico ma prevalentemente “ de sinistra”, hanno svergognato Massimo Giannini e Repubblica – ma questa non è certo una novità interessante, essendo la regola – i Baroni universitari saccentoni  e, seppure con fare felpato da Pink Panter ( insomma per non farsi scoprire e ridere dietro come meriterebbero). Praticamente hanno riconosciuto che quel “piano casa” del Governo Berlusconi coglieva il vero problema italiano: l’eccesso di burocrazia, di vincoli, di lacci e lacciuoli, di procedure che praticamente ammazzano ogni iniziativa economica. Ma per quegli intelligentoni, era una “ Legge truffa”.

==================================

RAPPORTI TRA GIUSTIZIA E PARLAMENTO
 

Voglio esprime la mia ammirazione  per  il Dr. Raffaele Cantone, un Magistrato che , interrogato dal “ Il Mattino” su come disciplinare il rapporto tra magistrati e politica, ha egregiamente risolto il problema in maniera univoca, decidendo di  declinare  tutti gli inviti ricevuti (che sono stati molti e pressanti) a candidarsi come sindaco di Napoli. Pur essendo dunque il Dr. Cantone degno della massima attenzione, tuttavia, nell'affrontare un caso specifico, forse il caso emblematico, quello del P.M. Dr.  Narducci, diventato assessore nella stessa città in cui esercitava la funzione di pubblico ministero ( Napoli con De Magistris) , anche il Dr. Cantone traballa. Definisce infatti legittima la decisione del P.M. Narducci,semplicemente perché non espressamente vietata da una legge. Sorvola il Dr Cantone sul  codice deontologico che vieta ai magistrato quella scelta, nonostante il Dr. Cantone faccia parte del collegio dei probiviri dell’ 'Anm, l'associazione magistrati che quel codice ha istituito. E la coerenza?

 Cantone dice che per disciplinare l'incompatibilità tra toghe e politica serve una legge. Del resto, lo dice anche Napolitano. Lo dicono tutti, insomma. Ma questa legge non si fa. Perché? Sono stanco di denunciarlo:  ci sono leggi difficili a farsi, perché il Parlamento italiano, che dovrebbe fare quella legge, è da sempre sotto ricatto della Magistratura proprio perché vi sono in Parlamento dei Magistrati che lo intimidiscono e lo condizionano e lo ricattano. Il Dr Cantone finge di non sapere. Come le tre scimmiette. Il vicepresidente del Csm, Vietti, sostiene che ci voglia una Legge che dovrebbe sancire  l'impossibilita, per il magistrato che entra in politica, di tornare poi un giorno nel suo ufficio. Per costui, dice Vietti, bisognerebbe piuttosto prevedere il passaggio obbligato ad un altro ramo dell'amministrazione pubblica. Giusto? Sbagliato? Per il Dr. Cantone sarebbe sbagliato, perché l'incompatibilità non deve apparire come una sorta di punizione. E allora?

 Di questo passo, però, non la finiamo più. Ecco, allora, perché esistono i codici deontologici: per non buttare sempre la croce sul legislatore. E chi meglio di un magistrato dovrebbe dimostrare senso civico e patriottismo civile? E invece no. Anche i magistrati invocano una legge che regoli quel che il rispetto per la Costituzione  dovrebbe bastare a regolare. Il caso Narducci, che è tornato Magistrato a Napoli dove è stato Assessore , è semplicemente una schifezza, uno scatarro sulla Costituzione, uno sfregio alla democrazia.

===================
 
Roma martedì 15 gennaio 2013
 
Gaetano Immè

 

Nessun commento:

Posta un commento