Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 20 gennaio 2013


PRESIDENTE NAPOLITANO, AFFRONTI LE SUE RESPONSABILITA’ PER MONTI, INUTILE NASCONDERSI COME STA FACENDO. SE NE VADA VIA.

La campagna elettorale ci sta frastornando, ma noi non dobbiamo assolutamente cadere vittime degli strilli , degli  urli , di sceneggiate varie. Noi non dobbiamo farci distrarre da queste sciocchezze. Così, solo così, potremmo renderci conto dell’improvviso ed assordante silenzio di Giorgio Napolitano. Non passava giorno senza un suo intervento, sopra tutto la lamentela presidenziale di cambiare la Legge elettorale era diventata una sorta di rimprovero quotidiano. Poi, da quando il Prof. Monti ha deciso di “ salire” in politica, da allora Giorgio Napolitano non parla più. Muto. Come mai?

Ecco il perché

Giorgio Napolitano è il primo responsabile dell’operazione “ Governo tecnico e sospensione della democrazia”. Fu  lui, il Capo dello Stato, che da quel pulpito istituzionale disse che non avrebbe consentito al Governo in carica nel Giugno del 2011 di porre  la fiducia sul decreto necessario  per replicare alla famosa letterina della Bce ; fu sempre lui, il Capo dello Stato,  che ha consentito “ al suo Governo Monti”  di andare avanti a suon di colpi di fiducia. E’ stato lui , come Capo dello Stato, che  ha ordito il piano per cambiare, senza voto popolare,  il Governo del Paese; è stato sempre lui che  lo ha  organizzato, lui che lo ha concordato , sempre e solo lui che lo ha fortemente imposto. Non era un’operazione cristallina, né un vanto per la democrazia italiana,anzi e  Napolitano ben lo sapeva. La Costituzione italiana veniva in quel modo invece calpestata e  strattonata come un cencio vecchio e proprio dal Colle, proprio dall’istituzione che della sua sacralità dovrebbe essere il fondamentale baluardo. Dunque  la responsabilità politica ed istituzionale del Presidente della Repubblica per l’operazione “Governo tecnico di Monti”   è  sconfinata. Fu Napolitano a scegliere Monti: sua sponte o previa consultazione dei “ carbonari politici” con lui sodali poco conta , resta la sua totale e completa responsabilità personale ed istituzionale. Umano che Giorgio Napolitano possa  sostenere, a sua scusante,  che non sapeva  che l’uomo Monti non fosse un tecnico super partes ma un “politicante” assolutamente di parte - noi non gli crediamo , ma soprassediamo su questo aspetto per carità di patria –ma tutto questo non varrà certo a cancellare tutte le  sue responsabilità politiche ed istituzionali per averci spacciato il Prof. Mario Monti e proprio  dall’alto del Colle del Quirinale, come un “tecnico apolitico”, come persona super partes. Tanto è vero che, ricorderete, Napolitano apparve veramente  molto seccato e freddo con Monti  quando costui si recò al Colle per comunicargli le sue dimissioni e la sua “salita o discesa” in politica. Monti iniziava a tradire gli accordi presi con Napolitano  ed a  screditare pubblicamente la credibilità ed il prestigio personale del Presidente della Repubblica. Che aveva invece  garantito al popolo italiano l’assoluta “ terzietà” del suo prescelto, prescelto  rivelatosi poi un “politico di parte ”, altro che tecnico super partes. Napolitano ha fatto una squallida  figura, screditando il Paese davanti al mondo intero come un Paese dove il Presidente della Repubblica usurpa al popolo la sua sovranità politica costituzionale per raccomandare un suo “servo sciocco e incompetente”. Così da tempo ormai non abbiamo più il piacere di dilettarci  nel leggere, su Repubblica, quelle  elegiache fellatio pro Monti e pro Napolitano,  con le quali un servile ed agiografico  Prof. Miguel Gotor pare si sia  guadagnato la sua  bella “investitura clientelare” di Bersani per un seggio parlamentare per il P.D. in Umbria. E’ vero che l’uguaglianza non è cosa di questo mondo, se per un  identico servizio, una Monica Lewinsky, invece,  non ha ottenuto proprio nulla. Qualcuno ha ancora  la faccia tosta di continuare ad  inveire solo contro la Minetti!

Mario Monti, rotto” il patto di sobrietà di facciata” col Colle ( ma non era una volta  da gentiluomini onorare la parola data?), ha proseguito l’opera di discredito , sia in Italia che in giro per il mondo,  di Giorgio Napolitano, togliendosi il sobrio loden e dimostrando di che pasta ,umana e politica,  fosse  fatto. Ha  dimostrato con le sue parole, di essere sia un governante arrogante  ed incapace quanto un politico meschino e partigiano  . Altro che super partes, altro che tecnico,tutto l’opposto della persona che Napolitano ci aveva spacciato come irreprensibile tecnico super partes e sulla cui terzietà il Capo dello Stato aveva personalmente garantito pubblicamente. Grazie Presidente della bella “ sòla” che ci ha rifilato!

Certamente un Governante incapace se dopo un anno di suo governo  ci riconsegna un Paese con gli indici economici peggiori di quelli del Novembre 2011, mese del suo incarico. Lui si  autocelebra come il salvatore del Paese, quando gli indici economici lo qualificano invece come “l’affossatore del Paese.  Un PIL in picchiata vertiginosa ; un debito pubblico che ha sfondato il fantastico muro dei 2 mila miliardi di Euro; consumi interni al minimo storico roba degna degli anni ’70; nessuna crescita del Paese; una riforma del lavoro che è un capestro per i nostri giovani che mai avranno la loro pensione, che è la difesa del privilegio dei vecchi italiani che hanno arraffato pensioni “figurative”, “baby” e sopra tutto “ retributive” che, lungi dall’essere accostabili ai così detti “ diritti acquisiti”, sono molto simili alle “ truffe legalizzate”; una riforma del lavoro che, lungi dal consentire l’accesso al lavoro, lo ha miserabilmente ed ideologicamente sclerotizzato; che  ha  prodotto  anche un esercito di esodati, mantenere i quali nei prossimi 5 anni costerà alla collettività molto di più di quanto si possa risparmiare ritardandone il pensionamento; una pressione fiscale da primato del mondo; una patrimoniale mascherata da  IMU,  incredibile nella sua potenza distruttiva; una disoccupazione giovanile da record quasi al livello della Grecia e della Spagna; uno Stato ormai quasi “ di polizia” se , come la vecchia Stasi, il Grande Fratello fiscale , occhiuto spione, osserva  dal buco della serratura ogni movimento bancario. Eppure e sin dal suo insediamento a Palazzo Chigi, consci che non sono i sacrifici a far paura se  siamo convinti  che servano effettivamente a rimettere il Paese in carreggiata, lo invitammo ad ignorare il falso problema dello spread, che dipende solo in minima parte  dal sistema - Italia ed in massima parte  dall’euro e dall’Europa, per concentrarsi su misure per il rilancio dell’economia e dell’occupazione, nonché per l’ammodernamento dell’Italia culla di privilegi, di sprechi e di corruzione dilagante. Ed invece no, Monti  si è limitato solo ad inasprire le tasse esistenti e ad inventarne di nuove , portando la pressione fiscale dal 43% al 56 % abbondante in meno di 10 mesi. Ed ora noi siamo qui a chiederci, a  domandarci che razza di fine abbia fatto l’enorme gettito fiscale che tra manovre last-minute del governo esautorato e quelle varate da Mario Monti,  supera i 130 miliardi di Euro. Dove sono finiti questi soldi, visto che nel frattempo il debito è aumentato di quasi 5 punti di Pil, una settantina di miliardi, ?  Chi, come e quando, Prof. Monti,  ripagherà gli italiani di queste enormi perdite? Invece di attrarre capitali ed investimenti ha fatto scappare dall’Italia investitori ed imprenditori e creato enormi difficoltà ad imprese e famiglie .Non solo un governante incapace , ma anche governante pericolosamente sulla strada della follia pura se sfacciatamente continua ad ignorare tutti questi disastrosi risultati del suo Governo, evidenziati dagli indicatori economici, sia italiani che europei. Ma lui  ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,  i loro sodali della carta stampata e della televisione , l’esercito dei comici mantenuti dalla RAI pubblica , sono stati perfidamente capaci di ingannare   gli italiani distogliendo la loro attenzione dai problemi reali per indirizzarla esclusivamente e per mesi e mesi  sullo spread,  il loro “ alibi da truffatori “ , presentato pomposamente come un totem, un feticcio da idolatrare ed al quale immolare “sacrifici umani. Ma come è potuto accadere tutto questo senza che la stampa si sia indignata, che i sindacati abbiano fatto le barricate, la gente sia scesa a milioni per strada armata di forconi e badili? Semplice. Monti è stato un abile illusionista, come quelli che mettono una ragazza nella scatola e sembra che la sezionino in tre parti prima di ricomporla, un evidente fenomeno di suggestione. Monti ha usato, con la connivenza e sotto la regia politica di Giorgio Napolitano,  dei poteri forti, della ben nota stampa a loro prona e sodale , delle banche, delle consorterie e camarille finanziarie quali la Trilateral e la Bildberg nelle quali Monti sguazza a suo agio. Come mai, si è sempre chiesto questo Blog nel suo candore di uomo semplice ma libero e trasparente , come mai un cotale Professore  non spinga il Parlamento verso una Legge che imponga la invocata  suddivisione delle banche in due categorie? Da un lato  le banche d’affari, libere di speculare, ma solo con i soldi degli azionisti, vietando loro cioè raccolta ed impiego del piccolo risparmio. Dall’altro  le banche commerciali, quelle autorizzate  alla raccolta di fondi dei risparmiatori, fondi  da indirizzare solo verso impieghi produttivi, cioè a sostegno del consumo, delle famiglie, degli artigiani e delle imprese, senza nessuna possibilità di promozione di prodotti finanziari di qualsivoglia natura. E’ un concetto semplice, facile, una soluzione definitiva del problema dello spread, dei prodotti derivati infetti, e via cantando. Perché Monti e Napolitano  non hanno fatto questa riforma? Perché invece altre riforme sono state fatte ma  a vantaggio del sistema bancario?E’ questo quel brodo di coltura da dove Monti ha fatto nascere  “l’imbroglio dello spread”, usato  come arma di ricatto per imporci e farci accettare tutto quello che mai da nessun altro avremmo accettato, con l’aggravante che di lui c’era da fidarsi perché tecnico e non politico e perché garantito da Giorgio Napolitano. Perché sia chiaro che è  stata solo  la pistola dello spread puntata alla tempia ad indurre il Parlamento italiano  ad accettare enormi sacrifici purché cessasse  quella minaccia che, il prof. Monti e Napolitano  ci garantivano, avrebbe potuto condurci ad un completo default finanziario. Tutte millanterie, tutte soperchierie,  tutte bugie, tutte menzogne, volgari meschine menzogne , a cominciare da quella  con la quali il Prof. Monti ha esordito circa l’impossibilità di pagare stipendi e pensioni.

Un politico meschino e partigiano dato che  fin dalla conferenza stampa di fine anno ha recitato solo un  comizio fazioso  contro il centrodestra anziché , come vuole la democrazia, un discorso da Presidente del Consiglio “di tutti gli italiani”; che da subito la sua azione politica ha assunto una chiara connotazione centrista con il sentore di un  accordo , rigorosamente e vigliaccamente post- elettorale, con la sinistra;  che nell'azione del suo  governo ha avuto maggior riguardo nei confronti dell'elettorato di centrosinistra, cedendo ai veti di Pd e Cgil molto meno che a quelli del centrodestra. Dismessa quella  falsa sobrietà di facciata, Monti , prontamente capito come fosse difficile conquistare i voti dell'elettorato di centrodestra, di quella  maggioranza silenziosa  che mai ha votato e che mai voterà per  la sinistra, non ha fatto altro che  attaccare il centrodestra fingendo   una posizione centrista mentre  permaneva  l'ambiguità di fondo sul suo posizionamento dopo il voto, così accodandosi , con il  suo "antiberlusconismo" di maniera, ad essere una «stampella» della sinistra ,avvalorando la sua degradazione da Premier dell’Italia a  "centrino" e  "leaderino" di una botteguccia politica ma già venduta al servizio della sinistra. Se  da parte sua il Ministro  Tremonti introdusse norme da questo Blog giudicate illiberali( cito  l’inversione dell’onere della prova che è uno scatarro sullo Stato di Diritto),  Monti non solo quelle norme le ha accettate, ma le ha anche applicate ed addirittura anche  potenziate. Un crescendo wagneriano di pura  incapacità e di stoltezza: il redditometro, il fisco grande fratello, il solve et repete, i conti correnti a disposizione dei funzionari pubblici, l’IMU che non si tocca, l’IMU che si potrebbe levare, come forse anche il redditometro e così via .

Ben altro avrebbe dovuto e potuto fare Monti se ne avesse avute le capacità e l’intelligenza necessarie e se non si fosse rivelato  quel meschino politico che ha dimostrato di essere. Perché davanti ad un centrodestra ridotto allo stremo e con  un leader latitante ( dal Novembre 2011 praticamente ad un mese fa Silvio  Berlusconi è stato totalmente  assente dalla scena politica e mediatica del Paese), con un popolo di centrodestra  sempre  in attesa di nuove offerte comunque sempre alternative alla sinistra, avrebbe potuto dare una nuova prospettiva politica a quel 40% di italiani che ha votato dal ’92 sempre e solo Silvio  Berlusconi . Invece la sua totale mancanza del senso del benessere del Paese, la sua meschinità intellettuale e la sua partigianeria politica seppure mascherata da una finta sobrietà professorale lo ha sospinto nel recinto dei buoi  cresciuti a digiuno ed antiberlusconismo viscerale.  Macroscopico errore, imperdonabile piccineria intellettuale impensabile in un Capo di Governo  non riuscire a distinguere tra Silvio Berlusconi ed il popolo del centrodestra che lo votava dal ‘92, la dimostrazione lampante  di uno squallore culturale inammissibile in un Capo di Governo il  disprezzare quel popolo di centrodestra come fosse un insieme di ebeti e servi solo  per demonizzare quel leader. Un antiberlusconismo viscerale, muscolare, becero,irragionevole, al limite del  razziale, che  ha irretito e confuso il Prof.  Mario  Monti, portandolo ad essere politicamente ed umanamente una semplice stampella di una colazione futura molto complicata ( quella del centrosinistra) non avendo avuto la necessaria sensibilità ed intelligenza politica per capire che , invece, era proprio quell’altra  l'operazione politica che avrebbe finalmente pacificato  e reso "normale" il panorama politico italiano. Per l’appunto, un politico meschino ed anche fazioso.
Davanti a questi fatti politici, fatti, ripeto, non opinioni, per quale motivo Giorgio Napolitano deve nascondersi ed ancora una volta farla franca? Così come è sempre pronto a  fare la morale a tutti e su tutto, a commissariare il Parlamento sovrano, per quale recondito motivo Giorgio Napolitano invece che tacere per nascondere le sue responsabilità istituzionali e politiche non le affronta con la dovuta responsabilità e dignità e si dimette? Napolitano ha voluto fare di testa sua ed ha sbagliato, se ne deve andare , chi sbaglia paga, è la regola dei galantuomini, non certo quella dei vili. Napolitano ha garantito per  un incapace come Monti, ci ha preso in giro  fino al punto di scippare al popolo italiano  la sua sovranità politica sancita dalla Costituzione. Per tredici mesi ha svergognato davanti al mondo intero il nostro Quirinale avallando davanti a tutto il mondo le  balle e le  menzogne del Governo tecnico di Monti. Oggi Napolitano fa il distratto, cerca di non parlare per timore di affrontare dignitosamente le conseguenze del suo fallimento, umano e politico. Se ne deve andare dal Quirinale, perché lì è entrato solo grazie al voto di metà degli italiani e perché sta screditando l’Italia davanti al mondo intero: persino l’India  ci ride in faccia per i Marò, la Germania non ne parliamo,  fa quel che vuole in Europa contando su di noi come suoi vassalli,  la stessa  Francia,  che ci tratta come suoi lacchè coinvolgendoci nella sua guerra nel Malì senza che il Parlamento italiano ne sia stato informato. Come se tutto questo non fosse più che sufficiente, da ultimo Napolitano , pure essendo per Costituzione il Capo del CSM, tace pure  davanti al vergognoso  scempio della legalità rappresentato della candidatura in Sicilia del P.M  palermitano  Antonino  Ingroia . Infatti  l'articolo 8 della Legge 361/75 dice chiaramente che un magistrato non può candidarsi dove ha esercitato le sue funzioni di Magistrato  sino a sei mesi prima. Ecco perché il Dr. Ingroia è voluto andare  in Guatemala ,perché sperava di  piazzare un intermezzo di almeno sei mesi che gli permettesse di essere capolista in entrambe le circoscrizioni siciliane. L’imbroglio non gli è riuscito perché neanche lui aveva previsto che si sarebbe votato così presto e che, soprattutto, l'inchiesta sulla «trattativa» avrebbe tardato tanto a concludersi. Ma come, si viola una legge da parte di un Magistrato che senza dimettersi dalla Magistratura pretende di farsi beffe della legge e Napolitano, il suo Capo, il Presidente della Repubblica, sta zitto?  Presidente Napolitano, per cortesia, prenda esempio da Silvio Berlusconi, eletto democraticamente dal popolo capo di Governo, che si è spontaneamente dimesso, senza mai essere stati sfiduciato in Parlamento, quando si è reso conto che, contando su  una maggioranza parlamentare assai risicata, non avrebbe fatto fare all’Italia una  figura dignitosa , si è fatto da parte. Chiuda la sua carriera politica con almeno questo primo ed unico atto di dignità. Se ne vada.

Roma, domenica 20 gennaio 2013

Gaetano Immè

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