Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 24 gennaio 2013


SIBILLA O FRATE INDOVINO?

Uno che si è arricchito coi soldi di Silvio Berlusconi ,diffamando Napoli ed i napoletani davanti a tutto il mondo spiattellando  , che ora si crede una via di mezzo fra  una  Sibilla  e  Frate Indovino , uno che di professione ormai fa il “professionista  dell’anticamorra  a chiacchiere“, che “gode ed incassa soldi” nel raccontare gli omicidi e le efferatezze della camorra tanto che più ce ne sono più lui gode e incassa  , Roberto Saviano, s’è messo in testa di essere l’unico al mondo ad avere l’uso della ragione così, se per caso non sei d’accordo con lui, incapace com’è di reggere un dibattito serio – lui , come un Sibilla ,è abituato a profetizzare , a prevedere  ma senza alcun contraddittorio,  se no s’incazza di brutto  -  ti becchi subito una bella querela. E’ strano, però, visto che il paladino “ dello sfruttamento commerciale della camorra” pare avere mezzo cervello fuori uso, visto che per se non sopporta alcuna critica, ma per gli altri pretende il bavaglio.  Vista la sua vicinanza con la Magistratura politicizzata , le sue querele hanno sempre  reati pomposi : da “ lesa maestà”, a “ attentato all’onore di Sibilla”, a “ diffamazione di veggente” e via dicendo. Figurarsi che sorpresa  perciò  quando ho saputo che la Sibilla casalese aveva querelato tale  giornalista  Paolo Persichetti, un  ex brigatista latitante in Francia, condannato a 22 anni per l’omicidio del generale Licio Giorgieri, e ora in regime di semi-libertà   che si era permesso di criticarlo : un personaggio, insomma, che per ricevere ragione da un giudice potrebbe faticare più di altri.  Invece, guarda caso, la Sibilla casalese s’è vista sbattere in faccia una bella  archiviazione.

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DI MUSSARI NON MI IMPORTA UN FICO SECCO, DEL” SISTEMA SIENA” INSTAURATO DELLA SINISTRA COMUNISTA INVECE  VOGLIO SAPERE TUTTO. E ANCHE DELLA FINE CHE FARA’ IL  MONTE PASCHI.

 Giuseppe Mussari, avvocato calabrese  organico al PCI e poi ai DS e poi PD , Presidente  dall'Associazione delle banche italiane nonché anche Presidente della Fondazione Monte Paschi di Siena, si è dimesso dall’ABI ieri,. Poteva e doveva  farlo molto tempo prima perché le sue dimissioni erano invocate da mesi e mesi  da questo Blog. Invece, forte della protezione  da parte del “ sistema Siena” , da tempo immemorabile nelle mani del PCI e suoi derivati e dunque anche della Magistratura, ha cercato fino all’ultimo di mischiare le carte . Non solo era uno scandalo l 'inchiesta giudiziaria che lo vedeva coinvolto come Presidente della Fondazione MPS  per l’ operazione di acquisto della Banca Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena, di cui era pure presidente, per 9 miliardi, rivelatasi un massacro finanziario nel quale hanno perso i soldi tutti i clienti che li avevano affidati al MPS. Non solo. L’Avv.to Mussari deve ancora dare spiegazioni convincenti  anche  su ben altri fallimenti : sulla famosa  acquisizione da parte del MPS  della Banca del Salento,  da anni mai chiarita;  su un  ammanco di 500 milioni di Euro a carico del  MPS ( poveri correntisti e depositanti !) dovuto ad una operazione su alcuni prodotti “ derivati” scoperta da qualche mese ; su altra operazione  del Monte dei Paschi in prodotti derivati, ordinata da Mussari nel 2009 e poi causa di una perdita di almeno 200 milioni per la banca senese  ( pensate  che Presidente: questa operazione non è stata  mai comunicata al CDA, né alla Bankitalia e non è stata mai approvata dai revisori dei conti della Banca !); su altra operazione della Banca senese , avvenuta nel 2007, con altre perdite miliardarie. Sempre a carico dei risparmiatori e dei correntisti della Banca. Credo sia diventato proprio  impossibile, a questo punto, conservare il posto al vertice dei banchieri italiani, già non esattamente amati da famiglie e imprese, che pagano la ristrettezza del credito causata anche dalle spericolate operazioni finanziarie delle Banche  di questi ultimi 10-15 anni.

Si viene poi anche a sapere che il Prof. Monti ha girato al MPS 4 miliardi di Euro provenienti dalle nostre lacrime dell’IMU, per salvare la Banca; che lo stesso Prof. Monti non solo s’è messo a santificare la “ gloriosa storia del PCI” ( gloriosa la storia del comunismo? Dove li mettiamo i cento milioni di morti che ha provocato, Professore?) ma ora è anche disposto a fare comunella con il P.D. ed anche con il SEL di Vendola, quello che tifava per le B.R..Senza giri di parole: Monti  regala 4 miliardi di Euro per salvare, senza riuscirci, il MPS come prezzo per essere accettato da Bersani e da Vendola nel nuovo Governo. Insomma, Monti: un fetore indescrivibile, ma nessun Magistrato che si muova.

Napolitano, il primo colpevole, fischietta distrattamente, parla pochissimo, parla sempre d’altro, mai di Monti. Ma questa è la prova che Napolitano non ha scelto Monti perché lo riteneva un “ tecnico super partes”, giammai! Napolitano ha scelto Monti perché sapeva come Monti fosse del suo partito politico, ma ce lo ha spacciato, come un truffatore, per un “ tecnico apolitico e super partes”. Tutto chiaro Presidente, tutto chiaro, lo scriverò io il suo necrologio, stia tranquillo.

Non mi interessano gli  eventuali rilievi penali, sui quali “dovrebbe”( condizionale fuori dalla dilagante ipocrisia)  decidere la Magistratura, , Mussari se n'è andato quando non poteva più farne a ameno.  Esce di scena con un clamoroso  fallimento professionale e politico:  perché l’Avv. Mussari, militante nel PCI dagli anni ’70, un banchiere che ha fatto carriera all’ombra del PCI,  dei Profumo, dei Consorte  e dei D’Alema ,nel disegno, cioè, della sinistra di governo  ma sopra tutto  di potere finanziario , segna anche il fallimento  di tutto il “ sistema Siena “, quell'intreccio tra politica locale, potere e città che ha ucciso la più antica banca italiana, quella nata nel 1472. Ha voglia  Bersani a ripetere che “il P.D. non c’entra niente col MPS”, una becera cavolata . Siena è la prova vivente di un intreccio malavitoso e mafioso , creato e  voluto ingordamente  dall'ex Pci, poi Ds, oggi Pd, che ha da sempre vinto le elezioni del Comune e della Provincia senese, gestito Comune, Provincia, gli enti che controllano la Fondazione Mps, che a sua volta nomina i vertici della banca. Un gigantesco reato di “ voto di scambio” e d un incredibile conflitto di interessi  sui quali nessun Magistrato ha mai voluto indagare , pur in presenza di evidentissime e plurime “ notitia criminis” Reati penali ,  costituzionali e politici immensi , che  si realizzavano  attraverso i ricchi dividendi che la banca pagava alla Fondazione (di cui il P.D. locale ha il maggior numero di Consiglieri e Mussari ne era  presidente prima di passare alla banca), la quale  distribuiva  quei soldi alle sue clientele  sul territorio onde assicurarsene il voto .

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MEGLIO UNA CAPACCHIONE CHE UN CRISAFULLI ?

È più impresentabile un amministratore locale rinviato a giudizio per abuso d'ufficio, o un pubblico ministero che usa inchieste delicatissime per scalare le classifiche della popolarità e infine fondarsi un partito personale? È più impresentabile un politico su cui indaga un magistrato, o un magistrato che indaga per anni senza riuscire a concludere l'inchiesta? E infine: se a decidere chi sia presentabile e chi no è una Procura della Repubblica, a che serve presentarsi agli elettori?

La democrazia italiana  è la vera vittima predestinata della vergognosa , incivile, giacobina,rabbiosa, manettara , criminale  campagna  della stampa forcaiola , ordita  da una falange di  P.M. invasati. e di Procure oggetto di  vergognose a spartizione politico – clientelari  invece che secondo il merito professionale, da sedicenti giornalisti al servizio dei ricchi poteri forti proprietari dei giornali, dalla  gente che per professione fa “ il parente di una vittima della mafia o della camorra” ( quanti ce ne sono di “ parenti di”, come le figurine Panini: due Borsellino, una D’Antona, un Della Chiesa , una Tobagi, ecc come dimostrano le deprimenti  risse  per i posti in lista tra Ingroia e il fratello «professionale» del povero Paolo Borsellino  ma disposti a tutto pur di infangare mezzo mondo. ), dalle associazioni che per professione    fanno “ le rappresentanze dei  parenti delle vittime di atti di terrorismo” e che vengono mantenuti da più di trenta anni con i finanziamenti pubblici  mentre una  Magistratura di P.M. incapaci ed ideologizzati segue su quelle vittime teoremi politici invece che indagini poliziesche, da  sedicenti scrittori che affogano nei quattrini guadagnati diffamando la Sicilia e la Campania con le loro storielle di mafiosi e di camorristi e che più la camorra e la mafia ammazza più loro incassano , con le loro comparsate televisive , con i vari   partitini antimafia, tutti  avidi di soldi pubblici, di potere.

Mirello Crisafulli, un parlamentare democratico ma siciliano suo malgrado ( come Dell’Utri, come Cuffaro, come Lombardo, ecc)  è stato escluso dalla candidatura a Enna per decisione dei probiviri , guidati da un immancabile Berlinguer,  del Pd..Nelle primarie del P.D.  tanto santificate aveva ottenuto un consenso bulgaro, dell'80 per cento del corpo elettorale del partito della sinistra . Sapete cos’ha scoperto Berlinguer il Catone  ed i suoi accoliti giacobini di quel Collegio di ipocriti? Che Crisafulli sarebbe colpevole di “abuso d’ufficio” perché la Provincia di Enna ( Crisafulli è completamente estraneo a  quell’istituzione) ha fatto asfaltare una strada che passa vicina alla sua abitazione. E Crisafulli, secondo questi Magistrati da avanspettacolo di infimo ordine, poteva sempre influenzare la Provincia di Enna. Capito che razza di Censore è il P.D., questo Berlinguer ed il suo collegio di così detti probiviri? Imputazioni ridicole, grottesche, indimostrabili, surreali ma utili per la guerra del posto in Parlamento ben retribuito, a spese nostre.

Ad “Huffington Post “ di  Lucia Annunziata il dottor Antonino Ingroia, un magistrato che si candida,  illegalmente in Sicilia, senza dimettersi dalla magistratura, pronto a riprendere in mano codici, e pandette solo quando gli fa comodo o non appena viene fuori come le sue inchieste  ed i suoi processi siano del tutto  evanescenti,  illusori. Cose  vergognose per  uno Stato di diritto, cose raccapriccianti. Come  sentire Ingroia fregarsene pubblicamente del suo spaventoso   conflitto di interesse e di funzioni in quanto  contemporaneamente magistrato tenuto all'imparzialità e politico impegnato in una campagna elettorale, sfruttando la supposta ignoranza  di moltissimi che lo ascoltano, un politico in guerra radicale contro  le istituzioni democratiche ,dal Quirinale alla Corte costituzionale,addirittura  sentirlo arrogantemente  minacciare querele, urlando scompostamente , alzando  con irosa rabbia la voce, in presenza di pareri contrari ai suoi .  Invece di nascondersi dopo la sentenza della Corte costituzionale sul suo uso incostituzionale ed illegale dei poteri investigativi;, costui è circondato pure da tifosi, da cortigiani osannanti. Il trionfo della parte peggiore di questo Paese, un Paese da quarto mondo , dove  i magistrati fanno politica, prima e dopo la candidatura,invece che amministrare la giustizia , dove i Magistrati acquistano consenso  con l'uso politico  della giustizia, con  l'invadenza televisiva, un fenomeno italiano ma assolutamente unico nel mondo civile.

Ho scoperto che i reati non sono tutti uguali,  altrimenti le pene comminate non sarebbero, come lo sono,  diverse, anche di molto,  tra loro.  Il “ libero convincimento” determina queste forme di tirannia vera e propria , altro che tutti uguali davanti alla Legge e così, se  sei stato del PCI ed ora  del Pd  il “libero convincimento” diventa impunità, mentre se non sei di quella razza la condanna è certa, sempre per “libero convincimento”. Prendiamo il caso delle liste in Campania del Pd. C’erano alcuni candidati «opachi», si doveva decidere se tenerli in gioco o farli fuori. In tre casi i probiviri hanno optato per un drastico taglio, in uno solo zitti e mosca. Nei primi tre  si parlava di concorso in abuso d’ufficio e robette varie, nel secondo c’è un processo per calunnia giunto alle battute finali. Stiamo parlando della «opaca» (appunto) faccenda della capolista al Senato, la giornalista del Mattino Rosaria Capacchione. Storia intricata, per molti versi ambigua, sicuramente figlia di tempi in cui l’etichetta di «anticamorra» sembra offrire garanzie migliori di qualsiasi principe del Foro : la Capacchione, si sa, è sotto scorta per minacce subite dai Casalesi. La scorsa settimana c’era l’ultima udienza del processo ma, per il «legittimo impedimento» del difensore, è stato differito all’1 marzo, ad urne chiuse.

Ma cosa successe in quel 2004 tanto da esporre l’ennesima icona dell’antimafia al calvario di un processo tanto insidioso? Rosaria ha un fratello, Salvatore, che fa il costruttore. Già negli anni ’80 si trovò al centro di una bancarotta per una lottizzazione a Ponticelli di Napoli. Numerosi risparmiatori finirono con un pugno di mosche in mano dopo aver pagato alloggi in cooperativa. Un groviglio di scatole cinesi, società di varia natura, miliardi di lire e milioni di euro che vorticavano furiosamente, indussero i magistrati ad emettere mandato di cattura per Salvatore, con relativo sequestro dei beni. Due procure vi hanno lavorato oltre a S. Maria Capua Vetere: Perugia e Roma, dove il processo è rimpallato per il coinvolgimento di alcuni magistrati della Sezione  Fallimentare. In base all’inchiesta fatta dalla Gazzetta di Caserta, che da anni segue il caso, Salvatore avrebbe fatto transitare sui conti di Rosaria molto denaro, verosimilmente per sfuggire alle ganasce giudiziarie. Tracce del passaggio dei soldi, tra il ’95 e il 2001, sono state trovate presso la Banca di Roma a Frasso Telesino, la Banca Popolare di Castrovillari e Corigliano Calabro, l’Ambroveneto di Napoli e la Bnl di Caserta. Il volume, tra assegni e contanti, ammonterebbe a quasi  5 miliardi di lire. Chi svolgeva le indagini in loco era il maresciallo della Finanza Luigi Papale, che aveva ricostruito tutto il dossier su Capacchione. Un giorno la sorella riferisce al comandante della Gdf, il maggiore Capriello, che il suo sottoposto era stato corrotto da imprenditori rivali di Salvatore, la famiglia Coppola, per il tramite di tale Antonio Acconcia: lo scopo era incastrare suo fratello per agevolare le mire dei Coppola sull’area dismessa della vecchia  Saint Gobain. Il maggiore Capriello , dinanzi ad un’evidente notitia criminis, che peraltro riguardava un suo uomo, riferì alla magistratura, che passò ai raggi laser  il maresciallo Luigi Papale . Non fu trovato nulla, nessun rapporto con i Coppola né con altri. Di qui la denuncia per calunnia, reato grave perché presuppone non solo l’offesa del singolo, ma la consapevolezza di dar notizie false facendo aprire un procedimento giudiziario in danno di un innocente. In alcune intercettazioni sono emersi sfoghi pesanti tra Rosaria e il fratello, dove addirittura si parlerebbe di «andare a prendere quel maresciallo con il mitra», così come dalle indagini sarebbero pure emersi -secondo la Gazzetta  - fax di smentite alle notizie pubblicate dal giornale partiti dalla redazione del Mattino firmati da Salvatore. Il quale viene arrestato una seconda volta (insieme ad un sodale di Zagaria) per una vicenda analoga a quella di Ponticelli. La prima bancarotta è già prescritta, la seconda pare vi sia vicina. Rosaria, ascoltata in procura il 26 aprile del 2011, non ha negato di aver detto quelle cose ma sostiene di averlo fatto così, tanto per dire qualcosa dinanzi ad un caffè, non immaginandone le conseguenze infernali. Ma per il Pd sembra più grave la strada asfaltata contestata a Crisafulli in Sicilia che non questo materiale, oggettivamente incandescente.

Di certo, la tentazione di pensare ad una «giustizia politica» interna è forte, e fondata: nel seguire ogni desiderio della magistratura inquirente, il Pd di Bersani riesce anche a distinguere fra reato e reato, fra imputato e imputato. Eppure la difesa dell'immunità parlamentare, della guarentigia costituzionale,  è sempre stata una bandiera  del PCI per la sua innata diffidenza verso il potere costituito, di cui la magistratura era percepita come braccio operativo. La storia, del resto, parlava chiaro: nel Ventennio fascista  la magistratura si lasciò facilmente convincere a collaborare con il regime, e nel Dopoguerra la Dc, anziché epurare i magistrati compromessi, li promosse per farseli  amici per sempre. Oggi le parti sembrano del tutto capovolte. Alla magistratura è stato concesso ( non è un caso che in quel triste momento era Napolitano il tremebondo Presidente della Camera di indagati e di minacciati che non oppose ostacolo alcuno alla cancellazione delle guarentigie )  un potere discrezionale che non ha precedenti, le sue scelte non vengono mai messe in discussione (nonostante terrificanti false inchieste , come quella  su Del Turco che costò al centrosinistra la guida dell'Abruzzo e come quella su Berlusconi nel ’95, che costò all’Italia la vergogna di un governo imposto con la truffa giudiziaria al posto di uno eletto dal popolo)  e ogni anche semplice “ sospettato” – così come predicava quel boia medioevale di Padre Pintacuda -  è subito bollato con l'infamia della colpevolezza. In cambio,C’è guadagno notevole per la sinistra , per il P. D.. Così incassa gli applausi  ed il consenso dei moralisti di professione e spera di togliere qualche voto all'unico vero impresentabile di questa campagna elettorale, il pm Antonino Ingroia. Ma c’è un altro bel guadagno per la sinistra , perché  Filippo Penati, ex coordinatore della segreteria politica di Bersani , è scomparso dai giornali e dalle televisioni e  può vantare il primato di essere l'unico uomo politico accertato corruttore  di cui non si conosce né  un verbale, né i un'intercettazione telefonica. Che strano! Per non parlare di  Vasco Errani, prossimo sottosegretario a palazzo Chigi in caso di vittoria,che  è stato prosciolto da ogni addebito per il finanziamento alla cooperativa del fratello. E perché no, anche di tale  Zoia Veronesi, storica segretaria di Bersani, pagata dalla Regione Emilia-Romagna e indagata per truffa, è prossima all'archiviazione. Guarda caso!

La decisione del Pd di espellere dalle liste tre parlamentari uscenti, e di indurne altri due a farsi da parte in silenzio, questa storia di Crisafulli, quest’altra della  Rosaria Capacchione è un nuovo, drammatico punto di svolta. Il voto sacrificale al Dio pagano ,il sacrificio rituale dei presunti colpevoli offerto alla folla plaudente , è la versione mediatica delle esecuzioni in piazza allestite dai tiranni di un tempo per ammansire il popolo bue . Qui la giustizia non c'entra niente, e neppure il giustizialismo: quello che colpisce ed allarma, semmai, è  la perversione del pensiero,  la resa incondizionata e umiliante al circo mediatico-giudiziario. Infatti, non a caso, la campagna contro i presunti innocenti, naturalmente, è stata scatenata dal Fatto .  

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LE TROPPE BUGIE DI MARIO MONTI

Non ho mai amato il Professor  Mario Monti, l’ho sempre giudicato come un gatto al servizio della Volpe, cioè di  Giorgio Napolitano, della sinistra e di certi giri bancari internazionali.. Come nella canzone di Bennato, Monti è il Gatto, Napolitano è la volpe e “ di loro , non ti fidar!”.  Quel suo fare da seminarista mancato  mi infastidisce, pare un  asessuato, un fedele della masturbazione, mi irrita, lui parla ed io mi appisolo con la sua cantilena noiosa. Solo  un Gotor e Repubblica potevano avere la faccia tosta di santificarlo dedicandogli bavose fellatio. Ma il peggio lo sta dando in questa campagna elettorale. Praticamente si è rivelato un vero bugiardo, altro che super partes. Napolitano ci ha turlupinati, fregati, raggirati, imbrogliati. Vedremo se Napolitano pagherà pegno per questa sua truffa, oggi parlo di Monti, ormai detto “ er bucia..

La prima bugia è quella, che Monti ripete spesso, sopra tutto facendo bene attenzione di non avere contraddittorio, relativa al fatto che , quando lui assunse l’incarico di Governo ( e dunque a Novembre del 2011) vi era il pericolo di non poter pagare gli stipendi pubblici. Professore, ma che dice mai? Allora Le chiarisco: gli stipendi dei dipendenti pubblici ammontano a circa 150 miliardi di Euro l’anno. E’ pacifico che in termini assoluti e di lungo periodo il rischio di non pagare gli stipendi in Italia c’è sempre e deriva dal fatto che il debito italiano è elevato, superiore ai duemila miliardi. Ora però il debito pubblico “post Monti” è cresciuto, rispetto a quello “ ante Monti” di 70 miliardi di Euro, mentre il fabbisogno di Novembre 2011 era di circa 63 miliardi di Euro. Se ne deduce che il rischio stipendi pubblici è molto più forte oggi che nel Novembre del 2011.

Altra bugia è quella che il Prof. Monti spesso recita per trovare un alibi alle sue mancate riforme addossando questa sua responsabilità allo “ stretto rapporto fra P.D. con la Cgil”. Che faccia tosta! Come se Monti non fosse stato a conoscenza del peso che la Cgil ha sempre avuto sulla squadra del Governo. Ricordo al Prof. Monti come lui stesso volle tacitare il candidato della Cgil, tale Carlo Dell’Aringa. Inoltre Monti sa bene che fu la stessa Cgil a determinare quella riforma del lavoro che poi oggi lo stesso Monti pretende di riformare: è stato lui ad accontentare proprio la Cgil su svariati punti di quella riforma mancata, a partire dal famoso articolo 18. Ora vorrebbe scaricare sulla Cgil le proprie colpe. Meschino.

Oggi Monti spesso recita una poesiola da bambini deficienti, che “ se fosse caduto il suo Governo tecnico sarebbero tornati al Governo i vecchi apparati, i veri responsabili del declino del Paese”. Il Professore somiglia sempre più ad un venditore ambulante da mercatino rionale , quello che se parla ammolla la fregatura, da giurarci. Un truffatore  da strapazzo. Vecchi apparati? Ma come ? E’ lui che li imbarca nella sua squadra di Governo e poi vorrebbe far credere che sono “ gli altri” ad essere collusi e sodali con i vecchi apparati? Ma ni faccia il piacere, professore ! Ma se Lei stesso rappresenta le Banche che ci hanno rovinato, se nel suo Governo c’è un Ministro come la Fornero che, come Lei, rappresenta la baronia universitaria più chiusa e retriva che si possa immaginare, se il suo  Ministro Passera viene direttamente da una grande Banca, al Ministero degli Esteri ha piazzato un ambasciatore, alla Difesa un militare,all’Agricoltura ed Ambiente i vecchi direttori generali di quei Ministeri, gente che sta lì da una vita, all’Economia un Grilli che a Via XX Settembre c’è nato, per non parlare di un Catricalà ad una sottosegreteria, un uomo non certo di primo né di secondo pelo.  E Lei ha la faccia di paventare il ritorno dei vecchi apparati? Ma mi faccia il piacere!!!

Ipocrita e seguace prono dei consueti luoghi comuni, Monti va spesso dicendo  una cavolata sesquipedale, quella secondo la quale la sua iniziativa politica gli  sarebbe stata sollecitata dalla così detta “ società civile”. La solita stomachevole vigliaccata di chi non ha il coraggio delle proprie azioni, di chi  non ha la onestà intellettuale di ammettere di voler fare politica per sua ambizione personale  e si ripara vigliaccamente dietro a qualche schermo, dietro ad una non identificabile “ società civile”. Francamente indecente.

Non ce l’ho con Monti, il gatto della situazione, un meschino strumento etero diretto  da altri ( Banche, Merkel, Napolitano), un approfittatore  che da questa truffa al popolo italiano ha guadagnato come refurtiva  un laticlavio. Il responsabile è sempre e principalmente lui,  Giorgio Napolitano, il silente e la sua congrega di sinistra.

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REDDITOMETRO E FREGNACCE VARIE

La bagarre sul redditometro continua. Dopo aver definito lo strumento del fisco "una bomba a orologeria" e averne addebitato le responsabilità al precedente governo, Monti incassa il  sonoro ceffone sulle guance di  risposta dell'ex ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.Che, in una intervista al Corriere della Sera, smentisce punto per punto le tesi del bocconiano imbroglione . "Non solo non ho adottato nessun decreto applicativo contenente le "cento voci" di redditometro, ma comunque non avrei firmato un decreto del tipo di quello di Monti, esteso a così vasto spettro, basato su statistiche di massa, di riflesso così intrusivo", scrive Tremonti.Che poi spiega che "se il governo non ha il coraggio di assumersi la propria responsabilità nella fabbricazione della bomba, potrebbe almeno avere il coraggio di ritirare il decreto ministeriale di Natale".Infatti, il redditometro "ha preso la sua forma giuridica essenziale solo con il Cdm del 24 dicembre 2012, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2013. Si noti che era la vigilia di Natale e che il governo era già dimissionario", sostiene Tremonti, aggiungendo che "è vero che a monte c’era una norma di legge risalente al maggio 2010, una norma che sostituiva con uno nuovo il vecchio redditometro. Un aggiornamento del sistema reso opportuno dal fatto che il vecchio redditometro era basato su simboli di ricchezza arcaici e folkloristici, simboli che andavano dai cavalli ai club esclusivi. In ogni caso la norma del maggio 2010 non era direttamente operativa". Insomma, le cento voci sono opera di Monti.

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 IMBECILLITA’ E BANALITA’ A JOSA

Fra le imbecillità e le banalità da osteria da trivio  di avvinazzati che circolano sulla stampa ed in televisione come un  “mantra”,  un posto di primo piano spetta senz’altro ai dati economici, sia micro che macro, che riguardano il “debito pubblico italiano” ed i suoi effetti. Subito appresso poi, second but not least, la fanfaronata del secolo sparata da presentatori  ignoranti , da giornalisti scribacchini improvvisati secondo la quale tutti i mali di questo mondo e di questa crisi sono da attribuire “ai grandi speculatori” del mondo così detto finanziario, dipinto come un branco di spietati delinquenti, assassini, pedofili, mafiosi, evasori, stupratori, magnaccia, ecc. Bene, all’inizio di quest’anno nuovo, in questa “ corte” di saccenti  ignoranti è deflagrata ,come fosse una bomba atomica, una notizia che era cosa arcinota e cioè che le grandi Banche francesi e tedesche hanno in portafoglio il 65% dei titoli del debito pubblico italiano ( ci hanno prestato i soldi), mentre il restante 35% sta nelle Banche italiane. Bene, con ordine.

Intanto dico a tutti questi “ troppo furbi ed ai cretini di ogni età”( Dalla dixit ) basta a sfruttare l’ignoranza altrui riempiendovi bocca, portafoglio, articolo  e studio televisivo  con quel “ la grande speculazione” come fosse  una sorta di mostro prodotto dal bieco capitalismo senza scrupoli. Questi cretini non sanno – o forse lo sanno fin troppo bene ma millantano di ignorarlo – che anche loro, anche gli imbecilli che li ascoltano, anche i disgraziati che li leggono  sono i “ grandi speculatori”. Sono infatti le Banche, le compagnie di assicurazione, i fondi pensione, le gestioni dei risparmi, gli hedge funds, ecc, insomma tutti coloro che hanno qualche risparmio in Banca e che lo  lasciano in Banca e che lo investono tramite la Banca , siamo tutti noi, nessuno eccettuato o escluso, compresi quei cretini di ogni età che si mascherano da giornalisti, grafomani o logorroici , che, messi insieme, siamo la “ grande speculazione”.  E tutti noi vogliamo avere “li sordi” da quell’investimento, “ er profitto”, siamo tutti noi  quegli spietati delinquenti, assassini, pedofili, mafiosi, evasori, stupratori, magnaccia che, secondo la stronzata  della sinistra ideologica da  secolo scorso, si mangiano i bambini del terzo mondo, sfruttano la fame del mondo, affamano la gente greca, quella spagnola, ecc.  

Fatta questa precisazione, passiamo al debito pubblico italiano. Secondo i dati forniti  dalla  Banca d’Italia i nostri titoli del debito pubblico in mani “estere” ammontavano a 802 miliardi di Euro nel 2010, a 730 miliardi di Euro nel 2011 ed a 701 miliardi di Euro nel 2012. In poche parole si è scesi dal 43% nel ’10, al 39% nell’11 ed al 35% nel ’12, su un complessivo debito pubblico di 1.995 miliardi di euro. Queste statistiche ufficiali dicono in tre anni la quota di debito pubblico italiano detenuto da “ stranieri” è calata di dieci punti. Questo graduale “ disinvestimento” da parte di “ stranieri” è freddamente niente altro che la sfiducia di quegli “ stranieri” sulla capacità del “Paese Italia nel suo complesso” a pagare i propri debiti. Perché l’Italia viene considerata come un “Paese immobile”, un Paese che non guadagna, pieno di lacci e lacciuoli che frenano la produzione industriale, un Paese dove la burocrazia soffoca , dove la Giustizia non funziona, dove i sindacati comandano e bloccano il Paese. Con che paghi, cara Italia,  i tuoi debiti se non guadagni  e dato che quello che guadagni , sommato a  quello che sottrai dalle tasche dei tuoi cittadini, a mala pena ti consentono di  pagare quanto ti costa ogni anno  l’apparato pubblico ed istituzionale?   C’è poi da dire che , a proposito di quell’altra fregnaccia da osteria secondo la quale quasi i due terzi del nostro debito pubblico sarebbe in mani di Banche francesi e tedesche,  che non esiste alcuna possibilità di sapere dove vadano a finire i titoli quando vanno all’estero. Ed è così in tutto il mondo. Si tratta dunque solamente di pure  congetture e stime molto semplificate.  Dato che i nostri titoli del debito pubblico non volano ma vengono venduti alle aste mensili del Tesoro, se una banca estera interviene ad un’asta ,  non è possibile conoscere chi è il reale ed effettivo beneficiario di tale acquisto: potrebbe essere tanto un fondo pensione di operai canadesi quanto una compagnia di assicurazione delle isole filippine. Chi volesse seriamente tentare di capire qualcosa , di vedere meglio in questo mosaico avrebbe il dovere di consultare un organo di controllo internazionale, che si chiama  BIS (Bank of International Settlement), istituto  che osserva e controlla  le attività di prestito delle banche appartenenti a 24 paesi nel mondo.  Certo si tratta di soli 24 Paesi mentre i Paesi nel mondo dovrebbero essere  circa 204, secondo alcune fonti (Wikepedia in primis) , considerando peraltro i solo i Paesi indipendenti. Un controllo, dunque, su neanche il dieci dei Paesi. Non è il massimo, ma  qualcosa si apprende dalle statistiche del B I S.  Secondo questa Banca, il settore bancario europeo vanta nostri titoli per 80 miliardi di Usd ,di cui 33 con la Francia e 28 con la Germania. Siamo a 60 miliardi di USD, che al cambio attuale fanno circa 45 miliardi di euro. Saremmo pertanto distanti dalle cifre che, come sopra ricordato, girano per quelle osterie di avvinazzati dove i soli “ cretini di ogni età” diffondono le solite notizie false, tendenziose e cretine, come quella di due terzi ed un terzo di 2.000 miliardi di euro, altro che  60 miliardi di Euro, come certificato dalla B I S. C’è da aggiungere, inoltre, che ancora di più se ne può sapere se si consultano anche le famose relazioni mensili o bimestrali che le singole Banche devono redigere e che, se lette e sapute leggere, qualche altro spunto lo offrono. Per esempio tutto questo stuolo di cretini di ogni età che ululava , da giornali e da teleschermi sul famoso spread dandone la colpa al Governo Berlusconi, avrebbero scoperto che una Banca tedesca, proprio a giugno del 2011, ha avuto la bella idea di svendere nostri titoli pubblici per otto miliardi di euro. Se lo avessero saputo, letto e studiato, avrebbero capito che quel differenziale non era dovuto alla persona o al governo di Silvio Berlusconi, ma ad una ignobile scorrettezza della Germania, la cui folle cessione – che nessun grande europeista ha pubblicamente denunciato – è stata la causa dell’aumento del differenziale. Ma sono cretini, loro già stentano con le solite frasi fatte, figuriamoci se sono in grado di scoprire e sopra tutto  di capire certi imbrogli.

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Roma giovedì 24 gennaio 2013

Gaetano Immè

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