Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 18 febbraio 2013


C’E’ UN NAPOLETANO MAGLIARO SUL COLLE DEL QUIRINALE CHE VA IN GIRO PER IL MONDO A SPESE NOSTRE E DICENDO DI CHIAMARSI GIORGIO NAPOLITANO E DI ESSERE L’AUTOCRATE DELL’ITALIA

Chi fosse in grado di conoscere con certezza il motivo del viaggio lampo di Giorgio Napolitano da Obama è inviato a renderlo noto. C’è infatti un politicante  napoletano , praticamente un magliaro , che va in giro per il mondo spacciandosi - e questo, come vedremo, accade non certo da ieri - come il vero ed unico “decisore” , come  il “ referente unico”  della politica italiana. Ovviamente non è vero nulla,  perché non è questo il ruolo, non sono quelli millantati da costui  i poteri che la Costituzione italiana riconosce al Presidente della Repubblica. E’ vero che non li vieta  perché, quella che cantanti, ballerini, donne nane , musicanti, pennivendoli da regime, giocolieri  di strada, lavavetri , gay , lesbiche , trans e compagnie di giro glorificano  ( per assicurarsi i trenta denari o seggi senatoriali  che il circo Barnum  “politicamente ortodosso ed ammesso”garantisce ai servili adulatori ) definendola ipocritamente come “  la Costituzione più bella del mondo “,  è talmente vecchia, lacunosa – e non poteva essere altrimenti, vista l’età-  e profondamente sbagliata  che neanche l’illuminata mente dei nostri padri costituenti poteva lontanamente  immaginare come un Presidente della Repubblica potesse perpetrare, ai danni del popolo italiano, un raggiro come questo perpetrato dal magliaro del Colle , un “ pacco” degno giusto di un tavolinetto portatile a Piazza Garibaldi , da “carta vince, carta perde”: E’ storia del nostro Paese  come ogni inquilino del Quirinale abbia interpretato ruolo e poteri di quell’istituzione. Chi ha esercitato la propria funzione come un “Notaio”, chi come un “ sollecitatore”, chi come un “ picconatore”, chi invece,  come Giorgio Napolitano , con l’idea fissa del “ comando autoritario ”, dell’autocrate senza vincoli costituzionali e quindi autocrazia sul  popolo, autocrazia sul paese, autocrazia sul governo eletto, praticamente un  “ Re Sole” dopo trecento e passa anni.  Ecco perché una Costituzione come quella italiana  che non circoscriva i poteri dei propri organi, non è affatto una  “chiave universale per la libertà” ma semmai il passpartout per l’inferno della democrazia  di quel  disgraziato Paese . Che naufragherà sotto il peso di conflitti di attribuzioni, come accade in Italia, dove la democrazia parlamentare  viene clamorosamente negata proprio da Giorgio Napolitano.

Ora , davanti al pastrocchio che Napolitano ha combinato in Europa e nel mondo, ridicolizzando il nostro Paese, da ultimo davanti ad Obama ed agli Usa, come fosse una  servile colonia nelle mani di Giorgio Napolitano, anche lo stesso  Quirinale , come istituzione, ha sentito  la necessità di emendarsi , davanti al Paese e davanti al mondo civile e democratico , sostenendo l’insostenibile e cioè che Giorgio Napolitano non avrebbe compiuto “ alcuna ingerenza” nel potere politico , come piagnucola, ignobilmente,  ogni colpevole che si rispetti, che cerca, con la famosa scusa manifesta, di celare disperatamente ma vanamente la propria “accusa manifesta”. Il magliaro del Colle si è sempre, fin dalla sua “traslazione” sul Colle ad opera della sola sua parte politica ( ricordo , per la vergogna di questo Paese e di questo magliaro, che Napolitano è il secondo Presidente della Repubblica che è stato eletto con i soli voti della propria parte politica. Il primo fu, negli anni sessanta, Antonio Segni della DC, la quale  in quegli anni  ebbe quanto meno l’alibi dei disordini di piazza per giustificare l’elezione del proprio uomo e con i soli propri voti, alibi che non esiste nel caso di Napolitano) speso “contro” il governo di centrodestra eletto nel 2008  dal popolo. Ogni sua interpretazione della Costituzione e dei suoi poteri è stata sempre improntata  per “arginare”, per “ limitare”, per “bloccare”, per “ criminalizzare” l’uso legittimo che il governo di centrodestra faceva dei poteri costituzionali dei quali legittimamente disponeva. Come non ricordare , per esempio, quella vera e propria illecita ed incivile guerra che il magliaro del Colle usò contro il governo di centrodestra sul ricorso alla decretazione, azioni conflittuali fra poteri che sono stati dal magliaro forzati con acrimonia ed una partigianeria arrogante e spocchiosa  ben oltre il limite di quei poteri che la Costituzione assegna al Colle proprio sull’argomento dei decreti Legge?  Come dimenticare, altro esempio, la sua “pretesa” di voler decidere le liste dei Ministri quando è pacifico come il Colle debba solo “ratificare” la nomina dei Ministri che spetta al Capo del Governo? Come dimenticare poi l’autoritarismo da regime autocratico che il magliaro del Colle ha mostrato nei confronti delle sue prerogative , riaffermate con autocratica arroganza coinvolgendo anche la Corte Costituzionale  nel conflitto con la Procura di Palermo sulle sue chiacchierate telefoniche con Nicola Mancino  sui famosi rapporti Stato-Mafia , che un vero  Presidente di “ tutti gli italiani”, che nulla avesse da celare  e non un partigiano come lui che un evidente interesse a non concedere verità su quell’argomento lo aveva nella sua sfacciata e sfrontata partigianeria politica ,  avrebbe preferito rendere pubbliche per la pace sociale del Paese.

Ma tutto questo sono delle minuzie se vogliamo, di fronte a quello che questo magliaro ha combinato davanti all’Europa ed al mondo intero. Sto parlando della sua  inqualificabile , incostituzionale e autocratica pretesa di accreditarsi in Europa e nel mondo come l’unico e decisivo referente politico di politica estera , facendo strame della Costituzione, nel silenzio degli sciacalli adulanti e degli scribi esperti in santificanti fellatio, attualmente occupati a riscuote in Umbria ed altrove , la paghetta dei servi encomi. Su questo argomento questo Blog vuole essere preciso, chirurgico, tipo un raggio  laser ed assolutamente  inequivoco. Perciò torno, prima di tutto, ad ottobre 2011, ai famosi “ sorrisini” di Merkel e di Sarkozy. Ora , però, si viene a sapere che sia la Merkel  che Sarkozy , prima di quei sorrisetti, avevano parlato al telefono con il magliaro del Colle. Risulta che quelle telefonate, mai rese pubbliche e note neanche dall’Ufficio stampa del Quirinale, erano servite per assicurare sia Merkel che Sarkozy, prima del loro incontro con Berlusconi ed a insaputa di quest’ultimo, che era il Quirinale , era il magliaro, era solo Napolitano  a guidare la vera politica estera dell’Italia  e non certo il Presidente del Consiglio eletto dal popolo. Io credo che ogni persona dotata di un minimo senso di dignità alla luce di questa notizia giudichi l’accaduto in modo totalmente diverso da quello che agiografi e servitori prezzolati hanno voluto spacciare. Qualcuno, come questo blog, a quei tempi parlò addirittura di “ colpo di Stato”, di “ golpe”, scatenando le ironie dei soliti servili ipocriti della stampa organica all’ortodossia dominante

Oggi, anzi ieri, abbiamo poi superato ogni limite di decenza. Con Obama ogni limite è stato superato dal magliaro napoletano. Osservate anche i particolari. Dunque tutti hanno riportato la frase di Obama ( “Napolitano is a leader with a vision” ) facendo una traduzione maccheronica in “ Napolitano è un leader visionario”, come fosse un veggente, semplicemente ridicola. Ma la traduzione vera non è quella spacciata da Repubblica, da La Stampa, dal Corriere della Sera, perché in americano “ vision” significa non “ visionario” ma “ visione”, “ progetto “ “ strategia”, “ cammino”, insomma la vera traduzione è “ Napolitano è un leader con una sua strategia politica”. Il magliaro s’è tradito ancora una volta, si è spacciato per quello che non è,  come fosse il Re Sole dell’Italia. Avrebbe potuto anche dire “ L’Italie c’est moi”! O “Apres moi le deluge” Costui è fuori di testa , va messo a riposo, curato bene. Questo sfrontato vecchio comunista è un pericolo per il Paese , perché ormai privo di freni inibitori,  va cacciato via subito,immediatamente , perché scredita questo Paese facendolo ritenere una sorta di repubblichetta di Giorgio Napolitano, costui  va espulso , rigettato , eliminato dalla storia di questo paese che vuole restare un paese democratico e non vuole nessun Re Sole al comando, tanto meno un magliaro come Giorgio Napolitano. L’Italia pretende e vuole tornare ad eleggere il proprio governo senza essere commissariato da nessun traffichino.

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CONFLITTO DI INTERESSI? LEGGI AD PERSONAM? LEGGI AD AZIENDAM? LEGGI AD PARTITUM!

Da quando è scoppiato il bubbone nel Monte dei Paschi di Siena, Pier Luigi Bersani non fa altro che ribadire che i partiti devono starsene lontani dalla finanza. "Le banche fanno le banche, il P.D. fa il P.D.”" è lo slogan che il leader del Partito democratico ha portato in giro per le piazze, in un'infuocata campagna elettorale, senza convincere elettori e ragionatori. E, mentre il centrosinistra continua a scendere nei sondaggi, gli istituti di credito sono pronti a sferrare un altro, violentissimo colpo ai vertici di via del Nazareno pretendendo che vengano saldati debiti per circa 200 milioni di euro e che vengano restituiti gli immobili regalati dagli ex vertici dei Ds e dall'ex tesoriere Ugo Sposetti.

Negli uffici contabili delle grandi banche italiane gli ex Ds hanno lasciato un buco grosso come una casa. Un buco che continua a lievitare a causa degli interessi e che rischia di finire sul gobbo degli italiani. A ricostruire l'intricato giro di fondi, liquidi e immobili ci ha pensato Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano andando a spulciare i conti dei Ds che, pur non esistendo più, hanno ancora una sede nella capitale. il debito accumulato dal Partito comunista italiano (Pci) viene ristrutturato nel 2003. Ci pensano proprio Sposetti e l'allora presidente Ds Massimo D'Alema lavorando, gomito a gomito, con l'ex numero uno della Banca di Roma Cesare Geronzi. Gli equilibri si rompono quando la guida dell'istituto, che nel frattempo viene acquisito da UniCredit, passa da Alessandro Profumo a Federico Ghizzoni che non intende più fare sconti alla sinistra e inizia a chiedere indietro i debiti. Così, il 24 giugno dello scorso anno, l'UniCredit chiede indietro 29 milioni di euro (più gli interessi e le spese) e l'annullamento delle donazioni di un immobile di Bergamo alla fondazione Gritti Minetti e di un appartamento a uso ufficio (con annesso magazzino) a Udine alla Fondazione per il Riformismo nel Friuli Venezia Giulia. Il fatto è che, come riporta il Fatto Quotidiano, l'UniCredit non la sola banca a stare alle calcagna degli ex Ds. Sulle orme dei debitori ci sono, infatti, anche Efibanca, che rivuole 24 milioni di euro, e Intesa, che ne rivuole 13,7 milioni. Nel complesso gli ex diessini devono saldare la bellezza di 176 milioni di euro, a cui vanno ad aggiungersi fior fiore di interessi. Tanto che sarebbero già stati pignorati 30 milioni di euro in rimborsi elettorali che il partito non ha ancora ricevuto.

Il trucco sta tutto nel trasferimento degli immobili a fondazioni che giuridicamente non hanno alcun legame con gli ex Ds. "Gli immobili - spiega il Fatto Quotidiano - sono stati posti fuori dal perimetro del partito, lontano dagli artigli dei creditori". Da qui, l'inevitabile domanda: chi sarà a pagare quei 200 milioni di euro che nessuno vuole saldare?. Ovviamente i contribuenti. Una legge, firmata dal governo Prodi nel 1998 e ritoccata nel 2000 dalla presidenza del Consiglio quando a Palazzo Chigi sedeva D'Alema, ha esteso infatti la garanzia statale pensata per i giornali sovvenzionati a "soggetti diversi dalle imprese editrici concessionarie". Insomma, qualora gli istituti di credito non riusciranno ad avere indietro gli immobili, toccherà allo Stato (e quindi ai contribuenti italiani) colmare il buco. Questa vicenda ci porta alla seguente riflessione: come possono questi signori che hanno amministrato con intento truffaldino  il loro patrimonio volersi candidare a dirigere l'Italia. Alla faccia della correttezza , della moralità e della “ Italia giusta” tanto sbandierate dall'on. Bersani. La smettano di cercare di ingannare gli italiani. Rivolgo un appello a magistrati onesti ( esistete o siete come l’Araba Fenice?) perché aprano un'inchiesta per verificare tutti questi reati. Pensare  che “ Il fatto Quotidiano”  identifica c la gazzetta delle procure d'assalto, politicizzate.. Possibile che non riesca a raccontarci neanche mezza intercettazione del caso MPS? Strano, quelle di Berlusconi  le ha tirate fuori al volo, più o meno!

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CON QUALE FACCIA, PROFESSOR MONTI, MA CON QUALE FACCIA ….

Al Prof. Monti che ormai pare non avere più freni inibitori funzionanti  e che, anziché “ ragionare e dibattere “ ormai non fa altro che dire parolacce ed offendere le persone assenti – quale encomiabile  coraggio! – senza ritegno ( cialtroni, ecc) voglio ricordare, senza che mi insulti “ comme d’abitude jamais”, che proprio oggi la Banca d’Italia ha pubblicato il conto sui nostri debiti. Ha certificato ciò che noi già sapevamo e che Lei faceva finta di non sapere : nel 2012 il debito pubblico è cresciuto di quasi 100 miliardi di Euro, per la precisione di 81,5 miliardi di euro. Se qualche furbacchione volesse fare sfoggio di “ sinistra sapienza” e obbiettasse che “ il peggioramento del rapporto fra Debito e PIL deriva da un peggioramento del PIL “, si beccherebbe una sola frasetta:” ma stai zitto!”. Perché le cifre che indico sono cifre “ assolute”, senza alchimie di sorta. Su queste voglio ragionare, Professor Monti. .

Come detto il nostro debito pubblico  è salito a 1988,4 miliardi di euro a fine 2012, rispetto ai 1906,8 miliardi di fine 2011, periodo nel quale a detta di Monti l’Italia non era in grado di pagare gli stipendi. Gli incassi di bilancio sono passati da 436 miliardi del 2011  a 453 miliardi del 2012. Un incremento di 17 miliardi che lo Stato sanguisuga , nel 2012, ha rastrellato nelle tasche degli italiani. Sempre nel 2012 lo Stato ha speso  469 miliardi, dieci miliardi in più rispetto all’anno precedente (escluse le spese in conto capitale, per gli investimenti insomma).Finalmente, scorrendo il bollettino, si arriva al Fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche. Ebbene, guardate cosa c’è scritto: il fabbisogno  del 2012 è stato superiore rispetto a quello di quando , come vanvera Monti, stavamo per fallire di 2 miliardi di euro .Riassunto per chi fosse duro di comprendonio : lo Stato  ha mangiato di più nel 2012 che nel 2011 , con cibo fornito dai contribuenti italiani. E ha speso con magnanimità, altro che “sobrietà”! E il saldo finale (entrate – uscite) è andato peggiorando.

La Banca d’Italia nota come l’aumento del debito sia dovuto per 30 miliardi (su 81 complessivi) dagli aiuti che abbiamo dato ai meccanismi di stabilità europea. Professor Monti, la sintesi che ne traggo  è molto semplice. Lei mente sapendo di mentire , il debito aumenta nonostante l’aumento delle tasse, per il semplice fatto che  non si riesce mai a stare avanti o alla pari con  quello delle uscite e la differenza si scarica in maggiore debito pubblico, cioè sulle spalle dei nostri figli, nipoti, ecc. Perciò dovrebbe piantarla di sparare bestialità come quella “ del baratro”, che non esisteva . Le spese, in termini assoluti non si fermano mai. Alcuni testi di economia, che tutti anche i Rettori dovrebbero ben conoscere,  hanno sempre affermato come , in tali circostanze , l’unica soluzione resti quella di recidere le spese improduttive dello Stato. Saremmo pure in campagna elettorale, ma, Professore, per favore, un po’ di rispetto per la nostra intelligenza, basta col rifilarci bestialità assurde.

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BERSANI, FASSINA, LETTA, PERCHE’ NON CI SPIEGATE COSA VOLETE DIRE SULL’IMU? PERCHE’???

Il segretario del Partito democratico e candidato premier della coalizione di centrosinistra Pierluigi Bersani e con lui il suo prezioso responsabile economico del PD Stefano Fassina, parlano, parlano, dicono, dicono, ma  non hanno  ancora spiegato agli italiani la loro proposta sull’Imu.. Perché Bersani, Fassina, Letta, ecc la sinistra non ci dice chiaramente  cosa vuole   fare con questa imposta? Avete paura a parlarne, vi procura qualche forma di diarrea e avete  bisogno di dosi industriali di “Imodium”? Forse avete sparato qualche frase fatta pur di fare vedere ai vostri militanti  che qualcosa dicevate, contro la proposta di  quel demonio malefico di un Silvio Berlusconi , ma poi, a mente fredda e a militanti satollati col solito antiberlusconismo , vi siete fatti, come si dice a Roma ? “Du’ conti” e vi siete resi conto della megapanzana che avete sparato?  Rigiro il coltello nella piaga e riassumo la vostra “proposta”: 'niente Imu per chi ha pagato fino a 500 euro e conseguente minor gettito,  compensato alzando le altre aliquote e con una nuova imposta personale sui grandi patrimoni immobiliari' . L’ho studiata, dico che siete ri di co li !!!!

Allora, “ famo insieme du’ conti”. I proprietari di prima casa ammontano al 70% dei contribuenti; i proprietari anche di seconde case sono il 61% di questo 70%. Fonte Istat, basta la parola. Traslare l’imposta dalla prima alla seconda casa equivarrebbe pertanto ad una semplice partita di giro  e si tradurrebbe in una vera e propria beffa. I possessori di immobili con rendita catastale più elevata rappresentano il 10% dei contribuenti e sono coloro che  già pagano il 57% del gettito complessivo dell’Imu. Aumentare ancora il contributo di costoro equivarrebbe a un vero e proprio esproprio proletario. L’imposta, infatti, è calcolata con il valore catastale degli immobili; quest’ultimo non è aggiornato e quindi le case di recente costruzione e situate nelle periferie hanno una rendita maggiore di quelle ubicate in centro. Risultato: la nuova l’Imu immaginata dal Pd andrebbe a colpire ciecamente i ceti medio/bassi che vedrebbero triplicare o addirittura quadruplicare il già esoso canone pagato nel 2012. Una follia.

Il presidente Berlusconi ha esplicitato con chiarezza la sua proposta sull’Imu. A questo punto ci aspettiamo una risposta e una spiegazione immediata, e se possibile altrettanto chiara, anche dal segretario Bersani e dal suo responsabile economico Fassina. Non si può nascondere al Paese una simile idiozia, gli italiani devono sapere.

Da ultimo, Bersani & C.,per catturare qualche eventuale indeciso, agitano lo spettro della Grecia  contro il centrodestra, come se a ridurre in questo stato la Grecia fosse stato Berlusconi. Ma quelle misure contro la Grecia sono state volute proprio da Monti, in accordo con la Merkel e con Hollande,proprio da quel Monti che dovrebbe governare il Paese con Bersani, Vendola, Tabacci, ecc. Ormai questi signori si dedicano alla peggior mistificazione considerando gli italiani degli incapaci non solo di ragionare ma anche di ricordare.

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FANNO PENA E COMPASSIONE

Fanno quasi  tenerezza, se non facessero  pena e compassione, P.L. Bersani e tutto il centrosinistra  quando sono costretti a commentare le iniziative della Magistratura. Quanti casi! Pensate: San Raffaele, Ilva, Eni - Saipem, Finmeccanica, Fondazione Maugeri, Agusta Westland, Formigoni, Fitto, Servizi Segreti, Monte Paschi Siena, Penati e Sesto, Tedesco, Vendola, De Bustis,   Unipol, “abbiamo una Banca” , Errani, Delbono, Lusi,ecc. e loro, sempre lì, compunti, a ripetere la pappardella che il loro “ Cominform” ha pensato per loro:”La Magistratura deve fare il proprio lavoro con grande senso di responsabilità in situazioni delicate”-.

Che si tratti di eccellenze italiane, lasciate , dalla irresponsabile vigliaccheria della politica italiana, dal 1995 alla mercé del primo P.M,. più pratico di ladri di polli  che di contratti internazionali , non importa loro un fico secco, visto che il loro elettorato considera le imprese come tumori maligni e il denaro( sia chiaro, solo quello degli altri) come sterco del demonio. Ma non sempre è così, perché quando la stessa Magistratura è costretta ad occuparsi del centrosinistra- come con MPS, Penati, Vendola, Errani, Tedesco, ecc- allora la nomenclatura del partito dell’ortodossia dominante va dritto dritto alle intimidazioni , come quando il Segretario del P.D. Bersani  , a proposito dell’inchiesta della Procura di Siena sul MPS, tuonò minacciosamente, come un qualsiasi mafioso :” ….che non ci accusino per il Monte, perché li sbraniamo……”. E poi quel trionfo della peggior ipocrisia con quel “ con grande senso di responsabilità…”quando anche i neonati sanno che a nessun Magistrato la Legge impone di osservare il senso di responsabilità. Oggi i loro giornali (Repubblica in primis ) agita ancora spauracchi di Tangentopoli. Ma che miseria umana! Ma vi ricordate o no che fine faceste dopo Tangentopoli? Non ricordate la vittoria stratosferica di F.I. nel 1994?

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CORRUZIONE : TANGENTE O STECCA E COMMISSIONE. COME DISTINGUERLE

La corruzione nel diritto è, in senso generico, la condotta propria del pubblico ufficiale che riceve, per sé o per altri, denaro od altre utilità che non gli sono dovute. Ovvio dunque che possa considerarsi “tangente” o “ stecca” una qualsiasi somma anche se prevista contrattualmente , anche se fatturata regolarmente, ma purché – condizione necessaria e sufficiente -  ne tragga beneficio il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio. Insomma davanti ad un qualsiasi contratto con contraente lo Stato ,posso presumere che tutto sia “stecca”. Ma per poter sostenere quell’accusa devo provare il dolo del pubblico ufficiale: i soldi su un conto, qualche utilità personale, ecc. E se per caso nessuno troverà mai queste utilità personali per Orsi, se dunque la Agusta avesse ragione e la Magistratura avesse preso una cantonata , chi paga? Gli italiani Qualcuno si ricorda della mega inchiesta su Fastweb e i conseguenti arresti di Scaglia, Rossetti  ed altri ? E che, secondo i giornali dell’epoca, valeva due miliardi di euro di truffa?

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STATE ATTENTI ALLA STORIA

Orsi, Rizzoli, Formigoni, Fitto, Lega, Lombardia, Magistratura scatenata contro il centrodestra e silente e delicata con Penati, Lusi, Monte Paschi Siena, Vendola, Errani,ecc.? Siamo al simulacro della Giustizia, ormai è giustizia da avanspettacolo e da comizi etto. Trasvolo sulle cretinate di  tangenti che non sono tali e su peculati che non esistono per dire una sola frase a Bersani, a Fassina, a Letta, a Bindi, a Monti, a Vendola ed a tutti quelli che li votano. Se non ce la fate a vincere  le elezioni neppure con la discesa in campo degli Usa e della Magistratura al vostro fianco  allora siete proprio degli incapaci, dei falliti. Fate come Occhetto:  meglio che ve ne andiate in eremo solingo insieme a Benedetto XVI. E state attenti perché , come ci avete ripetuto dal 1945 fino a ieri e come gli ultimi due decenni insegnano, chi sfrutta l’aiuto  degli “ americani” e della giustizia,  ne diventa, prima o poi, ricattato, colonizzato  e poi anche  vittima.

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ANCORA SUI PRIVILEGI DEI MAGISTRATI

Quanti saranno in Italia le persone che sanno quanti sono i Magistrati che si trovano “fuori ruolo da decenni, alcuni dei quali con doppio super stipendio mentre i loro colleghi non fanno che lamentarsi delle presunte carenze di organico? Dopo che lo scorso ottobre il Senato da una parte e il ministro di giustizia Paola Severino dall’altra  avevano affossato l’emendamento del meritevole Roberto Giachetti del Pd, il quale aveva fatto passare alla Camera il principio che non si poteva stare fuori ruolo per più di cinque anni consecutivi e di dieci in tutta la carriera in magistratura e che non si potevano avere due stipendi, quello da magistrato e quello della amministrazione interna o internazionale di distaccamento, adesso è stato anche eluso anche il contentino con cui il governo aveva promesso che sul sito del ministero del Tesoro e di quello di Giustizia  sarebbero apparsi  i nomi di tutti i privilegiati che da anni si trovano nella suesposta condizione privilegiata. Due giorni orsono la commissione giustizia della Camera è stata convocata con “prepotente urgenza per parlare a Camere sciolte e esprimere un parere sul tutto. Ma di quella promessa di trasparenza governativa se ne è persa traccia. Ora giurano e spergiurano che entro una settimana i nomi saranno on line, ma intanto da ottobre a oggi  tutti hanno fatto finta di niente. Anche perché, come ha detto lo stesso Giachetti in aula, “le pressioni esterne e interne della magistratura”, cioè del partito trasversale dei giudici, sono state fortissime. Queste norme non a  caso dovevano essere la ciliegina sulla torta del decreto anti corruzione. Ma esiste casta e casta, e quella dei magistrati rimane ancora la più intoccabile a quanto pare. Ricordo “nel 2000 ben 10.200.692 italiani ( vale a dire il 75,2%) votarono per l’abolizione degli incarichi extragiudiziari; la vittoria referendaria non si concretizzò solo perché non  si raggiunse il quorum”. Più precisamente fu uno di quei referendum che Berlusconi definì “comunisti” invitando a non votarli. che poi dopo alla giustizia ci avrebbe pensato lui. Abbiamo visto come, con l’ingegner  Roberto Castelli ed avendo contro l’Udc suo alleato di coalizione, capeggiato dal Gatto ( Follini) e dalla Volpe ( Casini). Mi pare estremamente  ovvio che consentendo a circa 220 magistrati di svolgere funzioni a tempo pieno presso altri organismi, deliberando di regola più di 1500 incarichi extragiudiziari all’anno e concedendo esoneri dal lavoro giudiziario (di regola dal 30 al 50%) ad oltre 450 magistrati, il CSM sottrae una notevole quantità di energie lavorative agli uffici giudiziari, con ciò stesso aggravando ulteriormente la crisi di funzionalità di cui soffre il nostro apparato giudiziario”.

Inoltre, “sono di tutta evidenza anche i pericoli che pone all’indipendenza  l’esistenza di tanti incarichi ed attività extragiudiziarie che ai magistrati sono offerti dall’esterno e che spesso sono loro elargiti in varie forme e modi da uomini politici, come sono quasi tutti quelli che stiamo esaminando. 

Last but not least, “la presenza di numerosi magistrati in tutti i gangli decisionali che si occupano di giustizia, inoltre, pregiudica gravemente il corretto funzionamento dei pesi e contrappesi su cui si regge una efficiente divisione dei poteri; una presenza che è sinora stata in vari modi capace di servire gli interessi corporativi dei magistrati, sia per promuovere le riforme volute che per impedire quelle sgradite. Tali disfunzioni sono state più volte denunciate sulla base di analisi dettagliate ma senza conseguenze sul piano legislativo, come è evidente dal provvedimento in esame”.

Infatti, i magistrati sono riusciti prima ad affossare l’emendamento Giachetti che passò a maggio 2012 alla Camera mandando sotto l’esecutivo dei tecnici e che fu ribaltato al Senato a ottobre su input della Severino, e poi a non fare attuare neanche l’ordine del giorno sulla trasparenza dei nominativi di chi ha il doppio o il triplo incarico che tuttora non si trovano sui siti dei ministeri di Giustizia e del Tesoro. Ma c’è uno scandalo nello scandalo: il Csm accetta la norma che consente di far valutare l’avanzamento di carriera dei fuori ruolo sulla base dei giudizi della amministrazione in cui il magistrato presta servizio dopo il distaccamento. In questo caso nessuno ha sentito lesa l’indipendenza della magistratura. E né il governo né il Parlamento hanno alcuna intenzione di cambiare questo stato delle cose. Che stando bene ai magistrati interessati evidentemente sta bene a tutti. Magari pure a Ingroia che crede di riformare la giustizia abolendo l’appello e dimenticando che Enzo Tortora proprio in secondo grado di giudizio fu riconosciuto innocente.

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Roma, martedì 19 febbraio 2013

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