Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 4 marzo 2013


I SOGNI. LA REALTA’. LE RESPONSABILITA’ POLITICHE E STORICHE PER IL CENTROSINISTRA

Vecchio detto popolare :” tra il dire ed il fare, c’è di mezzo il mare”. Lungi da me giustificare la tirannica burocrazia di questo Paese , ma quando si pretende  di governarlo, un Paese come il nostro,  occorre possedere  anche dosi industriali di pragmatismo e di concretezza. Scontato poi che se si predica di voler sfasciare  tutto (come recita sempre il M5S) , dando per scontata la buona fede in quelle intenzioni, quel mostro burocratico si difenda, arroccandosi dietro  i propri privilegi e riceva  anche il sostegno di  quella parte di  popolo italiano che ha, nei settanta anni passati,  voluto, richiesto, costruito questo Stato leviatano e burocratico. E poiché per settanta anni questo Paese è stato governato non certo da Governi liberali ma da Governi di centrosinistra o di pentapartito ( ma sempre con l’accordo del PCI per via del patto ad escludendum), ecco che questo mostro burocratico è figlio legittimo della ideologia politica di sinistra,  dal 1948 fino ad oggi.

Su 100 elettori , avendo votato solo il 75% di costoro,  abbiamo 20 persone che hanno votato centrosinistra, 20 che hanno votato centrodestra, 20 per il M5S, 25 si sono astenuti dal voto, il resto conta poco. Dato che i voti favorevoli alla Camera per il P.D. hanno superato quelli per il PDL per uno striminzito 0,3% , dato che la Legge elettorale è quella che è perché sia P.D. che PDL non hanno voluto modificarla per difendere i propri legittimi interessi ( ma non certo quelli del Paese), dato che in una democrazia i voti si contano e non si pesano, le urne dicono che è il P.D. che deve proporre un Governo. Ho sentito dire in giro che il P.D. , spinto dalle minacce della sua militaresca base e dai giornali ad esso P.D. “organici”, intende procedere discutendo con il M5S per un futuro governo, ma non con il PDL.  Nel frattempo ho notato – e vi faccio notare – come “spensierata, giovanilistica  ed anche irresponsabile “ irruenza iniziale del M5S  inizia a sciogliersi come neve al sole. Ma sotto quella neve  restano le macerie. Federico Pizzarotti per esempio , il primo sindaco a Cinque Stelle di Parma, vinse cavalcando, in campagna elettorale, quasi esclusivamente un unico tema: quello del “ no all'inceneritore” a Parma ,un  progetto che era stato già approvato anche dall'amministrazione uscente. Io credo che  Pizzarotti ed i grillini ci credevano ciecamente in quel progetto, in assoluta ed encomiabile buona fede . Così come hanno finito per crederci anche tanti  cittadini parmensi. Ma, dispiace ricordarlo, i sogni, spesso, muoiono all’alba o son desideri chiusi in fondo al cuor. E così, come un fulmine a ciel sereno, è piombata su Parma la bomba secondo la quale sono infatti iniziate le "attività tecniche complementari alla messa a punto del sistema impiantistico del Pai che verranno effettuate a caldo attraverso la combustione di solo gas metano. Terminate queste attività preliminari l'altoforno inizierà a bruciare. Ossia tra un mese, giorno più, giorno meno. L'inchiesta della Procura e il ricorso in Cassazione dell'amministrazione parmense avevano ancora lasciato un minimo di speranza in chi ancora credeva che fosse possibile bloccare i lavori. Entrambe le mosse, però, sembrerebbero dei palliativi adottati da Pizzarotti, in realtà consapevole dell'impossibilità di bloccare la tanto odiata opera. E che il pur encomiabile Pizzarotti fosse "consapevole" dell'impossibilità di proseguire lo si capisce dallo strano 'no' che il sindaco di Parma avrebbe opposto ai due avvocati del Comune di Parma che avevano proposto a Pizzarotti una diffida nei confronti della società, che gli avrebbe permesso di mettere i sigilli ai cantieri entro 60 giorni, appigliandosi ad un permesso di costruzione scaduto da due anni , scadenza che renderebbe l'opera abusiva. Pizzarotti non ne ha però approfittato, deludendo i parmensi che hanno sottolineato come in campagna elettorale il Sindaco aveva detto che avrebbe smontato l’impianto pezzo per pezzo e Grillo aveva addirittura detto che per accenderlo avrebbero dovuto passare sul cadavere del sindaco. Che poi è lo stesso motivo per cui i cittadini di Parma lo hanno votato e per cui, forse,  non lo voteranno mai più.

Nella attuale partita politica e storica a tre, PD – PDL – M5S ,il P.D. dichiarando di volere escludere dal governo il P.D.L. si assume una notevole responsabilità. Sia storica che politica. Per vari ordini di motivazioni. Innanzi tutto nei confronti del popolo italiano, perché avendo vinto le elezioni con una misero vantaggio dello 0,3% sul PDL , il PD. pretende di occupare tutti i posti istituzionali ( Colle, Presidenza Camera e Presidenza Senato), pretenderebbe di formare un così detto “ governo di minoranza” facendo affidamento sul mercato delle vacche in Parlamento ed infine, last but not the least, pretende di utilizzare il  premio di maggioranza,  creato per uno scenario politico ben diverso dal presente e sostanzialmente “bipolare” ( con i due poli che tendevano  ciascuno verso il 50% ), per escludere dal governo del Paese una forza popolare che ha preso solo una manciata di voti in meno del P.D. La scelta del P.D. di cercare un’alleanza, anche limitata, con il M5S – che si prefigge l’abbattimento del sistema dei partiti – in termini di concretezza e di responsabilità politica e storica ,  significa mettere irresponsabilmente- per qualche poltrona , come dico io – tutto il Paese nelle mani del M5S il quale sarà il vero padrone della scena politica e potrà tagliare le gambe al P.D. e dunque anche al Paese  in qualsivoglia momento. Tradotto in parole poverissime: questa sinistra italiana è così becera ed irresponsabile da preferire la rovina del Paese ad un governo con il PDL per unificare il Paese.

Roma, lunedì 4 marzo 2013

Gaetano Immè

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