Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 7 marzo 2013


LA SINISTRA COME  DUMAS PADRE: VENTI ANNI DOPO E’ SEMPRE LA SOLITA

 

Procediamo, spediti,  verso la fine della farsa, siamo –come  diceva qualcuno che oggi è sparito dal quadro politico italiano, ripudiato dagli stessi italiani che il “Giuda politico per antonomasia” credeva di poter prendere impunemente per il culo, cacciato dalla politica  a calcioni  nel sedere e ridotto oggi a svolgere  il suo unico e vero ruolo, quello di “ cognato di” –“ quasi alle comiche finali”. La direzione del P.D., seguita via streaming, mostrava un quadro che definire tardo sovietico è una carezza, un’offerta di mimosa, insomma un complimento. In pochi hanno parlato e quei pochi che l’hanno fatto, fatta eccezione per Umberto Ranieri, cioè Veltroni, Franceschini, Orfini, Richetti (Matteo  Renzi s’è prontamente sfilato da questo comico revival della più grigia liturgia comunista anni cinquanta ) nessuno ha osato dire la verità. Così, in un’atmosfera da “Comitato Centrale del PCI”, la relazione di P.L. Bersani e dei suoi suggeritori è passata , a dispetto dei tanti interventi critici ( Ranieri, Veltroni, Richetti,ecc) con la solita maggioranza bulgara  della totale unanimità, salvo una sola astensione. Pareva di assistere alla consueta beatificazione del santo di turno, stavolta di P.L. Bersani, alla cerimonia del suo insediamento sulla “sedia gestatoria” ( quella specie di trono mobile sul quale il Papa designato  portato a spalla per poter essere più facilmente venerato dai fedeli durante le cerimonie pubbliche )formata  dai famosi otto punti otto( sei dei quali sono pura farina del sacco del M5S) che dovrebbero , come Sesamo insegna, dischiudere a P.L. Bersani ed al P.D. le porte di Palazzo Chigi. Ma tralasciando le sventatezze che trapelano dai giornaloni di riferimento al centrosinistra ed andando al cuore politico dell’evento, anche al di là della sua trista ritualità , esso rappresenta una vera e propria “ chiamata alle armi “ da parte di P.L. Bersani e del suo staff al quale il popolo “ de sinistra” risponde compatto e s’appresta ad una guerra che non farà prigionieri.  P. L. Bersani, l’amico Vendola, il loro staff, il P.D. che ha deciso di seguirlo ciecamente come i fanti italiani del ’18 nelle trincee alpine , sono praticamente in guerra con tutti, con il mondo intero. Sono in guerra con il PDL ( “ non esiste un piano B” insistono fingendo di ignorare che è il popolo che deve scegliere da chi farsi governare e non il P.D. che può scegliere chi può governare), sono in guerra con Monti (“ dobbiamo uscire dalla gabbia dell’austerità dove  ci siamo fatti rinchiudere”) , sono in guerra con il M5S ( che ha sempre posto al primo posto un referendum per l’uscita immediata del Paese dall’Euro) e, da ieri, sono in guerra anche con il Quirinale,  contro il quale sono passati da un implorante Siamo su un sentiero molto stretto : o riusciremo ad avere un Governo che cambi o avremo sgombrato il campo dalla nebbia” che  era ancora una preghiera votiva a Napolitano di voler concedere loro almeno un incarico esplorativo, alla minacciosa ed totalitaria  invettiva di ieri “ O me al Governo o si torna a votare”, quasi a voler costringere Napolitano, a dispetto dei poteri che la Costituzione gli riserva e che comprendono anche la scelta a chi conferire l’incarico di formare il Governo , a sdebitarsi con la sinistra che lo ha portato al Colle con i suoi soli voti nel 2006, insomma una sorta di ricatto bello e buono.

Nessuno, anticipavo, in quel triste conclave di porporati rossi stile Cominform togliattiano ha avuto le palle per dire in faccia a P.L. Bersani, a Fassina , allo staff cresciuto a sangrilla e “ convergenze parallele”, due verità, due semplici verità che sono, poi, due semplici constatazioni. La prima verità sarà il vero dramma politico italiano e della sinistra in particolare, perché, al contrario di quanto si illude di credere ( illusione! Dolce chimera sei tu!) Bersani , solo un misero 7% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni hanno votato per il P.D. ( il 48% ha votato M5S, il 23% Monti ed il 15% PDL) . Quando il popolo dei “militanti de sinistra” vedranno “ vaghe di lusinghe innanzi a lor   danzar l'ore future “ , chi darà il proprio consenso al P.D.? Così, volgendo lo sguardo intorno al Nazareno e, come diceva Totò “ gettando l’occhio a qualche Tribunale” ed un orecchio a D’Alema, t’accorgi dell’altra verità che nessuno osa spiattellare da quel palco sepolcrale del Nazareno. Mentre D’Alema, nel più puro coraggio dalemiano getta il sassolino (“ un accordo con la destra sconta la presenza di Berlusconi, altro che inciuci mai esistiti”) nascondendo coraggiosamente la manina, ci pensano ancora una volta gli amici magistrati a fare il lavoro sporco. Sono passati venti anni, ma a sinistra sono sempre più incapaci di vincere una consultazione se non confidando nell’aiuto della Magistratura politicizzata, le cui imminenti e veloci sentenze contro Silvio Berlusconi sono, ancora dopo venti anni, l’unico viatico sul quale la sinistra può sperare per mitragliare, fucilare, impiccare  il nemico.

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Roma giovedì 7 marzo 2013

Gaetano Immè

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