Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 6 marzo 2013


PERCHE’ LA SFIBRANTE ED UMILIANTE CORTE AL M5S CONDANNA L’ITALIA E MINACCIA LO STESSO FUTURO PER IL CENTROSINISTRA.

 

E’ vero, questo blog lo scriveva ieri e lo ha sempre sostenuto. In una vera democrazia i voti si contano e non si pesano. Ma , in democrazia, il voto serve  per eleggere che governi il Paese, non per adorare  una divinità cui genuflettersi, ai cui  piedi prostrarsi. Da qualche decina di secoli la democrazia si occupa della “polis”.Per l’adorazione di divinità rivolgersi altrove . Dal 27 febbraio 2013 però  l’Italia non è più una vera democrazia perché chi ha “ vinto le elezioni pur avendo pareggiato le elezioni”è un partito politico ( il centrosinistra di P.L. Bersani, di Vendola, di Fassina, ecc) il cui sostegno e consenso popolare ( ormai  ridotto a schiavo dalla droga intellettuale dell’anti berlusconismo viscerale, quotidianamente iniettatogli  da quasi venti anni nel cervello e divenuto così il vero se non proprio unico richiamo trogloditico che accomuna ed unisce quel consenso) lo ricatta ignobilmente : guai a fare gli interessi del Paese governando con chi ha pareggiato/vinto le elezioni – e cioè con il  PDL - , meglio sfasciare il Paese ( la solita, trita, vecchia, storica, consueta politica comunista del “ tanto peggio, tanto meglio”) e corteggiare il M5S.  Così da quel giorno tutto il circuito del centrosinistra è diventato un “esercito di Franceschiello”, un’armata Brancaleone di schizzati , tutti dediti, con una solerzia inusitata,  ad insultare , a  delegittimare, a spupazzare, davanti  agli occhi del mondo civile,  sulla democrazia italiana,  pretendendo di escludere dal Governo (motu proprio) una forza democratica e popolare che ha preso solo una manciata di voti meno dei suoi  ed a costruire ponti, più o meno fantasiosi, che possano, anche per un attimo , trovare  l’attenzione del M5S e che ce frega se l’Italia intanto va a rotoli o in mano a banchieri e speculatori. Tutti gli intellò d’ordinanza  a piatire intorno ai vari Carneade eletti col M5S , chi col piattino in mano, chi rigirando fra le mani il cappello, tutti dietro ai “sacerdoti” del M5S, nuovi apostoli del “ muoia Sansone con tutti i Filistei” . Leggi quel che scrivono i pensatori e i giornalisti “ de sinistra” e trasecoli e vomiti , usano parole e modi  che  nemmeno “ nonno Libero” userebbe con un nipotino birbaccione, lanciano continui “appelli” al M5S perché “dia una mano” a Bersani – da non perdere , esilaranti  Dario Fo e Padellaro su Il Fatto Quotidiano – mentre su “Repubblica” Renzo Piano  offre la foto del perfetto leccaculo mentre dipinge  Grillo come un “ buono dalla faccia burbera”. Altro che “ sindrome di Stoccolma”! E’ vero, è poco o niente in confronto di chi, dal 2011 in poi e sempre su “Repubblica”, soffocava di estenuanti ,prolungate ed adoranti fellatio sia il sobrio  Monti  quanto Napolitano, “madonnaro” senza spina dorsale come le vipere e le serpi, oggi a incassare i suoi trenta denari nel seggio blindato dell’Umbria. Leggo, sempre su “ Repubblica” che “c’è un andamento interessante ed incoraggiante nelle frasi di Grillo e Casaleggio, che sono passate dalla pietra al tufo “, dove per pietra l’autore  intende il primigenio “Bersani, faccia come il culo”, mentre per tufo, notoriamente meno duro, l’autore allude al recente “ Bersani faccia di merda”. La “ famiglia Fo”, oggi tutta” genieri specialisti in costruzione di ponti” si dice convinta, Dario il babbo e Jacopo il figliolo , che “ Grillo fosse propenso a dialogare con il centrosinistra e che solo la presenza di Berlusconi gli impedisce di farlo. Intanto Bersani, l'amico Vendola e il loro  coro canterino,  non sanno fare di meglio, in tutto questo, che recriminare e prendersela col nemico di sempre, il malefico Cavaliere che milioni e milioni di italiani rimbecilliti continuano pervicacemente a votare, chissà. Magari sarebbe il caso di chiederselo seriamente, una buona volta! Forse sarebbe meglio che Bersani ed il suo staff si dimettessero,restituendo i due euro incassati delle primarie, “ aridatece li sordi!”.Invece sembra che non li sfiori minimamente il senso del ridicolo , la loro profonda tirannia di pensiero. Meritano uno sberleffo  tagliente "Il popolo ha chiesto al comitato centrale di cambiare le sue decisioni, il comitato centrale ha deciso di cambiare popolo”. Da Brecht

Tutti indaffarati a dipingere un Grillo, un Casaleggio o un Grillino che vedono solo loro. Insomma, beccano un ceffone sulla guancia destra e, cristianamente, offrono la guancia sinistra. Non sapevo che i post comunisti avessero abbracciato la fede fino a questo punto. Ma la legge della democrazia, che impone di rispettare il voto popolare, si basa su un’altra legge ancora più basilare per la democrazia stessa,quella della reciproca libertà degli individui, nel senso che ognuno di noi merita la stessa identica dignità. Insomma io ti rispetto se tu rispetti me.

Ma in questa confusione, qualche eminenza del PD si è mai posto la domanda di fondo: ma questo M5S, cosa vuole e come lo vuole? La domanda è rivolta direttamente a Bersani ed ai suoi consiglieri. Avete capito cosa vuole il M5S, avete capito come intende raggiungere queste sue mete? Avete studiato quello che Grillo e Casaleggio dicono, hanno detto, hanno farfugliato, hanno, anche confusamente, indicato? Oppure il loro corteggiamento al M5S non ha alcun costrutto politico serio e serve solamente ad arraffare il potere fosse anche per qualche giorno? Per come si sono comportati finora , con il loro rifiuto di dare la fiducia ad uno governo politico, di darla ad un governo tecnico , io credo che stiano dimostrando che il loro programma anti casta non sia  altro che uno slogan per permettere al M5S  di diventare un partito unico o comunque dominante nel panorama politico italiano. Cosa ci sia di “ democratico” in tutto questo non lo so. Perché cambiare questo Paese, come loro urlano, è condivisibile, ridurre le spese delle caste giusto, indire un referendum sull’Euro magari, abolire la TAV a vantaggio del Paese va anche bene, ma, Signori, come otteniamo questi risultati se non con una Legge?  E una Legge si ottiene in Parlamento non al Bagaglino ed in Parlamento si deve votare, esistono regolamenti, calendari, lungaggini ma è la nostra storia, roba costruita dal 1948 ad oggi, a tutela della democrazia, per sfuggire a fascismi, a comunismi, a totalitarismi. E voi che vorreste invece fare ? Buttare tutto a mare ? O buttare , come si dice, il bambino con l’acqua sporca? Se decidessero di dare la fiducia ad un governo, basterebbero 12 mesi per fare tutte le cose che loro chiedono e invece pare che non abbiano nessuna intenzione di contribuire a rendere migliore l'Italia. A quanto pare vogliono solo dominare il Paese, lo vogliono  tutto per loro , altrimenti che  fallisca pure , loro non sono disposti a muovere un dito per impedirlo. Ecco allora che una volta che hai studiato il così detto “ grillismo”, una volta esaminati, letti, interpretati  parole, frasi, intenti, dichiarazioni, sfottò, cosa resta di tutto il grande chiacchierare veicolato dal web? Ve lo dico io cosa resta, una serie di cazzate lunga quanto lo stivale. Un Parlamento che approva le Leggi senza un Governo, dove – ideona del Bersani pensiero –un Governo è di minoranza, ma dovrebbe essere “incaricato” da Napolitano solo in virtù della speranza  che al momento del voto possa corrompere qualche vacca di passaggio in Parlamento , uscita dal recinto di qualche altro partito; oppure dove una parte dei parlamentari abbandoni l’aula al momento del voto , come se gli altri parlamentari fossero tutti deficienti  a restare dentro. Oppure la grandiosa trovata dell’articolo 67 della Costituzione, modificato per rendere impossibile ai deputati e senatori la libertà d’opinione introducendo addirittura il “ vincolo di Mandato”? Per  tornare indietro di tre secoli ai tempi del Terrore di Robespierre o al secolo scorso con Lenin?  Ma come cavolo puoi dare retta a simili idiozie? Rispettare le urne ed il voto, signori del PD , è un dovere democratico. Accettare supinamente le imposizioni, le intimidazioni, il vuoto di una parolaia buffoneria protestataria che fa ridere il mondo è uno scempio della democrazia 

Tutto questo, come anche la recente preghiera a Matteo Renzi ( quello cacciato via da Bersani con metodi da Lubianka ) di tentare di salvare  quel P.D. che voleva sfasciare e rottamare , cancella di colpo tutto il lavoro di recupero fatto da Bersani in nome dei valori della sinistra tradizionale italiana e rende evidente che il Pd è un partito privo di una precisa identità e dove convivono sempre più a fatica componenti che hanno come mastice il potere e la sua occupazione e come Tomtom l’antiberlusconismo viscerale. Bersani aveva aperto la campagna elettorale dicendo che il suo obbiettivo era quello di organizzare l'area progressista rendendo sempre più netto e chiaro che il Pd era l'erede diretto del Pci e dell'intera sinistra italiana di antica estrazione marxista. Non a caso aveva voluto che le primarie fossero aperte a Nichi Vendola, considerato fratello minore  da far rientrare a pieno titolo in famiglia. E sul piano delle alleanze elettorali aveva escluso ogni rapporto con il Partito Radicale, considerato troppo liberale e libero , troppo  estraneo e nemico della tradizione  ed incluso il Psi di Nencini, ritenuto al contrario interno al filone post-marxista. Fedele a questa impostazione ha incentrato la sua campagna elettorale sul lavoro e sulla crescita, cioè sui valori - cardine di una tradizione politica che attribuisce alla classe lavoratrice il compito di incidere in maniera progressista all'interno di una società in cui l'industria è il principale settore produttivo. Per questo blog  l'impostazione di Bersani era apparsa vecchia, tipica di un funzionario post-comunista di rito emiliano, convinto che solo riesumando lo spirito dell'antico frontismo sarebbe stato possibile tenere unita la sinistra ed entrare in un'area del potere la cui porta sembrava addirittura spalancata.

I risultati elettorali hanno sconfessato la linea di Bersani. Hanno invece dato il successo ad una forza, quella del M5S, che, come ho sopra esposto , non ritengo in grado di svolgere i compiti ed i ruoli che il Paese gli chiede. Ma che , comunque ed in linea di logica ,non solo non si pone assolutamente  nella  tradizione della sinistra post-marxista ma ne rappresenta addirittura l'antitesi più netta. Forse preoccupati dal potere che s’allontana, quelli del centrosinistra ancora non l’hanno capito. Insomma  Grillo & Casaleggio  non raccolgono solo la protesta e la rabbia popolare contro la casta politica ,  ma rappresentano nei fatti e nelle battaglie  soprattutto una  visione popolare che considera una jattura  la crescita nella società industrializzata e che punta apertamente ad una società in cui non sia più l'industria (e quindi la classe operaia) a svolgere la funzione propulsiva. Costoro forse sbagliano le forme ma come sostanza ragionano dentro il loro tempo e non nell’ottocento come Bersani ed il P.D. Come possano P.L. Bersani ed Il suo staff , fermi alle convergenze parallele di Aldo Moro, al consociativismo di Berlinguer, alle grande intese tra sindacati e Confindustria affiancare  chi invece vuole smantellare gli uni e l'altra perché punta al lavoro minimo assicurato dallo stato ( salario di cittadinanza)  ed alla decrescita progressiva verso una società dove l'uguaglianza è assicurata dalla povertà generalizzata, è ancora oggi , un mistero glorioso. Sbaglia il  Pd a sottovalutare questo contrasto con il grillismo, . perché ormai  una parte della sua  base è ormai attratta dalla predicazione della decrescita verso il bello della deindustrializzazione. Il rischio del PD è di esplodere e di finire in mille frantumi.

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 Roma, mercoledì 6 marzo 2013

Gaetano Immè

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