Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 18 marzo 2013


SCENEGGIATE ED AMMUINE ITALIANE
 
Mentre si consuma una  indecorosa sceneggiata napoletana con un falso  duello rusticano  fra Napolitano e la congrega politica di sinistra che nel 2006 lo depose ,con i suoi soli voti , al Quirinale, mentre un  loro autorevole portavoce –“ Repubblica”  per la biro di un suo vicedirettore,  Massimo Giannini – si scaglia con inusitata, biliosa e rancorosa  rabbia contro il Compagno Presidente , “reo” di non aver obbedito agli ordini della camarilla e di non voler onorare “il suo debito d’onore”  - dovuto da Napolitano ai suoi “ sediari quirinalizi” per averlo “issato” sul Colle del 2006 a dispetto di una metà abbondante del popolo italiano che mai lo ha riconosciuto ( dato che la costituzione che alcuni buffoni ed alcuni  comici spacciano  come la  più bella del mondo,  vieta agli italiani di scegliere  il proprio Presidente come invece accade nei Paesi civili come la Francia, come gli Usa, come l’Inghilterra, ecc) - agevolando e favorendo , cioè, come sarebbe stato suo dovere  secondo Massimo Giannini e Repubblica, l’arresto immediato dell’imputato  Silvio Berlusconi, ( senza stare lì a perder altro tempo con un processo ormai ridotto ad un  maleodorante avanzo organico di quel che “una volta erano ” lo  Stato di Diritto  e la democrazia italiani ); mentre, stizzito dalla trucida e disonorante  intimidazione che scoperchia il temuto “ vaso di Pandora” degli “accordi criminali” che determinarono la sua nomina al Colle , Napolitano  replicava di non “ aver concesso a Silvio Berlusconi alcun salvacondotto o scudo giudiziario” ( testuale )( confermando dunque, “ ex adverso”,  che da L. go Fochetti e da quello del Nazareno erano pervenute al Quirinale  precise e perentorie  disposizioni, alle quali attenersi fedelmente,per procedere alla  immediata carcerazione preventiva del leader del centrodestra ) ; mentre ’questo Blog , voce nel deserto, accusava apertamente  il Compagno Presidente di una   “excusatio non petita , accusatio manifesta “, evidenziando come fosse fuori luogo parlare di medioevale  “salvacondotto” quando  sarebbe bastato ed avanzato, compagno Presidente, semplicemente una lineare applicazione del Diritto e della Giustizia , quella vera però, quelli ignorati dall’Italia sotto a sua guida,compagno presidente, quelli  ignorati dalla Magistratura Italiana a causa di un complice e tremebondo Presidente del CSM, qual è Lei, Compagno Presidente , sul quale Capo dello Stato la costituzione porrebbe l’obbligo di intervenire per far marciare la giustizia nell’interesse di “ tutto il popolo italiano” cioè  quella fondata sul rispetto dei diritti,della dignità e della civiltà giuridica ; mentre accadeva tutto questo, è  cominciata pure  la rituale indegna, ridicola , gazzarra, l’indecente  farsa della spesa proletaria dei ruoli istituzionali, la miserabile compra vendita di decine di grillini da parte di P.L. Bersani, di fronte al mondo intero, senza vergogna . Una “rifondarola comunista ”, oggi SEL , partitino mignon col suo due virgola qualcosa per cento ed un Magistrato “ de sinistra” (  uno dei tanti “paraculi” togati che, ormai prossimi ai circa 6.000 Euro mensili di  pensione s’avvedono di poter  continuare ad incassarne mensilmente altri circa  ventimila per altri cinque anni , oltre ad assicurarsi  i munifici vitalizi futuri , solo aprendo quella famigerata porta girevole che, dalla Magistratura conduce – alla faccia della Costituzione che pretenderebbe che Magistratura e Politica fossero  due ordini distinti, separati e, sopra tutto, reciprocamente autonomi- direttamente fra i banchi della sinistra parlamentare).  Mentre dunque P.L. Bersani  gioca con l’Italia come un apprendista macellaio gioca con i coltelli in assenza del padrone, mentre il M5S , che dell’anticasta politica  aveva fatto il suo cavallo di battaglia , ora  partecipa con famelica  ingordigia al banchetto delle corruttele politiche,così, in una ormai totale assenza della democrazia, ridotta da attrice principale a semplice convitata di pietra nella sorda e grigia  aula del Parlamento, replicando la farsa già andata in onda nel 2006 ( allora il margine fu di 24.000 voti, oggi dello 0.3% dei votanti, siamo alle solite),  PD e sodali  fanno sfacciatamente spesa proletaria con i posti chiave a favore dei loro compagni, fregandosene della “costituzione più bella del mondo”, fregandosene del voto del popolo, fregandosene del sistema democratico, fregandosene che proprio ieri ricorreva oltre tutto  il 35esimo anno dal rapimento di Aldo Moro, trucidato da una banda di delinquenti la cui ideologia è la stessa che ha sempre guidato e che ancora guida tutta la sinistra . Le cariche istituzionali (Quirinale, Presidenza Camera, Presidenza Senato, presidenze delle Commissioni, etc) ridotte alla stregua di bancomat, delle casse dei supermercati alimentari da rapinare , come le casematte della guerra, insomma posti “di potere” da occupare militarmente, senza minimamente preoccuparsi del bene del Paese, senza alcun rispetto del voto popolare . E’ iniziato, fra schiamazzi ed atti di vera prostituzione politica, quello che Bersani chiamava “ scouting” che starebbe per “esplorazione” ma che è invece una stomachevole  “campagna acquisti” del P.D., la solita transumanza parlamentare sottobanco, viscida, opaca, vomitevole: si chiama, senza falsi infingimenti, senza ridicole grida spagnolesche,  “corruzione  politica” anche quando il corruttore ,come in questo caso, è la sinistra. Questo, signori italiani, sarebbe il “ nuovo che avanza”, questo, Signori “ de sinistra” è lo spessore politico, morale ed etico di P.L. Bersani e dei suoi seguaci, quello che in campagna elettorale si vestiva da falso agnello assicurando che “  vinte le elezioni con una maggioranza anche del 60%, noi governeremo come se avessimo avuto solo il 49% dei voti” e che oggi col suo scarso 30%  vuole fare ,come  Stalin, come Hitler, come Mussolini,  “l’asso piglia tutto”, vuole occupare ogni posto, vuole “comprare” il consenso al suo “ governo di minoranza” con i soldi dei contribuenti italiani. E non è questa una truffa? Non è questo un reato planetario di voto di scambio?  Questa è, Signori italiani” l’Italia giusta” di Bersani e del corruttibile M5S. Bel casino che avete combinato, compagni grillini cretinetti.

Poco cale, sia chiaro,  per queste due poltrone, rimane che P L. Bersani non ha i numeri per governare, la spesa per acquistare altre vacche grilline sarà difficile, ormai tutti hanno capito il progetto criminale. E poi, questa dell’assalto al forno manzoniano, dell’assalto alle due Presidenze del Parlamento ed al Colle   è una guerra  fra accattoni , fra rubagalline  del pensiero e della politica , miserabili mendicanti  in cerca di qualche lira , poltrone erano, poltrone sono, cadreghe da privilegiati restano, robaccia da “casta politica ”, quella “schifosa e privilegiata casta politica” che Bersani, Vendola  e Grillo vilipendono, infangano , diffamano,calunniano ad ogni piè sospinto ( quando c’è da metter giù i loro  consueti sproloqui destinati a catturare qualche votarello in più)ma le cui cadreghe , prebende e privilegi  poi pretendono e reclamano  per loro stessi  e per  i loro compagni, puntando e pestando i piedi come fastidiosi viziati mocciosetti.

Mi pare doveroso presentare Laura Boldrini. Le invio pubblicamente una preghiera, qualora si degnasse di leggere questo blog:, la seguente: ci racconti la sua vita, ci dica della sua assunzione in RAI, ci dica di quella sua nelle successive tappe professionali, ci  sveli quali siano stati i suoi meriti, le sue capacità personali che l’hanno portata alla Presidenza della Camera. Perché finché la D.ssa Boldrini non mi svelerà la sua vita, con quella trasparenza alla quale dice di ispirarsi, per questo Blog lei resta la figlia di una famiglia ricca e potente  che  grazie ai soldi ed alle amicizie ha fatto carriera. Insomma una Bedy Moratti in sedicesimo., una sottospecie di Inge Feltrinelli.. E la sua provenienza dalle fila del Sel di Nichi Vendola dà alla Boldrini  una tinta di impegno umanitario ed una luce  di ideologia politica facile da enfatizzare. Ma troppo entusiasmo può riservare anche amare delusioni. Perché chi conosce bene Laura Boldrini e la sua folgorante carriera assicura al contrario che è figlia di una casta radical snob, molto  ben ammanicata nelle stanze del potere e che il suo percorso è stato, per così dire, altamente privilegiato e, forse, anche non del tutto meritato, certamente frutto di comparaggi politici . Comincio dal suo attuale  ruolo all'Unhcr  ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati)  , che inopinatamente scompare con lei: ma scompare  perché le è stato appositamente ritagliato addosso come un vestito di Dior. . Alla faccia delle tanto vantate “ pari opportunità”, alla faccia della presumibilmente numerosissima schiera di giovani italiani , senza i soldi del circolo marchigiano dei Boldrini , che avrebbero fatto carte false per  subentrare alla Boldrini in quella posizione, non solo  ricca di corrispettivo, ma  libera da qualsivoglia ordinario  controllo riservato ai comuni mortali. Laura Boldrini, da Macerata, viene da una ricca famiglia tradizionale  della borghesia marchigiana , piuttosto gonfie di patrimoni e di soldi,, che avviano i loro ricchi  rampolli ad un futuro in diplomazia o comunque in organismi internazionali, perché mica vorrai lavorare in Italia per quattro soldi ed a contatto col popolo bue e merdoso! . È sempre stato una delle mete  più ambite dall'alta società  e delle famiglie ricche e potenti , è con quell'obiettivo  che  fanno studiare i loro rampolli nei migliori collegi, per questo scopo d'estate li  iscrivono a costosi soggiorni all’estero per  corsi di lingue, per questo pagano loro sontuosi  viaggi per tutto  il mondo, per questo scopo li  iscrivono  a università americane o inglesi purché  di fama e planetaria, per questo  pagano milioni per stage e master all'estero dopo la laurea. Un'esperienza nel mondo del volontariato, in certi ricchi e  potenti circoli terzomondisti  , è d'obbligo per lucidare il già sontuoso  curriculum. Fa molto nobiltà d'animo e i genitori raccontano con orgoglio, nei salotti dei vari Principi di Salina ,  le esperienze vissute lontano da casa dei figli.

Pochi lo svelano, ma Laura Boldrini ,  nipote di un petroliere e figlia di un Avvocato,  si permette  dopo la maturità viaggi in  Venezuela e poi un lungo viaggio in tutto il Centro America. Poi arriva la laurea. Ma come mai  l’anno dopo la sua laurea ( 1986) la Boldrini entra in RAI?  E come ha fatto nel  1989 ad entrare all’Onu? Ora che tutti  lodano e sbavano dietro “ il nuovo stile sobrio  della presidente della Camera “ ( che paraculescamente all'investitura si presenta con una giacchetta nera striminzitella e sale a piedi al Quirinale per la prima visita al Capo dello Stato) , qualcuno dovrà pur  chiedersi se la Boldrini non abbia avuto la strada spianata dal denaro e dalle amicizie della sua famiglia. . Visto che è entrata in Rai come giornalista negli anni Ottanta, ha fatto tappa all'agenzia giornalistica Agi di proprietà Eni, per poi dare un calcio ad un posto ambito e solido per tuffarsi nelle sue avventure in giro per il l mondo per poi approdare ad un posto creato apposta per lei, all'Alto commissariato per i rifugiati nel 1998., visto che sbandiera parole come “ trasparenza”, come “ onestà”, come “merito”, come “ pari opportunità” e simili, perché non ci svela la sua vita? Come mai una donna di mondo come Laura  non è stata, per esempio, in Cambogia o in Cina o in qualche Paese nel blocco ex sovietico o magari nello Zimbabwe o anche  in Lettonia dove mi risulta che abbiano eretto un museo sulle atrocità del comunismo e dei deportati . La Dottoressa Boldrini non c'e' stata in questi luoghi , Lei ha preferito altre tappe, ha preferito seguire le tracce del Che  Guevara in un viaggio pieno di avventura piuttosto che vedere gli orrori che l’ideologia comunista e terzomondista ha sparso per il pianeta. Ma la Boldrini è ricca ed intelligente, senza se e senza ma: d’altra parte vota SEL e dunque è intelligente, colta e democratica . Questi figli di papà sono non hanno diritto ad attenuanti, sono solo dei parassiti  e con i soldi di babbo e di nonno e con le complicità di politicanti arrivano ora anche  ai vertici dello Stato. Perché Laura, la falsa francescana, ha lo stesso dna , lo stesso  pedigree sociale e castaiolo di una Giovanna  Melandri o di una Concita De Gregorio, che hanno fatto carriere splendide solo  perché “parenti di” . L'onorevole Boldrini,da ottima radical-chic,invece di illustrare "il come" affronterà le problematiche politiche della Camera, si è tuffata in quella fanghiglia  demagogica dove da sempre i radical-chic sguazzano,ovvero spargere lacrime  sulla povertà,parlare della parità delle donne, invocare la giustizia sociale e tutte quelle ritualità terzomondiste  che da sempre sono presenti nello scontato parlare della  così detta "società civile". Qualcuno spieghi alla Boldrini " che la presidenza della camera non comporta comizi politici, che invece e' una carica  istituzionale di garanzia il cui unico compito è di  fare rispettare i regolamenti parlamentari con obbligo di  astenersi da fare politica e di apparire ed essere super partes. A proposito, sapete  come si chiama quella persona che ebbe l’ideona di obbligare l'Italia a risarcire tutti i clandestini respinti e /o espulsi  con € 15.000,00 ? La signora Boldrini !! Ora che una  "vendoliana" siede sullo scranno più alto della Camera, i giochi si complicano. Il centrosinistra ha scelto una strada senza ritorno. Col nome della Boldrini ha ignorato il M5S, il partito che ha ottenuto il maggior numero di voti a Montecitorio. Inoltre cercando di fare il jackpot al Senato e alla Camera, il Pd in pratica chiude al dialogo con le altre forze politiche. Il centrosinistra fa blocco per tutti e due i rami del parlamento. Insomma il centrosinistra ha dato il via al tutti contro tutti. Persona rispettabile , ma la Boldrini  è una persona che non ha ricevuto nemmeno un voto per essere eletta. Violante,Pivetti, Bertinotti, Casini, persino Fini avevano invece ricevuto molti consensi , insomma avevano una personale investitura popolare.  Non mi riferisco tanto alle  votazioni del 24-25 febbraio, ma a quelle “parlamentarie – primarie “ che il Pd ha tanto sbandierato e sponsorizzato lo scorso dicembre. Alle elezioni la Boldrini è stata candidata alla Camera nelle circoscrizioni Sicilia 1 e 2 e Marche, come capolista di Sel. La sua candidatura è stata inclusa tra le 23 persone scelte dall'assemblea nazionale del partito senza passare dalle primarie. Insomma una come una  Minetti qualsiasi , "calata" dall'alto, secondo il manuale Cencelli della “democrazia secondo il Favoliere delle Puglie”.La signora in questione è una classica rappresentante del mondo radical snob sinistrorso : loro adorano la povertà. Ma quella degli altri , ca va sans dire, of course!

Se pensate  che alla Presidenza della Camera è passata gente come Violante, poi  Pivetti, poi Bertinotti, poi Casini e, in cauda venenum, poi addirittura anche Gianfranco  Fini, l’andazzo generale del Paese – ben rinchiuso nel detto popolare  chi troppo in alto sale, cade, sovente, precipitevolissimevolmente” – è pienamente confermato nel suo tracollo culturale, con il regalo che P.L. Bersani ha voluto fare a Vendola , assillato dalle sue estenuanti pressioni , per  comprarne  il silenzio assenso.Mi viene da ridere se osservo  tutti  gli sforzi degli uomini del centrosinistra, dei suoi spin doctor. Voglio ricordare agli italiani  questo esempio di “pura imbecillità politica”. Nel giugno del 2006 il centrosinistra convinse il suo  popolo ad abolire, col referendum,  la riforma costituzionale varata sul finire della legislatura precedente dall’odiato governo di centrodestra. Ma con quella riforma si aboliva il bicameralismo perfetto(il senato non più camera legislativa), si riduceva considerevolmente il numero dei parlamentari, si rafforzava il potere del premier. Tutte cose che oggi, se fossero  in vigore ,  avrebbero dato alla sinistra il potere di governare per davvero e senza dover elemosinare dal M5S. Ma Bersani e compagni, come il marito che vuole fare un dispetto alla moglie,  gli attributi se li è tagliati da solo e tutto questo perché se la riforma l’aveva fatta il centrodestra  doveva essere per forza sbagliata. Parce sepulto.

Mentre impazza la ricerca di notizie, magari anche negative, su Francesco – che non è né Rutelli né mio figlio, ma il nuovo Papa – nessuno s’è accorto che – nuntio vobis gaudio magno – siamo circondati anche da eventi miracolosi davanti ai quali dovremmo imitare  Marie-Bernarde Soubirous , Bernadette di Lourdes piuttosto che pensare ad altro. Miracoli veri, autentici, come solo noi italiani siamo in grado di fare. A parte il fatto, non secondario, che proprio la notte delle strane “dimissioni “ di Papa Ratzinger un fulmine celeste colpì il Vaticano, vaticinio  da arrivo di Nosferatu assetato di sangue  dalla Transilvania, in questi giorni assistiamo, basiti, inerti,stupefatti  a ben altri miracoli soprannaturali.

C’è, prima di tutto, il miracolo dei miracoli, quello  del P.D. e del Mago Bersanì al cui cospetto Houdinì o Silvan contano zero  coi loro “ Sim salabim”!Questo duo di prestigiatori è stato capace di farti votare P.D. o SEL e di farti ritrovare poi un Governo di minoranza , basato sul mercato dei traditori  e per di più schiavo di un comico ! Pensate che maghi! Altro che quel film di Vittorio De Sica del ’51 “Miracolo a Milano”! Cose uniche al mondo! Neanche in Afganistan  coi talebani o nelle fredde steppe siberiane, dove di maghi ne basta ed avanza uno solo, potrai mai vedere simili miracoli ! Ma ci pensi! Tu sei convinto, vai a votare, ecco carta identità e certificato, ti danno le schede e sembrano personcine dabbene, entri nel seggio, fai la croce sul P.D. o sul SEL e la matita è indelebile, esci, vai a casa, sei sicuro del trionfo e il giorno dopo, chi ti trovi a guidare il  Governo? Mica Bersani, mica il P.D., mica Vendola! Macché! Eccolo il miracolo, una specie della moltiplicazione dei pani, dei pesci e dei voti! Tutti inchinati, Bersani, Vendola, grandi intellò che firmano da una vita inutili e sconsiderati appelli, comici monotematici, nani che si credono Messia, mezzibusti, ricchioni, lesbiche, tutti lì, inginocchiati, imploranti , con la mano tesa davanti a Grillo o Casaleggio! E dietro, a capo di una folla di prefiche adoranti c’è anche “ il professore”, al secolo Mario Monti , ormai una vera Maddalena ,con tunica  in formato “sobrio loden”, che cerca di asciugare  con l’augusto asciugamano l’affaticato viso dell’accattone Bersani, esausto e scavato dalla fatica , a forza di implorare l’intercessione del “nuovo Dio in terra italica venuto,  a miracol mostrare” Questa Signori, è vera magia, mica Silvan , Otelma o De Sica, solo qui in Italia, solo col P.D., col SEL, con Bersani, con Vendola, con Enrico Letta, con Franceschini, con la Bindi e confratelli vari puoi assistere  a simili miracoli.

Altro evento miracoloso:  Sim Salabim ed è  sparito Antonio Di Pietro. “ L’ex “Gesù in terra “ della metà degli anni novanta, l’ex “padre padrone dell’IDV” degli anni passati, l’ex Magistrato fattosi furbo e soprattutto ricco eliminando, come un boia,tutti  i nemici politici della sinistra comunista fra gli anni ’92 fino al ’96, il molisano uscito ancor giovane dalla Magistratura con due appartamenti ed ora sparito dalla politica quando di appartamenti però  ne possiede una decina tutti comprati coi “rimborsi elettorali” che dovevano andare all’IDV e non a lui, è stato risucchiato finalmente dallo scarico del cesso parlamentare ed è andato a finire da dove è venuto, dove avrebbe dovuto sempre  restare:  fra i suoi uguali. Ma, per una sorta di punizione divina di contrappasso ci resta il Parlamento più dipietrista di sempre, quello più manettaro ma anche quello più sfascista, avvelenatore di pozzi, sabotatore di ogni «dialogo» e di ogni baluardo di riferimento, proteso a inasprire ogni conflitto istituzionale e a delegittimare progressivamente ogni cosa. In verità Di Pietro e Grillo hanno sempre avuto molto in comune, anche se altrettanto li divideva : entrambi hanno fatto carriera con una cosa sola. Gridando, vene del collo gonfie, urlando, sputando, vomitando   «in galera», ma solo e sempre contro gli “ altri.

Sarebbe ora che Pier Luigi Bersani la facesse finita , con la sua sconfinata fiducia,  tutta di natura staliniana e togliattiana, che il popolo che non vota a sinistra sia solo “ un numero che si ottiene contando i coglioni e dividendo la somma  per due “, di considerare i grillini solo come una banda di cretinetti da blandire, da corrompere con offerte di soldi pubblici,  da dividere,  da fagocitare e  da disperdere,  come Palmiro Togliatti fece con gli affamati “ uomini qualunque “  di Guglielmo Giannini . Tutti mantenuti dallo Stato. Ed anche se nel Movimento Cinque Stelle non manca una forte componente di protesta qualunquistica e forse non manca neppure qualcuno disposto a farsi catturare con la promessa di qualche poltrona governativa con annessi dorati ozi di Capua e di Roma,  è da escludere che per il momento i seguaci del comico genovese possano fare la fine di quelli del commediografo napoletano. Ad impedire questa sorte c'è la convinzione di Grillo e dei suoi di avere il coltello dalla parte del manico nei confronti di una classe politica incapace di reagire e scrollarsi di dosso il peso di anni ed anni di errori, paralisi, sconcezze e relativo discredito.

I grillini, in sostanza, hanno tratto dal clamoroso successo elettorale la convinzione di essere l'espressione di una sorta di “primavera italiana” che, sul modello di quelle arabe, è inevitabilmente destinata a spazzare via il vecchio sistema e liquidare definitivamente tutti gli agonizzanti partiti tradizionali. Quanto Grillo sostiene che per il proprio Movimento «è meglio un salto nel buio che un suicidio assistito» provocato dall'ascolto delle «sirene Pd», non si limita a compiere un esercizio di semplice retorica. Esprime la convinzione profonda dei suoi parlamentari, entrati a Montecitorio ed a Palazzo Madama grazie al miracolo delle liste bloccate del Porcellum, di essere ormai destinati a realizzare la grande impresa di “cambiare il paese”. Nessuno di loro, Grillo in testa, ha una vaga idea di come si possa mai realizzare la transizione dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diretta per via web. Ma ognuno di loro è convinto che il primo passo di questa transizione debba passare attraverso il rifiuto di ogni possibile contaminazione con gli epigoni del vecchio regime rappresentativo e con la scelta di mandare al più presto al macero la XVII legislatura repubblicana per arrivare ad elezioni anticipate destinate a portare il M5S oltre il cinquanta per cento. I difensori della democrazia rappresentativa, quelli che fino a quando un qualche modello di democrazia diretta per via web non sarà definito pensano più opportuno tenersi il modello conosciuto con tutte le sue pecche piuttosto che trasformare l'Italia in una Libia o un Egitto meno truculenti, dovrebbero affrettarsi a prendere sul serio Grillo. Ed a mettere a punto al più presto una strategia per evitare di fare il gioco di M5S e scongiurare l'ipotesi che i grillini della “primavera italiana” possano provocare nel nostro paese lo stesso caos in atto nella sponda meridionale del Mediterraneo. Questa strategia non è affatto complicata o irrealizzabile.

Basta un accordo tra le forze politiche responsabili per un governo a termine che assuma le iniziative economiche più urgenti e realizzi una riforma elettorale capace di eliminare l'anomalia di liste bloccate che nelle passate legislature ha prodotto la cosiddetta “mignottocrazia” e che nella attuale ha provocato non la fantasia al potere, non l’Italia giusta al potere,  ma l'incompetenza e l’incapacità al potere. Gli ostacoli alla realizzazione di una strategia così semplice sono rappresentati dall'ostinazione di Pier Luigi Bersani nel pretendere di poter governare senza maggioranza e dalla lentezza con cui i parlamentari ed i dirigenti democratici stanno prendendo coscienza che, fino a quando le loro contraddizioni interne non saranno risolte, lo stallo andrà avanti facendo il gioco del M5S e creando le condizioni per elezioni anticipate destinate a postare M5S ancora oltre. Che aspetta il segretario del PD ad arrendersi all’evidenza? Vedere forse l’Italia crollata, al motto a lui assai ben noto del “ tanto peggio per l’Italia, tanto meglio per noi ( comunisti)?

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Roma lunedì 18 marzo 2013

Gaetano Immè

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