Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 2 maggio 2013


 

A PROPOSITO DI IMU E DI ALTRE COSE

L’IMU fu introdotta  dal Governo Berlusconi (Decreto Legislativo  14 marzo 2011 n. 23 in materia di federalismo fiscale, è una imposta dovuta sul patrimonio immobiliare) a seguito delle pressioni europee di quei tempi sull’Italia. Entrava   in vigore dal 1° gennaio 2012 in via sperimentale, a regime solamente dal 1° gennaio 2015 per sostituire  l'ICI e  l'Irpef dovuta sugli immobili non locati  e le relative addizionali regionali e comunali. L'IMU era  dovuta anche sulla prima casa, a differenza dell'ICI per la quale, con il Decreto Legge 93 del 21.05.2008 (convertito nella Legge 126 del 24.07.08) il legislatore aveva stabilito la totale esenzione. Per la prima casa il legislatore del marzo del 2011 aveva previsto  una detrazione di € 200,00 e, per gli anni 2012 e 2013, una ulteriore detrazione pari ad € 50,00 per ciascun figlio convivente, purché di età non superiore a 26 anni. Con la conversione in legge del D.L. n. 16/20121 (Decreto Salva Italia, Governo Monti) , il legislatore ha provveduto ad inserire numerose modifiche all’impianto dell’Imu, allontanandosi dall’impostazione iniziale del tributo. Non solo dunque l’IMU va pagata anche sulla così detta prima casa, ma sono state eliminate tutte le attenuazioni in materia di prima casa, la sua entrata a regime anticipata  e, se non bastasse, aggravate in modo micidiale anche le tariffe catastali ( aumentate in maniera considerevole  sempre con questo Decreto Salva Italia ) di base di calcolo. A decorrere dall’anno 2008 – statistiche ISTAT – in poi i contribuenti italiani proprietari della loro prima casa  sono circa l’83% dei contribuenti stessi. Sempre in base a queste statistiche, quasi il 92% degli acquisti di prima casa sono avvenuti grazie al ricorso la prestito bancario, al classico mutuo. Ed inoltre il 20% dei proprietari della prima casa possiedono anche  una seconda o terza o successiva casa. Fermiamoci qui per ragionare.

Poiché le banche concedono il mutuo per un importo inferiore al valore dell’immobile ( di solito la Banca eroga il 75% del costo dell’immobile e non ci complichiamo la vita con le inutili fughe verso malcostumi italici vari ), non vi è ombra di dubbio che tutte le “prime case” sono state acquistate con risparmi ( dell’acquirente o di altri parenti) e con rate di mutuo per venti o venticinque anni. Dunque il prezzo della prima casa è stato pagato con i risparmi guadagnati  con un lavoro e che dunque è stato già tassato , mese per mese ed anno per anno . Se questo “ risparmio già tassato” viene investito in un bene materiale, è concepibile e logico che siano soggetti a nuova successiva ed ulteriore  tassazione solo i “frutti” di quell’investimento, ma non certo lo stesso bene acquistato. Dunque, tassare il bene indipendentemente dai suoi frutti è semplicemente , alla Phroudon, un furto di Stato.E seppure sento alcuni democratici pronti a quanto meno attenuare  questo furto di Stato sui più deboli, per incrementarlo ( il bottino intendo ) sugli altri, il frutto di una rapina, seppure  di Stato, resta comunque un bottino, una refurtiva.

C’è ancora un altro aspetto  da rilevare, sempre riguardo all’IMU. Se una Banca concede il mutuo, come avviene nel 100% dei casi, la Banca accende anche un’ ipoteca ( art. 2808 c.c.)  su quell’immobile. Con l’iscrizione di ipoteca , l’acquirente di quell’immobile non può disporne: non lo può vendere se non con il consenso del creditore.  Quindi, l’art 2808 c.c. attribuisce al creditore ipotecario il diritto di espropriazione ed il diritto di prelazione. Il diritto di espropriare i beni del debitore spetta ad ogni creditore; l’ipoteca assicura la realizzazione di questo diritto di fronte a possibili alienazioni di un dato bene. Ossia il bene sul quale è iscritta un ipoteca non può praticamente essere trasferito (donato etc.) perché  nessuno acquisterebbe un immobile  Il diritto di prelazione assicura, invece, il potere di essere preferito a terzi creditori (senza garanzia o con un ipoteca iscritta successivamente) nella distribuzione della somma ricavata dalla vendita coattiva dell’immobile ipotecato. Di converso il datore di ipoteca mantiene il potere di godimento della cosa. Bastano queste due semplici nozioni basilari di “ civiltà” più che di “tecnica tributaria”, per concludere che l’IMU non può avere alcun diritto di cittadinanza in uno Stato di Diritto,  dove le imposte personali  dirette devono colpire i redditi e non il patrimonio o il risparmio. Dunque l’IMU né andava allora introdotta né andava nel 2012 aggravata.

I fatti essenziali or ora ricordati  dimostrano  che al Governo Berlusconi, che l’ ha certamente introdotta -  ma per sostituire altre imposte sugli immobili (ICI, Irpef, ecc)-   si può e si deve rimproverare una deleteria e deprecabile sottovalutazione del possibile uso “predatorio” che altri Governi italiani  avrebbero potuto fare di quello strumento fiscale, ma dimostrano, per converso che le responsabilità politiche addebitabili al Governo Monti / Napolitano sono enormi. E atteso che il  Governo Monti / Napolitano voluto dall’On Napolitano “motu proprio”,  fu sollecitato, con manovre in Parlamento ma sopra tutto con manovre extra parlamentari  dalla stessa sinistra che nel 2006 aveva “nominato”( con i suoi soli voti) lo stesso On. Napolitano al Colle, tutte le responsabilità sono della sinistra

Voler dunque rimborsare ai mezzadri  quella pagata per l’anno 2012 ed annullarla definitivamente per il futuro è sicuramente opera di civiltà giuridica e fiscale , nonché opera di  rispetto profondo per lo Stato di Diritto, ma inutile nascondere che tutto questo ha un costo che deve avere la sua opportuna copertura finanziaria . Ma non è certo vero l’opposto, che, cioè, mancando ancora una sua precisa copertura finanziaria, sia essa disposizione da escludere. Sarebbe come ammettere che questo Stato non solo costa agli italiani molto di più di quanto costi ogni altro Stato europeo ai suoi propri cittadini, ma che addirittura in Italia, oltre che espropriarci fiscalmente del 52% di quanto guadagniamo , dobbiamo anche subire  una ulteriore  rapina per mantenere questo vorace Stato leviatano. Noi italiani non siamo cittadini dell’Europa né del mondo, perché siamo dei semplici mezzadri  alla catena di uno Stato “padre padrone” che ci sfrutta come bestie da soma, obbligandoci per legge ( anche la pena di morte è una Legge di Stato!) a dividere a metà con lui ogni frutto del nostro lavoro. Proprio come i mezzadri di un tempo che fu. Semplicemente ignobile difendere questa imposta..

A proposito perciò di “ copertura finanziaria” , se si parte dalla cancellazione della rata Imu di giugno prossimo non è chiaro cosa comporti a fine anno. Ma il governo Letta  ha promesso molto. Una rivisitazione dell'imposta sui servizi-rifiuti (la Tares), incentivi alle ristrutturazioni edilizie (già aumentate dal decreto Passera) e sgravi su affitti (per cui Confedilizia plaude) e alle giovani coppie. Si cercherà di sterilizzare l'aumento di un punto dell'Iva. E, come detto, c'è un corposo pacchetto di riduzione del costo del lavoro per via tributaria: non solo per giovani e neo assunti, ma anche per dipendenti stabili. Difficile quantificare il totale, ma solo Tares, Imu e Iva valgono (per i prossimi sei mesi) 6 miliardi. Nel complesso non è poi una misura choc. Sono aggiustamenti e correzioni rispetto alle nuove imposte introdotte dal governo Monti.

Sul fronte delle uscite gli annunci del governo Letta sono, sulla carta, molto più corposi. Il rifinanziamento della Cassa integrazione, delle missioni militari, la stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione e il fondo di garanzia delle piccole e medie imprese valgono complessivamente sei miliardi. Ma si tratta di poca roba. Il costo degli esodati è difficile da quantificare. L'accenno al reddito minimo per le famiglie bisognose può aprire varchi di spesa pubblica devastanti. Basti pensare che 800 euro per un milione di persone (nel solo 2012 sono tanti i nuovi disoccupati, non necessariamente tutti  indigenti) ha un costo annuo di 10 miliardi. E poi c'è l'estensione degli ammortizzatori sociali per i precari, il piano dell'edilizia scolastica (36mila edifici) e il piano pluriennale per la ricerca e sviluppo (che però potrebbe essere finanziato con project bond). Insomma, sulla spesa c'è un forte sapore keynesiano di intervento in parte di sostegno e in parte di investimento.

Dalle parole di Letta si vede un acceleratore premuto più sulla spesa che sulla riduzione delle imposte (a parte la concessione simbolo, ed evidentemente politica, sull'Imu). Il presidente del Consiglio ha inoltre detto che la riduzione fiscale deve avvenire senza indebitamento. Pura propaganda . Poco si è detto, al contrario, su come si dovrebbe invece finanziare la nuova spesa. Anche se la cornice, dice Letta, è quella di mantenere il percorso di risanamento, senza il quale l'Italia muore.

È del tutto mancata (a parte il taglio simbolico dei doppi stipendi ai ministri) una previsione di riduzione di spesa pubblica, che è pari (esclusi gli interessi sul debito) a 700 miliardi di euro l'anno. Il record del mondo.

Un plauso. «I modi e le forme con cui tro­veremo le risorse è roba di casa nostra e non devo spiegarla a nessuno», ha assicurato l’On. Letta a Berlino. In altre parole, su questo l’Italia non accetterà imposizioni. dall’Ue. Ma nemmeno da Fassina

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CRETINATE A TUTTO SPIANO

Ma è vero che esiste un’Italia cretina? La mia riposta è chiara: esiste una moltitudine di italiani, rincretiniti da una “ scuola ed una kultura di Stato ” e indottrinata da una “ stampa e da una televisione  asservite” ad interessi che non sono stati mai quelli così detti “ superiori del Paese”. Vi rinfresco le idee con qualche chicca dagli anni ’50 in poi , in ordine sparso : “le Torri gemelle se le sono tirate giù gli americani”, “i microchip sotto la pelle di ogni cittadino sono una realtà”, “ le guerre puniche sono colpa di Berlusconi che voleva scoparsi una tunisina”, “Wilma Montesi l’ha ammazzata Leone Piccioni”,   Il Presidente Leone è l’antilope Kobler corrotta dalla Lockheed”,Enzo Tortora è uno spacciatore di droga”, “ il piattino di una seduta spiritica m’ha scritto che Aldo Moro è a Gradoli” ( Prodi Romano dixit), “Pier Paolo Pasolini non fu ucciso da Pelosi”, “Bin Laden è vivo!”, “Il bandito Giuliano fu ucciso dagli americani”,Calvi è vivo, sta in Venezuela”, “ Sindona era socio di Fanfani” e basta così perché non basterebbe un libro per elencare  tutte le boiate pazzesche  tirate fuori  da un esercito di “commissari politici” – dediti all’ “educazione della folla”- (per chi facesse finta di non ricordare: i “commissari politici” furono introdotti in Italia nel 1947 da Palmiro Togliatti, rientrato dopo tanti anni passati alla corte di Stalin e dentro il Cominform e servivano ad indottrinare il popolo ignorante ed analfabeta nelle sezioni del PCI dove costoro agivano)  che hanno inculcato , nelle menti deboli, l’idea che quel che accade è solo una facciata, un alibi che nasconde una verità che solo loro sanno e vedono, una verità, guarda caso, che torna sempre loro comoda ed utile. Figuriamoci se il caso di Luigi  Preiti, lo sparatore di Palazzo Chigi,  poteva rimanerne esente!  Il giustificazionismo sparso a dosi  industriali dai nuovi “commissari politici” su Preiti spazia dal misterioso ed oscuro – credo anche per lei stessa - “Preiti è fatto preparatorio a nuove forme di oppressione “ della Sabrina Guzzanti  al pseudo intellettuale  “ tentativo di addossare  al M5S ogni forma di dissenso onde tacitarlo “del Prof. Paolo Becchi. Ma nell’ubriacatura collettiva del chiacchiericcio dietrologico emerge , per indecenza intellettuale , la splendidamente ridicola dichiarazione del Presidente della Camera ( quella cadrega porta sfiga! Pensate che “ consecutio “! Pivetti, Bertinotti, Casini, Fini, mancherebbe solo un Rutelli che centrare “ quella maledetta cinquina”!) "L'emergenza lavoro fa sì che la vittima diventi carnefice, come purtroppo e' successo nei giorni scorsi davanti a Palazzo Chigi”. Per l’illustre nipote dell’armatore marchigiano , per la esimia dottoressa  che ha festeggiato la sua brillante laurea come normalmente la festeggiano tutte le figlie degli operai e dei contadini di tutta Italia e cioè con un bel soggiorno di due o tre anni a spese di babbo nel Sud America del Che  , per colei che fu assunta – di ritorno dal Sud America - dalla RAI, quella che, è noto a tutti, assume solo e rigorosamente  dietro concorso pubblico aperto a tutti e mai per “raccomandazione politica”,  per la fan del SEL vendoliano che ha racimolato nella sua Puglia la stratosferica cifra di un 2 virgola qualcosa  di consenso , la vittima del caso non è il brigadiere dei carabinieri  Giuseppe Giangrande , ma è Luigi Preiti. Giangrande, quello che rischia di morire, è per questa intelligentissima e coltissima Onorevole , semplicemente un nulla, una caccola, una merda da schiacciare quando si ha un problema . Avviso a tutti i falliti, volontari ed involontari, di questo mondo! Sparate ad un carabiniere, sarete fatti santi subito. .

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Roma giovedì 2 maggio 2013

Gaetano Immè

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