Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 26 giugno 2013

1978,1993 E 2013: SI COMPLETA LA FANTOMATICA TERZA VIA AL SOCIALISMO REALE.


Ieri 24 giugno 2013 è una data fondamentale nella marcia verso l’instaurazione di quel “ mondo migliore staliniano” che Palmiro Togliatti assicurava e prometteva ad un ancora analfabeta popolo italiano negli anni ’45 del secolo scorso che avesse votato PCI. Quel mondo migliore s’è poi visto che razza di schifezza , che razza di crudele e spietata dittatura fosse: intanto però, il timore dell’instaurazione di un regime clericale ed oscurantista da parte di una Chiesa Romana che da sempre era stato un ostacolo all’unificazione politica dell’Italia ( si pensi come solo nel 1870 – dopo nove anni dall’unificazione nazionale – lo Stato Pontificio di Roma fu annesso all’Italia; si pensi all’ambiguità con la quale la Chiesa Romana non ha mai preso posizione chiara contro il regime fascista, forse alcune volte anche favorendolo) praticamente regalò al PCI una valenza politica assolutamente fuori luogo: quella di essere considerato come una sorta di ultimo baluardo contro l’instaurazione di una dittatura clericale. Fu dunque con il raggiro, con la truffa, con lo sfruttamento della credulità popolare e per la cieca ottusità clericale che il PCI si ritrovò a sfruttare, nel 1948, il consenso – non sempre convinto – della classe colta del Paese ( i famosi “intellettuali organici”) con i quali, ma grazie soprattutto ai generosissimi e criminali finanziamenti di Stalin, riuscì a dominare ed a forgiare settori fondamentali del Paese: editoria, Scuola, Università, cultura, arti figurative, letteratura, giornalismo ed anche magistratura. Ci pensò Pietro Germi, anch’esso vittima di quel criminale raggiro, a tratteggiare ( fin dall’ anno 1948, col film “ In nome della Legge”) la figura del “nuovo magistrato” che, seguendo l’ideologia classista e comunista, avrebbe dovuto creare quel “mondo migliore” dove non vi fosse più posto, come sosteneva la propaganda comunista, per lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Dunque ecco a voi, signori, il processo politico, riecco a voi, dopo quello ad Aldo Moro nel 1978 da parte delle Brigate Rosse, il “ processo nel tribunale del popolo” tanto caro ad Adriano Sofri, ecco l’inquisizione puritana che commina pene capitali con processi sommari, ecco a voi il processo che piace alla gente comunista, gente indottrinata con dosi industriali di rancore sordo ed odio contro ogni avversario politico che viene loro raffigurato come “ il male da eliminare fisicamente ”, un processo che se ne sbatte altamente delle basi del diritto, che se ne frega delle prove dei reati addebitati all’inquisito, della loro valenza oltre “il ragionevole dubbio” , che se ne sbatte di “ parti lese” e simili idiozie piccolo borghese. La novità giuridica è il completamento della “rivoluzione proletaria” compiuta dalla procura di Milano, dopo l’esordio del “Tribunale del popolo” dei brigatisti del ’78, senza uso di armi convenzionali, ma con impensabile dispiegamento dei “ regali e tirannici poteri “ proprii della sola Magistratura italiana: la sua impunità assoluta ed il suo totale arbitrio nell’esercizio dell’azione penale, tramutato in “ rancorosa persecuzione contra personam “ quando l’accusato è un avversario politico, persecuzione attuata con azioni di arrogante sopraffazione e di totale controllo e dominio sul potere politico grazie alla espulsione dalla Costituzione democratica del Paese delle guarentigie costituzionali, baluardo di civiltà contro ogni possibile forma di intimidazione e di sopraffazione, espulsione perpetrata nel 1995 dagli stessi magistrati milanesi ai danni del sistema democratico del Paese, senza spargimento di sangue. Quella sentenza è una minaccia a mano armata, una intimidazione bella e buona, il sistema criminale col quale una associazione di semplici Magistrati , che con incredibile preveggenza erano stati relegati dai Padri costituenti fra gli “ordini” dello Stato e non certo fra i suoi “poteri”, ricatta il potere legislativo democratico, la politica: comandiamo noi, voi non siete niente, ma a mano armata, non col sorriso disarmante dell’Alberto Sordi nel Marchese del Grillo. Se dunque Roma è come Teheran o Kabul , il Tribunale di Milano è la riedizione, riveduta e corretta, di quello di Via Gradoli.

La sentenza del processo Ruby è dunque una svolta storica, sia dal punto di vista giurisprudenziale sia in termini di filosofia del diritto: fino al 24 giugno 2013, infatti, l’eliminazione fisica dell’avversario politico era un fatto squisitamente “rivoluzionario”, quindi non previsto dall’ordinamento giuridico esistente. Da oggi, invece, è un fatto giuridicamente creato, ormai dentro l’ordinamento giuridico esistente. Assunto, dal Tribunale del popolo di Milano, con l’arrogante contributo della presenza – alla lettura della rivendicazione rivoluzionaria – anche del Capo di quella Procura: Bruti Liberati. Se il Tribunale del popolo delle brigate rosse nel 1978 condannò a morte Aldo Moro perché il Presidente della DC stava corrompendo il PCI per via del suo annunciato ingresso nell’area di governo col compromesso storico, sottraendolo in tal modo al compito profetico e d’opposizione che l’ideologia marxista leninista e gramsciana della base comunista gli aveva cucito addosso, così , dopo Bettino Craxi , la cui esecuzione giudiziaria fu il secondo banco di prova dello stesso Tribunale del popolo di Milano negli anni ‘92/94, Silvio Berlusconi deve essere fucilato, eliminato, indipendentemente da “prove certe”, da “parti lese” e simili piccolezze imperialistiche, perché come Moro, come Craxi, è un ostacolo per la conquista del potere da parte delle nuove brigate rosse di magistrati. D’altra parte, non aveva forse Berlinguer già negli anni ’76 e ’78 previsto che il PCI seguiva la fantomatica “ terza via nazionale ” – che non era né succube della politica sovietica né solamente anti imperialistica – per la conquista del palazzo d’inverno italiano?

E’ sufficiente che l’uomo politico che si vuole eliminare frequenti ragazze, che sia un essere volgarmente eterosessuale, anziché un signore rispettabilissimo dedito alle orge con maschietti compiacenti o trans perché il Tribunale del popolo, con cattedra etica e morale, lo condanni come corruttore di fanciulle, così come condanna alla lapidazione una donna sposata che si conceda ad un amante maschio. Ed è anche sufficiente che l’uomo politico in questione commetta la leggerezza di telefonare in questura per perorare la liberazione di una ragazza, finita nel frattempo nei guai, perché venga formulata nei suoi confronti l’accusa di concussione, anche se il funzionario in questione dichiara di non essere stato concusso. Il tribunale del popolo condanna ed uccide pur senza reato,pur senza parti lese, perseguendo i testimoni che non si prostrino al teorema dell’accusa. Una trentina di persone, citate come testi di difesa, fra i quali vari funzionari di Polizia e magistrati di sorveglianza, sono stati infatti, dal Tribunale del Popolo, accusati di falsa testimonianza. Un altro preciso messaggio malavitoso, mafioso, violento, alla società civile italiana: qui comandiamo solo noi e chi si mette contro di noi ne pagherà il prezzo. Altro che KGB o Stasi!

Questa non è una difesa di Berlusconi perché alla sua difesa provvedono già i suoi numerosi avvocati. E’ soltanto una riflessione davanti alla storia degli ultimi venti anni di questo Paese. In filosofia del diritto si diceva una volta che la rivoluzione è un fatto normativo, cioè un fatto che prevede il cambiamento dell’ordinamento giuridico esistente e la sua sostituzione con un ordinamento giuridico nuovo. Ma non è un fatto giuridico perché allora vorrebbe dire che l’ordinamento giuridico esistente prevede il proprio cambiamento violento. Mentre con la sentenza di oggi la rivoluzione popolare è diventata un fatto giuridico, cioè l’uomo politico viene eliminato per via giudiziaria, attraverso un procedimento giudiziario che non legittima la rivoluzione ma ne crea i presupposti. E, guarda caso, per spiegarlo debbo rifarmi sempre al PCI, a quando,durante la Resistenza e persino dopo il 25 aprile del ’45, un folto gruppo di partigiani comunisti tentò la rivoluzione comunista , ammazzando centinaia di partigiani che non appartenevano alla propria parte politica, oltre a preti e civili innocenti che bisognava far fuori per arrivare alla rivoluzione proletaria. La rivoluzione proletaria non riuscì e quei partigiani comunisti furono costretti a scappare in Cecoslovacchia perché avevano violato l’ordinamento giuridico ( Moranino ed altri). Oggi i giudici che hanno emesso la sentenza contro Berlusconi non scapperanno certo in Cecoslovacchia , anche perché non esiste più e perché, anzi, saranno elogiati da tutti gli avversari del Cavaliere. Alludo a quei “ finti vedenti “ che, con faccino compunto davanti ad un simile scempio del Diritto e della civiltà giuridica di questo Paese, hanno la faccia di culo di dire , boccuccia a forma anch’essa di culo di gallina, che “ le sentenze vanno rispettate”. Le brigate rosse di magistrati hanno promosso una rivoluzione proletaria attraverso la quale fare fuori qualcuno che non appartiene allo stesso campo politico.

Così, mentre i magistrati trucidano gli avversari politici ( con Craxi fu distrutto il PSI, con Berlusconi si sta distruggendo anche il centrodestra ), Letta perde tempo, cazzeggia con la Idem, adotta la tattica del “ prender tempo”, di “ rinviare”, appunto per irretire e squalificare politicamente chi abbia avuto la dabbenaggine di sostenerlo. Letta ci sta portando nel baratro. Dopo il tempo perso con lo smacchiatore di giaguari ora stiamo anche perdendo consensi sostenendo un tremebondo democristiano la cui tattica governativa attendistica e di rinvio ( vedi Iva, vedi Imu, vedi F35, vedi il decreto del fare , etc) serve solo ai suoi compagni comunisti per aspettare che la compravendita dei transfughi dal M5S consenta al P.D. di garantire ad un indecorosamente silente e complice Giorgio Napolitano ( ma non è lui il Capo , appunto, di questa banda di criminali del Diritto?) di non indire, davanti all’ormai imminente fallimento del Governo delle larghe intese, le nuove elezioni e di affidare il terzo incarico esplorativo a qualche altro utile idiota di turno.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Cannigione mercoledì 26 giugno 2013

Gaetano Immè



Nessun commento:

Posta un commento