Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 19 giugno 2013

LA CONSULTA ED IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO: LA VERGOGNA DEL PAESE.



Leggo le motivazioni della Consulta e leggo che secondo la Consulta, tocca ai giudici valutare l’effettiva impossibilità a presentarsi in tribunale per un Premier e tocca all’"imputato Presidente del Consiglio" rispettare "il principio della leale collaborazione tra poteri dello Stato". La rileggo , poi la rileggo ancora, perché non credo ai miei occhi. E mi chiedo, sorpreso ( ma mica è vero, lo sapevo! Ah! Se lo sapevo! ): ma Magistratura e Politica non devono essere indipendenti una dall’altra secondo la “ sacra Costituzione” e forse anche secondo Benigni ? E allora, perché la Consulta sta dicendo che la Magistratura ha poteri di controllo e di decisione, insomma di comando sulla politica? Perché deve essere la Magistratura a stabilire se esista il legittimo impedimento e non lo stesso Premier o il CdM o la stessa Legge ? Perché deve essere “l’imputato” a rispettare la leale collaborazione tra poteri dello Stato e non la Magistratura a rispettare la divisione e l’indipendenza fra i poteri della Costituzione ? Ma che stronzata è mai questa? La risposta è ovvia. Certo, in quella brutta copia della Consulta prevista dalla Costituzione come organo super partes, oggi siedono 15 ricchi signori, dei quali 11 provengono dalla sinistra politica e dei quali 4 oculatamente nominati dal Presidente Napolitano durante il suo precedente mandato. Dove sta scritto, nella “sacra Costituzione” che la Consulta deve essere “ di parte”?

Tutto fatto per benino, un bel progettino, degno di una Repubblica Popolare, sotto la guida illuminata dei “ Magistrati ottimati”. L'art. 68 della Costituzione è stato riformato sotto il ricatto del Pool di Milano nel 1995, con Napolitano finto tremebondo e vile Presidente della Camera, un difensore a chiacchiere della Costituzione e del sistema democratico , scuola Togliatti e Frattocchie, ma che non ha avuto, come al solito, né le palle né l’ onestà d’intelletto di pronunciar parola per difendere il Parlamento democratico e la sua sacra indipendenza dall’assalto dei giannizzeri vestiti con la toga. Così, per punire alcuni corrotti e per salvare sfacciatamente i molti compagni , Napolitano ha sacrificato la Costituzione ai voleri ricattatori della Magistratura, buttando il bambino con l’acqua sporca. Lo dico da allora, perché costui non ha pagato il prezzo politico della sua inqualificabile ignominia? Così i parlamentari non godono più di alcuna immunità. Con il vecchio articolo 68 l’On. Berlusconi non avrebbe mai potuto essere inquisito senza l'approvazione della Camera di appartenenza. Si chiamano guarentigie costituzionali e furono piazzate là dai Padri Costituenti a difesa ferrea della democrazia contro ogni forma di dittatura, di sopruso, anche della Magistratura. Adesso invece i signori Magistrati celebrano i processi dei parlamentari senza averne la previa autorizzazione ed addirittura se ne fregano della norma che non permette intercettazioni nei riguardi dei parlamentari se non previa autorizzazione o addirittura anche di Presidenti della Repubblica. Non intercettano direttamente l'onorevole, intercettano tutti i suoi amici, conoscenti e parenti e poi con la faccia da culo dicono che non era lui l'oggetto della intercettazione. Complimenti, signori di sinistra, avete creato una vera “casta di impuniti”, quella dei magistrati. Perché vi hanno tenuto bordone, vi hanno aiutato, perché sono della stessa vostra parte, lo sono fin dal 1947, quando il PCI fu allontanato dal Governo ed il partito di Togliatti si accaparrò il dominio sulla cultura (scuola, Università, editoria, giornali, ecc) e sulla Magistratura ( ricordate il film “In nome della Legge” di Pietro Germi ? Era il disegno comunista del famoso “ mondo migliore” che la “nuova Magistratura” avrebbe dovuto portare in Italia onde instaurarvi quel paradiso che era il regime comunista staliniano, per abbattere il vecchio sistema corrotto). Tutti inganni e specchietti per allodole e per babbei coglioni. Eccoli i Magistrati, non rispondono ad alcuno, vengono promossi per età anche dopo errori incredibili , godono di una autonomia che non esiste nel mondo occidentale ( ma esiste in Iran, in Siria, in Afghanistan, in Corea del Nord, a Cuba, ecc) talmente vasta da risultare insopportabile per qualunque paese che si dica libero e civile. Ed a questi veri babbei – voglio essere tenero stasera – che oggi esultano per quest’obbrobrio della Consulta, gente come Di Pietro – ricordate quel figuro?- come Orlando Cascio – lo ricordate come pazziava con Padre Pintacuda a Palermo quando avevano instaurato il Tribunale del Popolo il cui motto era “ il sospetto è l’anticamera del reato” - , gente che va in giro gridando come cerebrolesi “ intercettateci tutti! Inquisiteci tutti! Indagateci tutti !”, credendo di fare un servizio alla civiltà giuridica dell’Italia, voglio sbattere in faccia che non si rende neanche conto che invece sta cacando e pisciando sopra la “ sacra Costituzione “, perché così facendo pretende che non ci sia più la presunzione di innocenza “ fino a sentenza definitiva” , valida per tutti i cittadini, onorevoli compresi e che a semplice desiderio di un P.M. di turno tutti possano essere aggregati alle patrie galere e senza neanche perder tempo e soldi con un processo. Basta quello del popolo. Questo appunto accade in Iran, a Cuba, in Afghanistan, in Siria, ecc e in altri stati che hanno una tirannia degli ottimati di turno . La verità: siete proprio una vergogna.

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QUANTO  STARNAZZANO LE OCHE DELLA SINISTRA IDIOTA


Lo sforamento del tetto del 3% nel rapporto deficit/Pil imposto dall'Ue è la richiesta italiana a Bruxelles. Ma quale provocazione di Berlusconi: il partito dello sforamento del 3% è non solo bipartisan, ma trasversale nella società italiana. Come lo è, purtroppo, il partito della spesa. Quando si chiede all'Europa la “golden rule”, cioè lo scorporo dal calcolo del deficit dei cosidddetti «investimenti pubblici produttivi» ( una richiesta che ha sempre trovato d'accordo partiti, organizzazioni imprenditoriali e sindacali, economisti da salotto tv, i giornaloni e foglietti, i salotti negli attici e le caverne dei trogloditi ) non si sta forse chiedendo il permesso di sforare il 3%? Solo gli imbecilli non lo sanno. Il ministro per gli affari europei Moavero ha spiegato alcuni giorni fa alle commissioni parlamentari competenti cosa si impegnerà ad ottenere il governo Letta dalla Commissione Ue e dal Consiglio europeo del 27 e 28 giugno: non solo di poter utilizzare il margine che si aprirà nel 2014 tra il rapporto deficit/Pil previsto (2,4%) e il tetto del 3% (quindi uno 0,6%), ma anche di dedurre ( dedurre significa :levare, togliere, decurtare, sottrarre, ecc) dal deficit i 12 miliardi di cofinanziamenti nazionali ai 31 circa dei fondi strutturali europei ancora da spendere entro il 2015. Di sforare il tetto del 3%, insomma, come ha ribadito ancora Silvio Berlusconi.

Vi è di più: il suggerimento dell'ex premier sembra riprendere quello che non più di un mese fa, il 17 maggio scorso, compariva sulla prima pagina del “Corriere della Sera” a firma Alesina - Giavazzi: «Quel 3% non sia un tabù» era il titolo e il nocciolo dell’intervento, dell’auspicio. Per i due economisti non vale la pena impiccarsi alla soglia del 3%, perché dal momento che quest'anno saremo sotto d'un soffio, non ci saranno comunque margini per ridurre le imposte. La chiusura della procedura di infrazione da parte della Commissione Ue avrà un effetto quasi solo simbolico: «A parte una questione di orgoglio, non ne guadagneremmo sostanzialmente nulla. Non si riduce la disoccupazione con l'orgoglio». Quindi suggeriscono al ministro Saccomanni ( un vero chiacchierone, ma perché non se ne sta un po’ zitto?) di «puntare alto, non perdersi come un Ragionerucolo, dietro i decimali». In pratica, di dire a Bruxelles: noi sforiamo, ma per attuare un piano, da voi verificabile, di tagli alle tasse (50 miliardi: più sufficienti ad abolire l'Imu sulla prima casa, evitare l'aumento Iva e a cancellare l'Irap) e alla spesa (un punto di Pil all'anno per tre anni). Certo, la Commissione non chiuderebbe la procedura di sorveglianza, dovrebbe approvare il piano e verificarne l'effettiva attuazione, ma sarebbe il “nostro” piano e, soprattutto, ben più di una speranza di tornare a crescere. Di questo Saccomanni dovrebbe discutere a Bruxelles, non della seconda cifra decimale del rapporto deficit/ Pil, come noiosamente e pedantemente sproloquia.

Insomma, sforare il tetto del 3% non è di per sé una bestemmia berlusconiana, né un peccato mortale né un'eresia. Certo che dipende per fare cosa? Se dobbiamo sforare per elargire soldi con una pioggia di piccoli investimenti pubblici ( che solo gli euro-burocrati e i politici italiani ritengono «produttivi») che hanno già dimostrato in passato di non funzionare non ci stiamo. Temo ,purtroppo, che il governo Letta si prepari a chiedere e l'Europa, forse, a concedere proprio questa ulteriore sciocchezza. No, grazie, non ci stiamo. Sforare, invece, ha senso solo per tagliare le tasse a cittadini e imprese.



SIAMO LADRI, SIAMO LADRI, SIAMO LADRI

Sarà l’effetto dell’età che, inesorabile, avanza e, soprattutto, devasta, sarà che ho studiato quando a Scuola esisteva il “merito”, sarà quel che sarà ma sempre di più ho l’impressione della solitudine, di sentirmi come un cieco da un solo occhio approdato in terra cecorum. Vi voglio subito avvertire: c’è da troppo tempo un nuovo mantra che s’è fatto largo nella cappa dell’ipocrita ignoranza che soffoca questo stramaledetto Paese , quello della disoccupazione giovanile. Proprio alcuni minuti fa un telegiornale parlava della disoccupazione – che era salita in Italia – al 13% circa e poi giù profluvi di chiacchiere lacrimose sull’entità della “ disoccupazione giovanile”, trattata, questa inoccupazione, come fosse un fenomeno a sé stante rispetto al problema della disoccupazione. Non c’è giorno che qualche giornalone progressista, tipo la corazzata di Largo Fochetti, non ci trituri e ci smazzi i cabasisi ( colgo l’occasione per informare i cortesi e famosi cinque lettori cinque, che il suddetto termine , abusato da quell’antipatico del Commissario Montalbano, creato dalla fotocopiatrice – più che dall’ispirazione dell’autore , vista la ripetitività ossessionante dei suoi romanzetti - di casa Camilleri, è “cabasisi” e non “gabbasisi” come erroneamente svalvola di brutto l’Andrea nostro, termine usato, peraltro, solo dagli anziani ed in alcune zone della Sicilia centrale ) fingendosi disperatamente alla ricerca non solo della “ripresa economica” ma anche di “ uno sbocco lavorativo ai giovani “. Siamo sempre alle solite! E’ stata creata un’altra emergenza, un’altra categoria, quella dei giovani, per la quale – altra cancrena del cervello degli italiani fregnacciari – servano “misure ad ho”, vale a dire “ misure speciali”. Sapete com’è, no, in Italia? Piove troppo? Misure speciali contro l’emergenza idrica. Non piove mai? Misure d’emergenza contro la siccità che ci annienta. Arrivano le cavallette ? Misura ad hoc pure contro l’emergenza delle cavallette. E vai con le “ authority” che fanno ricchi i prescelti, vai con le “leggi speciali” che aumentano la montagna di leggi che seppellisce già l’Italia sotto il corrotto dominio della burocrazia regnante (Stato, Provincie, Regioni, Magistratura, etc) .Si ritiene che siano necessarie misure ad hoc (che servono, ma tra poco vedremo quali) e non soluzioni più generali che mettano in moto il sistema produttivo. L’occupazione, lo ripeto da una vita, nei Paesi civili e liberi ( non quindi in Italia dove metà popolo vuole che sia lo Stato ad accudirci dalla nascita alla morte, vita lavorativa compresa) non si fa con i decreti legge dei governi, ma si crea con le imprese che vanno bene, che fanno utili. Creare una sorta di “club dei giovani disoccupati” per poi fare una serie di “ leggi speciali” per proteggerlo, porta solo alla creazione di un’altra categoria di “ privilegiati” e di “ assistiti”. Roba da vomitare. Alcuni “ scienziati” ci illustrano riduzioni del costo del lavoro solo per i giovani. Una “cacata pazzesca” per dirla con delicatezza, come Fantozzi. Perché in questo modo si creerebbe una nuova classe sociale ( il giovane inoccupato) che condannerà i “ non più giovani” che hanno perso l’occupazione, ad essere molto meno appetibili per il loro reimpiego e difficilmente riassorbibili dal settore produttivo.

Se si gira il mondo occidentale economicamente florido e libero e si guarda la vita senza preconcetti ideologici, ci si rende conto del perché, se andate in un bar, in un bistrò, in un pub, in un ristorante in America, a Londra, in Germania, anche in Francia, persino in Spagna, trovate sempre un cameriere giovane. Semplice la risposta : perché in quei Paesi esiste un sistema di lavoro flessibile e la manodopera non è incastonata, seppellita a vita nel proprio lavoro. La flessibilità nel mondo del lavoro è una misura che si deve adottare per rendere la società più flessibile e meno imbalsamata. In un’economia come quella italiana , che già non cresce , immaginare pure, come ha fatto il Ministro Fornero, una serie di regole giuslavoristiche fisse e rigide, sia pure pensate per tutelare i più deboli, non fa che marmorizzare del tutto quel sistema, trasformando , peraltro, quelle nicchie che si credevano protettive per i giovani, in vere e proprie bare di marmo.

Altri veri e propri “ scienziati” poi aprono bocca e parlano dell’Università, come fosse un servizio gratuito. La Scuola di Stato gratis, l’Università di Stato gratis. Vere coglionate da veri coglioni e per autentici coglioni. Scuola ed Università, invece, sono finanziate per l’80 per cento dalla fiscalità generale e solo per la residua parte dalle tasse degli studenti. La meritocrazia universitaria deve dunque essere la regola, come impone specificamente la nostra Costituzione. L’università non è un diritto proprio perché viene pagata dalla collettività. Si ripete l’ossimoro che portò, negli anni sessantotto / settanta, al terrorismo rosso: i giovani ed i loro genitori che pretendono un posto di lavoro (possibilmente fisso, eterno, privilegiato, sotto casa, pubblico, adeguato ai propri studi , ecc) dimenticando che quegli studi sono stati pagati da altri. Non riesco a capire dunque per quale motivo – che non sia il “verbo comunista”- la collettività non solo deve finanziare i loro studi, ma si deve anche occupare e preoccupare di finanziare la loro disoccupazione.

Ce ne fosse almeno uno, fra i tanti “ scienziati” di “Repubblica” che avesse le palle e il cervello per dire la cosa più semplice di questo mondo: cari giovani, non rompete le palle, andatevene fuori dall’Italia perché è dal 1945 che vi abbiamo seppellito , vi abbiamo scavato la fossa con il nostro welfare. Ora abbiamo proprio sigillato le vostre bare, perché, grazie ad uno scienziato come Monti, le pensioni dei più giovani saranno calcolate sui contributi versati. Grande pensata! Immensa coglionata! Perché la stragrande maggioranza dei pensionati di oggi incassa invece assegni di pensione del tutto scollegati dai contributi versati, perché rapportati –che Dio vi fulmini, maledetti stronzi! – all’ultimo stipendio. E allora? Nel settore pubblico ( Stato, Regioni, Provincie, Comuni, Esercito, RAI, Magistratura, Politica, ecc), giù alle promozioni estreme, senza senso e ragione, tanto paga Pantalone! Questi veri “ scienziati” ci vomitano addosso montagne di chiacchiere e stronzate , del cuneo fiscale, della solita tiritera dell’evasione fiscale, ma nessuno che abbia il coraggio di dire che oggi assistiamo ad una gigantesca truffa , una montagna di risorse rubate ai più giovani dagli attuali pensionati, che sono i padri ed i nonni dei giovani. Questo non è un Paese per i giovani, dunque, perché i genitori sostengono i propri figli sempre più grandi, ma solo grazie alla rapina di cui sono vittime proprio i loro stessi figli. E nemmeno ci vergogniamo!

Cannigione, 19 giugno 2013

Gaetano Immè



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