Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 10 luglio 2013

Corriere della Serva, ormai velina delle Procure ed altre amene stronzate italiche

La contesa per il controllo del Corriere della Sera , dopo il decesso di Rotelli – altro consistente azionista di RCS – è diventata una battaglia personale tra due soci contrapposti, Diego Della Valle (ormai quasi culo e camicia con il potente ed influente banchiere “ de sinistra” Prof. Giovanni Bazoli) e John Elkann della FIAT. Sono destinati allo scontro diretto perché s’intesteranno quote equivalenti della Rcs, società proprietaria del quotidiano. Al di là degli ultimi pettegolezzi delle scorse settimane, tra i disegni divergenti per il “Corriere con due padroni” ( appunto Della Valle e FIAT) s’interpongono i tre regolatori del mercato: la Consob (Autorità della Borsa), l’Agcom (comunicazioni), e l’Antitrust (concorrenza). Scrutano gli sviluppi degli interventi di Elkann, presidente Fiat, e di DDV, fondatore di Tod’s. DDV ha fatto molto rumore, ma ha messo mano alla saccoccia – cosa sempre difficile per un marchigiano – per salire “oltre” il 20 per cento di Rcs soltanto giovedì scorso, quando la Borsa era ancora aperta, con l’intento dichiarato di superare Fiat. Ma venerdì scorso, la FIAT senza perder tempo in annunci e reprimende , mentre DDV pontificava, ha “prenotato” e pagato il 20 per cento delle quote, rastrellando sul mercato i diritti ceduti da altri soci contrari alla ricapitalizzazione della sofferente compagnia editoriale. Fiat ha sborsato quasi 100 milioni di Euro per passare in RCS dal 10 al 20 per cento. Così il marchigiano è rimasto fregato e con un palmo di naso , come chi contava di acchiapparsi il bottino in palio ( maggioranza di RCS) con pochi soldi. Ma ora per battere la FIAT DDV dovrà spendere molto ma molto di più, visto che parte da una quota più bassa (8,8). L’imprenditore marchigiano avrebbe liquidità ben superiore ai 100 milioni: per rafforzarsi infatti ha rimpatriato i capitali tenuti in Lussemburgo nella finanziaria Dorint. Ora la Consob rileva che i vorticosi scambi sul titolo Rcs, che la trasparenza delle operazioni (ci sono stati colloqui informali), e soprattutto che la trasformazione dell’azionariato post aumento (sottoscritto per l’85 per cento) hanno praticamente azzerato quel patto di sindacato che controllava Rcs con le defezioni di alcuni pattisti e la diluizione di altri. Non v’è dubbio che avere due soci dominanti cambierebbe drasticamente gli equilibri. L’interrogativo è se si renderà o meno necessaria un’offerta di pubblico acquisto ( O P A ) dal momento che Fiat e DDV avrebbero quote maggioritarie e decisive. DDV vorrebbe una governance in stile public company (tutti alla pari, con il 10 per cento), Fiat invece preferisce conservare la forma del patto. L’ad di Mediobanca, Alberto Nagel, azionista forte del 15 per cento, ha chiesto di convocare per la fine di luglio una riunione plenaria per definire il riassetto. Sullo sfondo, c’è l’intenzione della famiglia Agnelli di accorpare la Stampa (torinese) con il Corriere (milanese). L’operazione è sottoposta ai vincoli dell’Agcom e dell’Antitrust perché in odore di “concentrazione”: sia nell’editoria sia nella pubblicità, Fiat gestirebbe una grossa fetta del mercato. Da questi elementi si intuisce la regia di Intesa Sanpaolo, di Giovanni Bazoli. L’ottuagenario finanziere bresciano, pur di fermare lo “scivolamento” del Corriere verso Torino, ha trovato un alleato ( o un prestanome?) in DDV, garantendogli in cambio lo scioglimento del patto e la revisione del piano di ristrutturazione Rcs. Si prosegue sulla linea di Cuccia e di MedioBanca, il cui motto era : “Chi è nemico del mio nemico è mio amico”. Bazoli forse è andato fuori tema. Una sgradita fusione tra Stampa e Corriere l’ha indotto a ricompattarsi con DDV – socio rimasto ai confini di Rcs e che l’aveva definito ‘arzillo vecchietto’ – per contrastare le mire di Elkann e scongiurare una migrazione prossima ventura del Corriere presso qualche lido straniero. Così senza usare soldi suoi (Intesa non incrementerà la sua partecipazione, ndr) Bazoli conserva una certa influenza per mezzo di DDV. DDV da ieri ha anche un altro “sponsor”: Luigi Bisignani, il consulente che “sussurrava ai potenti”, ha detto di tifare per lui. Ora mi chiedo cosa voglia il marchigiano, che si rivolge addirittura a Giorgio Napolitano, al PdR: se non sbaglio stiamo argomentando della scalata legittima ad una società privata, cioè RCS. Il marchigiano crede che siamo tutti gonzi e perciò scrive : "E' mia ferma convinzione che in un Paese democratico la stampa debba essere indipendente e libera di esprimere le proprie opinioni senza vincoli o pressioni, e nel caso specifico del gruppo Rizzoli, bisogna evitare che chiunque tenti di prenderne il controllo per poterlo poi utilizzare come strumento di pressione". E bravo Della Valle! Si accorge solo oggi, dopo decenni e decenni passati a sguazzare nella proprietà del Corrierone, dopo che il Corrierone ha nominato e fatto cadere Governi, ridicolizzato la democrazia, pisciato ed osannato sulla Costituzione , il marchigiano solo oggi improvvisamente, da lacchè dei soci di RCS, pretende di trasformarsi in una specie di Zorro e di essere anche ascoltato e creduto. Ma mi faccia il piacere!!!! Per decenni s’è battuto per conquistare sempre maggior "controllo" di RCS per poi usarlo come strumento di pressione politica ed oggi pretende pure di fare il salvatore della patria. RCS è una società privata in cui i "gruppi" che debbono amministrarla si stanno battendo per il controllo insomma si sta delineando il suo Consiglio di Amministrazione con nuovi "attori" o "strategie". Tutto secondo la Legge, amico Della Valle . Quindi ci sarà una maggioranza e una minoranza. Adesso , solo adesso Della Valle, che oramai capisce di essere minoranza, si appella al Presidente della Repubblica? E con quale diritto il PdR dovrà fare opera di ingerenza verso il nuovo gruppo di maggioranza capitanato da Fiat ed in una società privata ? Non voglio pensare ad un vero e proprio “ richiamo della foresta”, ma non posso fare a meno di constatare che quando viene attaccato l’editore Berlusconi va tutto bene. Mediaset, Mondadori, Il Giornale e Libero possono sparire e il marchigiano neanche pensa alla libertà di stampa o di comunicazione. Quando invece un editore “ de sinistra” rischia di perdere il potere , allora apriti o cielo ! Il PdR deve subito intervenire per salvare l'amico sinistro che ha perso il comando ! Ma gli effetti del così detto “ appello” del marchigiano non si sono fatti attendere: solo due giorni dopo i “ padroni” (Fiat, DDV,Banche, ecc) tramutano il Corrierone nel solito gazzettino della Procura di Milano, come nel 1994, ai tempi dell’ineffabile efebico glabro grassoccio Paolo Mieli: ecco servita anche la Cassazione. Ovvio che quel gran paraculo del Capo della Magistratura finga di non vedere e di non sentire. L’Italia è rappresentata in tutto il mondo da un vecchio paraculo infingardo. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Ho qualche difficoltà nel conservare il profondo rispetto che , da laico convinto e rispettoso di ogni religione, nutro nei confronti di ogni tipo di eccesso di oscurantismo clericale. Che Papa Francesco sia vicino a chi soffre, mi pare un’ovvietà, non vedo come potrebbe essere altrimenti. Ma da questo a fare di Papa Francesco un paladino dei clandestini, è veramente un’indecenza da idioti. Le vergognose speculazioni su Papa Francesco, di infima cucina, di un Vendola, di una Boldrini o di una Nicolini mi fanno vomitare dal disgusto e dall’ipocrisia con le quali sono cucinate per gli stronzi che abboccano. Per chi come il sottoscritto e come tutti i “ liberali e laici rispettosi “ ha riposto nell'etica laica la speranza di un'umanità migliore, vede in tali schifosi comportamenti l’ennesima conferma che quell'uso della religione è un nemico dell’umanità e della civiltà. Sono proprio questi comportamenti alla Vendola, alla Boldrini ed alla Nicolini, appunto a farci prender sempre più consapevolezza e coscienza che purtroppo fede e religione sono spessissimo usate - da individui privi di scrupoli morali - come grimaldello per scassinare porte di bassissima cucina politica, porte che con quelle del cielo non dovrebbero avere nulla a che fare. Non seguo gli ammonimenti della religione cattolica, seguo quelli che l’animo mio mi detta in coscienza. Ma da un prete, da un uomo di religione e dunque da un Papa come il gesuita Francesco non potevo non aspettarmi, nella sua visita a Lampedusa, altro che un «Sono qui per pregare», come ha detto Francesco. E naturalmente che chi si butta in una disperata traversata di mare, senza altra forza che la disperazione, va aiutato. Come fai a non essere d’accordo con lui ? Ma è diverso il modo che mi detta l’animo di concepire e progettare quell'aiuto. Diverso da quelli che vorrebbero un'accoglienza senza se e senza ma, cioè senza porsi il problema delle conseguenze che riducono poi gli immigrati in accattoni, ladri e manovalanza di malavita organizzata. Diverso anche da coloro che teorizzano un'accoglienza temporanea in attesa di sistemazioni migliori e distinte a seconda dei bisogni. Diverso anche da coloro che vorrebbero fermare ogni possibilità di sbarco sulle nostre coste , per aiutare i bisognosi nei loro Paesi. Sicuramente diverso dai tromboni ipocriti come la Boldrini, come Vendola che solo qualche giorno fa avevano vomitato bile e veleno quando lo stesso Papa Francesco aveva osato ribadire che il matrimonio non si può fare fra due donne o fra due uomini, ma , come dicono la Bibbia e le Leggi del Signore, solo fra un uomo ed una donna. Di questi dogmi neanche mi curo, primo perché non me ne frega un cazzo, secondo perché nei temi etici non devo seguire nessun comandamento, né religioso né politico, ma solo la mia libera coscienza. Quindi che il gesuita Francesco dica quel che vuole sulle coppie di fatto, tanto neanche lo sento. Ma come rispetto le sue parole sulle coppie di fatto , pur fregandomene, nella stessa misura non sfrutto servilmente le sue prevedibili parole per appoggiare qualsivoglia tesi sui migranti. Il viaggio e le parole di Papa Francesco a Lampedusa non sono stati manifestazioni pro o contro la legge Bossi-Fini sull'emigrazione. Invece i mercanti che ben conosciamo e che hanno ignorato le frasi sul matrimonio, o se ne sono indignati , accusando Chiesa e Papa di oscurantismo, se non peggio, quegli stessi – Vendola, Boldrini e compagnia ipocrita e farisea - oggi, fanno i baciapile della Chiesa e di questo gesuitico Papa Caro Papa Francesco, se vuoi dal sottoscritto il rispetto della stima , allora sappi che è ignobile e ipocrita essere andato sugli scogli di Lampedusa, dove da decenni si soffre quell’accoglienza senza bisogno che un Papa gesuita lo ammonisca. Ci pensa da sola la coscienza dei lampedusani. Vediamo di che pasta sei fatto, Papa Francesco, se hai il fegato per uscire dal buonismo d’accatto e se hai palle ed onestà intellettuale per continuare questa tua "crociata" nelle sedi "politiche" competenti. Vai a parlare all'ONU , vai ad ammonire gli eurocrati di Bruxelles, al parlamento della UE, dove l'unico "credo" riconosciuto è che lo strazio dei profughi che cercano la vita sulle nostre spiagge è da considerare un problema unicamente italiano, tanto è vero che i profughi in fuga dal nostro territorio sono respinti e cinicamente rimandati a noi: Sarkozy e la Francia e la Spagna di Josè Zapatero ne sono stati un esempio. E poi, se hai le palle, caro Papa Francesco, se sei un gesuita positivo, fatti coraggio ed invece che farti strumentalizzare da un Vendola o da un’impresentabile Boldrini abbi il fegato di rampognare sopra tutto i ricchissimi petrolieri arabi, che non fanno nulla per aiutare nei loro paesi le moltitudini di quei poveri disgraziati che nella quasi totalità praticano la loro stessa religione. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Una bella manifestazione dell’italica ipocrisia l’ha impartita, pensate un po’, niente popo’ di meno che Giorgio Napolitano, il principe degli ipocriti. A tutti coloro che, accodati al Re Travicello, oggi santificano l’Expo milanese, dimenticando il veleno ed il fango, nonché la merda che per anni ed anni hanno gettato su Letizia Moratti e sul centrodestra del tempo. Il Presidente Napolitano, in occasione dell'incontro per lanciare l'Expo' di Milano 2015, sprona a " ritrovare la fiducia in noi stessi " e boccia le "tendenze pessimistiche e le diatribe domestiche". E' evidente che l'incitamento è rivolto agli italiani, mentre la bocciatura ai politici che si dividono in mille correnti a danno dei progetti. Caro Presidente, cosa debbono e possono fare di più gli italiani che già da decenni non fanno già? L'Italia continua ad andare avanti solo per l'abnegazione della Gente nonostante le mille difficoltà frapposte dai politici dei tutto inidonei a pensare al miglioramento socio-economico della Nazione ed a programmare il futuro delle prossime generazioni. Le imprese fanno miracoli per sopravvivere, lo Stato spreca ingenti risorse. Nella classifica della competitività siamo tra gli ultimi Paesi e tra i primi per corruzione, sprechi ed impedimenti burocratici. I primi due bruciano da 60 a 80 miliardi di euro l'anno ognuno. La burocrazia brucia 30 miliardi e cosa ancora più grave paralizza qualsiasi iniziativa imprenditoriale e lo stesso tentativo di cambiamento. Niente può superare lo sbarramento disposto dall'alta burocrazia, codici ,Costituzione. Data l'immensa selva di norme, le potenti lobby con i migliori avvocati paralizzano qualsiasi tentativo di riforme.I politici d'altra parte si guardano bene dal disturbare le grandi lobby basta pensare alla scomparsa del ministero della semplificazione che in Italia è da considerare propedeutico allo sviluppo. Da noi esiste una pletora di organi istituzionali tutti con potere di veto. Vicino Roma sarebbe dovuto sorgere un grande interporto ma dopo 15 anni di riunioni, autorizzazioni, pareri, conferenze di servizio, si è scoperto che in una piccolissima superficie crescevano fiori rari. Persi tanti anni di lavoro e buttate al vento le speranze di occupazione e di sviluppo. Caro e disistimato Presidente di fronte ad una così triste realtà è difficile spronare gli italiano ad avere più fiducia nel Paese. Ma perché è sempre “ colpa degli altri”, perché non comincia Lei a dare una bella scossa al Paese facendosi uscire da quella boccuccia a culo di gallina una bella , pubblica, inequivocabile e chiara condanna dei responsabili storici di questa stramaledetta crisi ( Lei compreso ovviamente)? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Cannigione mercoledì 10 luglio 2013 Gaetano Immè

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