Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 13 luglio 2013

Ridicoli e arroganti, come quell'Ufficiale austriaco nel film "La grande guerra"

Indimenticabile la scena madre del film “La Grande Guerra”, regista Mario Monicelli , quando il romano Oreste Jacovacci ( Alberto Sordi) e il milanese Giovanni Busacca ( Vittorio Gassman), accusati di spionaggio e minacciati di fucilazione, sopraffatti dalla paura ammettono di essere in possesso di informazioni cruciali sul contrattacco italiano sul Piave, e pur di salvarsi decidono di passarle al nemico. Ma la tracotante arroganza dell'ufficiale austriaco e il suo disprezzo verso gli italiani («...courage?! Fegato dicono... Quelli conoscono soltanto fegato alla veneziana con cipolla, e presto mangeremo anche noi quello.») ridà una forza incredibile ai due , resuscita la loro dignità portandoli a mantenere il segreto fino all'esecuzione capitale, insultando spavaldamente l’arrogante ufficiale austriaco («e allora... senti un po', visto che parli così, io non ti dico proprio un bel niente. Hai capito?! Faccia di merda!"») . Immediato, nel mio animo, l’accostamento di quell’ufficiale austriaco a quel branco di arroganti che vorrebbero farci credere che il vero problema dell’Italia sia Silvio Berlusconi. Il vero problema, egregi signori Zanda, Mucchetti, Casson, Vannino Chiti, Miguel Gotor, Maurizio Migliavacca, Giorgio Tonini e altri esponenti del Pd, puro estratto di percolato dei soliti poteri forti italiani che, mascherati da falsi difensori di una fantomatica democrazia ( basata però sull’ omicidio dell’avversario politico : Mussolini, Moro, Craxi ed ora Berlusconi che non siete mai riusciti a battere con il metodo democratico ), ambite a trasformare il Parlamento di uno Stato che seppure “fu “ di Diritto è tuttavia ancora “democratico” in un’accolita di assatanati banditi da valico, pronta a mettere bavaglio e schiavettoni a dieci milioni di cittadini italiani, autorizzando, con una vergognosa “ legge contra personam” , la fucilazione, rigorosamente alle spalle, del loro leader politico, il vero problema, cercate di capirlo cari rappresentanti dei poteri forti fatti ricchi sullo statalismo clientelare della Prima repubblica ed entrati “nel palazzo” per servile clientelismo e nepotismo, non è affatto la condanna o meno di Silvio Berlusconi nel ridicolo, medioevale, inquisitorio ed incivile processo Mediaset , il vero problema non è nemmeno, come voi sbagliando ritenete, quello della sua tardiva ineleggibilità o quello ridicolo della sua incompatibilità, che è un termine prettamente illiberale, comunista e classista, vagamente razzista, decisa peraltro da pezzi del Pd e dai grillini per meglio provocare la caduta del governo Letta. Il problema, ma difficile che voi lo capiate se ancora dopo venti anni vi ostinate nell’accanimento “ contra personam” per eliminare il popolo del centrodestra che dal 1994 è l’imprevisto ed insormontabile ostacolo che vi ricaccia nel vostro recinto di biliosi e rancorosi falsi moralisti da strapazzo, non è Silvio Berlusconi ma è il Pdl, la sua unità, la sua tenuta e la sua capacità di resistenza di fronte alla eventualità di una pubblica impiccagione del proprio leader storico e carismatico. Guardate che Berlusconi può anche subire la conferma da parte della Corte di Cassazione dell'assurda condanna comminatagli dai magistrati di Milano. E può anche incassare l'iniqua ma possibile decisione del Parlamento di considerarlo ineleggibile o incompatibile in ossequio a qualche sentenza definitiva o a qualche leggina contra personam. A noi, popolo del centrodestra, che abbiamo come stelle polari le libertà personali e il benessere del nostro Paese, è più che sufficiente che Berlusconi riesca a mantenere nervi saldi anche di fronte all'atto finale della persecuzione che subisce da vent'anni , che non si lasci cogliere dalla sconforto, dalla rabbia, dalla depressione, che non ripeta l'errore commesso a suo tempo da Bettino Craxi e che affronti, contrariamente ad Aldo Moro, a testa alta la sua fucilazione virtuale, guardando negli occhi i suoi assassini : a noi basta tutto ciò per credere fermamente che il centrodestra di Berlusconi possa ribaltare ancora una volta a proprio vantaggio questa incivile, barbarica, primordiale caccia al popolo di centrodestra ed a lui stesso. E siamo anche assolutamente pronti ad andare a nuove elezioni , quando si terranno, con la ragionevole speranza di far recuperare, ad un popolo di centrodestra ancora contraddistinto dal nome di Silvio Berlusconi – la vostra ossessione ormai ventennale, la causa della vostra schizofrenia acuta - l'intera fetta di elettori trasmigrati verso l'astensione o verso la protesta sterile di Beppe Grillo. State creando, incoscientemente, un Berlusconi in versione San Sebastiano, martirizzato dalla protervia e dall’arrogante prepotenza dei suoi avversari storici della sinistra politica e giudiziaria,che può tranquillamente puntare a vincere ancora una volta la partita elettorale. Con qualsiasi possa essere il sistema destinato a sostituire il Porcellum, non illudetevi! Le condanne, l'ineleggibilità, l’incompatibilità ed addirittura qualche misura cautelare non cambierebbero di una virgola la rabbia e la determinazione di noi elettori del centro destra. A noi, cari reggicoda di potenti arricchitisi personalmente ingigantendo il debito pubblico italiano e dunque alle nostre spalle, “nun ce frega un cazzo” se Berlusconi sia o meno presente in Parlamento, ci basta e ci avanza continuare a riconoscerci nel personaggio che per vent'anni ha dato corpo e speranza alle nostre richieste di cambiamento del Paese, al nostro insopprimibile desiderio di vera democrazia non più “ bloccata”, alle nostre richieste di maggiori libertà personali, politiche ed economiche. Non è forse vero che un Beppe Grillo, pur essendo ineleggibile e lontano dal Parlamento, è tuttavia il leader di un partito che ha raccolto più del 25 per cento dei voti degli italiani? Chi punta a liquidare per via giudiziaria Berlusconi compie, dunque, un errore clamoroso. Se il Cavaliere mantiene la calma , torna a vincere le elezioni politiche. Ma questa volta , cari signori, non saremo così buoni o fregnoni da fare ancora prigionieri . A brigante, brigante e mezzo. Ma l’altra condizione indispensabile perché il leader del Pdl non venga travolto da sentenze e prevaricazioni parlamentari, oltre ad essere la sua tenuta psicologica, è che il Pdl o Forza Italia mantenga la propria unità e non si dissolva, come è capitato in passato prima ad Aldo Moro ( fu la DC stessa che si divise sulla sua salvezza) che dopo a Bettino Craxi ( dietro di lui un PSI semplicemente ridicolo) , come neve al sole. Noi , popolo di centrodestra, non abbandoneremo mai Silvio Berlusconi, spero altrettanto facciano tutti i politici da lui beneficiati in questi ultimi venti anni, anche se qualche fondato dubbio lo abbiamo- basta vedere gli squallidi comportamenti di Fini, di Casini, di Tremonti, di Della Vedova, di Bocchino . Chi si illude di liquidare Berlusconi su un patibolo giudiziario sa bene che il Cavaliere, così come noi popolo di centrodestra che lo votiamo, rappresenta la classe di ferro, la classe tosta che non si arrende mai senza combattere. Solo la classe politica di centrodestra potrà farci perdere le elezioni prossime, dividendosi fra gli ex An -ormai impegnati nella rifondazione dell'antico Movimento Sociale Italiano- ed altre per ora imprevedibili torme di trasformisti e di cortigiani. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ La Costituzione (ancora in vigore) della nostra Repubblica stabilisce al quarto comma dell’articolo 13 che “è punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà”. Recita poi il terzo comma dell’articolo 27: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Sono stanco e stufo di ripetere che, davanti a condizioni di salute drammatiche di un detenuto, non si debba tener conto né del suo cognome, né del suo curriculum criminale, ma della sua dignità personale . Uno Stato civile, in altri termini, non deve sostituirsi al boia ( è lo stesso articolo 27 a sancire, del resto, la non ammissibilità della pena capitale) facendo letteralmente morire un detenuto nelle patrie galere sottoponendolo, per di più, a un regime carcerario eccezionale, denominato 41 bis. Invece, dal 2006, Bernardo Provenzano sta lentamente morendo isolato in carcere, a 80 anni, con una serie di patologie devastanti. Il suo legale, l’avvocato Rosalba Di Gregorio, le elenca tutte ed è una drammatica sequela: encefalopatia vascolare cerebrale e Parkinson, recidiva di tumore retro vescicale (non trattata con alcuna terapia), sospetta metastasi alla coscia (è stata esclusa che la formazione visibile sia pus o sangue), residuo igroma alla testa dovuto all’intervento di svuotamento dell’ematoma subdurale (frontale, temporale e occipitale) provocato da una caduta, deficit cognitivo totale (proprio per incapacità la posizione di Provenzano è stata stralciata dal processo per la cosiddetta trattativa Stato - mafia) e ipertensione arteriosa. “Inoltre il detenuto Provenzano – ricorda ancora l’avvocato Di Gregorio – dopo l’intervento chirurgico al cervello, non può camminare né stare seduto. Sta a letto e devono girarlo. È costretto ad indossare un pannolone per doppia incontinenza e attualmente è ricoverato a Parma per un’infezione la cui causa non si é ancora scoperta” . Non si nutre da solo e non inghiotte altro che sostanze liquide”. Nel febbraio del 2011 appresi che, in modo “bipartisan”, il mondo politico commentò in modo inquietante la presunta incompatibilità del carcere duro con le complicate condizioni di salute del detenuto Provenzano: non se ne parla neppure, se proprio soffre dietro le sbarre Provenzano si penta, collabori e beneficerà di quanto già la legge prevede. Quasi a subordinare le cure alle quali ogni (si sottolinea, “ogni”) detenuto ha diritto a un pentimento, a una collaborazione da parte dello stesso. Una vergogna da quarto mondo perché ogni recluso deve essere curato e rispettato: anche se si chiama Provenzano. Ci sono tanti ricchi ed ormai opulenti esponenti dell'Antimafia militante che ad ogni comunicato stampa sulla salute di Provenzano smettono per un attimo di tracannare fluts di frizzantino ghiacciato per mostrarsi ai flash indignati al solo pensiero che gli avvocati di Provenzano formulino qualche istanza umanitaria e urlano che “quello deve morire al 41bis “ e buttate al mare anche la chiave ! E’ noto che gli attacchi di chi si etichetta “antimafia” possono impensierire solo i giustizialisti manettari medioevali, alla Di Pietro, alla Travaglio, alla Boccassini, all’Ingroia, ecc. Il popolo di centrodestra vuole solo rispettare la legge e dunque pretende che la legge sia applicata, anche a Provenzano. Lo Stato, del resto, può solo rispettare la sua Costituzione. La difesa di Bernardo Provenzano confida in una revoca del regime di 41bis e una sospensione della pena per le gravi condizioni di salute dell’anziano ex capo-mafia. Noi popolo di centrodestra abbiamo anche la speranza che ognuno di noi faccia il proprio lavoro nel rispetto della legge e non certo per seguire gli umori della folla. Di certo, in casi simili, il carcere duro non ha alcun senso se non quello di un accanimento incomprensibile da parte di uno Stato che rischia così di dimostrare tutta la propria vergognosa inciviltà. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ In tema di cambiamento politico, di cui un po’ tutti si sciacquano la bocca, chi sta fuori dai palazzi del potere tende a dare la responsabilità all'intera classe politica, auspicando una sua sostituzione in blocco. Così faceva la Lega Nord agli albori della sua crescita elettorale e così si propone il movimento fondato da Beppe Grillo. Tutti dichiarano a ripetizione che occorre mandare a casa almeno il 90% dei politici attuali. E al fondo l’idea, a mio avviso totalmente illusoria e gravida di nefaste conseguenze, è sempre la stessa: ritenere che attraverso un radicale ricambio delle cosiddette facce si possano risolvere i problemi alla radice. Ciò come se si trattasse di una questione di uomini e di relative capacità e non, invece , di sistema. Un sistema sempre più disfunzionale, basato su un eccesso di Stato, di spesa pubblica e di tassazione, che si è stratificato nel tempo e alla cui edificazione hanno contribuito un po’ tutti. Ma i parvenu della politica ritengono di avere buon gioco nel cercare di dimostrare che con una classe dirigente diversa, naturalmente reclutata rigorosamente fra le persone di gradimento dei segretari dei partiti , le cose andrebbero diversamente. Ritenendosi, a chiacchiere, retti e capaci, i “nuovi” di qualunque orientamento riuscirebbero senz’altro ad ottenere la classica quadratura del cerchio, mantenendo inalterato l’attuale perimetro dello Stato, ma migliorandone addirittura i servizi offerti ai cittadini all’interno di una pressione fiscale ridotta drasticamente. In altri termini, i tanti sedicenti paladini del bene comune in servizio attivo permanente, probabilmente con qualche ragione, pensano di lucrare molti consensi in più continuando a perpetuare la favola dei pasti gratis. Tuttavia, sebbene la demagogia a buon mercato risulti molto utile sul piano elettorale, evitando di spiegare al popolo come stanno effettivamente le cose, si contribuisce ad affossare ulteriormente il fondamentale senso della responsabilità individuale. In questo modo, cavalcando ogni aspettativa di intervento pubblico, si avvalora la cultura statalista e assistenzialista che ci ha portato sull’orlo del baratro. Almeno fino a quando il Paese reale non emulerà l’esperienza di altre nazioni, scendendo con i forconi in piazza per la disperazione. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Cannigione, sabato 13 luglio 2013 Gaetano Immè

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