Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 29 agosto 2013


VIOLANTE E LA CONSULTA, COME IL GATTO E LA VOLPE DI BENNATO

La posizione di questo Blog rispetto alla sentenza della Cassazione sulla evasione fiscale di Mediaset è nota: un po’ per celia , un po’ per non morire e tantissimo  per spernacchiare - come ampiamente si meritano -  tutti i signori della sinistra  per i quali “ le sentenze non si discutono ma si applicano”- idiozia sesquipedale  e addirittura contraria alla nostra “ sacra costituzione” la quale non solo prevede che ogni sentenza sia discussa e , ove occorra,  anche opposta, ma addirittura accetta  ( come si dice dalle loro parti )  senza se e senza ma  alla normativa europea che prevede anche altri successivi e riparatori  gradi di giudizio di ogni singola sentenza, anche se definitiva – io discuto, accidenti se la discuto  quella sentenza, nel merito e nel diritto,  indipendentemente  da quella  caricatura di Magistrato ,peraltro anche Presidente di Cassazione   che si è rivelato essere il Dr. Esposito  e contemporaneamente voglio , anzi, pretendo che essa sia applicata così che  chi di dovere, cioè la Magistratura e la sinistra ,  si assumano  fino in fondo tutte le loro responsabilità di fronte all’opinione pubblica del mondo intero.  Attendo  nel frattempo il deposito delle motivazioni di quella sentenza , né voglio discutere del testo e delle motivazioni che quel simulacro di Magistrato, parlo del Dr Esposito,  avrebbe anticipato a Il Mattino in quella sua esilarante intervista, un cult ormai della raffinatezza culturale di questi nostri  Magistrati da vergogna.

Tuttavia, mentre ho già scritto  nei giorni passati  che qualora  il Dr Esposito avesse detto la verità a “ Il Mattino” ( quando ha affermato che Berlusconi è stato condannato perché era stato informato dell’imbroglio  fiscale diretto a risparmiare 7 milioni di euro di imposte), aspetto ed intimo all’esimio Presidente Esposito di dirci  chi sarebbero  costoro che hanno informato Berlusconi, perché di essi e delle loro asserite  delazioni a Berlusconi , negli atti processuali non c’è traccia alcuna.  Allo stesso  modo  mi sono permesso anche una ulteriore osservazione critica, se in Italia si può ancora parlare liberamente  perché se Berlusconi è  stato informato dell’imbroglio, allora proprio non riesco a capire come mai i vertici societari di Mediaset – per esempio il Dr. Fedele Confalonieri, Presidente, gente che ha condotto l’imbroglio, mettendoci anche le firme  – siano invece  stati  assolti “ per non aver commesso il fatto”( testuale, dalla sentenza). Se la Costituzione sancisce che la responsabilità penale è sempre personale, non capisco come possa ritenersi responsabile di una evasione fiscale di una società ( che nel sistema giuridico italiano e mondiale è dotata di una propria “ personalità giuridica ed economica” per cui essa risponde col suo patrimonio per le proprie obbligazioni ) un  suo azionista il quale, in punta di diritto,  anche se maggioritario , nulla a ha che vedere con l’operato della società. Per dirla fuori di metafora, è come se per le evasioni fiscali della Parmalat avessero condannato non Calisto Tanzi, ma i  tanti risparmiatori che  erano suoi azionisti solo perché le Banche avevano consigliato quegli investimenti. Inoltre, senza essere né  principi  né marchesi del Foro, ma perché semplicemente  dotati di una media conoscenza delle questioni del Diritto, voglio illustrare anche qualche altra riserva sostanziale a quella sentenza.

Il non essere stati ammessi tutti i testi a difesa, come si evince dagli atti processuali in questione,  è una tale lampante violazione del sacrosanto diritto alla difesa che  anche un elementare ricorso all’Alta Corte di Giustizia europea  potrebbe determinare  l’annullamento di quella sentenza. C’è poi da tenere nella massima considerazione  il fatto che lo stesso Dr Esposito avrebbero dovuto astenersi dal giudicare Mediaset e Berlusconi se, come varie testimonianze  affermano, aveva ripetutamente dimostrato pubblicamente ed ostentatamente  del malanimo, del preconcetto, del rancore se non dell’odio politico da parte sua contro Silvio Berlusconi . Resto poi dubbioso, molto dubbioso, sul fatto che  le pene accessorie siano state applicate erroneamente sia in primo che in secondo grado: ma non è anche questo un elemento che determina non dico il dolo ma quanto meno una incredibile leggerezza nell’applicazione delle sanzioni da parte della Magistratura che potrebbe anche considerarsi  una delle tante prove del fumus persecutionis?

Credo che la Magistratura abbia capito, anche se tardivamente,  che applicare quella sentenza in questo condizioni sociali costituisca  una assunzione diretta e coram populo mundi  di una enorme  responsabilità  , perché la tramuterebbe , ipso facto, nell’unica  colpevole, nell’unico  capro espiatorio per  un processo che ormai la maggioranza del popolo italiano ritiene essere stato  un “processo politico” e lascerebbe , invece, ancora una volta, del tutto  impunita  dalle proprie  responsabilità penali tutta la sinistra , complice invece  con la Magistratura nell’ormai ventennale  caccia giudiziaria  contro il popolo di  centrodestra e contro il suo leader politico. Ecco perché si sono  mossi alcuni politici influenti di sinistra – cito solo Violante, ma anche il Prof. Onida -  per facilitare, dicono,  un preventivo esame di costituzionalità della Legge Severino che potrebbe  estromettere il  condannato  Berlusconi dal Senato. La quale Legge non solo presenta vari profili di incostituzionalità, ma come tutte le decisioni parlamentari, va discussa e votata secondo le regole della democrazia  ( tanto che essa contiene l’ovvio richiamo all’articolo 66 della Costituzione) e non, come pretenderebbe la sinistra manettara  , con una sua “ applicazione automatica”,  come se il Senato e la sua Giunta anziché un organo del sistema parlamentare e democratico fosse semplicemente un reggicoda  di ogni P.M. oltre che un plotone di esecuzione di ogni scomodo nemico politico.

Solo per chi ragiona solo con le viscere e con la schiuma della rabbia in bocca  -  come  Repubblica, come Il Fatto e come  L’Unità ed i loro catechizzati ed indottrinati seguaci-  tutto questo è “un madornale errore” di diritto ( sic!) ed un insopportabile ed incredibile  aiuto al “delinquente “ Berlusconi ( testuale Scalfari su Repubblica). La rozzezza e la pura imbecillità di questa posizione del foglietto di casa De Benedetti  insospettisce molto, anche se quasi sempre nella storia italiana , i guru di Repubblica non ne hanno  indovinata una!  Poi, dopo l’ulteriore intervento sull’argomento anche da parte del Prof. Onida che spingeva per questa soluzione , mi sono svegliato e credo di aver  capito tutto. Questa tesi del previo esame della Consulta  è solo l’ultima truffa intellettuale e mediatica della sinistra italiana perché  è invece una raffinata trappola   da tardo regime comunista, degna del miglior Vishinsky di casa nostra , di Luciano Violante:  perché “ sembra “ voler  consegnare  la decisione ad una entità “sopra le parti”, come la Consulta dovrebbe essere , “sembra”  rispettare nello stesso tempo anche l’articolo 66 della Costituzione, cose che ai “famigli”  di casa De Benedetti , (Repubblica, Scalfari,Mauro, ecc)  non importano un fico secco . In verità  sappiamo benissimo come la Corte, così detta” suprema”, non sia “ suprema” neanche per sogno, ma  sia una vera e propria casamatta gramsciana conquistata ed okkupata dalla sinistra ( grazie al compagno al Colle)  perché composta da 11 giudici “ de sinistra” su 15 giudici. Dunque il suo sarà un verdetto scontato, ideologizzato, politicizzato:  dalla forca alla sedia elettrica o, se preferite, dalla padella direttamente nella brace.

Ormai nessuno m’incanta  più, neanche la moglie di Giorgio Napolitano, figuratevi un Violante, o un Monti  o un Casini, gente  che qualificare  come “affidabili” per  parola data, per correttezza,per  onesta intellettuale significherebbe  essere dei puri idioti che si fiderebbero pure  di mettere  Dracula  a fare il custode notturno alla Banca del Sangue.

Insomma, messa davanti alle proprie responsabilità – non voglio neanche pensare a cosa succederebbe in Italia e nel mondo intero se si arrivasse ad una sconfessione della sentenza della Cassazione su Mediaset – i compagni di Magistratura democratica hanno richiamato all’ordine del rispetto omertoso , con le immaginabili minacce, i compagni comunisti,  ai quali avevano sfacciatamente risparmiato il carcere per le tangenti craxiane . La legge della protezione  mafiosa è  così scattata  ed alcuni “ capibastone” del PD  hanno cominciato il loro “ lavoro sporco”:  creare cioè un diversivo , un alibi per i compagni di rapina, che  ingannasse , come  sempre , il popolo bue e coglione . Una mano lava l’altra, tutte e due lavano il viso. Noi lo sappiamo, come sappiamo che Scalfari , Repubblica, Violante, Onida, ecc  giocano, come  Truffaldino del Goldoni  , due ruoli in commedia, ma, al contrario appunto di Truffaldino che serviva due padroni, essi servono  solo la sinistra, perché  fingono di essere alcuni  contrari altri  favorevoli  all’esame costituzionale della Legge Severino alla Consulta, ma  solo per confondere le idee agli sprovveduti, solo per accreditare mediaticamente, in questo modo, i Violante , gli Onida –coloro i quali sostengono  una proposta apparentemente sana e giusta -  Perché la Consulta , col suo bel “11 a 4”esprimerà il giudizio che la camarilla ha stabilito, tutto convenuto , tutto concordato fra Magistratura , PD , Napolitano e stampa dei poteri forti fin dal 1992, roba vecchia. E stavolta il plotone d’esecuzione sarà il massimo organo giurisdizionale della così detta Repubblica, la Consulta. La chiamano ancora così, ma è solo una delle casematte gramsciane che la sinistra  ha okkupato da sempre. Fa parte  anch’essa dell’inganno al popolo.

Questa ultima sceneggiata, quest’ulteriore truffa ai danni della credulità popolare  ordita tra PD, stampa organica e Colle ( la zampina di Napolitano è sempre presente nei posti decisionali e decisivi dal 1992 ad oggi, caso strano, no?) , dimostra come a sinistra  abbiano bisogno di creare alibi, diversivi , che insomma siano nel panico più completo , che  se la facciano  letteralmente addosso davanti alla sentenza Mediaset ed alla Legge Severino, perché tutti loro, sinistra e Md, hanno finalmente capito quello che questo Blog urla loro in faccia  da tempo. Potete anche mettere in galera Berlusconi, ma ai dieci milioni di suoi liberi elettori, magari rozzi, magari incivili,  magari diffamati come evasori fiscali , signori Scalfari, Mauro, De Benedetti, Milella, Zagrebelky, Asor Rosa, De Monticelli, Padellaro, Gomez, Travaglio, Calabresi, Saviano, ecc., che ci farete? Ci tagliate le mani, ci amputate il cervello, ci tagliate la lingua, ci cavate gli occhi, ci rinchiudete in qualche gulag , ci applicate il bavaglio o ci fate ….????

L’avete cercata, con ogni inganno, la bicicletta, cioè questa sentenza, dopo venti anni di vani  ridicoli tentativi . Bene. Ora , avanti, fateci vedere cosa sapete fare. Poi ci vediamo alle prossime elezioni politiche.

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ANALISTI POLITICI ?

L’analisi politica  è cosa troppo seria ed impegnativa, per essere esercitata da gente che ha il compito di legare il carro dove vuole e fa comodo al suo editore. Gli occhiali dell’ideologia preconcetta generano ciechi e mostri. Certo, tutti possiamo sbagliare, ma quando sbagliare analisi diventa una costante , bèh allora la cosa diventa così imbarazzante che è meglio glissare il discorso. Anche  perché chi attacca il somaro dove vuole il padrone – e chi ha la coda di paglia gli dia un bel taglio! – è estremamente facilitato nella dissimulazione artificiosa delle notizie scomode  per aver allevato per quasi cinquanta anni  una mandria di propri lettori ben catechizzati, ben addottrinati, ben indottrinati. Così  la maggior parte dei giornalisti dei foglietti di casa De Benedetti o delle Procure o di casa Fiat o di casa a Piazzetta Cuccia,  per loro fortuna, tendono a sfangarla perché i loro vecchi articoli non se li ricorda proprio nessuno. Va detto che nel caso dell’Egitto, però, certe minchiate , vere e proprie sucaminchiate  sono state scritte poco tempo fa, non negli anni Settanta . Quando una buona parte degli scrivani  progressisti  dei giornaloni noti (Repubblica, Il Fatto, L’Unità, La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Piccolo, ecc) tifarono sguaiatamente  per dei militari che stavano rovesciando una democrazia, voglio dire, era appena  il luglio  scorso. C’era un esilarante Michele Serra che, pur ammettendo la contraddizione, su Repubblica scriveva: «Alzi la mano chi non fa il tifo per il Cairo... certe barbe fanatiche fanno venir voglia non di uno, ma di dieci eserciti che impediscano con ogni mezzo all’integralismo islamista di prevalere». Bernardo Valli, su Repubblica, spiegava che l’esercito mirava solo a «ripristinare il processo democratico», come a dire che si rovesciava una democrazia per instaurare una democrazia, perché spendere cinque euro per un cinema quanto con un euro ti leggi Repubblica? . Da sbellicarsi dal ridere poi leggere tale  Pasquale Ferrara su l’Unità. Andate a leggerlo e scommetto mille euro che non affitterete più  la cassetta del film comico che volevate gustarvi stasera, vi basterà rileggere l’Unità. Bene: mi piacerebbe sapere, dopo le stragi agostane, se questi “ scienziati”, se questi “ intelligentoni”, se questi “ maestri indiscussi delle analisi politiche”, questi “guru” ( forse sarebbe meglio e più adatto affibbiar loro l’epiteto di “ para guru”)  abbiano qualcosa da aggiungere o se rimarranno  muti  e silenti come sfingi. E’ da tempo che cerco le loro firme su quei giornaloni, ma chissà perché non li vedo più. Oddio, vista la faccia di bronzo che hanno a sinistra vedrete che prima o poi  ricominceranno a impancarsi  su qualche cattedra , sempre col ditino alzato, magari a far lezioni di analisi politica proprio  sulla  Siria.

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VOTO DI SCAMBIO? MA QUANDO MAI……

Avviso ai naviganti. C’è chi dice che la camorra compra un voto politico per 50 o 100 euro, ma lo dice per “ sentito dire”, come una beghina pettegola, appunto come Saviano. C’è chi dice che a Palermo, per fare un esempio, “non si muova foglia, se la mafia non voglia”, così molti palermitano hanno bollato la straordinaria maggioranza ottenuta da quel galantuomo che è sempre stato il Signor Leoluca Orlando Cascio nelle elezioni politiche comunali, sempre roba da lavanderia è. Poi c’è chi sente gli amici, che si informa e che così verifica che in certe Regioni, l’Umbria per essere precisi, dove da tempi remoti domina la sinistra , in ossequio al divieto di usare il contante, hanno sempre seguito una soluzione più intelligente e sicura, soprattutto “nella legalità” come dicono costoro. Cioè, una bel posto ad uno dei componenti ogni famiglia umbra nelle istituzioni pubbliche ( Regione, Province, Comuni, municipalizzate, acquedotti, società consortili, trasporti, ecc) et voilà, voto a sinistra assicurato. Mica comprato!

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Roma mercoledì 28 agosto 2013

Gaetano Immè

lunedì 26 agosto 2013


LA SINISTRA COME LA BANDA DELLA MAGLIANA: TUTTA RICATTI ED INTIMIDAZIONI.

Intimiditi e ricattati dalla pistola sempre puntata alla loro tempia dai Magistrati politicizzati che li hanno  salvati dalle patrie galere nel 1993 con Tangentopoli; con i quali hanno anche  sventrato la “Costituzione più bella del mondo”  trasformata, sempre nel 1993,  con la modifica,estorta  sotto ricatto e minacce, dell’originario articolo 68  in un simulacro di  carta da “democrazia popolare” di stampo sovietico  dominata  dai P.M. , espropriando al popolo italiano la sovranità politica, tutta la sinistra comunista italiana  vive da allora come vivono i  transfughi, come coloro che vivono sotto un” programma di protezione totale” perché minacciati  dalla mafia dei  Magistrati.  Al Quirinale  come al Nazareno, non fatevi ingannare dalle apparenze, tutti sono agli ordini di quella mafia mascherata da magistratura. Al primo segno di pentitismo, di collaborazionismo con la vera  legalità democratica e costituzionale , la mafia/magistratura ritirerebbe  la sua protezione ed il destino di chi osasse sottrarsi alla regola ferrea dell’omertà sarebbe segnato. Lo ha ben constatato anche Napolitano, componente fondamentale di quella consorteria  comunista che da venti anni cerca di conquistare il dominio in Italia a suon di manette, a forza di operazioni di polizia giudiziaria, quando s’è dovuto difendere, per non svergognarsi davanti a tutto il mondo, dagli attacchi della Procura di Palermo che reclamava a gran voce la sua cieca obbedienza.

Così, quando le consultazioni politiche  di febbraio scorso  segnarono l’ennesima disfatta politica della sinistra guidata da Bersani, il complice del Colle, per sudditanza mafiosa  e sopra tutto per operare una chiara “ captatio benevolentiae”  si attenne ai voleri di quella mafia e  ci fece perder tempo altri due mesi – alla faccia dello spread e della speculazione, vero Napolitano? – appresso ad una combriccola di squinternati bamboccioni quarantenni , che evocavano  addirittura il ritorno alle confuse formule  di Berlinguer ( finti sognatori ma famigli ben ammanicati col potere quirinalizio grazie all’arrogante  militanza nella  sinistra studentesca e massimalista). Quando poi si trovò con le spalle al muro davanti alla sua rielezione al Colle, che  lo costringeva  all’obbedienza assoluta,  si prestò alla sceneggiata finale  . Intimidito ancor di più dai ricatti e dalle minacce di quella Magistratura,  rassicurato dalla mafia dei magistrati che  Berlusconi sarebbe stato, di lì a poco tempo, estromesso per via giudiziaria dalla scena politica, offrì al Paese la sua fidejussione morale ( di persona “ spacciata” come “sopra le parti”) e promosse il Governo di larghe intese. Perché Napolitano e tutto il P.D. mentre accettavano di governare insieme al Pdl di Berlusconi, mentre avallavano il programma convenuto d’accordo basato sulla cancellazione dell’IMU e sulla diminuzione delle imposte, stavano ingannando come al solito  il Paese. Their  deal, l’ulteriore loro progetto criminale, era chiaro : due o tre mesi a fingere di governare col Pdl, per fare il meno possibile, poi la Magistratura abbatterà Berlusconi e loro , nel frattempo, avranno comprato q.b. dei voti di  grillini ( come al ristorante) per  mettere in grado il complice al  Colle di varare un’altra truffa al popolo: una nuova maggioranza.

Ecco perché dal Nazareno partono solo ipocrite  grida spagnolesche , solo falsi  infingimenti, solo patetici finti appelli che sono invece giuramenti di fedeltà mafiosa a quella  camarilla giudiziaria. “ Nessuno sconto a Berlusconi”, che sconti non ha mai chiesto, “ non barattiamo la legalità con la durata del governo” quando il Governo Letta  non è stato voluto da Berlusconi, ma da Napolitano e da loro stessi. Sono più ingolositi  da un  baratto con i centri di potere, magari con le redazioni della Rai, magari con le poltrone , sedie, strapuntini nel sottobosco politico, anche con qualche fondazione bancaria, anche con appalti succosi, magari anche con qualche altra bella sentenza cucita addosso alle loro voglie infantili ed isteriche  di dominare l’Italia pur non avendone il necessario consenso politico.

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LETTERA APERTA ALLA DOTTORESSA CECILE KYENGE

Spettabile Dottoressa Cecile Kyenge,

lasci perdere chi l’insulta, noi di centrodestra subiamo da venti anni con la pazienza dei forti, con cristiana rassegnazione, con serafica rassegnazione  le offese, gli insulti, le calunnie di un  anziano che si crede un “ guru” come un Paramansa Iogananda  e  che pontifica da  uno dei ciclostili  di casa De Benedetti. Quattro parolacce da trivio di avvinazzati non limitano certo il nostro impegno per il bene dell’Italia. Faccia anche Lei altrettanto e, come scriveva un grande , anch’esso,  come poi altri, a vivere in esilio da questa terra italiana di maramaldi e di ubriachi., si dia da fare per il bene di questo Paese, senza star lì a perder tempo a rispondere alle ingiurie, come fosse, anche Lei, Dottoressa, una delle avvinazzate clienti delle osterie.

La prima cosa che mi piacerebbe sapere è semplice: come mai è stata scelta per un ministero? Quale è stato il suo così eccellente “ know how “ che l’hanno condotta alla conquista di questo speciale merito? Insomma, Dottoressa Kyenge, ma Lei, cos’ha fatto di tanto meritevole da diventare addirittura un Ministro italiano? Ho chiesto in giro, ho visitato Wikipedia. Ho quindi appreso che Lei deve molto ad un Vescovo cattolico, come una  raccomandata da sagrestia ,come s’usava da noi , ma  roba da dopo guerra.

Comunque utenevo che Lei avesse sviluppato, nel tempo, un progetto di integrazione interetnico e che la sua nomina a Ministro dell’Integrazione avesse questo significato. Invece leggo che Lei – sue dichiarazioni – “ da tre mesi sto facendo un monitoraggio e cercherò di analizzare tutte le problematiche per individuare una soluzione “ dei problemi dei Centri di identificazione, i famosi Cei. Dunque Lei non aveva in mente un bel nulla, eppure era sempre Lei che tuonava contro i governi passati , sopra tutto quelli di centro destra, quando predicava ogni giorno la litania dell’accoglienza senza se e senza ma. Pensavo che Lei conoscesse a fondo il problema delle mafie che organizzano i viaggi dai paesi africani, a costi elevati, che usano navi e non barconi, solo che  poi, quando arrivano a poche miglia dalle coste italiane, sbarcano quei poveri cristi su carrette del mare che vengono caritatevolmente accolti, invece sento che Lei è come un disco rotto, non fa altro che ripetere “ la Bossi – Fini va cambiata” oppure che “ lo ius soli per chi nasce in Italia”, tutti slogan senza costrutto e senso, riproposizione di rimasticature  dell’accoglienza miserabile, stracciona e pezzente che ha caratterizzato l’Italia evangelica e riccardiana: che poi quei poveretti accolti si trasformino  in mendicanti, in manovalanza per la malavita, in accattoni , in lavoratori in nero, in delinquenza forzata per sopravvivere, non è mai importato più di tanto a voi predicatori della finta bontà.

Chissà se la Dottoressa risponderà mai a questa mia istanza?

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TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE? TUTTI, SPECIE SE DI CENTRODESTRA E MENO CHE SIANO SUPPORTER DELLA SINISTRA.

A proposito di “ tutti uguali davanti alla giustizia ed a chi l’amministra”. Ora vi faccio un riassunto , una summa, poi ragioniamo insieme.

Tutti sanno che la Suprema Corte ha impiegato poco più di due mesi per rendere definitiva la condanna di Silvio Berlusconi a 4 anni per evasione fiscale per la vicenda dei diritti Mediaset. Quasi nessuno sa  che ha impiegato solo un po’ meno di due anni per ripulire la fedina penale dell’Ing.  Carlo De Benedetti dalle due condanne (6 anni e 4 mesi e 4 anni e 6 mesi, in primo e secondo grado nel ’92 e nel ‘96) per la pesante accusa di concorso in bancarotta fraudolenta nella vicenda molto oscura del crack del Banco Ambrosiano.

Non nuovo a “ mordi e fuggi” da ladro di alta classe, Carlo De Benedetti  aveva già  azzannato la FIAT, divenne suo Manager grazie alla sua amicizia con gli Agnelli ( erano suoi compagni di scuola) , ma dopo soli quattro mesi fu cacciato via, portandosi appresso una liquidazione miliardaria ( erano i tempi in cui i bilanci della FIAT venivano pagati dai contribuenti italiani). Invece al Banco Ambrosiano , per due mesi appena, per  65 giorni  trascorsi come vicepresidente , esattamente dal 18 novembre ’81 al 22 gennaio ’82, l’Ing. Carlo De Benedetti intascò la bellezza di  81,5 miliardi di lire,letteralmente  “estorti” a Roberto Calvi, secondo il pm Luigi Dell’Osso che però non riuscì mai a far processare l’Ingegnere per tale ipotesi di reato. De Benedetti intascò una plusvalenza di  almeno - 30 miliardi per due mesi. Il Tribunale e la corte d’appello di Milano nel condannarlo per concorso in bancarotta hanno più volte accennato al ruolo svolto da Repubblica e l’Espresso con lunghe e aggressive campagne stampa contro Calvi e l’Ambrosiano, intervallate da improvvise e brevi bonacce. Riporto  questa frase della condanna del Tribunale di Milano: «Non bisogna dimenticare che il comparto estero del Banco Ambrosiano aveva attirato per tutto il 1981, a tacer d’altro, le attenzioni del giornale la Repubblica e del settimanale l’Espresso, entrambi facenti capo all’imputato». Bisogna tenere a mente queste parole: «a tacer d’altro» e «entrambi facenti capo all’imputato»: perché all’epoca De Benedetti, ufficialmente, non era azionista del gruppo.

Bene , oggi propongo alcune  domande a due protagonisti in vita e che fortunatamente godono di ottima salute, il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari e Carlo De Benedetti.

La prima è quella ripetutamente avanzata da Staiti di Cuddia, allora deputato del Msi.

1)    Perché De Benedetti non andò alla Procura della Repubblica a denunciare ciò che aveva scoperto? Siccome, con una certa sorpresa, ho verificato che in realtà De Benedetti in sede civile, prima della sentenza d’appello, ha rimborsato una cifra - si dice - di 30 miliardi alla gestione liquidatoria del vecchio Ambrosiano, che si è ritirata dalle parti civili

ecco la seconda domanda:

2)    Perché l’Ingegnere che si è sempre detto innocente ha accettato di transigere ?

Per la terza domanda cercheremo di trovare una risposta in questa puntata

3)    Per caso De Benedetti nel suo passaggio all’Ambrosiano, cruciale nel destino della banca, era socio occulto e/o aveva il controllo del gruppo Repubblica-L’Espresso?

Della questione a suo tempo si è occupato Mario Tedeschi con molti articoli sul Borghese e con un libro, prezioso (Ambrosiano. Il contro processo.E qui, dopo le parole del Tribunale, bisogna fare molta, molta attenzione alle date.

Il 30 settembre 1981 il principe Carlo Caracciolo di Castagneto, co-editore con Scalfari di Repubblica e Espresso, convoca l’assemblea straordinaria dell’Editoriale L’Espresso Spa. Deve essere deliberato un aumento di capitale: da 1,5 a 4 miliardi; bisogna mettere mano al portafogli. Il gruppo è in espansione, la filosofia è quella di garantire ai lettori i valori di libertà e autonomia editoriale. Ottimi intenti, ma, insomma, il gruppo  -  causa le condizioni generali del Paese, gli alti  tassi d’interesse o forse anche altro -  è in un mare di debiti (quanti debiti lo vedremo tra poco). Ma dopo poche settimane quell’aumento di capitale non è più necessario.

Cos’è successo? Una società di gestione fiduciaria, la Rigim Spa (Riunione Generale Italiana di Mobilizzazione), offre un finanziamento di ben 4,3 miliardi a fronte di fedi di investimento. La fede di investimento è un titolo di credito i cui sottoscrittori forniscono capitali da gestire fiduciariamente. Le condizioni sono più che buone. Il destinatario del finanziamento lo può estinguere «in qualsiasi momento», le fedi possono essere convertite in azioni del Gruppo L’Espresso «dal 1.1.1983 al 31.12.1985».

C’è la mano dell’Ingegnere? Sì. Combinazione, il 5 ottobre 1981 nella Rigim entra come sindaco Giulio Segre, della famiglia Segre che da sempre è l’ombra degli affari dell’Ingegnere, ed entra direttamente nel cda proprio De Benedetti. Il quale si dimetterà nell’85 ad operazione definita e conclusa. Ma lo abbiamo detto: bisogna stare molto attenti alle date.

Quando l’Ingegnere ha deciso di dare l’avvio all’assalto all’Ambrosiano? Proprio nell’ottobre 1981. Smentendo se stesso e quanto sosterrà una volta indagato e sotto processo, in tempi non sospetti il 12 dicembre ’81 al giudice Colombo ( ma guarda tu i casi della vita!)  che indaga sulle liste della P2 ha dichiarato: «Questo discorso con Calvi inizia nell’ultima parte di ottobre … gli proposi un mio ingresso diretto nella compagine azionaria e nel consiglio di amministrazione in qualità di vicepresidente del Banco Ambrosiano». Cosa che avviene il 18 novembre. Il 14 dicembre ‘81 Carlo Caracciolo riconvoca l’assemblea straordinaria del Gruppo Espresso e informa gli  azionisti che «ragioni di opportunità rendono necessario annullare l’aumento di capitale del 30 settembre». Annuncia il provvidenziale finanziamento della Rigim.

A quanto ammonta la situazione debitoria del gruppo? Secondo Mario Tedeschi (che, come sostiene il figlio Claudio, non ha mai ricevuto querele o smentite) a fine ’81 l’indebitamento verso le banche era di 10,4 miliardi contro i 3,4 di un anno prima, 5 miliardi verso i fornitori, 3 miliardi di oneri finanziari invece di 1 miliardo dell’80. In questa situazione se, per dire, Eugenio Scalfari sulle colonne di Repubblica avesse avanzato, come fu fatto da più parti, dubbi di carattere etico e morale sulla buonuscita di quasi 82 miliardi e una plusvalenza di - almeno - 30 miliardi ottenuta il 22 gennaio 1982 da De Benedetti, quel generoso finanziamento avrebbe avuto seguito? E senza i 4,3 miliardi della Rigim il gruppo Repubblica-Espresso avrebbe spiccato il volo diventando in pochissimo tempo il primo o secondo gruppo editoriale in Italia?

Ma queste sono domande retoriche. In punto vero è un altro. Quando materialmente è stato erogato il finanziamento? E qui bisogna lasciare la parola a Mario Tedeschi, che - da quanto riporta -  ha ricavato però la spiegazione dal bilancio 1981 del Gruppo L’Espresso Spa: «Dal 2 febbraio 1982 sono affluiti nelle casse dell’Editoriale L’Espresso i 4.320 milioni dell’operazione Rigim Spa». Cioè 10 giorni dopo l’uscita di De Benedetti dall’Ambrosiano.

Mi permetto quindi di aggiungere altre quattro domande, alle tre precedenti. Alcune espressamente rivolte all’Ingegnere, altre ad Eugenio Scalfari.

4) Il finanziamento di 4,3 miliardi decisivo per le sorti del Gruppo L’Espresso proveniva dalla plusvalenza ottenuta dall’Ingegnere a spese di Calvi e dell’Ambrosiano sull’orlo del fallimento?

5) Quali erano le «ragioni di opportunità» che il 14 dicembre ’81 resero necessario annullare l’aumento di capitale deliberato dal Gruppo L’Espresso appena il 30 settembre?

6) Perché fu accettato il finanziamento di 4,3 miliardi della Rigim, in cui era appena entrato come amministratore De Benedetti?

7) Scalfari, date anche le sovrapposizioni temporali, si è mai interrogato da dove provenissero quei soldi?

8) Lo ha chiesto a Carlo De Benedetti (o a Carlo Caracciolo)? E perché, qualunque fosse stata eventualmente la risposta, ha ritenuto di non doverla rendere nota ai suoi lettori?

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A proposito di Scalfari, aggiungo, per chi non ne fosse informato, come il Vate abbia oggi ripreso e bacchettato anche il Presidente emerito della Corte Costituzionale, Capotosti. Il quale  sostiene che in relazione alla decadenza  il Senato agisce da giudice indipendente ed autonomo. Insomma, l’abc di una democrazia. Scalfari invece, s’affaccia dal Palazzo della Salita del Grillo e sibila “ Capotosti non può commettere errori così marchiani”!  Traduco in “repubblichese: Io so’ io e voi della Consulta non siete un cazzo”!.

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Roma lunedì 26 agosto 2013

Gaetano Immè

domenica 25 agosto 2013


SENZA MEMORIA E SENZA DIGNITA’

Dopo le vagonate di rubli illegali e sporchi di sangue   inviate da   Stalin al Pci affinché facesse diventare  l’Italia  un Paese satellite dell’Urss, reati penali personali plurimi graziosamente condonati dalla DC con una bella amnistia “ ad partitum”;

dopo aver assistito alla colossale truffa, sempre ai danni del popolo italiano, compiuto dalla sinistra in concorso e combutta con la “ Democrazia Cristiana”, con la famigerata Legge Mosca che ha permesso a migliaia e migliaia di “ clienti e di reggicoda “ del Pci e della Dc di ottenere, a spese nostre, inimmaginabili e privilegiati assegni pensionistici che oggi, la sinistra, definisce “ diritti acquisiti” invece che qualificarli come “ truffe legalizzate”;

dopo altre vagonate di vecchie lire incassate  dal Pci quale sua parte  delle tangenti craxiane, reati penali personali plurimi rimasti impuniti quali “ trenta denari”  per le delazioni del Pci/ Ds  alla Magistratura, alla faccia dell’obbligatorietà dell’azione penale ed all’uguaglianza degli italiani davanti alla Legge ed a chi l’amministra;

 dopo avere assistito nel 1993 alla rapina della sovranità popolare  ed all’insurrezione contro l’ordine costituzionale, che ha consegnato , come refurtiva riciclata, nelle mani della Magistratura quella sovranità popolare che la Costituzione assegnava solo al popolo, rapina  compiuta  a mano armata , intimidendo e minacciando un Parlamento di corrotti e di ricattati,  dalla ben nota  banda formata dalla Magistratura di Milano e dai suoi complici ( Pci e  Presidente della Camera  Giorgio Napolitano );

dopo aver assistito nel frattempo , siamo al 1993 , con la legge n. 515 del 10 dicembre 1993[,  ad un’altra colossale  truffa ai danni del popolo italiano compiuta dalla sinistra ( Governo Ciampi ) , reintroducendo,con nome mutato ( da “ finanziamento ai partiti”  a” rimborsi elettorali”), quei finanziamenti ai partiti che un referendum popolare , stravinto quanto a quorum ed a maggioranza, aveva cancellato ( bisogna capirli: finiti i finanziamenti staliniani , finite le tangenti craxiane, il Pci era quasi sul lastrico, s’era venduta la sede di Botteghe Oscure, aveva ridimensionato al massimo con migliaia di licenziamenti “L’Unità”, aveva eliminato alcuni settimanali che prima finanziava allegramente, aveva licenziato migliaia di dipendenti del partito,  la Magistratura di sinistra s’è voltata dall’altra parte, era distratta, non c’era  e se c’era non ha visto e se ha visto non ricorda….);

dopo avere assistito nel 1994 a quella incivile  sceneggiata di quel ridicolo ed ignobile  P.M. che risponde al nome di Antonio Di Pietro scagliare quelle accuse contro B. , che determinò la caduta del Governo Berlusconi I ed il dominio politico, per forza d’inerzia etica , della sinistra fino al fatidico 2001;

dopo avere assistito, nel 2001, alla clamorosa  sentenza di Cassazione che assolse B. da quelle accuse del Di Pietro, qualificate come “ assolutamente  inesistenti” ( intanto quell’ignobile figuro era stato ripagato del servizietto reso alla sinistra con un bel seggio al Senato e chi se frega del resto) con l’ovvia conseguenza che da allora la sinistra non ha fatto che perdere tre elezioni politiche su quattro e la sola vinta fu quella grazie al Porcellum ed alla miseria di 24.000 voti;

 dopo avere assistito ad una Magistratura che da venti anni aggredisce una sola persona perché è il leader del partito avverso alla sinistra che da venti anni le  sbarra la strada del dominio sul Paese, una partita truccata e venduta dai giocatori bari e truffaldini  ( Magistrati di Milano) ed arbitrata da un arbitro venduto perché riconoscente (o complice ?) di quella parte politica che nel 2006 si fece sua “ sediaria quirinalizia” per deporlo al Colle;

dopo avere assistito all’entusiastica accoglienza , da parte della genia dei comunisti e dei demo comunisti, dal 1942 fino al 1990, di una serie di ben trenta provvedimenti di amnistia , utili ed indispensabili per cancellare comodamente tutta una serie di  omicidi,di  misfatti e di illegalità commessi della sinistra ( basta un clic su Wikipedia) , compresa tutta l’attività del Pool di Mani Pulite diretta ad impiccare solo la DC ed il PSI e ad amnistiare e rendere impunito dei suoi misfatti tangentizi il solo PCI e senza che nessuno, ma proprio nessuno, neanche Michele Serra o quel geniaccio di Gad Lerner – non so se me spiego – si indignassero e protestassero per tutte queste amnistie “ ad partitum”;

dopo avere scoperto che Carlo De Benedetti, tessera n. 1 del P.D. e despota di “Repubblica”(ma “Repubblica” non pubblica la notizia, guarda caso! D’altra parte è a “Repubblica” che vive, come eremita e oracolo, un certo Eugenio Scalfari il quale non ha alcun imbarazzo ad affermare che è cosa buona e giusta che un Magistrato qualsiasi abbia nelle proprie mani la libertà di ognuno di noi, senza alcun controllo, perché “ ha vinto un concorso pubblico”!)  è accusato di avere rubato agli italiani (evaso) la somma di 250 milioni di Euro ( la causa è tributaria e De Benedetti  ha già perso il primo ed il secondo grado) , una somma trentacinque volte maggiore di quella rubata (evasa) da Berlusconi per Mediaset, ma senza processo penale ( ma, nei Paesi civili, le violazioni fiscali non producono solo pene pecuniarie e sopratasse, ammende?) , perché, alla faccia dell’obbligatorietà dell’azione penale e dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge ed a chi l’amministra, quello lo si fa solo a Berlusconi e non certo alla tessera n. 1 del P.D. ed al padrone di “ Repubblica”,

 per sottacere  del lunghissimo periodo della B.R., dei “ compagni che sbagliavano” che hanno condannato l’Italia a vivere dieci e passa anni d’inferno sotto l’incubo del terrorismo rosso,   apparendo davanti al mondo civile come una specie di Libano o di Afganistan;

dopo essere stato testimone vivente di tutte queste oscene, isteriche buffonate della sinistra italiana, devo ancora sopportare le facce di un D’Alema o di un Epifani o di un Franceschini che a ditino alzato recitano la parte di consiglieri di Silvio Berlusconi, ammonendolo a farsi da parte.  

Al cospetto di questi epigoni, di questi mestieranti , di questi figuranti della scena politica ,  senza memoria e senza dignità,  Silvio Berlusconi diventa un vero leader politico, acquisendo per carisma una  leadership politica che nessuno potrà mai togliergli, se non noi, suoi  elettori. Non certo  la Giunta del Senato, vergognosamente tramutata dal P.D in un plotone di esecuzione, né una condanna per evasione fiscale  che appare nella sua deflagrante  inconcepibilità e assurdità se solo  si accosta quella evasione ( 7 milioni di Euro condannata penalmente con quattro anni di reclusione) a quella, definitivamente comprovata ( infatti la sentenza della Commissione Tributaria di secondo grado è, sì, opposta in Cassazione, dove però di dibatte solo sul “ diritto” e non nel “merito”) di Carlo De Benedetti ( 250 milioni di Euro, senza alcun processo penale). Come non inorridire di questo ridicolo simulacro di Magistratura?  Certo,  un “parvenue” della politica politicante  Silvio Berlusconi ,nella quale, invece, quell’esercito di mestieranti  è nato, è stato  allattato, è cresciuto  ed è  vissuto ( sempre a spese nostre e senza mai fare un lavoro) . Certo, uno che non ha mai fatto parte dei “ poteri forti” Berlusconi , una combriccola o ghenga di imprenditori privilegiati ( Agnelli, Cuccia, Mediobanca, etc), di corrotti , di delatori, di “ pentiti per interesse” ( vero Romiti, vero De Benedetti? ), di  mantenuti dallo Stato a spese di noi italiani  ( vero Romiti, vero Fiat, vero Agnelli, vero Benetton, vero Della Valle, vero Moratti, vero De Benedetti, ecc?) dai quali, anzi, sempre Berlusconi è stato  guardato con sospetto ed odio, proprio perché “ estraneo alla combriccola del potere “,  così come estraneo alla “ politica da palazzo” così cara invece a quella canea di figuranti politici . Un extraterrestre Silvio Berlusconi, una sorta di riedizione liberaldemocratica di un “ extraparlamentare “ degli anni settanta rispetto al “ politicamente corretto”, al pensiero dominante ipocrita, quando dopo sessanta anni di soffocante ed ipocrita egualitarismo ,finalmente,  nel 1994 , dopo anni di oppressione clerical -  comunista , ci ha parlato di implementare le libertà individuali, di  anteporre l’individuo allo Stato, quando ci ha per la prima volta parlato  di una società basata sulla meritocrazia e non sull’egualitarismo massificante, di una sfera produttiva più libera da una Costituzione scritta come viatico per far diventare l’Italia una colonia del comunismo invece che un Paese democratico e liberale. Dunque un vecchio con dentro “ un giovane extraparlamentare” che spiazza il trombonismo e l’ipocrisia soffocante, quella coltre soffocante di regime  clerical comunista ,identico a  quello che l’opprimente ingerenza della Chiesa cattolica  degli anni 50 pretendeva di  imporre al Paese. 

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Stupendamente e splendidamente  cucito su misura delle  viscere biliose e della famelica  sete di sangue  berlusconiano  degli ammaestrati, inculcati,catechizzati, addottrinati “adoratori”di “ Repubblica”, allevati in un recinto  di iene ed allevate a digiuno, un esilarante , ridicolo  e fazioso catanese ( per vox populi “ catanese  falso e cortese” che la dice tutta sul soggetto) , Francesco Merlo, s’è dedicato, su ordine di casa De Benedetti , della cui servitù fa parte integrante ed essenziale agli ordini del maggiordomo di casa Scalfari Eugenio, all’esercizio cui  il foglione di casa De Benedetti da qualche tempo si dedica appassionatamente: il copia e incolla dalla velina delle Procure, da Travaglio, da Gomez, da Padellaro. Così, tanto per costruire un muro di recinzione che ripari il branco  dei catechizzati, quello delle iene fameliche  allevate in astinenza,  dall’invasione della cultura e della corretta informazione. Una riedizione, insomma, del muro di Berlino, in salsa italiana . Perché appellare Berlusconi  pur di non nominarlo perifrasando con un  “ colui che ha commesso il delitto”, quando si sta trattando di una evasione fiscale da 7 milioni di Euro  stando alla sentenza,- quando Carlo De Benedetti, non uno sconosciuto ma addirittura  “ er padrone de casa ”- ha sul groppone una evasione  da ben 250 milioni di Euro(  ma senza processo penale perché, è noto soprattutto  a Merlo ed al suo branco di iene affamate, che in Italia risplende il principio costituzionale che vuole tutti  uguali davanti alla legge ed a chi l’amministra,  a meno che si chiamino Carlo De Benedetti o D’Alema o Occhetto o MPS o Penato o Vendola ecc ) un contendere fra contribuente e fisco in relazione all’applicazione di alcune disposizioni tributarie  che, in caso di soccombenza del contribuente, nei Paesi civili merita sì e no una multa , è ridicolo ed offensivo sopra tutto per chi legge, trattato come un deficiente. Quando uno scrive che la difesa di Berlusconi avverso la nota sentenza – è noto a tutti che esistono in sede europea anche altri gradi di giudizio – equivale alla “ pretesa dei terroristi  condannati, da Senzani a Battisti” è pisciare  in faccia ai sui lettori, trattati come bambini ignoranti e deficienti incapaci di cogliere l’iperbole mistificatrice,  nella costruzione delle quali sono maestri affermati tutti gli scherani di casa De Benedetti, da Scalfari fino all’ultimo degli sguatteri di cucina, Merlo compreso.  Qualificare, come scrive Merlo, come “ invito a mettersi fuori legge” la richiesta della Gelmini  che “ chiede un approfondimento della costituzionalità della Legge Severino” fa crepare dal ridere, è un’umiliazione oscena per chi scrive simili imbecillità pur di incassare i suoi trenta denari dal padrone.  Credo che Merlo dimostri tutta la sua viltà d’animo e di intelletto con questo suo rifugiarsi dietro l’invettiva, dietro il puro e semplice oltraggio personale ,col suo   nascondersi e celarsi dietro giochetti di parole, prendendo  per il culo i suoi lettori senza aver mai le palle ed il cervello per affrontare il vero tema che evita accuratamente di affrontare: sapere affrontare l’avversario politico con le armi della democrazia e della cultura, con un progetto politico  che sappia raccogliere i voti necessari per sconfiggerlo anziché rifugiarsi dietro le criminalizzazioni di stampo stalinista. Ecco,dedicarsi, come fanno a Repubblica, Merlo, Serra, Scalfari, Mauro, Milella ecc  ad un ridicolo “ copia ed incolla” dal ciclostile delle Procure , costruito con fotocopie di pezzi di sentenze  cucite fra di loro con il filo dell’imbroglio, dedicarsi, anche se dietro  ordine della tessera n.1 del P.D. e del pur sempre padrone di casa di Repubblica ,  a costruire “realtà rovesciate” per  solleticare i peggiori , bassi, meschini e viscerali istinti dei propri catechizzati ed addottrinati lettori  per approfittare, come pedofili, come stupratori,  del loro stato psichicamente confuso ed alterato al quale è stato volutamente condotto , la chiamano “ fare informazione” invece che “ sfruttamento della credulità popolare”.  

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Roma domenica 25 agosto 2013

Gaetano Immè

mercoledì 21 agosto 2013


LA SINISTRA CON LE SPALLE AL MURO

Ho letto,con stizzito stupore , sul “Corriere della Sera” di qualche giorno fa,che dalle parti di Via Solferino si comincia ad  ammettere , a denti strettissimi, sottovoce ed obtorto collo quello che questo misero Blog va urlando da anni: che l’annientamento delle guarentigie parlamentari dell’articolo 68 della Carta  compiuto dal Pool di Mani Pulite nel Maggio del 1993 e perfezionato nell’Ottobre e nel Dicembre  dello stesso anno, sia stato esiziale per il Paese .In verità si è trattato di uno stupro , una vera  e propria rapina (della sovranità popolare ) compiuta , a mano armata , da una  nota “banda criminale “ composta da delinquenti  travestiti da  magistrati  (uno rispedito , dal popolo rinsavito, a calci in  culo a zappare la terra molisana, un altro ancora presente in Senato , luogo dove, la storia insegna, il comunismo usa premiare “ i delinquenti di famiglia” per i misfatti e gli assassini politici compiuti nominandoli Senatori,come questo ex magistrato al quale alludo e come tale altro famoso Mefisto Moranino), con la delatoria complicità  sia del Pci (che ottenne così la sua seconda impunità sui finanziamenti illegali)  e con quella dell’allora Presidente della Camera,  Giorgio Napolitano. Non posso che compiacermi col Prof. Ainis per la sua tardiva, me sempre ben accetta, resipiscenza su un argomento così evidente che solo un finto tonto può per venti anni fingere di non vedere. Insomma, possibile che il “ Corriere della Sera” ed il Prof. Ainis non si fossero nemmeno accorti che nel 2009  la Senatrice del P.D. Franca Chiaromonte ed il Senatore del Pdl Luigi Compagna avevano presentato la proposta  di un disegno di legge costituzionale, numero 1942 del 2009) per il ripristino dell’immunità originaria?  A parte  lo scontato aizzatorio  intervento del foglio di casa De Benedetti col solito slogan delle “leggi ad personam” non ricordo alcun intervento del foglione dei poteri forti o del Prof. Ainis su tale dibattito. Eppure eravamo a gennaio 2010. Ah! Ora mi rendo conto! Impazzava il tormentone dei lobotomizzati, l’antiberlusconismo  reso ancora più livoroso dalla recente vittoria elettorale del 2008 dovuta, scorno massimo, all’ immediato  e rovinoso tracollo dell’armata del Prof. Romano Prodi e forse a Via Solferino regnava un tale Paolo Mieli che era talmente impegnato a produrre antiberlusconismo elitario e nazionalpopolare da non avere né tempo ma soprattutto voglia di leggere i disegni di legge costituzionale. Basta parlar male di Berlusconi e del centrodestra e vendi le tue 400 mila copie!!! Professore Professore!! Ben riacceso cervello e bel ritrovata qualche dignità intellettuale.

Chi invece non riesce proprio più a divincolarsi dal giogo del padrone,uno che ordina quotidiane e rancorose invettive, con inchiostro intinto nella più schiumosa rabbia e nella più isterica  vendetta ( e del bene del Paese,  chi cazzo se ne frega) contro l’odiato Berlusconi ed il suo rozzo popolo di imboniti e rimbambiti , sono tutti gli scrivani al soldo della tessera n.1 del P.D., del cittadino svizzero Carlo De Benedetti , proprio quello che ha “rubato” ( due sentenze, manca la finale, ma da quelle parti non dice forse che “ le sentenze si rispettano e si applicano”?)  agli italiani 250 milioni di Euro di imposte evase con scorribande fiscali elusive  ma che, obbligando i suoi scriba  a fare gli  sciacqua piatti alla Magistratura politicizzata  ne ricava la di essa  bonaria e suprema  benevolenza ( cosa che gli regala una  pelosa e vomitevole impunità ad personam ma gli evita i  dovuti processi penali (e chi cazzo se ne frega  dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge ed a chi l’amministra e “l’amminestra”!). Basta dare uno sguardo al foglietto di casa De Benedetti per rendersene conto: la Legge Severino, che dovrebbe cacciare Berlusconi dal Senato,  va discussa in Senato ai sensi dell’art. 66 della Carta ? Ma chi cazzo se ne frega della Carta e della Costituzione, quella Legge serve a cacciare Berlusconi dal Senato? Tanto basta! La Legge Severino  orse non si può applicare perché è del 2012 e dunque non può essere retroattiva ? E chi cazzo se ne frega della Costituzione che afferma questa regola! Basta che serva a far fuori Berlusconi! La Giunta del senato afferma che in Senato non può pronunciare una decadenza di fatto di Berlusconi dal seggio perché c’è scritto in quella Legge Severino e che sarebbe più consono attendere che si pronunci la Corte Costituzionale? Ma chi cazzo se ne frega della Consulta, ma chi cazzo se ne frega della Giunta e della Costituzione e di quell’articolo della Legge Severino! Per Dio!  Insomma, usate la Legge Severino come Dio comanda, senza mettere di mezzo Costituzione, Consulta, leggi, civiltà e robaccia del genere. Forza , svelti, preparate  la gogna all’angolo di Piazza Navona, allertate il boia e  che Berlusconi sia fatto fuori.  In parole povere, Repubblica vuole un Senato come un’accolita di assassini che vomitando odio e rancore facciano giustizia sommaria. Bella democrazia, Signori Milella, Mauro, , Giannini,  Scalfari (costui  vorrebbe anche diventare Sentore? Le consiglio di sparare in bocca a qualche  persona di centrodestra così, come Moranino, il P.D. ex Pci la premierà con un bel seggio per salvarla dalla galera).

Anche  Emanuele Macaluso si cimenta sull’argomento dell’espulsione di Berlusconi dalla politica  sull’Unità, dove discetta di non scorgere alcun  percorso politico che  eviti e corregga gli effetti devastanti dell’accanimento giudiziario contro Berlusconi. Leggo “L’Unità” e parlo di Macaluso perché stimo Macaluso come persona e come politico. La sua coerenza da comunista che guidava la corrente “migliorista”, alla quale faceva capo anche Giorgio Napolitano, ha sempre meritato il mio rispetto  e la mia stima nella diversità. E se anche Macaluso – e dunque anche Napolitano – mette in mostra questa granitica unità del P.D. in un  rifiuto pregiudizialmente ad ogni possibile discussione intorno al fulcro essenziale della crisi istituzionale che dal 1993 ha consentito l’incostituzionale  ed illegale strapotere di un semplice “ ordine”, la Magistratura,  sull’unico e  solo “potere” previsto dalla Costituzione , quello legislativo, vuol dire che il P.D. è clone del Pci , oggi come nel passato, quando anche i miglioristi , dopo qualche timido distinguo , scattavano sull’attenti davanti al richiamo del partito. Chi non ricorda le  addirittura “feroci critiche” di un Amendola ( il capo indiscusso di quella corrente migliorista del Pci )  contro le posizioni del segretario  Berlinguer, giudicate troppo autonome dall’Urss,  quando costui osò riaffermare la via europea verso il socialismo reale  svincolata  dall’obbedienza cieca verso Mosca?  

Dunque, accantonando, perché,  più che ad una discussione tra persone educate ed intelligenti,  adatte ad un  trivio politico  le ridicole  pretese dittatoriali e staliniane  del partito di “ Repubblica”; se il Prof. Ainis scalfisce, restando però sempre su un piano intellettuale pur assai criticabile ma sempre augurabile,  la politica dei poteri forti tradizionali, che la direzione di Mieli, ex brigatista e sicuro estremista, aveva scagliato  con feroce rabbia isterica ciecamente contro il centrodestra, almeno  dubitando sulla utilità democratica e costituzionale dell’eliminazione delle guarentigie parlamentari ; se una persona rispettabile come Emanuele Macaluso non riesce più a fare “ il migliorista amendoliano” ma si schiera acriticamente con il “ giustizialismo antiberlusconiano” come un bilioso e rancido Furio Colombo qualsiasi ;  se Giorgio Napolitano, amendoliano di estrazione e formazione politica, tace incredibilmente da diversi giorni, da quando precisamente qualcuno gli disse che una decina di milioni di italiani aspettavano che il Presidente della  loro Repubblica, per dire,non un pisquano qualsiasi, assumesse una doverosa e costituzionale posizione chiara e decisa , nell’interesse di” tutti gli italiani” ,  sull’arrogante  pretesa, illegale perché   incostituzionale,  di una fetta della Magistratura di eliminare dalla scena politica il loro leader scelto da venti anni, non ostante i 45 e passa processi scagliatigli addosso dalla magistratura e tutti i reati attribuitigli ; vuol significare che il P.D. si sente soffocare, messo alle strette, preso per il bavero e sbattuto al muro. Ma quale essere umano dotato di una anche minima ed  elementare dose di quoziente intellettivo potrebbe fidarsi di un suo alleato che si erge a suo boia ?  Come può un partito serio e responsabile, come dice di essere il P.D., far passare il messaggio che la slealtà fra alleati è un pregio civile? Come può ritenere, se non mostrando ,davanti al mondo intero, un disprezzo incommensurabile sulla cultura del popolo come può conoscere solo  chi, per sessanta anni,  lo ha appositamente indottrinato al fine di  farne una predestinata vittima  dei propri abusi della credulità e dell’ignoranza popolare ?

Solo chi non vede via d’uscita, solo chi ha l’acqua alla gola , solo chi è terrorizzato dalle proprie responsabilità davanti al proprio Paese e davanti al mondo può trincerarsi dietro queste meschinità. La verità è sempre la stessa, quella che vado ripetendo da giorni. La sinistra italiana è impazzita dalla gioia di aver trovato una condanna , anche se minimamente ridicola, dopo circa cinquanta processi finiti nel nulla e ha perso il lume della ragione. S’è buttata nella declamazione , nell’irrisione, s’è beata ed ubriacata di titoloni velenosi, di “ il delinquente”, di “ il corruttore” e simili perle. Poi  le titubanze di Napolitano, le reazioni del popolo di centrodestra, le han fatto prendere atto di una terrificante verità: una sentenza definitiva ed una legge Severino possono anche bastare per mettere in galera Berlusconi, ma ora s’è resa conto che il problema non è Silvio Berlusconi, ma il popolo di centrodestra che ha scelto il suo leader fin dal 1994 e non ostante tutto. Solo adesso la sinistra ha capito che non può mettere la museruola, il bavaglio non solo a Silvio Berlusconi ma anche al popolo del centrodestra.  Ecco perché il Senato della nostra Repubblica si ridurrà ad un’accolita di banditi da valico e faremo la figura di Paese incivile davanti a tutto il mondo. Ma non servirà a nulla. Perché una leadership non possono metterla in galera. Insomma la sinistra sta solo adesso capendo che non  le resta che un bel genocidio contro il centrodestra, un colpo alla testa ad ogni elettore di centrodestra e finalmente la sinistra potrà governare l’Italia. Avete voluto la bicicletta? Bene, ora sono cazzi vostri, pedalate!

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Mercoledì 21 agosto 2013

Gaetano Immè

lunedì 19 agosto 2013

ORA LO URLIAMO NOI! BASTA! SE NON ORA, QUANDO?

Non abbiamo nessun “ passo” da fare, noi popolo di centrodestra (ma quale moderati !) , né indietro né di fianco, semmai siamo pronti a farlo “ in avanti” quel passo, nel senso di essere pronti a raccogliere , da oggi in poi, un consenso politico popolare straordinariamente ancora più robusto ed ampio di quello finora raccolto , mentre assisteremo all’autodistruzione – una deflagrante implosione che la ridurrà in frantumi per l’eternità - della sinistra italiana che esploderà , proprio come capita nelle più note bande e cosche criminali ( vedi “ Banda della Magliana”, vedi “ Banda della Uno bianca”, ecc) nelle quali i singoli complici criminali, messi ciascuno di fronte alle proprie responsabilità dell’azione criminale commessa , danno inizio ad una guerra fra di loro che porta inesorabilmente alla morte (politica, s’intende) di tutti i banditi. Viene da sorridere di pena e di compassione al solo pensiero che questa storica occasione ci viene fornita, su un piatto d’argento, proprio dai complici basilari del complotto costituzionale sferrato contro l’ordine costituzionale del Paese nel complice silenzio della stampa asservita . Da un P.D.kafkiano - che si schiera senza se e senza ma a favore della sentenza di condanna definitiva di Silvio Berlusconi su Mediaset ed a favore della decadenza dello stesso dal seggio senatoriale ( al quale è stato eletto dal popolo sovrano) per effetto della Legge Severino- che si crede immune dalle immani sue responsabilità politiche nello sconfessare, in questo modo, il patto di governo Letta sancito col Pdl e retto dai voti del centrodestra , auspice, teste e garante per costituzione Giorgio Napolitano. Da un Enrico Letta che, sentendosi come un imberbe sprovveduto ma sotto la protezione del potente sodale seduto al Colle, parla di tutto ma specialmente di cose che nessuno gli chiede e che ancora non ci ha fatto sapere cosa ne pensa invece di quella sentenza e della pretesa di estromette il Sen. Silvio Berlusconi dal Senato in base ad una legge Severino. Da un Giorgio Napolitano che , sapendo alla perfezione, per averle ispirate e cospirate da venti anni , quali inenarrabili, vergognosi e criminali accordi si celino dietro la caterva dei processi contro Berlusconi, dietro quella sentenza Mediaset e quella Legge Severino del 2012 ,recita ancora e spudoratamente la parte della verginella davanti allo scempio che ha ordito e complottato ai danni del popolo italiano ,cercando di lavarsene le mani e sperando nell’ imbecillità altrui. Da una Magistratura politicizzata che da circa venti anni sta facendo il “lavoro sporco” per la sinistra politica, quello di sparare in testa a tutti gli avversari politici che hanno sbarrato la strada al Pci ( bastano i nomi di Andreotti, di Craxi ed ora di Berlusconi? ) e che ora, raggiunto finalmente un risultato , anche se infinitesimale, vuole comandare la banda criminale ed il Paese. Mettiamo “ i fatti accaduti, i fatti concreti” nella loro giusta consecutio temporum. Il disegno criminoso, il golpe, il colpo di Stato ( prego non sorridere, ma leggere, riflettere e trarre ,“dopo la lettura ”, le vostre considerazioni, possibilmente usando solo il vostro cervello ) fu studiato intorno agli anni 1990/ 1992 ed ebbe come congiurati il Pci e la Magistratura politicizzata, quella che era già più che dominata fin dagli anni sessanta dall’arrogante invadenza della corrente comunista di Md . Erano anni in cui il Pci aveva subìto lo shock del crollo del muro di Berlino e nei quali si andava realizzando un nuovo sistema mondiale di equilibrio delle forze, nel quale ai partiti comunisti europei ed ai loro seguaci – come è sempre stata , appunto, Magistratura democratica – veniva clamorosamente a mancare il fondamentale punto di forza della sua propaganda , “quel paradiso terrestre “, quell’Eden sovietico e comunista da additare come “mondo nuovo” verso il quale far marciare il popolo ( vedi Pelizza da Volpedo, “Il Quarto Stato”) e che era stato, fin dai tempi di Togliatti, la colonna basilare del decantato progetto comunista che gli aveva garantito un notevole consenso popolare . Per di più la politica di Craxi lo aveva relegato ai margini della competizione politica interna anche perché , sempre in quegli anni, il Segretario Berlinguer non seppe mai assumere una posizione univoca e decisa nei confronti dell’Urss, da tutto il Pci ancora decantata, non ostante gli avvenimenti di quegli anni, come la sua “ cara guida politica” .Si aggiunga , inoltre, che in quegli stessi anni novanta raggiungeva alla sua massima maturazione ed impazzava nel Paese il sistema illegale delle tangenti, escogitato per finanziare illegalmente i partiti politici e, nella politica ,nell’industria e nella società la corruzione ( nata dalla mancanza di alternanza nel governo del Paese a causa del blocco della democrazia dovuto alla presenza del più ricco e potente Partito comunista europeo e per l’ inamovibilità degli ormai superpotenti apparati burocratici ) dominava , rendendo potenti tutti i partiti politici , nessuno escluso. La consegna delle tangenti, del pizzo, delle stecche , la “ dazione” del denaro (orribile terminologia coniata dal Pool di Milano) avveniva a Roma, perché a Roma erano le sedi amministrative della Dc, del Psi e del Pci. A ciascuno dei quali tre partiti spettava, come da accordi assunti ( vi sono svariate testimonianze univoche proprio su questo punto fra le tante poi inutilizzate nei vari processi del Pool di Milano ) un terzo ciascuno di ogni malloppo. Dalle testimonianze , ne cito solo due fra le tante, di Maurizio Prada – a quel tempo tesoriere e collettore delle tangenti della DC a Milano ed in Lombardia - e di Luigi Carnevale, omologo del precedente nel Pci– ogni partito provvedeva poi a suddividere il suo terzo fra le sue varie correnti. Nel Pci, ad esempio, quelle ed altre testimonianze riferiscono che un terzo della tangente spettasse alla corrente migliorista ( alla quale aderiva Giorgio Napolitano, Amendola, etc) e due terzi al resto del Pci. Al movimento comunista italiano, Magistratura compresa, mancava dunque un vero progetto politico che potesse assicurargli una anche se futura conquista del potere. Il patto criminale era dunque semplice: il Pci avrebbe fatto da delatore del sistema corruttivo ottenendo l’assoluta impunità , la Magistratura politicizzata avrebbe abbattuto, dietro l’alibi della corruzione, solo la DC ed il Psi ed avrebbe così garantito al Pci da un lato la vittoria alle prossime elezioni politiche (quanto meno per mancanza di avversari) e dall’altro il peso del tacito ricatto della Magistratura.. First question: perché, innanzi tutto, l’inchiesta di Tangentopoli fu agguantata dalla Procura di Milano, se i Partiti politici e tutti i fatti corruttivi (dazioni, scambi, etc) erano avvenuti a Roma? Il perché lo svelò il P.M. Gherardo Colombo affermando, decenni dopo e in un’intervista, che “ Milano era il Tribunale più adatto”. Adatto? Cos’è un nuovo principio giuridico noto solo a lui ed a Md ? E “la competenza territoriale”? Quisquilie, dovevano sfasciare la democrazia costituzionale, rifare la guerra civile , figurarsi se dovevano preoccuparsi di cose secondarie. La “ competenza territoriale” fu estromessa con un semplice escamotage : con Mario Chiesa. Dietro suggerimento e delazione del Pci, il Pool di Mani Pulite incastrò quel meschinello che dirigeva il Pio Albergo Trivulzio a Milano: e che si trattò di una vera e propria delazione lo certifica e prova il fatto che , guarda caso, trovarono proprio venti milioni di Lire e proprio nelle mutande di Chiesa Mario. Nelle mutande ! Fu così che Tangentopoli restò al Tribunale di Milano: doveva restare a Milano, dove poteva agire con la massima libertà e discrezione ( ecco il famoso e famigerato “ rito ambrosiano”) la banda dei magistrati del Pool. Il “ lampo di genio” venne in mente alla banda quando Napolitano fu nominato, nel 1992, Presidente della Camera ( in sostituzione di O.L. Scalfaro, nominato Presidente della Repubblica) e fu studiato e concordato col Pool di Milano ( Borrelli, D’Ambrosio, Colombo, Di Pietro, Ghitti, Ielo, ecc) mentre Tangentopoli era già, ma da poco tempo ,scoppiata. Avendo in mano le carte per ricattare ed intimidire tutto il Parlamento e tutti i parlamentari , i banditi organizzarono una famosa sceneggiata, al solo fine di accreditare Giorgio Napolitano come “ uno strenuo difensore del Parlamento “, uno che non si lascia intimidire da nessuno. Accadde il 2 febbraio del 1992 , pochi giorni prima di quello già fissato per l’assalto a Chiesa, che era stato convenuto per il successivo 17 febbraio 1992. Il P.M. Gherardo Colombo inviò la GdF al Parlamento chiedendo la consegna della “ copia dei bilanci del Psi degli ultimi cinque anni”. Napolitano, Presidente della Camera, recitò bene la sua parte: mandò via la GdF sia perché le forze dell’ordine non poteva entrare nel Parlamento sia perché i bilanci dei partiti politici erano stati tutti già, per legge, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Ma dico: poteva mai un Magistrato come Colombo ignorare queste ovvie disposizioni? Così un complice ed un artefice di quello scempio criminale della costituzione , Giorgio Napolitano, venne invece proposto ed osannato, dalla stampa asservita, come uno strenuo difensore delle prerogative parlamentari. Successivamente , nel Luglio del ’92, Craxi tenne due discorsi memorabili al Parlamento, ben noti a tutti, nei quali lanciò la famosa chiamata in correità , il famoso anatema, contro tutti i partiti politici corrotti e consenzienti, inutile ritornarci. Ma quando, il 29 aprile del 1993 , dopo che Craxi era stato investito da una ventina di avvisi di garanzia la Giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere negò l’autorizzazione a processare Craxi, il piano era già pronto. Tanto che , dopo pochi giorni, precisamente il 12 maggio del 1993 il Pool di Milano impose, ad un Parlamento di intimiditi, di corrotti, nel silenzio complice di Giorgio Napolitano ( il quale spese il credito acquisito con la sceneggiata dell’anno precedente, come a dire “ quando posso io difendo il Parlamento, ma quando difendere il Parlamento sarebbe difendere i corrotti allora non lo faccio”. Era la grande menzogna: non si trattava affatto di difendere Craxi o qualche corrotto, quelli del Pci compresi, ma di salvare la Costituzione, ben altra cosa) di modificare l’articolo 68 della Costituzione, le guarentigie . Era lo snodo costituzionale del golpe, il punto fondamentale del disegno criminale. Era tutto studiato a tavolino, tutto preordinato, insostenibile un’opposta ipotesi, visti i tempi cortissimi. Fu perfezionato nel successivo Ottobre e Dicembre. Caduta quella guarentigia, che era l’estremo “ peso e contrappeso” voluto dai padri costituenti che tenesse in equilibrio la Costituzione salvaguardando contemporaneamente l’indipendenza e l’autonomia del “potere legislativo eletto” dall’ordine esecutivo della Magistratura , altrettanto indipendente ed autonoma, praticamente ogni parlamentare , una volta eletto, era nelle mani e sotto le grinfie di qualsivoglia P.M. E’ successo venti anni fa, sembra che tutti se ne siano dimenticati. In verità non l’ha dimenticato nessuno, fingono di ignorarlo o di non saperlo. Quando mai un ladro ammette d’aver rubato? Ma non lo ignora certo la Magistratura, che da quel momento ha comandato sulla politica. Basta ricordare i governi fatti cadere per accuse di P.M. poi dimostratesi totali falsità ( con l’esame preventivo della Giunta non avrebbero passato il vaglio del fumus persecutionis): Governo Berlusconi I (1994, Di Pietro ), Governo Prodi (2007, De Magistris). Basta ricordare che il Paese ha avuto governi di sinistra quasi esclusivamente grazie alla scia “ etica” delle (false) accuse di Di Pietro ; ma quando poi la Cassazione assolse Berlusconi da quelle false accuse ( nel 2001) la sinistra è quasi sparita , vincendo una sola elezione su quattro , quella del 2006, quella per i famosi 24.000 voti. Basta ricordare che la Magistratura s’è fatto anche il suo bel partito politico ed il suo bel giornale quotidiano. Serve forse altro? Senza il costituzionale vaglio della Giunta, dal 1994 – dopo la cancellazione delle guarentigie – guarda caso la Magistratura politicizzata ha rovesciato sul centrodestra e sul suo leader politico circa 45 inchieste e 45 processi penali. Ne sono rimasti in piedi due e quello che questa banda di criminali politici è riuscita ad ottenere è una sentenza, ridicola, per evasione fiscale. Una sentenza che scaturisce da una evidente persecuzione giudiziaria ventennale che ha sempre avuto lo scopo di alterare profondamente e sistematicamente l’assetto costituzionale del Paese al fine di rubare la sovranità politica al popolo che ne è l’unico proprietario ( art 1 costituzione) riciclandola, come refurtiva, nelle mani del proprio partito o di quelli che la Magistratura ricatta e domina: la sinistra. Pertanto Berlusconi deve proclamare e dimostrare la sua estraneità a quei fatti criminosi, così come si sono evidenziati durante quel processo Mediaset. In ogni sede, anche europea. Verrà dichiarata la sua ineleggibilità e dunque la sua decadenza da senatore? Il P.D. ed in Sen. Zanda non guardano affatto per il sottile: il Senato deve ignorare le svariate questioni di illegittimità costituzionale della Legge Severino. Cosa volete che importi mai ad una banda di simili criminali che una legge sia incostituzionale quando essa serve per estromettere dal Parlamento Silvio Berlusconi? Cosa volete che importi ad una simile banda di criminali che il Parlamento italiano verrà svergognato davanti a tutto il mondo come una sorta di Lubianka staliniana ? Con tutte le riserve sulla costituzionalità della Legge Severino non credo ci sia altra possibilità. Ci sarà l’assalto di altri P.M. che si getteranno come iene sul cadavere di Berlusconi, come Di Pietro che, scomparso perché cacciato dal popolo dal Parlamento, ora rifà capolino perché ha sentito l’odore del sangue della sua vittima preferita, quella del suo raffinato “ io a quello lo sfascio”. Pur condividendo le pene di Berlusconi, non posso che chiedergli di sopportare da vero leader liberale vittima di uno Stato dittatoriale sotto il tacco di autocrati Magistrati questa sentenza e questa estromissione. Ed al PdL di non tramutarsi per vendetta nel partito delle votazioni, perché è un pericolo per l’Italia votare con un premio di maggioranza del Porcellum. E quello che deve guidare il Pdl è solo il bene del Paese. In questo modo sbattiamo al muro questi delinquenti, anche perché si stanno man mano rendendo conto che sentenza Mediaset ed estromissione Severino non saranno sufficienti al loro scopo criminale. Come potranno fare a silenziare Berlusconi, come faranno a vietare a dieci milioni di italiani di considerarlo sempre il loro leader politico anche se condannato ed anche se decaduto ? Cosa faranno? Una legge che metterà il bavaglio al cervello ed alla bocca di tutta questa gente? O al solo Berlusconi? Saranno cavoli del P.D., di Giorgio Napolitano e della Magistratura politicizzata e del suo partito. Giorgio Napolitano dovrà decidere , finalmente, se fare il Presidente degli italiani o continuare a fare il finto tonto per apparire davanti al mondo intero come un incapace di assumere una decisione. Il P.D. dovrà finalmente scegliere se collaborare col PDL per servire il Paese a ricrescere e riformarlo dove va ammodernato, giustizia compresa ovviamente. Oppure dovrà schierarsi, con a fianco quella scheggia di Magistratura politicizzata e criminale, su posizioni massimaliste ed ottocentesche genuflettendosi al M5S per comprarne voti , al partito dei girotondini , al partito di politici mascherati da magistrati , al partito dei bottegai politicanti di Repubblica, al Sel, a dipietristi che agognano sempre una nuova Piazzale Loreto e scriveranno così la loro condanna definitiva ed eterna: con una storia sempre vecchia, già vista e bocciata negli ultimi cinquanta anni con esempi paradigmatici, come Leone, come Segni, come Andreotti, come Craxi, come Mori,come Cossiga, come Donat Cattin, come Calabresi, ecc. Un partito di falliti, che vive nell’eterno teorema di un “ doppio Stato”, del “ servizio segreto deviato”, che si nutre di odio e della guerra civile eterna e permanente, che ha sulla coscienza milioni e milioni di morti. Così finalmente gli italiani e tutto il mondo democratico e libero vedrà , una volta per tutte, da dove vengono, provengono e da chi sono sostenute queste minacce alla vita democratica e libera del Paese. Noi non abbiamo nessun passo da fare, ripeto e nessun passo faremo: starà a loro sporcarsi le mani, assumersi la loro responsabilità davanti al Paese ed al mondo intero. Perché oggi è chiara anche un’altra verità: la banda dei criminali si sta rendendo conto che non gli basta più la sentenza Mediaset o la decadenza di Berlusconi dal seggio, perché Berlusconi resta il leader di dieci milioni di elettori e perché l’uomo lo puoi sbattere in carcere ma le idee non le metti ai ferri. Oggi i complici si rendono conto che hanno bisogno di togliere la parola , mettere il bavaglio, vietare di parlare a Silvio Berlusconi ed ai dieci milioni di italiani che lo seguono. O di fucilarli tutti. Signori, abbiate il coraggio delle vostre azioni ,fate il vostro gioco e il mondo intero vedrà che siete peggio di Stalin.

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Roma lunedì 19 agosto 2013

Gaetano Immè