Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 15 agosto 2013


BUONISTI O ASSASSINI?

Più assisto,sconcertato, disgustato, avvilito e sempre più  incazzato, allo spettacolo inverecondo di queste torme di poveri cristi fuggiaschi dalle loro agre terre mediorientali ed africane che tentano di sbarcare in Sicilia , seminando morti e tragedie del mare ogni giorno  e  più mi convinco di essere nel giusto quando disprezzo  ( inutile nascondersi dietro falsi infingimenti , diciamo le cose papale papale , senza mezzi termini e francamente)  quel miserabile, ipocrita, farisaico ed ignobile buonismo di bassa sacrestia e quel terzomondismo senza se e senza ma  che anima l’ esercito delle tante  “ candide  anime belle” e dei tanti  “xenofobi perfetti” - alla Kyenge, alla Boldrini, alla Vendola, alla Grasso, alla Turco, alla Bindi, ecc, gente che prima era un “ mangiapreti”  trinariciuto e che da quando gli ex comunisti  hanno fatto comunella  con gli ex democristiani “de sinistra” sono diventati tutti adoratori di preti e di Papi, insomma dei baciapile e dei servitori del clericalismo  -  le cui metastasi  - del ceppo più maligno, quello dell’ideologia dell’accoglienza generalizzata  - hanno oramai  evidentemente ed irreparabilmente compromesso ogni loro capacità di comprensione del problema migratorio.

Quando leggo le parole di questi  ignobili fanfaroni arricchiti finti buonisti,  che Dio li strafulmini ( gente che il mare lo vede dall’oblò dello  nave da crociera , dai freschi  terrazzi sul mare dei  lussuosi hotel dove  bevono ghiacciai frizzantini in compagnia di “ adeguati ospiti” o dal catamarano di babbo, che predicano l’accoglienza delle porte aperte ) che si ammantano di umanitarismo mentre spacciano per “ azione umanitaria” un vero e proprio  sterminio di poveri cristi  annegati  ( dei quali non si conosce affatto il numero  che non è certo quello che ci viene trasmesso dai telegiornali italiani, perché bisognerebbe sapere quanti erano su quel barcone quando sono salpati dalla Libia o dall’Egitto) li prenderei a calci sui denti . Ma quanti morti annegati ci saranno stati nel Canale di Sicilia senza che noi  lo venissimo a sapere ?  Predicare una simile forma di accoglienza non è forse autorizzare un eccidio di migranti , non è forse  ingannare quei poveri cristi e farli annegare ?

Quando poi non sanno che altro dire, se ne escono con quel solito “ ce lo chiede l’Europa”! Ah si? L’Europa ci richiederebbe di attirare quei poveri cristi  in questo trabocchetto per poi farne morire a migliaia annegati?  E perché, allora, che Dio vi strafulmini, invece che impartici lezioncine di accoglienza e di umanitarismo tarocco col solito ditino alzato rivolto solo all’Italia, perché, che Dio vi incenerisca, non andate a scassare i gabasisi al Frontex, ovvero all’Agenzia Europea  di Varsavia, costituita nel 2004. Possiede elicotteri, aerei, navi, soldi, radar di ultima generazione, tutto il meglio per organizzare l’accoglienza, non vi pare?  Ma loro fingono di ignorare il Frontex, lo tengono nascosto, preferiscono rifugiarsi dietro le frasi roboanti “ ce lo chiede l’Europa”. Ma che cazzo ci chiede l’Europa!  Altro che accoglienza! Fino ad oggi il Frontex è stato utilizzato non per l’accoglienza ma per operazioni di respingimento e per operazioni di rimpatrio dei clandestini, ecco perché , che Dio vi fulmini, del Frontex non ne parlate.  Agli smemorati ricordo: Secondo dati ufficiali, solo  nel 2007 Frontex ha coordinato 22 missioni di pattugliamento, che hanno portato all’arresto di 19.295 migranti, di cui 11.476 in mare, 4.522 a terra, e 3.297 negli aeroporti. Nel 2006 i migranti fermati erano stati 32.016.  Con l’operazione “Indalo” la democratica Spagna di Zapatero bloccò , grazie all’intervento del  Frontex, più di 4 mila migranti, ne rinchiuse in galera circa 10.000 che poi espulse dalla Spagna, sempre grazie al Frontex.  Con l’operazione “ Poseidon” sempre il Frontex  sistemò anche le coste greche del Mar Egeo. Dopo quelle due operazioni le coste della Spagna e della Grecia hanno perso di attrazione per i migranti. Chissà perché! Così, via, tutti in Italia.

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LA PROVA DEL TRANELLO ORDITO DA GIORGIO NAPOLITANO

A proposito dell’intervento di Giorgio Napolitano sulla faccenda Berlusconi Mediaset, non perdetevi , mi raccomando, un davvero esilarante  Massimo Giannini, un vice direttore di Repubblica , proprio quello che usa presentarsi sempre con un “ Salve , sono Massimo Giannini e sono molto colto”, che scrive, tra le altre amenità: “avevano preso l’impunità giudiziaria  e l’avevano chiamata agibilità politica, l’ennesimo trucco , etico e politico, che violenta le parole e la verità”. Il bue che pretende di dare  del cornuto all’asino, perché se c’è qualcuno che da una vita  violenta le parole e stupra la verità per infangare l’avversario politico questi è proprio Massimo Giannini. Mi sono goduto lo scritto di Giannini, ha proprio perso la testa, sempre più livoroso e bilioso , Giannini  svanvera di una tremenda condanna che Napolitano avrebbe comminato a Berlusconi.  Giannini è la dimostrazione vivente di come anche  un minimo di equilibrio speso , forse ambiguamente, da  Napolitano per il caso  Berlusconi faccia andare fuori di testa i soliti trinariciuti. Soffiando dalle tre froge del naso come  i pozzi  di Larderello , ecco il Giannini ed il suo sodale livoroso e bilioso Civati  dare uno spettacolo indecoroso,  di come  un giornalista ed un politico proprio non dovrebbero essere.

Repubblica, Giannini, Civati e trinariciuti incazzati a parte – ma che goduria vederli andar fuori dai gangheri per qualche scherzuccio di dozzina da parte di Zio Giorgio – siccome bile, livore e budellame contorto  vario sono pezzi di viscere e non del cervello, i soliti trinariciuti ideologizzati, adoratori dell’antiberlusconismo neanche si sono accorti che Napolitano s’è tradito:  che vi  è un inciso  nel testo della nota quirinalizia  che, una volta riletto, m’ha confermato nella mia opinione: di Napolitano non bisogna mai fidarsi. Attualizzo il refrain di quel film degli anni settanta “Riusciranno i nostri eroi a trovare…” e che era “ Ninì nun ce lassà!” con un “ Berlù, nun te fidà”!. Vengo al punto dolente.

 Il passaggio da esaminare è quello che recita “… non deve mai violarsi il limite  del riconoscimento del principio  della divisione dei poteri e della funzione essenziale del controllo della  legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza”. E cosa mai significa “ controllo della legalità”?  A mio giudizio, quelle parole costituiscono la decisa volontà di Giorgio Napolitano di sposare  una precisa dottrina di cultura giuridica che , dal 1965 in poi, ha preteso di attribuire al Magistrato  proprio questo “ controllo di legalità”  con ciò  tentando di rendere legale  il trasferimento a favore dell’ordine giudiziario di tutta una serie di attività e di funzioni  che nulla hanno a che vedere con le funzioni che la stessa  Costituzione affida al Magistrato. Per meglio comprendere in quale inferno civile quell’inciso fa precipitare il nostro Paese basta riandare indietro nel tempo e rileggere quello che sull’argomento  scriveva un Magistrato peraltro dichiaratamente di sinistra, Luciano Violante.  Sosteneva Violante  che  nella cultura giuridica di rilevante parte della Magistratura ( si riferiva alla corrente Magistratura democratica dei Magistrati)  il fondamento delle iniziative penali  non fosse più solo l’applicazione  delle disposizioni penali – che è il mero compito che la Costituzione assegna al Magistrato – ma  un non meglio definito “ controllo di legalità” che , secondo quella fazione dei Magistrati, aveva il significa di “ un diretto controllo che la legalità non fosse stata violata”. Insomma non un compito di ricostruire la legalità violata, ma un compito di prevenzione, di ricerca, antecedente alla commissione dell’eventuale reato penale. Ma da che mondo è mondo e da che vige la Costituzione questo non è un compito della Magistratura, ma della Polizia. Un magistrato si deve muovere solo quando ha notizia del reato, ma nel senso  della “ notitia crimins” cioè del reato già consumato e non al solo comparire di un sospetto di reato. Questa è roba da medioevo, roba da padre Pintacuda e Orlando Cascio, quando nella Palermo del Sindaco Ciancimino  “ il sospetto era prova di colpevolezza”, la cancellazione dello Stato di Diritto, lo stupro della Costituzione che pretende  al contrario che l’obbligatorietà dell’azione penale del Magistrato si incardini solo dietro la notitia criminis, cioè di un reato penale consumato.  

Non è difficile capire che l’accettazione  e la condivisione che Giorgio Napolitano fa  di quella dottrina giuridica significa sostenere il partito del potere ai Magistrati,  significa assecondare  l’ordalia dei manettari e dei giustizialisti medioevali, significa ritenere lecito che la Magistratura , dietro l’alibi del “ controllo della legalità”, domini e tiranneggi  la vita politica e sociale del Paese , si faccia “potere” dello Stato non essendo altro che un semplice “ ordine “, significa consegnare al Magistrato le chiavi del potere più assoluto insieme alla sua completa impunità, significa  trafugare la sovranità popolare dalle mani di chi ne è il solo e legittimo proprietario e cioè dal popolo e riciclare la refurtiva nelle mani della Magistratura.  

Sarà stato un abbaglio? Sarà stato un equivoco? Sarà stato un qui  pro quo?  Non credo proprio. Stiamo parlando di un comunicato della Presidenza della Repubblica italiana , non  so se mi spiego. E come posso accettare simili fraintendimenti dal Colle? Ma via, siamo seri e concreti. Giorgio Napolitano ha praticamente  suggerito, guidato ed attuato , complice di una Magistratura ideologizzata , il complotto per distruggere la sovranità popolare e consegnarla alla  banda  che lo insediò al Colle nel 2006, una banda composta da politici della sinistra e magistrati ideologizzati. E questa frase ne è la prova concreta, fumante, precisa.

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Buon ferragosto a tutti.

Roma 15 agosto 2013

Gaetano Immè

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