Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 3 agosto 2013

NON SI TRATTA SOLO DI UN PROBABILE ERRORE GIUDIZIARIO

NON SI TRATTA SOLO DI UN PROBABILE ERRORE GIUDIZIARIO, SI TRATTA DI MOLTO, MA MOLTO DI PIU’


Il caso Berlusconi non è solo un probabile errore giudiziario, ma molto, molto di più, molto più di un diniego di giustizia, molto di più di uno scandalo giudiziario, molto di più di una figura vergognosa davanti a tutto il mondo, molto di più. L’altra sera a “Porta a porta” un giornalista di sinistra, Barenghi, peraltro persona amabilissima e preparata, credendo forse di dire chissà quale verità nascosta o ideona non ha trovato di meglio da dire “ ma su quaranta processi, Berlusconi sarà colpevole almeno per la metà?”.Siamo alla parodia della giustizia, non è importante se sei colpevole o meno “dopo” un giusto processo quanto che davanti ad un profluvio di accuse ricevute ( vere o false poco importa ) in tutto o in parte sarai pure colpevole. Pare la prosecuzione dei principi che imperavano nei Tribunali medioevali della Santa Inquisizione, quando si mettevano al rogo Giovanna D’Arco, Giordano Bruno , quando Galileo era da ammanettare nelle celle segrete. Non può essere un caso che un gaglioffo, come Leoluca Orlando Cascio, Sindaco di Palermo dove, com’è noto almeno fin dall’unità d’Italia “non si muove foglia( figurati il Sindaco!) che la mafia non voglia”, alcuni anni fa recitava insieme a Padre Pintacuda – una sorta di clericale talebano, un oscurantista malato di mente – che “ il sospetto è il principio del reato”, stia con la sinistra. E Barenghi è peraltro persona amabile, un giornalista, dunque una persona acculturata , uno che certamente ragiona con il suo cervello, uno che non ha certo bisogno, come invece usano milioni di persone che votano a sinistra , di farsi imbeccare ed indottrinare da Repubblica o dal Corriere o da Il Fatto. E non ostante Barenghi sia una persona colta, bene nemmeno si è reso conto della gravità di quelle sue affermazioni: perché gli sfugge la cosa fondamentale, la cosa che ( non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere) non vuole vedere e non vuole capire , come d’altronde quasi tutta la gente di sinistra. Non vuole ammettere la verità dei fatti e cioè che dal 1993, con la DC ed il PSI ormai allo sbando politico e giudiziario, con la sinistra tutta lanciata alla rincorsa dei manettari fascisti , ingolosita dall’ormai imminente vittoria elettorale della propria gioiosa macchina da guerra del Pci nel ’94 , ha lasciato che criminali intimidazioni mafiose della Magistratura milanese costringessero un Parlamento di corrotti e di intimiditi a stuprare la Costituzione italiana, cancellando l’autonomia e l’indipendenza del “potere politico” e consegnando la supremazia politica , che la Costituzione prevede all’articolo 1 spetti sempre al “popolo sovrano”, nelle mani della Magistratura politicizzata. Era maggio del ’93, non fu il mese delle rose, ma il mese delle spine. Davanti alle intimidazioni mafiose del Pool di Milano, ormai fuori gioco i democristiani ed i socialisti, nessun “sincero democratico” difese la sacralità dell’articolo 68 della Costituzione, Mortati , Amendola , Parri ed altri padri della Patria furono lasciati non solo in pace, ma nell’oblio più meschino. Un Parlamento ridotto ad una congrega di corrotti e di impuniti, con le mani in alto davanti alle oscure minacce della Magistratura che arrestava, che usava il carcere preventivo come arma di tortura, un Parlamento appunto di cacasotto e di corrotti, guidati ma non certo difesi da un silente - perché cointeressato - Presidente Giorgio Napolitano, nella speranza di assicurarsi la compiacenza della Magistratura e la propria impunità davanti allo scempio delle tangenti e della corruzione ( erano i giorni del “ conto Gabietta” , erano i giorni di quel miliardo di lire in contanti che Raul Gardini ed il suo autista avevano portato a Botteghe Oscure, lasciandolo nelle mani non si sa di chi, al secondo o al quarto piano!!!!) , invece che difendere la “ sacra Costituzione” , invece di cacciare a calci in bocca ed in culo chi abusasse colpevolmente di quell’articolo 68 ( ultimo baluardo, ultimo bilancino costituzionale che non consentiva ad un Magistrato di mettere sotto processo un parlamentare se non dopo l’autorizzazione del Parlamento , che prima verificava le carte della Procura e curava che non vi fosse alcun “ fumus persecutionis “), consentì lo stupro della Costituzione . Non ricordo girotondi di vecchi rincoglioniti a tenersi per mano gi rotondando per la sacralità della Costituzione, non ricordo guitti e saltimbanchi fattisi poi straricchi decantando quanto sia bella la nostra sacra costituzione , non ricordo Palasharp pieni di Zagrebelky o di Barbare Spinelli o di Flores D’Arcais che sfruttassero minorenni per difendere quell’articolo 68 che, come il precedente articolo 67, era una eredità della Rivoluzione francese. Solo i vigliacchi ed i delinquenti gettano il bambino per gettare l’acqua sporca. Fu la prima rata del prezzo del ricatto, dell’ accordo questo sì criminale e scellerato,volontariamente pattuito o estorto con le intimidazioni , della impiccagione , da parte del Pool di Milano della DC e del PSI e dell’’impunità elargita al Pci con Tangentopoli. Da allora, la sinistra, tutta la sinistra nessuno escluso e compreso l’attuale Presidente della Repubblica, è al guinzaglio della Magistratura militante , succube sorridente ed ipocrita a godere del suo strapotere, della sua tirannia , sostenere che “ le sentenze vanno rispettate”( ma solo quando gli fanno comodo) per pura ipocrisia, per gretta piaggeria, per miserabile servilismo, nella speranza di assicurarsi la benevolenza del potente, del Magistrato, di qualsiasi Magistrato che, se solo lo desidera,può incarcerare un eletto, può cancellare il risultato delle elezioni popolari, può far cadere il governo, qualsiasi governo, anche e soprattutto con accuse che intanto provocano sconquassi anche se “ poi” si riveleranno delle pure falsità, delle diffamazioni gratuite. Ma “poi”, intanto i governi cadono, intanto lo scenario politico viene manomesso, il voto popolare rubato, insultato, fottuto, vilipeso. Non solo fu fatto cadere il Governo Berlusconi I con le false accuse di Antonio Di Pietro ( che intanto incassò la taglia convenuta , un bel seggio senatoriale del Pci al Mugello per aver “ anche” fatto cadere il Governo appena eletto !) , ma anche il Governo Prodi del 2006, quello famoso per aver vinto le elezioni politiche per 24.000 voti alla Camera ed averle perse per 500.000 voti al Senato, proprio quel Governo di sinistra al quale il Porcellum eccome se andava bene col suo bel premio di maggioranza, Governo che cadde rovinosamente nel 2008 perché un suo Ministro di Giustizia, Mastella, fu incriminato insieme alla moglie dal P.M. De Magistris, con accuse poi rivelatesi assolutamente false. Il potere intimidatorio e ricattatorio della Magistratura politicizzata non ha fatto solo cadere Governi eletti da popolo per accuse infondate ( tanto un Magistrato non è mai responsabile ma sempre un impunito come un Re) , ma ha anche fatto naufragare Commissioni Bicamerali importanti, come quella presieduta da D’Alema, sulle riforme istituzionali. Pochi ricordano domenica 22 febbraio 1998, al Governo c’è Romano Prodi, Massimo D’Alema presiedeva la famosa Commissione Bicamerale , quella che avrebbe dovuto riformare l’assetto istituzionale e costituzionale dello Stato ed il nuovo assetto giudiziario. Giuseppe D’Avanzo, allora al servizio dei poteri forti proprietari de “ Il Corriere della Sera”, intervista il P.M. Gherardo Colombo, uno del famoso Pool di Mani Pulite, un Magistrato rosso come Ciccio (Francesco) Misiani ed “Il Corriere della Sera “ sparava in prima pagina “Le riforme ispirate dalla società del ricatto”. La tesi del Dr Colombo era fragile, falsa ed ipocrita, uno dei soliti “teoremi per creduloni” tanto cari alla sinistra. La storia degli ultimi venti anni di questo Paese – questa la fragile tesi del Dr Colombo – è storia di accordi sottobanco, di patti occulti, di ricatti. Tutti ne sono vittime ,meno che la Magistratura, la quale può rompere quando vuole il silenzio del ricatto. Ecco perché la Bicamerale – e cioè il centrosinistra rappresentato da D’Alema ed il centrodestra, rappresentato da Berlusconi – vogliono con la Bicamerale attentare, con quella riforma, all’indipendenza della Magistratura. Il messaggio del Dr Colombo è in perfetto stile mafioso e malavitoso, una minaccia, una intimidazione. Il messaggio è elementare:non fate alcuna riforma perché noi Magistrati possiamo impallinarvi quando e come vogliamo.( Che poi la sua tesi sia una pura scemenza lo capiscono solo coloro che conoscono la vera storia di questo Paese, dove corruzione, malaffare,malavita organizzata ,ecc. non sono il frutto di accordi recenti ma la conseguenza di avere in casa il Partito comunista più potente dell’Europa occidentale, mantenuto dalle inestinguibili ed enormi risorse che Stalin non gli faceva mancare , il quale aveva come stella polare sottomettere l’Italia a Stalin ed al comunismo. E dove, pertanto, per più di mezzo secolo - dal 1948 in poi fino al 1994 - il potere era stato obbligatoriamente nelle mani della DC e dei partiti sodali, dove è assolutamente mancata ogni forma di ricambio, dove il perpetuarsi dell’inamovibilità e del mantenere lo statu quo ha prodotto un sistema burocratico potente, opprimente, corrotto. ) . Come mai, domanda pleonastica, il Dr Colombo – che è stato poi sostenuto da tutto il Pool,non dunque una voce isolata – può mostrarsi così arrogante, così intimidatorio? La Bicamerale naufragò, il Governo Prodi dovette cedere il passo al Governo D’Alema, senza votazioni. Da dove veniva questo strapotere della Magistratura sulla politica? Dal delinquenziale abbattimento di quell’articolo 68 della costituzione. Già sento il cretinetti squittire la sua osservazione “ ma anche con l’articolo 68 originario si sarebbe potuta concedere a’autorizzazione a processare Berlusconi”! E’ il modo in cui invece di guardare alla luna, la gente si limita a guardare il ditino alzato. Il vero problema non è la concessione di quell’autorizzazione ( e dunque a mettere sotto processo chi se lo meriti) , che sarebbe semmai un pregio di quella norma, ma il vero problema è che “ con quell’articolo originario il Parlamento, non ricattato né minacciato, non avrebbe facilmente consentito di ribaltare immediatamente una votazione popolare. La pessima figura del presidente Napolitano, le sue stucchevoli , finte, ipocrite lacrime di coccodrillo. Come con i fatti di Budapest, come per i fatti di Praga, come per tutti i misfatti di Stalin, del comunismo, come per il terrorismo italiano che per lei e per i suoi amici comunisti erano solo “ brigate nere”, come per la campagna di menzogne che Camilla Cederna scatenò, su ordine di costui, contro Giovanni Leone, come per tutte le falsità che costui scatenò contro Cossiga accusato addirittura di essere un matto, come per la sua mania di apparire “ un migliorista” quando invece come e peggio del peggior seguace di Togliatti poi si metteva sempre al servizio del Pci, possibile che ad una persona che tutti dicono essere intelligente, possibile che ci vogliano sempre venti o trenta anni per capire bene le cose? Anche lui , come un esercito di ipocriti, pensa davvero che solo ora che Berlusconi è condannato in via definitiva sia finalmente possibile riformare la giustizia? È proprio questo che ha lasciato intendere con la sua nota di giovedì sera: rispetto per la magistratura, ma allo stesso tempo nemmeno Lei vi ripone troppa fiducia, se avverte che “ora” occorre sbrigarsi a ridimensionarla. Ha perso una gran bella occasione per tenere la bocca chiusa perché ammettere, come fa intendere costui, che fino ad oggi il Parlamento non era libero di riformare la giustizia, perché sarebbe sembrato un favore a Berlusconi e un dispetto ad alcuni settori influenti della magistratura è la pura e semplice verità, quella della politica sotto il ricatto dal 1993 della magistratura. E allora perché, simulacro di un vero capo di Stato, perché costui è sempre venuto meno al dovere , essendo a capo dell'ordinamento giudiziario, di denunciare apertamente e certo ben prima di giovedì 2 agosto 2013 e non tra le righe di un comunicato successivo all'estromissione dalle istituzioni del leader di 10 milioni di italiani tale situazione ? Leggete quel che ha scritto costui: Napolitano, conferma indirettamente che contro Berlusconi ha agito una giustizia politica. Ma davvero ? Ma guarda un po’ che oracolo, che grande novità! Solo adesso, sempre con ritardo di venti anni, costui vorrebbe r chiudere la stalla: ma ormai i buoi sono scappati , perché le condizioni per riformare la giustizia non sono state mai favorevoli, è vero, ma oggi le chance sono pari allo zero. È impensabile oltre che stupido e ridicolo che solo ora, dopo il maggior successo dei magistrati politicizzati, costui inviti i partiti politici a trovare la forza per arginare lo strapotere dei Magistrati . E come, caro Presidente? Neanche se lo pone il problema, crede di parlare ad un popolo di stronzi ed in parte ha ragione questo vecchio comunista. Perché se si azzardano gli esponenti del centrodestra a proporre la restaurazione dell’originario articolo 68 subiranno lo stesso trattamento del loro leader. E quelli del centrosinistra, che hanno cavalcato le iniziative mediatico-giudiziarie per eliminarlo per via giudiziaria dal momento che non ci riuscivano politicamente, sono ancor più sotto il ricatto del partito dei giudici e dell'estremismo forcaiolo che essi stessi hanno alimentato. Si tratta di una magistratura che ha rivendicato il potere di selezionare la classe politica. E, complice anche il Suo silenzio, oggi se ne è appropriata. Ormai la magistratura politica ce la teniamo, con o senza Berlusconi. Tante grazie, presidente, un grande presidente veramente. Complimenti. Dunque il caso Berlusconi è la cristallizzazione del conflitto politico nella sua forma più moralistico - giudiziaria. Loro esultano, perché ,poverini, non capiscono che adesso sono ancora più schiavi dei Magistrati. Non capiscono che questa è una immensa vittoria per Berlusconi e per tutto il centrodestra : essere il solo leader liberale capace di scatenare un simile dispiegamento di guerra! Che stupidi, che meschini tutti coloro che hanno creduto che perseguitando lui lo avrebbero soppresso. Semmai è vero il contrario, semplicemente perché se un uomo lo puoi mettere in prigione, lo puoi fucilare, lo puoi impiccare,le sue idee, il suo progetto politico di liberare l’Italia dai residui organici del comunismo e dello stratalismo, non puoi imprigionarle. Le idee volano, gli uomini camminano sulla terra, gli “ominicchi” strisciano come vermi. Alla base di tutto questo, solo un cumulo di errori, tante menzogne, valanghe di livida invidia furibonda ed una follia classista , roba da caccia al ricco, da vergogna. La Cassazione, guidata peraltro da un ridicolo Magistrato che aveva già manifestato in maniera grottesca la sua avversione preconcetta contro il centrodestra e contro Berlusconi, ha condannato un uomo che forse è innocente per puro pregiudizio politico. Non entro nel merito, non ne ho gli strumenti né le capacità, a differenza dei tantissimi professori di Diritto penale che scrivono su Il Fatto o su Repubblica o su Il Corriere della Sera . E se Berlusconi fosse innocente per davvero?Se invece che la “ frode fiscale”, ipotizzo avendo letto alcuni atti processuali ,si trattasse di semplice “ elusione fiscale”, che reato penale non è? Che Dio ci perdoni, poiché questa parodia di Magistratura ha lasciato passare il principio che si può condannare un uomo anche in assenza di prove certe. Un tribunale dovrebbe avere come scopo la verità. È accaduto invece che, per interessi di bassa cucina politica,per quel servilismo che la sinistra professa nei confronti della potente Magistratura si siano volutamente e intenzionalmente oscurate la verità e la giustizia, senza le quali il popolo italiano è ormai condannato alla dittatura della Magistratura, i nuovi talebani italiani! Si parla tanto di crisi dell’editoria e dei giornali che ora piangono miseria. Ma se la colpa fosse proprio la loro? Ma sì, certo, parlo, come da sempre, proprio di “ Repubblica”, parlo proprio de “ Il Corriere della Sera”, parlo de “ Il Sole”, parlo de “ Il Fatto”, etc, che dire di quei giornali nella cui proprietà si mescolano gli interessi più diversi, che gettano scompiglio, che seminano panico, che falsano i sentimenti, che sfruttano la credulità e l’ignoranza popolare , che vivono di scandali per aumentare le vendite, che hanno l’abitudine alla menzogna, alla diffamazione? Sono colpevoli anch’essi ed i loro reati sono gravissimi, perché commessi ai danni del popolo credulone e volutamente lasciato dalla così detta “ kultura di Stato”, alla Kgb, alla Stasi, .ad una forma di culturizzazione appena sopra l’alfabetizzazione . Creare con qualche “teorema” – in Italia abbiamo una sequela di “teoremi” da far paura e che vanno dal dopo guerra ad oggi - un clima di rancore nell’opinione pubblica è la maniera più facile ed ignobile per imbrogliare le carte. Ma dietro quell’opinione pubblica ci sono sempre i moralisti bigotti di sinistra, i soliti opportunisti che conosciamo da molto tempo.. Posso capire i giornali da quattro soldi che, come mignotte, adescano lettori con i titoloni a caratteri cubitali e anche quelli popolari che si rivolgono alla massa, formando l’opinione dei più. Ma come poter mai giustificare la grande stampa? Quella che si autodefinisce seria e onesta e che invece ha prima creato il fiume di rancore , poi non ha mosso un dito di fronte a quel l fiume avvelenato che scorreva in piena e che ha travolto un solo uomo e che, guarda caso, da sempre travolge sempre partiti moderati o di centrodestra e mai i comunisti? Questi giornali, parlo di “Repubblica”, del “Corriere della Sera”, de “Il Fatto”, de “Il Sole”, ecc si sono limitati a registrare, ripetere e reiterare la menzogna senza mai dire la verità,senza mai esprimere una reale valutazione, senza mai schierarsi dalla parte dell’equità, prendendo a schiaffi il buonsenso ogni mattina, sfruttando vilmente il moralismo e il perbenismo strisciante della sinistra bigotta e leccapreti. Che lo facciano i giornaletti, per far aumentare la tiratura è un conto. Ma che siano i grandi giornali, che si rivolgono a tutti e che penetrano dappertutto , anche con copie gratuite che rientrano poi nel conto delle “ copie vendute” per calcolare il finanziamento pubblico , a seminare l’errore per sviare e per indottrinare l’opinione pubblica, allora è un fatto di una gravità inaudita, di uno squallore vomitevole. Io lo ritengo un reato penale. E tutti questi giornali, squilibrati da tutti i compromessi del mestiere, sono rimasti prigionieri dei loro gruppi ( pensate a “Repubblica” di proprietà di un ricco rampollo di famiglia ebrea che s’è fatto ricco sfruttando gli Agnelli – che sfruttavano con la FIAT il nostro bilancio – facendo fallire la Olivetti, contribuendo a far fallire il Banco Ambrosiano, tessera numero 1 del P.D. , proprietario con Sorgenia della fornitura di energia elettrica, da sempre ammanicato ed intrallazzato con lo Stato e col Ministero delle Poste , pensate a “ Il Corriere della Sera” di proprietà di Banche e di industriali, le prime fattesi ricche con l’Euro che comprano all’1% dalla Bce per poi investirlo nei nostri titoli pubblici al cinque per cento ed i secondo fattisi ricchi con i favolosi contratti che lo stato deve fare in tutti i settori per mantenere il leviatano che ci opprime e sul quale costoro si arricchiscono, pensate a “ Il Fatto” praticamente il giornale del partito dei Magistrati, sarebbe come “Il Fascio Littorio” ai tempi del Duce,ecc) col quale tutti muti per paura dell’opinione pubblica sempre in previsione di future elezioni, fingendo di non vedere cose che sono sempre state di una chiarezza abbagliante. E continueremo a leggere giornali che continueranno a difendere a spada tratta quelli stessi uomini che sono andati a letto con le tante Ruby in circolazione nel bel mondo , ma che non si chiamavano Berlusconi e per i quali varranno tutte quelle circostanze attenuanti che per lui non sono valse. La stampa ignobile ha divorato l’Italia con la sua barbara e avvelenata campagna di basse ingiurie e di pseudo perversioni morali, nei riguardi di un solo uomo e non una parola per tutte quelle persone di sinistra che hanno fatto di molto peggio e per molti più anni. La stampa ignobile ha vomitato odio feroce contro un solo uomo, ogni mattina, anno dopo anno, per venti lunghi anni. E così eccoci arrivati alla fine. Berlusconi innocente? E no. Impossibile! Sarebbe crollata tutta l’impalcatura di bugie, menzogne, offese, calunnie, eccessi ingiuriosi, spiate morbose della setta dei magistrati. Che concezione avranno mai questi vecchi vecchissimi magistrati, della verità? Come posso stimare questa caricatura di Magistrato, questo Antonio Esposito, il Presidente della Cassazione, che bevendo vino e mangiando rivelava ai suoi sbigottiti interlocutori le sentenze che la Cassazione avrebbe dovuto emettere dopo qualche giorno, come fosse un bignamino? Che irrideva davanti a tutti Berlusconi con battute degne di un trivio? Antonio Esposito è una vergogna dell’Italia, è la meschina e terrificante rappresentazione dello squallore morale e professionale di questa magistratura da operetta, da avanspettacolo. Ma quale concezione avranno invece i giovani, della verità, se in Italia si lascia passare il principio che un uomo può essere condannato anche in assenza di prove certe e che invece un assassino se ne può andare a spasso, in presenza dell’arma del delitto che lo inchioda? La verità è che la sinistra è riuscita a corrompere pure i giovani, sopra tutto nelle scuole, dove ha dominato per oltre mezzo secolo e nella Magistratura e nella cultura ( cinema, teatro, stampa, editoria, etc) dove ha esercitato uno strapotere dal 1945 come prezzo per evitare di trasformare l’Italia in una succursale del Pcus di Stalin. Ed ecco che la colpevolezza di Berlusconi è necessaria alla salute dell’Italia, perché l’opinione pubblica così creata, non vuole che lui sia innocente. Berlusconi è stato condannato, in modo smisurato, perché era in preda al bisogno di verità: è stato considerato suo crimine, avere voluto giustizia. Mentre, la prova più lampante della sua innocenza sta tutta nello smisurato dileggio, nell’incontenibile ed irrefrenabile esultanza della stampa meschina e servile , la quale ben conscia di trovarsi davanti ad un miracolo non può che esaltare il miracolo, farlo diventare epocale, non accettarlo col giudizio del “ buon padre di famiglia”. Guardate, guardate e leggete, leggete in qual modo rozzo ed isterico gioiscono “Repubblica”, “Il Fatto”, “Il Corriere della Sera”, ecc, credete sia quella la giusta e civile misura con la quale un popolo apprende la fine di un regolare processo o non vi pare di leggervi la smodatezza dell’esultanza per il “ miracolo ricevuto”? E non sarà forse nella convinzione incrollabile della sua innocenza da parte di milioni di italiani la prova evidente della sua “ non colpevolezza”? . La grande massa lo crede colpevole: ma chi è questa grande massa? Una plebaglia di indottrinati e di rancorosi , gentaglia che ancora vive nell’odio del ricco, che si nutre e si abbevera dell’opinione di quegli scriba (Scalfari, Mauro, De Bortoli, Calabresi, Padellaro, Gomez e gentucola svariata) di quei giornali di cui sopra, plebaglia che non ha modo né capacità di documentarsi e, men che meno, capacità di istruirsi e di di riflettere. Di capire che, d’ora in poi, potrà succedere a chiunque di noi: cittadini forse innocenti, condannati senza possibilità di revisione dei processi. Si è acclamata la menzogna, fatta una lunga campagna di forza bruta, di intolleranza, di fanatismo e si è arrivati alla dittatura giudiziaria. La giustizia non è fatta per giudicare gli innocenti e occorreva che il giudizio non fosse stato già scritto dietro le quinte e molto prima che si aprisse il dibattimento giudiziario . Ecco perché Berlusconi non poteva che essere colpevole.

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A SETTIS, MA ‘NDO’ STAVI?


Dove si trovava l’esimio Professor Salvatore Settis nel 2001, in quale Paese o Paradiso caraibico era andato a vivere – sistematosi ormai alla grande fra i grandi baroni universitari dal sistema “ nato nella Prima Repubblica” che premiava a suon di cattedre “ gli amici degli amici” e, sopra tutto, i “ nemici dei nemici” - quando il centrosinistra guidato dal Prof. Romano Prodi – l’ ultima “ cara guida” della sinistra, proprio quella che aveva saputo da un “ fantasma”( col quale parlò durante un “ seduta spiritica in quei di Bologna) che Aldo Moro era tenuto a “Gradoli” , con la ridicola maggioranza di quattro voti quattro modificò il Titolo V della Costituzione, creando quel pasticcio di competenze tra stato e regioni che è una delle cause del disastro attuale? Perché mai i difensori ad oltranza della “Costituzione più bella del mondo” ma a corrente alternata , da Benigni a Bersani fino ai giornalisti de “Il Fatto”, molti dei quali allora impegnati nelle trincee progressiste, non si opposero anche allora e con lo stesso saccente e ridicolo sdegno a comando allo stravolgimento della Carta Costituzionale e non tirarono in ballo, come fatto adesso, i sacri nomi di Ruini, Einaudi, Amendola, Mortati? La Costituzione, infatti, era già stata violentata, stuprata, la sinistra ne aveva fatto scempio e vilipendio, così come nel 1993 una minacciosa e minacciante Magistratura l’aveva praticamente distrutta , messa sotto i piedi imponendo, con pubblici ed altisonanti minacce e ricatti la modificazione dell’articolo 68 , . Einaudi, Amendola , Mortati e tutti “gli invocati” non solo non si sono rivoltati nella tomba, non solo non ne sono sortiti – come “’O Marchese” e “ Don Gennaro, ‘o scopatore”, . Neppure di fronte allo sconquasso provocato dai riformatori strumentali ed irresponsabili, neppure di fronte allo spettacolo ridicolo e squallido, sicuramente disgustoso, dei settantenni ricchi borghesi che vogliono ancora giocare a fare i diciottenni rivoluzionarietti sessantottini e di quei sedicenti Professori che vivono avendo messo il loro sapere al servizio di una ideologia, come un compagno Zdanov da quattro soldi. E la circostanza dimostra non solo che una Carta Costituzionale nata in una epoca storica totalmente diversa da quella attuale non solo può essere modificata ma deve subire quelle trasformazioni che servono ad adeguare le istituzioni ad una società che altrimenti tende a compiere da sola le modificazioni necessarie. Accanto a questa considerazione, che dimostra la totale strumentalità di chi si nasconde dietro i nomi illustri dei Padri Costituenti e le battute di un comico, c'è poi la presa d'atto della profonda contraddizione che caratterizza molti esponenti del fronte della conservazione costituzionale. Mentre difendono l'intangibilità della Carta Costituzionale , infatti, parecchi di costoro sono impegnati nel dibattito in corso nella sinistra e, nel tentativo di evitare la perpetuazione delle larghe intese e la creazione di un blocco di governo neo-democristiano, si battono per una immediata riforma della legge elettorale in senso maggioritario ed in favore di Matteo Renzi non solo leader del Pd ma anche futuro premier del paese in sostituzione di Enrico Letta. Battersi per il maggioritario ed il bipolarismo è sicuramente condivisibile. Ma è totalmente contraddittoria con la richiesta della intangibilità della Costituzione. Che ridicoli! Perché la preoccupazione principale dei Padri Costituenti di evitare il ripetersi di un esecutivo troppo forte e troppo personalizzato attraverso la formazione di una repubblica parlamentare si scontra con la conseguenza inevitabile del bipolarismo e del maggioritario data dall'elezione diretta del Premier ( o del Presidente), cioè con il potenziamento e la personalizzazione dell'esecutivo. Se i sostenitori della intangibilità del sistema fondato sulla centralità del Parlamento fossero quelli che sognano una legge elettorale proporzionale per riesumare gli equilibri della Prima Repubblica non ci sarebbe nulla da dire. Ma dover registrare che allo scopo di liquidare le larghe intese i più strenui difensori della sacralità ( peraltro già infranta) della Carta Costituzionale del '48 diventano i fautori di una sorta di berlusconismo formato Renzi, appare decisamente inquietante, squallido e soprattutto ridicolo. Quando lo strumentalismo diventa eccessivo si trasforma, appunto, in ridicolaggine!

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Roma 03 agosto 2013

Gaetano Immè

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