Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 19 agosto 2013

ORA LO URLIAMO NOI! BASTA! SE NON ORA, QUANDO?

Non abbiamo nessun “ passo” da fare, noi popolo di centrodestra (ma quale moderati !) , né indietro né di fianco, semmai siamo pronti a farlo “ in avanti” quel passo, nel senso di essere pronti a raccogliere , da oggi in poi, un consenso politico popolare straordinariamente ancora più robusto ed ampio di quello finora raccolto , mentre assisteremo all’autodistruzione – una deflagrante implosione che la ridurrà in frantumi per l’eternità - della sinistra italiana che esploderà , proprio come capita nelle più note bande e cosche criminali ( vedi “ Banda della Magliana”, vedi “ Banda della Uno bianca”, ecc) nelle quali i singoli complici criminali, messi ciascuno di fronte alle proprie responsabilità dell’azione criminale commessa , danno inizio ad una guerra fra di loro che porta inesorabilmente alla morte (politica, s’intende) di tutti i banditi. Viene da sorridere di pena e di compassione al solo pensiero che questa storica occasione ci viene fornita, su un piatto d’argento, proprio dai complici basilari del complotto costituzionale sferrato contro l’ordine costituzionale del Paese nel complice silenzio della stampa asservita . Da un P.D.kafkiano - che si schiera senza se e senza ma a favore della sentenza di condanna definitiva di Silvio Berlusconi su Mediaset ed a favore della decadenza dello stesso dal seggio senatoriale ( al quale è stato eletto dal popolo sovrano) per effetto della Legge Severino- che si crede immune dalle immani sue responsabilità politiche nello sconfessare, in questo modo, il patto di governo Letta sancito col Pdl e retto dai voti del centrodestra , auspice, teste e garante per costituzione Giorgio Napolitano. Da un Enrico Letta che, sentendosi come un imberbe sprovveduto ma sotto la protezione del potente sodale seduto al Colle, parla di tutto ma specialmente di cose che nessuno gli chiede e che ancora non ci ha fatto sapere cosa ne pensa invece di quella sentenza e della pretesa di estromette il Sen. Silvio Berlusconi dal Senato in base ad una legge Severino. Da un Giorgio Napolitano che , sapendo alla perfezione, per averle ispirate e cospirate da venti anni , quali inenarrabili, vergognosi e criminali accordi si celino dietro la caterva dei processi contro Berlusconi, dietro quella sentenza Mediaset e quella Legge Severino del 2012 ,recita ancora e spudoratamente la parte della verginella davanti allo scempio che ha ordito e complottato ai danni del popolo italiano ,cercando di lavarsene le mani e sperando nell’ imbecillità altrui. Da una Magistratura politicizzata che da circa venti anni sta facendo il “lavoro sporco” per la sinistra politica, quello di sparare in testa a tutti gli avversari politici che hanno sbarrato la strada al Pci ( bastano i nomi di Andreotti, di Craxi ed ora di Berlusconi? ) e che ora, raggiunto finalmente un risultato , anche se infinitesimale, vuole comandare la banda criminale ed il Paese. Mettiamo “ i fatti accaduti, i fatti concreti” nella loro giusta consecutio temporum. Il disegno criminoso, il golpe, il colpo di Stato ( prego non sorridere, ma leggere, riflettere e trarre ,“dopo la lettura ”, le vostre considerazioni, possibilmente usando solo il vostro cervello ) fu studiato intorno agli anni 1990/ 1992 ed ebbe come congiurati il Pci e la Magistratura politicizzata, quella che era già più che dominata fin dagli anni sessanta dall’arrogante invadenza della corrente comunista di Md . Erano anni in cui il Pci aveva subìto lo shock del crollo del muro di Berlino e nei quali si andava realizzando un nuovo sistema mondiale di equilibrio delle forze, nel quale ai partiti comunisti europei ed ai loro seguaci – come è sempre stata , appunto, Magistratura democratica – veniva clamorosamente a mancare il fondamentale punto di forza della sua propaganda , “quel paradiso terrestre “, quell’Eden sovietico e comunista da additare come “mondo nuovo” verso il quale far marciare il popolo ( vedi Pelizza da Volpedo, “Il Quarto Stato”) e che era stato, fin dai tempi di Togliatti, la colonna basilare del decantato progetto comunista che gli aveva garantito un notevole consenso popolare . Per di più la politica di Craxi lo aveva relegato ai margini della competizione politica interna anche perché , sempre in quegli anni, il Segretario Berlinguer non seppe mai assumere una posizione univoca e decisa nei confronti dell’Urss, da tutto il Pci ancora decantata, non ostante gli avvenimenti di quegli anni, come la sua “ cara guida politica” .Si aggiunga , inoltre, che in quegli stessi anni novanta raggiungeva alla sua massima maturazione ed impazzava nel Paese il sistema illegale delle tangenti, escogitato per finanziare illegalmente i partiti politici e, nella politica ,nell’industria e nella società la corruzione ( nata dalla mancanza di alternanza nel governo del Paese a causa del blocco della democrazia dovuto alla presenza del più ricco e potente Partito comunista europeo e per l’ inamovibilità degli ormai superpotenti apparati burocratici ) dominava , rendendo potenti tutti i partiti politici , nessuno escluso. La consegna delle tangenti, del pizzo, delle stecche , la “ dazione” del denaro (orribile terminologia coniata dal Pool di Milano) avveniva a Roma, perché a Roma erano le sedi amministrative della Dc, del Psi e del Pci. A ciascuno dei quali tre partiti spettava, come da accordi assunti ( vi sono svariate testimonianze univoche proprio su questo punto fra le tante poi inutilizzate nei vari processi del Pool di Milano ) un terzo ciascuno di ogni malloppo. Dalle testimonianze , ne cito solo due fra le tante, di Maurizio Prada – a quel tempo tesoriere e collettore delle tangenti della DC a Milano ed in Lombardia - e di Luigi Carnevale, omologo del precedente nel Pci– ogni partito provvedeva poi a suddividere il suo terzo fra le sue varie correnti. Nel Pci, ad esempio, quelle ed altre testimonianze riferiscono che un terzo della tangente spettasse alla corrente migliorista ( alla quale aderiva Giorgio Napolitano, Amendola, etc) e due terzi al resto del Pci. Al movimento comunista italiano, Magistratura compresa, mancava dunque un vero progetto politico che potesse assicurargli una anche se futura conquista del potere. Il patto criminale era dunque semplice: il Pci avrebbe fatto da delatore del sistema corruttivo ottenendo l’assoluta impunità , la Magistratura politicizzata avrebbe abbattuto, dietro l’alibi della corruzione, solo la DC ed il Psi ed avrebbe così garantito al Pci da un lato la vittoria alle prossime elezioni politiche (quanto meno per mancanza di avversari) e dall’altro il peso del tacito ricatto della Magistratura.. First question: perché, innanzi tutto, l’inchiesta di Tangentopoli fu agguantata dalla Procura di Milano, se i Partiti politici e tutti i fatti corruttivi (dazioni, scambi, etc) erano avvenuti a Roma? Il perché lo svelò il P.M. Gherardo Colombo affermando, decenni dopo e in un’intervista, che “ Milano era il Tribunale più adatto”. Adatto? Cos’è un nuovo principio giuridico noto solo a lui ed a Md ? E “la competenza territoriale”? Quisquilie, dovevano sfasciare la democrazia costituzionale, rifare la guerra civile , figurarsi se dovevano preoccuparsi di cose secondarie. La “ competenza territoriale” fu estromessa con un semplice escamotage : con Mario Chiesa. Dietro suggerimento e delazione del Pci, il Pool di Mani Pulite incastrò quel meschinello che dirigeva il Pio Albergo Trivulzio a Milano: e che si trattò di una vera e propria delazione lo certifica e prova il fatto che , guarda caso, trovarono proprio venti milioni di Lire e proprio nelle mutande di Chiesa Mario. Nelle mutande ! Fu così che Tangentopoli restò al Tribunale di Milano: doveva restare a Milano, dove poteva agire con la massima libertà e discrezione ( ecco il famoso e famigerato “ rito ambrosiano”) la banda dei magistrati del Pool. Il “ lampo di genio” venne in mente alla banda quando Napolitano fu nominato, nel 1992, Presidente della Camera ( in sostituzione di O.L. Scalfaro, nominato Presidente della Repubblica) e fu studiato e concordato col Pool di Milano ( Borrelli, D’Ambrosio, Colombo, Di Pietro, Ghitti, Ielo, ecc) mentre Tangentopoli era già, ma da poco tempo ,scoppiata. Avendo in mano le carte per ricattare ed intimidire tutto il Parlamento e tutti i parlamentari , i banditi organizzarono una famosa sceneggiata, al solo fine di accreditare Giorgio Napolitano come “ uno strenuo difensore del Parlamento “, uno che non si lascia intimidire da nessuno. Accadde il 2 febbraio del 1992 , pochi giorni prima di quello già fissato per l’assalto a Chiesa, che era stato convenuto per il successivo 17 febbraio 1992. Il P.M. Gherardo Colombo inviò la GdF al Parlamento chiedendo la consegna della “ copia dei bilanci del Psi degli ultimi cinque anni”. Napolitano, Presidente della Camera, recitò bene la sua parte: mandò via la GdF sia perché le forze dell’ordine non poteva entrare nel Parlamento sia perché i bilanci dei partiti politici erano stati tutti già, per legge, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Ma dico: poteva mai un Magistrato come Colombo ignorare queste ovvie disposizioni? Così un complice ed un artefice di quello scempio criminale della costituzione , Giorgio Napolitano, venne invece proposto ed osannato, dalla stampa asservita, come uno strenuo difensore delle prerogative parlamentari. Successivamente , nel Luglio del ’92, Craxi tenne due discorsi memorabili al Parlamento, ben noti a tutti, nei quali lanciò la famosa chiamata in correità , il famoso anatema, contro tutti i partiti politici corrotti e consenzienti, inutile ritornarci. Ma quando, il 29 aprile del 1993 , dopo che Craxi era stato investito da una ventina di avvisi di garanzia la Giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere negò l’autorizzazione a processare Craxi, il piano era già pronto. Tanto che , dopo pochi giorni, precisamente il 12 maggio del 1993 il Pool di Milano impose, ad un Parlamento di intimiditi, di corrotti, nel silenzio complice di Giorgio Napolitano ( il quale spese il credito acquisito con la sceneggiata dell’anno precedente, come a dire “ quando posso io difendo il Parlamento, ma quando difendere il Parlamento sarebbe difendere i corrotti allora non lo faccio”. Era la grande menzogna: non si trattava affatto di difendere Craxi o qualche corrotto, quelli del Pci compresi, ma di salvare la Costituzione, ben altra cosa) di modificare l’articolo 68 della Costituzione, le guarentigie . Era lo snodo costituzionale del golpe, il punto fondamentale del disegno criminale. Era tutto studiato a tavolino, tutto preordinato, insostenibile un’opposta ipotesi, visti i tempi cortissimi. Fu perfezionato nel successivo Ottobre e Dicembre. Caduta quella guarentigia, che era l’estremo “ peso e contrappeso” voluto dai padri costituenti che tenesse in equilibrio la Costituzione salvaguardando contemporaneamente l’indipendenza e l’autonomia del “potere legislativo eletto” dall’ordine esecutivo della Magistratura , altrettanto indipendente ed autonoma, praticamente ogni parlamentare , una volta eletto, era nelle mani e sotto le grinfie di qualsivoglia P.M. E’ successo venti anni fa, sembra che tutti se ne siano dimenticati. In verità non l’ha dimenticato nessuno, fingono di ignorarlo o di non saperlo. Quando mai un ladro ammette d’aver rubato? Ma non lo ignora certo la Magistratura, che da quel momento ha comandato sulla politica. Basta ricordare i governi fatti cadere per accuse di P.M. poi dimostratesi totali falsità ( con l’esame preventivo della Giunta non avrebbero passato il vaglio del fumus persecutionis): Governo Berlusconi I (1994, Di Pietro ), Governo Prodi (2007, De Magistris). Basta ricordare che il Paese ha avuto governi di sinistra quasi esclusivamente grazie alla scia “ etica” delle (false) accuse di Di Pietro ; ma quando poi la Cassazione assolse Berlusconi da quelle false accuse ( nel 2001) la sinistra è quasi sparita , vincendo una sola elezione su quattro , quella del 2006, quella per i famosi 24.000 voti. Basta ricordare che la Magistratura s’è fatto anche il suo bel partito politico ed il suo bel giornale quotidiano. Serve forse altro? Senza il costituzionale vaglio della Giunta, dal 1994 – dopo la cancellazione delle guarentigie – guarda caso la Magistratura politicizzata ha rovesciato sul centrodestra e sul suo leader politico circa 45 inchieste e 45 processi penali. Ne sono rimasti in piedi due e quello che questa banda di criminali politici è riuscita ad ottenere è una sentenza, ridicola, per evasione fiscale. Una sentenza che scaturisce da una evidente persecuzione giudiziaria ventennale che ha sempre avuto lo scopo di alterare profondamente e sistematicamente l’assetto costituzionale del Paese al fine di rubare la sovranità politica al popolo che ne è l’unico proprietario ( art 1 costituzione) riciclandola, come refurtiva, nelle mani del proprio partito o di quelli che la Magistratura ricatta e domina: la sinistra. Pertanto Berlusconi deve proclamare e dimostrare la sua estraneità a quei fatti criminosi, così come si sono evidenziati durante quel processo Mediaset. In ogni sede, anche europea. Verrà dichiarata la sua ineleggibilità e dunque la sua decadenza da senatore? Il P.D. ed in Sen. Zanda non guardano affatto per il sottile: il Senato deve ignorare le svariate questioni di illegittimità costituzionale della Legge Severino. Cosa volete che importi mai ad una banda di simili criminali che una legge sia incostituzionale quando essa serve per estromettere dal Parlamento Silvio Berlusconi? Cosa volete che importi ad una simile banda di criminali che il Parlamento italiano verrà svergognato davanti a tutto il mondo come una sorta di Lubianka staliniana ? Con tutte le riserve sulla costituzionalità della Legge Severino non credo ci sia altra possibilità. Ci sarà l’assalto di altri P.M. che si getteranno come iene sul cadavere di Berlusconi, come Di Pietro che, scomparso perché cacciato dal popolo dal Parlamento, ora rifà capolino perché ha sentito l’odore del sangue della sua vittima preferita, quella del suo raffinato “ io a quello lo sfascio”. Pur condividendo le pene di Berlusconi, non posso che chiedergli di sopportare da vero leader liberale vittima di uno Stato dittatoriale sotto il tacco di autocrati Magistrati questa sentenza e questa estromissione. Ed al PdL di non tramutarsi per vendetta nel partito delle votazioni, perché è un pericolo per l’Italia votare con un premio di maggioranza del Porcellum. E quello che deve guidare il Pdl è solo il bene del Paese. In questo modo sbattiamo al muro questi delinquenti, anche perché si stanno man mano rendendo conto che sentenza Mediaset ed estromissione Severino non saranno sufficienti al loro scopo criminale. Come potranno fare a silenziare Berlusconi, come faranno a vietare a dieci milioni di italiani di considerarlo sempre il loro leader politico anche se condannato ed anche se decaduto ? Cosa faranno? Una legge che metterà il bavaglio al cervello ed alla bocca di tutta questa gente? O al solo Berlusconi? Saranno cavoli del P.D., di Giorgio Napolitano e della Magistratura politicizzata e del suo partito. Giorgio Napolitano dovrà decidere , finalmente, se fare il Presidente degli italiani o continuare a fare il finto tonto per apparire davanti al mondo intero come un incapace di assumere una decisione. Il P.D. dovrà finalmente scegliere se collaborare col PDL per servire il Paese a ricrescere e riformarlo dove va ammodernato, giustizia compresa ovviamente. Oppure dovrà schierarsi, con a fianco quella scheggia di Magistratura politicizzata e criminale, su posizioni massimaliste ed ottocentesche genuflettendosi al M5S per comprarne voti , al partito dei girotondini , al partito di politici mascherati da magistrati , al partito dei bottegai politicanti di Repubblica, al Sel, a dipietristi che agognano sempre una nuova Piazzale Loreto e scriveranno così la loro condanna definitiva ed eterna: con una storia sempre vecchia, già vista e bocciata negli ultimi cinquanta anni con esempi paradigmatici, come Leone, come Segni, come Andreotti, come Craxi, come Mori,come Cossiga, come Donat Cattin, come Calabresi, ecc. Un partito di falliti, che vive nell’eterno teorema di un “ doppio Stato”, del “ servizio segreto deviato”, che si nutre di odio e della guerra civile eterna e permanente, che ha sulla coscienza milioni e milioni di morti. Così finalmente gli italiani e tutto il mondo democratico e libero vedrà , una volta per tutte, da dove vengono, provengono e da chi sono sostenute queste minacce alla vita democratica e libera del Paese. Noi non abbiamo nessun passo da fare, ripeto e nessun passo faremo: starà a loro sporcarsi le mani, assumersi la loro responsabilità davanti al Paese ed al mondo intero. Perché oggi è chiara anche un’altra verità: la banda dei criminali si sta rendendo conto che non gli basta più la sentenza Mediaset o la decadenza di Berlusconi dal seggio, perché Berlusconi resta il leader di dieci milioni di elettori e perché l’uomo lo puoi sbattere in carcere ma le idee non le metti ai ferri. Oggi i complici si rendono conto che hanno bisogno di togliere la parola , mettere il bavaglio, vietare di parlare a Silvio Berlusconi ed ai dieci milioni di italiani che lo seguono. O di fucilarli tutti. Signori, abbiate il coraggio delle vostre azioni ,fate il vostro gioco e il mondo intero vedrà che siete peggio di Stalin.

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Roma lunedì 19 agosto 2013

Gaetano Immè

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