Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 11 agosto 2013

REPUBBLICA, MAURO, SCALFARI E LA CONTINUA MISTIFICAZIONE DELLA REALTA’


Non critico “ Repubblica” per le sue scelte politiche, scelte peraltro legittime. Critico ed aspramente “ Repubblica” invece per il fatto che essa offre, via Mauro, via Milella, via Scalfari, via Colaprete, via Bonini, etc., ai suoi lettori una visione ideologica preconcetta, illiberale, statalista, un’ideologia indottrinatrice, l’ideologia dell’egualitarismo sessantottino senza costrutto e senza capo né coda, una ideologia che, dal 1994 fino ad oggi, ha usato la propaganda dell’antiberlusconismo viscerale – al quale ha soggiogato per induzione i suoi lettori – con una campagna ventennale “ contra personam” piena di odio, di rancore, di bile, di invidia e mai degna di quel raziocinio che distingue una vera “ leadership politica “ – fatta appunto, di valori, di progetti, di iniziative politiche – dal suo consunto, lamentoso, rancoroso puro populismo inteso come capacità di aggregare i seguaci in funzione di bassi istinti ereditati dalla guerra civile, costruito mistificando la realtà , facendo affidamento sull’altrui ignoranza o sull’altrui dimenticanza, capacità di parlare al ventre ed alle budella dei seguaci , celandosi dietro una pretesa “ difesa del vecchio” contro ogni forma di “ nuovo “ al solo scopo di indurre il Paese conculcato ed indottrinato a non avere più alcuna fiducia e speranza in un futuro di maggiore libertà individuale ed economica rispetto alle sempre minore sfera di libertà civile individuale che essa, Repubblica, difende da sempre, non solo, in verità, dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi e dunque non certo per gli interessi superiori e nobili del Paese. Così l’evasore fiscale (acquirente in nero dell’attico ai Parioli) cioè Ezio Mauro – a sua volta succube, diciamocela tutta , ideologico di Zagrebelsky ed anche di Flores D’Arcais – continua a scrivere mistificazioni e verità costruite in vitro nella fabbrica dei teoremi e dei sogni ( o del fango?) sita a Largo Fochetti, come quella secondo la quale la sentenza della Cassazione che ha condannato Silvio Berlusconi non sia una questione politica. Il Direttore – che neanche legge altri giornali, quali ad esempio il NYT – bolla quella sentenza come lo scontro fra un non meglio identificato “ assolutismo berlusconiano” tronfio , secondo Mauro, della pretesa di essere legibus solutus ed il nostro sistema democratico. Non sarebbe dunque una questione politica la cacciata per via giudiziaria – con una cattura finale talmente ridicola e sproporzionata che puzza d’imbroglio lontano un chilometro se paragonata alla interminabile e costosissima guerra che da venti anni una certa Magistratura combatte contro Silvio Berlusconi senza averne mai cavato un ragno- da parte di un establishment composto da un coacervo di poteri forti agglutinati dietro il PD e dietro una stampa (Repubblica) la cui proprietà in capo al solo Ing. Carlo De Benedetti la dice molto, ma molto lunga sulle pretese egemoniche dei “ poteri forti” sul Paese – del leader dietro al quale e non ostante i circa quarantacinque processi scagliatigli addosso dal 1994 in poi si sono radunati nove o dieci milioni di italiani. Come si possa credere alla ridicolaggine che Mauro scrive , quella , per essere preciso, che pretende di attribuire a Silvio Berlusconi la volontà di accaparrarsi un privilegio medioevale, dell’esser o ritenersi legibus solutus , privilegio medioevale che notoriamente invece – lo sanno anche i sassi, meno che Mauro, Repubblica ed i suoi lettori - appartiene solo ed esclusivamente ai Magistrati , anche a quelli che frequentano la redazione di Repubblica, a dei laureati non eletti, a dei semplici vincitori di concorso, così come non riesco a capacitarmi come possa una persona intellettualmente onesta spacciare come una volgare “ pretesa di impunità “ il sacrosanto diritto democratico e costituzionale alla propria difesa in giudizio non riesco a capire e, senza scendere , alla maniera di Eugenio Scalfari, nell’invettiva diffamatoria e razzista ( il Vate definisce noi elettori che non votiamo a sinistra “ una plebaglia rozza ed incivile” bontà e correttezza sua) , non posso credere che chi crede a Repubblica, a Mauro, a Scalfari ed alle loro fandonie abbia cognizione di causa nonché tutte le rotelle del cervello al posto giusto. Ma questo non basta, è solo l’antipasto, perché Mauro ed anche Repubblica, le menzogne e le mistificazioni le costruiscono alla grande, in dosi industriali, per dar da mangiare al suo popolo affamato del sangue e delle viscere di Silvio Berlusconi. Così questo grande Direttore di questo grandissimo giornale, ma di proprietà, ahinoi!, di un figlio di papà, compagno di scuola degli Agnelli –figuratevi voi, vestivano alla marinara – la cui ben nota impresa editoriale avrebbe evaso- così sanciscono ad oggi gli atti giudiziari della Commissione Tributaria di Primo e di Secondo grado - la vagonata di 250 milioni di Euro con una operazione societaria utilizzata appunto per “truffare” a noi tutti la indicata enorme cifra di imposte e per la qualcosa è sotto giudizio ma solo della Commissione Tributaria fiscale invece che di un Tribunale penale (come invece stranamente accade ad altri contribuenti ed anche per evasioni assai più piccole) , fa sfoggio di una “onestà intellettuale” come quella delle tre scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano. Straparla, invece, questo Mega Direttore , del fatto che la Costituzione italiana vuole tutti uguali davanti alla legge. Tutti, Mauro, compresi Berlusconi e De Benedetti ma, forse non lo ricordavi in quel momento, ma meno che i Magistrati italiani che sono gli unici al mondo ad essere legibus solutus. Che fai? Il nesci? Ti distrai al momento giusto? Dunque parlare, come parla e scrive Repubblica, di “ essere tutti uguali davanti alla legge ed a chi l’amministra “,significa parlare della costituzione italiana , che ha sempre previsto questa uguaglianza di fronte alla legge ma la cui struttura venne improvvisamente abbattuta con quel vero e proprio golpe giudiziario del 1993, anno orribile del Paese ,l’anno del ritorno al Terrore settecentesco . Forse perché piemontese e dunque della stessa Regione dove trovasi Collegno , patria , appunto, degli smemorati, Mauro dimentica spesso i fatti accaduti, specialmente , guarda caso, quelli che non fanno comodo a lui, al suo giornale ed al suo editore ( quello che ha evaso 250 milioni di euro di imposte in una sola botta, per capirci) per intenderci, ma che in compenso avendo la tessera numero 1 del P.D. forse per queste due circostanze non risulta indagato da nessun Tribunale Penale come accade ad altri evasori fiscali anche per cifre infinitesimali rispetto a quella evasa dall’editore di Repubblica . Bene, prima che la Magistratura mettesse a segno “ il colpaccio” ( la modifica dell’articolo 68 della Costituzione minacciando, con sistemi da galera, alla Di Pietro ed alla D’Ambrosio per essere chiari , una politica di corrotti e di intimiditi ) , quell’originario articolo della Carta imponeva che una iniziativa giudiziaria di un P.M. contro un qualsiasi parlamentare aveva bisogno di una specifica autorizzazione che veniva rilasciata dalla Camera di appartenenza , alla quale il Magistrato inquirente doveva mandare tutti gli atti di indagine eseguiti sul caso onde consentire alla Giunta di assicurarsi che non vi fosse, contro quel Parlamentare, alcun “ fumus persecutionis” nato dal pregiudizio politico. Quel golpe cancellò quella guarentigia, la quale praticamente poneva tutti i cittadini uguali davanti alla Legge concedendo ai soli eletti quelle “ guarentigie” che derivavano loro dall’essere stati, appunto, “eletti” dal popolo. Mauro e la sua accolita di manettari settecenteschi non se lo vogliono ficcare bene in testa: quell’articolo 68 non fu voluto da Berlusconi o da Alfano ma da gente come Togliatti, come De Gasperi,come Moro, come La Malfa, ecc, padri costituenti non direttori di veline al guinzaglio di un padrone. Gente , quella, che ben immaginava come qualche miserabile avrebbe potuto nel futuro approfittare di quella misura di massima civiltà istituzionale per biechi fini personali , ma non per questo approvarono con immenso senso di responsabilità quella straordinaria misura. Eccome se avevano ragione a temere di qualche delinquente , Mauro! Quanti miserabili ne hanno approfittato alla grande senza che nessun “ sinceramente democratico” , come voi di Repubblica,agitasse il gonnellino, anzi spessissimo agevolando questo scellerato uso della guarentigia. Cito, quale esempio paradigmatico , Capitan Mefisto, Moranino di cognome Francesco di nome , un partigiano comunista , un pluri assassino nell’immediato dopo guerra di tanti civili inermi . Essendo il Pci perfettamente a conoscenza dei misfatti del Moranino, agevolò la sua elezione alle politiche del 1948, quando le indagini su di lui erano appena iniziate, fu fatto eleggere deputato nel Fronte Democratico Popolare e poi , essendo intanto andate molto avanti le indagini penali a suo carico , fu rieletto il 6-7 giugno 1953 (seconda legislatura) per il Pci. Il 27 gennaio 1955, durante il governo Scelba, la Camera dei deputati, con una maggioranza di centrodestra, votò l'autorizzazione a procedere nei confronti di Moranino su richiesta della Procura di Torino. Quella di Moranino fu la prima autorizzazione all'arresto di un parlamentare concessa dalla nascita della Repubblica e fino al luglio 1976 rimase anche l'unica. Onde evitargli la cattura e la galera , Moranino fu fatto espatriare clandestinamente dal Pci in Cecoslovacchia dove divenne direttore dell'emittente radiofonica in lingua italiana Radio Praga. Quando nel 1965 si doveva eleggere il nuovo Capo dello Stato, il Pci ed il Psi posero una condizione per dare i loro voti: che il nuovo Presidente della Repubblica concedesse la grazia a Moranino. Il 27 aprile 1965 questa truffa giudiziaria venne perpetrata alla faccia dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Giuseppe Saragat divenne così il presidente della Repubblica. Con i voti determinanti del Pci e del Psi. Ebbene quell’articolo 68 divideva e bilanciava il potere legislativo eletto dall’ordine burocratico della Magistratura – che mai i padri costituenti vollero pensare neanche per scherzo di elevare al rango dignitario di “potere dello Stato” lasciandolo nella zona puramente esecutiva degli “ordini” di uno Stato , girone costituzionale dove vivono i burocrati ed i pubblici dipendenti – consentendo la reciproca indipendenza ed autonomia. E come mai i padri costituenti, così idolatrati dalla sinistra, così venerati come fossero creature mitologiche sempre dalla sinistra , come mai i sacri “ padri costituenti” non ostante fosse ben consapevoli dei possibili abusi della guarentigia, la vollero fortemente lo stesso? Elementare:non volevano consegnare l’Italia ad un’altra dittatura, quella della Magistratura , perché, responsabilmente, nutrivano un timore infinitamente più grande - il prepotere della Magistratura,peraltro già creata autonoma ed indipendente da ogni altro potere ed alla quale veniva anche consegnato il gigantesco alibi costituzionale dell’obbligatorietà dell’azione penale - rispetto al rischio calcolato di un possibile uso strumentale e scellerato della guarentigia. Egregio Direttore Mauro e lettori di Repubblica, parlare di Silvio Berlusconi e della sentenza Mediaset come fate voi è voler satollare i vostri meschini istinti primitivi , significa nascondere ignobilmente la testa sotto la sabbia per non vedere . In Italia esiste un problema che Repubblica ed i suoi lettori continuano a voler ignorare, a ciò indotti ed istruiti dai Mauro, dagli Scalfari, ecc. Cercate di far mente locale, non pensate solo a Berlusconi, così forse vedrete le cose come veramente stanno e finalmente v’accorgerete pure voi che il problema italiano più importante è quello di una sovranità popolare ( comma secondo dell’articolo 1 della Carta) che è stato espropriata, scippata, estorta dalla Magistratura con ricatti ed intimidazioni che gridano ancora vendetta e non il vostro miserabile, acquiescente ed interessato ossequio . Questo è il problema dei problemi, un problema istituzionale, politico e costituzionale e non una miserabile pretesa di un Silvio Berlusconi che vorrebbe sottrarsi ad una decisione giudiziaria. Contro quella sentenza Berlusconi invoca non una legge ad personam, non un privilegio medioevale e tirannico, ma una legge costituzionale . Quella norma costituzionale, cancellata da una banda di Magistrati ricattatori , deve essere invocata a voce piena da Berlusconi e da tutto il popolo di centrodestra. Solo voi, Mauro, Scalfari e i vostri lettori, prigionieri ormai ventennali dell’antiberlusconismo di maniera e viscerale potete ancora credere al cretinetti di turno che racconta la favoletta scema per bambini deficienti del tiranno di Arcore ecc. ecc. Capisco l’obbedienza cieca ed assoluta ai voleri di chi vi paga, Direttori e Vati vari di Repubblica, ma se venti anni di antiberlusconismo ancora non vi hanno insegnato che state morendo di antiberlusconismo credo che un vostro immediato ricovero sia improcrastinabile. Possibile che non siate stati capaci di leggere bene la storia di questo periodo berlusconiano? Le fredde cifre dicono che la sinistra è riuscita a governare grazie ad imbrogli di palazzo e di Colle (94-95) e poi vincendo le elezioni del 1996, quando ancora quel cumulo di false accuse di tangenti alla Guardia di Finanza (letteralmente inventate di sana pianta da Antonio Di Pietro nel 1994 per guadagnarsi i suoi bei trenta denari di Giuda , vale a dire un bel seggio da senatore del Pci al Mugello ) erano ancora in piedi per le lungaggini della così detta giustizia. Ma non appena tutte quelle falsità furono bollate dalla Cassazione, nel 2001, come inesistenti e Silvio Berlusconi “ assolto per non aver commesso il fatto”, bene dal 2001 ad oggi la sinistra non è più riuscita a vincere un’elezione, se non quella del 2006 con i famosi 24.000 voti – quella comunque persa al Senato per 500.000 voti - quando s’intascò , senza nessuno storcimento di naso, il beneficio fascista del Porcellum, Porcellum che nella solita propaganda della sinistra diventa “una truffa” solo quando vincono gli altri! Conti alla mano dal 2001 ad oggi sono dodici anni. In dodici anni avete vinto una sola elezione su ben quattro elezioni( 01,06,08,13) , avete governato sì e no per un anno e mezzo ed oggi vi trovate a Palazzo Chigi (da tre mesi) dopo la “ tranvata “ rimediata in piena faccia dal P.D. di Bersani ( un altro che era sicuro di vincere le elezioni, come Occhetto) solo grazie al PdL che vi sostiene con i suoi voti. Al cretinetti di turno che già sento ridacchiare vociando che “ anche Al Capone fu condannato per evasione fiscale” faccio presente che Capone stava in Usa , anche De Benedetti, editore di Repubblica, ha rubato 250 milioni di euro al Paese, Mediaset solo 7 milioni di Euro e se la legge fosse veramente uguale per tutti e la pena proporzionale alla cifra evasa, l’editore di Repubblica farebbe la fine di quel truffatore americano che all’età di settanta anni fu condannato a dieci ergastoli. Oggi di diverso c’è solo su una sentenza definitiva di Silvio Berlusconi per evasione fiscale. Ma voi così totalmente intenti a far finalmente festa e ad esultare spropositatamente per una misera condanna palesemente estorta con inganno e con metodi giudiziariamente e giuridicamente illegali ed incivili , non siete in grado di coglierne l’aspetto miserabile. Cioè sono venti anni che l’amica (vostra) Magistratura perseguita Berlusconi, sono venti anni che gli rovescia addosso quarantacinque e più processi, che gli imputa i reati di tutto il codice penale, attentati, mafia,prostituzione e chi più ne ha più ne metta e, dopo venti anni quello che avete ottenuto e per cui esultate è solamente una condanna ridicola per una evasione fiscale da 7 milioni di Euro ? Ma come? Non era Berlusconi indagato ( e dunque per voi manettari alla Travaglio colpevole, meglio senza processo) per : corruzione, concussione, voli di stato, tangenti, stragi mafiose, accordi con la mafia, stragismo mafioso, collusione con la mafia, mandante della strage di Capaci, di quella di Via D’Amelio,ecc con richieste di galera per sei o sette ergastoli e voi esultate e siete pazzi dalla gioia come imbecilli per una condannina di Berlusconi per evasione fiscale – in un Paese dove tutti evadono ma dove tutti fanno gli ipocriti – con un solo anno di galera? Allora siete matti, oppure in malafede e complici di una Magistratura delinquente. Una sentenza peraltro della quale aspetto le dettagliate motivazione ma circa la quale ho già posto, l’altro giorno, a quel imbarazzante Presidente di Cassazione il quesito fondamentale: Esposito dica chi sono le persone che hanno testimoniato nel processo di avere informato Silvio Berlusconi degli impicci fiscali che venivano compiuti a Mediaset per pagare minori tasse, perché – guarda caso – le carte processuali dicono invece che la Cassazione ha confermato le sentenze di primo e di secondo grado ed entrambe le sentenze hanno condannato invece Silvio Berlusconi perché “ non poteva non sapere” quel che accadeva in Mediaset, cioè esattamente l’opposto di quello che il Dr Esposito , Presidente della Cassazione, oggi ha affermato. La verità è che non riuscite a rendervi conto che ancora una volta siete alla mercé del centrodestra e del suo leader. Berlusconi se ne deve fregare altamente della eventuale decadenza da senatore, deve assolutamente rinunciare a qualsiasi salvacondotto o grazia da parte del Colle , deve accettare la possibilità degli arresti , sia domiciliari che diversi e guidare, da perseguitato da una giustizia sgangherata e ridicola come quella rappresentata dal giudice Esposito, una nuova campagna elettorale alla grande , condotta all'insegna della resistenza ad oltranza contro la svolta autoritaria di una sinistra illiberale ed antidemocratica, una sinistra che a parole dice di difendere la “ sacra costituzione” ma che poi, nei fatti, su ordine della Magistratura di Milano la stupra e la distrugge , una sinistra che ruba i diritti civili e scippa le garanzie dei cittadini instaurando uno stato di polizia civile e tributario fondato sulle delazioni popolari e sulle prevaricazioni di una Magistratura conscia della propria impunità assoluta , privilegio indegno di un Paese civile e senza uguali al mondo . Nessuno potrà mai impedire che il suo nome figuri nel simbolo delle liste del centro destra, neanche un Parlamento ridotto ad un’accolita di briganti da valico che voti una sua eventuale incandidabilità. Allo stesso modo nessuno può impedire che gli elettori moderati e decisi a bloccare il ritorno della gioiosa macchina da guerra dei post-comunisti staliniani votino per liste in cui compare il nome di Berlusconi. Tanto più che nel nostro ordinamento ancora non esiste l'elezione diretta del Premier ( è il vostro incubo!) e la presenza di un nome nella lista non comporta l'obbligo di candidarlo . Avanti, allora, avanti!. A frantumare i denti a per l’ennesima volta questa nuova , ridicola, velleitaria, illiberale e tirannica “ gioiosa macchina da guerra” come nel ’94, nel ’01, nello ’08 e nel ‘13!

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MAGLIARI TRAVESTITI DA MAGISTRATI.

L'intervista rilasciata dal giudice Antonio Esposito al Mattino è cosa da pisciarsi addosso dalle risate. Un cotanto Magistrato che parla in un dialetto da ridere, roba da camorrista da quattro soldi. Ma come fa, mi chiedo, un Presidente di Cassazione, a non saper parlare un italiano appena appena comprensibile? Comunque da questo “ tizio ”- ma quale rispetto per una simile Magistratura! - aspetto una sola informazione : dica chi sono quelle quattro persone che hanno testimoniato di avere informato Silvio Berlusconi . In alternativa ci risparmi altri indecenti spettacoli : aspettiamo il deposito delle motivazioni della sentenza , non c’è bisogno di altri magliari travestiti da magistrati.

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UN EPIFANI STRANAMENTE ETEROCOMANDATO

Guglielmo Epifani è l’ultimo dei miracolati, una stirpe , mi auguro , in fase di estinzione. Come D’Ambrosio è stato ricompensato dagli eredi del Pci per averli scandalosamente ed impunemente salvati dai reati penali commessi con le tangenti craxiane, come Antonio Di Pietro è stato ripagato con un seggio senatoriale al Mugello nel Pci /DS per non aver interrogato, spingendo così al suicidio Raul Gardini che , se invece interrogato , avrebbe compromesso in maniera definitiva il partito di Botteghe Oscure oltre che per aver firmato false accuse contro Silvio Berlusconi nel ’94 , così Epifani è stato ripagato con la Segreteria del P.D. della fedele sudditanza della “ sua” CGIL al P.D. ai tempi in cui ne era Segretario Generale. Se poi consideriamo come per “ l’identica fattispecie evasiva” – vale a dire , nella sostanza, aver sottratto a tassazione una certa cifra utilizzando iniziative fiscali legittime ma incerte – l’Ing De Benedetti ha sul groppone una vertenza fiscale che oggi lo vede soccombente al pagamento dei sottratti 225 milioni di Euro al fisco italiano e Silvio Berlusconi invece condannato penalmente a quattro anni di reclusione per una cifra di evasione di 7 milioni di Euro ( mi viene da ridere, se penso a quanto dovrebbero dare di galera a De Benedetti se la Legge fosse veramente uguale per tutti, anche per Carlo De Benedetti oltre che per Silvio Berlusconi, se la galera fosse in proporzione sarebbero due o tre ergastoli!) ; che il P.M. della Procura di Bari, che ha assolto Niki Vendola , è amica intima della sorella e dello stesso Niki “il favoliere delle Puglie”; che ben quattro, dicesi quattro, P.M. della Procura di Napoli ( Piscitelli, Curcio, Woodcock e Greco) stanno da due anni micro spiando mattina , sera e notte “Panorama” per l’inchiesta di Lavitola e Tarantini, mentre nessun P.M. si è permesso di disturbare non dico Padellaro de “ Il Fatto” ma nemmeno un Mentana che pure intervistava in diretta televisiva chissà da dove il latitante Lavitola con la collaborazione di Marco Travaglio ; che uno ( Natalini) dei tre P.M. che seguono lo scandalo MPS presso il Tribunale di Siena (Nicola Marini, Antonio Nastasi ed Aldo Natalini ) è indagato perché avrebbe rivelato segreti dell’inchiesta sul MPS e sul P.D. mentre il ben più noto ed esilarante Antonio Esposito rilascia interviste ridicole in piena libertà . Se pensiamo a tutto questo ed anche ad altro, s’intende, perché lo spazio ha il suo diritto, allora inutile pensare che la stirpe dei “ miracolati” sia in fase terminale. Il calcoletto del “compagno Epifani “ è elementare. La Prima Repubblica fu affondata dalla magistratura la quale creò le condizioni per la morte politica del PSI di Bettino Craxi e, di seguito, degli altri partiti democratici mentre realizzava l’impunità assoluta per il Pci / D.S. Analogamente anche la Seconda Repubblica finisce oggi, dopo che la magistratura ha creato le condizioni per l’impiccagione politica di Silvio Berlusconi. Il Cencelli del Pci d’antan. Epifani, in sostanza conta di approfittare della decapitazione per via giudiziaria del leader del centro destra per lanciare il Partito Democratico verso l'obbiettivo di elezioni anticipate destinate a trasformare la sinistra nella forza dominante del paese. La linea di Epifani non fa una grinza. Come avevano sperato e creduto Rutelli, Prodi, Bersani, oggi Epifani conta di salire sul ring elettorale e di vedersela, coraggiosamente come è d’uso a sinistra , con un avversario a cui però prima la Magistratura ha legato le mani dietro la schiena, quando non sparato direttamente in bocca. Gente veramente coraggiosa ! Trovo che l’ “ ideona” dell'attuale segretario del Pd sia la fotocopia di quella che spinse vent'anni addietro l'allora segretario del Pds, Achille Occhetto, ad approfittare del crollo della Prima Repubblica per giocare una partita elettorale che sembrava stravinta in partenza. Tutti ricordano la fine ingloriosa e ridicola della magnifica macchina da guerra guidata da Occhetto. Noi del popolo del centrodestra godiamo di felicità, perché questo modo di agire del P.D., come al solito infedele ad ogni accordo, traditore di ogni parola data e di ogni impegno assunto, costringerà gli astenuti , anche i più riluttanti del fronte dei moderati italiani a fare di nuovo quadrato contro la solita sinistra , la solita sinistra che non conta su un disegno politico di rinnovo e di cambiamento per il paese, ma solo sulle difficoltà di un avversario provocate da una magistratura irresponsabile così perfettamente rappresentata dal giudice Esposito. Dopo la recente condanna di Silvio Berlusconi nel terzo grado di giudizio, Epifani si e' immediatamente affrettato ( accidenti che tempismo! Pare quasi che era tutto, processo Mediaset compreso, già concordato! ) a dichiarare che quella sentenza doveva essere «rispettata, eseguita e applicata». A parte il fatto che la sua affermazione è una idiozia allo stato puro perché una sentenza è solo un atto giudiziario , come quello di un Comune per esempio, messo in essere da un “ordine statale” e non dalle istituzioni democratiche e costituzionali elettive e come tale va invece proprio “ esaminato, discusso ed anche criticato ed opposto” se non condiviso ( veda Lei la bocciatura di un figlio apposta al TAR, veda Lei lo scudetto della Juve opposto alla Giustizia sportiva ed al TAR, veda Lei un qualsiasi atto amministrativo opposto ai TAR, ecc ). Purtroppo però, Segretario Epifani, non ho ascoltato altrettanto sua tempestiva dichiarazione sulle invereconde ( come vogliamo definirle?) parole pronunciate da quella caricatura ridicola di un Magistrato che è il Dr. Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione, nel corso dell'intervista rilasciata al Mattino. Perché quanto dichiarato al quotidiano partenopeo da quel giudice dimostra che, in Italia, esiste un problema-giustizia che è infinitamente il più impellente da risolvere con una acconcia riforma e chi , su questo argomento, fa finta di nulla o è complice di un manipolo di Magistrati delinquenti e mascalzoni che vogliono ridurre il Paese ad una dittatura della magistratura oppure non capisce proprio un bel niente . Mi fa solo ridere che il Segretario di un partito che pretende pure di governare il Paese non sappia neanche prender tempestivamente posizione su argomenti come questo che riguardano tutto il Paese e si rifugia nella bassa cucina della politica da quattro soldi, addirittura nel retrocucina, dove lavorano gli sguatteri. Ardo dal conoscere a quale delle due categorie devo ascrivere Epifani e dunque, a parte frasi senza senso , aspetto altre acconce sue dichiarazioni. Ed anche , voglio aggiungere, Signor Segretario del P.D., quale sia la sua posizione ed anche quella di tutto il P.D., parliamo di cose veramente serie, in ordine ai referendum sulla Giustizia proposti dai radicali. C’è stata, improvvisa, inattesa, la mutazione del Segretario Epifani da “quiet man “a segretario incendiario, da moderatore ad agitatore. La scintilla del cambiamento è stata la sentenza della Cassazione che per Epifani pare abbia il valore della volontà superiore di una giustizia divina, di una giustizia da età del ferro, di una giustizia papalina, da tribunale del popolo, da Santa Inquisizione, infallibile. Ecco. Epifani , come il famoso compagno Zdanov delle purghe staliniane: nessun accomodamento, basta occuparci di Berlusconi , uno ormai morto , destinato al rogo della cremazione , agli arresti domiciliari o ai servizi sociali. Ho però l'impressione che questo improvviso sussulto giustizialista e manettaro del compagno Epifani sia il frutto di un’azione preordinata e studiata da tempo fin nei minimi dettagli. Lo spiegherò in uno scritto successivo. Intanto rilevo che il vero problema di Epifani non è Berlusconi. Il problema di Epifani è il Pd, il suo partito. Un Pd lacerato, incerto, in mille pezzi, senza una linea precisa, senza un'idea di paese, senza un orizzonte definito. Un Pd, infine, senza un leader. Forse per questo regge la coda alla Magistratura politicizzata che da venti anni sta dando la caccia a Berlusconi , all’unico vero leader politico di questi ultimi venti anni.

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Roma, domenica 11 agosto 2013
Gaetano Immè

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