Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 29 settembre 2013

NESSUNO DIMENTICHI MANI PULITE , PRESIDENTE NAPOLITANO. NESSUNO DIMENTICHI , ON. LETTA, DA QUALE OSCURA NEBUSOLA VIENE IL SUO P.D. Il Presidente Napolitano ed il Premier Letta stanno, in questi giorni, sbroccando, lanciando insulti ed accuse con un furore cieco e sordo che tradisce una loro paura tremenda di aver troppo tirato la corda della pazienza. E’ dunque bene che io, dal mio piccolo, ricordi sia all’On Napolitano che anche all’On Letta , come dice Dante, “ chi fur li maggior loro” e da dove essi personalmente provengono. “ Mani Pulite" non fu una "inchiesta ", come oggi suggerirebbe timidamente l'avvocato Parenti Tiziana, che fu una dei P.M. di quel Pool di Magistrati con una cautela, tipica del professionista che lavora fra Magistrati non dissimile da quella di chi si trova a lavorare dove domina una lobby, una corporazione. Ma nemmeno fu "un'indagine" ( sempre chi legge abbia le capacità per capire l'abisso di civiltà che divide le due operazioni),perché una indagine muove da una notizia di reato “personale” ,invece quel Pool mise sotto processo un intero sistema politico, un “ sistema” non alcuni corrotti. Certo, l’Italia era a quei tempi dominata, soffocata da una classe politica prepotente e corrotta, una classe politica che imponeva la tangente, il pizzo ad ogni imprenditore che volesse lavorare e quella tangente, quel pizzo, era diviso in tre terzi. Questo dicono le carte, i documenti giudiziari e le testimonianze; ciascun terzo andava alla Dc, al Psi ed al Pci. Caduto il Muro ed il regime sovietico, erano finiti anche i finanziamenti dalla Russia ed il Pci accettò, non avendo più risorse illecite e dunque per sopravvivere, di partecipare alla spartizione delle tangenti con la DC e il PSI, ma con una sua particolare strategia , una strategia studiata a tavolino dalla nomenclatura del Pci nella quale una posizione egemonica era occupata da Giorgio Napolitano. Come ogni truffatore che si rispetti crea e studia ogni passo, ordisce carte e documenti per mistificare e celare le proprie malefatte, così il Pci, mentre partecipava alla spartizione del bottino,costruiva con cura certosina una ragnatela di scatole cinesi per preordinarsi una strategia difensiva e per non lasciare prove. Così, mentre DC e PSI operavano arrogantemente quasi alla luce del sole, il PCI si costruì un sistema di omertà personale, di collaboratori pronti al sacrificio personale ( ovviamente ripagato profumatamente ), di scatole cinesi impenetrabili. Così, vivendo nel cuore della banda dei malfattori, il Pci era a conoscenza di ogni segreto, di ogni movimento di tangente, “ sapeva” e dunque “teneva per le palle” , come si dice, anche gli altri due rapinatori. E come accade in ogni storia criminale che si rispetti , ecco che uno dei banditi, il Pci, per accaparrarsi dell’intero bottino ed eliminare gli altri banditi ( il dominio politico sull’Italia) promosse un vero e proprio “patto criminale” con quel manipolo di Magistrati del Pool di Milano, un vero e proprio assalto al Parlamento. Fu un assalto alla cassaforte della democrazia, un assalto alla città della corruzione, Tangentopoli appunto. Fu facile poi, con le opportune delazioni, per il Pci dare il via ai quei ben noti Magistrati giusti perché sgominassero i protagonisti principali della politica italiana ma salvando accuratamente i soli appartenenti al Partito Comunista. La storia che vi hanno raccontato su Mani Pulite è una storia costruita apposta per idioti, per creduloni, per bravi soldatini felici di essere organizzati in branchi ben obbedienti al comando, artefatta con menzogne, ordita, costruita ed attuata con diversi patti criminali fra molti banditi, una storia appositamente ben incipriata ed imbellettata, come una vecchia puttana da marciapiede che pretenda di rifarsi una vita e dunque facile da smascherare. Ce l’hanno rifilata a mezzo giornali, televisioni, libri, conferenze, ecc per venti anni come una storia edulcorata da Robin Hood, i giustizieri che a cavallo del bianco destriero cacciavano i delinquenti per far trionfare il bene, una storia che loro hanno spacciato, come haker di Scampia con la droga, sotto il falso alibi del “ ripristino della legalità”. Ci hanno detto che è servita “ a ripulire l’Italia ed a far trionfare il Bene sul Male”. Il finanziamento illecito dei partiti c’era, eccome se c’era! La complicità degli imprenditori era consapevole, eccome se lo era, visto che essi pagavano la tangente ai partiti mentre si arricchivano con le commesse ottenute dietro quella tangente. Ma era un sistema molto ben organizzato, molto oliato, un sistema che riguardava tutti i partiti del Governo ( la formula del pentapartito )ma anche e sopra tutto anche il principale partito d’opposizione, quale Pci che si era nutrito, fino a pochi anni prima, dei rubli di Stalin e che , senza quei rubli, sul suo terzo di tangente si buttò a capofitto. E non un caso che proprio sugli stessi uomini che prima dirigevano il Pci e che oggi si avvalgono del P.D.,sui loro eredi e sui loro discendenti nonché su tutti quei democristiani “ di sinistra” che salirono sulla scialuppa di salvataggio che il Pci aveva loro offerto se avessero partecipato all’assalto al palazzo, non è un caso dicevo che è proprio su costoro che oggi dovrebbe indagare molto a fondo la Magistratura. “Dovrebbe”, perché invece languono ancora, dopo anni ed anni di incuria giudiziaria che grida vendetta se paragonata con la velocità fulminante di altri processi iniziati ben dopo quelli , nei sottoscala dei vari Palazzi di Giustizia le indagini sul “ sistema Sesto” di Penati ed anche sulla Banca Monte dei Paschi. Mani Pulite fu un’operazione di pulizia giudiziaria etnico – politica , una resurrezione delle persecuzioni razziali degli anni quaranta del secolo scorso. E quei Magistrati non furono altro che ignobili sicari al soldo di chi, a quei tempi, li incoraggiava con entusiastiche campagne di santificazione(vedi "L'Unità", "Il Corriere della Sera"," Repubblica" e " La Stampa" e le rispettive "proprietà ", vale a dire e nell'ordine : il Pci, Piazzetta Cuccia - Mediobanca, Confindustria -, Carlo De Benedetti e "casa Agnelli" che costituirono quella che fu definita " la banda dei quattro" con il compito di " indirizzare e di drogare l'informazione su quei fatti ").Fu un attacco frontale al Palazzo, sferrato da un manipolo di Pubblici Ministeri consapevoli di effettuare una rivolta contro la classe politica del governo, con la complicità interessata del Pci, della Chiesa vaticana - che mai ha accettato lo spirito dei due Concordati - di numerosi imprenditori ( meglio bollarli come pusilli “ prenditori” per la loro storia industriale ) che erano anche proprietari dei grandi giornali, allo scopo di portare al potere il Pci che, nel frattempo, per agevolare l’operazione, faceva la muta come i serpenti, cambiava pelle per ingannare gli ingenui, cambiando semplicemente l’insegna , la “ ditta”: da Pci, a Ds. Una pratica da Camera di Commercio, da ragioniere, non politica. Così le " chirurgiche decimazioni di una sola parte politica "(furono fucilati solo Psi, Dc non di sinistra, Pli, Pri), perpetrate da quei sicari, con una brutalità da "olocausto razziale e da pulizia etnico - politica ", da puri trogloditi del Diritto , furono poi spacciate all'opinione pubblica dalla " banda dei quattro"con una totale e criminale operazione di drogaggio dell'informazione - stile sovietico comunista o fascista o goebelianamente hitleriano - come " lotta alla corruzione" o come " controllo della legalità". A questi sicari il Pci ha prontamente corrisposto i trenta denari sotto forma di seggi senatoriali e ricche prebende. Sono passati vent’anni ed anche di più da quell’assalto banditesco. La preda di quei congiurati era il nostro Paese, era l’Italia, che doveva essere governata dal Pci , dai suoi eredi e dai loro amici industriali. E dal 1994 costoro hanno l’acquolina in bocca pregustando il boccone, ma sono sempre vent’anni che un uomo, uno solo, si oppone alla tanto agognata conquista del potere: Silvio Berlusconi, il nemico da distruggere, il leader del popolo di centrodestra . Per tutti coloro che hanno abboccato alla storia edulcorata di tangentopoli, costruita da Goebbels italiani al soldo del potere forte ed arrogante, per coloro che credono che Antonio Di Pietro sia una Madonna pellegrina invece che quello sfruttatore di suoi stessi inquisiti che,camuffato da Magistrato, aveva collezionato tutti quei reati che la poco nota “ sentenza Maddalo” ,emessa dal Tribunale di Brescia ( e che il Di Pietro non osò mai appellare per ovvii meschini ed intuibili motivi ) certifica , per coloro che stanno bene fra di loro, dandosi di gomito e sparlando come servette beghine di “evasori fiscali” o di “ toccatori di culi di donne” per criminalizzare, con banalità da sacrestia ed infantili , chi non crede alle loro favole ed alle mega stronzate costruite dalla stampa asservita , per coloro che credono ,come pifferi intronati , che il Pci abbia “ le mani pulite” e che Scalfari sia in contatto diretto con Dio, per tutti costoro parla la pura storia, successiva , di Tangentopoli. E’ bastato raccogliere le dichiarazioni postume degli stessi protagonisti di quella mattanza giudiziaria, mettere in ordine la tragedia dei 43 suicidi che quel Pool di Magistrati sicari ha sulla propria coscienza, le tantissime purtroppo postume ( far passare decenni è d’uso nella Magistratura quando si vorrebbe far dimenticare i loro abusi ) assoluzioni che seguirono i loro processi e, sopra tutto, rileggere la cronaca, la fredda cronaca, delle “ assoluzioni ad personam” per capire che razza di accordo veramente criminale fu quello fra Pci, Magistratura e Stampa. Francesco Misiani, detto Ciccio, è sempre stato una “ toga rossa”, mai lo ha nascosto, con trasparenza ed una certa dose di coerenza. Eppure basta leggere il suo bel libro ( appunto “ Toghe Rosse” ) per constatare come lui stesso denunci , senza falsi infingimenti, senza inutili grida spagnolesche, il puro “ arbitrio” che è stato nascosto dietro il falso alibi della “ obbligatorietà dell’azione penale”. Basta leggere le confessioni, anch’esse postume e tardive, ma pur sempre di valore storico, del Prof. Giovanni Maria Flick, ex Ministro di Giustizia, uomo di sinistra e vicinissimo addirittura al Procuratore Saverio Borrelli, il Capo di quel Pool, quante e quanto ripetute furono, da quel Pool, le violazioni del diritto di difesa degli imputati ( occorre ricordare che già dal 1989 era entrato in vigore una riforma del Diritto di procedura penale alla quale quel Pool mai si adeguò se non, da parte di D’Ambrosio, solo per agevolare e salvare il Pci con la faccenda di Primo Greganti e del conto Gabietta )anche sotto la forma dell’imposizione del così detto “ pentitismo coatto”. E’ bastato pormi alcune semplici domande. Perché a Carlo De Benedetti ed a Cesare Romiti fu consentito,per esempio, di scrivere in libertà e consegnare – senza telecamere accese – un semplice “ memoriale” che ha loro evitato il carcere , privilegio che non fu mai consentito a Raul Gardini? Perché il P.M. D’Ambrosio, quello ora Senatore del P.D., applicò solo per Primo Greganti il nuovo codice di procedura penale e ricercò – lui, che avrebbe dovuto, da P.M., rappresentare l’accusa contro Greganti – prove a favore di quell’imputato che era l’uomo fantoccio del Pci? Perché quel Pool potette violare impunemente la Costituzione, accentrando a Milano processi che dovevano essere invece incardinati a Roma , suo giudice naturale, violando appunto la norma costituzionale sul “ giusto processo”? E perché quando il processo di quel Pool su Clelio Darida fu restituito al giudice naturale di Roma, perché Clelio Darida , che dal Pool di Milano è stato lungamente incarcerato in via preventiva, fu completamente assolto con amplissima motivazione? Perché lo stesso accadde anche ad un altro imputato eccellente , a quel Franco Nobili, un ex Presidente dell’IRI, che il Pool di Milano volle processare, senza curarsi appunto, del giusto processo costituzionale,a Milano dove Nobili scontò una dura e lunga carcerazione preventiva ? Perché non fu mai esperita alcuna indagine riguardo alla visita che Raul Gardini con il suo autista fecero a Roma, portando entrambi un miliardo di vecchie lire in contanti “ dentro” la sede del Pci di Via delle Botteghe Oscure? Se Raul Gardini fece il grandissimo ed ultimo piacere al Pci di suicidarsi senza parlare e portandosi nella tomba i suoi segreti, il suo autista è ancora vivo e vegeto. Dirimente e definitivo, poi, la sconvolgente , seppur tardiva, dichiarazione del Procuratore Capo di quel Pool di ascari, proprio di Francesco Saverio Borrelli il quale nel corso di una intervista rilasciata al Corriere della Sera e pubblicata in data 27 maggio 2011, ha voluto addirittura “ chiedere scusa e perdono” al Paese, per il disastro creato con Tangentopoli e con Mani Pulite. Cito pedissequamente quell’intervista :” valeva la pena – dice Borrelli – di buttare all’aria quel mondo precedente per cascare poi in quello attuale?”. Solo per chi ha creduto a Mani Pulite, a squallidi sfruttatori come il Di Pietro, alla favoletta per bambini deficienti della legalità, alla stronzata per cerebrolesi dei magistrati che lottano per il bene contro il male, solo per chi non sa usare il proprio cervello per ragionare sui fatti concreti ma si affida ciecamente agli insegnamenti di quei maestri che negli anni passati avevano insanguinato il Paese e che oggi lo svergognano davanti al mondo, solo per questa massa Silvio Berlusconi non è il leader di un popolo di nove o dieci milioni di italiani, ma solo un criminale – lo era per costoro anche prima della sentenza definitiva della Cassazione – sul quale sono stati avviati una cinquantina di processi e contro il quale - pensate voi che idiozia suprema – la famosa “ obbligatorietà dell’azione penale “ non scattò se non “ dopo” la sua vittoria alle elezioni politiche del 1994. Ma c’è anche dell’altro, un fatto, questo sì, decisamente inquietante. Nel 1995, come raccontano alcuni protagonisti, in un comizio in una città del Nord – che non ricordo – ci fu un intervento di Tiziana Parenti, che aveva lasciato da poco ( dal 1994) il suo ufficio di P.M. al Pool di Milano. Mi risulta che il suo intervento fu chirurgicamente esauriente e preciso, una fedele cronistoria di quello che era successo al quarto piano di Palazzo di Giustizia di Milano, dove , appunto, erano uffici e lavoro di quel Pool. E come mai, mi chiedo, di quell’intervento non si ha un video, una cassetta, un file, un articolo? Già, come mai? P.S. Le storie di Carlo De Benedetti, di Cesare Romiti e di Raul Gardini sono disponibili gratis a richiesta, all’indirizzo email:. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Roma domenica 29 settembre 2013 Gaetano Immè

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