Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 18 ottobre 2013

IL NEMICO E’ LA TIRANNIA DELLA MAGISTRATURA Crolla miseramente, si sbriciola letteralmente sotto l’urto fragoroso dl eventi che solo i sordi o i finti tonti non hanno voluto percepire, anche quell’ultima, residua patina di credibilità della quale Giorgio Napolitano ancora riusciva a godere presso quegli italiani i quali, vittime in un primo tempo - fin dagli anni ’92 e seguenti - di un lestofante mascherato da magistrato, spacciato da una stampa truffaldina come l’ Arcangelo S. Gabriele che avrebbe disintegrato il drago della corruzione italica,oggi sono ancora una volta le vittime della loro “colpevole sventatezza culturale ” :Giorgio Napolitano sta per essere smascherato e , come accaduto con Di Pietro cacciato ignominiosamente dal Parlamento dallo stesso popolo che lui aveva lungamente e largamente ingannato, avrà fine misera e giustamente ingloriosa la lunga carriera di questo imbonitore professionale, di questo storico sfruttatore della credulità e dell’ignoranza popolare. Eliminati i nemici, gli avversari, con vere e proprie esecuzioni giudiziarie ( Andreotti, Craxi, Forlani, ecc) ma resasi conto che la farsa della Cassazione non è stata sufficiente per abbattere definitivamente né Berlusconi né il suo consenso popolare, il regime dell’ ormai ventennale “dicastocrazia” italiana ha mandato i suoi sgherri , con le dosi di olio di ricino del caso. Nei posti giusti, al momento giusto. Per mettere e rimettere le cose a posto. Eccole. Da Giorgio Napolitano, innanzi tutto. Ma come,fai parte dal 1992 della nostra congrega, ti sei goduto per decenni i frutti della nostra refurtiva, stai al Quirinale grazie a noi sediari dove dovevi essere il nostro “ palo” per presidiare il Colle come ogni casamatta che si rispetti e tu, tu invece chiedi aiuto alla Consulta ed ora pretendi pure di recitare ancora la parte della verginella nel nostro mondo di consumate bagasce? Caro Giorgio ,come Togliatti troncò le gambe a Vittorini, così noi Magistrati ti spezzeremo le ossa. Sappi che di te non abbiamo più bisogno ( ed in effetti, dopo venti anni di asservito servizio, “ what else?”),adesso ti sputtaniamo noi. Così Giorgio Napolitano dovrà andare a Canossa (Palermo) e non potrà non testimoniare sulla trattativa Stato – Mafia degli anni ’93. Perché è morto Loris D’Ambrosio? Perché quell’infarto improvviso? Che c’era scritto in quella lettera che D’Ambrosio scrisse a Napolitano? Esaltato dal suo delirio di onnipotenza, Napolitano ha dimenticato che i Magistrati non sono servi sciocchi e sanno bene come ricattarlo, come intimidirlo. E’ dal 1992 che gestiscono in questo modo il loro dominio tirannico sul Paese. E se non bastasse a Giorgio Napolitano è anche scoppiato in mano quel palloncino gonfiato di Monti, il Senatore di cui nessuno ( tranne appunto Giorgio Napolitano) sentiva la necessità. Monti è stato “l’uomo di Napolitano”, su Monti Napolitano contò ciecamente per costringere nel luglio del 2011 Berlusconi a dimettersi . Quel “ Governo del Presidente”è stato un fallimento planetario. E come si usa nelle bande della malavita, l’uomo che non è più d’aiuto alla ghenga va eliminato perché potrebbe ricattare. Quel brandello della vecchia Dc che s’è chiamata Scelta Civica, informata che la Magistratura avrebbe colpito Napolitano e con lui tutti i suoi amici degli amici,ha pensato bene di isolare Monti,di sconfessarlo e l’ha abbandonato al suo destino da naufrago. Insomma i vari Casini, Buttiglione, Pisanu ecc si sono rimessi sotto la tutela dei Magistrati, obbedienti, allineati e coperti. E dove lo mettiamo Silvio Scaglia? L’uomo che inventò Fastweb e che , nel 2007, fu fatto ricco da Swisscom , che acquistò a peso d’oro Fastweb. Il 13 marzo del 2007 Scaglia viene interrogato dai Magistrati romani su una presunta truffa fiscale internazionale sulle telecomunicazioni. Vide archiviata la sua posizione il 22 maggio 2007. Allora Scaglia fonda “Babelgum”, la sua nuova creatura, mentre nel giugno sempre del 2007 lascia i suoi incarichi in Fastweb perché ormai di proprietà della Swisscom.Il 23 febbraio 2010 i Magistrati arrestano 56 persone , arresto così spacciato “ cautelare “ ,per “ presunto riciclaggio e frode fiscale internazionale “ che coinvolgerebbe anche i vertici Telekom Sparkle e Fastweb. Fra i 56 c’è anche Silvio Scaglia, quello la cui posizione era stata archiviata nel 2007. Vengono posti sotto sequestro conservativo tutti i suoi beni e Scaglia, che si trovava all’estero, affitta un aereo privato pur di precipitarsi a Roma per costituirsi, tanto è certo della sua estraneità a quei fatti delittuosi. Scaglia viene messo in “ regime di isolamento giudiziario” per novanta giorni, vale a dire non può nemmeno vedere i familiari né moglie e figli, tanto meno i suoi legali. Il 19 maggio 2010 gli vengono concessi gli arresti domiciliari. Il 24 febbraio 2011 , dopo 363 giorni di galera , il Tribunale di Roma accoglie l’istanza di scarcerazione ripetutamente presentata dai suoi avvocati. Fate un attimo mente locale: se Scaglia rientra a Roma per costituirsi, se dal giugno del 2007 non ha più alcun ruolo nella Fastweb, come avrebbe potuto “ reiterare il reato”, oppure “ inquinare le prove” oppure “ scappare dall’Italia”, che sono le tassative condizioni imposte dal Codice penale per consentire ai Magistrati di imporre la carcerazione preventiva? Nessuna, ovviamente. Bene, solo ieri, 17 ottobre 2013 ( quanti anni sono trascorsi dal quel 13 marzo del 2007, dall’inizio del calvario?) la I sezione del tribunale penale collegiale, presieduta da Giuseppe Vito Mezzofiore assolve Scaglia da ogni accusa. Il messaggio alla nazione è limpido, chiaro: non scassateci i gabasisi, noi facciamo quello che ci pare e piace, alla faccia anche dei Codici. Perché noi abbiamo “il potere”, lo abbiamo sottratto al popolo nell’ottobre del ’93, complici il Pci di Napolitano e la stampa dei poteri forti, ma a comandare , in Italia, ricordatevelo , siamo solo noi. Sempre i Magistrati, sempre ieri, altro colpo a Berlusconi, che ancora non è morto, come speravano. Così hanno rimesso in grande spolvero il processo Ruby: tanto per tenere il nemico sotto tiro, sotto ricatto. Come la mafia. E come la mafia usa i suoi “ picciotti”. Così i Magistrati usa i suoi servitori, omuncoli adusi al servizio, obbedienti,devoti. Tipo Travaglio, Padellaro, Santoro. Così ( strana coincidenza vero?) proprio giovedì scorso Santoro è stato un paio d’ore fra mutande e culi , insomma stava proprio nel suo ambiente, per eseguire l’ordine di criminalizzazione ed emarginazione di Berlusconi. Come diceva Sciascia più che omuncoli, dei meschini quaquaracquà. Gente che non conosce dignità, perché Santoro da un lato finge di difendere l’uguaglianza, la scuola di stato ecc, poi , di nascosto manda i suoi figli alla Chateaubriand,dove si parla francese, mica romano, non certo fra i figli puzzolenti del popolaccio bue ed incolto. Santoro, che deve umile asservimento a quella Magistratura che lo ha , per sentenza, rimesso al suo posto in RAI, da dove la RAI l’aveva cacciato. Insomma un pappone pubblico, pagato per cinque anni con i nostri soldi ma non per le sue capacità, ma per l’ordine di un Magistrato. La rappresentante dell’esercito degli imbecilli puri, tale Signora MIRTILLA2011, lettrice di “ Libero” , su Scaglia ha scritto il 17 ottobre ’13: “...lei si che è un uomo. Non come "altri" che ben conosciamo “. Ecco la Signora MIRTILLA2011 mi pare proprio la degna rappresentante di quel popolo rozzo, incolto, incivile,al quale si riferiva Scalfari su “ Repubblica” per togliergli il diritto di voto, per cretinaggine acuta.

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