Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 9 ottobre 2013

IN NOME DELLA LEGGE Antonio Bassolino, che ha governato Napoli e la Campania per 12 anni ( dal ’93 al 2005, Sindaco e Presidente della Regione Campania) ha gestito un consolidato sistema di potere che ha visto l’incontestabile dominio del Pci – Pds - Ds . Nel febbraio del 2008 viene rinviato a giudizio con ipotesi di reato che vanno dalla frode in pubbliche forniture, alla truffa ai danni dello Stato, abuso di ufficio, falso e reati ambientali .Bassolino dal canto suo: «Ho la coscienza a posto e le mani pulite». Frase già in uso da tempo a Via delle Botteghe Oscure o a Via Nazionale. Il 23 aprile 2012 sono caduti in prescrizione molti di quei capi di accusa. Del processo ancora non si sa nulla. Ma viaggia, questo sì, verso la completa prescrizione. Il 30 marzo 2010, Bassolino è stato nuovamente rinviato a giudizio, accusato di peculato. Il processo è ancora fermo al palo. La prescrizione galoppa. Il 4 luglio 2012 la Corte dei Conti della Campania ha sentenziato sulla strage di Sarno del maggio 1998, condannando Bassolino a risarcire la Protezione civile. È la conseguenza di un'ordinanza del 21 luglio 2004 con cui Bassolino dispose di assegnare ai dipendenti regionali in servizio presso il commissariato, “in aggiunta allo stipendio già in godimento”, un compenso mensile ‘omnicomprensivo' di 2700 euro per coordinatore, 2100 euro per dirigente, 900 euro per collaboratore e 700 euro per collaborazioni di personale con qualifiche inferiori.. Nel febbraio 2013 la magistratura contabile lo condanna a risarcire al Comune 560.893 euro per i centinaia di operai ed ex lavoratori socialmente utili chiamati negli anni 2000 negli enti di bacino per lavorare alla raccolta differenziata ma in realtà inattivi.. Ma i suoi processi penali sono fermi, immobili, praticamente paralizzati. Che stiano aspettando una completa prescrizione? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Anni intorno al 1990, parlo di Repubblica – Espresso, che appartiene da qualche anno all’Ing. Carlo De Benedetti, tessera numero 1 del P.D. Il management del gruppo definisce una fusione per incorporazione di alcune proprie società. “ Repubblica “ va conferita nella “Cartiera di Ascoli”. Una pratica da normale commercialista. Per realizzarla vengono chiamati in causa tre soggetti: l’editoriale la Repubblica, la Cartiera di Ascoli e l’editoriale l’Espresso, tutti parte della galassia dell’Ing. De Benedetti. E’ l’Agenzia delle Entrate che controlla le tre dichiarazioni fiscali : che essendo riferite all’anno ’90 potevano essere rettificate dall’Agenzia entro il ’96. E l’Agenzia interviene con una mega rettifica che evidenzia una mega evasione fiscale, ma dopo aver fatto passare il massimo della dilazione. Perché viene messo in moto questo accertamento ? La risposta scritta dai giudici tributari di primo e di secondo grado ( ormai manca solo l’ultimo grado, la Cassazione) è tranchant: «Dagli atti emerge con sufficiente chiarezza che tale operazione ( la fusione per incorporazione) non era assistita da valide ragioni economiche». E allora? «E allora – si legge nel verdetto – se ne deve dedurre che la stessa non aveva altro scopo se non quello di ottenere un risparmio di imposta integrando così gli estremi della fattispecie elusiva di cui all’articolo 10 della legge 408/90, avendo le società partecipanti alla fusione, Cartiera e Repubblica, esposto “fraudolentemente“ ragioni economiche che solo in apparenza potevano giustificarla»”. Sull’avverbio “fraudolentemente“ i giudici tributari si dilungano per pagine e pagine spiegando che «compito del giudice non è quello di perdersi in un’astratta definizione di frode o fraudolenza, ma di verificare in concreto, nei fatti, se l’operazione di fusione sottoposta al suo vaglio sia o non sia sostenuta da “valide ragioni economiche“». E le ragioni economiche per i giudici non stanno in piedi. Anzi, tutti i passaggi, a cominciare dalla quotazione in Borsa di Repubblica, appaiono dettati da altre esigenze, di natura, semmai, finanziaria: «Le ragioni economiche offerte in valutazione non risultano idonee, per essere anche contraddittorie e scarsamente convincenti, a raggiungere quel particolare “grado“ di validità richiesto dalla legge» per concedere i benefici previsti dalla norma. Stiamo parlando di una “ fraudolenta evasione fiscale “ che ammonta alla bella cifra di 225 milioni di Euro ai quali, ovvio, andranno sommati poi penalità, interessi, etc. Una cifra trenta volte superiore a quella che è costata quattro anni di carcere ed il seggio senatoriale a Silvio Berlusconi. La cosa incredibile – si fa per dire – è che cercando con Google informazioni su questa vicenda, non si troverà nulla. Come mai questo silenzio tombale?. Parliamo di una cifra colossale. Una cifra che diventa ancora più colossale se pensiamo che i presunti responsabili del misfatto sono quelli che da venti anni vorrebbero recitare la farsa di moralizzatori di Berlusconi e che oggi pretendono di moralizzare l’intero paese. La salvezza, per l’editore di Repubblica, è però, anche se a caro prezzo, dietro l’angolo, perché credo che questa sua sia una delle pochissime cause in corso presso le Commissioni Tributarie che, dovendo passare il vaglio solo dell’ultimo grado e cioè della Cassazione, si possono estinguere pagando un tot per cento. La legge credo, mamma mia!, proprio del Governo di Berlusconi! Se l’evasione fraudolenta di Berlusconi per non pagare 7,5 milioni di Euro gli è valsa quattro anni di carcere, c’è da domandarsi come mai per una identica evasione fiscale, ma di ben 225 milioni di euro, nessun Magistrato commini a De Benedetti una parallela condanna penale. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Ora parliamo di un’altra frode fiscale, relativa al 2002 e al 2003, che ammonta a 7,3 milioni di euro. In ambito fiscale l’evasione di quegli anni poteva essere contestata dall’Agenzia delle Entrate , in ambito tributario e dunque civile, entro il 31 dicembre 2009 e 31 dicembre 2010. Invece i Magistrati di Milano hanno deciso di bruciare l’Agenzia delle Entrate ed il 22 aprile 2005 i P.M. Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 500 000 pagine di atti con rogatorie in vari paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio dell’autore di quella fraudolenta evasione fiscale , Silvio Berlusconi . Il 18 giugno 2012 i PM Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro chiedono al giudice una condanna di 3 anni e 8 mesi per frode fiscale di 7,3 milioni di euro. Il 26 ottobre 2012 i giudici del Tribunale di Milano hanno condannato Silvio Berlusconi a quattro anni di reclusione, L'8 maggio 2013 la Corte d’Appello di Milano conferma la condanna di 4 anni di reclusione. Il 1º agosto 2013 la sezione feriale della Corte di Cassazione conferma la condanna a 4 anni di detenzione per frode fiscale a carico di Berlusconi Qualche giorno fa la Giunta del Senato si è dichiarata favorevole alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore in base alla Legge Severino. ^^^^^^^^^^^^^^^ Allora ricapitolo. Per Bassolino sono passati cinque anni senza neanche si sia tenuta nemmeno una che è una udienza del processo che lo riguarda. Prescrizione in arrivo al galoppo. Per una evasione fiscale con frode, risalente addirittura a 23 anni fa, al 1990, Carlo De Benedetti – che avrebbe evaso 225 milioni di euro – potrà versare una certa cifra che seppellirà questa sua mega evasione fraudolenta. Di processo penale, per lui, neanche l’ombra. Per lo stesso reato, evasione fiscale con frode, ma per un importo assai inferiore, a Silvio Berlusconi in un anno e due mesi ( dal 18 giugno 2012 al 1 agosto 2013 ) la giustizia italiana ha comminato quattro anni di galera. Ho voluto tacere su Penati, su Banca del Salento, su Monte Paschi Siena. E questa sarebbe la giustizia uguale per tutti ? Questa sarebbe la giustizia che rispetta la costituzione sul giusto processo? Sarebbe dunque questa la Giustizia che viene amministrata in nome del popolo italiano davanti alla quale “ tutti” sarebbero uguali? A tutte queste domande e ad altre ancora, c’è una sola risposta certa che si può dare e che discende dai fatti accaduti. La sinistra italiana, questa sinistra difende questa giustizia , vuole conservarla, vuole mantenere questo stato di cose, perché alla sinistra va bene così evidentemente. Da non credere, una cosa pazzesca, ma purtroppo,è proprio così. E’ esattamente dal 22 febbraio del 1998, se vogliamo creare una data spartiacque, che la sinistra difende, protegge, accarezza, liscia il pelo a questa magistratura da quarto mondo. Da quando la Bicamerale guidata da Massimo D’Alema , come controparte Silvio Berlusconi, aveva concordato una riforma della Giustizia in seno alla ormai raggiunta più ampia riforma istituzionale. A sferrare l’attacco decisivo, a uscire allo scoperto fu il Corriere della Sera,diretto già da De Bortoli. Ma si trattava sempre di quello stesso “ Corriere della Sera” che già nel ’93 aveva partecipato a quel patto, con “Repubblica”, con “La Stampa” e con “L’Unità” , per “ indirizzare” l’opinione pubblica come fosse tornato più utile allo strapotere dei Magistrati, strapotere conquistato ad Ottobre dello stesso ’93, con la modifica dell’articolo 68 della Costituzione. Attenzione, non lo dico io, ma due dei giornalisti che furono attori principali di quell’accordo: Antonio Polito ( confessione nell’intervista del 17 ottobre 2005 )allora cronista giudiziario di “Repubblica” e Piero Sansonetti ( intervista confessione del 2003) , allora vice direttore dell’Unità). La Magistratura dominava, faceva e disfaceva governi eletti dal popolo, la faceva da padrona su ogni fronte, minacciava ed intimidiva istituzioni, parlamento, parlamentari , media . Davanti un tale “strapotere”, la “grande stampa” si inchinò , servile si mise al suo servizio per assicurarsene la benevolenza, la protezione e per assicurarsi anche una bella carriera. Fu il compianto Giuseppe D’Avanzo ad intervistare Gherardo Colombo, uno dei P.M. del Pool di Milano, di Mani Pulite, certamente quello più politicizzato di quel pool. Fu così che il Corriere quella domenica mattina sparò in prima pagine quel “Le riforme ispirate alla società dei ricatto”che fu un cazzottone sui denti di D’Alema, il quale aveva osato trovare un accordo sulle riforme istituzionali, giustizia compresa, con Berlusconi! Non sto a rivangare quella intervista, chi vuole se la vada a rileggere, basta un clik. Fu, però, un avviso chiaro , preciso, minaccioso, intimidatorio, mafioso: non v’azzardate a fare alcuna riforma perché noi conosciamo tutti gli scheletri che tenete nei vostri armadi. Vi abbiamo già salvato una volta ( Tangentopoli) , non si fa nessuna riforma se noi non vogliamo. E da allora è sempre stato così. Infatti la sinistra s’è ben guardata dal proporre riforme della Giustizia ed ora si è ben guardata dall’invogliare a sottoscrivere i referenda di Pannella. Perché la sinistra difende e protegge a livello politico questo tipo di Magistratura? Risposta ovvia: ne è ricattata – perché fu salvata dalle condanne per le sue tangenti di Mani Pulite – e perché è proprio questo tipo di Magistratura, come gli esempi sopra riportati dimostrano, che gli sgombra il campo, con fucilazioni e sante inquisizioni, da tutti gli avversari politici. Sommariamente:Andreotti, Mannino, Forlani, Craxi, ora Berlusconi. Vogliamo spezzare questo nodo gordiano per il bene del Paese? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

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