Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 8 ottobre 2013

NAPOLITANO E LE PROMESSE DA MARINAIO SULLA PACIFICAZIONE Parlano come se fossero nati e registrati all’anagrafe con il marchio di “ razza superiore”, tanto per parlare del loro razzismo, come se non avessero le mani sporche di rubli sovietici -scambiati nelle papali stanze dello IOR - , di tangenti come Dc e Psi - depositate nei vari conti Gabietta in Svizzera - e la coscienza sporca di leggi ad personam, come fosse vero lo slogan berlingueriano del “ noi siamo diversi” o “ noi abbiamo le mani pulite”. Parlano come se non fosse stata la loro ideologia comunista a produrre inferni come quello sovietico, come quello polacco, come quello ungherese, vietnamita ecc e centinaia di milioni di morti e di oppressi. Certo, le esecuzioni di massa ed i genocidi avvenivano per consunzione e per repressione , quelle dei dissidenti erano compiti da Kgb, non certo da dirigenti del Pcus o del Pci, c’erano i vopos berlinesi, le milizie rosse, i kmer rossi a fare per loro il lavoro sporco. Fingono di indignarsi davanti a quelle che loro, puzzetta sotto il naso, bollano come “ leggi ad personam” – sappiamo tutti di cosa sto discutendo, vero? -dimenticandosi, come smemorati di Collegno o peggio ancora se pure in mala fede, di tutte quelle leggi, disposizioni, circolari, riforme costituzionali, “liberi convincimenti” di Magistrati , ecc, varate dal 1948 dalla sinistra o concordate per consociativismo o per ricatto di piazza con la Dc al solo scopo di agevolare nomenclature e clientele comuniste e post-comuniste. Come se non esistesse una legge fisica, oltre che umana , che certifica come ad ogni azione corrisponda una reazione uguale e contraria , come se i goffi tentativi del centrodestra dal 2001 ad oggi di varare disposizioni che proteggessero un leader accerchiato non fossero la umana risposta alle innumerevoli “ inchieste contra personam” intraprese dalla Magistratura rossa con un isterismo ideologico mascherato sotto il falso alibi dell’obbligatorietà dell’azione penale azionata, però, solo quando faceva comodo. Certo che non va bene, certo che non è mia intenzione santificare leggi ad personam, ma non intendo nemmeno sottovalutare dapprima una sequela incredibile di leggi “ ad partitum Pci” dal 1948 in poi seguita da un’altrettanto imbarazzante sequela di inchieste “contra partitum di centrodestra “ scatenate da una indifendibile Magistratura partigiana e gaglioffa. Qui, ipocriti, sta il nocciolo della questione italiana, in quella agognata “pacificazione” che era stato l’argomento contrale del discorso che Napolitano aveva tenuto alla Camera in occasione della sua rielezione bipartisan. E dov’è, signor Presidente Napolitano, questa pacificazione della quale si è riempito la bocca quel giorno in Parlamento, se proprio da Lei, che l’aveva posta al centro dell’azione di questo governo di larghe intese, Lei che avrebbe dovuto dare l’esempio, proprio Lei che ha come precipuo dovere costituzionale quello di “ far rispettare la Costituzione” , proprio Lei, Presidente s’è girato, come un Ponzio Pilato o come un congiurato, dall’altra parte, mentre il Senato calpestava svariati articoli della Costituzione ( almeno due, 25 e 66 ) pur di applicare la Legge Severino in modo retroattivo contro il Sen. Berlusconi? Lei crede che i tanti italiani che non dimenticano i suoi trascorsi comunisti, che per questo non l’hanno mai amata, ai quali Lei non ha mai chiesto perdono per aver sostenuto una infernale dittatura alla quale voleva soggiogare il nostro Paese, per aver applaudito al genocidio degli insorti ungheresi, polacchi, berlinesi, ecc, quelli che mai hanno votato per il Pci o per le successive sigle, Lei crede che dimentichino? Lei crede che non abbiano ben capito di come Lei s’è fatto gioco di loro, di tutto questo popolo , ben celato e protetto, Presidente Napolitano, non sia mai, dietro quel comodo paravento della sua irresponsabilità ? La Legge Severino è solo l’ultimo obbrobrio che la sinistra ha preparato e cucinato a dovere. Non tanto, ormai, per parlare dei suoi svariati profili di incostituzionalità quanto perché ha abbreviato i termini della prescrizione rei reati per concussione. Certo, la Severino è stata votata anche dal PdL, ma il Governo Monti l’aveva predisposta sulla base di una delega, di una procura. Così, eccedendo da quei limiti , la legge Severino, ha consentito a P.L. Bersani di vedere caduta in prescrizione la prolungata concussione che Filippo Penati aveva imposto da svariati decenni a Sesto San Giovanni. E che dire della Legge approvata da un Parlamento a maggioranza centrosinistra l’11 novembre 1998, passata come “Legge Sofri” in riferimento al delitto del Commissario Calabresi , con la quale furono mandati nella pattumiera principi costituzionali sacri come quello del “ giudice naturale” così da agevolare , appunto, Sofri? E perché dimenticare poi, così, tanto per ricordare: l’amnistia per i massacri del dopo guerra; la elezione blindata di Moranino a Senatore, la sua fuga in Polonia ed il suo rientro in Italia dove quell’assassino non ha scontato per i suoi tredici omicidi, neanche un giorno di galera? O come la famigerata Legge Mosca quella che ha consentito al Pci ( ed anche agli altri partiti, sia chiaro) di dare pensioni a nostre spese a tutti i loro clienti, autisti, portaborse, etc, una Legge miserabile che ha distrutto indissolubilmente il nostro debito pubblico? E come dimenticare quella legge varata dal Governo Andreotti nel 1972 che concesse la libertà provvisoria anche a Valpreda, quell’anarchico che era in carcere per la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del ’69 e che tanto caro era alla sinistra ? Ma il caso più esilarante di una legge che vuole favorire gli inghippi del potere di sinistra fu senz’altro quella dovuta – neanche a dirlo! – al Governo di Romano Prodi , anno 1997 , nel quale Governo era ministro di Grazia e Giustizia il Prof. Giovanni Maria Flick. Quella Legge , sostenuta ovviamente dall’Ulivo, consentì l’abrogazione dal codice penale del reato di “ abuso d’ufficio non patrimoniale “. Vale la pena ricordare che con questa Legge . Il reato di abuso d'ufficio non patrimoniale non è più considerato reato se non si dimostra che da tale abuso ne ha anche avuto un vantaggio quantificabile. Tale riforma ha portato ad esempio alla fine prematura dell'inchiesta di Affittopoli e all'assoluzione di due ex presidenti del Coni, Mario Pescante e Bruno Gattai, per la bellezza di 959 assunzioni senza concorso. Inoltre il 22 Dicembre 1997 questa riforma (che , ripeto, fu approvata quando Romano Prodi era presidente del Consiglio) fu una delle motivazioni grazie alle quali il Gup respinse il rinvio a giudizio dello stesso Prof. Romano Prodi per uno dei capi di imputazione del caso Cirio. Legge che, guarda caso, riguardava proprio Romano Prodi, presidente del Consiglio, e Claudio Burlando, ministro dei Trasporti, indagati per quell’odioso reato. Risultato: Prodi uscì indenne da un’inchiesta contornata da molti punti oscuri, fu prosciolto, evitando il rinvio a giudizio, e continuò la sua brillante carriera politica. Identica sorte toccò a Burlando, uomo del Pci dalemiano. Dicevo esilarante perché il trio di governo Prodi – Burlando - Flick era accomunato dal fatto che quest’ultimo, allora Guardasigilli e dunque direttamente chiamato in causa nel momento di controfirmare la legge, era stato l’avvocato difensore dei primi due. Conflitto di interessi? Ma quando mai! Presidente Napolitano, ci vuole tanto coraggio e tanta onestà intellettuale per promuovere una reciproca legittimazione, una vera pacificazione che ponga fine a questa eterna e meschina guerra civile e che riduce il nostro Paese ad essere tessuto e poi azzerato, come una tela di Penelope. Credo che Lei abbia ancora il tempo per ricredersi, per promuoverla, questa pacificazione. Riconoscendo gli errori commessi e chiedendo scusa. Lasciando perdere gli onirismi berlingueriani. Sarà mai pronto per questa sfida con se stesso e con il suo mondo politico e di infischiarsene di ricatti e minacce ? Roma mercoledì 9 ottobre ’13 Gaetano Immè

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