Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 26 ottobre 2013

UNA QUESTIONE CULTURALE , ALTRO CHE QUESTIONE MORALE Mi rifiuto ancora – anche se corrono tempi duri per i troppo buoni! – di ragionare come chi rifiuta ogni dibattito ( che dovrebbe essere dominato dal sacrosanto e democratico “ dubbio” ) innalzando una sorta di invalicabile muraglia cinese, rappresentata dal più intransigente pregiudizio, come Scalfari o Giannini o Milella o Merlo o la Spinelli , del tipo “ io so’ io – perché so’ io - e tu nun sei un cazzo (perché non la pensi come me che sono Dio in terra , titolare della cattedra che può rilasciare patenti di democraticità e di presentabilità )” e mi tormento , nel mio minuscolo, mi tormento l’anima per far capire , a sto popolaccio incolto e rozzo , come i giornali ed i media invece che “informarci”, siano abituati ad “indottrinarci”, praticamente a prenderci per i fondelli. Perché? Il motivo è semplicissimo. Perché in Italia i giornali non sono nati come “ mezzi di informazione”, ma solo ed esclusivamente “come voce di partito” o “ di parte”. D’altronde editare un giornale costa un mucchio di quattrini così nell’immediato dopo guerra è chiaro perché solo il Pci poteva permettersi ( grazie ai generosi finanziamenti di Stalin ) di finanziare l’Unità, così come poi fece anche la Dc di De Gasperi , con il quotidiano “ Il Popolo” (generosamente finanziato dal Vaticano e forse anche dagli Usa). In altri Paesi esistono invece le così dette “ pubblic company” con denaro drenato sul mercato del risparmio, insomma con privati azionisti e le redazioni non prendono ordini “ dal padrone”, come accade in Italia, ma decidono una linea editoriale che è legata al consenso del pubblico e dunque in grado di sfruttare commercialmente ogni recondita piega della pubblica opinione. Così qui da noi ( “ O mia patria, sì bella e perduta!”) oggi abbiamo una stampa da vergogna: o “ giornali di casa”, come Repubblica e L’Espresso ( di casa De Benedetti, tessera n.1 del P.D.), come “La Stampa” ( di casa Reale addirittura), come “Il Giornale” e “Panorama”( di casa Berlusconi), o giornali di banche e poteri forti, come “ Il Sole” ( di Confindustria che poi è magna pars di Piazzetta Cuccia), come “Il Corriere della Sera” ( dei poteri bancari,industriali, assicurativi e loro inimmaginabile ragnatela clientelare sul territorio italiano) oppure di “partito o di fazione politica ” come ce ne sono tanti, “Il Fatto Quotidiano”, “Il Giornale d’Italia”, ecc. A sinistra c’è solo l’imbarazzo della scelta per dimostrare questa truffa della credulità popolare. Ve ne indico alcuni, molto recenti, così sono più facili da rammentare. Voglio cominciare questa cavalcata delle più esilaranti fregnacce della settimana, dal più austero ( once, really) dei nostri paludati ciclostilati, da tempo ormai agli ordini del potentato bancario, da Il Corriere della Sera” il quale, giorni fa, titolava “ Colpo dall’Europa! La Bossi – Fini costringe a non soccorrere gli immigrati”. Insomma i professori ed i grandi giornalisti a libro paga delle Banche italiane,che parlano urbi et orbi dal pulpito di Via Solferino, scrivono che l’Europa ci chiede di abbattere o cambiare la Legge Bossi – Fini perché essa costringe ( dovrei usare il condizionale, ma il Corriere della Sera non usa il condizionale ) eventuali soccorritori di dispersi in mare a fuggire , cioè a lasciare affogare questi disgraziati perché altrimenti potrebbero essere accusati di un reato del tipo “ concorso nel reato di immigrazione clandestina”. Oltre che l’elementare buon senso, l’articolo 12 di quella Legge esclude con assoluta chiarezza ogni tipo di sanzione per chi aiuta stranieri in difficoltà. Ma quanto bisogna essere ignoranti ed in malafede per crederci? Oppure, quanto ci si è ormai abituati ad essere “diretti”, “instradati”, “indirizzati”, “eruditi”, “indottrinati” dal primo sedicente maestrucolo che tale s’impanchi? Che la Bossi – Fini possa e debba essere cambiata, modificata, aggiornata ai tempi moderni è nell’ordine naturale delle cose di questo mondo. Tutte le leggi seguono questo percorso temporale, come è accaduto alla Legge Martelli o a quella di Napolitano e della Turco, persino alla Costituzione!. Ma usare il normale logorio di una norma per addossarle ogni miseria e responsabilità per nascondere le proprio colpe, responsabilità, interessi da bottega, ecco, questo è veramente da miserabili mentali . Sia per chi scrive, sia , sopra tutto, per chi ci crede. Massimo Giannini, su Repubblica , il 24 ottobre scorso, titolava , sulla sua “ magnifica ossessione “, ( voglio dire su Berlusconi non su Marilyn Monroe . A proposito, ma perché Giannini, Merlo, Spinelli, Milella, Mauro, Scalfari, Gramellini, Eco, Tabucchi, Saviano, ecc . non si fanno “ vedere”, ma da uno psichiatra veramente bravo?) “Un corruttore come alleato”. Scrive Giannini “Un rinvio a giudizio ( quello di Berlusconi, a Napoli, per la asserita compravendita di De Gregorio) non equivale ovviamente a una sentenza di condanna. Ma significa che un giudice terzo, diverso dai pubblici ministeri inquirenti, ritiene che siano state raccolte prove sufficienti a giustificare l’avvio di un processo. Nell’inchiesta Berlusconi - Lavitola- De Gregorio le prove, più che sufficienti, paiono schiaccianti ( e allora , che facciamo a fare il processo, Giannini? Repubblica è già quarto grado di giudizio oppure palco abusivo allestito all’impronta per boia improvvisati?) . Nella primavera del 2006 l’Unione di Prodi vince per un soffio le elezioni. A Palazzo Madama ha solo 4 voti di maggioranza. Basta una modesta transumanza, e il governo va a casa. Nel luglio successivo il Cavaliere lancia la campagna acquisti. Il senatore De Gregorio già eletto nelle file dell’Idv di Di Pietro viene agganciato da uno dei faccendieri più indecenti ma più efficienti ad Arcore, Valter Lavitola. È lui che comincia a foraggiare De Gregorio: 3 milioni di euro in tutto (ne riceverà solo una parte).” Tutti sanno, meno che Giannini ed i suoi inebetenti ( nel senso che a forza di leggere minchiate e di crederci rischiano di finire inebetiti nel significato letterale del termine) “pifferi al seguito”, che quel Governo fu sfiduciato al Senato il 24 gennaio 2008 con 156 voti favorevoli, 161 contrari e 1 astenuto; che il De Gregorio, dopo ulteriori polemiche seguite alla sua astensione durante la votazione di un provvedimento di indulto, annunciò la sua definitiva fuoriuscita dall’ Idv e dalla maggioranza di centrosinistra fin dal 25 settembre del 2006 ; che a quella maggioranza mancarono quel giorno non il voto del De Gregorio , che da tempo aveva lasciato il centrosinistra di Prodi , ma tutti i voti di fiducia dell’Udeur di Clemente Mastella ( che era Ministro di Giustizia di quel Governo ma che fu travolto, insieme alla moglie Sandra Lonardo, allora anche Presidente del Consiglio Regionale campano, dall’inchiesta che la Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva scatenato loro contro e che poi si risolse – anni dopo, s’intende- nel più classico dei buchi nell’acqua!); e che in quella occasione se vi fu una miserabile e sfacciata “ compravendita” di senatori, oscenamente allestita davanti al pubblico ed all’impronta , oltre a ridicolo trasporto in barella di “senatori a vita” vicini ai cento anni, bene quella fu invece quella che quel centrosinistra di Prodi effettuò con il famoso On Cusumano ( nulla su quest’altro sgherro è stato mai scritto su Repubblica, Mr. Giannini, perché? ) che fino al giorno prima era agli ordini di Mastella ma che proprio durante quella seduta del Senato rimase vittima di “ una sua crisi personale” che lo indusse a votare a favore a Prodi scatenando una indecente reazione da parte dell’ Udeur a base di “ traditore, imbroglione, venduto, cesso ,ecc” e carinerie del genere che costrinsero il Presidente Marini ad intervenire . Questo è un “caso di specie”, più subdolo e più criminale del precedente, scuola scalfariana e delle Frattocchie allo stato puro. Perché mentre il Corriere della Sera scrive menzogne ma talmente ridicole da essere smascherate con l’ordinaria diligenza del buon padre di famiglia, Giannini e Repubblica rivelano il loro sottile e simulato ma profondo disprezzo verso il popolo fatto di buoni padri di famiglia, perché contano direttamente sulla loro impossibilità di essere informati della cosa per trarli in inganno. Insomma, Giannini presta faccia e onorabilità per costruire, ai danni del popolo dei suoi lettori, artifizi e raggiri al fine di trarre un indebito vantaggio politico. Detto terra terra: un truffatore, one swindler. Qualche passo avanti il Paese lo ha fatto, perché dai Grisi seicenteschi, che terrorizzavano il popolo per sottometterlo al Don Rodrigo di turno, siamo passati a fior di eleganti professionisti, professori, titolari di cattedra, studiosi, romanzieri, letterati, scienziati quando non nani, cantanti, ballerini, calciatori, donne cannone, mignotte, protettori papponi, trans, gay orgogliosi ecc., che per coltivare la loro ambizione personale compiacciono servilmente al loro Don Rodrigo moderno, comunque esso si chiami ed usino la penna , non avendo il coraggio di usare le mani perché il lavoro sporco è bene sempre indurre “ altri” a farlo ( vivido il ricordo degli anni settanta , ottanta, cari signori) onde poi vivere senza troppi problemi. Di questo dramma culturale e sociale ne ho parlato alla buona, ma con la rabbia di chi vede la gente indotta a credere che gli euro crescano sugli alberi, basta piantarne in adeguate quantità. Dovrei parlarne in modo globale,considerando tutta la storia di questo sfortunato Paese, con tutti i suoi misteri, i pochi veri ed i tanti falsi come soldi bucati. Forse mi ci dedicherò, ma non vedo perché perder tempo – ne ho poco davanti a me – sapendo che quel lavoro verrà criminalizzato, marginalizzato, ingiuriato, diffamato, etc. Ecco perché per il bene di tutto il popolo italiano, di destra, di centro e di sinistra, ci vorrebbe una stampa vera, con veri giornali di informa zio e con giornalisti veri. Altro che “ questione morale” di Berlinguer! All’Italia serve come il pane una “ questione culturale”. Senza trucchi e senza inganni. Con buona pace dei Giannini, Sallusti, Scalfari, Milella, Mauro, Gomez, Padellaro, Travaglio, Santoro,Spinelli, ecc

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