Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 19 novembre 2013

GIORGIO NAPOLITANO E’ L’ARTEFICE DELLA SCALATA AL POTERE PER VIA GIUDIZIARIA DA PARTE DELLA SINISTRA. Il crollo del sistema comunista, la caduta del muro di Berlino non è avvenuto per via di un’insurrezione popolare improvvisa, ma è stato un tracollo annunciato. Giorgio Napolitano aveva già avuto intensi contatti con gli Usa fin dal 1978 , quando vi aveva tenuto una serie di conferenze e di contatti personali. Che furono ripetuti anche verso il 1988, quasi alla vigilia del crollo del regime comunista. Dopo una vita passata nel Pci, Giorgio Napolitano passa , proprio nel 1986 a dirigere la “ commissione estero” del Pci, diventando ufficialmente il Ministro degli esteri del Pci. Dunque nessun altro meglio di Giorgio Napolitano poteva prevedere che il crollo del sistema comunista e della guerra fredda comportava una serie di reazioni geopolitiche a catena. L’Italia, che occupava una certa posizione strategica durante la guerra fredda, godeva della protezione specifica da parte degli Usa , protezione che sarebbe certamente venuta meno senza il pericolo russo. L’Italia dunque cessò di essere “ strategica” per gli Usa a causa del crollo del regime comunista. Crollato dunque il muro di Berlino, fu chiaro al Pci che gli Usa avrebbero tralasciato e man mano anche abbandonato del tutto ogni sforzo di controllo del nostro territorio, che non andava più difeso dall’Urss ma sul quale continuava l’egemonia politica di due blocchi politici. Uno che aveva a capo il Pci stesso e l’altro che aveva come forza centrale la vecchia Dc ed il pentapartito. Così, venuto a mancare al Pci ogni progetto politico e sociale , non essendo certo più spendibile il “paradiso del socialismo reale”,ecco che si presentò al Pci il drammatico problema: come sopravvivere a quel crollo? Come legittimare la presenza del Pci nella società italiana? Come perseguire dunque la conquista del potere? Inoltre quel crollo produsse un’ulteriore problema nel Pci, di natura finanziaria, assolutamente vitale .Una volta crollato il comunismo, come sopravvivere, come mantenere il mastodontico apparato del Pci senza più i generosissimi finanziamenti sovietici? La IX Legislatura (12 luglio 1983 - 28 aprile 1987) con i due Governi Craxi , aiutò inconsapevolmente la nascita del progetto comunista di “ conquista del potere per via giudiziaria “. Se da un lato infatti, il Psi aveva schiacciato il Pci ai margini della politica italiana ( il Psi governava con il pentapartito ) , dall’altro lato lo aveva coinvolto nella spartizione delle tangenti ( che , come è documentato giudiziariamente, spettavano 1/3 ciascuno al Psi, alla Dc ed al Pci), mentre le iniziative politiche di Craxi ( Presidente del Consiglio dei Ministri dal 4 agosto del 1983 al 17 aprile 1987) mettevano in crisi i rapporti strategici fra Italia e gli Usa ai cui occhi Craxi era diventato un ostacolo per la loro politica estera (ricordo che Craxi se dette l'appoggio del Psi per l'installazione in Sicilia degli "euro-missili" contro l'Urss , dall’altro lato " nell'ottobre 1985 con la cosiddetta "Crisi di Sigonella, rischiò uno scontro armato con gli uomini della Delta Force , come ruppe politicamente con il Presidente Reagan circa la sorte dei sequestratori della nave da crociera italiana Achille Lauro e come nel 1986 non dette man forte agli Usa in occasione del loro bombardamento di Tripoli). I solidi legami con gli Usa , che certificano quanto Giorgio Napolitano fosse, sino da allora, il più affidabile per i poteri atlantici e che spiega almeno in parte la sua ascesa ; l’assoluta mancanza di un nuovo progetto politico del Pci che sostituisse quello del “ paradiso comunista” crollato miseramente; l’insofferenza degli Usa contro il Psi craxiano per la sua politica estera antiamericana e filo palestinese; la conoscenza da parte del Pci e di Giorgio Napolitano in particolare, fin nei minimi dettagli , per esserne parte integrante ed essenziale,del sistema delle tangenti ; i legami ideologici che ponevano la Magistratura della Repubblica al servizio del Pci al quale era “più che organica”( la maggior parte dei Magistrati politicizzati aderivano alla corrente di Md ); l’ascesa di Giorgio Napolitano da “ protettore della classe operaia” a vero e proprio rappresentante dei “ poteri forti italiani e stranieri” ( leggete, se potete "I panni sporchi della sinistra" di Ferruccio Pinotti e Stefano Santachiara edizione Chiarelettere e vi farete un'idea più probante di quello che è oggi certa sinistra, complice ed asservita ai poteri forti e forte con i deboli) ; il supporto della stampa e della informazione a favore della sinistra postcomunista, tutta di proprietà di poteri forti arricchitisi con il consociativismo e col clientelismo della Prima Repubblica ( Repubblica e L’Espresso di proprietà di Carlo De Benedetti, tessera n. 1 del P.D.; Il Corriere della Sera , una volta organo della borghesia liberale , diventato di proprietà di imprenditori e banchieri affermatisi grazie alla munificenza di uno Stato clientelare ; La Stampa, foglio direttamente di casa Agnelli; ed i canali televisivi schierati a difesa dei privilegi che la politica del consociativismo aveva conquistato nella Prima Repubblica,ecc) che determinò il drogaggio dell’informazione fino al punto di creare, negli anni cruciali del ’92 e del ’93 un vero e proprio “accordo fra stampa e Magistratura”, svelato da confessioni mai sconfessate di Antonio Polito ( allora al Corriere della Sera ) e di Piero Sansonetti ( allora vice direttore dell’Unità diretta da Valter Veltroni) , con il compito, assolutamente criminale , di manipolare l’informazione , di indirizzarla presentando ogni accadimento nella maniera che fosse più gradita alla Magistratura in genere ed a quella di Milano in particolare; Giorgio Napolitano che subentra ad O.L. Scalfaro nella Presidenza della Camera nel 1992, che si costruisce un’aura di nerboruto difensore delle prerogative del Parlamento quando respinse , senza peli sulla lingua, una richiesta del P.M. Gherardo Colombo ( che inviò al Parlamento la Guardia di Finanza con l’ordine di acquisire i bilanci del Psi , quando i bilanci dei partiti erano tutti pubblicati e pubblici ) e che di questa sua fama si fece alibi e scudo personale quando, l’anno successivo, non osò aprire bocca a difesa dell’indipendenza del Parlamento e della sacralità della Costituzione repubblicana quando la consorteria di quei magistrati arrivò al punto di ricattare il Parlamento ( certamente dei corrotti ) abbattendo l’unico peso e contrappeso – quello dell’originario articolo 68 – che garantiva la reciproca indipendenza fra potere politico e ordine dei Magistrati determinando, da quell’ottobre del 1993 una vera e propria supremazia di ogni P.M. su tutto il Parlamento; sono tutti elementi che , debitamente ed acutamente organizzati ( da qualche persona che tutto questo conosceva e sapeva) hanno prodotto l’unico vero progetto creato dal Pci dal 1989 ad oggi per tentare la conquista del potere . E questo “ progetto” fu un vero progetto “ criminale” perché attuato dalla sinistra comunista, in complicità con la Magistratura, al fine di occupare il palazzo, quasi ottanta anni dopo che Trotskij aveva occupato quello d’inverno russo , del potere italiano, con mezzi e strumenti da puro regime comunista. Tutto studiato a tavolino, tutto ben previsto e dunque con assoluta premeditazione. Tutto ciò potette organizzare Giorgio Napolitano, in virtù del suoi incarichi ricoperti in quegli anni. Propugnatore di un atlantismo moderato esposto nei suoi frequenti contatti con gli Usa ( specie nel ’78 e ancor di più nell’ ’88 , data ormai prossima al tracollo comunista) , con compiti da Ministro degli Esteri del Pci , uno dei “ padri nobili” del Pci togliattiano e dunque uno degli artefici della politica giudiziaria dal ’48 in poi, poi addirittura persino Presidente della Camera e proprio nei cruciali anni ’92 e ’93, Giorgio Napolitano racchiudeva nelle sue mani tutte le conoscenze e le complicità italiane ed estere ( c’è chi, come Cossiga ed altri, hanno sempre sostenuto che Mani Pulite sia stata voluta e provocata proprio da una “ manina americana” ) che serviranno per ordire, guidare e condurre l’assalto giudiziario al palazzo. Vennero usati solo Magistrati “ assolutamente organici al Pci”, come dimostra il fatto che tutte le inchieste di Mani Pulite, che avevano Roma come luogo di commissione dei reati di corruzione , furono inspiegabilmente sottratte alla competenza della Procura di Roma per essere gestite dai soli magistrati di Milano, Magistrati fedelissimi al Pci e che dal Pci poi otterranno i compensi per le esecuzioni degli avversari politici e per l’impunità garantita e concessa allo stesso Pci : Di Pietro, D’Ambrosio, Colombo, Violante, Grasso, etc. Così Giorgio Napolitano è divenuto il regista della vita politica italiana e tutto ruota intorno a lui. Napolitano recita uno spartito che non esiste nella nostra Costituzione, quello del Presidenzialismo, ma nessuno fiata o obbietta. Lui è stato il garante di questo assetto politico a decorrere dalle dimissioni del Governo Berlusconi nel novembre del 2011. Napolitano ha usato lo spread contro un Governo eletto dal popolo, senza mai preoccuparsi di sbattere al muro e davanti alle sue responsabilità la signora Merkel chiedendole per quale motivo – se non per causare le impennate fasulle dello spread – le Banche tedesche nel giugno del 2011 contravvenendo i patti di Maastricht, avessero venduto circa 10 miliardi di nostri buoni decennali provocando il loro crollo sul mercato finanziario. Fu sempre Napolitano che sostenne il tentativo di Fini di far cadere per via parlamentare il governo Berlusconi con quella mozione di sfiducia andata buca. Fu sempre lui a relegare ai margini del sistema democratico italiano il popolo sovrano, offrendo a Monti il Senato a vita ed un governo con larghi appoggi e che Napolitano sostenne a spada tratta, col risultato di peggiorare la situazione reale del Paese e di deteriorare ulteriormente il quadro politico. Mai ho sentito Giorgio Napolitano , nel corso del suo “ ottennato” denunciare la legge elettorale del Porcellum, , uno sfregio alla Costituzione e all'elementare diritto dei cittadini di scegliersi i propri rappresentanti; ma lo ha fatto solo recentemente , sfacciatamente in extremis, dopo aver subdolamente lasciato che a Febbraio scorso si andasse a votare con quella legge elettorale sperando che quel fascistissimo “ premio di maggioranza” premiasse finalmente la sua sinistra bersaniana, con la conseguenza di averci consegnato un Parlamento spaccato in tre tronconi principali e un Paese perfettamente ingovernabile. Rieletto ,come mai era accaduto nella nostra storia repubblicana, per la colpevole insipienza e credulità di Silvio Berlusconi ( ma come si fa a dare fiducia alle promesse di un cotale personaggio?) Napolitano “ Napoleone” affidò a Letta un nuovo governo del presidente, un governo fondato sul rinvio delle grandi decisioni (giustizia, sistema elettorale, riforme strutturali) e sulla produzione incessante di ipotesi fiscali, puntualmente neutralizzate da spinte opposte. Napolitano non ha poi battuto ciglio di fronte alla volontà del Pd di infilzare sulla lancia del voto palese la testa di Berlusconi per esporla di fronte al suo popolo festante Ma da Napolitano ci sarebbe aspettato un po’ di quella moral suasion che dispensa giornalmente a piene mani su ogni vicenda politica nazionale per convincere i suoi vecchi compagni di partito di evitare ogni forzatura politica nei confronti dell’alleato delle larghe intese e di lasciare fare il “lavoro sporco” alla magistratura. Questa moral suasion non c’è stata. Ma c’è stata, eccome se c’è stata, sul caso del Ministro Cancellieri , sul quale Napolitano infatti ha voluto far conoscere la sua posizione sulla scelta dei giudici torinesi.: "Apprezzo il rigore e la chiarezza della Procura di Torino". Parole chiarissime che blindano un ministro L'incauta esternazione del Presidente Napolitano arriva alla vigilia del voto parlamentare di sfiducia e di una decisiva riunione del Pd proprio sul caso della ministra. Inoltre non dimentichiamo che le "carte che scottano" adesso sono in mano alla Procura di Roma che dovrà decidere come gestire la "patata bollente" arrivata dai colleghi torinesi. Ma il Presidente Napolitano non è anche capo del Csm? E non rappresenta la sua improvvida e sciagurata dichiarazione qualcosa che somiglia molto da vicino ad una “induzione per appoggio”? La responsabilità della sciagurata permanenza al Colle di Giorgio Napolitano è, però, solo di Silvio Berlusconi. Inspiegabile come un uomo di così profonda esperienza possa aver concesso fiducia ad un personaggio come Giorgio Napolitano. Ha forse Berlusconi creduto veramente alle promesse di Napolitano, agli impegni che Napolitano prese, declamò con voce rotta dall’emozione, davanti al Parlamento italiano, all’atto della sua rielezione, quando spergiurò che si sarebbe battuto con tutte le sue forze per una “ definitiva riappacificazione”? Non sarebbe stato meglio dare il voto a Marini, certamente assai meno subdolo ed inaffidabile di Napolitano? Un errore da principiante che sta costando caro a Berlusconi. E fermiamoci qui.

Nessun commento:

Posta un commento