Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 17 novembre 2013

MESSAGGI MAFIOSI Inps, Mastropasqua, pensioni, mancano i soldi, no, i soldi ci sono, lo Stato c’è, messaggio non corretto, pensioni in bilico , titoli giornalistici strani, nessun talk show e via così, in modo che pochi capiscano qualcosa, giusto quei pochi che di queste schifezze si sono dovuti occupare , per professione, per pallino. Su Fcb non si ha traccia del fatto. Significa che non interessa. Certo, vuoi mettere quanto sia intrigante parlare del cane Dudù o di Crozza oppure scopiazzare qualche “massima” di qualche scrittore e spacciarla come proprio pensiero della sera, del giorno, della notte o al posto del caffè, insomma , come si diceva? “A la page” , che puoi tradurre non solo “ alla moda” ma anche “adeguato al momento”, “ politicamente corretto” , “ sottoculturame dominante” e così via. Poi però, tutti i baldi “democratici”, tutti i “ fieri “penta stellati”, a far da coro a Povia e “ohhhhh!”, chissà quando, davanti al fatto vero, quando farà “ comodo” ai loro Buttafuoco, i burattinai che ne guidano i fili. Come i “pupari”, a Palermo. Perché il problema dell’Inps non è un problema, ma un cancro, una metastasi che non è stato mai curato, ma sempre tenuto nascosto, accuratamente, per non disturbare “ il manovratore”. Ed ovviamente questo tumore nasce non dal “lavoro creato”, nelle imprese, nel privato, in quel privato che i nostri governanti mezzi cattolici e mezzi comunisti hanno sempre demonizzato e criminalizzato ( ohhhhh! Imprenditori che pagano in nero! Evasori fiscali! Ohhhhh ci vogliono arresti! Ohhhhh! La galera! Noi siamo diversi! E vai con la giaculatoria delle stronzate), neanche per sogno, signori. Questo cancro nasce proprio in quel “ lavoro pubblico” tanto cara a sinistra e fascisti , quello che s’incarta da solo in un termine kafkiani:burocrazia che si traduce anche in corruzione. Lì nasce il cancro, dal 1948 e si sviluppa senza alcuna visita di controllo oncologica . Capirete che arrivati al 1995 circa, se ricordo bene, le metastasi di quel cancro erano ormai diffuse in tutto il corpaccione . Si tratta delle pensioni del settore pubblico, dei cari “dipendenti pubblici” ai quali lo Stato (dal 1946 al 1995) non ha mai pagato i contributi previdenziali. Lo Stato evasore? No! Semplicemente criminale, gestito da un patto altrettanto criminale dai due maggiori partiti politici di quegli anni – e cioè dal Pci e dalla Dc fra di loro “ consociati” anche in questo – nella più totale evasione contributiva al mondo. Intanto però questo Stato criminale pagava le pensioni degli impiegati statali che andavano in pensione. Solo nel 1995, viene istituito a seguito della delega conferita al governo con la legge 24 dicembre 1993, n. 537, dal d.lgs. 30 giugno 1994, n. 479 l'Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP ). Da quel momento in poi lo Stato la pianta di fare l’evasore incallito - non perché b” pentito” o “ ravveduto” ma solo perché costretto dalle norme imposteci dall’Europa - e inizia a pagare i contributi sui suoi dipendenti come ogni imprenditore privato, vale a dire, mese per mese Dalla sua creazione al 1999 Presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPDAP è un oscuro sindacalista della CISL , tale Aldo Smolizza. La CISL è stata parte integrante della triplice sindacale cui un altro illustre economista e politico ( ovvio che sono ironie , queste mie!) concede un “ diritto di veto” ( la così detta “ concertazione”) sulle decisioni del Governo , ignoto alla Costituzione ma , come al solito, molto gradito dalla sinistra, che, con la CGIL, di fatto ha sempre guidato e comandato tutta la triplice sindacale. E come dunque ragionevolmente pretendere che uno Smolizza qualsiasi, già incredulo d’aver raggiunto quel burocratico scranno Dio solo sa ( oltre Ciampi e Prodi, per via delle sedute spiritiche che quest’ultimo è uso tenere molto spesso per parlare con l’al di là) come così come i suoi successori , avessero uno scatto di dignità e si rifiutassero di firmare i rendiconti di quell’INPDAP , che presentavano un deficit pauroso di circa 10 miliardi di Euro, fate voi la traduzione in vecchie Lire italiane ? Quando l’Ulivo vinse le elezioni politiche del 1996 Governo Prodi - (17.05.1996 - 21.10.1998) XIII Legislatura , Ministro del Lavoro On. Treu, On Franco Bassanini alla Funzione Pubblica, Ciampi al Ministero del Tesoro e Visco alle Finanze , si dovettero porre il problema di quel buco nero nei conti pubblici italiani di 10 miliarducci di euro. C’era l’Europa che ci sorvegliava, che stava spiando i nostri conti e noi, pifferi, seguivamo i pifferai di Bruxelles e così, questi grandi statisti , tutti insieme, partorirono la meravigliosa decisione. Che consistette nel lasciare quel gigantesco “ falso in bilancio” sul groppone dell’Inpdap , mentre lo Stato garantiva di coprire il deficit finanziario che di anno in anno l’Inpdap registrava ( ovvio: pensioni pubbliche da pagare senza averne incassato per mezzo secolo i relativi contributi !). Voi dite che un imprenditore privato non avrebbe avuto circa 2.400 anni di galera e ludibrio eterno su “Repubblica”, su “L’espresso”, su “Il Corriere della Sera”? Italianamente e sciattamente anche i successivi governi, Berlusconi, Prodi, Berlusconi non sono riusciti, colpevolmente ma senza dolo emergente come nel precedente Governo Prodi, a sistemare quello deficit cosmico. Poi accadde che, con decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (cosiddetto salva Italia), convertito con la legge 24 dicembre 2011, n. 214, il Governo dei tecnici del Presidente, cioè un altro sommo pensatore ed economista da Nobel, Mario Monti – ricordiamolo, Dio santo, però, come era accarezzato, lusingato, evangelizzato, santificato, beatizzato , venerato, da Repubblica ! - ha disposto la soppressione dell'INPDAP ( d’altra parte c’era da risparmiare qualcosa vicina ai 100 milioni di Euro ogni anno, l’Europa stava arcigna ed occhiuta a scrutare i nostri conti e allora vai! Raccolta la mondezza e nascosta ben bene sotto il tappeto dell’Inps ) trasferendo funzioni ed imbrogli sulle spalle, appunto, dell’Inps. .E Presidente e dunque anche responsabile dell’Inps e dei suoi rendiconti e dei reati penali che esso comprende era ed è Antonio Mastrapasqua, un manager che guida l’inps dal 2008. Ecco dunque spiegato a tutti perché ogni tanto, ciclicamente, quasi sempre ogni anno, il buon Mastropasqua urla a suocera perché nuora intenda. Cioè quel suo dire e non dire, ha un solo significato, un avviso ai suoi complici: i rendiconti li firmo io, ma se mi mettere nei guai con la Giustizia, allora vi rovino io. E chiaro adesso questo fatto? Have a nice night.

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