Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 20 novembre 2013

UNA LEGGE PER GLI AMICI, LA TORTURA PER I NEMICI POLITICI Bisogna veramente essere dei ridicoli “ cretinetti per non provare un profondo disagio, un senso di disgusto profondo, la voglia di vomitare, davanti alla fiducia che questo “ strano Parlamento” ha attribuito oggi al Ministro Cancellieri. I numeri sono impietosi: 405 voti a favore del Ministro (P.D., F.I. e Ncd ) , 154 contrari ( Lega Nord, SEL, M5s ) e 3 astenuti. Qualcuno mi suggerisce: guarda che comunque la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla faccenda. Replico che la storia degli ultimi venti, venticinque anni hanno dimostrato che le Procure, che i Magistrati non amministrano la giustizia in nome del popolo italiano considerando i cittadini tutti uguali davanti alla legge , per carità, altrimenti non si capirebbe perché Berlusconi, da Primo Ministro, per una telefonata in Questura ( che non è dipendente da Palazzo Chigi ma dal Viminale ) è stato condannato penalmente ( processo Ruby, primo grado) per il reato di “ concussione per induzione”, mentre il Ministro di Giustizia Cancellieri, che di telefonate ne ha fatte almeno due e per di più al DAP , che dipende gerarchicamente proprio dal suo dicastero, non è indagata per l’identico reato di Berlusconi. Già, perché signori? Ci fosse uno, dico uno, cretinetti da quattro soldi a parte , che mi sappia dare una risposta logica alla mia domanda. Perché la risposta non riguarda “ Berlusconi”, ma l’applicazione della giustizia secondo i criteri democratici di uno Stato di Diritto, dove tutti hanno pari dignità davanti alla legge che, a sua volta, è uguale per tutti,belli e brutti. Si tratta della dignità dell’Italia davanti a tutto il mondo. Come potremo essere giudicati se la nostra “ giustizia” commina pene severe per alcuni cittadini e, per un identico o addirittura maggior reato, ma commesso da un “ amico”, non commina alcuna pena? E poi abbiamo anche la faccia tosta di indignarci se leggiamo che in Qatar o in Afganistan c’è una legge per i satrapi e loro famigli ed un’altra legge per gli altri. Qualcuno prova a buttarla sul fatalismo – che sarebbe come metterla sull’irrazionale – tirando fuori che in Italia la legge per i nemici si applica , per gli amici si interpreta. Che poi neanche è corretto, perché si dovrebbe dire semmai che “una intercettazione di Berlusconi” è un reato da codice penale ( senza star lì a perder tempo a discutere!) mentre quella di un amico “va contestualizzata”, cioè non solo non è un reato penale ma forse non è nemmeno un errore politico. E questo del Ministro Cancellieri non è nemmeno il solo caso, un caso isolato, il pedaggio da pagare da questa “ strana maggioranza” per una sorta di ordine reale impartito dal Quirinale, no! Perché la giustizia, interpretata dai Magistrati per “ figli” e per “ figliastri”, è ormai un fatto al quale gli italiani pare abbiano addirittura fatto il callo,per il quale non si scandalizzano nemmeno più! Chi non ricorda le intercettazioni delle risate fra Balducci e Anemone , sul sisma dell’Aquila del 2009 e della maxi inchiesta ( sta ancora a Firenze, sta li, novità poche o zero) che ne seguì? E come mai le intercettazioni delle risate di Nichi Vendola sull’Ilva di Taranto invece che suscitare il dovuto schifo hanno trovato subito una ridicola Lucia Annunziata che ha graziosamente offerto al “favoliere delle Puglie” una bella mezzoretta di televisione gratis ( a spese nostre,rai3) per minimizzare le sue responsabilità? C’ poco da fare e da ridire: n Italia i Magistrati applicano la Legge in maniera draconiana se l’inquisito non è di sinistra, in modo tenue e discreto se l’inquisito o il reo è di sinistra. Inconcepibile, a mio personale giudizio, il sostegno al Ministro Cancellieri da parte di F.I., anche se ammantato con la vernice di una posizione sempre garantista nei confronti di chiunque, quasi a voler ancora di più evidenziare la sfacciata ed illegale oltre che inaccettabile disparità di trattamento riservata a Berlusconi. Ho già scritto che fin quando nel nostro Codice Penale c’è un reato come quello di “concussione per induzione”, non è ammissibile confondere la critica contro quella fattispecie di reato con una giustificazione liberistica dei comportamenti personali. No. Perché la commissione di quel reato ( sempre che si tratti veramente di un “ reato penale”) c’è tutto, sia per Berlusconi che, ancora peggio, per la Cancellieri. Il vero problema sta invece nel fatto che “ quel reato”( la concussione, specialmente quella per induzione) non è un “ vero reato penale”, come la stessa corruzione, come la violenza privata, come la truffa, come l’appropriazione indebita, etc ma è una stortura che dipende da un cancro sociale che andrebbe debellato , non rafforzato con la previsione di reati da Stasi: questo cancro, che è anche la madre di tutte le forme di corruzione, è la “ burocrazia”. E solo uno Stato staliniano può prevedere come “ reati penali” comportamenti personali più o meno accettabili o discutibili che derivino da quell’insieme sconfinato di norme e di regolamenti che sono il vero strumento che condanna un popolo ad essere un suddito, anzi che un libero cittadino.

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