Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 13 dicembre 2013

HANNO AMMAZZATO CUMPARE TURIDDU!!!!------------------------------ Abbiamo assistito in diretta streaming ad un vero e proprio assassinio di Regime, quello di Angelo Rizzoli.Invece di scrivere le solite amenità ipocrite come usano i parrucconi paludati che sotto questo regime si sono fatti ricchi e potenti, invece che mandare condoglianze a moglie, figli, nuore, ex mogli sinceramente addolorate ma strepitosamente arricchite da divorzi lunari , preferisco con questa breve nota mandare le mie più vive felicitazioni a chi lo ha ammazzato. Ad una serie di persone che avranno immagino anche la faccia tosta di unirsi al coro bacchettone dei papponi piagnoni. Così mille congratulazioni al Prof. Giovanni Bazoli ed alla sua “ corte di amichetti”, politicamente ben nota, il quale Prof. Bazoli, banchiere altamente democratico lo sappiamo tutti, non appena giunto al Banco Ambrosiano – proprio quello , guarda caso, dove un certo Carlo De Benedetti si porta a casa un TIR di miliardi per un paio di mesi di “apparizione”- mise al muro Rizzoli ordinando l’immediato rientro dei fidi, pari a 70 miliardi. Ma nel frattempo , sempre come Presidente dello stesso Banco , finse di non sapere che la sua banca , che aveva incorporato la Centrale con tutte le sue posizioni giuridiche, avesse un debito di 150 miliardi nei confronti sia dei Rizzoli ( per l’aumento di capitale dell’81 del Corriere della Sera sottoscritto ma mai versato). Congratulazioni vivissime anche alla Real Famiglia Agnelli . Proprietaria di una quota del Corriere assolutamente “superflua” per governare il Corriere ( Rizzoli avrebbe potuto benissimo fare a meno di comprarla ). Perché la mazzata finale avverrà con il pagamento di questa quota alla Real Casa Agnelli. Di quel superfluo 33 per cento del Corriere, che i Rizzoli si erano impegnati a comprare nel 1974 con un convenuto esborso di 22 miliardi . Ma che la premiata Ditta Gelli –Ortolani – Calvi cucina , per un Angelo Rizzoli stremato ed in stato di necessità,con un bel cappio al collo da 20 miliardi ( per il 33% si badi) , ma in cambio ( si ribadì !)del l’80 per cento delle quote del gruppo. Come dire con 20 miliardi la P2, la Real Casa Agnelli e l’Ambrosiano si portano a casa il primo gruppo editoriale italiano. Non sarebbe spettato a qualche occhiuto Magistrato gettare uno sguardo su quella sproporzione fra prestito ed impegno preteso? Ma in Italia i Magistrati esistono solo per i nemici politici dei loro sodali non certo per il popolo. Felicitazioni vivissime poi ai Magistrati ed ai Medici. Chi, quale magistrato o medico paga? Che bisogno c’era di arrestare un uomo malato ma non terminale? L’Italia ancora una volta mostra il suo volto disumano e l’arretratezza del sistema giustizia che va assolutamente e con estrema urgenza riformato. Rizzoli è stato ucciso da quella parte magistratura inumana che fa della tortura e della privazione della liberta personale, anche nei confronti di persone in gravi condizioni di salute, l’unico strumento per cercare di estorcere prove attraverso la confessione sotto costrizione. CARO RENZI TI RISCRIVO E NON MI DISTRAGGO PIU’!------------------------ Osservo con molto scrupolo quello che va facendo Matteo Renzi, lo confronto con le sue svariate promesse, con i suoi molteplici impegni assunti per ottenere la Segreteria del PD e così vedo se tiene fede alle promesse o meno. Oggi inizio dalla sua squadra, perché questa, dopo la fallimentare e ridicola esperienza di Bersani e della sua “ciurma berlingueriana” ( che adesso noi dobbiamo pure mantenere coi nostri soldi, come tanti inutili papponi, approfittatori, adulatori, madonnari, etc ) diventa un punto focale. Anche perché recentemente , proprio su Fcb, scrivevo come una “ vera svolta” sarebbe stata , smetterla con le nomine dei “ soliti noti”, perpetuando così una classe dirigente semplicemente “ serva del potere”, ignobile, inguardabile. Buttavo lì l’idea, la proposta ,atteso che ogni partito politico vive di soldi che gli diamo noi tutti ( rimborsi elettorali), che ciascun partito politico appunto scegliesse le nuove leve non più per “ baronia” o per “ dinastia”, come è fino ad oggi. Colpisce che tutte le “ nuove leve”, di ogni partito, s’intende, non abbiano quasi mai un loro lavoro dal quale traggano il loro sostentamento, ma siano “ scelti” ( per censo, per dinastia, per fedeltà mafiosa e simile solare corruzione mai perseguita da alcun occhiuto Magistrato,) dai Segretari dei partiti, dai potenti delle rispettive nomenclature , pescando solo fra i giovani “ raccomandati” indipendentemente dal merito personale. Essere un facinoroso ed arrogante studentello comunista adoratore del regime staliniano è stato, faccio un solo esempio , l’unico “ merito” di un Cuperlo o di un Gotor, in base al quale D’Alema - nel primo caso - e Bersani - nel secondo ( con qualche complicità quirinalizia, invero!)- mantengono il primo come funzionario del P.D. ed il secondo dirittura al Senato, cioè alle spalle nostre, ma nell’interesse suo. Naturalmente vi saranno anche altri esempi di simili nefandezze e non solo nel campo degli Achei. E siccome ritengo che questo “storico” andazzo sia né più né meno una schifezza feudale , indegna di una vera democrazia , suggerivo una semplicissima proposta alternativa : far diventare tutti i partiti politici soggetti tassabili in base a bilancio ( sarebbe ora!) i quali debbano indire , quando ne abbiano bisogno, dei veri e propri “ bandi pubblici “ per selezionare giovani da avviare alla carriera politica. Con idonee strutture e commissioni, dunque, ogni giovane potrebbe partecipare al bando, che dovrà essere rigorosamente pubblico evitando così che solo i “ figli di certi papà” accedano ad una carriera privilegiata. Devo confessare che trovo la mia idea molto ragionevole e dunque mi auguravo che almeno Renzi, che si presenta sempre come “ il nuovo che avanza e che rottama il vecchio sistema”, seppure non precisamente come io suggerivo , si comportasse almeno in modo meno odiosamente e tristemente clientelare nella formazione della sua così detta squadra. Ho ancora nelle orecchie le sue affermazioni in campagna elettorale :"Con me, avanti i più bravi “, alludendo al ritorno in campo della meritocrazia, questa virtù che il sessantotto ed i suoi reggicoda hanno esiliato da scuola ed università . E ancora “ Se vinco io metto i più bravi, non i fedeli! Basta con le correnti e gli amici degli amici!» affermava Renzi per conquistar consenso. Ed io speravo e lo scrutavo, il Sindaco di Firenze, augurandomi, nel mio intimo che desse seguito a quelle sue promesse. Per questo volutamente ignoravo, stizzito, l’avvertimento che Giovanni Donzelli, consigliere di centrodestra al Comune di Firenze, mi spediva con perfido sogghigno («Rientra nel programma renziano Facce Nuove a Palazzo Vecchio?) » Certo, se nessuno comincia ad effettuare la selezione delle prossima classe dirigente e politica secondo canoni non da medioevo o da monarchia , resteremo sempre alle baronie ottocentesche dei “ figli di”. Già ne è pieno questo Parlamento: perché ( faccio due esempi soli) Zanda è in Senato solo perché è figlio di un ex potente Capo della Polizia democristiano e sardo ( come Cossiga e la tribù Berlinguer) che Cossiga volle ( uomo di fiducia, dice nulla questa frase dal sapore omertoso?) nel suo “ codazzo” sia al Viminale che al Quirinale e perché “ qualcuno” ( lascio alla vostra fervida immaginazione immaginare di chi si tratta) nelle semisconosciute ( appunto) “elezioni suppletive” del 2001 nel Collegio di Frascati aveva saputo che il centrodestra di Berlusconi non aveva trovato un sostituto per il suo candidato in quel Collegio, tale Aracri. Così Zanda è stato “piazzato” proprio lì, dove, in assenza di avversario ( sapete per gli amici o per figli degli amici fidati ci si comporta anche come la Mafia !) è riuscito a raccogliere la cifra stratosferica del 4% di voti, grazie ai quali oggi sta sul suo bello scranno senatoriale. Dov’è il “ merito” di Zanda, signori? Poi vedo anche Colaninno e, con tutta la mia immensa buona volontà, non riesco a trovare altro “ motivo” del suo democratico ma privilegiatissimo scranno se non l’essere anche lui “ figlio di”, un padre “ capitano coraggioso” e fedele finanziere di osservanza dalemiana. Si badi bene, non dico che Zanda e Colaninno non potrebbero essere deputati o senatori, ci mancherebbe, dico solo che lo sono non per accertati loro personali meriti ma per “ dinastia”. Indubbiamente ve ne saranno anche altri in queste condizioni, anche nel centrodestra, ma il mio giudizio negativo non muta. Ecco allora che resto sbigottito quando leggo i nomi della sua squadra di Renzi. Comincio da Maria Anna Madia. Costei è figlia di un attore , nipote del famoso Avvocato Titta Madia – legale molto noto in tempi di prima repubblica - un nonno implicato nelle squadre fasciste che fecero tirare le cuoia a Matteotti, proviene dunque da famiglia abbiente tanto da potersi permettere di non mettere mai piede nella“scuola pubblica e gratuita destinata al popolo rozzo ed incolto” ma salire sopra Trinità dei Monti per il suo bel ciclo di sudi allo Chateaubriand dove si merita la sua brava “ mention bien”, roba per eletti, cui segue una bella Laurea con 110 e lode. Se c’è qualche anima bella e delicata, molto democratica e sensibile, che s’adonta perché subdolamente starei tentando di scaricare sulle incolpevole spalle “ democratiche” di una nipote le colpe di un nonno fasci staccio , si becchi subito, da parte mia, un bel calcione in bocca ricordando che ad un certo Signor Francesco Storace nel 2005, in piena campagna elettorale per la Regione Lazio - alla quale concorrevano lo stesso Storace ed un tale Piero Marrazzo - un certo giornale “ molto democratico”, come L’Unità, vomitò addosso l’infamante accusa di essere figlio di un picchiatore fascista che aveva ammazzato di botte tanti poveri e sinceri comunisti. Bene, anime belle e sensibili, a Storace quelle false accuse costarono l’elezione a Governatore del Lazio che andò a Marrazzo. Che ne dite? Vedete come, quando vi conviene, le colpe dei padri ( seppure esistono!) ricadono sui figli? Perciò state zitti e cercate di vergognarvi se avete un briciolo di dignità. Anche perché proprio l’altro ieri, il Tribunale di Roma ha condannato ( ma dopo la bellezza di otto anni otto, così tanto per agevolare una bella e santa dimenticanza) l’Unità per diffamazione di Storace, perché – questa è bella – suo padre al tempo delle “ legnate fasciste ” aveva solo undici anni! Torno a Marianna Madia che , come capita a tutti gli studenti d’Italia, diventa subito una “ cocca ” di Giovanni Minoli, RAI, culo e camicia con la famiglia del potentissimo Ettore Bernabei, praticamente il Re della RAI democristiano di cui il grande Gianni Minoli è, ovviamente, premuroso e devoto genero. Da quelle parti bazzica anche tale Giovanna Melandri, ex deputata sempre democratica ora al Maxxi. Marianna insomma , come d’altronde capita a tutti i nostri ragazzi, s’infila – sicuramente con bando pubblico e per merito – in una delle tante “ Fondazioni” create da politici ( di sinistra) con i soldi nostri dove “ studiano” e s’abboffano. Proprio come capita a tutti i nostri figli in tutta Italia, no? Metti poi che Marianna è talmente brava ( resto affascinato dalla bravura strepitosa che caratterizza tutti i “figli di” ), ma così brava da essere addirittura “ notata e chiamata” da Valter Veltroni, il Trimalcione dei “ figli di” ( a cominciare dai suoi, s’intende!) che la “sceglie” – come capita sicuramente anche a tutti gli altri giovani laureati italiani , non trovate? – come capolista del P.D. nel Lazio per la Camera. Nel frattempo la sua frequentazione – come quella di tutte le altre ragazze italiane figlie di impiegati, operai, commercianti, barbieri, ecc.- la manda a sbattere su un giovanotto che, come tutti gli altri giovanotti di Roma, figli di impiegati, commercianti, tintori, operai, muratori, ecc , frequenta Botteghe Oscure ed il Quirinale, come fossero un Cinema Madison. Così Giulio Napolitano diventa il suo ragazzo e, non varrebbe nemmeno la pena sottolinearlo, Giulio è figlio di un tizio che “ lavora” a Botteghe Oscure, un tizio che di nome fa Giorgio e di cognome fa Napolitano. Prosieguo con la Governatrice del Friuli, la Serracchiani Debora. Come capita ogni giorno a tutti i neo laureati italiani, specialmente a quelli siciliani e calabresi, a trentasei anni all’avvocato del lavoro Debora Serracchiani capita di vincere, per titoli e merito e per concorso pubblico , mai per servilismo politico pregresso o per le principesche ed insindacabili scelte dei ras dei partiti politici italiani, la carica di Consigliere Comunale,nella lista dei D.S. (collegio di Udine I)., per poi progredire nella carriera politica ( sempre per meriti e titoli oltre che per bando di concorso pubblico ovviamente ) fino ad arrivare a trentotto anni ad essere il segretario del P.D. di Udine. I suoi personali meriti sono talmente tanti da essere del tutto sconosciuti da ogni italiano, ma in compenso sono così evidenti e prorompenti da spingerla a vincere il concorso - per titoli, meriti e per bando pubblico – per la Presidenza della Regione Friuli. Seminando come lei stessa ha nella sua vita “ abbondantemente raccolto”è nota in quel del Friuli per avere piazzato “ uomini obbedienti e fedeli al vecchio Pci” in ogni buco, persino come uscieri, tanto per respirare, come diceva Renzi, un’aria nuova! Ricordo, per evidenziarne gli indiscutibili meriti anche intellettuali, un suo celeberrimo detto («Renzi? Dovrebbe restare a fare il sindaco di Firenze. Se uno prende un incarico e poi cambia idea così velocemente non è una bella cosa. Spero le primarie non si facciano. Il Pd ha già un leader») enunciato prima, diciamo, della “ conversione” da comunista dura e pura a renziana. Il Dr. Taddei ,che Renzi ha messo nel suo staff all'Economia, è un piemontese laureato a Bologna e ammanicato con Prometeia ( fondata a Bologna da Beniamino Andreatta che ebbe fra i suoi eredi Romano Prodi!). Taddei tifa per l'Imu ed ha recentemente ribadito che la chiave adatta per recuperare denaro, allo scopo di distribuirne ai “ soli” lavoratori dipendenti in affanno, sia l'aumento della tassazione sulle case di proprietà. Eccolo il Manuale Cencelli per massacrare chiunque abbia speso una vita di lavoro per assicurare un tetto ai propri figli . Un bell’esproprio immobiliare per fare “ redistribuzione proletaria”, ossia fare spartire la ricchezza. Segue , nel vasto e raffinato programma economico del Dr Taddei anche “l assegno di disoccupazione universale”i cui fondi dovrebbero essere, secondo il Dr. Taddei, trovati con una bella “ patrimoniale”su tutti gli “ altri redditi” a parte quelli di “ lavoro dipendente”. Così il Dr Taddei e Renzi stanno facendo anche il bel pensierino di far tornare Vincenzo Visco a Via XX Settembre. Un programmino squisito: tasse, patrimoniale, Visco, la solita minestra riscaldata cucinata dalla sinistra di governo. Gettate anche un occhio, adesso, su Antonio Misiani , il tesoriere del P.D. che, all’inaugurazione del “ new deal” renziano dice “il P.D. ha le pezze al culo “ un passivo di 4 milioni di euro. Un rosso che per il 2014 è atteso a quota 7-8 milioni, se passa la legge sui rimborsi elettorali. Ma non tutta la sinistra sta messa così male. Il Pd ha infatti “ suo padre” che naviga in acque a dir poco floride: si tratta dei vecchi comunisti, che controllano un patrimonio valutato in circa mezzo miliardo di euro tra immobili (2400), cimeli, libroni, reliquie, documenti fotografie. Insomma, 50 anni di comunismo lautamente finanziato coi soldi dell'ex Unione sovietica e con le tangenti craxiane . Il partito di Renzi deve salvaguardare il posto ai 207 dipendenti, a rischio licenziamento o cassa integrazione. Ugo Sposetti, tesoriere pressoché a vita dei Ds e uomo mai convertito al renzismo, chiude i cordoni della borsa comunista : "Usano le sedi del Pci e nessuno li caccia, o sbaglio” Non possiamo toccare le vecchie proprietà perché abbiamo dei creditori e 23 stipendi da pagare". Intanto, in casa Renzi, non si sa ancora chi prenderà il posto di Misiani da gennaio 2014: il cassiere designato era Lorenzo Guerini, che però ha preferito sottoporsi alle torture dei giornalisti, come portavoce del Rottamatore, piuttosto che tenere la cassa. Una cosa quasi certa è che il Pd traslocherà a breve da largo Del Nazareno verso una sede meno costosa (come già fece il Pdl): troppi 600.000 euro l'anno di affitto. Così, in questo mesto e triste panorama , tanto per far vedere che significa “ rottamare”, Renzi s’accoccola sotto le esiziali e iettatorie gonnelle di Carlo De Benedetti,tessera numero 1 del suo partito, non scherziamo! Uno che quanto a rottamazione è un maestro indiscusso. Sì, certo, ma di quella dello Stato e degli altri, per farsi ricco in proprio e con l’aiuto degli amici in toga. Non voglio pensare di essere arrivato alla casta 2.0: i senior, defenestrati a furor di popolo, piazzano figli e figliocce al loro posto. Peggio di un nano di Arcore ! Ma fa molto comodo comprare voti regalando posti di lavoro e prebende ad amici, a spese di 60 milioni di italiani. Ahi serva Italia! Di dolore ostello….

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