Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 10 dicembre 2013

CARO RENZI TI SCRIVO, COSI’ MI DISTRAGGO UN PO’------ Contro l’ondata, anzi lo “ tsunami” , di pura e stucchevole demagogia che ogni nuovo Segretario del P.D. sparge a piene mani sul Paese, ormai morente perché soffocato da stampa ed informazione nelle mani dei soliti “ poteri forti” dopo la sua vittoria alle “ primarie”,dovremmo essere ormai tutti vaccinati. Non si tratta di fare gli schizzinosi,come osserva Ferrara, ma di avere i piedi ben piantati sulla terra, non sul Pianeta della speranza. Una breve “ summa del ridicolo”, altro che fare gli schizzinosi. Veltroni, the first, dal Lingotto ( “mai pronuncerò il nome del leader dell’opposto schieramento politico”,“ yes, we can”,poi s’accodò ben accucciato, al codazzo melenso del “ Dio togato” , alla schiera dei manettari farisei persino in compagnia di quel bel tomo di Di Pietro, in attesa che s’avverasse il sacrificio “umano” del “nemico politico” arso sul rogo dell’ara che idolatra il tiranno in tocco. Sappiamo che tramvata sui denti prese l’Obama de Trastevere); Franceschini,preclaro esempio di vero democristiano resistenziale verace, costui nemmeno fu “ eletto”, seppur con “primarie fra amici”,ma fu addirittura “cooptato”(traduco in italiano“nessuno se lo filava”) dall’assemblea alla Segreteria del P.D. Ogni giorno , credendosi Dio in terra, recitava la farsa “simil leghista” – con tanto di vecchio padre resistenziale al collarino – di monumentali ( a spese nostre, s’intende) giuramenti di fedeltà sulla “ sacra Costituzione” come s’addice ad ogni buon animo da suddito vanesio, affogando il Partito nel ridicolo e facendogli perdere quasi l’8% dei voti alle europee del 2009; poi vennero le primarie del 25 ottobre 2009, quando il brodo P.D. dette il meglio di sé. Franceschini col teschio di Amleto in mano (“ mi candido?”,“Non mi candido”?) , poi la “ corazzata Potemkin di P.L. Bersani ( portato a spalla,con soldi in quantità dal vecchio Pci, stampa ed informazione di potere“organica”, cooperative rosse e banche connesse),Ignazio Marno ed anche tale Amerigo Rutigliano a fare comparsate. Poi “fetor di brogli” espulse Rutigliano – nel silenzio omertoso di tutto il partito – e Bersani ebbe la vittoria. Poi fu tutto un susseguirsi di “ lo smacchio io il giaguaro”,“non sto qui a pettinar le bambole“, belle ciao, bandiere rosse, festicciole dell’Unità ed amenità varie. Nel complesso, grazie a Bersani ed al suo “fantastic team” dei tardo berlingueriani ( Speranza, Gotor, ecc, gente prodotta “ in vitro” nella Sezione del Pci di Campitelli a Roma ) il PD ha perso, nel 2013, quasi 4 milioni di voti rispetto alle precedenti Elezioni Politiche del 2008. Ora Renzi, l’enfant prodige del P.D o l’ultimo imbonitore? Se l’inizio sono queste sue parole( "Il punto non è far cadere il governo. Ma far lavorare il governo”: "Non c'è nessun elemento di potenziale rischio di divisione, si tratta di lavorare assieme perche i risultati arrivino), bene, proprio non cominciamo. . E’ facile fare politica e creare illusioni con gli slogan, l’Italia ha già dato troppo in settanta e passa anni di vita repubblicana . Ora abbiamo bisogno di fatti, di programmi, di scelte, di riforme e, dunque, anche e sopra tutto di “una maggioranza politica ” stabile, sicura, affidabile. Auguro a Renzi ogni bene , purché sia il bene per il Paese e non per il solo P.D., ma evito “ propagandistiche beatificazioni“ quanto pregiudiziali funerali anche se, a prendersi il P.D. attuale , ma via, diciamolo francamente, non ci voleva poi mica tanto! Fare “ scarpe e ciavatte” a quella “pinacoteca di famiglia”ed al suo “ cerchio magico” ( dei Civati, dei Cuperlo ) bastava proprio poco. ^^^^^ E che “l’orco si nasconda fra le pareti domestiche” lo dimostrano già i primi commenti del P.D. Fioroni, un cattolico del P.D., già lo infama come “berlusconiano”, D’Alema e Bersani, devastati persino in Puglia ( da uno Scalfarotto, tipo “ Carneade”), usano frasi intimidatorie o persino messaggi di tipo mafioso, dal “ Matteo non usi la vittoria come una clava” dello smacchiatore emiliano , al “ una battaglia persa non significa la fine della guerra e noi difenderemo il partito con ogni mezzo “ dell’ex Imperatore del Tavoliere delle Puglie. Detto che Renzi ha già blindato ( e contro chi se non contro il suo stesso partito?) la Segretaria del P.D., dove ha piazzato i suoi fedelissimi ( vedremo se farà identica operazione anche con i gruppi parlamentari ) e che ha detto esplicitamente di essere il socio di maggioranza del Governo Letta / Napolitano, dico anche che lo scenario dell’ “interno del P.D. con delitto” non mi solletica né mi intriga. Al contrario di tanti “pensatori” non dispongo di alcuna “palla a sfera” per poter imitare uno dei tanti “ Maghi Giallatani” che infestano redazioni , show televisivi, social network ecc . Renzi cova una strategia ben precisa che non nasce solo dall’ambizione personale di usare la segreteria del Pd come trampolino di lancio verso il governo del Paese, ma che poggia anche sul disegno politico, più volte a parole enunciato, di consolidare il sistema bipolare e rilanciare la “vocazione maggioritaria” del Partito Democratico di sei anni orsono. Da queste sue considerazioni preelettorali deriva il discredito riversatogli addosso dai “ compagni” di partito ,che lo dipingono come un berlusconiano di sinistra. Perché Renzi ha sempre sostenuto in maniera dichiarata e sicura il suo bipolarismo. E nell'essere schierato a favore della democrazia dell’alternanza, il nuovo segretario del Pd “ dovrebbe” automaticamente ed irriducibilmente opporsi sia alla formula delle grandi intese che ad intese risicate. E dunque anche a Napolitano. L’operazione che sta facendo è simile a quella del Veltroni che nel 2007, dopo il Lingotto, si adoperò per sfiancare il Governo Prodi e poi ingaggiò ( ma non lui, bensì la nomenclatura comunista del Partito) il solito P.M. a portata di mano ( ed “ organico” al P.D.) per affossarlo e per arrivare alle nuove elezioni dove pregustava , l’illuso, di avere una sorta di consacrazione della sua politica estetica e parolaia del “ yes we can” della infatuazione obamiana, quella delle tante promesse mai mantenute, come quella di una selezione nuova e non clientelare della classe dirigente dell’allora neonato P.D. Fu ripagato dalle urne con uno strepitoso successo di Berlusconi, senza precedenti. Le promesse elettorali di Renzi sono molteplici oltre la vocazione maggioritaria. Vediamo le più importanti. Nei suoi interventi ha sollevato la questione sindacale, soprattutto quella della Cgil ( “Il sindacato deve cambiare con noi” ha detto Renzi giorni orsono ) che suona alquanto funerea alle orecchie di sindacalisti ormai adusi ai privilegi di “incostituzionali veti” che alcuni irresponsabili Governi di tecnici hanno loro munificamente elargito onde acquistarne il consenso politico . Molto Renzi ha parlato, ma mai bene, della riforma “del lavoro” Monti / Fornero, sulla quale le distanze dal vecchio P.D. sono ancora a me ignote anche se qualcuno “ fra gli achei” le ha già giudicate “molto forti “. Che dire poi delle sue idee sulle pensioni? A giudicare da quanto ha detto a “ Servizio pubblico” giovedì 7 novembre 2013, un vero guaio per la sua incolumità politica. Lui ha parlato di “fare operazioni sulle pensioni d’oro”, senza dire quali esse siano. Se tutta la sua idea sulle pensioni consista, come m’è parso di capire, in una operazione di redistribuzione ( praticamente togliere a chi ha una pensione più alta degli altri per redistribuire quelle somme fra chi ha la pensione più bassa),è bene che Renzi sappia subito, senza falsi infingimenti o grida spagnolesche, che io ritengo di essere davanti ad un alibi di un populismo ignobile, ignorante ed inaccettabile. Perché il vero problema non è quel principio da socialismo reale ( spero buttato lì tanto per catturare il consenso dei “comunisti dentro” del P.D.), quanto falcidiare immondi privilegi,rimediare ad oscene Leggi Mosca, fare un confronto fra “ contributi effettivamente pagati” e “pensione concretamente goduta” e, sopra tutto, che lo Stato non metta più mano sul gruzzolo che ognuno di noi ha accantonato nella propria vita di lavoro. Facile parlare in una trasmissione come quella di Santoro sbandierando , come “ flags of our ancestors”, una “maggiore equità previdenziale”. E che dire poi di un tema centrale per la sopravvivenza democratica del Paese , cioè della Giustizia? Renzi parla di “magistrati che sbagliano“, parla di riformare la Giustizia, ma poi, all’atto pratico, guarda caso, s’è ben guardato dal firmare neanche uno dei referenda di Pannella. Anche Renzi era partito, alla prima maniera , dicendo “Berlusconi deve essere combattuto e sconfitto politicamente non per via giudiziaria” ma poi s’è accodato al P.D. giustizialista ed i renziani hanno obbedito, come bravi soldatini ben addestrati, al loro caporale di giornata ed hanno votato per la decadenza per via giudiziaria di Berlusconi e senza nemmeno porre un “ civile distinguo” fra la propria posizione intellettuale e quella della truppa di bassa forza,quale sarebbe stato il richiedere un previo esame di costituzionalità della Legge Severino. Le paraculate fiorentine vanno bene nelle canzonette degli anni cinquanta , sul tema della Giustizia e del suo uso politico si gioca non solo il nome dell’Italia ma anche la sua democrazia. Renzi scherza col fuoco o cerca di assicurarsi la benevolenza dei “ padroni in toga”? E come altro debbo mai interpretare, allora, l’ 'endorsement a suo favore di Carlo De Benedetti che , se storicamente è una vera iattura ( da 30 anni chi viene sponsorizzato dall'editore di "Repubblica" finisce male, da De Mita a Bersani ) dall’altra parte rivelerebbe un sostegno che garantirebbe a Renzi non solo una mastodontica benevolenza da parte delle toghe che dal 1993 sono al servizio di Repubblica e dei sogni di dominio sul Paese del suo editore ma anche – ed è questo l’aspetto peggiore – l’appoggio politico ed economico dei poteri forti che De Benedetti coagula intorno al suo gruppo editoriale e finanziario? Sette parole, solo sette, e Renzi deve ora fare chiarezza, estrema chiarezza. «Alle primarie del Pd voterò per Renzi». Sono parole che Carlo De Benedetti deve avere ben soppesato, valutato,forse, e perché no?,addirittura anche “contrattato” con il beneficiato, prima di darle in pasto al pubblico prima della votazione delle primarie. Cosa c’entra col programma fatto intravedere da Renzi un De Benedetti che ha sostenuto solo chi gli garantiva lauti profitti alle sue imprese ( Olivetti, Banco Ambrosiano, Vodafone, ecc) tipo Prodi e De Mita ? Pecunia non olet? Caro Segretario contano i fatti e con quelli deve convincermi, non con le sue fonziate fiorentineggianti come la recente ’Io capitano, fine degli inciuci “. Detto da uno che si fa sostenere da Carlo De Benedetti sa solo, per il momento, di presa per il sedere.

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