Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 4 dicembre 2013

EPPUR SI MUOVE? Breve necessario prologo. Considerati tutti i "poteri presidenziali", previsti dalla Costituzione, ma ad essi doverosamente anteposto l'articolo 1 della stessa, che assegna al popolo la sovranità politica , mi sono sempre chiesto cosa deve pensare ogni persona dabbene davanti ad un Capo di Stato, come l’attuale, che già tre volte, in soli tre anni, ha “abusato” dei propri poteri : 1.costringendo, nel 2011, alle dimissioni un governo democraticamente eletto e non sfiduciato dal Parlamento , avvallando personalmente ed istituzionalmente notevoli ed indebite ingerenze straniere nella politica italiana ( a buon intenditor ,poche parole!); 2.investendo, sempre nel novembre del 2011, nel puro senso egemonico e tirannico del termine, un suo " prescelto e protetto ” - sconosciuto al popolo – da piazzare a Palazzo Chigi, invece che indire nuove elezioni politiche per ridare la parola al popolo sovrano; 3.ed ora, davanti ad una maggioranza politica che sosteneva il Governo di larghe intese che si è sfaldata e dissolta proprio in Parlamento , anziché ridare la parola al popolo che indichi da chi vuole essere guidato ( fosse anche da chicchessia, questa sarebbe la democrazia vera!) preferisce “ abusare” delle sue “prerogative presidenziali” per decidere da solo, come un “principe” o un Duce, chi deve guidare il Paese. Quello che capisce un essere mediamente raziocinante è che questo PdR più che rispettare l’essenza della Costituzione – che sancisce senza se e senza ma il diritto del popolo alla sovranità politica – non ha fatto altro che “usare” ed “abusare” ( anche nel senso di usare più volte , ripetutamente) delle sue prerogative che saranno pure “legittime” ( perché non vietate espressamente dalla Costituzione “formale”) ma che sono, senza altrettanto minimo dubbio, “ un sistema di sfruttamento delle confuse norme costituzionali “ usato scientificamente e perfidamente dal PdR allo scopo constante di farsi beffe di quel fondamentale diritto del popolo sovrano previsto dall’articolo 1. Stringo: di considerare il popolo italiano come una massa di deficienti e di incapaci. O di scemi. Salvo poi lanciarsi , questo PdR, ma solo da un mesetto, in una filippica per una nuova legge elettorale che restituisca al popolo il suo ruolo. Ma guarda tu che caso! Sorge però, il sospetto che il Pdr creda veramente di avere a che fare con una massa di imbecilli che non si sia accorta come il Presidente non abbia mosso un dito, prima delle elezioni dello scorso Febbraio, contro questa Legge elettorale. Così quella persona mediatamente raziocinante non può che spiegarsi quell’inerzia Presidenziale sulla legge elettorale, “ prima “ delle ultime votazioni , se non come la speranza, molto malcelata per un personaggio che, stando sempre alla Costituzione, dovrebbe avere come magistero “ la rappresentanza del popolo italiano” ( di tutto il popolo, non solo di quello che vota per la sinistra dalla quale il Presidente proviene!) che il fascistissimo “ premio di maggioranza” del Porcellum e il clientelismo ed il servilismo che i partiti usano nello scegliere i propri candidati fra i suoi fedeli servitori, non agevolino finalmente a vincere la sinistra a lui tanto cara. E che l’attuale fanfara sulla legge elettorale sia destinata dal PdR ad evidenziare l’incapacità della politica ad assumere nuova legge elettorale proprio per rimarcare la sconvenienza di andare adesso a votare. Facendosi così supportare dall’amica Consulta la cui decisione di rinviare il giudizio di costituzionalità della Legge elettorale alle calende greche serve proprio a questo scopo: segare anche adesso ogni possibilità di ridare la parola al popolo sovrano. Insomma: sempre tutto “contro” il popolo sovrano, Presidente. Complimenti vivissimi. Ritengo dunque condivisibilissima la tesi di Grillo e del M5s di evidenziare il ruolo indebito ed indecente di questo Presidente della Repubblica ( altra dimostrazione che ogni idea , proposta e contributo, purché seria e costruttiva, va recepita ed esaminata, anche se proviene dal M5a perché quel movimento è stato votato dagli italiani e criminalizzarlo è da infami stalinisti).Certo poi tutto crolla nel ridicolo, quando Grillo parla di messa in stato d’accusa di Napolitano , una idea puerile vista la maggioranza che viene richiesta dalla Costituzione per far passare simili atti. Ma accendere i riflettori – che la stampa e l’informazione “organica” al pensiero unico dominante non ha mai voluto accendere su Napolitano , mentre hanno tenuto accese pazzesche luminarie anche notturne quando al Colle c’era un tale Cossiga che del Paese e del Pci conosceva bene tutta la storia passata e presente - sul Quirinale della sinistra è una operazione culturale degnissima per la libertà di pensiero e per una corretta informazione. Stesso discorso , riguardo al M5s ed a Grillo, per le sue intemerate contro l’Euro e questa Europa. Che anche il M5s si renda conto del disastro dell’Euro e che noi, popolo di “ diffidenti” prima, di “ scettici “ dopo ed ora di “ sdegnati” contro la moneta unica e questa Europa, con l’enorme dibattito che si svolge nel web, in circoli, in giornali virtuali, nei movimenti d’opinione, in circoli economici e culturali, in libri, riviste, articoli, ecc andiamo predicando fin da quando l’ On Prodi e l’On Amato ci sfilarono dalle tasche la famosa “ tassa per l’Europa” ( con una destrezza preoccupante), promettendoci un altro “paradiso terrestre “ ( l’Euro e l’Europa) che ci avrebbe reso ricchi e felici , oltre a prometterci la restituzione di quella tassa che nessuno ci ha però del tutto restituito ( bacchettata sui denti!) , non può che riempirci di allegria. Certo ci sono voluti qualcosa come dieci o undici anni , forse una ventina , per cominciare a vedere le prime crepe nel muro della cecità economica della sinistra seguace del potere tedesco e bancario mondiale su questa Europa e sull’Euro ci fa ben sperare, quanto meno per i nostri eredi. Abbiamo piacere che il M5s si unisca, anche se solo ora, ai nostri rilievi, alle nostre proteste. Perché se oggi addirittura al Parlamento Europeo si terrà un dibattito sulle responsabilità dell’Euro nella crisi europea; se a tanti esperti, appassionati di economia oggi appare sempre più chiaro, numeri alla mano, come l’Euro abbia strozzato l’economia e la vita di tanti Paesi ( Italia compresa); se oggi appare ormai chiaro , alla faccia delle asserzioni di svariati Rettori e compiacenti tribuni, che l’austerità di tasse e fame hanno ammazzato ogni mercato interno e condotto alla recessione più nera; se nessuno ha osato protestare contro i governi della sinistra che hanno subito “trovato”, nel nostro disastroso bilancio statale , la bellezza di 50 miliardi di Euro da pagare al Fondo europeo salva stati che poi li dovrebbe prestare a quegli Stati che non hanno debiti con noi ma con la Germania ( roba da matti!) ; se si comincia finalmente a capire che il famigerato spread fu “ artefatto” intenzionalmente e poi usato , dai poteri tedeschi, bancari e forti italiani, organici alla sinistra politica, come un’arma per affossare il Governo Berlusconi ultimo ( la Germania nel giugno del 2011 , senza preavvisare come da obbligo del Trattato, mise in vendita 10 miliardi di Euro di nostri titoli del debito pubblico decennale , scatenando il putiferio consequenziale ) ; se la gente comincia a sottrarsi al dominio del pensiero truffaldino dominante, contro quelle fandonie che terrorizzano e criminalizzano con apodittismi e slogan come inimmaginabile il nostro ritorno alla lira riservandoci l’euro per le transazioni internazionali e comincia a vederne tutti i vantaggi; non possiamo che gioire di questa apertura. Se ne discuterà senza più ipocrite paratie stagne e forse se ne troverà una celere via d’uscita, dunque dobbiamo tutti rallegrarci. Anche qui Grillo ed il suo M5s , che paludo sinceramente e ringrazio pubblicamente per il contributo democratico che apporta a questa battaglia che il sottoscritto combatte fin dagli anni novanta , dimostrano poi la loro inesperienza e insufficienza culturale invocando un referendum sull’euro del tutto escluso dalla Costituzione italiana. Ma l’idea del referendum è anche la mia idea: da sempre. Voglia veramente Iddio che la parola passi, finalmente, da questo gerarca che nessuno ha eletto, Napolitano, al popolo sovrano.

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