Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 11 dicembre 2013

OCCASIONE PERSA, IGNORANZA O PEGGIO? ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Ma l’articolo 1 della Costituzione (“ La sovranità appartiene al popolo”) è stato scritto “ ad personam” (oggi pro Renzi ) oppure per quello che una volta era il “popolo sovrano “? E’ accaduto qualcosa di unico in Italia, un evento che non si ripeteva dalla fine della seconda guerra mondiale, ma che la “ grande informazione italiana” ha celato, coperto, dissimulato. Allora fu l’elezione (con suffragio universale ) dell’Assemblea Costituente, oggi la declaratoria di incostituzionalità di una legge elettorale . Posto che tutti aspettiamo le famose “motivazioni” della Consulta per capire meglio quel che succederà ( a parte gli irrituali comunicati, del tutto “personali”, del suo Presidente Silvestri, che tanto hanno mandato in bestia il Giudice Manzella) e che, secondo la norma basilare della convivenza civile, gli effetti di una dichiarazione di incostituzionalità di una legge “dovrebbero” esplicare efficacia solo dal momento della sua accertata incostituzionalità ( dunque diciamo non certamente per i pregressi sette anni, ma certo per l’oggi e per il domani), non riesco a capire come si possa lasciare cadere questa irripetibile occasione per cercare finalmente una sorta di pacificazione politica generale, proprio grazie alla decisione della Corte. Anche il sottoscritto è a favore del bipolarismo, ma non è possibile non avere preso atto che questo ormai ventennale bipolarismo maggioritario, degradato sul campo da progetto ambizioso di “governo dell’alternanza” alla pura esibizione di “potenza muscolare” fra due fazioni politiche storicamente rivali ( perché mai insegnato nelle Scuole, mai nelle famiglie e dunque mai assimilato, storicamente e culturalmente, dal popolo) è deleterio per quella governabilità che avrebbe dovuto invece garantire. Insomma se in diciannove anni di bipolarismo si sono succeduti la bellezza di undici Governi (Berlusconi , Dini, D’Alema, D’Alema, Prodi, Amato,Berlusconi,Prodi,Berlusconi,Monti,Letta ) con sei votazioni politiche ( che avrebbero dovuto produrre sei governi), non c’è tanto da disquisire , vuol dire che il sistema non funziona. Perché allora, mi chiedo, nessuno – nemmeno Giorgio Napolitano, che per età e magistero dovrebbe avere a cuore il bene di tutta l’Italia – ha pensato di cogliere al volto l’occasione ? Perché non indire subito elezioni con il riesumato “proporzionale” per ottenere subito un nuovo Parlamento che, similmente alla Assemblea Costituente del ’46, avrebbe potuto partorire la tanto invocata” grande riforma della Costituzione” che sarebbe inoltre stata elaborata con la fattiva partecipazione ed il contributo di tutte le tendenze politiche attuali del Paese , nessuna esclusa o eccettuata? Ma lo si vuole capire una buona volta che si tratta di una“questione culturale” e non di una “ questione politica”? Lo si vuole capire che senza la riappacificazione storica fra le opposte fazioni non sarà mai possibile un sistema della democrazia dell’alternanza? Ma lo si vuole capire o no che affidare la sua promozione ai partiti politici – che vivono e s’ingrassano con la politica della reciproca diffamazione e della reciproca criminalizzazione – è solo un crudele inganno del popolo? Per fare un panorama dei soli maggiori partiti, sento da un lato Berlusconi perorare un “ governo di scopo” (per una nuova legge elettorale, immagino) che ci porti alle elezioni ( prossimo marzo, credo), il M5s che strepita inseguendo un fantomatico ed illusorio impeachment presidenziale ed un P.D. il cui nuovo Segretario, Renzi, concede addirittura la fiducia al Governo Letta. Non so se considerare questa generale sotto valutazione del problema culturale una forma di arroganza dei partiti politici , un segnale di ignoranza da parte delle rispettive nomenclature ( e dei simpatizzanti) o addirittura una sfacciata forma di assoluto menefreghismo nei confronti di un popolo considerato sempre e solo una massa di incolti da sfruttare. Ma il fatto è anche che,come dice quel detto,“ il pesce puzza sempre dalla testa”, perché a queste mete , che stanno ben al di sopra della politicuccia meschina di partito e di bottega, dovrebbe servire il Magistero di un vero Presidente della Repubblica , invece che star lì a studiare come fregare, nel modo meno illegale, la metà del popolo italiano favorendo gli amici di camarilla

Nessun commento:

Posta un commento