Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 22 dicembre 2013

------------------------UN VICERE’ DIMEZZATO------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Come Napoleone , il nano di Ajaccio, sceglieva fra i più “fedeli famigli” i vari Viceré del suo Impero , così una sinistra che per soli 24.000 voti aveva “ agguantato” nel 2006 il fascistissimo “ premio di maggioranza” ( un obbrobrio fascista , quando spettava al centrodestra, proclamavano i vari Bersani, Prodi, ecc), con lo stesso “piglio militare” napoleonico “depositò” il suo Eugenio di Beauharnais , cioè Giorgio Napolitano al Quirinale, dove fu “trasportato” di peso dai “sediari quirinalizi di sinistra” con quella risicata maggioranza semplice. E’ la logica della sopraffazione militare, della dittatura assoluta e del disprezzo per il popolo sottomesso con le armi quella che guidava due secoli fa il nano di Ajaccio, quella che mira alla “ presa del palazzo”, con qualsiasi mezzo. Con la medesima logica della sopraffazione “manu militari” e del più assoluto disprezzo del popolo italiano, la sinistra italiana impose , due secoli dopo, all’Italia il suo Viceré di casa, Giorgio Napolitano. Ieri, questo Viceré, ormai dimezzato anche in casa sua, dopo aver appoggiato il suo cappello sulla marcia per le carceri pensando di scipparne la paternità a Marco Pannella o per mistificare il suo ruolo di “ boia” in quella fattispecie ( è lui il capo di quei Magistrati che per mantenere il loro “potere assoluto” sul Paese applicano la carcerazione preventiva, che è la vera causa del sovraffollamento carcerario, per imporre il loro arbitrio personale con il medioevale “ rito inquisitorio”) , ha anche telefonato ai due Marò che da due anni sono ristretti in India. Ha detto il Vicerè dimezzato ai due prigionieri:” Spero di rivedervi presto al Quirinale”. Stessa ritualità che aveva detto anche l’anno scorso. Mi viene da chiedere a questo Viceré dimezzato a chi spetta il battersi per l’applicazione del Diritto Internazionale nel caso dei Marò se non al “ suo Governo”, al “ Governo del Viceré”? E cosa hanno fatto i suoi diversi reggicoda in questi due anni se non spendere soldi pubblici a forza di andare e venire dall’India? Cerchi di ricordarsi, Viceré dimezzato, del Cermis e della nave Achille Lauro, quando due signori difesero i loro connazionali come va fatto perdio, affermando il sacrosanto principio della extraterritorialità e del Diritto Internazionale. Si chiamavano Clinton e Craxi, sono sempre stati due giganti del pensiero rispetto al Viceré ed ai suoi famigli. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ----------------------------CASSEZ – VOUS, GROS CON !----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La marmaglia iraconda, ignorante, rozza ed anche stronza, quelli con qualche diplomino o qualche attestato triennale elargito senza merito dalla fabbrica della sottocultura di stato in tasca, che stava per fare un’altra bella rapina stile socialismo sovietico, stavolta ai Riva, cercando di celare la sua estorsione dietro l’alibi di un’ecologia basata sui pettegolezzi e sul “ sentito dire”, la ciurma dei pirati che stava per mettere le fameliche manacce sopra dieci miliardi di euro delle società dei Riva dietro la condottiera travestita da magistrato in quel di Taranto , oggi, da devoti reggicoda dei venerati Magistrati onnipotenti, rantolano e vomitano schiuma biliosa. Perdio Santo! La Cassazione , proprio quella adorata Sibilla Cumana ( bè, visto il magniloquente gergo di Esposito ….), dalla cui venerata spelonca togata ad agosto scorso era uscito quello sgorbio giudiziario del venerabile Esposito, che, dopo venti anni di fascisti ed inutili tentativi , era riuscito ad imbellettare ( dopo aver rovistato a piene mani per venti anni fra le sue carte e dopo tremila inchieste ) come “ evasione fiscale” alcune interpretazioni legali ( le stesse che a tale Ing. Carlo De Benedetti avevano consentito di evadere non 7,5 milioni di euro, quelli attribuiti al “ delinquente condannato”, ma la bella cifra di 250 milioni di euro senza che alcun Magistrato o Vestale della uguaglianza e della legalità alzasse un dito contro questo mega evasore) che hanno consentito,al nuovo Tribunale Speciale Fascista - oggi denominato “ Giunta senatoriale per l’ineleggibilità”- di condannare all’esilio e nelle galere ( come faceva il Tribunale Speciale Fascista) un dissidente politico che da venti anni e da solo ha umiliato e messo all’angolo tutta la sinistra politica italiana , proprio la stessa Cassazione ha annullato il pignoramento di quei dieci miliardi di euro dei Riva. A questa risma di banditi da valico bisogna che qualcuno spieghi bene che per vantare un credito e per procedere alla riscossione di quel credito con i mezzi coattivi del Diritto ci vuole UNA SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO non quattro chiacchiere al vento o qualche indagine epidemiologica di qualche “perito prezzolato o intimidito”. Alla Dottoressa Patrizia Todisco non posso concedere nemmeno il pur minimo “ beneficio del dubbio”, perché una che si maschera da Magistrato va a Venezia per il Carnevale non a rappresentare una consorteria di pirati in un Tribunale “ ancora” democratico. Non vedo poi alcuna ragione per la quale i Riva debbano pagare da soli gli eventuali danni che l’ILVA avrebbe prodotto nell’ambiente di Taranto da quando l’ILVA esiste a Taranto. Che contribuisca anche l’IRI e dunque chi l’ha diretta per tanti decenni e i suoi azionisti.

Nessun commento:

Posta un commento