Gaetano Immè

Gaetano Immè

domenica 1 dicembre 2013

Una persona equilibrata, colta, sensibile alla giustizia ed alla verità, oggi , proprio qui, qui su Fcb , dopo avere ascoltato stamattina quel simulacro di “ Radio Oggi in Italia “- quella trasmissione segreta ed illegale del Pci messa in onda da Praga, Via Vinohradska , nella Cecoslovacchia sotto il regime sovietico degli anni cinquanta, quali sono oggi i telegiornali di RAI3 e di Sky discettare su donnine facili e Berlusconi ipotizzando una marea di beceri sospetti , si chiede, sgomenta : ma dove starebbe il reato? La risposta è scritta, more solito, nella storia , ma non nei libri di testo della scuola : è il " pregiudizio ideologico"del moloch, del despota, del tiranno. Chi non obbedisce al partito è un nemico;chi infastidisce il "piccolo padre" è un nemico; chi semina dubbi sugli ordini della " cara guida" è un nemico; chi pretende di avere proprie idee che non santificano i satrapi della nomenclatura è un “arcinemico". Così l'ideologia comunista d'antan , l’unica madre biologica ed ideologica dell'attuale nomenclatura della sinistra italiana, ( Napolitano, D’Alema, Bersani, tutta base del Partito Democratico e di ogni partito di sinistra e dunque , a prolungare la specie, anche i” giovani vecchi” come Cuperlo, come Civati, un potente partito politico italiano che, non a caso, il Psi di Craxi emarginò, insieme ai fascisti dell'MSI, ai confini della nostra legalità democratica) ( a proposito, né è stato un caso che “ fascisti e comunisti” si siano trovati, senza alcun disgusto l’uno dell’altro dopo le reciproche e storiche rivalità, a gettar croci e monetine sul comune nemico Craxi ) introdusse l'uso del "sospetto" non già come tipologia di un " reato" ma addirittura come "sentenza di condanna definitiva". A morte o alla deportazione nei gulag. Così, nel 1934 - non tre secoli fa , Napolitano, tanto per citare un esemplare classico e illuminante , era già un discente - mentre assistevamo impotenti allo scempio che regimi dispotici ci imponevano - con la violenza delle armi e con il sopruso della violenza - dei valori liberali della Rivoluzione francese, imponendoci, con le famigerate " leggi speciali", che ogni " pensiero contrario" al loro “unico pensiero dominante” fosse un reato da punire con la fucilazione o con il confino, ecco, l’ideologia comunista, la genitrice ideologica e politica di Napolitano e dell’attuale classe dirigente della sinistra italiana , superò in ferocia ed inciviltà fascisti e nazisti . Il “ sospetto” , figlio del “ pregiudizio ideologico”, divenne reato da punire con la fucilazione immediata, senza nemmeno perder tempo con le noiose formalità di un processo – simulacro. Quali erano le colpe di Leonid Nicolaev infatti – è solo un paradigmatico esempio - se non quella di essere il marito di una povera donnicciola russa che , affamata e al lastrico, per poter mangiare e sopravvivere dovette prostituirsi al potente gerarca di Stalin, tale Kirov , al quale gerarca però la sua sola “esistenza in vita ” dava fastidio perché doveva godersi, nello sfarzo e nell’opulenza del potente , in santa pace, quell’antesignana delle escort , delle mignotte fisiche, delle mignotte politiche di oggi ? E dunque quando il 1 dicembre del ’34 Kirov fu ucciso da ignoti, il “piccolo padre” fece fucilare Nicolaev perché ( da brividi leggere , nella motivazione della fucilazione di quel poveretto le stesse identiche espressioni usate oggi dal noto Giudice Esposito contro Berlusconi ) “nessun altro avrebbe osato tanto”. Una formula equivalente al “ non poteva non sapere”, lo stupro dell’abc dello Stato di Diritto, l’inversione “ dell’onere della prova”, l’arma etica cui sono ampiamente ricorse tutte le più infami dittature del mondo ( comunismo, nazismo, fascismo, potere temporale della Chiesa, talebanesimo, ecc ), formuletta abusata nella così detta “ sentenza Mediaset”. Oggi noi definiamo “ purga staliniana” quell’orrendo periodo. Non dovete mai, però, dimenticare che i comunisti italiani invece hanno santificato quel periodo miserabile delle purghe staliniane, come fosse “ il miglior sistema giudiziario del mondo” che “ consentiva di depurare la società del socialismo reale delle sue scorie impazzite che l’avrebbero contaminata come una cellula tumorale contamina un corpo sano” . Solo dopo la bellezza di ventidue anni, un’eternità, nel 1956 - lo stesso anno dell’invasione di Budapest da parte dei carri armati russi , operazione che Napolitano (e quella stessa nomenclatura del Pci allora e del la sinistra oggi ) benedisse pubblicamente come “ salvifica per il popolo ungherese” - Krusciov ebbe uno scatto di dignità e cominciò a scoperchiare quell’orrendo ventennio. Ebbene costoro mai hanno chiesto scusa, mai hanno abiurato, mai nessuno li ha chiamati in correità per i genocidi commessi e giustificati. Mi riferisco a Napolitano e a tutti gli altri reggicoda intellettuali di simili schifezze. Questi sono i temi irrisolti del Paese. Questo era l’impegno assunto dal mendace Napolitano nel suo discorso in Parlamento nel giorno della sua rielezione. Poi ha fatto finta di non averlo mai promesso. Stile Stalin.

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