Gaetano Immè

Gaetano Immè

sabato 7 settembre 2013


QUI SI PARLA DEL CORRIERE DELLA SERA, DI INFORMAZIONE DROGATA, DI PRESIDENTI DELLA CAMERA. INSOMMA, UN TANFO INCREDIBILE!

Sul “Corriere della sera “ del 5 settembre scorso , Antonio Polito snocciola  perentori inviti  a Silvio Berlusconi  a togliersi di mezzo e severe reprimende al modo con il quale lo stesso Berlusconi ed il popolo tutto  di centrodestra  hanno deciso di non tollerare  più la vicinanza , seppure limitata al temporaneo  sostegno politico del Governo Letta – governo  peraltro sollecitato e promosso, solo  per il bene supremo del Paese, proprio e soltanto da Silvio Berlusconi , nei giorni e nei mesi post voto di febbraio scorso – di  una sinistra così ciecamente illiberale, anticostituzionale, classista, razzista  e antidemocratica come quella  l’attuale  che pretende che  gli articoli 24 e 26 della Costituzione ( tralascio pro bono pacis l’articolo 66 della Costituzione) valgano per tutti gli italiani , meno che per il leader del centrodestra, elevatissimo principio democratico  che  il navigato editorialista  mostra di condividere. Polito, nella sua severa cattedra s’impanca ma non spiega , né potrebbe essere altrimenti com’è ovvio  ,gli arcani motivi per i quali solo un certo Silvio  Berlusconi non dovrebbe godere  di quei fondamentali diritti costituzionali ( e come potrebbe mai?),né lo sfiora nemmeno  lontanamente il pensiero che richiedere un parere alla Consulta sulla costituzionalità della Legge Severino (è infatti sulla base di questa sola  Legge  che Berlusconi dovrebbe decadere, almeno per adesso,  dal seggio senatoriale) conferirebbe alla Giunta del Senato ed al Senato tutto, come istituzione repubblicana, il merito di aver applicato una legge di dubbia costituzionalità ma dopo averne  ottenuto il via libera  dal massimo organo, in un modo cioè che non lascerebbe  alcun sospetto .

Un sommario curriculum del giornalista servirà alla bisogna. L’appena cinquantasette Antonio Polito  comincia la sua militanza politica nel gruppo maoista dei comunisti italiani, viene assunto ( indubbiamente per meriti e per concorso) all’Unità, per poi passare dal 1988 e fino al 2002 a “Repubblica”. Nel 2002 fonda e dirige “Il Riformista” e nel 2006, grazie ad un tale curriculum, viene scelto ( o prescelto, o nominato o come volete voi) come capolista della Margherita  al Senato in Campania. Passa la XV legislatura  in Senato e quando Prodi crollò, nel 2008, rifiutò ogni ricandidatura e tornò a dirigere “Il Riformista. Dal  gennaio 2011 è editorialista del Corriere della Sera. Polito dunque appare come persona, diciamo, non solo “ ben informata sui fatti”ma addirittura “ assai ben informata sui fatti” per averli vissuti in prima persona. Infatti negli terribili anni novanta ( quelli di Tangentopoli, quelli della fine delle Prima Repubblica, quelli della nascita della Terza, quelli dello strapotere dell’ordine giudiziario ) Polito lavorava come cronista giudiziario  proprio con “Repubblica”, era dunque di casa a Palazzo di Giustizia di Milano , sopra tutto  al suo quarto piano, dove avevano gli uffici i vari Borrelli, D’Ambrosio, Di Pietro, Colombo, ecc. Usavano, a quei tempi, i così detti “matrimoni”, la naturale simpatia di un Magistrato per un giornalista. Non so con quale magistrato si fosse sposato Polito, ma era noto, per esempio, come D’Ambrosio fosse convolato a nozze con Ibio Paolucci, il cronista dell’Unità. Comunque , nozze  a parte,  Polito faceva parte integrante della famigerata  “banda dei quattro”,  quell’accordo criminale  che legava “Corriere della Sera”(Direttore Mieli, ex Potere operaio),” L’Unità  “( direttore Walter Veltroni), “ La Stampa” (Direttore Ezio Mauro) e “ Repubblica” ( Direttore Eugenio Scalfari), una vera e propria “ associazione a delinquere” costituita fra quei quotidiani ( con l’avallo delle rispettive proprietà ) che ha avuto come scopo, negli anni 1992 , 1994 e 1994 di orchestrare , di manipolare, di drogare insomma tutta l’informazione pubblica . I titoli e gli indirizzi delle prime pagine erano tutte concordate dal pomeriggio precedente fra i “ quattro direttori”, quando , verso le 18, vi era il meeting  telefonico . L’esistenza di un tale patto criminale è stato certificato da due persone che ne furono diretti interpreti: appunto proprio da  Antonio Polito  allora a “Repubblica” con Scalfari ( intervista del 17 ottobre del 2005 a “Il Giornale”) e da Piero Sansonetti, allora a L’Unità di Valter Veltroni  ( intervista a “Il Foglio”  del 19 gennaio 2010). E come qualificare giudiziariamente un tale accordo fra questi quattro Direttori ( ecco la Banda dei quattro) dei quattro più importanti quotidiani italiani se non quale “associazione  a delinquere” per disinformare ed indirizzare, alla faccia della tanto sbandierata libertà di stampa e dell’articolo 21 della Costituzione ,l’opinione pubblica del  Paese? E come qualificare politicamente, se non come una restaurazione del  Cominform staliniano , tale criminale accordo finalizzato   a drogare, manipolare, indirizzare, condizionare  l’opinione pubblica ? E’ quello che è successo a Milano, in quegli  anni. Lo stesso Polito afferma  nella citata intervista “ In quel clima, costruito artificialmente dai quattro maggiori  quotidiani italiani, bastò concordare con gli altri tre quotidiani di bollare  il decreto Conso come il “ decreto salva ladri” ed indirizzammo l’opinione pubblica”. Appunto, indirizzammo, annebbiammo, indottrinammo, allevammo, così si parla di sudditi, non di uomini.

Stento dunque, pur nel mio garantismo liberale , a concedere a Polito quanto meno un  “beneficio del dubbio”. Da uno che  s’è liberato un poco la coscienza ammettendo( tardivamente, oh quanto tardivamente, caro Polito !)  di aver  manipolato informazione ed opinione pubblica, da uno che ha contribuito a creare quel circo mediatico e giudiziario che ha sostenuto e servito , con ostentata piaggeria ed evidente “captatio benevolentiae”, la tracimazione e lo strapotere della Magistratura sulla vita del Paese  , insomma da uno così navigato ed esperto in questioni, diciamo, di “ giustizia amministrata politicamente” , da uno che – e diciamolo fuori dai denti, perdio! -  ha contribuito coscientemente ad organizzare il salvataggio giudiziario da Tangentopoli  dei vari  Romiti, Agnelli,  Fiat, De Benedetti , Olivetti, il Pci, Greganti, ecc spacciando, sui giornali, gli industriali come “poveri concussi” dalla politica corrotta  e come idioti “ lestofanti in proprio” i vari Greganti , mentre condannavano a morte civile , per gli stessi reati commessi dagli amici,  altri imprenditori meno “ organici” con i loro editori additandoli al pubblico ludibrio come “ corruttori” che inquinavano la società , proprio non ce la faccio a  credere che non abbia capito come Berlusconi sia stato condannato per un reato ( evasione fiscale di Euro 7,4 milioni ) non solo senza prove certe ( ma non ne voglio discutere, adesso) ad una pena ( quattro anni di reclusione e cinque o tre di interdizione ) di una severità mostruosa,unica in Italia  mentre per altre accertate evasioni fiscali,  molto più consistenti e documentate di quella di Mediaset ( cito solo per esempio: De Benedetti Carlo con la CIR  per Euro 250 milioni, Valentino Rossi per tre miliardi di Euro, Luciano Pavarotti per sette miliardi di Euro, Alberto Tomba, Gianni Agnelli, ecc), quei personaggi rischiano  solo alcune multe.  

Ecco perché il suo editoriale mi appare, per essere gentile e cortese, un monumento all’ ipocrisia ed alla falsità. Quando l’editorialista afferma che Berlusconi difende lo Stato di Diritto , ma che per difendersi usa le minacce contro il Governo ( cioè lo invita a andarsene fuori dai piedi e pure in silenzio ), Polito dimostra di essere  intellettualmente prigioniero del volere dei poteri forti  i quali  pretendono ( così come Togliatti pretendeva dagli intellettuali  “ organici”  mantenuti dal Pci  che mettessero  la loro intelligenza al servizio  cieco ed assoluto  della causa staliniana ) di manipolare la verità e presentare  la truffa giudiziaria su Berlusconi come si trattasse  invece  di un qualsiasi condannato in via definitiva .Questa nuova classe di “ intellettuali organici” alla sinistra ,  questi moderni Vittorini, hanno sempre lo stesso compito di quelli del secolo scorso: indirizzare, manipolare, incanalare , magari nascondere, quando è opportuno, sotto il tappeto del pensiero comune dominante, tutte le illegalità, tutte le  incostituzionalità, tutto  il  puro razzismo politico e classista che questa ferita al Paese  comporta.

Ligio al compito ,Polito suggerisce che  Berlusconi  dovrebbe fare atto di sottomissione politica davanti alla Giunta del Senato, illustrare le sue ragioni e, sopra tutto,  non dovrebbe trattare Napolitano come fosse il capo del complotto ordito per farlo fuori. Fuori dai denti, dovrebbe accettare , recandosi  a Canossa, una anticostituzionale supremazia della Magistratura sulla politica eletta  ed adeguarsi al politicamente corretto, mistificando  la storia  di quello che è realmente  accaduto. Da ogni botte esce il vino che essa sa produrre , appunto.

Ancora una volta, come accadde nei ricordati anni novanta , il giornale di Mediobanca e di quei poteri, forti ed anche oscenamente “ impuniti per grazia ricevuta ” da Magistrati poi premiati con seggi senatoriali nel Pci/Ds/Pd, si schiera a fianco della Magistratura  politicizzata, per evidenti ragioni di taciuti ma comprensibili ricatti ed intimidazioni cui un “beneficiato” deve sottostare se vuole godere della protezione  del potente , se vuole lisciare il pelo e  per il verso giusto a quei Magistrati che, appunto,  per averli graziati  dalla galera, ne conoscono i misfatti e gli scheletri negli armadi. Li tengono, come si dice, appesi per le palle.Inoltre non riesco proprio a capire di cosa stia parlando  Polito  nella sua reprimenda: sta forse suggerendo agli avvocati di Berlusconi di svolgere un ulteriore grado di giudizio  davanti alla Giunta  del  Senato? Cos’è? Forse una versione moderna della famosa gag dei Fratelli De Rege “ vai avanti tu, cretino”? Ma come, non ci ha detto e ripetuto, come una prefica sicula, che le sentenze della Magistratura  si devono rispettare ed applicare ? Se primo grado, appello e cassazione hanno fatto una sveltina col processo Mediaset , raggiungendo il nirvana dell’orgasmo e del piacere col “ copia ed incolla” delle tre sentenze  (come un Travaglio d’accatto), ora come mai  la Giunta del Senato diventa, improvvisamente, un nuovo e sconosciuto Tribunale davanti al quale sarebbe possibile ottenere il ristoro di una sentenza definitiva ritenuta ingiusta  ?

Al coro dei melensi non poteva non unirsi l’ipocrisia fatta persona, Madamina Laura Boldrini che, nasino rifatto al vento– sia chiaro, nessuno le aveva chiesto nulla, figuriamoci!- ha voluto render nota la sua alta predizione:” La legge è uguale per tutti, anche per coloro che hanno approvato la Legge Severino”. Altro che la Sibilla cumana o Paramansa Jogananda , qui siamo ad altezze inimmaginabili!. La Legge è uguale per tutti e dovremmo stare zitti perché il Pdl ha votato la Legge Severino! Grande Boldrini, se non esistevi ti dovevano inventare per rendere questo mondo più ridicolo di quello che già è di suo! La Legge Severino , Madamina, non è stata votata da nessuno perché emanata dal Governo Monti dietro la delega  del  Parlamento. E, visto che Madamina presiede disgraziatamente la Camera dei Deputati ( istituzione proprio ormai sul debosciato andante: solo l’elenco mi fa rabbrividire, Pivetti, Casini, Fini, Boldrini e tremo per il prossimo) , prima di aprire bocca e darle fiato dovrebbe studiare ed informarsi bene. L’articolo 25 della Costituzione usa il verbo “ punire” e non altro ( come condannare, per esempio, o processare o altro equivalente) perché si riferisce proprio alle conseguenze concrete di una sentenza definitiva. Ecco che succede a fare il tifo per un plotone d’esecuzione!

La così detta “ grande stampa” – quella di cui sopra, per intenderci, quella adusa alle manipolazioni, stile Stasi della Ddr – divulga con grande abbondanza la considerazione  che il vertice del Partito democratico non possa in alcun modo prendere in considerazione l’ipotesi che la giunta del Senato non sia un plotone d’esecuzione per Silvio Berlusconi. Perché  la sua base , dice sempre la “ grande stampa”,pretende fortissimamente che la Giunta in questione si limiti – anzi che sia obbligata per legge e per Costituzione –ad essere il boia del patibolo, il killer  dell’odiato avversario storico. E si rivolterebbe contro qualsiasi decisione  che non prevedesse, per lunedì prossimo 9 settembre 2013,  l’ immediato colpo alla nuca  del leader del centrodestra.La stessa “ grande stampa” si guarda bene , però, dal dire che se nel P.D. è la base, cioè “ la piazza” ( che impone la sua volontà viscerale , biliosa, rancorosa, sul P.D.)che  impone  ai propri dirigenti di non pensare neppure all’ipotesi del rinvio alla Corte Costituzionale della questione della retroattività della legge Severino, la base del Popolo di centrodestra , cioè una fetta equivalente dell’opinione pubblica del Paese, non solo se ne frega altamente di quello che vorrebbe la base della sinistra,ma partecipa alla liquidazione giudiziaria del proprio leader in modo del tutto opposto . Di questa parte del popolo italiano, la “grande stampa”  non ne tiene proprio conto . Ed è questa l’ultima  sua manipolazione ,nascondere la verità e cioè che questa  ampia parte del Paese che vota centrodestra, considera la sentenza della Cassazione nell’altro che un imbroglio giudiziario, un  mostriciattolo rachitico ed informe  che la persecuzione giudiziaria, nata dal golpe mediatico giudiziario cui sopra alludevo e  con cui vennero impiccati  i partiti democratici della Prima Repubblica, è riuscita ad ottenere dopo venti anni di tentativi andati a vuoto.

Quella parte di popolo che mai  ha votato e mai voterà a sinistra ,considera la ventennale persecuzione e il tentativo di liquidazione del proprio leader come un tentativo di eliminare l’intera area moderata,considerata, dalla sinistra malata di berlinguerismo onirico, antropologicamente inferiore. Se dunque i dirigenti del Pd sono ostaggio dei propri militanti e non sono in grado di pensare altro che ad elevare il patibolo dove sopprimere l’odiato nemico, quelli del Pdl sanno benissimo che se non riuscissero ad evitare una tale assurdità , gli elettori del centrodestra li manderebbero subito a pulire i cessi pubblici. Come è accaduto, cito l’emblema, a Gianfranco Fini. Il bipolarismo politico , quello connesso alla. democrazia dell’alternanza delle grandi democrazie liberali,  non si è potuto ancora affermare in Italia per la stessa ragione per la quale nel nostro Paese abbiamo avuto nella Prima Repubblica una “ democrazia bloccata”: perché siamo stati sempre vittime, bloccati dall’ottusità politica , dai legami  indissolubili con lo stalinismo e dalla  cultura dell’odio politico predicata , sia nella prima repubblica che negli ultimi  vent’anni da una sinistra assolutamente  incapace di uscire dal proprio passato. Anche se c’è un tizio al Colle, che proviene proprio da quel mondo  e che di quel mondo conosce ogni angolo ed ogni pensiero. Vediamo se si muove per risolvere questo dramma. Ne dubito, sarebbe un’ammissione di colpevolezza evidente. Diciamo che me lo auguro.

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Roma sabato 7 settembre 2013

Gaetano Immè