Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 21 ottobre 2013

A PROPOSITO DI MAGISTRATURA DON RODRIGO Istruttiva ed edificante, credetemi, la lettura della sentenza (di primo grado) che ha assolto il Generale Mario Mori dall’accusa di non aver volutamente catturato Zu Binnu, al secolo Bernardo Provenzano.Consigliata specialmente ai paladini della Magistratura, l’arrogante e moderno Don Rodrigo, alla soldataglia al servizio della casta degli impuniti, ai tanti sgherri, alla ciurmaglia di Piazza dei Marescialli a Roma che ieri l’altro ha spedito il suo Griso ( il capo dei bravi al suo servizio dal quale ha piena fiducia, poiché complice di molti crimini e malefatte ma sempre pronto a tradire chi lo sfama da buon democristiano), l’avvocato Michele Vietti, a leggere le grida di quel signorotto, il suo editto contro la politica incapace e contro il popolo idiota. Del che ne ho già riferito stamattina, ma a quanto pare senza che quell’editto al servaggio medioevale suscitasse indignazione alcuna non solo nelle animelle belle e tenere ed altamente democratiche, ma anche negli insensibili ed incolti, oltre che rozzi, lettori. Evidentemente tutti miserabili berlusconiani, esclamerebbe un Severgnini qualunque! Il fatto è questo, statemi a sentire. La sentenza della quale parlavo , quella che ha assolto Mori, esprime su Claudio Martelli, delfino di Craxi e Ministro di Giustizia socialista, pesanti apprezzamenti . “ Martelli “ – recita la sentenza – “ha ricordi confusi e poco limpidi”, che spesso sembrano “ influenzati da quanto appreso in epoca posteriore ai fatti stessi”, uno che “ è incline ad incensarsi quale paladino dell’antimafia”. Sembra dunque che Martelli in quel processo sia stato accreditato come,appunto, un paladino dell’antimafia, uno che la combatteva e che ne era acerrimo nemico. Come questo sia stato possibile è un vero mistero. Dire che Martelli è stato uno variamente “ chiacchierato” da picciotti e pentiti è dire poco. Il suo political space è altamente significativo. Dall’esame delle carte risulta che fu evocato durante il processo Borsellino bis ( siamo nel ’97)da un pentito di nome Cannella Cristoforo, il quale descrisse alcuni rapporti che l’On Martelli avrebbe intrattenuto con Leoluca Bagarella. Sempre nel 1997 e sempre nel corso dello stesso processo un altro pentito, tale Siino Angelo riferì di aver incontrato Martelli e riferì anche che lo stesso avrebbe goduto dei voti della mafia durante le consultazioni del 1987. Fu poi la volta di Giovanni Brusca che, nel 2001 e sempre nello stesso processo, raccontò di un “ accordo” intervenuto fra Claudio Martelli e la mafia , auspice Riina, per votarlo. Ipotesi confermata da altri pentiti come Mannoia e Cancemi. La domanda che mi sono posto, leggendo questi documenti è semplicissima: ma come mai Martelli è senza un processo penale sul groppone e il Generale Mario Mori ce ne ha due? Scommetto che state pensando anche voi la stessa cosa. Sulla Magistratura . ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ L’ANOMALIA ITALIANA? IL FALLIMENTO POLITICO, UMANO E CULTURALE DELLA SINISTRA E DEL GRILLISMO. Pensiero della sera. Il fallimento umano, politico e culturale della sinistra e del M5s sta tutto nella realtà limpida dei fatti. Questi: è dal 1994 che esiste Berlusconi, è dal 1994 che la sinistra cerca il modo di sconfiggerlo. Non c’è mai riuscita con mezzi politici e democratici. E’ dovuta intervenire la Magistratura. Eccola la vera ed unica anomalia dell’Italia di questi ultimi venti anni! Altro che Berlusconi! La vera anomalia italiana è il fallimento della sinistra politica, culturale, umana che vorrebbe anche governare. Il fallito perde i diritti politici,signori. Per fallimenti minori c’è gente che si suicida. Ma voi, non vi vergognate ? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ IL RISPETTO DELLE LEGGI E DELLA COSTITUZIONE SECONO LA SINISTRA ED IL M5S. Oltre alla non infondata questione di incostituzionalità della legge Severino ( che potrebbe estromette Berlusconi dal seggio senatoriale per effetto della condanna penale del processo Mediaset)e dopo il frettoloso ricalcolo delle sanzioni accessorie comminate al Sen. Berlusconi per lo stesso reato di cui sopra dalla Cassazione ( come stabilito ieri l’altro, due anni invece che i quattro precedenti), ecco una’altra legge che non consentirebbe ( non consente proprio ) di far decadere Berlusconi nemmeno per le sanzioni accessorie. Si tratta della Legge n. 689 del 24/11/1981 che esprime principi di carattere generale non limitati alle violazioni contemplate nella legge stessa, ma applicabili, in difetto di apposita disciplina transitoria, a tutti i provvedimenti di depenalizzazione, anche successivi [Cassazione civile sez. lav., 8 febbraio 1997, n. 1212.]. Questa Legge dispone che una sanzione amministrativa può essere introdotta unicamente per espressa previsione di legge (statale o regionale) o da un atto avente forza di legge, anteriori rispetto alla condotta illecita. La norma ricalca il secondo comma dell'art. 25 della Costituzione che recita: "Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso". L'articolo 1 della legge 689/1981 sancisce il principio di legalità per l'illecito amministrativo: “Nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione. Le leggi che prevedono sanzioni amministrative si applicano soltanto nei casi e per i tempi in esse considerati." E’ sulla base di questa legge che persino i rinnovi dei permessi di soggiorno non vengono ostacolati dalle sanzioni accessorie che nel frattempo abbiano colpito l’immigrato e sempre sulla base di questa Legge dovrebbe basarsi ( dovrebbe?) la Giunta del Senato nel respingere la decadenza di Berlusconi. Il problema non è una questione di Legge, ma un’altra questione : quella Giunta delibera quello che gli pare e piace e delle Leggi e della Costituzione se ne frega altamente. Così ragionano la sinistra ed i grillini. Democraticamente. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Roma lunedì 21 ottobre 2013 Gaetano Immè