Gaetano Immè

Gaetano Immè

martedì 5 novembre 2013

ONOREVOLE GENTILONI, ONOREVOLE MINISTRO CANCELLIERI…. Spettabile Onorevole Gentiloni, che sfoggia, riferendosi la centrodestra, un “ vogliono usare la Cancellieri come una foglia di fico “, se la foglia di fico serve per nascondere qualcosa ( pudenda) ritengo che, essendo ormai Berlusconi condannato in primo grado a sette anni sette per “ concussione per induzione”, da queste nostre disagiate parti ben poco ci sia da nascondere. Pertanto Lei usi la sua foglia di fico per nasconderci la faccia sua e dei suoi compagni, faccia che, se accompagnata ad un minimo senso della “ dignità” e della “ legalità”, “ dovrebbe” essere non rossa, ma addirittura cremisi o carminio , visti gli imbrogli che sono stati perpetrati dal suo P.D. sulle tessere. Come Catone Lei è un vero fallimento, caro Onorevole Gentiloni, come lo è il Ministro Cancellieri. Ecco, invece di aprire bocca a caso, dovreste invece spiegarmi come posso fare a capacitarmi di vivere in un Paese nel quale la Giustizia è una vera ed autentica barzelletta. Perché mentre c’è chi pensa alle foglie di fico e chi ai cazzi suoi con i soldi nostri, io non riesco proprio a capacitarmene. Seguitemi. Se Silvio Berlusconi, allora Primo Ministro, telefona alla Questura di Milano per informare che Ruby – una poveretta che non era stata arrestata per reati gravi ma solo trattenuta in Questura - poteva essere affidata alla Minetti, trovi sempre un Magistrato solerte , una Boccassini , che lo inquisisce e lo condanna per “concussione per induzione” a sette anni – dico sette anni - di galera per avere evitato alla Ruby sì e no una giornata al fresco. Null’altro. E non solo. Perché quello zelante P.M. , davanti alle dichiarazioni di quei funzionari di Polizia che hanno dichiarato di non essere stati costretti né indotti ad alcunché da Berlusconi con quella telefonata, li ha anche messi sotto processo per “ falsa testimonianza”. Nessun figlio o parente o amico di Silvio Berlusconi inoltre, lavorava o avrebbe potuto lavorare per Ruby né v’erano rapporti amichevoli fra le due famiglie. E questo è un aspetto della nostra giustizia, quello fulmineo, immediato, inquisitorio. Ora alla Cancellieri. Non mi unisco al solito coro dei melensi che del Ministro chiede le dimissioni sulla base di “presunti interessi personali. Non esistono prove nelle favole che ho letto su svariati giornali relativi ad un presunto richiesto intervento di Berlusconi, sollecitato da Salvatore Ligresti, per evitare che la Cancellieri venisse trasferita ad altra Prefettura, come non ne esistono su presunte villeggiature della Cancellieri in un villaggio turistico dei Ligresti. E’ invece cosa certa che Antonio Ligresti, fratello di Salvatore Ligresti, abbia chiamato la Cancellieri , al momento in cui i Magistrati disponevano la custodia cautelare nei confronti di Giulia Ligresti. E’ anche certo ( registrazioni telefoniche) che la Cancellieri abbia dato la sua totale e completa disponibilità per essere d’aiuto ai Ligresti . E se è vero che rientra fra i doveri di un Ministro di Giustizia informarsi dello stato di salute dei “carcerati preventivi “ non si deve consentire che venga spacciato come “ gesto umanitario” l’intervento di un Ministro per una cara amica in carcere. Non so se Giulia Ligresti fosse più bisognosa di aiuto di altri “carcerati preventivi”, ma una cosa mi risulta certa: trovo molto meschino mascherare come “ gesto umanitario” una vera e propria “raccomandazione ministeriale”. Trovo tutto questo assai più grave del comportamento di Silvio Berlusconi e se a Berlusconi sono stati affibbiati sette anni di reclusione , non vedo come possa la Cancellieri non dimettersi immediatamente dall’incarico e come sia possibile che ancora nessun Magistrato si sia mosso per la sua incriminazione per “ concussione”. A queste osservazioni, aggiungo ancora oggi tutte le mie vibranti ed indignate proteste contro il vassallaggio politico e civile al quale settanta anni di Governi ci hanno ridotto. Alludo, anzi, urlo la mia profonda indignazione contro “la natura” che fa i “ figli di” così intelligenti e bravi da riservar loro tutti i posti d’oro di questo paese, senza che sia necessario per costoro sostenere alcun esame o concorso. Già ieri elencavo alcuni eclatanti esempi. Piergiorgio Peluso, figlio di Anna Maria Cancellieri, è solo un esempio, ben celato agli occhi del Paese. Nulla, ovviamente, di personale contro il Dr Piergiorgio Peluso, ma come mai è entrato in quella grande Banca ? Con quale concorso per titoli o per meriti? Concorso aperto a tutti o riservato solo ai “ prescelti” da una “ apposita Commissione” come quelle delle italiche Università che producono baronati senza fine? Non voglio neanche dilungarmi sul fatto che il Dr Piergiorgio Peluso, non appena fu stipulato il contratto per i “ braccialetti elettronici “ con la sola Telecom ( pensa tu, contratto rinnovato proprio nel 2012 per altri sette anni!) sia stato poi assunto dalla stessa Telecom. O che lo stesso Dr Peluso sia stato inviato da quella Banca alla SAI dei Ligresti con qualche “ compitino” per salvare qualcosa per i carissimi amici Ligresti. La conclusione è scontata: il Ministro Cancellieri deve dimettersi immediatamente, chi la sostiene fa la figura di difendere una pratica ( quella della raccomandazione del potente) assolutamente disdicevole se non addirittura illecita e penalmente rilevante. Ma non basta: bisogna assolutamente iniziare una dura battaglia contro il clientelismo politico e contro i “ figli di” e gli “ amici di”. Non ha alcun senso democratico che, per esempio, Fassina – bravissima persona, sia chiaro - sia stato prescelto dal partito, istruito dal partito e portato addirittura al Governo, che, altro esempio, Gianni Cuperlo abbia fatto la stessa trafila clientelare , come milioni di altri casi, sia chiaro, certificano. Così, senza un concorso, senza merito proprio e senza confronti con altri, così, nel silenzio delle ambiguità e delle opacità, delle raccomandazioni, dei veri e propri ricatti sono sbocciate tante meravigliose carriere, come quella del Sen Zanda, il cui palmares contempla solo d’essere nato da un padre capo di polizia, sardo, democristiano, amico di Cossiga e della Dc perché non v’è traccia nella sua vita d’altro se non di avere occupato posti pubblici ( senza alcun concorso) o incarichi politici sempre presso Cossiga. Basta con questo vassallaggio: tutti i posti devono essere assegnati con concorsi, non truccati, ai più meritevoli. Che difficilmente sono anche i “ figli di” o gli “ amici di”.