Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 6 dicembre 2013

Dopo la decisione della Consulta - lo Stato italiano è "governato" della Magistratura che nessuno ha eletto - evidenzia plasticamente come l'Italia non esista – dal 1992 - una democrazia, ma una sorta di regime di una lobby. Non contenti di aver contribuito ad instaurare questo regime , alcuni ben noti partiti e molti loro reggicoda, davanti allo sfacelo determinato da questa decisione , ora sventolano un nuovo " mantra" come alibi per impedire al popolo di restaurare, con un voto immediato, una completa democrazia: l'opportunità politica e l'attesa delle motivazioni della decisione. Persino dalla sua stessa denominazione ("politica", cioè partorita da un partito politico ) si capisce come si scriva " opportunità politica" ma si legga " conservazione del proprio potere ". L'istinto di conservazione dei satrapi e delle " care guide" ha generato fin troppe guerre e lutti e non solo agli Achei. In fin dei conti , chi oggi sventola questo ennesimo specchietto per le allodole - nipoti fedeli allo spirito dei loro nonni che usavano allora come crudele inganno popolare " il paradiso della Russia stalinista" e poi s’è visto - si comporta come Assad sta facendo in Siria, come Al Qaeda sta facendo in Afghanistan e come la " cara guida" sta facendo in Corea del Nord. Sfruttano ignobilmente quel sentimento popolare – seppure in troppi inculcato - di " appartenenza" nel quale siamo stati allevati ( ripeto: come polli, in batterie ) per conservare il proprio potere. Se questo Parlamento rispettasse la legalità e la democrazia ora dovrebbe procedere: ad eliminare i parlamentari eletti solo in base al premio di maggioranza; a predisporre un testo di nuova legge elettorale , che preveda l’accordo della maggioranza del Parlamento “ depurato”, che introduca le preferenze, che espella questo premio di maggioranza e preveda altro sistema di governabilità, che stabilisca il metodo (maggioritario o proporzionale), ecc da sottomettere subito ad un referendum popolare; a prevedere che il voto ad un partito politico obblighi quel partito al Governo del Paese, seguendo esito del voto , ma non seguendo solo la propria ideologia o con accordi e senza “ patti ad escludendum”. L’opportunità politica sia intesa ad un immediato “ congelamento” dei poteri straordinari delle istituzioni con determinazione di una scadenza insormontabile ed a breve per le premesse decisioni. Tutto questo, a mio avviso, e sempre che i partiti politici pensino alla dignità ed al benessere del Paese e non ai propri interessi, dovrebbero fare. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ CENSIS E MENZOGNE Esistono, disgraziatamente, persone che godono a spacciare alcune notizie positive come catastrofi, così, tanto per imbastire una menzogna da usare come una pistola contro gli odiati avversari politici. Un “nanismo intellettuale” che non consente loro di vedere al di là del proprio odio livoroso, gente rimasta al “ tanto peggio per l’Italia tanto meglio per il Pci”, che era una delle “perle” di Palmiro Togliatti negli anni dell’immediato secondo dopo guerra, quando il Pci ingannava un popolo di poveri e laceri semianalfabeti con quel suo macabro specchietto per le allodole che si chiamava “ la promessa del paradiso terrestre comunista”. Titta Ferraro di “Milano Finanza”, nell’esaminare l’ultimo rapporto del Censis, mette in risalto la “ fuga all’estero” degli italiani , che ha registrato un incremento del 29%. Avrebbe dovuto intitolare “ la conquista” ed invece , per assecondare i suoi datori di lavoro, si accoda, obbedisce ed usa il termine “ fuga”. Una idiozia pura. Solo menti profondamente ed inguaribilmente fasciste e comuniste, “ fattrici” di “caste clientelari” come i “ dipendenti pubblici” ,per i fascisti, o della “ classe operaia” , per i comunisti – cellule malate di privilegi che hanno incancrenito il nostro Paese fin dal 1950 e che oggi costringono i nostri giovani a conquistarsi un posto al sole al di fuori di una Italia che ormai , esausta e consunta da tutti quei privilegi ( che solo gli stolti possono avere la faccia tosta di chiamare “ diritti acquisiti”) , nemmeno riesce a garantir loro una accettabile futura pensione pur di conservare i privilegi dei loro “ clienti politici” – possono spacciare che il successo dei giovani italiani all’estero sia una deplorevole responsabilità dei governi. Le loro ridotte capacità- sia di analisi che di sintesi - non consentono loro,non sapendo a che santo votarsi, che scaricare sbrigativamente il tutto in una discarica abusiva, sulle spalle del famoso “berlusconismo”. Nemmeno s’accorgono di fargli oltretutto un grosso ossequio! Le oche del Campidoglio , almeno, servirono a salvare qualcuno! Dobbiamo essere felici ed orgogliosi , invece, di questo evento. Che i nostri giovani trovino finalmente il coraggio, la voglia, il desiderio di confrontarsi col mondo, di sentirsi italiani ma anche “ cittadini del mondo”, di confrontarsi con americani, con tedeschi, con russi, con francesi, spagnoli, ecc, di sapersi finalmente esprimere anche in lingua straniera , dopo settanta e passa anni passati sotto le gonnelle del “ posticino” micragnoso, rigorosamente a spese pubbliche, nel paesello nativo, con tutto quel che ne consegue in termini di consapevolezza del proprio valore, di successo, di conoscenze, di cultura, di integrazione fra popoli , di globalizzazione e quanto altro, trovo sia , seppure dolorosa per noi genitori e nonni, pure una realtà stupenda, l’unica realtà che, ancora faticosamente, si sta facendo strada nel nulla assoluto che governi , sia di “Presidente” che di parte politica, hanno prodotto dal 1945 ad oggi. Questa gente nemmeno è capace di vedere la storia nel suo assetto complessivo: e di dare un giudizio sereno alla nostra, chiamiamola , emigrazione. Iniziata ai primi del novecento e non all’apparire di Berlusconi, con migrazioni dapprima malavitose, dopo di basso conio e che oggi, grazie alla sveglia suonata dal popolo di centrodestra dal 1994 - con il suo anelito ad una maggiore libertà personale, economica, burocratica, poliziesca ecc. - contro i sepolcri imbiancati ( scuola, sindacati, concertazione, università, articolo 18, statuti lavoratori, imprese a spese dello stato o addirittura pubbliche, imprese private che cessano, che chiudono, ecc) che opprimevano e chiudevano l’Italia nei propri confini come un’isola autarchica, sepolcri imbiancati strenuamente difesi da una sinistra che oggi vorrebbe rivedere quei “ poteri forti” dominare, soffocare il Paese come nel passato remoto, lontano e recente, oggi è la nostra affermazione all’estero, nel lavoro, nelle professioni, una prova di maturità internazionale, la conquista del nostro posto sul desco mondiale non più in posizione curva , da maggiordomo. E’ lo stesso CENSIS che elenca i cancri che quei poteri forti hanno coltivato e prodotto nel loro lungo dominio. La troppa accidia politica e sociale ;la furbizia generalizzata per evitare la soffocante burocrazia; la ormai cronica disabitudine al lavoro,prodotto dal sindacalismo esasperato e dalla fallimentare concertazione , come testimoniano i ridicolo indici di produttività dei lavoratori italiani ; l’ immoralismo diffuso, nato da quando intorno agli anni cinquanta ci si è resi conto che i due maggiori partiti politici ingannavano il popolo ancora semianalfabeta con specchietti per le allodole come “ la giusta società comunista” da parte del Pci e con la minaccia “ dell’oppressione clericale” da parte della Dc; la insopprimibile crescente evasione fiscale dovuta essenzialmente alla malavita organizzata ed alla soffocante rapina di stato con imposte impensabili”; la corruzione pubblica, nata fin dalla nascita della Repubblica e cresciuta al crescere smisurato dell’invadenza e del potere che lo Stato pervasivo e Leviatano ha ignobilmente e colpevolmente elargito alla “ burocrazia”. E’ dunque una vera fortuna che negli ultimi dieci anni sia praticamente raddoppiato il numero di italiani che hanno trasferito la propria residenza all’estero (106mila del 2012 dai 50mila del 2002) per motivi di lavoro e di studio. Un incremento rivelante si è avuto anche nell'ultimo anno: +28,8% tra il 2011 e il 2012. Spero di vedere crescere questo esercito di giovani italiani all’estero. Per il loro bene. Che dovrebbe essere l’unico metro di paragone con cui misurare un simile evento. Invece che l’odio personale.