Gaetano Immè

Gaetano Immè

venerdì 28 febbraio 2014

---------------Cinque notizie cinque quanto meno “ curiose”------------------ Certe volte si stenta a credere alle scelte della politica. Un esempio chiaro è ciò che sta facendo il Partito Democratico in Sardegna. Francesca Barracciu vince le primarie, sbandierato come il più alto momento di democrazia. Tutto questo con la spada di Damocle delle indagini sui fondi ai gruppi che le pendeva sul capo. L'accusa è pesante, aver distratto i fondi ai gruppi del consiglio regionale. Come lei sono in tanti ad averci sbattuto la faccia. Ma il Pd non ci sta. Decide che una candidata alla presidenza della Regione indagata non può esistere. Per questo, nonostante mille resistenze, viene fatta desistere. Un'azione dura e decisa di quasi tutto il partito che solleva un putiferio. Ma niente, il democratici decidono che il candidato (poi vincitore, ma solo grazie all’intelligentissimo Pilo) ) è Francesco Pigliaru. Ma dopo un po' di tempo, facendo affidamento sull’oblio, ecco la svolta: Francesca Barracciu è il nuovo sotto-segretario alla Cultura del Governo Renzi. E' caduta la “ mannaia amica” della prescrizione sulle accuse più pesanti nei confronti di Filippo Penati in uno dei filoni dell'inchiesta sulle tangenti del cosiddetto 'Sistema Sesto'. Il non luogo a procedere per prescrizione nei suoi confronti è diventato definitivo con il sigillo della Cassazione, nonostante lo stesso Penati avesse pubblicamente dichiarato che avrebbe rinunciato alla prescrizione. La prescrizione! Questo Giano bifronte! Vale una condanna definitiva, se c’è Berlusconi come indagato, vale un’aureola di santità se di mezzo c’è qualche personaggio della sinistra( Penati, Tedesco, De Benedetti, D’Alema, ecc) Ho letto che un certo Senatore del P.D., tale Miguel Gotor, si è dichiarato “altamente indignato” per l’accordo fra Renzi con Berlusconi sulla legge elettorale e si è strappato persino il giubottino di Givenchy per i “terrificanti conflitti di interesse” della Guidi. Ma guarda un po’ la vita! Riassumo per i poco informati. Questo Gotor , “accompagnatore fisso ” di un figlio di Napolitano, sempre presente nelle “presidenziali” vacanze a Lipari, al Liceo Virgilio di Roma un passato da truculento capataz comunista con pretese di dominare le assemblee studentesche con la violenza dell’intimidazione del gruppo e del branco , poi una “ strana ed opaca” cattedra di Storia a Torino, grazie ad una certa Commissione di quell’Università ( nella quale sedeva anche un professore che di cognome, guarda caso, faceva Napolitano) che ha scelto il suo scritto fra cinque pretendenti ( dunque un “merito” evidente, non trovate?), colui che è poi stato “prescelto”( chissà per quali meriti ?) da P.L. Bersani ( chi glielo avrà mai indicato al nostro smacchiatore P.L.? Forse qualche spirito in qualche seduta spiritica?) per fargli scrivere su Repubblica e su Il Sole straordinarie ed esilaranti agiografie ( non date retta, sono delle vere e proprie fellatio!) di quel puro genio di Monti ( altro “ preferito” di casa Napolitano, forse questo addirittura imposto da qualche Cancelleria europea) ( se vi andate a leggere quelle fellatio/articoli, giuro che non andrete al cinema per qualche settimana da quanto riderete !), quello stesso Gotor che Bersani ha “ prescelto”, come un “favorito in un harem” ( come una Minetti insomma, fatte le debite proporzioni e senza che suoni d’offesa per Nicole Minetti!) per la cadrega sicura in Umbria ( dove se il PD candida uno spaventapasseri quello vince sicuro) , quello che una sera a “Porta a Porta” ( era marzo scorso e P.L. Bersani aveva preso la tramvata sui denti dei risultati elettorali ) ci ha deliziato come un comico saltellando come un nanerottolo indemoniato ed urlando che “lui masticava pane e politica da sempre” e contava su un accordo fra il PD. ed il M5s per fare il Governo Bersani ( infatti, s’è visto come il M5s ha mandato a fanculo in diretta il P.D.!), bene, insomma, un tale individuo, con tale excursus di dignità e di merito alle spalle, un individuo di tal fatta , un famiglio servile, ha anche la faccia tosta di dichiararsi INDIGNATO! Ma per favore!!! Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi è indagato per concorso in abuso d'atti di ufficio insieme a Fedele Sanciu, ex senatore del Pdl e Commissario dell'autorità portuale del Nord Sardegna.La vicenda riguarda proprio la nomina di Sanciu a commissario: in base a un esposto presentato dall'ex consigliere provinciale Pd Andrea Viola, Sanciu, in possesso della sola licenza media inferiore, non sarebbe stato in possesso dei titoli richiesti dalla legge per ricoprire la carica che rivestiva. Coordina le inchieste il pm della Procura di Tempo Pausania Riccardo Rossi. Sarà archiviata ! Finché quelli di NCD serviranno alla sinistra per tenere in piedi in loro Governo, Lupi, come Penati e molti altri non corre alcun rischio. Anche perché lo strano di questa faccenda è che si tratta di una notizia vecchia di un mese . Perché la pubblicano solo ora??????? Forse perché c’è in gestazione una terza forza parlamentare (Sel fuoriusciti dal M5s + comunisti cuperliani e civatiani duri e puri ) che potrebbe sostituire il Ncd come sostegno al Governo? Aveva cominciato Letta , grossi regali di Stato alla tessera numero 1 del P.D., Carlo De Benedetti:: nella legge di Stabilità infatti è entrato un emendamento che risarcisce le centrali elettriche non utilizzate e, alla Sorgenia dell’Ingegnere potrebbero arrivare un centinaio di milioni. Non solo. Un grosso aiuto per l'Ingegnere potrebbe arrivare dalle banche. Infatti il grande amico del P.D. Giovanni Bazoli, se ne esce sul F.T. fa per asserire che il «capitalismo di relazione» non è da buttar via. E comunque non sarebbe la causa dei fallimenti del sistema economico e finanziario italiano. Un ragionamento articolato, quasi una difesa d’ufficio del settore bancario, che il presidente di IntesaSanpaolo, lunedì scorso, ha squadernato sulle colonne dell’autorevole Financial Times. A meno di 48 ore dalle dichiarazioni del «decano» dei banchieri rilasciate al quotidiano britannico, ecco che dentro i nostri confini esplode il caso Sorgenia. Probabilmente la rappresentazione plastica di quel capitalismo di relazione spalleggiato pochi giorni fa proprio da Bazoli. Sta di fatto che la società attiva nell’energia di proprietà del gruppo Cir - che fa capo alla famiglia di Carlo De Benedetti - è sempre più vicina al dissesto finanziario e si appresta a essere «salvata» dalle banche che l’hanno sostenuta con linee di credito che sfiorano i 2 miliardi di euro (1,9 per l’esattezza). Una montagna di denaro che Sorgenia non è in grado di restituire da un pezzo. Di qui la soluzione, fondata con ogni probabilità sulle buone «relazioni» tra gli azionisti Cir e i top manager degli istituti di credito. Il credito è come la legge: proprio uguale per tutti.

giovedì 27 febbraio 2014

--------------------------UN PARTITO O UN COLLEGIO ?---------------------------------- Quello che accade nel M5s, dove alcuni hanno criticato la posizione di Grillo nel colloquio con Renzi, cosa è? E’ la manifestazione di una opinione che non coincide con quella della maggioranza di quel Movimento. Succede ovunque, è sempre successo. Nei partiti politici le correnti, il dissenso, la discussione è elemento insopprimibile , una vera e propria risorsa , ancor di più quando riguarda deputati o senatori, gli eletti, cioè, che non hanno per Costituzione l’obbligo del mandato. Ho sempre sostenuto l’intangibilità assoluta di tale principio costituzionale che è la massima espressione democratica della libertà della politica. E non si può commettere il suicidio, la follia di eliminarlo perché qualche scellerato ne abusa a proprio tornaconto. Sarebbe come bombardare la Sicilia per eliminare la mafia. Sarebbe come gettare il bambino con l’acqua sporca. Una follia pazzesca . Ma in Italia abbiamo assistito tante volte a simili tentativi di strozzare nella culla la democrazia , con infanticidi che, prezzolati tribuni, hanno cercato di spacciare al popolo incolto come misure salvifiche per il Paese. Ricordo solo l’imposizione, sotto la minaccia della pistola dell’arresto puntata alla testa , da parte del Pool di Magistrati di Milano - due dei quali(Di Pietro e D’Ambrosio) anche premiati con seggi senatoriali dal Pci per il lavoro intimidatorio svolto – dell’eliminazione parziale dell’articolo 68 della Costituzione. Se si guardano le conseguenze di quello stupro della Costituzione , di quella estorsione, senza pregiudizi, l’effetto” è stato rendere ogni Parlamentare succubo di ogni singolo P.M. Ed ha reso il Parlamento ed il Governo della Repubblica italiana soggetti non più al solo popolo sovrano-pur nei limiti ricordati dal secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione - ma ad una minoranza politicizzata della Magistratura. Lo stravolgimento del Governo Berlusconi I nel 1995, l’abbattimento del Governo Prodi del 2008, lo scandalo dell’arresto e della detenzione di Alfonso Papa o quelli del manager Scaglia, tutti casi fondati su accese false ed inesistenti, non sono ancora sufficienti per ché gli italiani si tolgano le fette di prosciutto dagli occhi e gli schiavettoni ideologici da quel minimo di cervello che riescono a far funzionare? ------------ADESSO VEDIAMO CHI E’ VERAMENTE IL P.M. GRATTERI---------------------- Ora vedremo chi è il Dr Gratteri. Persino un giudice “ragazzino” (come venne sprezzantemente definito) come Rosario Livatino, trucidato da Cosa Nostra , più volte nei suoi scritti denunciò la “deriva della magistratura dell’antimafia professionale” e gridò (inascoltato) al suo mondo di tenere distinte, per sempre, politica e magistratura. I costruttori professionali di castelli di sabbia e di merda , gli architetti di fumose trattative, gli “ untori del morbo del giustizialismo calvinista”, quelli che dalle colonne di “ Repubblica”, de “L’Espresso”, de “ Il Fatto “ ecc hanno diffuso a piene mani, negli ultimi venti anni, quel morbo pestilenziale fino a trasformare il Paese , che era la patria dello Stato di Diritto, in un eterno, perenne mediatico Tribunale del Popolo da inquisizione , loro sono stati i primi a non volere Gratteri ministro, loro ed i colleghi ( come nel caso di Falcone) magistrati. Perché un magistrato non può e non deve frequentare politici nell’espletamento delle sue funzioni. Altrimenti può capitare che – magari a sua insaputa – ne diventi amico. E le amicizie false, si sa, tradiscono. Lo insegna anche la storia di Livatino. Insomma: la vita riservata di Gratteri cozza con la platealità dei Gomez, dei Travaglio, dei Padellaro, ecc con le carovane di falsi amici pronti a spingerlo verso il carro ministeriale. Pare che la scelta di Napolitano di evitare che Gratteri andasse a Via Arenula procuri le stesse doglianze e gli stessi striduli piagnistei da prefiche al soldo delle Procure ( Il Fatto, Repubblica, L’Espresso, ecc) che ci hanno ammorbato ai tempi di Rodotà tà tà . Ora vedremo chi è veramente il Dr Gratteri. Se è uno dei tanti falsi profeti dell’antimafia professionale, della “ legalità sbandierata e non onorata” , farà come hanno fatto i vari Ingroia, De Magistris, Di Pietro, D’Ambrosio, cioè la finta vittima per aspirare ad una cadrega pubblica che lo arricchisca di potere e di privilegi castali. Né più, né meno di quel che fece anche Rodotà tà tà , che mentre vagheggiava il Colle mollemente adagiato sull’amaca di quell’interessato consenso, sistemava ben bene la figliola, senza concorso, ovvio in posti di eccellenza. Oppure dimostrerà di essere quella persona seria che io credo fortemente che egli sia : prenderà dunque a calci in culo tutti i suoi falsi amici, tutti i suoi impresentabili ed interessati “magnaccia”- che volevano solo la sua faccia onesta per farne un burattino al servizio giudiziario dei loro potenti Don Rodrigo – ed in silenzio, senza proclami o interviste o comparsate televisive, continuerà a fare quello che il suo dovere. Arrestare ndranghetisti. “Estirpare il fenomeno malavitoso, mafioso, etc” non è compito di un Magistrato. Ci deve pensare un sano benessere economico complessivo del Paese ed un vera cultura.

mercoledì 26 febbraio 2014

PRIMA RISPONDI ALLE DOMANDE, RENZI, E POI SULLA FIDUCIA SI VEDRA’, PASSO DOPO PASSO I programmi sono una cosa, la loro attuazione pratica altra. Di programmi recitati come si deve in Parlamento i miei settantacinque anni ne hanno sentiti tanti e se solo un loro quarto fosse poi stato realizzato, l’Italia sarebbe da un pezzo un Paese normale e ricco. Nessuna forma di pregiudizio, sia ben chiaro, per Renzi, ma intanto –siccome anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano – vorrei esprimere a Renzi alcune mie remore sul suo conto. E’ concepibile, è costituzionalmente lecito, è organico ad una democrazia rappresentativa basata sulla sovranità popolare che un Governo che pretenda, come afferma Renzi, di rivoltare il Paese come un calzino, non abbia una più larga maggioranza possibile scelta appositamente dal voto popolare, ma sia solamente l’espressione della Segreteria di un solo partito politico ? Munito di quale “alta Procura” dunque, autorizzato da quale cattedra o Magistero Renzi si autodefinisce un Governo politico, rassicura “la casta” ( una vera paraculata da captatio benevolentiae ) circa la loro permanenza sulla cadrega fino al 2018 e s’impanca con la volontà di trasformare il Paese? La risposta mi pare ovvia: solo da Napolitano e dal P.D. Ecco allora che viene prepotentemente alla luce il vero problema politico, una vera bomba politica sulla quale Renzi s’è seduto e che potrebbe esplodere in qualunque momento: ma cosa ci vuol far credere Renzi? Di rappresentare “il nuovo” quando lui stesso è frutto di quella politica “opaca” che tutti vorremmo vedere sparire ? Quale credito di onestà e correttezza politica, di credibilità politica posso dare ad una persona, Renzi, che non solo aveva garantito che mai avrebbe spodestato il Governo Letta con manovre opache, non solo aveva garantito che a Palazzo Chigi ci si debba arrivare solo con un voto popolare, ma che ora finge di non vedere che l’istituzione che gli ha conferito l’incarico, che lo ha “prescelto” ( “il favorito” di corte) è a sua volta ormai priva di credibilità politica? Perché Napolitano fin da maggio del 2011 tramava contro il Governo italiano eletto dal popolo? Perché Napolitano non si è dimesso quando Alan Friedman ha dato risalto mediatico alle sue indegne trame con qualche Cancelleria europea, Monti, De Benedetti e Prodi? Perché Napolitano invece di spiegare all’Italia quanto era accaduto, si è trincerato dietro offensivi ed ignobili “ fumo, solo fumo” quando De Benedetti, Prodi, Monti stesso hanno invece confermato tutto? Ed ancora: possibile che un uomo navigato e di esperienza consumata come Giorgio Napolitano non si sia reso conto che Mario Monti era un pallone gonfiato, un baro, un bluff, un inetto, un velleitario incapace,un burocrate arrivista che ha persino tradito la parola data al suo benefattore per fondare un partitino politico come un Di Pietro qualsiasi ? E se così non fosse, chi e quando e come ha ricattato l’Italia e Napolitano, chi gli ha imposto,ordinato di mettere Monti al posto di Berlusconi, chi e come? Come scrisse Paolini? Io lo so. Ed, ultima domanda retorica, last but not the least, per quali ragioni o meriti oggi Napolitano sceglie Renzi, nello stesso modo come ha scelto prima Monti, poi Letta? Cosa ci vuol dar da bere Renzi? Che Giorgio Napolitano sia una persona inaffidabile , unfit to lead Italy, perché prono al volere di certe potenze straniere solo quando armeggia nelle melma per estromette un governo eletto dal voto popolare o quando , come un marajà sceglie il suo preferito nell’harem dei propri adoranti e incorona un incapace come Monti o quando ci fa perdere due mesi con Bersani o un anno e mezzo con Letta e diventa invece un Presidente oculato, saggio, autonomo e indipendente dalle potenze straniere solo quando il “prescelto” è Matteo Renzi ? Prima le risposte, poi la fiducia, Renzi. Abbiamo già dato troppe volte. -----------------------------DIO LI FA E POI ?--------------------------------- Fassina e Gotor, due carneadi che militavano insieme nell’harem di Bersani, come il codazzo dei servili questuanti al seguito del famoso prof. dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue. Sono stati “prescelti”, due “ famigli”, due “favoriti” insomma. Come la Pompadour, come la Minetti, se esemplifichiamo. Oggi ne parlo solo per indicarli come paradigmatici esempi negativi della libertà di pensiero, la libertà più cara all’uomo moderno e civile. Fanno parte di un Partito, il P.D., dove, dicono, si discute di tutto. Vero. Animatamente. Vero. Poi si decide democraticamente. Falso. Bisogna accettare la disciplina di partito, una camicia di forza al cervello che Togliatti impose al Pci e che è ancora in pieno vigore nel P.D. ed alla quale si genuflettono anche i così detti ex democristiani. Voi direte: in qualsiasi partito è così. Non è vero. La disciplina di partito è esistita solo nei partiti che seguivano ideologie totalitarie, come nel Pci e nel Msi. La vecchia Dc aveva tante correnti,altro che disciplina di partito. Il PSI s’è frazionato fino alla diaspora. Forza Italia o PdL , non ostante sia di formazione recentissima rispetto agli altri partiti , ha già subito diverse scissioni ( Fini, Alfano, Lombardo, Formigoni, etc) . Come si può sostenere di essere uomini liberi se poi si accetta l’umiliazione di dovere obbedire alla decisione del partito anche contro la propria volontà? Fassina , rancoroso, non ha saputo far di meglio che ritirare fuori il solito “conflitto di interessi” ( ma solo quello degli avversari, sia chiaro) ed ha accusato il neo ministro Guidi di essere incompatibile con il Pd, nonostante le sue dimissioni da tutti gli incarichi ricoperti nell'azienda di famiglia. Fassina eseguendo ordini del partito non può tener conto che la Guidi è stata proposta dal segretario del suo partito incaricato di formare il governo. Insomma, prima vota per disciplina di partito per Renzi segretario e poi, una volta fatto fuori, estrae il solito antiberlusconismo come unico valore fondante della sinistra dal 1994 che ormai fa ridere i polli. Fassina dovrebbe imparare a giudicare una persona non dal colore politico o dal suo asservimento al P.D. ma dalle sue competenze, e non dal fatto che possa aver parlato qualche volta nella vita con un imprenditore, quel Silvio Berlusconi che Fassina, poveretto, odia visceralmente. Strano però che quando, giorni orsono, De Benedetti tramava per imporre qualche Ministro compiacente che risolvesse i suoi problemi con la Sorgenia, con la Power, con il fisco, Fassina era distratto. Appunto, un “favorito”. Poi ho letto che un certo Miguel Gotor vota per Renzi ma solo “ per disciplina di partito”. E come no? Solo per disciplina di partito ! Ma chi era Miguel Gotor prima di essere “famiglio” di un figlio di Napolitano se non un arrogante e saputello liceale che con la violenza verbale e del branco imponeva certe sue idee nelle assemblee studentesche del Virgilio di Roma? E non è forse provato da foto ed articoli che Gotor andava in vacanza con figlio di Napolitano in quell’isola siciliana scelta come buen retiro da Napolitano? Come ha ottenuto il Signor Gotor l’incarico all’Università di Torino visto che anche fra gli accademici di quella Università c’è un tale Prof. Napolitano? E non era proprio il Signor Gotor Miguel che nel 2011, per imperscrutabili ma ignoti meriti , veniva “ prescelto” ( ancora!) da Repubblica per scrivere ridicoli articoli adoranti di quel pallone gonfiato di Mario Monti più simili a fellatio che ad altro? E non era proprio Miguel Gotor che voleva far fare a Bersani il Governo con il M5s e che una sera a “Porta a Porta” ci ha deliziato come un consumato comico a saltellare come un ossesso reclamando di essere un esperto di politica che mangiava “pane e Berlinguer”? Infatti, s’è visto. S’accontenti dell’essere stato “il favorito” dell’harem di Bersani. Che è già tantissimo. Visti i privilegi connessi.

lunedì 24 febbraio 2014

----------MA GABANELLI NON DOVEVA ESSERE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?--------- Che la Gabanelli sia una killer del Pd credo che ormai sia chiaro a chiunque sia fornito di un po' di cervello. E' stata scatenata, di volta in volta, contro Tremonti, contro Di Pietro quando è diventato scomodo, contro Alemanno, e - più volte - contro la Lega.C’è poi una querela contro a RAI e gli autori della trasmissione ‘Report’ per le notizie contenute in una inchiesta sulla Banca Popolare di Milano Due citazioni per danni contro Report per l’importo complessivo di 35 milioni di euro sono state presentate al Tribunale di Roma da Ilaria Sbressa, amministratore delegato dell’emittente tv Abc. I danni sarebbero stati causati dal servizio andato in onda lo scorso 17 novembre scorso. Potete leggere tutti i dettagli su “ http://www.ossigenoinformazione.it/2012/11/querele-emittente-abc-ha-chiesto-a-gabanelli-e-rai-35-milioni-di-risarcimento-16120/”. Andatevi a leggere o a sentire su youtube, la storia della Gabanelli di Report e della RAI contro PAOLO BARNARD, ma dovete prima sapere che Wikipedia ha oscurato la pagina di Paolo Barnard. La RAI3 ha comunque munificamente reso la Gabanelli una sorta di Magistrato, regalandole , vista la sua pericola attività di killer , la impunità per i suoi omicidi politici assumendo in proprio, ma con i soldi del canone, i risarcimento ai quali Report sia stato o sarà condannato per danni e diffamazioni. Siccome queste notizie sono pubbliche ed arcinote, è evidente che i simpatizzanti del M5S conoscessero queste “ preclare doti” della Gabanelli ( che è l’equivalente moderno del famigerato assassino Moranino: questo , nel dopo guerra, ammazzava gente civile inerme perché “ supposta” fascista, senza processo, costei istruisce “processi sommari” nel Tribunale del Popolo dei Berlinguer, su RAI3, come quelli istituiti da Stalin nel Dicembre del 1934, che dettero poi vita ad una serie impressionane di “ esecuzioni di Stato” con le famigerate “Purghe staliniane”) La volevano come Presidente della Repubblica per questo tipo di meriti che sono Identici a quelli per i quali Saragat prima e Pertini poi concessero la grazia Presidenziale a tutti gli assassini comunisti ( alludo a Toffanin, Moranino, etc). Ma un giornalista che verifica le sue fonti agisce in quella stessa “zona grigia” nella quale hanno agito nostri investigatori istituzionali (Mori , Pisani, Contrada, ecc) per verificare le loro fonti. Vedremo se la Magistratura farà, come al solito, due pesi e due misure. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ------------ROTTAMATORE O CONSERVATORE ? IL TEMPO E’ GALANTUOMO.---------------- A chi si lamenta e la tira coi “ soliti discorsi” di prammatica, coi soliti triti e ritriti piagnistei sui venditori di pentole e simili cretinate, dico che questa è la Costituzione italiana, quella spacciata come la più bella del mondo. Una sorta di “minuetto di Boccherini” dove i cicisbei istituzionali, incipriati ed profumati ( per coprire i loro fetori ), recitano i quadretti musicali fra inchini e riverenze . Così vuole la prassi, in Italia. E la prassi, è noto, è sacra, perché fa parte della famosa “ legalità”. O No? E allora che cazzo pretendete? Che questo si metta a sfidare la prassi e la legalità? Cosa avrebbe dovuto fare con questa Costituzione e prassi? Devo ancora una volta ripetere che trattasi comunque di un noioso “già visto” perché il Presidente del Consiglio per Costituzione non ha potere alcuno, deve dunque limitarsi a recitare la solita promessa di fare cose a chi poi dovrà autorizzarlo a farle (se lo riterrà poi opportuno e conveniente per i propri interessi di bottega). Che paese di "ragazzini incapaci "!Una rottura di scatole programmata, direi necessaria. Ma aspettiamo a premere grilletti. Al Senato Renzi ha tenuto un lungo discorso, un elenco di buone intenzioni, una specie – direbbero nel diritto anglosassone – di L.O.I. vale a dire una semplice “dichiarazione di intenti”. Tante promesse, nessuna spiegazione pratica. L’intervento sul cuneo fiscale da fare non solo con i tagli alla spesa significa solo nuove tasse per togliere vecchie tasse, stile Monti o Letta . Nulla ha detto sulla giustizia, dove non si è udita una sola parola di merito; nulla sulla crescita o sull’Europa; nulla sulla riforma elettorale, che non si capisce quando e come sarà approvata; nulla sui dirigenti pubblici, dove la salvaguardia dei “diritti acquisiti” è un indulto per tali immondi privilegi . Nulla ho sentito da Renzi sul drammatico problema degli insegnanti, un esercito di precari militarizzati , dequalificati, fidelizzati con manovre d’immissione in ruolo concesse dietro voto di scambio, del tutto deresponsabilizzati ma ripagati sottraendoli (proprio come i magistrati) a qualsiasi tipo di verifica e a qualsiasi selezione meritocratica. Qualche stonatura di Renzi e qualche altro torbido aspetto di Napolitano sono già evidenti e da stigmatizzare subito . A Renzi, quel suo dirsi orgoglioso di essere del P.D..Evidentemente si è già dimenticato del modo con cui è arrivato a Palazzo Chigi. E Italicum subito. Quindi sempre subito le riforme costituzionali inderogabili: superamento del bicameralismo e del Senato, razionalizzazione dei rapporti tra Stato e autonomie locali (Titolo V ). Da Napolitano,dopo aver ascoltato il discorso programmatico del nuovo premier al Senato, vorrei sapere cosa diavolo lo ha convinto ad affidare l'incarico a Renzi di formare il governo. Se per Napolitano è sufficiente l'elencazione dei provvedimenti da adottare senza conoscere , nello specifico, come risolverli, Signor presidente , Lei ormai ci ha distrutto, perché con Renzi siamo al terzo buco nell'acqua da quando lei è disgraziatamente al Quirinale. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ----COME TI INGANNO IL LETTORE, OVVERO COME LA SINISTRA COSTRUISCE LE BUFALE------- Il “Pigneto” , un quartiere di Roma dove Pasolini girò molte scene del suo film “Accattone” e che lo stesso scrittore aveva definito come « La corona di spine che cinge la città di Dio » dove, il 20 dicembre 2003 viene trovato, in una cantina sita in via Raimondo Montecuccoli 3, il covo delle “ nuove Brigate Rosse”,quelle dell’ omicidio del giuslavorista Marco Biagi, per i casi fortuiti della vita, suscita in me ricordi familiari ( mia nonna materna viveva in quel quartiere in un piccolo appartamento del famoso complesso “Serono” ormai )legati indissolubilmente ad un fatto di cronaca spicciola che prendo sempre come esempio di come la stampa italiana di parte riesca a trasformare, con velocità supersonica, un ordinario fatto di cronaca in una invettiva di accusa contro il Governo dell’avversario politico , con un automatismo che mi riporta sempre alla mente il famoso e ridicolo “ Piove! Governo ladro!”. In Italia la stampa ha sempre funzionato in questo modo, per infangare il nemico politico mai per far capire allo sfortunato lettore cosa sia effettivamente successo. I fatti separati dalle opinioni, che è un principio fondamentale della informazione democratica è, in Italia, un ossimoro, cioè qualcosa che non esiste. E non appena l’otto maggio del 2008 Berlusconi aveva insediato il suo ultimo Governo , al Pigneto accadde un fatto di cronaca. Un negozio gestito da un immigrato venne distrutto, sfasciato con una irruzione di una quindicina di persone che si scoprirà essere tutte italiane . Quel Governo appena insediato era sostenuto sia dal PdL che dalla Lega Nord , sostenitrice del controllo dell’immigrazione e l’invenzione, in buona o in mala fede, di un giornalista che sostenne d’aver visto una svastica impressa sul collo di uno dei vandali ( cosa poi rivelatasi assolutamente falsa) fece scattare la trappola della “rappresentazione politica “ di quel raid. Si parlò di prova dell’intolleranza, di prova della xenofobia del governo di centrodestra, di inizio di una barbara caccia all’immigrato che veniva caldeggiata dalla Lega Nord ed alla quale Berlusconi doveva obbedire per ottenerne il consenso, di bieca cultura della destra , di violenta aggressione di stampo fascista. Insomma tutta l’informazione della sinistra ( Repubblica, Espresso, La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, RAI3, etc) ne approfittarono per sfornare per giorni e giorni in prima pagina titoli cubitali per incolpare il governo Berlusconi di centrodestra di alimentare questo clima xenofobo di intolleranza. Un mesetto più tardi la polizia acciuffa i responsabili del fattaccio e ricostruisce i fatti. Una abitante del Pigneto era stata derubata del portafoglio da un immigrato. Così un abitante del Pigneto andò dal quel negoziante per parlare coll’autore di quel furto, che frequentava quel negozio come cliente ( erano connazionali) , invitandolo a restituire alla Signora il portafoglio. Ma il ladro non solo non restituisce la refurtiva , ma irride anche la richiesta . La voce si spande, si forma la squadra, il movente dei giustizieri non è dunque la xenofobia, ma solo la volontà di vendicare un sopruso direttamente, senza far interferire la polizia e Magistratura. Sarebbe solo una perdita di tempo. Rappresentare semplici fatti di cronaca modificandoli e plasmandoli a dispetto della verità solo per utilizzarli come una clava contro il nemico politico è una schifezza da regime –fascista,comunista-nazista- politico culturale. Che sfrutta ignobilmente e con estrema crudeltà due aspetti della profonda e radicata ignoranza del popolo italiano del quale, questi moderni Goebbels , si fingono peraltro difensori. Dapprima la “ necessità di credere senza prove sicure” che è il tratto fondamenta mentale del retaggio dogmatico della cultura cattolica degli italiani. Successivamente perché “credere”, “aderire”, “sottoscrivere” a simili fandonie (penso ai tanti appelli che professionisti firmaioli hanno ignobilmente sottoscritto a cominciare da quello di Sofri contro il Commissario Calabresi) è, per l’italiano classico , incolto ed ormai indottrinato , molto più facile e comodo che “capire”, che “ accertare la verità”. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ -------------------------ECCO LE VERE NOTIZIE-------------------------------- Chi se ne strafotte di Fazio e Littizzetto e Crozza il leccaculo del potere. È morta ieri mattina a Londra Alice Herz-Sommer, Aveva 110 anni ed era la persona più anziana sopravvissuta all'Olocausto.. La Herz-Sommer era nata a Praga nel novembre del 1903; pianista e insegnante di musica, nel 1942 venne deportata nel campo di concentramento di Theresienstatdt, in Repubblica Ceca, dove venne tenuta in schiavitù sino alla liberazione. Nel dopoguerra emigrò in Israele e successivamente in Gran Bretagna, dove è rimasta per il resto dei suoi giorni. Tutta la sua vita è stata costantemente segnata da un fortissimo rapporto con la musica, che ha rappresentato anche una forma di salvezza in mezzo all'orrore del lager..Sulla sua vita è stato realizzato un film, "The Lady in Number 6: Music Saved My Life", candidato all'Oscar per il miglior documentario il prossimo 2 marzo. ==============================================

domenica 23 febbraio 2014

-------------------------PENSIERO DELLA DOMENICA--------------------------- Mentre “Il Fatto Quotidiano”e “ Repubblica” pensano a criminalizzare Renzi sparando “pregiudizi” e pettegolezzi da anticucina sulla lista dei Ministri o sulle ore che Napolitano ha voluto spendere per concedere le nomine proposte da Renzi ( ma perché vi stupite ? Non è forse una sua prerogativa, dovreste saperlo,è stato sempre così perché è la Costituzione che lo prescrive , Bellezza! Capisco che ai Giustizialisti un tanto al chilo dello Stato di Diritto non importi un fico secco,a loro basta ripetere , come ha insegnato Goebbels con i suoi metteva messaggi subliminali , parole vuote , come “legalità”, come “ corruzione”, come “onestà”); mentre al “partito di De Benedetti” , a Repubblica , sono disperati! Pieni zeppi di debiti con le banche ,minacciati di finire con la Power di Vado come gli amici magistrati hanno fatto finire l’Ilva di Taranto, terrorizzati dal dover mettere mano al portafoglio per pagare l’evasione fiscale da 250 milioni di Euro, terrorizzati dal crollo di vendite e di pubblicità, con una sessantina di licenziamenti a Repubblica in corso, dopo aver provato ( gli è andata buca!) a mettere al Ministero dell’Economia due “famigli” ( come ai tempi belli di Visentin!) due “ amici fidati” , o Barca o Tabellini , come han fatto sempre con i Governi di Sinistra . Ma dico io, dal novembre 2011, una umiliazione del popolo senza fine e limiti, sempre Governi imposti dal Presidente, sempre Governi Tecnici graditi all’Europa e non scelti all’Italia, sempre nuove e maggiori imposte, sempre e solo austerità e sacrifici ed un Civati, un Cuperlo, un Fassina una bella parte del P.D. che fa ? Invece di dimostrarsi una forza politica fosse seria e responsabile , di avere a cuore essenzialmente il bene del Paese anche a scapito dei propri limiti ideologici, contribuendo magari “ obtorto collo” ad una governance italiana che provi a tirar fuori il Paese dal vicino fallimento nel quale anche e sopra tutto lo stesso P.D. l’ha guidato, con toni ridicoli ed istericamente “ comunisteggianti” chiama a raccolta quel popolo comunista per il quale – come dimostra ormai la storia di questo Paese dal 1994 in poi – il bene del Paese non conta nulla, il quale anzi preferisce il crollo del Paese pur di eliminare un avversario politico, il solito Berlusconi. Ecco il vecchio e mai sepolto comandamento del Pci risorgere – se mai fosse stato seppellito dal P.D. - , quel famigerato “ tanto peggio ( per l’Italia), tanto meglio ( per i comunisti)!” Fra tanta melma , dedico il mio pensiero di oggi al popolo ucraino. Basta conoscere anche un pochino della storia di questo Paese per scompisciarsi addosso dalle risate davanti a chi crede ( o vuole far credere,stile Goebbels!) che davvero, oggi, gli Ucraini sfidino la morte per l”Europa”. Gli ucraini hanno subito per secoli l'oppressione del nazionalismo Russo e per terribili decenni la follia del comunismo staliniano. Si è valutato che, nella sola Ucraina la NEP ( acronimo di New Economic Politician) , la nuova collettivizzazione forzata della agricoltura imposta fin dagli anni venti dal Comunismo staliniano sia costata dai tre ai cinque milioni di morti. Tanta era la disperazione del popolo ucraino per la feroce dittatura staliniana che dalla esasperazione molti si illusero che Hitler, quando invase l'URSS , fosse un liberatore. Io ritengo che gli ucraini vogliano più democrazia, più libertà, un governo meno corrotto ed oppressivo, un po' più di benessere. Tutto questo con la Ue e con l’Euro, francamente, non c'entra proprio niente.

mercoledì 19 febbraio 2014

------------------ANARCHIA, BRIGATISMO ED ORA GRILLISMO?------------------------- Fossi stato al posto di Renzi, mi sarei alzato e me ne sarei andato davanti a quella inqualificabile sceneggiata di Grillo. Bene, ho pensato dopo avere assistito a quella squallida farsa, possibile che un simile soggetto, Grillo, abbia un tale consenso? E come inquadrare allora i grillini? Da quale parte del ventre molle della cultura di questo Paese esce questo esercito ? La storia di questo Paese è una mannaia per i grillini. Vediamo per quali ragioni. La spinta verso ogni forma di anarchia fin dalla fine dell’Ottocento era assai diffuso in Italia , una secrezione certamente delle pessime condizioni economiche ma sopra tutto era una sorta di cascame culturale, un sottoprodotto, uno scarto di lavorazione di una cultura ancora elitaria che lasciava affogare la maggioranza del popolo nella più profonda ignoranza ( quando non nell’analfabetismo più integrale) , brodo di coltura di una precisa tradizione storica , inaugurata dalla borghesia colta prima dell’Unità, nei tempi della speranza risorgimentale che identificava nei “ cospiratori” e nei “ regicidi” personaggi di riferimento. Ben sappiamo come personaggi come, per esempio, quel tale Felice Orsini , quel seguace di Mazzini che nel 1858 aveva tentato di uccidere a Parigi Napoleone III , fossero avvolti , per questa tradizione tutta italiana, in una sorta di atmosfera sacrale. La borghesia radicali italiana – la stessa che tempo dopo si sarebbe scagliata come una ossessa contro l’anarchia – stava elevando il tentato omicidio di un potente al rango di “ atto eroico”. In quegli ultimi anni dell’Ottocento, la borghesia radicale italiana ha prodotto dunque l’idea che chi uccideva un potente fosse un benefattore dell’umanità, invece che un assassino. Questa “melma” culturale serviva a quella borghesia per cercare una captatio benevolentiae nel ceto popolare, mentre gettava, così, le basi culturali di ogni forma di terrorismo. Basta leggere qualche romanziere di quel tempo per rendersi conto di come costoro avessero creato una sorta di “ragione della violenza” così favorendo una futura stagione di terrorismo. Questa brodaglia culturale raggiunse il proprio diapason negli anni 1892 e seguenti, quando nei Parlamenti entrarono i socialisti riformisti. Così, per smarcarsi dai socialisti, costoro contribuirono massicciamente all’esplosione dell’anarchia generalizzata. Due morti per una bomba in un caffè di Parigi (1892), venti morti in un teatro di Barcellona per l’esplosione di un ordigno(1893), nel giugno del 1894 il fallito attentato a Crispi a Napoli, nel luglio del 1894 l’attentato che l’italiano Sante Cesareo attuò contro il Presidente francese Marie Fancois Sadi Carnot che rimase ucciso, l’uccisione nel 1897 del presidente spagnolo Antonio Cànovas del Castillo da parte dell’italiano Michelino Angiolillo, nel 1900 a Monza dove fu freddato in un attentato Umberto I, il movimento anarchico , che si era già presentato nel 1889 quando Emilio Caporali aveva attentato a Francesco Crispi e nel 1878 quando a Napoli Giovanni Passannante aveva tentato di uccidere Umberto I, spiazzò la sinistra di Depretis che era al governo del Paese . La borghesia radicale italiana che aveva vezzeggiato e coccolato quel movimento anarchico fu costretta a quel punto a prendere contro quel movimento drastici provvedimenti. Quelle misure repressive costarono una cinquantina di morti in Sicilia e una sorta di sommossa in Lunigiana. Crespi ebbe consensi per queste repressioni sia da sinistra che da destra. Molte analogie con quel movimento anarchico le troviamo poi nel periodo del brigatismo rosso in Italia che , in Italia, prende il posto, nella cultura popolare, del movimento anarchico della fine del secolo scorso fin dagli anni venti e trenta , quando molti comunisti , spontaneamente o per sfuggire al fascismo, si trasferiscono in Unione Sovietica. Il “brigatismo” è coltivato in Cecoslovacchia dove in svariati campi militari vengono addestrati militanti comunisti per compiere attentati in Italia. Anche se quel movimento era noto al Paese ( basta ricordare come nel 1953 sul giornale “Il Tempo” comparve un articolo col titolo “ Sabotatori per l’Italia addestrati da Moranino a Praga”: dunque l’Italia sapeva tutto) , lo spirito brigatista trovò brodo di coltura adatto col miracolo economico . Tra la seconda metà degli anni cinquanta ed i primi anni 60 l’Italia fu investita da una tremenda trasformazione strutturale. Il “miracolo economico”( che pose tre problemi: lo sviluppo industriale del Paese ( industrializzazione del paese agricolo, europeizzazione del Paese col Trattato di Roma del 57, urbanizzazione e migrazione interna) , prodotto dal “centrismo della DC degasperiana”, indusse un più ampio arco politico ad affrontare e risolvere tutti i problemi e gli squilibri che quel miracolo economico aveva creato ma che non erano stati risolti. C’era dunque bisogno di una sensibile allargamento della base politica di consenso, che portò al lungo ed accidentato percorso verso il “centro sinistra” fino al “ compromesso storico” . Iniziò così la lenta evoluzione del Pci da partito d’opposizione a partito di governo. Così quando fra il 1973 ed il 1978 giunse la proposta del segretario del Pci Enrico Berlinguer del “ compromesso storico” fra la Dc, guidata da Aldo Moro, ed il Pci e con essa anche la “ via europea al socialismo” che prevedeva uno sganciamento ( ma non una rottura) dall’Urss del Pci, iniziò un percorso politico del Pci verso l’area di governo. Che fece esplodere il terrorismo delle Brigate Rosse. Tutti sappiamo i lutti che le B R addussero all’Italia, come tutti sappiamo anche bene come la solita borghesia radicale italiana, ormai innestata con i poteri forti italiani , ben consapevole di aver prodotto quei guasti per non essere stata capace di risolvere politicamente quei problemi che il miracolo economico ed il successivo movimento studentesco avevano posto nella società italiana e per recuperare consensi cercò ancora una volta di lisciare il pelo al terrorismo, di catturarne la benevolenza forse nella speranza di salvarsi dalle azioni terroristiche forse nella speranza di recuperare consensi politici . Oggi troviamo tutti gli ex brigatisti al culmine di splendide carriere politiche o editoriali: da Sofri, al figlio di Calabresi, da Mieli a Lerner , da Scalzone, a Curcio . Sia il movimento anarchico che il brigatismo hanno inseguito il miraggio di una santificazione del regicida prima e del terrorista dopo , idealizzato come un combattente per un ideale. Noi oggi, dopo il crollo del Muro di Berlino e con la desecretazione di archivi segreti ex sovietici sappiamo bene che non è stato affatto così, perché i brigatisti furono etero diretti e comandati da una potenza straniera. Lo scopo di entrambi questi movimenti era quello di abbattere la democrazia con la violenza. Anche le dichiarazioni di Grillo fanno pensare a questa strada, dove trova facile e spicciolo consenso predicando a discapito di una classe politica che s’è distrutta da se stessa. Facile disgregare e distruggere. Arduo è costruire, vero Renzi? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ----------------I MIEI DUBBI DOVREBBERO ESSERE DI TUTTI.------------------------- Alle anime belle ed ignoranti che ragliano “ la costituzione è stata rispettata, quale golpe!” ricordo che l’articolo 94 della Costituzione prevede e stabilisce che “ Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.” Il giorno 12 novembre del 2011 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi fu costretto a dimettersi a causa di un complotto e di un ricatto ( Friedman è il pretesto, perché si sapeva tutto ma la stampa italiana, in mano ai poteri forti, occultava, taceva ) alla cui regia vi fu il presidente Giorgio Napolitano con la connivenza del Prof. Mario Monti, dell’ Ing. Carlo De Benedetti, del Prof. Romano Prodi, delle Cancelleria di Germania e Francia,del Partito Democratico, dei Sindacati, della Confindustria e della grande stampa italiana. Quello che è successo in quei giorni in Italia ed in Europa ha dell’ incredibile. Perché pochi sono a conoscenza che , non ostante tutte le manovre di corridoio che Napolitano ordiva con Monti , con De Benedetti, con Prodi, con le Cancelleria di Germania e Francia, con Confindustria, con la grande stampa, vista la resistenza del Governo Berlusconi, si passò dalle minacce alla esecuzione mafiosa vera e propria. Fu scatenata la lobby finanziaria bancaria internazionale che produsse immediatamente (siamo al 9 novembre 2011), lo spread fu fatto schizzare a 575 punti ( ripeto: i titoli decennali del debito pubblico italiano sono venduti nelle aste mensili alle quali partecipano le banche. Basta dunque , rinviare la sottoscrizione dei titoli offerti per farne schizzare in altro il costo. E per fare esplodere lo spread. Fu così che il tasso dei titoli pubblici biennali arrivò al 7,25%. Intanto Napolitano, forse per festeggiare proprio quel 9 novembre, nominava Monti senatore a vita ( abbiamo visto poi quali fossero i suoi alti meriti scientifici!) mentre sosteneva: «Abbiamo bisogno di decisioni presto». Il giorno dopo , con Monti senatore, la Confindustria ( il Sole24ore) titolava a caratteri cubitali «Fate presto», appoggiando la nomina di Monti, mentre su Repubblica miserabili agiografi si guadagnavano un futuro seggio senatoriale facendo a Mario Monti quello che Monica Lewinsky aveva fatto a Bill Clinton: prolungate fellatio. La sera del 12 novembre 2011, dopo l'approvazione della Legge di Stabilità 2012 in entrambe le camere del Parlamento, Silvio Berlusconi, sale al Colle per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri e quelle del suo Governo: non disponeva della maggioranza alla Camera, ma aveva una discreta maggioranza al Senato. L’ art. 94 della Costituzione ,quarto comma, sancisce “ Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni”. Il 16 novembre 2011 Napolitano affidava l'incarico a Monti Dimissioni “indotte” o meno che siano state quelle di Silvio Berlusconi, resta che l’articolo 94 della Costituzione è stato violato, perché quel Governo Berlusconi non fu mai sfiduciato in Parlamento, come stabilisce il citato articolo 94. Da quel giorno, anzi dal mese di maggio del 2011, il Presidente della Repubblica iniziò ad architettare il suo “secondo grande imbroglio” ai danni della nostra democrazia parlamentare ( il primo lo aveva architettato subito dopo il crollo del Muro, dal 1989 ma questo è un altro discorso) trovando nel Prof. Mario Monti , un sodale della lobby finanziaria internazionale, un cinico ed ambizioso complice che non si fece alcuno scrupolo nel farsi connivente di quella congiura ai danni del Paese ed in Carlo De Benedetti come nel Prof. Romano Prodi due lieti ed interessati favoreggiatori dell’intrigo. L'insediamento alla guida del governo di Mario Monti ha dunque certificato, politicamente parlando, una violazione dell’articolo 94 della Costituzione, che ha prodotto un commissariamento del Parlamento da parte del Presidente della Repubblica , una vera e propria sospensione della democrazia parlamentare e, concretamente parlando, la sottomissione del Paese al potere di quella dittatura finanziaria. Lo stesso sistema anticostituzionale è stato perpetrato ai danni del Governo Letta, perché oggi assistiamo alla designazione di Renzi ( guardo con molto sospetto quel suo dirsi “non essere comunista” , ma come posso farmi piacere uno che rinuncia a dare la parola ai cittadini per lasciarla solo al comunista del Quirinale, che alla fine, guarda caso, fa proprio il suo nome ?), ( uno che ha in testa una corona illegittima impostagli da “ un uomo solo al comando”! ), alla guida del governo, decisa solo dal vertice di un partito,ossia il Pd ( il suo milione ottocentomila voti di simpatizzanti del Pd vale molto di più di quei nove milioni circa di voti per il centrodestra) (dei 148 deputati rapinati dal P.D. con il premio di maggioranza incostituzionale non ne parla nessuno!) ,( se la grande maggioranza di italiani boccia la staffetta, i sondaggi si manipolano, non è vero? Basta qualche giornalone amico!) ( sui giornaloni dei poteri forti non c'era traccia delle critiche mosse dalla Chiesa attraverso Avvenire e L'osservatore Romano alla scelta di far dimettere Letta per sostituirlo con Renzi. Niente, nessuno ne parla... Chissà perché) avallata da un capo dello Stato che pur essendo l'Italia una Repubblica parlamentare ne mortifica la Costituzione ed il suo popolo, da lui stesso diffamato come un insieme di idioti con quel suo “ fumo, solo fumo”!) , mentre Letta , un primo ministro italiano in carica presenta le dimissioni «irrevocabili» senza essere stato mai sfiduciato dal Parlamento, esattamente come avvenne con Berlusconi nel 2011. La storia sta dicendo che senza Berlusconi non esiste più la nostra democrazia costituzionale ,solo soprusi costituzionali . Esprimo al Presidente della Repubblica la mia preoccupazione ed il mio profondo stupore per questa crisi “opaca” che si è aperta fuori dal Parlamento e nell’ambito di un solo partito e per la volontà di dare vita ad un nuovo governo senza che si sia sentita una sola parola su come sarà il programma di questo governo. Si può parlare dunque di un reato penale, previsto e punito dall’articolo 287 del Codice penale ( usurpazione del potere politico )? Certo che anche la prolungata violazione dell’articolo 94 della Carta Costituzionale rafforza oltremodo l’ipotesi di quel reato e ne dimostra anche la sua “ reiterazione nel tempo”, dunque una sorta di pesante aggravante. Ma ormai sappiamo molto bene come in Italia le leggi si “interpretino” per gli amici ed invece si applichino arcignamente per i soli nemici. Fulgido esempio è una evasione fiscale di 7,5 milioni di euro condannata con quattro anni e mezzo di galera mentre un’altra megaevasione fiscale, di ben 250 milioni di euro, viene completamente ignorata sotto il profilo penale dalla Magistratura. Come ormai sappiamo fin troppo bene come la magistratura italiana sia il guardiano del regime, a cui siamo sottoposti. Le prove ? Basta ricordare come fu abrogata la guarentigia costituzionale nel 1993 o come un famoso Magistrato, ora senatore del P.D., non volle perseguire , ai tempi di Mani Pulite, il Signor Primo Greganti ed il Pci di allora. Nella stessa misura siamo anche consapevoli che la disposizione del primo comma dell’articolo 68 possa essere invocata ad esimente. E’ la nostra forza, quella della chiarezza, perché quella chiedo, chiarezza,. Giustizia, si direbbe in un Paese civile. Napolitano poi non è responsabile per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni (art. 90 Cost.), tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. E forse non sappiamo anche molto bene come funziona la Corte Costituzionale, quella che dovrebbe essere “ super partes” ma che è invece “pro partem”per 11 a 4? Ma perché abbandonare del tutto la speranza che esista un Giudice anche a Roma oltre che a Berlino? E’ non è stata proprio la sinistra , il P.D., che per più di venti anni ci ha tormentato con quel suo “ difendersi nel processo e non dal processo”? E perché dunque ora scappare da questo giusto e democratico processo ? Perché non cogliere l’occasione per tranquillizzare il popolo italiano, dimostrandogli che non esiste quel reato? Perché relegare tutti questi “fatti” nel ripostiglio delle notizie nascoste o diffamate ? Ma chi di noi può dirsi in coscienza esente da dubbi? Si faccia avanti allora, con nome e cognome, il nuovo Gaio Muzio Scevola, pronto a mettere la mano sul fuoco di una certa innocenza di Napolitano ! Io, come dice Striscia la notizia, sto sempre qui, li aspetto. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

venerdì 14 febbraio 2014

-------------------------------VEDIAMO COME SI MUOVE IL PRESIDENTE--------------------------------- L’ autoritaria sospensione della democrazia parlamentare, che il Presidente Napolitano ha deciso fin dalla primavera del 2011, forse per autonoma scelta , forse per altrui costrizione , ha determinato comunque un notevole discredito dell’Italia davanti all’intero mondo democratico e sgomentano gli attoniti italiani. Per quale ragione, nella prima ipotesi, da alcuni decenni siamo ritenuti capaci di eleggere il Sindaco della nostra città, il presidente della nostra Provincia, quello della nostra Regione senza che sia accaduto nessuno sconquasso che viene invece evocato alla richiesta di elezione popolare diretta del Presidente della Repubblica e o al Premier? Il presidente Napolitano ha già nominato come Premier privati cittadini “scelti a suo insindacabile giudizio”. Sempre applicando e mai violando, dicono, quella Costituzione che pure già dall’articolo 1 assegna – dunque come pura dichiarazione di facciata – la sovranità politica al popolo. Alla seconda ipotesi meglio applicar quel detto “ un bel tacer non fu mai scritto”. Con le consultazioni del febbraio 2013 le urne popolari ci hanno dapprima consegnato una legislatura segnata da un sostanziale pareggio, per poi farci anche assistere alla delegittimazione del suo Parlamento a causa della dichiarazione di incostituzionalità della legge con cui esso è stato eletto, il quale Parlamento, proprio per la mancata approvazione di una legge elettorale, sta tentando la strada di approvare una riforma elettorale prima di restituire la parola ai cittadini. Dunque sono ormai più di due anni che l'Italia è governata da Premier e da Ministeri del tutto privi di una chiara investitura popolare. La sfiducia dei cittadini monta come la panna, i pericoli per la democrazia pure. La storia insegna ed ammonisce. Ora ci stiamo suicidando del tutto, perché ci troviamo di fronte ad una crisi politica maturata addirittura al di fuori del Parlamento, nella quale per di più nemmeno si ipotizza un cambiamento della maggioranza politica ma esclusivamente l'avvicendamento di ministri e del presidente del Consiglio. Se la maggioranza resta quella che era , se quella maggioranza non ha mai sfiduciato il precedente Governo, è mai possibile che la Costituzione italiana possa consentire a Napolitano di benedire questo nuovo governo Renzi ? Può la Direzione di un solo partito politico surrogarsi ai poteri parlamentari della Costituzione? Per di più quel partito politico, il P.D., dispone di uno spessore parlamentare illegittimo oltre che superiore a quello che esso ha nel paese, a causa dell'incostituzionalità della legge elettorale. Mi si può cortesemente indicare o suggerire, anche dallo stesso ermo Colle, qualche altra nazione democratica, anche nel mondo intero che negli ultimi venti anni sia stata governata da personaggi non legittimati dal voto dei propri cittadini? Sarebbe dunque semplicemente offensivo per la seppur minima cultura democratica degli italiani procedere oltre senza che immediatamente il governo Letta , mai sfiduciato dall’unico organo costituzionale a ciò delegato, riferisca alle Camere ed al Paese le ragioni della sua caduta. La parlamentarizzazione della crisi è stata una prassi costituzionale assolutamente generalizzata .Per di più l'articolo 64 della Costituzione garantisce al governo il diritto e gli impone, se richiesto, anche il dovere di intervenire in Parlamento, mentre l'articolo 62 assicura il diritto delle minoranze di richiedere una convocazione straordinaria delle Camere. Insomma, le Camere “dovrebbero essere”, secondo la Costituzione, il fulcro della vita politica del Paese , perché esse operano pubblicamente e secondo procedure codificate in modo da assicurare il massimo di chiarezza di fronte agli interessati, garantendo anche alle minoranze di farsi sentire . In questi giorni invece gli italiani tutti hanno ascoltato solo il rumore dei tamburi lontani di lotte fratricide interne al solo Partito democratico. Nient'altro. Il paese ha assistito attonito e smarrito, perché si chiede se una riunione della direzione del P.D. abbia preso il posto dell’intero Parlamento. Per queste ragioni il Presidente Napolitano ha il dovere di rinviare il governo Letta alle Camere onde consentire quel dibattito politico che permette ad ogni partito politico di esporre le proprie ragioni e di assumersi dunque pubblicamente tutte le proprie responsabilità davanti al Paese. Ogni diversa iniziativa o decisione presidenziale, anche se fosse consentita dalla Costituzione, magari per non essere espressamente vietata , renderebbe quella già autoritaria sospensione della democrazia parlamentare ancora più insopportabilmente totalitaristica. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ---------C’E’ CHI SI SUICIDA PER VERGOGNA E ALTRI CHE HANNO INVECE LA FACCIA COME IL SEDERE--------------------- Parlo a quella moltitudine, a quel terzo di italiani che, leggendo solo “Repubblica” o “L’Espresso” o “Il Corriere della Sera” o ascoltando “Ballarò” o “ Servizio Pubblico”, si è lasciata indottrinare, ammaestrare, “ebetizzare” ed rinchiudere nel corral dei bisonti famelici, allevati a dosi industriali di rancido antiberlusconismo, a quella moltitudine che invece di ragionare ragliava “ mi vergogno di un Presidente come Berlusconi” ripetendo il comando che il burattinaio gli metteva in bocca , una classe di radicali benpensanti tutti uniti nell’adorazione di Scalfari , nell’adorazione del pregiudizio tribale spacciato come categoria di pensiero , per chiedere semplicemente una cosa: ma non vi fate schifo ? Adorare ancora un Giorgio Napolitano che vi scatarra in faccia trattandovi come incapaci, qualificando come “ sciocchezze “ le elezioni politiche, quando lui stesso ha messo il Paese in queste condizioni miserabili grazie alla vostra complicità! Pur di compiacere ai desideri delle vostre budella piene di biliosa invidia , pur di levarvi dai piedi colui che ostacolava da venti anni la vostra brama staliniana del potere, avete sostenuto ed avallato le peggiori infamie. Ma vi ricordate come squittivate come pantegane fameliche perché vi avevano ordinato di dire che lo spread a 500 era solo colpa di Berlusconi? Ma ve lo ricordate, ignorantoni? E l’avete capito finalmente o ancora nemmeno ci siete arrivati che avete fatto da “miserabili picciotti” al servizio di chi apparecchiava la grande truffa all’Italia sotto l’alibi dello spread? Ve lo siete finalmente ficcati in quella testolina da lobotomizzati che quell’imbroglio fu ordito dai poteri forti bancari internazionali che imposero a Napolitano di sostituire, con il loro “caro consulente” Mario Monti, obbediente e ligio al loro potere, un Berlusconi che mai avrebbe digerito ed accettato un fiscal compact ? Ma vi ricordate, ignorantoni , quanto squittivate come sorci usciti dalle fogne, di spread senza neanche sapere di cosa stavate squittendo? Siete capaci di vedere cosa sta succedendo oggi, sullo spread? In uno dei momenti più bui della storia dell’Italia repubblicana lo spread scende!!! L’avete capito che lo spread obbedisce ad altre tendenze, ad altre volontà, ad altri poteri ( per esempio alla volontà del sistema bancario , al quale basta semplicemente snobbare per qualche giorno l’asta dei titoli decennali italiani per farne esplodere l’onere e dunque lo spread) o ancora no? O forse avete ancora bisogno che ve lo ordini “L’Unità?. Vi è stato inculcato, fatto credere , a suo tempo che dipendeva da Berlusconi e dal suo governo e voi, idioti, come sorci dietro il vostro ducetto di turno ( a voi piace seguire il capo, il segretario, da Togliatti e Longo, a Epifani a Veltroni ed ora l’ultimo, Renzi). Se non era per voi, Monti non ci avrebbe rovinati, mandati in malora. Se non era per voi nemmeno Bersani ci avrebbe fatto perdere altri soldi e nemmeno Letta. E se domani Napolitano, invece che sentire il popolo, darà l’incarico a Renzi, ecco, avrete completato l’opera. Il ritorno del fascismo di sinistra, perché è fascismo se un partito, il P.D., con il suo scarso 30% domina il Paese il cui 70% proprio non lo vuole. D’altra parte forse voi, ignorantoni, nemmeno lo sapete ( per forza, se leggete “Repubblica”!!!) ma un primo ministro di 39 anni c’è già stato, prima di Renzi. Era l’ottobre del 1922 e lui si chiamava Benito Mussolini, uno di sinistra. Adesso anche voi venite a sapere quelle verità che vi hanno nascosto, come foste una razza in via d’estinzione , dei cerebrolesi da salvaguardare e tutelare, un imbroglio finanziario, una speculazione, un presidente della Repubblica che svende e mortifica il proprio Paese, che tramava con le Cancellerie europee per cambiare un governo legittimo con un loro “famiglio”, mascherato da professore, con un Mario Monti. Ma non vi vergognate???

giovedì 13 febbraio 2014

…SEMO GENTE DE BORGATA NUN POTEMO PAGA’. DA DOMANI COMINCIA ER CARVARIO, NUNC’E’ ARTRO DA FA’, FINIRA’ STO CALENDARIO E QUARCOSA CAMBIERA’, SEMO RICCHI DE POVERTA’……-------------------------------------------------------- . Elezioni? Il Presidente Napolitano sentenzia: “Sciocchezze”. Replica così al sentimento, diffuso massicciamente tra gli italiani, i quali, secondo tutti i sondaggi, dicono no al gioco della poltrona e chiedono il voto anticipato. “Sciocchezze”. Ma ho capito bene? Temo di sì. Le elezioni sono ormai relegate da Napolitano al rango di “extrema ratio”, qualcosa da evitare come la peste bubbonica. C’è molta confusione sul Colle del Quirinale sulla Costituzione, stanno facendo una confusione terribile fra l’art. 11 ed il secondo comma dell’art. 1. E’ il conflitto armato , la guerra, che abbiamo ripudiato per risolvere le controversie ( articolo 11), non la sovranità popolare che appartiene al popolo ( art 1 ) pur se nei limiti ecc…. Renzi mi pare che si stia adeguando a questo andazzo , molto egiziano, molto orientaleggiante, della democrazia. Anche prima di conoscere il verdetto delle prossime ore sul dilemma Letta – Renzi , è lampante chi e cosa, in questa battaglia da anticucina , sicuramente non ne trarrà giovamento. Innanzitutto i cittadini, umiliati come sudditi e costretti a guardare lo spettacolo deprimente di “ lotta di potere” tra due persone che non sono sicuramente espressione di una vittoria alle urne le quali, piaccia o meno, sono il cuore della sovranità popolare. In secondo luogo, le riforme: che ne sarà della riforma elettorale con il bipolarismo dell’Italicum, con il superamento del Senato e del Titolo V della Costituzione ? Se Renzi cede al regime del P.D. e si piazza a Palazzo Chigi sulla poltrona , ancora calda del sedere di Letta, senza passare da Vicolo Corto ( elezioni ) sarà il protagonista dell’ennesimo “ ribaltone” , perderà quel piccolo credito che s’era guadagnato e, signori miei, addio ai miei limoni, addio a questo Paese, addio alle riforme invocate da cinquanta anni e più, addio alla democrazia , addio alle elezioni in senso tradizionale. Intimorito ed intimidito dalla sua ventilata condanna a morte politica e civile dal caso Monti, Friedman, De Benedetti, Prodi, etc. Giorgio Napolitano si carica l’Italia sulle spalle e decide: d’ora in poi si farà come dico io e non seccatemi con altre sciocchezze! Il Pd indice le primarie ed il vincitore governa il Paese . Per festeggiare, brunch a spese dello Stato ad Eataly, dal compagno Farinetti, quello che ti vende anche l’Italia ad etti . Ma quali elezioni! Sono pure sciocchezze! Coro murmure di sottofondo: “le vogliono una cospicua parte del popolo italiano”. “ Non dicano sciocchezze” replica duro Giorgio Napolitano, con lo stesso tono con il quale Marie Antoinette replicò, seccata alle sue cameriere che quel giorno la innervosivano con quel loro “ Maestà, il popolo non ha pane”! “Sciocchezze! E che mangino le brioches!”, replicò, Lei, regale . Così continua l’eccelsa opera di teocratizzazione ( dominio del credo comunista) del Paese di Giorgio Napolitano, non più il garante dell’unità del Paese come vorrebbe la costituzione ( che è la più bella del mondo solo quando conviene al P.D.), ma, dopo le minacce del Corriere della Sera, di Repubblica, di De Benedetti, di Monti, di Prodi, etc, come un Generale sudamericano Napolitano ha così deciso: d’ora in poi il Presidente della Repubblica sarà il garante della direzione del P.D. In questo senso, la sovranità appartiene non “ al popolo”, ma alla “casa del popolo”. A Roma, non a Brescello . Da parte mia continuo imperterrito a denunciare la rinuncia al principio fondante della sovranità popolare. Sarò all’antica , ma mi ostino a credere che in Costituzione non ci sia scritto che la sovranità spetta al Pd, che la esercita nei limiti imposti dalle sue primarie e dalle sue direzioni ( do you remeber “ il Comitato Centrale del Pci ha stabilito che….”, radio l’Unità ), ma che la sovranità spetta al popolo, a quell’accozzaglia di rozzi e puzzolenti ( che forse nemmeno usano il bidet ) con quelle volgari e populiste elezioni a suffragio universale! Che schifo! Che puzza! Vogliate scusarci, semo gente rozza e vorgare, noantri. --------------------UN PROCESSO ALLA COSTITUZIONE, NON A BERLUSCONI------------------------------------------------ Ho cercato spesso di spiegare, di far capire che l’assenza di ogni vincolo giuridico, nel mandato politico che l’elettore conferisce all’eletto e che poi assicura una piena e totale libertà di decisione al parlamentare rispetto a quella del partito nel quale il parlamentare è stato eletto sia un bene prezioso della civiltà giuridica e politica , nato storicamente dallo spirito della Rivoluzione Francese , un bene prezioso che un Paese civile non deve mai nemmeno scalfire e nemmeno in nome del principio-pur esso democratico – della “governabilità” perché rende l’eletto libero da ogni e qualsiasi forma di condizionamento . L’art. 67 della Costituzione dà vigore a questo principio e l’articolo 68 precisa che un eletto del popolo non può essere sottoposto a indagine per il suo voto espresso su qualunque tema. Quante volte abbiamo discusso, da un punto di vista morale e politico, di una scelta simile? Un’infinità di volte, ma sempre abbiamo tutti concordato che essere “eletto”, per quanto oggi assuma anche il dispregiativo di “ prescelto”, non vuol dire essere un burattino diretto dal segretario del partito con il quale si è stato eletto. Cosa c’entra dunque una Procura della Repubblica se qualche volta, meritoriamente o proditoriamente, gli eletti segano le sbarre del partito-carcere e corrono fuori, a respirare un po’ d’aria pura e libera?La magistratura napoletana, invece , è partita all’attacco del sacrosanto diritto costituzionale di votare secondo coscienza e non secondo obbedienza cieca. E se pure non tutte le coscienze sono adamantine è quel sacrosanto principio che non può essere oggetto di valutazione di un arcigno inquisitore Questi Procuratori della Repubblica di Napoli sono semplicemente ridicoli nel processo De Gregorio perché solo nella passata legislatura vi sono stati ben 180 casi di parlamentari che hanno cambiato partito. Alcuni di questi anche due o tre volte. Se si forma un gruppetto parlamentare – li chiamo cespugli – con alcuni parlamentari che abbandonano il partito nel quale sono stati eletti, si forma il gruppo parlamentare, c’è il capo gruppo, gli viene attribuito l’ufficio, tutto il personale necessario, i relativi fondi, ecc. Ma qualcuno è andato mai a verificare se poi - faccio un esempio – una volta che quel “cespuglio” ha appoggiato politicamente un altro partito , quest’ultimo non abbia finanziato qualche iniziativa politica o culturale di quel cespuglio, magari un convegno, oppure un loro giornaletto? E come mai? Perché nel cervelletto di certe toghe c’è un riflesso pavloviano che fa scattare l’obbligatorietà dell’azione penale sempre e comunque quando c’è di mezzo Berlusconi? Insomma i reati di corruzione , per queste toghe, riguardano solo passaggi dal centrosinistra al centrodestra. E viceversa? Perché i P.M. non hanno imbastito una bella inchiesta sui famosi 101 parlamentari del P.D. che hanno tradito Prodi (nel segreto dell’urna) e solo dopo quell’abbandono , avevano deciso di depositare, col verricello della quarta votazione a maggioranza relativa, sul Quirinale un certo Giorgio Napolitano? Come si fa a mettere in galera un supremo principio della democrazia parlamentare?

mercoledì 12 febbraio 2014

Riflettere non fa mai male, mai! Così, distrattamente, guidando, mi chiedevo, fra me e me: che Giorgio Napolitano sia un sicario della democrazia , tutto vestito bene, bèh, lo sanno anche i sassi. Che la sinistra lo abbia depositato , con il verricello della quarta votazione a maggioranza relativa , è cronaca, se non addirittura ormai storia ; che la sua seconda nomina era stata “ concordata” come il “male minore” e dietro suo impegno a quella pacificazione sociale che avrebbe legittimato e consentito le larghe intese è , anche esso, cronaca quirinalizia. Che fidarsi della parola di un Giorgio Napolitano è come fidarsi di un bacio di Dracula, lo sanno tutti coloro che conoscono il soggetto, alla larga! Ma perché mai Friedman, Monti, De Benedetti, Il Corriere della sera, perché solo oggi ( ieri l’altro) rivelano gli imbrogli di Giorgio Napolitano del giugno del 2011? Che forse era un segreto? Ma quando mai, tutti fatti arcinoti, solo la sinistra li negava, quella sinistra che , guidata dal partito di “Repubblica” ( di casa De Benedetti, tessera numero 1 della sinistra ) è stata l’artefice del discredito dell’Italia. Si era nell’aprile del 2009 ed il governo eletto ( di Berlusconi), dopo il terremoto dell’Aquila, dopo la sistemazione dei rifiuti a Napoli godeva di un consenso bulgaro. Eravamo circa al 75% ed era il 25 aprile 2009 , la Liberazione. Ebbene “Repubblica”, cioè De Benedetti, iniziò proprio da quel 26 aprile , dal giorno successivo, l’opera di screditamento e di criminalizzazione di Berlusconi. Vi rammento: il 26 aprile 2009 Repubblica costruì quello scandalo di Letizia Noemi. Intanto fra il 2009 ed il 2010 maturava la svolta antiberlusconiana di Gianfranco Fini che si manifestò dopo la sua partecipazione alla Convenzione europea. Il 15 dicembre del 2010 Fini ed altri 54 deputati abbandonano il PdL e fondano il loro partito “ Futuro e Libertà”: Fini diventa un riferimento per “Repubblica”. Da Giugno 2011 in poi si sviluppa l’imbroglio di Napolitano e Monti e “Repubblica” ingaggia proprio in quei giorni un “famiglio” di Napolitano , tale Prof. Gotor Miguel il quale occuperà prime pagine di “Repubblica” con ridicole agiografie di Monti, praticamente santificandolo come Maria Goretti. A giugno del 2011 una certa Banca tedesca vende ( violando gli accordi europei) 10 miliardi di titoli decennali italiani, parte l’operazione spread. Repubblica nasconde quelle illegali vendite tedesche ma amplifica l’esplosione del famoso spread addossandone la colpa alla “ mancanza di credibilità” di Berlusconi. Il resto è noto. Dunque sia De Benedetti che Prodi sapevano in tempo reale dell’imbroglio fra Napolitano e Monti già da giugno 2010: perché “Repubblica” non ne fece cenno alcuno, ma continuò imperterrita nella sua opera di denigrazione di Berlusconi ? Possibile, come scrive sussieguosamente il Presidente Napolitano, che la scelta di Monti sia dovuta ai suoi articoli sul “ Corriere della Sera”? Anche Franco, anche Ostellino, anche Polito, anche Galli Della Loggia scrivono articoli di fondo molto interessanti, alcuni addirittura deliziosi sul “ Corriere della Sera” , ma come mai non sono stati coinvolti da Napolitano? C’è stato un “ suggeritore”, Presidente Napolitano? Chi Le ha suggerito, raccomandato, non dico “imposto” ma certamente “ caldamente raccomandato” di scegliere proprio quel Mario Monti che era certamente noto quasi esclusivamente per i suoi saldi, e profondi legami con l’establishment bancario internazionale che per capacità politologiche? Eppure io ricordo un Onorevole Giorgio Napolitano del Pci che si batteva con la sua lucida politica contro l’Euro e contro tutti gli sfaceli che lucidamente, allora, l’Onorevole Napolitano già immaginava! Cos’è accaduto dopo, Presidente? Certo, ricordo: dopo Lei è diventato eurodeputato, ha frequentato quell’establishment bancario e finanziario che fa capo a Bruxelles ed a Francoforte. Si è convertito, signor Predente? Si è arreso, signor Presidente? Forse ha capito che quell’establishment era troppo potente per fermarlo con la semplice politica, forse ha pensato di fare il bene del Paese arrendendosi a quello strabiliante potere? Insomma, Presidente, ci ha svenduto all’Europa ed a quel potere bancario? Ed è stato quel potere bancario ad imporle di cacciar via Berlusconi ( che mai avrebbe accettato il fiscal compact e il dominio bancario ) e di sostituirlo con il loro graditissimo consulente prof. Mario Monti? E, come intimidazione, come ricatto, come pistola puntata alla sua tempia, ecco la vendita dei titoli decennali italiani da parte della Germania e lo spread , manovrato dalle banche ( non dimentichiamo mai che i titoli italiani sono acquistati con aste cui partecipano le banche, non i privati e che basta che le banche non acquistino per un giorno e lo spread sale, sale, sale!) usato come arma puntata contro l’Italia? Io voglio la verità, Signor Presidente, perché se Lei fosse stato “ costretto”, minacciato, ricattato io sento il dovere civico di difenderla con ogni mezzo lecito. Anche se Lei non è mai stato il “ mio Presidente della Repubblica” ma sempre il Presidente della Repubblica del popolo della sinistra. Non per questo imbroglio pretendo che Lei sia cacciato via, altre sono le sue responsabilità politiche e forse anche istituzionali delle quali poi, con calma, Lei dovrà rendermi conto e ragione. A me ed alla maggioranza del popolo italiano che mai ha votato la sinistra. Ora voglio solo la verità, Signor Presidente, la trasparenza. Le ricordo Gorbaciov, la cui politica, la glasnost, la trasparenza, la verità, fece emergere davanti al mondo tutto il lercio di quel potere sovietico comunista. La verità giova alla democrazia ed io voglio sapere da Lei la verità. Venga dunque in Parlamento e faccia il suo dovere: riferisca. Ormai a sinistra l’hanno condannata, Presidente. La stanno abbandonando al suo destino, come avete sempre fatto nel Pci e nel P.D.,non devo essere io a ricordarglielo, Lei c’era sempre. Da sempre avete tenuto gli italiani con la mente chiusa in un sacco per non far loro sapere e per trattarli come sudditi indottrinati da condurre per mano là dove gradiscono quelle potenze straniere che ci hanno prima colonizzato e che adesso ordinano quello che dobbiamo fare da Bruxelles. I comunisti erano organizzati inquadrati e disposti a obbedire ciecamente al partito. Poi e’ arrivato il boom economico e ci avete costretto a buttarci a capofitto per guadagnarci i soldi per il consumismo e per la vecchiaia. Voi comunisti pensavate al potere e avete cominciato dalle Scuole, dalle Università , dalla Magistratura ! E a quel tempo Lei era già arrivato ed ha potuto fare, Presidente, tutto quello che ha voluto,anche costringere due Presidenti della Repubblica a dimettersi, anzi tempo, per una serie di menzogne e di diffamazioni per le quali, ricorderà, sta pagando solo la compagna Cederna , condannata a pagare a vita i danni per la diffamazione contro Leone. Da Deputato a Presidente della Repubblica, ma i risultati li abbiamo sotto gli occhi. Si prepari dignitosamente al trapasso verso una serena vecchiaia. Lei è stato condannato a morte dal suo partito urlando in Europa “ basta austerità e rigore” e difendendo da Renzi il Governo Letta. Tutto ciò a dispetto del suo partito, la sinistra, che invece difende , per ingordigia ed interesse ( o per altro, De Benedetti?) il potere bancario che governa questa specie di Europa e che vuole spedire Renzi a Palazzo Chigi senza passare per quella seccatura che sono le elezioni per paura, come Occhetto, che Berlusconi rivinca le prossime elezioni. Alan Friedman conta poco, è solamente la penna straniera armata al servizio di quel potere bancario e “Report” e la Gabanelli è solo una esecutrice , piazzata alla RAI3, degli ordini ricevuti dal partito della sinistra. Contano niente, questi due. Da chiarire, invece, il ruolo di Carlo De Benedetti: dal giugno 2010 sapeva dell’imbroglio che le banche avrebbero fatto scoppiare sullo spread e per tutto il tempo non ne avrà approfittato con qualche investimento paraculo?

lunedì 10 febbraio 2014

-------------------C’E’ QUALCOSA DI STANTIO IN GIRO--------------------------------- Dunque già nel mese di Giugno 2011 il Signor Presidente della Repubblica contatta Monti Prof. Mario per sapere se accetterebbe di fare il Presidente del Consiglio. A giugno 2011 il Governo uscito dalle elezioni politiche aveva una sua maggioranza parlamentare. Davanti a queste proposte del Capo dello Stato il Professor Monti va da De Benedetti a chieder consiglio. E come mai da De Benedetti che non è un politico? Che vada da Romano Prodi ci sta, Prodi è stato due volte Presidente del Consiglio, ma Carlo De Benedetti? Perché Monti è andato a trovare De Benedetti? Ripeto la domanda su De Benedetti semplicemente perché quello che il Prof. Monti ha confessato ad Alan Friedman è una incredibile bugia , una mistificazione della realtà: il Prof. Monti , dopo la proposta di Giorgio Napolitano andò ad omaggiare,altro che “ chieder consigli”, la tessera numero 1 del P.D., nonché il padrone di “La Repubblica”( il rappresentante dei “poteri forti” che vogliono restaurare il loro dominio sul Paese) che cannoneggiava senza sosta il Governo eletto e ne chiedeva la distruzione, solo ed esclusivamente per assicurarsene il preventivo ed incondizionato sostegno e la benevolenza per la sua successiva accettazione dell’imbroglio presidenziale. Il piano criminale di Giorgio Napolitano dunque era già pronto con mesi di anticipo rispetto alla crisi che sarebbe scoppiata solo nel successivo autunno. Sono felice e soddisfatto, ma profondamente deluso ed amareggiato (per il tanto tempo che l’Italia ha perso appresso a questo simulacro di Presidente della Repubblica) , che man mano vengano fuori dalla melma italiana le prove del ruolo di Giorgio Napolitano, il quale da sempre è un sicario della democrazia italiana. Lo scrivo e lo urlo da tempo, ma ormai l’ammaestramento e l’addestramento del gregge italiano , che la sinistra persegue dal 1943 , ha devastato ogni capacità di analisi critica nel cervello della maggioranza degli italiani, ridotti a semplici tifosi rabbiosi. Aggiungo che Giorgio Napolitano oltre a dover rispondere per le sue “eventuali” responsabilità costituzionali come Presidente della Repubblica, deve anche rispondere per le sue considerevoli responsabilità politiche e giudiziarie sul “progetto politico eversivo” ( dunque lascio perdere la parola complotto ) ordito, alla caduta del Muro di Berlino e con la fine dei finanziamenti illeciti sovietici , perché da quel momento il Pci ha di fatto abbandonato ogni via politica al potere ( dopo la batosta di Occhetto), ponendosi alla guida di una “congrega” per la lunga stagione del sovvertimento costituzionale italiano, iniziato nel 92/93 con l’imposizione intimidatoria della modifica dell’articolo 68 della Costituzione , proseguito con l’esecuzione per via giudiziaria di tutti i partiti che potessero ostacolare il Pci e con lo sfacciato salvataggio del solo Pci, continuato con la persecuzione del popolo di centrodestra e di Berlusconi , tutte manovre ordite tra Pci, Magistratura democratica e poteri forti informativi, al solo ed unico fine di consentire al Pci ( ora ai suoi eredi legittimi e cioè al P.D. dei vari Bersani, Cuperlo, Fassina, Zanda, sinistra estrema , etc) di conquistare il potere sull’Italia anche senza o addirittura contro il consenso popolare. Giorgio Napolitano si rifugerà dietro la solita criminalizzazione, affermando che si tratta di “manovre squallide senza senso”. Non avendo il meschino validi argomenti per controbattere le accuse “ nel merito” gli fa comodo lanciare il “ richiamo della foresta”, il famoso “ dagli a Berlusconi ed ai berluscones” che incita all’odio razziale ed alla guerra civile. E’ l’unico modo che Giorgio Napolitano ed il Pci conoscono da sempre, per farsi seguire dai belluini istinti tribali dei comunisti.

domenica 9 febbraio 2014

--------UN SERVILE ENCOMIO DEFINIRE IMPOSIMATO UNA PERSONA AUTOREVOLE------------ Chi troppo in alto sale cade, sovente, precipitevolissimevolmente. Ferdinando Imposimato è stato un Magistrato italiano, è stato il giudice istruttore delle inchieste sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro del 1978. Per capire bene di chi sto parlando è bene ricordare che nel 1987 ( mentre i cinque processi Moro sono ancora in corso ), Imposimato, ancora Magistrato, viene “candidato” dal Pci al Senato , nel 1992 ( inchieste Moro sempre in corso) alla Camera e nel 1994, gran rentrée al Senato, sempre con il Pci . Oggi si direbbe volgarmente che è “un prescelto”, un “nominato”, un “ miracolato”. Non contento di essere “ sceso” in politica indossando la toga da Magistrato ( immaginate quanta libertà dovessero godere i parlamentari avversari sapendo che metterselo contro avrebbe potuto significare ritrovarselo come P.M. che ti accusa una volta “ uscito” dalla politica !), il Dr Imposimato, rientra poi in magistratura. Altro clamoroso passo falso, visto che un minimo rispetto della Costituzione ed un minimo senso del pudore e della libertà avrebbe sempre dovuto sconsigliare ad un Magistrato, uomo dunque di Legge, di entrare ed uscire dal Parlamento come se fosse un albergo con una posta girevole. Ma vengo ora al sodo: ai processi Moro, che sono stati cinque , fuori luogo rammentarli qui; sono durati la bellezza di venti anni, fino al 1998. Ma sono ancora in discussione, dunque venti anni senza approdare ad una conclusione accettabile. Non certo una medaglia al valore per il Dr Imposimato , per uno che ne è stato il conduttore, il Giudice Istruttore. Poi sul caso Moro ci sono state le Commissioni d’inchiesta, quella parlamentare, poi quella Mitrokhin, poi qualche migliaia di libri, di inchieste e il Dr. Imposimato era sempre lì, diritto come un fuso (copyright G. Giusti), giustamente, era stato il G.I. sul caso Moro, cinque i processi e lui conosceva ogni angolo remoto di quella misteriosa morte, ne aveva spiato ogni angolo, sapeva tutti i segreti di Moro, insomma il G.I. guida e conduce l’inchiesta e la Polizia esegue solo i suoi ordini. Dunque tutto quello che eravamo riusciti a sapere sul rapimento e sull’uccisione di Aldo Moro lo dovevamo anche al Dr Imposimato. D’altra parte , pensavo il 9 luglio del 2013 fra me e me, se su Moro sono stati celebrati ben cinque processi giudiziari, se tutti questi processi sono durati praticamente venti anni e cioè dal 1978 al 1998, se abbiamo una caterva di ergastolani a marcire nelle patrie galere per quelle condanne, se ancora abbiamo proseguito ad indagare sul caso Moro con le Commissioni parlamentari e poi con quella Mitrokhin dal 1998 in poi, diciamo fino ad oggi, bèh! sono passati altri quindici anni ,ormai altri segreti non c’erano ! Invece il 10 luglio del 2013 , dopo una quindicina d’anni di ascetico silenzio, il Dr Imposimato,senza avvertire alcuno scrupolo – ma come, un ex Magistrato che si mette a sparlare come una Parietti da “Pomeriggio Uno – se ne esce – non richiesto – ad accusare ( e diffamare) pubblicamente alcuni morti ( Cossiga e Andreotti, gli immancabili) che si trovano nell’impossibilità di replicare ( salvo fare intervenire il Prof. Romano Prodi, noto fin dal 1978 come persona che parla con le anime dei morti ) affermando e scrivendo , senza esitazioni , che "Aldo Moro fu ucciso dalle Br per volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e Nicol Lettieri". Non un’ipotesi, dunque, ma una sentenza bella e buona, anzi una condanna vera e propria decisa dal Dr Imposimato, un Magistrato che si sente Dio, letta davanti al Tribunale del popolo , al di fuori dei palazzi di Giustizia, senza un processo dove Cossiga, Andreotti e Lettieri potessero difendersi , nella migliore tradizione delle “purghe staliniane”, del “ tribunale speciale fascista”, della “ santa inquisizione” , puro stile giustizialismo da forca e boia immediati sulla pubblica piazza. Cioè il Dr Imposimato, Giudice istruttore nei cinque processi Moro, una vita nella Magistratura, una vita parallela nella Politica, insomma uno che ha avuto sempre le mani ” nella pasta di Moro” per venti anni , ebbene costui fa passare poi ancora altri quindici anni ed esattamente il 10 luglio 2013 se ne esce che "L'uccisione di Moro è avvenuta per mano delle Brigate Rosse, ma anche e soprattutto per il volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e del sottosegretario Nicola Lettieri"? Ma non era proprio lui il Giudice Istruttore di quei processi Moro? Afferma oggi il Dr. Imposimato "Se non mi fossero stati nascosti alcuni documenti - ha aggiunto - li avrei incriminati per concorso in associazione per il fatto!” Sono stati nascosti al Magistrato, al Giudice Istruttore alcuni documenti? E da chi? E perché non lo ha denunciato prima ? E perché tutti questi segreti ce li viene a svelare solo nel 2013 , quando i colpevoli ( Cossiga, Andreotti e Lettieri) sono tutti morti ? Già, perché? Ma Imposimato tracima: “ I servizi segreti avevano scoperto dove le Br lo nascondevano ( a Moro, ndr ), così come i carabinieri. Il generale Dalla Chiesa avrebbe voluto intervenire con i suoi uomini e la Polizia per liberarlo in tutta sicurezza, ma due giorni prima dell'uccisione ricevettero l'ordine di abbandonare il luogo attiguo a quello della prigionia". Insomma qualcuno dette l’ordine di desistere. E chi fu? E perché non ci dice anche chi è stato ? Perché, visto che lo sapeva ( se dice che l’ordine di desistere partì dal Ministero degli Interni non ci voleva poi molto ad individuare la persona che impartì quel comando) perché mai non l’ ha denunciato e perseguito ? E guarda caso anche Dalla Chiesa è morto!Il Dr. Imposimato s’è però premunito, presentando un esposto alla Procura di Roma, del quale ormai si sa poco o niente. Come mai sembra che nessun Magistrato in servizio abbia da allora ritenuto di dover dar seguito alla denuncia del Dr Imposimato? Secondo il Dr. Imposimato le forze dell'ordine sapevano dov'era la prigione di Moro. Ma i magistrati di Roma sulla sua denuncia hanno solo aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato né indagati, solo per valutare se esistano nuovi indizi per riaprire le indagini sulla morte di Aldo Moro. Perché queste ultime dichiarazioni di Imposimato arrivano, strano caso, dopo che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un altro fascicolo di indagine relativo alle dichiarazioni di due artificieri che avrebbero spostato , secondo il Dr Imposimato, alle 11 l'ora del ritrovamento della Renault 4 con il cadavere di Aldo Moro e la presenza dell'allora ministro degli Interni, Francesco Cossiga, in via Caetani. Ma davvero? E perché costoro avrebbero taciuto per la bellezza di trentacinque anni? Insieme a Cossiga, che guarda caso è morto, c’era, quel famoso giorno, a Via Caetani, anche un altro signore che è ancora vivo e vegeto. Si chiama Zanda Loy, è un sardo,un figlio di papà perché il padre fu anche Capo della Polizia e fra sodali e sardi ( Cossiga, Zanda, Berlinguer, etc) ci si capisce bene! Ebbene Zanda Loy è tuttora capogruppo dei senatori del P.D. ! E perché non è stato mai interrogato costui come si deve? Perché un Giudice Istruttore che indaga su un caso come quello di Moro , non ha torchiato come si deve questo Zanda Loy ? Potrebbe replicarmi, malizioso e furbo, il Dr Imposimato “perché Vitantonio Raso e il suo collega Giovanni Circhetta ( i due artificieri) non sono mai stati interrogati? Già, il perché però me lo deve dire lui , che è stato Magistrato, che del caso Moro deve sapere tutto e non io a lui, che è stato il Giudice Istruttore, lui che era un Magistrato, lui che avrebbe dovuto farsi sentire con chi di dovere. Anche oggi, perché non denuncia in Procura queste supposizioni? Perché si limita a “ parlarne”, a farle balenare? Già, chissà perché!! E non basta perché se si va sul suo sito si scopre che il 10 maggio 2013 egli scriveva ( nel post “ I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia”):” Molti non sanno che lo stesso giorno 8 maggio di 35 anni fa, due commando, uno dei Carabinieri, i GIS, e l'altro della Polizia di Stato, i NOCS, e un gruppo di bersaglieri del battaglione Valbella, di stanza ad Avellino , stazionavano in via Montalcini ove erano giunti da diversi giorni. I due nuclei d'assalto erano agli ordini del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e del commissario Pasquale Schiavone ; erano pronti a intervenire per la liberazione di Aldo Moro , prigioniero delle Brigate Rosse nell'appartamento situato all'interno 1 di quella stessa via al numero 8 . Senonchè la mattina del 7 maggio 1978 era giunto, inatteso, l'ordine ai gruppi militari, desiderosi di intervenire, di abbandonare la postazione di via Montalcini. Dal Ministero dell'Interno una telefonata aveva fermato l'operazione militare dei tre gruppi pronti a compiere l'assalto finale. Ci fu un'ondata di sdegno nei militari, ma l'ordine venne eseguito e fu il preludio della morte di Moro. Testimoni importanti di questa storia sono il brigadiere della Guardia di Finanza Giovanni Ladu, l'ufficiale “Oscar Puddu”, nome in codice di un appartenente alla Gladio” Accidenti, ecco finalmente qualche verità nascosta che emerge, uno pensa in buona fede !E invece l’inchiesta giudiziaria su Giovanni Ladu o Oscar Puddu ha stabilito che costui era solo un volgare millantatore, un pataccaro alla Ciancimino Jr. Rinviato per di più a giudizio per “ aver calunniato i vertici istituzionali accusandoli di non aver voluto liberare il leader della Dc trovato morto nel 1978”. Nero su bianco, scritto da Magistrati, mica disegnato da Vauro! Giovanni Ladu, 56enne ex sottufficiale della Guardia di finanza in servizio a Novara, è accusato di calunnia per aver falsamente accusato i vertici istituzionali dell'epoca di non aver voluto liberare Aldo Moro pur conoscendo il luogo in cui il politico democristiano era tenuto prigioniero dalle Brigate Rosse nel 1978. I carabinieri del Ros hanno anche effettuato una perquisizione nei confronti di Ladu. Secondo costui a tutti i militari che hanno partecipato all'operazione fu imposta la consegna del silenzio. Ma le indagini svolte dalla procura di Roma attraverso l'attività dei carabinieri del Ros avrebbero accertato che le circostanze riportate sono totalmente false. Sono veramente concertato nel leggere che alcuni buontemponi , chiamiamoli così solo per evitare diffamazioni, scrivano sui giornali ( precisamente su Il Fatto) e poi anche su Facebook (ormai una discarica di rifiuti organici) che il Dr. Imposimato sia una persona “ estremamente autorevole”! Una persona rispettabile senza ombra di dubbio, ma via attribuire “autorevolezza” al Dr Imposimato è decisamente una vistosa forzatura, se non decisamente un’esagerazione . L’autorevolezza non è una dote che il Ministero fornisce come in un kit ad ogni Magistrato: in quel kit ci sono superstipendi, possibilità di due o tre mesi l’anno di ferie, possibilità di scorte che ti fanno anche la spesa, un lasciapassare di certezza di impunità penale e civile, possibilità di superincarichi e consulenze milionarie , possibilità di sconfinare nella politica, possibilità di fare del popolo un esercito di sudditi ecc ma non c’è l’autorevolezza Perché l’autorevolezza di una persona deriva dal suo “ prestigio” e dalla “ sua credibilità” che quella persona si è conquistata nella sua specifica professione con concreti risultati. E da dove discenderebbero per il Magistrato Dr Imposimato sia il “prestigio” che la “ credibilità” se dopo la bellezza di trentacinque anni dal caso Moro, dopo cinque processi che lui stesso ha istruito, dopo tre o quattro Commissioni parlamentari di inchiesta alle quali lui stesso ha contribuito , dopo aver scritto libri, articoli, sommari, introduzioni, dopo centinaia di libri e di opinioni sul caso Moro , ancora sentiamo lo stesso Giudice Istruttore venirci a dire che su Moro la verità ancora non la conosciamo? In una intervista recente a Lettera 43, diffuso anche da “Lafucina” il Dr Imposimato tracima come un marana e diventa politologo e arriva a sostenere che “ è sbagliato criminalizzare il dissenso, pretendere un’opposizione muta e silente “. Bene il rispettabile Dr Imposimato dice questo però solo oggi, febbraio 2014, quando l’attuale potere cerca di criminalizzare il M5s. Ma taceva e partecipava invece alla criminalizzazione dell’opposizione quando al governo c’erano i suoi sodali e quando da criminalizzare c’era tutto il popolo di centrodestra . Dunque molto autorevole il Dr Imposimato ? Forse come sceneggiatore .Non certo come Magistrato o come politico . Che entra ed esce dalla Magistratura e dalla Politica che, ricordo, dovrebbero essere poteri ed ordini fra di loro autonomi ed indipendenti. Lo dice la Costituzione più bella del mondo. Già, che è bella oppure modificabile solo quando fa comodo alla sinistra ( articolo 68, Titolo V, ecc) ed agli utili idioti che ancora abboccano a simili farse.

venerdì 7 febbraio 2014

--------------------SANDRO PERTINI, PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA O FANTOCCIO ETERODIRETTO?------------------------- Il comune sapere, quello che abbiamo appreso a Scuola, contiene storie incredibili che ci sono state tramandate ed anche inculcate secondo la versione più consona al potere dominante , tacendo sulle possibili altre sue versioni storiche. Giuda Iscariota è per antonomasia il traditore, Costantino il difensore del Cristianesimo, l’unità d’Italia dovuta all’eroico sbarco dei Mille. Ma è solo questa la verità? E perché, allora, non verificare ? Ma accade che appena passi all’esame storico dei fatti di queste versioni, ti rendi conto che la versione che ti è stata inculcata, quello che trovi sui libri di Storia , non è la sola versione possibile. Anzi, spesso, lo studio dei fatti storici consente di “verificare” ( carta canta e villan dorme) che la versione ufficiale è quella falsa o, quanto meno, quella assai meno credibile. Giuda, ad esempio, fu veramente l’Apostolo che tradì Gesù e che lo consegnò a Ponzio Pilato per trenta denari?Se studi bene la storia e non ti fai fuorviare dalla versione fideistica di Giuda traditore, ti rendi conto che un furbo e consumato amministratore di capitali altrui, come Giuda,non poteva certo accontentarsi di soli trenta denari per consegnare Gesù a quel potere che avrebbe pagato chissà quale ricompensa pur di poterlo crocifiggere E non poteva essere Giuda,invece, proprio l’unico fra gli apostoli che aveva compreso la tremenda missione evangelica del Cristo e che fece di tutto per agevolarla e per renderla possibile? Persino un Papa, Benedetto XVI, manifesta sull’argomento i suoi dubbi e nel 2006 scriveva:” Giuda era uno zelota e Cristo lo tradiva, perché non voleva la rivolta contro i romani. Non era dunque Cristo il suo Messia” E siamo davvero sicuri che Costantino sia stato veramente l’araldo del Cristianesimo e non un volgare impostore che legittimò la pretesa del potere temporale della Chiesa solo per ottenere il suo complice silenzio sulle sue numerose malefatte? E che bastarono mille individui per sconfiggere un esercito, quello Borbone, che fra Palermo e Napoli, marina esclusa, poteva contare su circa 100,000 uomini? Persino un eminente storico come Luigi Settembrini scriveva con una punta di ironia “ se mi vuoi far credere che con 1000 uomini hai sconfitto un esercito di 40.000 Borboni, riportando solo sette perdite, mi devo proprio preoccupare”. Basta tralasciare la fede religiosa o il pregiudizio ideologico per vedere la storia alla luce della semplice e cruda verità dei fatti. Sandro Pertini viene sovente indicato come uno dei Presidenti della Repubblica italiana più amati, viene rappresentato come un intransigente che non aveva ambizioni personali. La sua costante presenza nei momenti cruciali della vita pubblica italiana, nelle situazioni piacevoli come nei momenti difficili, è stata probabilmente uno dei motivi della sua grande popolarità. Chi non ricorda l’esultanza, peraltro scomposta, di Pertini al goal di Altobelli nella finale del Campionato mondiale di Spagna del 1992? E come dimenticare l’immagine di un Presidente scamiciato che urla giocando a briscola contro Zoff o Bearzot o Bruno Conti sull’aereo che riportava a casa i Campioni del mondo? Spesso è stato definito come il "presidente più amato dagli italiani" ricordato per il suo carisma, per il suo modo di fare schietto e ironico, per l'amore verso i bambini e per aver inaugurato un nuovo modo di rapportarsi con i cittadini, con uno stile diretto e amichevole («amici carissimi, non fate solo domande pertinenti, ma anche impertinenti: io mi chiamo Pertini... »). La schiettezza e la pragmaticità di Pertini si riflesse inoltre anche nella sua azione politica ed istituzionale, facendolo apparire come un presidente che puntava alla concretezza, rifiutando compromessi e imponendosi con il suo rigore morale. Ma è tutto così? Pertini dunque ha bisogno di adulatori per essere ricordato, persino di veri e propri speculatori dell’adulazione, come Antonello Venditti che nel 1982 ( “ Sotto la pioggia”) non resistette a scrivere ( e vendere in copie “ copiose”) scrisse quella fellatio iconografica del “ il Presidente dietro i vetri un po’ appannati fuma la pipa, il Presidente pensa solo agli operai, sotto la pioggia…” . Eppure non mancano le dissonanze. Per esempio su Il Corriere della Sera del 27 Ottobre del 1963, in data dunque non sospetta, Indro Montanelli scriveva:” Non è necessario essere socialisti per amare e stimare Pertini.” Ma si trattava dello stesso Montanelli,che sul Corriere della Sera del 16 giugno del 1997, scriveva "Pertini? Sono altri i grandi d'Italia." .E come fece, ci si domanda, un uomo così sprovveduto a diventare Presidente della Repubblica? Lo diventò appunto perché era sprovveduto, e come tale forniva buone garanzie di non interferenza agli uomini del potere vero, totalmente in mano ai partiti. Pertini però aveva una enorme e naturale capacità di connettersi con il pubblico, ne intuiva i desideri, le istanze, le voglie viscerali, ne secondava alla perfezione tutti i vizi , tutti i vezzi. Ogni tanto sbucava dalla televisione pronunziando terribili requisitorie contro la classe politica, come se lui non vi avesse mai appartenuto, come fece, da grande scenografo, ma di secondo piano, al momento del terremoto dell'Irpinia, quando accusò il parlamento di avere bocciato i disegni di legge per le misure di difesa in caso di emergenza, dimenticandosi che il Presidente della Camera che li aveva respinti era stato proprio lui. Non si lasciava sfuggire nessuna occasione per dare spettacolo seguendo in lacrime tutti i funerali possibili, baciando bandiere a josa, carezzando torme di bambini e insomma toccando sempre quel tasto del patetico e dell’ipocrita ai quali noi italiani siamo particolarmente sensibili. E come si può dimenticare la tragedia di Vermicino e di Alfredino Rampi , tragedia che Pertini cavalcò da consumato sceneggiatore ?I suoi discorsi di Capodanno erano poi delle autentiche sceneggiate degne di Mario Merola. Ma in sette anni di Presidenza, di sostanziale e sostanzioso fece poco o nulla. Di favori al Pci, che lo aveva appoggiato, tantissimi, come tutte le grazie .Della corruzione che allagava il Paese fin dalla sua unità (e dalla quale bisogna riconoscere non si lasciò mai infettare), o non si accorse, o preferì non accorgersi E’ proprio così o questa di un Pertini da “Libro Cuore” è l’ennesima edulcorata versione dei fatti, solo una iconografia utile alla sua santificazione posticcia? L'8 luglio 1978, dopo un estenuante scrutinio, Sandro Pertini venne eletto settimo presidente della Repubblica. Erano i giorni dell’uccisione di Aldo Moro, gli anni di piombo e del terrorismo, della crisi economica e della crisi politico-parlamentare seguita al fallimento dell'esperienza della solidarietà nazionale. Nei primi tre scrutini la DC optò per Gonella e il Pci votò in modo pressoché unanime il proprio candidato,Giorgio Amendola, mentre l'ala parlamentare socialista concentrò i propri voti su Pietro Nenni. Si andò avanti così, fino al 13º scrutinio, con il PCI che manteneva la candidatura di Amendola e il PSI che da Nenni propose Francesco De Martino ma senza trovare consensi. L’accordo fra i partiti ( sostanzialmente fra Dc, Pci e Psi) arrivò al 16º scrutinio, l'8 luglio 1978, la convergenza dei tre maggiori partiti politici si trovò sul nome di Pertini, che fu eletto con 832 voti su 995, a tutt'oggi la più ampia maggioranza nella votazione presidenziale nella storia italiana. La sua elezione apparve subito un importante segno di cambiamento per il Paese, grazie al carisma e alla fiducia che esprimeva la sua figura di eroico combattente antifascista e padre fondatore della repubblica, in un Paese ancora scosso dalla vicenda Moro. Non sto mettendo in discussione il suo inossidabile ed incorruttibile antifascismo, di tipo assolutamente intransigente, il che, dal punto di vista della coerenza, è anche un attestato di grande merito e di stima personale. Nemmeno metto in discussione il suo essere stato “partigiano”, la sua partecipazione a quel movimento, nel bene e nel male, è certa, sicura, a prova di bomba. Ma essere un ““antifascista”, un “ partigiano”, un “ uomo onesto ed intransigente” sono forse doti sufficienti per essere eletto Presidente della Repubblica italiana? Quando tutti ammettono che Pertini era la “ figura” che serviva, in quel momento storico, per mettere tutti calmi, tutti d’accordo, non stanno elevando Pertini a chissà quale altare , piuttosto lo stanno indicando come un personaggio senza spessore intellettuale proprio e politico ma che metteva d’accordo Dc, Pci e Psi perché rappresentava un prototipo : quello che non dava fastidio a nessuno, quello che serviva per tenere occupato il Colle mentre i tre partiti cercavano e studiavano come riconquistare il consenso dopo l’uccisione di Aldo Moro. Come fare entrare un contadino nella casa del Principe. Sandro Pertini fu sempre sprovvisto di capacità e di sagacia politica, la sua presenza in Parlamento e nello stesso partito non ha mai lasciato qualche segno politicamente rilevante. Nel suo stesso partito non esercitava alcun peso, era considerato un "compagno" di sicuro affidamento, ma quanto meno una testa calda, imprevedibile e sempre pronto a qualche colpo di teatro, spesso ricorreva alle armi. Rimase famosa la sua folle e ridicola corsa su per le scale dell’Arcivescovado di Milano, pistola in punto, quando si sparse la (falsa)notizia che Mussolini e la Petacci fossero ivi nascosti. L’antesignano di Charles Bronson, una sorta di “ giustiziere” ante litteram che sarebbe arrivato al Quirinale. Anche la sua carriera nella “resistenza” non fu cristallina. In una intervista a Gianni Bisiach nel 1977 Pertini ribadì da un lato la sua “ assoluta estraneità” all’attentato di Via Rasella a Roma ma ammise anche , con scarsa coerenza, che alla fine appoggiò quell’attentato “ perché così volevano sia il Pci che Amendola”. Anche dopo il suo settennato egli confidava ad Alberto ed Elisa Burani ( autori di “ Attentato e Rappresaglia. Il Pci a Via Rasella”, Marsilio, Venezia, 1999) la medesima incongruenza. Pertini, nell’intervista del 1977 a Gianni Bisiach confessava che nel Pci erano state attentamente valutate e soppesate le terribili conseguenti rappresaglie che l’attentato di Via Rasella avrebbe provocato nei tedeschi. Dunque Pertini sapeva che con quella sua partecipazione al via libera per quell’attentato scriveva la condanna a morte di più di trecento inermi vittime incolpevoli. Lo confermava anche Matteo Matteotti, il figlio di Giacomo, in una intervista del 1994 e lo ribadiva anche Massimo Caprara, l’ex segretario di Togliatti, in un suo scritto del 1997. Lo stesso Pietro Nenni, che gli voleva bene, disse e scrisse di Pertini : "Io non sono certamente un uomo di cultura e alla cultura non attribuisco, per un politico, una decisiva importanza. Ma qualcosa so, qualche libro l'ho letto, anche grazie a Mussolini quando mi mandò' al confino a Ponza. C'era anche Sandro. Lui, l'unica cosa che leggeva era L'Intrepido. Il resto del tempo lo passava a giocare a briscola o a scopa coi nostri guardiani. Alle nostre discussioni sul futuro dell'Italia e del partito non partecipava quasi mai, e quando lo faceva, era solo per invocare il popolo sulle barricate, per lui la politica era solo quella". Nenni dixit! Sta per emergere una constatazione che discende dai fatti e che non vuole né offendere la memoria del Presidente Pertini né tanto meno criticarne la figura: ma i fatti dicono che Sandro Pertini divenne Presidente della Repubblica perché non dava fastidio a nessuno , ma soprattutto e forse esclusivamente perché era stato un “ partigiano”, partigiano rosso di prima leva e dunque organico a quel movimento partigiano che riuniva sia comunisti, democristiani e partigiani socialisti , un movimento che volle arrogarsi la esclusiva paternità della liberazione dal nazifascismo Dunque mi devo riallacciare alla storia di tutti quei partigiani comunisti, socialisti e azionisti che , una volta e non ostante fosse terminata la guerra, furono fatti riparare in Cecoslovacchia dal Pci perché accusati di omicidi e di vendette personali contro “presunti o veri ex fascisti” e contro “ inermi civili” che non manifestavano simpatie per il comunismo. Moltissimi furono fatti eleggere dal Pci deputati per godere della relativa immunità ed impunità, fatti poi riparare in Cecoslovacchia e poi, fatti rientrare in Italia. Come? Semplice : c’erano i compagni della resistenza, al Quirinale, prima Giuseppe Saragat e poi Sandro Pertini e al Presidente della Repubblica spetta la concessione della grazia presidenziale. Eccoci dunque al nocciolo della questione: Pertini divenne Presidente della Repubblica perché doveva graziare i compagni partigiani che avevano commesso crimini ed omicidi dopo la fine della guerra ed era la persona che non avrebbe fatto alcuna resistenza a continuare a concedere quelle grazie presidenziali che un suo predecessore, sempre di sinistra, Saragat, aveva lasciato incompiute. Giuseppe Saragat pagò subito la sua cambiale più grossa al Pci : la grazia a Francesco Moranino, rifugiato a Praga , paese nemico, dove lavorava alla “Scuola Politica del Compagno Synka” che organizzava i campi di addestramento militare per i terroristi che dovevano compiere azioni militari eversive nei loro Paesi, che ospitò anche Giangiacomo Feltrinelli. Saragat pagò un debito di riconoscenza al Pci che aveva contribuito ad eleggerlo in quanto era diventato capo dello Stato il 28 dicembre 1964, con il contributo determinante del Pci. La grazia arrivò a tamburo battente il 27 aprile 1965. Ci fu un evidente baratto, oggi si direbbe un “ voto di scambio”: l'elezione in cambio della chiusura di quel capitolo orrendo. Moranino rientrò con comodo, nel '68, e il Pci non ebbe alcun imbarazzo a ricandidarlo e a farlo rieleggere. A Palazzo Madama. Sandro Pertini deve dunque completare il lavoro di graziare i compagni assassini e condannati di che era stato iniziato con Saragat e che era stato interrotto perché dopo Saragat fu eletto Leone. Così come Saragat, anche Pertini fu sostenuto, dopo l’accordo, dai voti del Pci e come Saragat il compagno Pertini obbedì al richiamo della foresta: nel 1982, nel silenzio omertoso, approfittando del clamore gioioso della vittoria dell’Italia ai mondiali di Calcio in Spagna, il compagno della resistenza Sandro Pertini concesse la grazia presidenziale agli ultimi partigiani comunisti accusati in Italia di crimini commessi nel nostro Paese dopo la fine della guerra. Quello che poi fa proprio cadere le braccia è avere scoperto da documenti del Quirinale che Pertini tenne segrete le grazie che stava predisponendo: aspettava che l’Ambasciata Italiana a Praga rilasciasse ai beneficati il passaporto. A pochi mesi dal rapimento e dall’uccisione di Aldo Moro e non ostante pesanti responsabilità che coinvolgevano nel caso Moro persone vicine al Pci ed ai partigiani messi in salvo in Cecoslovacchia, il 26 ottobre del 1978 quello stesso Pci che aveva deciso di sostenere Pertini ricevette da Pertini la stabilita ricompensa: la grazia per i suoi ex partigiani della seconda guerra mondiale. Numerose le grazie presidenziali scoperte man mano di cui hanno goduto , grazie a Saragat ed a Pertini, numerosissimi ex partigiani comunisti fatti riparare dal Pci illegalmente in Cecoslovacchia colpevoli per crimini commessi in Italia dopo il provvedimento di amnistia voluto nel 1946 dallo stesso Togliatti.Si continuò, dopo l’amnistia, con un indulto molto ampio nel 1949, si proseguì poi con un’altra amnistia sempre molto ampia del 1953 e successivamente con numerosi provvedimenti “ ad personam” si grazie presidenziali. Il partigiano Sandro Pertini, da poco eletto Presidente della Repubblica, firmò il decreto di grazia per Giulio Piaggio, per Paolo Finardi , per Natale Burato e per molti altri, tutti pluriomicidi condannati in Italia in via definitiva e fatti fuggire clandestinamente dal Pci in Cecoslovacchia , senza scontare nemmeno un giorno di prigione e poi inspiegabilmente graziati da Pertini.Devo ricordare, per dare ai fatti il loro giusto peso, che per costoro il Pci aveva avanzato già la richiesta di grazia quando era Ministro della Giustizia Oronzo Reale , domanda che fu respinta. Ma ora c’era al Colle l’uomo giusto, che non avrebbe fatto storie a pagare il prezzo della sua elezione: Sandro Pertini. Così il Pci condusse a buon fine molte spinose domande di grazia che Saragat non era stato in grado di portare a buon fine nonostante l’accordo preventivo tra Saragat ed il Pci per la sua elezione. E’ anche necessario rammentare che alcune volte Pertini sostenne persino di “aver firmato senza saper cosa firmasse” accusando il suo Segretario Generale Antonio Maccanico (vedasi articolo di Silvana Mazzocchi su “ Repubblica” del 9 giugno 1985 dove Pertini disse testualmente :” se avessi saputo chi era, non le avrei dato la grazia”). Si riferiva, Sandro Pertini, alla concessione, da parte sua, della grazia a Fiora Pirri Ardizzone , una terrorista di “Prima Linea” la cui grazia fu fatta passare sotto silenzio stampa. In altre circostanze Pertini preferì tacere, come nel caso della grazia al partigiano Mario Toffanin, altro pluriomicida graziato e dei tantissimi altri che Pertini graziava come nulla. Insomma la nomina di Sandro Pertini al Quirinale altro non fu se non un imbroglio frutto marcio del consociativismo. La scelta di un Presidente della Repubblica , grazie alla Costituzione più bella del mondo, è dunque il frutto di imbrogli, di accordi, di inciuci vergognosi, come quelli che vi ho descritto. Non credo che quanto ricordato denigri Pertini, perché santificarlo come è stato fatto da sempre, presentarlo come il presidente più amato dagli italiani è solo il risultato di una truffa al popolo italiano perpetrata dal potere consociativo fra quei tre partiti (Dc,Pci e Psi). Il significato intimo di questo scritto è dedicato a Giorgio Napolitano ed a tutti i creduloni ( o profittatori?) che lo ritengono l’uomo della provvidenza.