Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 19 febbraio 2014

------------------ANARCHIA, BRIGATISMO ED ORA GRILLISMO?------------------------- Fossi stato al posto di Renzi, mi sarei alzato e me ne sarei andato davanti a quella inqualificabile sceneggiata di Grillo. Bene, ho pensato dopo avere assistito a quella squallida farsa, possibile che un simile soggetto, Grillo, abbia un tale consenso? E come inquadrare allora i grillini? Da quale parte del ventre molle della cultura di questo Paese esce questo esercito ? La storia di questo Paese è una mannaia per i grillini. Vediamo per quali ragioni. La spinta verso ogni forma di anarchia fin dalla fine dell’Ottocento era assai diffuso in Italia , una secrezione certamente delle pessime condizioni economiche ma sopra tutto era una sorta di cascame culturale, un sottoprodotto, uno scarto di lavorazione di una cultura ancora elitaria che lasciava affogare la maggioranza del popolo nella più profonda ignoranza ( quando non nell’analfabetismo più integrale) , brodo di coltura di una precisa tradizione storica , inaugurata dalla borghesia colta prima dell’Unità, nei tempi della speranza risorgimentale che identificava nei “ cospiratori” e nei “ regicidi” personaggi di riferimento. Ben sappiamo come personaggi come, per esempio, quel tale Felice Orsini , quel seguace di Mazzini che nel 1858 aveva tentato di uccidere a Parigi Napoleone III , fossero avvolti , per questa tradizione tutta italiana, in una sorta di atmosfera sacrale. La borghesia radicali italiana – la stessa che tempo dopo si sarebbe scagliata come una ossessa contro l’anarchia – stava elevando il tentato omicidio di un potente al rango di “ atto eroico”. In quegli ultimi anni dell’Ottocento, la borghesia radicale italiana ha prodotto dunque l’idea che chi uccideva un potente fosse un benefattore dell’umanità, invece che un assassino. Questa “melma” culturale serviva a quella borghesia per cercare una captatio benevolentiae nel ceto popolare, mentre gettava, così, le basi culturali di ogni forma di terrorismo. Basta leggere qualche romanziere di quel tempo per rendersi conto di come costoro avessero creato una sorta di “ragione della violenza” così favorendo una futura stagione di terrorismo. Questa brodaglia culturale raggiunse il proprio diapason negli anni 1892 e seguenti, quando nei Parlamenti entrarono i socialisti riformisti. Così, per smarcarsi dai socialisti, costoro contribuirono massicciamente all’esplosione dell’anarchia generalizzata. Due morti per una bomba in un caffè di Parigi (1892), venti morti in un teatro di Barcellona per l’esplosione di un ordigno(1893), nel giugno del 1894 il fallito attentato a Crispi a Napoli, nel luglio del 1894 l’attentato che l’italiano Sante Cesareo attuò contro il Presidente francese Marie Fancois Sadi Carnot che rimase ucciso, l’uccisione nel 1897 del presidente spagnolo Antonio Cànovas del Castillo da parte dell’italiano Michelino Angiolillo, nel 1900 a Monza dove fu freddato in un attentato Umberto I, il movimento anarchico , che si era già presentato nel 1889 quando Emilio Caporali aveva attentato a Francesco Crispi e nel 1878 quando a Napoli Giovanni Passannante aveva tentato di uccidere Umberto I, spiazzò la sinistra di Depretis che era al governo del Paese . La borghesia radicale italiana che aveva vezzeggiato e coccolato quel movimento anarchico fu costretta a quel punto a prendere contro quel movimento drastici provvedimenti. Quelle misure repressive costarono una cinquantina di morti in Sicilia e una sorta di sommossa in Lunigiana. Crespi ebbe consensi per queste repressioni sia da sinistra che da destra. Molte analogie con quel movimento anarchico le troviamo poi nel periodo del brigatismo rosso in Italia che , in Italia, prende il posto, nella cultura popolare, del movimento anarchico della fine del secolo scorso fin dagli anni venti e trenta , quando molti comunisti , spontaneamente o per sfuggire al fascismo, si trasferiscono in Unione Sovietica. Il “brigatismo” è coltivato in Cecoslovacchia dove in svariati campi militari vengono addestrati militanti comunisti per compiere attentati in Italia. Anche se quel movimento era noto al Paese ( basta ricordare come nel 1953 sul giornale “Il Tempo” comparve un articolo col titolo “ Sabotatori per l’Italia addestrati da Moranino a Praga”: dunque l’Italia sapeva tutto) , lo spirito brigatista trovò brodo di coltura adatto col miracolo economico . Tra la seconda metà degli anni cinquanta ed i primi anni 60 l’Italia fu investita da una tremenda trasformazione strutturale. Il “miracolo economico”( che pose tre problemi: lo sviluppo industriale del Paese ( industrializzazione del paese agricolo, europeizzazione del Paese col Trattato di Roma del 57, urbanizzazione e migrazione interna) , prodotto dal “centrismo della DC degasperiana”, indusse un più ampio arco politico ad affrontare e risolvere tutti i problemi e gli squilibri che quel miracolo economico aveva creato ma che non erano stati risolti. C’era dunque bisogno di una sensibile allargamento della base politica di consenso, che portò al lungo ed accidentato percorso verso il “centro sinistra” fino al “ compromesso storico” . Iniziò così la lenta evoluzione del Pci da partito d’opposizione a partito di governo. Così quando fra il 1973 ed il 1978 giunse la proposta del segretario del Pci Enrico Berlinguer del “ compromesso storico” fra la Dc, guidata da Aldo Moro, ed il Pci e con essa anche la “ via europea al socialismo” che prevedeva uno sganciamento ( ma non una rottura) dall’Urss del Pci, iniziò un percorso politico del Pci verso l’area di governo. Che fece esplodere il terrorismo delle Brigate Rosse. Tutti sappiamo i lutti che le B R addussero all’Italia, come tutti sappiamo anche bene come la solita borghesia radicale italiana, ormai innestata con i poteri forti italiani , ben consapevole di aver prodotto quei guasti per non essere stata capace di risolvere politicamente quei problemi che il miracolo economico ed il successivo movimento studentesco avevano posto nella società italiana e per recuperare consensi cercò ancora una volta di lisciare il pelo al terrorismo, di catturarne la benevolenza forse nella speranza di salvarsi dalle azioni terroristiche forse nella speranza di recuperare consensi politici . Oggi troviamo tutti gli ex brigatisti al culmine di splendide carriere politiche o editoriali: da Sofri, al figlio di Calabresi, da Mieli a Lerner , da Scalzone, a Curcio . Sia il movimento anarchico che il brigatismo hanno inseguito il miraggio di una santificazione del regicida prima e del terrorista dopo , idealizzato come un combattente per un ideale. Noi oggi, dopo il crollo del Muro di Berlino e con la desecretazione di archivi segreti ex sovietici sappiamo bene che non è stato affatto così, perché i brigatisti furono etero diretti e comandati da una potenza straniera. Lo scopo di entrambi questi movimenti era quello di abbattere la democrazia con la violenza. Anche le dichiarazioni di Grillo fanno pensare a questa strada, dove trova facile e spicciolo consenso predicando a discapito di una classe politica che s’è distrutta da se stessa. Facile disgregare e distruggere. Arduo è costruire, vero Renzi? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ ----------------I MIEI DUBBI DOVREBBERO ESSERE DI TUTTI.------------------------- Alle anime belle ed ignoranti che ragliano “ la costituzione è stata rispettata, quale golpe!” ricordo che l’articolo 94 della Costituzione prevede e stabilisce che “ Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.” Il giorno 12 novembre del 2011 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi fu costretto a dimettersi a causa di un complotto e di un ricatto ( Friedman è il pretesto, perché si sapeva tutto ma la stampa italiana, in mano ai poteri forti, occultava, taceva ) alla cui regia vi fu il presidente Giorgio Napolitano con la connivenza del Prof. Mario Monti, dell’ Ing. Carlo De Benedetti, del Prof. Romano Prodi, delle Cancelleria di Germania e Francia,del Partito Democratico, dei Sindacati, della Confindustria e della grande stampa italiana. Quello che è successo in quei giorni in Italia ed in Europa ha dell’ incredibile. Perché pochi sono a conoscenza che , non ostante tutte le manovre di corridoio che Napolitano ordiva con Monti , con De Benedetti, con Prodi, con le Cancelleria di Germania e Francia, con Confindustria, con la grande stampa, vista la resistenza del Governo Berlusconi, si passò dalle minacce alla esecuzione mafiosa vera e propria. Fu scatenata la lobby finanziaria bancaria internazionale che produsse immediatamente (siamo al 9 novembre 2011), lo spread fu fatto schizzare a 575 punti ( ripeto: i titoli decennali del debito pubblico italiano sono venduti nelle aste mensili alle quali partecipano le banche. Basta dunque , rinviare la sottoscrizione dei titoli offerti per farne schizzare in altro il costo. E per fare esplodere lo spread. Fu così che il tasso dei titoli pubblici biennali arrivò al 7,25%. Intanto Napolitano, forse per festeggiare proprio quel 9 novembre, nominava Monti senatore a vita ( abbiamo visto poi quali fossero i suoi alti meriti scientifici!) mentre sosteneva: «Abbiamo bisogno di decisioni presto». Il giorno dopo , con Monti senatore, la Confindustria ( il Sole24ore) titolava a caratteri cubitali «Fate presto», appoggiando la nomina di Monti, mentre su Repubblica miserabili agiografi si guadagnavano un futuro seggio senatoriale facendo a Mario Monti quello che Monica Lewinsky aveva fatto a Bill Clinton: prolungate fellatio. La sera del 12 novembre 2011, dopo l'approvazione della Legge di Stabilità 2012 in entrambe le camere del Parlamento, Silvio Berlusconi, sale al Colle per rassegnare le dimissioni da presidente del consiglio dei ministri e quelle del suo Governo: non disponeva della maggioranza alla Camera, ma aveva una discreta maggioranza al Senato. L’ art. 94 della Costituzione ,quarto comma, sancisce “ Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni”. Il 16 novembre 2011 Napolitano affidava l'incarico a Monti Dimissioni “indotte” o meno che siano state quelle di Silvio Berlusconi, resta che l’articolo 94 della Costituzione è stato violato, perché quel Governo Berlusconi non fu mai sfiduciato in Parlamento, come stabilisce il citato articolo 94. Da quel giorno, anzi dal mese di maggio del 2011, il Presidente della Repubblica iniziò ad architettare il suo “secondo grande imbroglio” ai danni della nostra democrazia parlamentare ( il primo lo aveva architettato subito dopo il crollo del Muro, dal 1989 ma questo è un altro discorso) trovando nel Prof. Mario Monti , un sodale della lobby finanziaria internazionale, un cinico ed ambizioso complice che non si fece alcuno scrupolo nel farsi connivente di quella congiura ai danni del Paese ed in Carlo De Benedetti come nel Prof. Romano Prodi due lieti ed interessati favoreggiatori dell’intrigo. L'insediamento alla guida del governo di Mario Monti ha dunque certificato, politicamente parlando, una violazione dell’articolo 94 della Costituzione, che ha prodotto un commissariamento del Parlamento da parte del Presidente della Repubblica , una vera e propria sospensione della democrazia parlamentare e, concretamente parlando, la sottomissione del Paese al potere di quella dittatura finanziaria. Lo stesso sistema anticostituzionale è stato perpetrato ai danni del Governo Letta, perché oggi assistiamo alla designazione di Renzi ( guardo con molto sospetto quel suo dirsi “non essere comunista” , ma come posso farmi piacere uno che rinuncia a dare la parola ai cittadini per lasciarla solo al comunista del Quirinale, che alla fine, guarda caso, fa proprio il suo nome ?), ( uno che ha in testa una corona illegittima impostagli da “ un uomo solo al comando”! ), alla guida del governo, decisa solo dal vertice di un partito,ossia il Pd ( il suo milione ottocentomila voti di simpatizzanti del Pd vale molto di più di quei nove milioni circa di voti per il centrodestra) (dei 148 deputati rapinati dal P.D. con il premio di maggioranza incostituzionale non ne parla nessuno!) ,( se la grande maggioranza di italiani boccia la staffetta, i sondaggi si manipolano, non è vero? Basta qualche giornalone amico!) ( sui giornaloni dei poteri forti non c'era traccia delle critiche mosse dalla Chiesa attraverso Avvenire e L'osservatore Romano alla scelta di far dimettere Letta per sostituirlo con Renzi. Niente, nessuno ne parla... Chissà perché) avallata da un capo dello Stato che pur essendo l'Italia una Repubblica parlamentare ne mortifica la Costituzione ed il suo popolo, da lui stesso diffamato come un insieme di idioti con quel suo “ fumo, solo fumo”!) , mentre Letta , un primo ministro italiano in carica presenta le dimissioni «irrevocabili» senza essere stato mai sfiduciato dal Parlamento, esattamente come avvenne con Berlusconi nel 2011. La storia sta dicendo che senza Berlusconi non esiste più la nostra democrazia costituzionale ,solo soprusi costituzionali . Esprimo al Presidente della Repubblica la mia preoccupazione ed il mio profondo stupore per questa crisi “opaca” che si è aperta fuori dal Parlamento e nell’ambito di un solo partito e per la volontà di dare vita ad un nuovo governo senza che si sia sentita una sola parola su come sarà il programma di questo governo. Si può parlare dunque di un reato penale, previsto e punito dall’articolo 287 del Codice penale ( usurpazione del potere politico )? Certo che anche la prolungata violazione dell’articolo 94 della Carta Costituzionale rafforza oltremodo l’ipotesi di quel reato e ne dimostra anche la sua “ reiterazione nel tempo”, dunque una sorta di pesante aggravante. Ma ormai sappiamo molto bene come in Italia le leggi si “interpretino” per gli amici ed invece si applichino arcignamente per i soli nemici. Fulgido esempio è una evasione fiscale di 7,5 milioni di euro condannata con quattro anni e mezzo di galera mentre un’altra megaevasione fiscale, di ben 250 milioni di euro, viene completamente ignorata sotto il profilo penale dalla Magistratura. Come ormai sappiamo fin troppo bene come la magistratura italiana sia il guardiano del regime, a cui siamo sottoposti. Le prove ? Basta ricordare come fu abrogata la guarentigia costituzionale nel 1993 o come un famoso Magistrato, ora senatore del P.D., non volle perseguire , ai tempi di Mani Pulite, il Signor Primo Greganti ed il Pci di allora. Nella stessa misura siamo anche consapevoli che la disposizione del primo comma dell’articolo 68 possa essere invocata ad esimente. E’ la nostra forza, quella della chiarezza, perché quella chiedo, chiarezza,. Giustizia, si direbbe in un Paese civile. Napolitano poi non è responsabile per gli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni (art. 90 Cost.), tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. E forse non sappiamo anche molto bene come funziona la Corte Costituzionale, quella che dovrebbe essere “ super partes” ma che è invece “pro partem”per 11 a 4? Ma perché abbandonare del tutto la speranza che esista un Giudice anche a Roma oltre che a Berlino? E’ non è stata proprio la sinistra , il P.D., che per più di venti anni ci ha tormentato con quel suo “ difendersi nel processo e non dal processo”? E perché dunque ora scappare da questo giusto e democratico processo ? Perché non cogliere l’occasione per tranquillizzare il popolo italiano, dimostrandogli che non esiste quel reato? Perché relegare tutti questi “fatti” nel ripostiglio delle notizie nascoste o diffamate ? Ma chi di noi può dirsi in coscienza esente da dubbi? Si faccia avanti allora, con nome e cognome, il nuovo Gaio Muzio Scevola, pronto a mettere la mano sul fuoco di una certa innocenza di Napolitano ! Io, come dice Striscia la notizia, sto sempre qui, li aspetto. ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

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