Gaetano Immè

Gaetano Immè

mercoledì 5 febbraio 2014

-----------------BIGNARDI,SOFRI, AUGIAS! ORA BASTA!!!!-------------------------------- Ho riflettuto molto prima di scrivere questa nota. Sono convinto che la Bignardi, Adriano Sofri e sopra tutto Corrado Augias abbiano fatto una figura meschina con Di Battista del M5s. Adriano Sofri sappia che quello di cui deve ancora rendermi conto è la sua incivile, biliosa, tribale “lista di proscrizione” o “ condanna a morte” di Calabresi, quella storica infamità delle famose settecento firme di infami. Tutti infami, non ho altra parola che infame per definire lo spessore civile di quei firmaioli , tutti, nessuno escluso. Sofri mise il peggio dell’inciviltà in quel “manifesto”: la “truffa della credulità popolare”, “l’incitamento all’eccidio tribale”, la “ morte del garantismo costituzionale”, “ lo spaccio della cieca faziosità come droga che avvelena la mente”, “ lo sfruttamento sadico da parte del l’“acculturato ” del popolino ignorante e troglodita, indotto alla violenza con l’indottrinamento”, un’azione culturale miserabile per aver agevolato e sollecitato “l’adesione “ (che non implica alcuna evoluzione intellettuale da chi vi “aderisce”) al suo rogo medioevale contro Calabresi invece che promuovere un’azione culturale spingendo i suoi seguaci verso una “ragionata ed esaminata comprensione di quei fatti “. Perciò non si atteggi a vittima, Adriano Sofri e viva la sua condanna ( questa che ho detto) da uomo, assumendosi le sue colpe e le sue responsabilità senza scappare da esse nascondendosi sempre dietro il falso alibi della sua pretesa “ cultura dell’acculturato in un mondo di beceri semianalfabeti”, un privilegio che le ha consentito di vivere alla grande, fra grandi giornali e grandi guadagni. Parlare della Signora Bignardi è parlare del “ radicalismo chic di sinistra”, un cliché che ha scassato i gabasisi, le palle. Mi indigna invece Corrado Augias, mi indigna fino all’inverosimile. Con quella sua aria da finto tonto, da infingardo, da ipocrita, fa una comparsata dalla Bignardi allo scopo di infamare persone assenti ( perché discendenti di persone fasciste, come se a suo tempo in Italia si potesse trovare uno “ non fascista” o come se avere una propria ideologia fosse un reato) che dunque non possono nemmeno replicargli. Merita una giusta lezione. Perciò pubblicherò la sua breve ma interessante storia, che Augias tiene segreta o che minimizza. Si vergogna, il pupo!!!! ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ -------------------------AUGIAS E LA LEGGE DELL’OBLIO---------------------------------- Perché nascondere o minimizzare le proprie colpe e le proprie responsabilità per un passato zeppo di errori più o meno gravi, Augias ? Non è forse una costante della vita il maturare con l’avanzare dell’età, col mutare del tempo, col volgere degli anni? Non è forse una conquista personale e sociale redimersi dei propri errori, riconoscerli, ammetterli e chiederne venia ? Perché invece molte persone di sinistra, non ostante la loro ormai tarda età ( cito solo quattro paradigmatici esempi: Scalfari, Fo, Sofri ed Augias, appunto), non solo non tollerano che qualcuno ricordi loro i loro, diciamo, errori, ma, come supponenti pavoni, si permettono di impancarsi, col solito ditino sempre alzato, per criminalizzare gli errori altrui , compiacendosi per di più nel rigirare il coltello nella ferita? La spiegazione sta nel fatto che la storia la scrive chi vince e chi vince impone i propri voleri ( da Brenno a Yalta )con ogni mezzo, bello e brutto imponendo anche la così detta “ legge dell’oblio”. Dall’Atene, del V° Secolo a.c., nel secolo dei Trenta Tiranni, quando Teramene ( generale ateniese) trattò la pace , l’armistizio con Crizia, il condottiero degli spartani,da quando fu imposta la prima legge dell’oblio tutto ciò si ripete. Si deve tacere sulle malefatte e sui delitti dei vincitori perché essi oggi sono il “potere”, al quale, per acquistarne la benevolenza, il mondo intellettuale si inchina come sempre, al signorotto, al principe, al tiranno, alle corti dei Re. Ma tutto ciò non basta quando,come nel caso dell’Italia,il vincitore ( dall’Unità al secondo dopo guerra ed oltre) è solo una fazione salita su un falso carro della vittoria, con la pretesa di appropriarsi dei meriti altrui. E onde accaparrarsi quell’aura eroica , quel consenso popolare necessario per spacciarsi come “valore del Paese” non gli basta “scrivere una storia artefatta”, né “imporre la legge dell’oblio”, ma deve anche legittimare il suo potere convincendo il popolo della sua assoluta paternità dei fatti unificanti, appunto dall’Unità alla liberazione dal nazifascismo. Occorre dunque che quel“mondo intellettuale” diventi assolutamente “organico” a questo nuovo e posticcio potere, elaborando storie criminali sui vinti, demonizzando e perpetuando le infamie dei vinti trasformandole in ricorrenze da festeggiare . Ludes et circenses. Dunque lisciare il pelo al movimento comunista dal secondo dopo guerra in poi è stato, per tanti intellettuali o sedicenti tali, il modo per sbarcare alla grande il lunario, per vivere alla grande, con strepitose carriere. Corrado Augias è solo uno di questi furbi “picciotti” di quel falso potere, in compagnia di tanti altri “prezzolati untori del pensiero dominante“ ( si spazia da Fo e Scalfari , repubblichino il primo e fascista da legge razziale il secondo, da Paolo Mieli a Mario Calabresi, financo a Vauro e Saviano , un passato fra brigate rosse e ordini neri a piacimento),un ingranaggio asservito a questo mare magnum del pensiero comunista dominante. Non per niente ha vissuto una strepitosa carriera e non per niente nelle trasmissioni in televisione era spessissimo in compagnia di Sandro Curzi. Perché cito questo? Perché entrambi, Augias e Curzi, hanno lavorato in gioventù a favore del servizio segreto cecoslovacco ( Stb) durante tutti gli anni in cui in quel Paese vi era il dominio del comunismo staliniano (Sandro Curzi aveva vissuto in Cecoslovacchia,lavorando per una radio comunista che trasmetteva clandestinamente in Italia –“ Radio Oggi in Italia” -), quando, cioè quel servizio segreto cecoslovacco era agli ordini diretti del famigerato Kgb sovietico. Davanti a queste rivelazioni, Augias ha sempre mantenuto uno sdegnoso silenzio , tattica buona per non rispondere, ma in compenso è stato sempre difeso da “ Repubblica”, che però si è limitata, come al solito, alla derisione della questione, minimizzando i fatti e denunciando l’operazione come dettata dal solito Berlusconi per screditare l’avversario. I soliti depistaggi per non affrontare nel merito quelle scomode verità. Ed anche nella propria autodifesa, Augias non è mai entrato nelle sue questioni, non ha mai smentito direttamente le notizie date e che seguono , ma si accontenta di recitare la parte della vittima. Il povero bimbetto!!!! Ecco i fatti reali che Corrado Augias nasconde: 1) la sua collaborazione con i servizi segreti comunisti, alla quale ho appena accennato; 2) ) la sua amicizia con il capo della più grande e potente associazione segreta, la massoneria, Gustavo Raffi; 3) i suoi copia e incolla nello scrivere libri su libri (fatti ormai non più segreti, dal momento che è stato beccato con le mani nel sacco, come un ladruncolo con le mani nella tasca del borseggiato). Premessa necessaria:tutte le notizie su Augias (e su Curzi) provengono da molteplici documenti che sono racchiusi negli archivi segreti di Praga e per essere precisi, nell’«Archiv bezpenostnich sloek», contenente documenti ufficiali assolutamente veritieri che fanno riferimento alle testimonianze e ai rapporti ufficiali di ex membri dei servizi di sicurezza cecoslovacchi (Stb) che agivano sotto la direzione del Kgb sovietico. E’ noto come dopo il crollo del regime e dopo che siano trascorsi trenta anni – per taluni anche di meno – quei documenti possono essere consultati. Quale altra premessa necessaria, aggiungo ancora che Aldo Moro fu rapito ed ucciso solo tempo dopo i fatti che riguardano Augias, nell’anno 1978. I cinque processi Moro, le Commissioni parlamentari di inchiesta, le Commissioni stragi, i tanti libri su di lui, sulle Brigate Rosse, sulle così dette sue lettere rinvenute ( o messi lì da qualcuno apposta ?), con molto ritardo in Via Monte Nevoso, hanno segnato trentasei anni inutili , perché ancora oggi quell’azione di alta strategia militare (la scena del rapimento di Via Fani e l’uccisione di Aldo Moro ) è avvolta nel più assoluto mistero. Le “verità processuali” che i cinque processi su Moro ci hanno consegnato hanno lasciato un mare di dubbi e di incertezze che mai sono stati affrontati. Ne cito solo alcuni :perché i vestiti di Aldo Moro al rinvenimento del suo cadavere sono stati smarriti senza essere stati messi a disposizione di esperti per le verifiche? Perché non furono svolte indagini nella zona adiacente a Via Caetani( luogo del ritrovamento della macchina con dentro il cadavere di Moro)nel quartiere ebraico del ghetto? Perché quando venne fuori il coinvolgimento della Cecoslovacchia e dei suoi servizi segreti , la Commissione Parlamentare d’inchiesta non ascoltò tutti gli ex partigiani comunisti che avevano vissuto da fuori usciti in quel Paese ? Perché non furono mai ascoltati, interrogati tutti quei partigiani comunisti che avevano operato in Cecoslovacchia e che furono fatti rimpatriare dal Pci e da questo partito furono poi premiati con incarichi di governo o con carriere splendide? Perché non fu espletata una inchiesta sull’incredibile racconto della “ seduta spiritica” del Prof. Romano Prodi come si usa fare per tutti i “ depistaggi”? E chi mai ispirò quel depistaggio al Prof. Prodi? E quale fu il ruolo di Magistratura e stampa in questo depistaggio? Chi materialmente uccise Aldo Moro? E dove? E come mai Franceschini e Curcio furono lasciati soli e fatti praticamente arrestare nel 1974 e solo dopo arrivò Moretti al comando delle Brigate Rosse? E perché solo da quando arrivò Moretti le Brigate rosse cambiarono decisamente strategia e cominciarono le vere azioni insurrezionali armate? Chi era la famosa “ talpa” che da dentro il Parlamento italiano informava in tempo reale i brigatisti sugli sviluppi del caso Moro? Perché un elenco pubblicato in Cecoslovacchia e contenente ben quindicimila nomi di spie italiane non fu mai acquisito nel nostro Paese? Perché nessuno ha mai provveduto a svolgere un’inchiesta sulla “ Gladio Rossa” che agiva con certezza nella Cecoslovacchia staliniana ? Perché anche il governo di centrodestra di Berlusconi del 2001, non ostante una maggioranza parlamentare consistente ma avendo come Ministro l’On Baldassarre ( che era il fratello di un amico del Prof. Prodi che era presente in quella famosa seduta spiritica), non riuscì che a partorire quel topolino della Commissione Mitrokhin? Perché molti intellettuali, sempre così apparentemente pronti a cercare verità esistenziali, non hanno trovato di meglio, parlando della “Gladio Rossa” che cercare di liquidare l’argomento con le solite “ è roba vecchia”,” sono vecchie storie”? Eppure è certo che moltissimi brigatisti italiani erano stati ospitati ed addestrati proprio nei campi di addestramento militare in Cecoslovacchia , fra i quali anche Giangiacomo Feltrinelli . Eccomi ora ad Augias. Nel 1967, undici anni prima di Moro, dunque, in Cecoslovacchia il regime stalinista ed i suoi servizi segreti (Stb e Kgb) seguivano con interesse la carriera di Corrado Augias, nome in codice “Donat”, nato nel 1935 .«Donat partirà l’8 febbraio 1967 per New York dove lavorerà per la Rai con il compito di piazzare negli Usa i programmi culturali preparati a Roma” scrissero quei servizi segreti. Ed inoltre che Donat aveva firmato un contratto da informatore infiltrato - uno spione insomma- per due anni con lo stipendio di 1.400 dollari al mese. E che la moglie lo avrebbe raggiunto nel successivo mese di Aprile con la bambina e con la donna di servizio. I cecoslovacchi cercano di capire se il trasferimento del giornalista e della sua famiglia possa rappresentare per loro un’opportunità. Essi stavano, innanzi tutto, appurando se Corrado Augias, cioè “Donat”, fosse disposto a continuare la collaborazione come informatore dei servizi segreti comunisti in Italia anche durante la sua prossima permanenza negli Stati Uniti. Era infatti necessario che una apposita sezione di quel servizio segreto comunista, esattamente il così detto Settore 3 della Stb , rilasciasse a “Donat” il nulla osta della sezione d’intelligence cecoslovacca che curava i rapporti con gli informatori residenti negli Stati Uniti . Erano i tempi cupi della guerra fredda. Da una serie di documenti risulta che Corrado Augias avesse accettato la proposta di collaborazione con lo Stb cecoslovacco come infiltrato negli Usa, tanto che diversi documenti testimoniano che “Donat” doveva incontrare, appena giunto negli Stati Uniti, alcuni esponenti cecoslovacchi. Risulta che il giorno prima d’imbarcarsi per New York, Corrado Augias e la moglie incontrarono l’agente cecoslovacco Jaros.Il quale Jaros redisse , come usavano quei servizi segreti, il verbale di quell’’appuntamento. Eccolo: «Era l’ultimo incontro con Donat. Avevo ricordato a Donat il nostro accordo che se venisse qualcuno con il mio biglietto da visita sul quale egli stesso aveva scritto l'indirizzo, sarebbe stato sicuramente un amico da frequentare. Mi aveva assicurato la sua disponibilità dicendo che sarà sempre un grande amico della Cecoslovacchia. Non riusciva a capacitarsi che era l'ultima volta che ci vedevamo». Corrado Augias “Donat” dunque acconsente ad incontrare sul territorio americano dei cecoslovacchi forniti di un segno di riconoscimento rilasciato da Jaros o dai suoi colleghi. Scrive Jaros” Era entusiasticamente d’accordo, posso contare su di lui. Abbiamo concordato che se dovessi sapere che un mio amico parte per gli Stati Uniti lo cercherà mostrando il mio biglietto da visita. Gliene ho dato uno scrivendoci sopra il mio indirizzo di Roma ed il numero di telefono. Su un altro mio biglietto da visita Donat aveva scritto il suo recapito americano. Ho detto che, se dovesse andare qualcuno con quel biglietto da visita, cioè quello sul quale aveva scritto il suo indirizzo, significava che costui era un mio buon amico». In un altro documento rapporto Jaros scrive «Se qualcuno si rivolgerà a lui a nome mio , Donat lo frequenterà volentieri e cercherà, per quanto gli sia possibile, di soddisfare le necessità». C’è poi un’informativa interna dei servizi segreti cecoslovacchi,a firma di tale Maggiore Vaclav Majer, nella quale è scritto : «Se verrà contattato a nome di Jaros, secondo le proprie disponibilità, Donat manterrà volentieri dei contatti con qualcuno dell’ufficio di rappresentanza diplomatica negli Usa e cercherà di venirgli incontro». Dunque “Donat” ottenne il benestare per continuare la sua collaborazione con i servizi segreti cecoslovacchi che già svolgeva in Italia , da parte del Primo Settore , ma occorreva anche il benestare del Settore Terzo , il settore dei servizi segreti comunisti cecoslovacchi che si occupava di quelle statunitensi (Settore 3). Quindi la pratica Corrado Augias - Donat venne valutata sia a New York che a Praga. Poi, mano mano, sorgono problemi . Un documento della Sbt del 2 marzo 1967, classificato «top secret» dal Settore 3 dello Sbt e desecretato dopo il crollo del muro, descrive : «La posizione di Donat non convince: l'ufficiale che stila la nota è molto critico riguardo la “preparazione operativa del caso prima della partenza da Roma per New York” e lamenta anche che non siano stati eseguiti “controlli di sicurezza“» su Corrado Augias. L’estensore di quella informativa praticamente non nutre alcuna fiducia sul compagno “Donat” ed anzi arriva a sospettare che Augias avrebbe potuto essere un infiltrato, ma nei servizi segreti cecoslovacchi per conto dei servizi italiani. Insomma uno che era giudicato capace di fare il doppio gioco. Un passo indietro. Corrado Augias ha dunque collaborato, tra il 1963 e il 1967, con agenti di una nazione allora nemica nonché sottoposta alla dittatura comunista, incontrandosi in quattro anni ben trentacinque volte con il funzionario ceco “Jaros”. Il loro legame cominciò per la prima volta durante un ricevimento all’ambasciata bulgara a Roma: era il 30 maggio 1963. Il suo primo profilo, negli schedari dell’Sbt , recita: Donat «Corrado Augias. Di circa 25 anni [in realtà nel 1963 ne aveva 28 essendo nato nel 1935]. Iscritto al partito socialista da 2 o 3anni. Proviene da una famiglia della media borghesia. Ha sposato la figlia del sottocapo di Stato maggiore dell'aeronautica militare. Lavora in Rai». Dunque la spia Donat era interessante per il regime comunista cecoslovacco per due motivi. In primis per il suo lavoro alla RAI che consentiva a quel servizio segreto di avere da Donat informazioni fresche sulle direttive della RAI e dei Governi rispetto al Partito comunista italiano ( a quei tempi ancora unito con quello cecoslovacco ),alle intenzioni propagandistiche verso la Cecoslovacchia ed infine verso il problema della coalizione governativa. In secondo luogo in quanto Donat Augias era il marito di Daniela Pasti, figlia del noto generale Nino Pasti, sottocapo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, tanto che nel dossier dell’Sbt dedicato al compagno “ Donat” è inserito un trafiletto di stampa che ha come oggetto «Nuovo incarico nella Nato del generale Pasti». Strana anche la storia del Gen Pasti. Nino Pasti è stato per anni l’ufficiale italiano con il grado più alto nella Nato, in veste di vicecomandante supremo in Europa; poi, improvvisamente, si dimise dall’esercito e venne eletto per due mandati come senatore indipendente del PCI, segnalandosi per la sua adesione al gruppo internazionale “Generali per la pace e il disarmo”, legato alla Stasi, i servizi segreti della Ddr (Germania dell’est), tanto che il suo nome figurava nel lungo elenco stilato dall’ex archivista del Kgb Vassilij Mitrokhin. Dai rapporti depositati presso l’Sbt dall’agente Jaros emerge come a collaborare non fu il solo Augias, ma anche la moglie. In uno di questi report Jaros scrive che la moglie di Donat aveva consegnato all’Sbt persino l’elenco telefonico del ministero della Marina, meritandosi un lodevole giudizio di quel servizio segreto perché, rispetto al marito, «dal punto di vista operativo più interessante perché di carattere avventuroso e coraggioso». A questo punto, dunque, entra pesantemente in gioco anche la moglie del compagno “Donat”Alla severa reprimenda proveniente dal «Settore 3» risponde una decina di giorni dopo (15 marzo 1967) il maggiore Sumavsky (del Settore 1) minimizzando il lavoro svolto da Donat e puntando l’attenzione verso Daniela Pasti, la moglie di Corrado Augias. Scrive quel Maggiore cecoslovacco nel suo report all’Sbt : «Nella discussione è stato chiarito che nel caso di un eventuale contatto con Donat a New York (a Roma non è stato fatto alcun passo per la preparazione operativa del caso) questo si manterrebbe a livello di conoscenza di società per usarlo come mediatore di nuovi interessanti contatti e per eventuali possibili informazioni a lui accessibili. D’altra parte, questo parziale sfruttamento della sua persona sarà segnalato dalla sicurezza (controspionaggio Usa) e ciò potrebbe significare una grande limitazione delle possibilità operative al suo ritorno in Italia. Jaros dice che queste prospettive sono tali in considerazione della posizione del padre e della moglie stessa, vedi il suo lavoro precedente al ministero della Marina». Concludeva quel Maggiore :«Jaros, al suo ritorno a Roma avrà altre opportunità di contatto con la moglie di Donat (dal punto di vista operativo più interessante perché di carattere avventuroso e coraggioso). Durante il contatto dovrà sapere, verosimilmente, posizione di Donat a New York, la possibilità di lui e di lei di muoversi nell’ambito sia della comunità italiana che tra gli americani». CONCLUSIONI Corrado Augias da New York incomincerà una brillante carriera di giornalista e scrittore. Come Sandro Curzi. Qualche anno dopo anche Daniela Pasti diverrà una famosa giornalista, inviata del quotidiano Repubblica. Entrambi fanno parte del circolo mediatico di RAI3, Annunziata, Berlinguer, Fazio, ecc. Giocano a fare le vittime . Giocano, perché fanno parte del potere, di quel potere di cui dicevo all’inizio. Quello che, se lo servi, ti protegge e ti difende anche e sopra tutto dalle scomode verità, dai segreti. Qualcuno, magari qualche Magistrato, ha mai chiesto a costoro ragione di tutti questi scheletri nei loro armadi? ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ CHE FINE HANNO FATTO BERSANI, GOTOR, ZANDA, FASSINA..... Ma che dicono oggi i Bersani, i Fassina, gli Speranza, i Gotor, gli Scalfari, i Mauro, gli Scanzi, i Padellaro, i Mieli , i Calabresi, le Spinelli e tutti quei maghi Otelma della politica che spedirono il Sen Gotor , “l’ideologo” perdio, era una sera del Febbraio 2013 dopo la “ non vittoria” del P.D. ,da Vespa, a “Porta a Porta” dove, come un forsennato e tarantolato inscenò la farsetta della non sfiducia, dei governi della astensione programmata, della resurrezione di Berlinguer, del governo con il M5S o almeno con chi ci sta di quei grillini ? Stanno ancora ai loro posti o la paresi che ha pizzicato Bersani dopo quel miserabile screening ha leso anche qualche loro organo? =================================================

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