Gaetano Immè

Gaetano Immè

lunedì 10 febbraio 2014

-------------------C’E’ QUALCOSA DI STANTIO IN GIRO--------------------------------- Dunque già nel mese di Giugno 2011 il Signor Presidente della Repubblica contatta Monti Prof. Mario per sapere se accetterebbe di fare il Presidente del Consiglio. A giugno 2011 il Governo uscito dalle elezioni politiche aveva una sua maggioranza parlamentare. Davanti a queste proposte del Capo dello Stato il Professor Monti va da De Benedetti a chieder consiglio. E come mai da De Benedetti che non è un politico? Che vada da Romano Prodi ci sta, Prodi è stato due volte Presidente del Consiglio, ma Carlo De Benedetti? Perché Monti è andato a trovare De Benedetti? Ripeto la domanda su De Benedetti semplicemente perché quello che il Prof. Monti ha confessato ad Alan Friedman è una incredibile bugia , una mistificazione della realtà: il Prof. Monti , dopo la proposta di Giorgio Napolitano andò ad omaggiare,altro che “ chieder consigli”, la tessera numero 1 del P.D., nonché il padrone di “La Repubblica”( il rappresentante dei “poteri forti” che vogliono restaurare il loro dominio sul Paese) che cannoneggiava senza sosta il Governo eletto e ne chiedeva la distruzione, solo ed esclusivamente per assicurarsene il preventivo ed incondizionato sostegno e la benevolenza per la sua successiva accettazione dell’imbroglio presidenziale. Il piano criminale di Giorgio Napolitano dunque era già pronto con mesi di anticipo rispetto alla crisi che sarebbe scoppiata solo nel successivo autunno. Sono felice e soddisfatto, ma profondamente deluso ed amareggiato (per il tanto tempo che l’Italia ha perso appresso a questo simulacro di Presidente della Repubblica) , che man mano vengano fuori dalla melma italiana le prove del ruolo di Giorgio Napolitano, il quale da sempre è un sicario della democrazia italiana. Lo scrivo e lo urlo da tempo, ma ormai l’ammaestramento e l’addestramento del gregge italiano , che la sinistra persegue dal 1943 , ha devastato ogni capacità di analisi critica nel cervello della maggioranza degli italiani, ridotti a semplici tifosi rabbiosi. Aggiungo che Giorgio Napolitano oltre a dover rispondere per le sue “eventuali” responsabilità costituzionali come Presidente della Repubblica, deve anche rispondere per le sue considerevoli responsabilità politiche e giudiziarie sul “progetto politico eversivo” ( dunque lascio perdere la parola complotto ) ordito, alla caduta del Muro di Berlino e con la fine dei finanziamenti illeciti sovietici , perché da quel momento il Pci ha di fatto abbandonato ogni via politica al potere ( dopo la batosta di Occhetto), ponendosi alla guida di una “congrega” per la lunga stagione del sovvertimento costituzionale italiano, iniziato nel 92/93 con l’imposizione intimidatoria della modifica dell’articolo 68 della Costituzione , proseguito con l’esecuzione per via giudiziaria di tutti i partiti che potessero ostacolare il Pci e con lo sfacciato salvataggio del solo Pci, continuato con la persecuzione del popolo di centrodestra e di Berlusconi , tutte manovre ordite tra Pci, Magistratura democratica e poteri forti informativi, al solo ed unico fine di consentire al Pci ( ora ai suoi eredi legittimi e cioè al P.D. dei vari Bersani, Cuperlo, Fassina, Zanda, sinistra estrema , etc) di conquistare il potere sull’Italia anche senza o addirittura contro il consenso popolare. Giorgio Napolitano si rifugerà dietro la solita criminalizzazione, affermando che si tratta di “manovre squallide senza senso”. Non avendo il meschino validi argomenti per controbattere le accuse “ nel merito” gli fa comodo lanciare il “ richiamo della foresta”, il famoso “ dagli a Berlusconi ed ai berluscones” che incita all’odio razziale ed alla guerra civile. E’ l’unico modo che Giorgio Napolitano ed il Pci conoscono da sempre, per farsi seguire dai belluini istinti tribali dei comunisti.

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