Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 13 febbraio 2014

…SEMO GENTE DE BORGATA NUN POTEMO PAGA’. DA DOMANI COMINCIA ER CARVARIO, NUNC’E’ ARTRO DA FA’, FINIRA’ STO CALENDARIO E QUARCOSA CAMBIERA’, SEMO RICCHI DE POVERTA’……-------------------------------------------------------- . Elezioni? Il Presidente Napolitano sentenzia: “Sciocchezze”. Replica così al sentimento, diffuso massicciamente tra gli italiani, i quali, secondo tutti i sondaggi, dicono no al gioco della poltrona e chiedono il voto anticipato. “Sciocchezze”. Ma ho capito bene? Temo di sì. Le elezioni sono ormai relegate da Napolitano al rango di “extrema ratio”, qualcosa da evitare come la peste bubbonica. C’è molta confusione sul Colle del Quirinale sulla Costituzione, stanno facendo una confusione terribile fra l’art. 11 ed il secondo comma dell’art. 1. E’ il conflitto armato , la guerra, che abbiamo ripudiato per risolvere le controversie ( articolo 11), non la sovranità popolare che appartiene al popolo ( art 1 ) pur se nei limiti ecc…. Renzi mi pare che si stia adeguando a questo andazzo , molto egiziano, molto orientaleggiante, della democrazia. Anche prima di conoscere il verdetto delle prossime ore sul dilemma Letta – Renzi , è lampante chi e cosa, in questa battaglia da anticucina , sicuramente non ne trarrà giovamento. Innanzitutto i cittadini, umiliati come sudditi e costretti a guardare lo spettacolo deprimente di “ lotta di potere” tra due persone che non sono sicuramente espressione di una vittoria alle urne le quali, piaccia o meno, sono il cuore della sovranità popolare. In secondo luogo, le riforme: che ne sarà della riforma elettorale con il bipolarismo dell’Italicum, con il superamento del Senato e del Titolo V della Costituzione ? Se Renzi cede al regime del P.D. e si piazza a Palazzo Chigi sulla poltrona , ancora calda del sedere di Letta, senza passare da Vicolo Corto ( elezioni ) sarà il protagonista dell’ennesimo “ ribaltone” , perderà quel piccolo credito che s’era guadagnato e, signori miei, addio ai miei limoni, addio a questo Paese, addio alle riforme invocate da cinquanta anni e più, addio alla democrazia , addio alle elezioni in senso tradizionale. Intimorito ed intimidito dalla sua ventilata condanna a morte politica e civile dal caso Monti, Friedman, De Benedetti, Prodi, etc. Giorgio Napolitano si carica l’Italia sulle spalle e decide: d’ora in poi si farà come dico io e non seccatemi con altre sciocchezze! Il Pd indice le primarie ed il vincitore governa il Paese . Per festeggiare, brunch a spese dello Stato ad Eataly, dal compagno Farinetti, quello che ti vende anche l’Italia ad etti . Ma quali elezioni! Sono pure sciocchezze! Coro murmure di sottofondo: “le vogliono una cospicua parte del popolo italiano”. “ Non dicano sciocchezze” replica duro Giorgio Napolitano, con lo stesso tono con il quale Marie Antoinette replicò, seccata alle sue cameriere che quel giorno la innervosivano con quel loro “ Maestà, il popolo non ha pane”! “Sciocchezze! E che mangino le brioches!”, replicò, Lei, regale . Così continua l’eccelsa opera di teocratizzazione ( dominio del credo comunista) del Paese di Giorgio Napolitano, non più il garante dell’unità del Paese come vorrebbe la costituzione ( che è la più bella del mondo solo quando conviene al P.D.), ma, dopo le minacce del Corriere della Sera, di Repubblica, di De Benedetti, di Monti, di Prodi, etc, come un Generale sudamericano Napolitano ha così deciso: d’ora in poi il Presidente della Repubblica sarà il garante della direzione del P.D. In questo senso, la sovranità appartiene non “ al popolo”, ma alla “casa del popolo”. A Roma, non a Brescello . Da parte mia continuo imperterrito a denunciare la rinuncia al principio fondante della sovranità popolare. Sarò all’antica , ma mi ostino a credere che in Costituzione non ci sia scritto che la sovranità spetta al Pd, che la esercita nei limiti imposti dalle sue primarie e dalle sue direzioni ( do you remeber “ il Comitato Centrale del Pci ha stabilito che….”, radio l’Unità ), ma che la sovranità spetta al popolo, a quell’accozzaglia di rozzi e puzzolenti ( che forse nemmeno usano il bidet ) con quelle volgari e populiste elezioni a suffragio universale! Che schifo! Che puzza! Vogliate scusarci, semo gente rozza e vorgare, noantri. --------------------UN PROCESSO ALLA COSTITUZIONE, NON A BERLUSCONI------------------------------------------------ Ho cercato spesso di spiegare, di far capire che l’assenza di ogni vincolo giuridico, nel mandato politico che l’elettore conferisce all’eletto e che poi assicura una piena e totale libertà di decisione al parlamentare rispetto a quella del partito nel quale il parlamentare è stato eletto sia un bene prezioso della civiltà giuridica e politica , nato storicamente dallo spirito della Rivoluzione Francese , un bene prezioso che un Paese civile non deve mai nemmeno scalfire e nemmeno in nome del principio-pur esso democratico – della “governabilità” perché rende l’eletto libero da ogni e qualsiasi forma di condizionamento . L’art. 67 della Costituzione dà vigore a questo principio e l’articolo 68 precisa che un eletto del popolo non può essere sottoposto a indagine per il suo voto espresso su qualunque tema. Quante volte abbiamo discusso, da un punto di vista morale e politico, di una scelta simile? Un’infinità di volte, ma sempre abbiamo tutti concordato che essere “eletto”, per quanto oggi assuma anche il dispregiativo di “ prescelto”, non vuol dire essere un burattino diretto dal segretario del partito con il quale si è stato eletto. Cosa c’entra dunque una Procura della Repubblica se qualche volta, meritoriamente o proditoriamente, gli eletti segano le sbarre del partito-carcere e corrono fuori, a respirare un po’ d’aria pura e libera?La magistratura napoletana, invece , è partita all’attacco del sacrosanto diritto costituzionale di votare secondo coscienza e non secondo obbedienza cieca. E se pure non tutte le coscienze sono adamantine è quel sacrosanto principio che non può essere oggetto di valutazione di un arcigno inquisitore Questi Procuratori della Repubblica di Napoli sono semplicemente ridicoli nel processo De Gregorio perché solo nella passata legislatura vi sono stati ben 180 casi di parlamentari che hanno cambiato partito. Alcuni di questi anche due o tre volte. Se si forma un gruppetto parlamentare – li chiamo cespugli – con alcuni parlamentari che abbandonano il partito nel quale sono stati eletti, si forma il gruppo parlamentare, c’è il capo gruppo, gli viene attribuito l’ufficio, tutto il personale necessario, i relativi fondi, ecc. Ma qualcuno è andato mai a verificare se poi - faccio un esempio – una volta che quel “cespuglio” ha appoggiato politicamente un altro partito , quest’ultimo non abbia finanziato qualche iniziativa politica o culturale di quel cespuglio, magari un convegno, oppure un loro giornaletto? E come mai? Perché nel cervelletto di certe toghe c’è un riflesso pavloviano che fa scattare l’obbligatorietà dell’azione penale sempre e comunque quando c’è di mezzo Berlusconi? Insomma i reati di corruzione , per queste toghe, riguardano solo passaggi dal centrosinistra al centrodestra. E viceversa? Perché i P.M. non hanno imbastito una bella inchiesta sui famosi 101 parlamentari del P.D. che hanno tradito Prodi (nel segreto dell’urna) e solo dopo quell’abbandono , avevano deciso di depositare, col verricello della quarta votazione a maggioranza relativa, sul Quirinale un certo Giorgio Napolitano? Come si fa a mettere in galera un supremo principio della democrazia parlamentare?

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