Gaetano Immè

Gaetano Immè

giovedì 27 febbraio 2014

--------------------------UN PARTITO O UN COLLEGIO ?---------------------------------- Quello che accade nel M5s, dove alcuni hanno criticato la posizione di Grillo nel colloquio con Renzi, cosa è? E’ la manifestazione di una opinione che non coincide con quella della maggioranza di quel Movimento. Succede ovunque, è sempre successo. Nei partiti politici le correnti, il dissenso, la discussione è elemento insopprimibile , una vera e propria risorsa , ancor di più quando riguarda deputati o senatori, gli eletti, cioè, che non hanno per Costituzione l’obbligo del mandato. Ho sempre sostenuto l’intangibilità assoluta di tale principio costituzionale che è la massima espressione democratica della libertà della politica. E non si può commettere il suicidio, la follia di eliminarlo perché qualche scellerato ne abusa a proprio tornaconto. Sarebbe come bombardare la Sicilia per eliminare la mafia. Sarebbe come gettare il bambino con l’acqua sporca. Una follia pazzesca . Ma in Italia abbiamo assistito tante volte a simili tentativi di strozzare nella culla la democrazia , con infanticidi che, prezzolati tribuni, hanno cercato di spacciare al popolo incolto come misure salvifiche per il Paese. Ricordo solo l’imposizione, sotto la minaccia della pistola dell’arresto puntata alla testa , da parte del Pool di Magistrati di Milano - due dei quali(Di Pietro e D’Ambrosio) anche premiati con seggi senatoriali dal Pci per il lavoro intimidatorio svolto – dell’eliminazione parziale dell’articolo 68 della Costituzione. Se si guardano le conseguenze di quello stupro della Costituzione , di quella estorsione, senza pregiudizi, l’effetto” è stato rendere ogni Parlamentare succubo di ogni singolo P.M. Ed ha reso il Parlamento ed il Governo della Repubblica italiana soggetti non più al solo popolo sovrano-pur nei limiti ricordati dal secondo comma dell’articolo 1 della Costituzione - ma ad una minoranza politicizzata della Magistratura. Lo stravolgimento del Governo Berlusconi I nel 1995, l’abbattimento del Governo Prodi del 2008, lo scandalo dell’arresto e della detenzione di Alfonso Papa o quelli del manager Scaglia, tutti casi fondati su accese false ed inesistenti, non sono ancora sufficienti per ché gli italiani si tolgano le fette di prosciutto dagli occhi e gli schiavettoni ideologici da quel minimo di cervello che riescono a far funzionare? ------------ADESSO VEDIAMO CHI E’ VERAMENTE IL P.M. GRATTERI---------------------- Ora vedremo chi è il Dr Gratteri. Persino un giudice “ragazzino” (come venne sprezzantemente definito) come Rosario Livatino, trucidato da Cosa Nostra , più volte nei suoi scritti denunciò la “deriva della magistratura dell’antimafia professionale” e gridò (inascoltato) al suo mondo di tenere distinte, per sempre, politica e magistratura. I costruttori professionali di castelli di sabbia e di merda , gli architetti di fumose trattative, gli “ untori del morbo del giustizialismo calvinista”, quelli che dalle colonne di “ Repubblica”, de “L’Espresso”, de “ Il Fatto “ ecc hanno diffuso a piene mani, negli ultimi venti anni, quel morbo pestilenziale fino a trasformare il Paese , che era la patria dello Stato di Diritto, in un eterno, perenne mediatico Tribunale del Popolo da inquisizione , loro sono stati i primi a non volere Gratteri ministro, loro ed i colleghi ( come nel caso di Falcone) magistrati. Perché un magistrato non può e non deve frequentare politici nell’espletamento delle sue funzioni. Altrimenti può capitare che – magari a sua insaputa – ne diventi amico. E le amicizie false, si sa, tradiscono. Lo insegna anche la storia di Livatino. Insomma: la vita riservata di Gratteri cozza con la platealità dei Gomez, dei Travaglio, dei Padellaro, ecc con le carovane di falsi amici pronti a spingerlo verso il carro ministeriale. Pare che la scelta di Napolitano di evitare che Gratteri andasse a Via Arenula procuri le stesse doglianze e gli stessi striduli piagnistei da prefiche al soldo delle Procure ( Il Fatto, Repubblica, L’Espresso, ecc) che ci hanno ammorbato ai tempi di Rodotà tà tà . Ora vedremo chi è veramente il Dr Gratteri. Se è uno dei tanti falsi profeti dell’antimafia professionale, della “ legalità sbandierata e non onorata” , farà come hanno fatto i vari Ingroia, De Magistris, Di Pietro, D’Ambrosio, cioè la finta vittima per aspirare ad una cadrega pubblica che lo arricchisca di potere e di privilegi castali. Né più, né meno di quel che fece anche Rodotà tà tà , che mentre vagheggiava il Colle mollemente adagiato sull’amaca di quell’interessato consenso, sistemava ben bene la figliola, senza concorso, ovvio in posti di eccellenza. Oppure dimostrerà di essere quella persona seria che io credo fortemente che egli sia : prenderà dunque a calci in culo tutti i suoi falsi amici, tutti i suoi impresentabili ed interessati “magnaccia”- che volevano solo la sua faccia onesta per farne un burattino al servizio giudiziario dei loro potenti Don Rodrigo – ed in silenzio, senza proclami o interviste o comparsate televisive, continuerà a fare quello che il suo dovere. Arrestare ndranghetisti. “Estirpare il fenomeno malavitoso, mafioso, etc” non è compito di un Magistrato. Ci deve pensare un sano benessere economico complessivo del Paese ed un vera cultura.

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